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  • Roma-Lazio, Rovella a contatto con Celik: Gasperini chiede rigore

    Roma-Lazio, Rovella a contatto con Celik: Gasperini chiede rigore

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    Proteste in Roma-Lazio. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi hanno sfidato i biancocelesti nel derby della penultima giornata di Serie A, in una partita decisiva per la corsa alla Champions League e condizionata anche da qualche episodio arbitrale. Dopo il gol annullato a Dia per fuorigioco nel primo tempo, la squadra di Gasperini ha protestato per un contatto in area della Lazio tra Nicolò Rovella e Zeki Celik, su cui la Roma ha chiesto a gran voce un calcio di rigore. 

    Succede tutto al 56′. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo in favore dei giallorossi, il pallone arriva dalle parti di Rovella, che alza la gamba per allontanare il pallone ma si vede scavalcato dall’inserimento di Celik. I due giocatori vanno così a contatto, con il turco che resta a terra dolorante, mentre i giocatori in campo e Gasperini in panchina chiedono un calcio di rigore. 

    L’arbitro Maresca fa invece segno di continuare e la sua decisione viene confermata poco dopo anche dal Var, con il contatto tra i due considerato casuale e di lieve entità, non tale quindi da assegnare un rigore. 

     

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  • Internazionali, oggi finale del doppio: Bolelli/Vavassori-Granollers/Zeballos – Diretta

    Internazionali, oggi finale del doppio: Bolelli/Vavassori-Granollers/Zeballos – Diretta

    (Adnkronos) –
    Simone Bolelli e Andrea Vavassori a caccia del titolo nella finale degli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, domenica 17 maggio, i due tennisti azzurri sfidano la coppia tutta spagnola formata da Manuel Granollers e Horacio Zeballos – in diretta tv e streaming – nell’ultimo atto del tabellone di doppio maschile del Masters 1000 di Roma. 

     

    Alle 17 invece la finale maschile tra Jannik Sinner e Casper Ruud. 

     

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  • Padova, avrebbe abusato di sette minorenni: insegnante di religione ai domiciliari

    (Adnkronos) – Insegnante di religione finito agli arresti domiciliari: avrebbe abusato di sette minorenni. La procura di Padova ha chiesto e ottenuto dal gip la misura cautelare per un 37enne della provincia di Treviso che sarebbe l’autore di numerosi episodi di violenza sessuale aggravata ai danni di minori che gli venivano affidati in ragione del suo ruolo di insegnante di religione in una scuola privata e di animatore in varie parrocchie.  

    Secondo la ricostruzione della Squadra mobile padovana, i primi episodi risalirebbero al 2017 ma è a marzo che un 17enne si sarebbe confidato con un atro suo insegnante, raccontandogli le violenze subite dall’uomo durante un fine settimana trascorso fuori regione. Per la famiglia del ragazzo l’uomo era considerato un amico di famiglia, tanto che avrebbe dovuto addirittura fargli da padrino alla cresima.  

    Le indagini hanno consentito di individuare comportamenti inappropriati avvenuti con altri ragazzini e ragazzine minorenni e di chiarire come il 37enne avesse nel tempo adottato una sua propria modalità per entrare nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie, carpendone la fiducia fino ad arrivare a livelli di confidenza estrema che rendeva di fatto difficoltoso ai minori denunciare quanto accadeva. Secondo i numerosi episodi ricostruiti dagli agenti della mobile, l’uomo coglieva le giovani vittime con mosse inaspettate e repentine, tali da sorprenderli e non consentire loro alcuna reazione, costringendole o inducendole a subire atti sessuali.  

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  • Roma-Lazio, gol annullato a Dia: cos’è successo all’Olimpico

    Roma-Lazio, gol annullato a Dia: cos’è successo all’Olimpico

    (Adnkronos) –
    Gol annullato alla Lazio nel derby contro la Roma. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi sfidano i biancocelesti all’Olimpico nella penultima giornata di Serie A, in una partita fondamentale in chiave Champions League. In un primo tempo molto bloccato, Boulaye Dia riesce a segnare su assist di Rovella, ma l’arbitro Maresca annulla tutto per fuorigioco. 

    Succede tutto al 29′. Rovella pesca bene Dia in area, servendo l’assist per l’inserimento dell’attaccante biancoceleste. Il senegalese si ritrova solo davanti a Svilar, sbaglia il primo tentativo ma riesce a segnare sulla ribattuta. La gioia però dura poco. L’assistente alza la bandierina e l’arbitro annulla tutto per fuorigioco. 

    Le immagini confermano l’offside di Dia, partito troppo avanti rispetto all’ultimo difensore della Roma e finito in fuorigioco con, praticamente, la sua intera figura. 

     

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  • “La Cina aspetta la disfatta russa per riprendersi la Siberia”: Kasparov sul regime di Putin

    “La Cina aspetta la disfatta russa per riprendersi la Siberia”: Kasparov sul regime di Putin

    (Adnkronos) – Tallinn – “Tredici anni fa ero ancora un tesoro nazionale”, ha detto Garry Kasparov con ironia amara a Jill Dougherty. “Adesso sono un terrorista ufficialmente incriminato. Ho cambiato status”. Così inizia il dialogo alla Lennart Meri Conference di Tallinn tra l’ex campione di scacchi e ora dissidente russo (da 13 anni è in esilio dal regime putiniano) e la giornalista, già corrispondente da Mosca, per oltre 30 anni alla Cnn e ora docente a Georgetown.  

    La prima domanda di Dougherty ha sfidato subito uno dei luoghi comuni più diffusi: Putin sarebbe in difficoltà, nascosto in un bunker, con un cerchio magico sgretolato. Kasparov, da ex scacchista abituato a ragionare con le informazioni disponibili sul tavolo, non è d’accordo. 

    “Negli scacchi hai il 100% delle informazioni di fronte a te. Ma la situazione reale di un dittatore è il segreto più gelosamente custodito in qualsiasi dittatura. Parlare di Putin nel bunker, dello stato di salute di Putin, dei suoi cerchi magici, mi ricorda la vecchia cremlinologia: guardare chi stava vicino a Breznev affacciato dal mausoleo di Lenin e cercarci significati politici. È più astrologia che analisi”.  

    Quello che invece Kasparov è disposto ad affermare con certezza è altro. Putin non è soltanto in guerra contro l’Ucraina. “Putin è in guerra contro l’Europa, contro tutte le istituzioni europee, contro il mondo libero. E non lo dico io: lo sta comunicando lui stesso, in modo molto costante, da oltre due decenni”. 

    Il passaggio più forte del dialogo ha riguardato la prevedibilità di Putin. Kasparov ha ricostruito una linea dritta, che avrebbe dovuto essere visibile a tutti: nel 2005, al suo secondo mandato, Putin disse davanti alla Duma e al Senato riuniti in seduta comune che “il crollo dell’Unione Sovietica è stata la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo”. Due anni dopo, nel 2007, lo ripeté a Monaco di Baviera, guardando negli occhi George W. Bush e tutti i leader del mondo libero. L’anno seguente, attaccò la Georgia. 

    “I dittatori mentono sempre su ciò che hanno fatto. Ma molto spesso ti dicono esattamente quello che faranno. Il Mein Kampf fu pubblicato nel 1925, era un progetto. Nessuno lo prese sul serio. Nel 2007, Putin pose un ultimatum: riportare la Nato ai confini del 1997. Lo rimise sul tavolo nel dicembre 2021. L’obiettivo di Putin era, è e sarà ripristinare la gloria dell’impero russo. E non vi è alcuna indicazione che abbia cambiato idea”. 

    Uno dei momenti più elettrici della conversazione è arrivato quando Dougherty, cercando di aprire una finestra sul futuro, ha usato per tre volte consecutive l’espressione “quando la guerra finirà” (when the war ends). Kasparov l’ha interrotta: “Tre volte hai detto war ends. Non hai avuto il coraggio di dire: when Ukraine wins”. 

    Dougherty si è difesa: “Ovviamente, perché nessuno sa come si vinca o si perda”. E Kasparov ha ribadito la sua formula: “Senza una vittoria ucraina, nulla cambierà in Russia. Niente. Bisogna dimostrare che gli imperi muoiono. E niente, se non la bandiera ucraina issata a Sebastopoli, lo dimostrerà”. 

    Kasparov ha proposto una lettura della storia russa che va oltre Putin: non si tratta di un virus comunista, ma di un “virus imperiale” che muta da secoli. “Nel 1991 abbiamo fatto un errore colossale: ci siamo occupati del virus comunista, ma non del virus imperiale, che si è ripresentato. E a meno che non convinciamo il russo medio che l’impero è morto, non vedremo mai nessun cambiamento”. 

    La vittoria ucraina, ha spiegato, non richiede una resa incondizionata come nel 1945, né la conquista di Mosca. “Pensate al 1918: la Germania firmò la resa l’11 novembre mentre le sue truppe erano ancora in Francia e in Belgio, perché aveva esaurito le risorse. Putin potrebbe essere messo in una situazione analoga”. 

    Dougherty ha affrontato un tema scomodo: cosa fanno davvero i leader dell’opposizione russa in esilio? Kasparov non ha risparmiato i suoi stessi colleghi. “Le persone che incontri frequentemente a Washington sono sognatori che elaborano piani grandiosi su come ricostruire la Russia dopo Putin. Ma nulla di tutto ciò avrà senso a meno che l’Ucraina non vinca la guerra”. E più direttamente: “Non hanno un piano. Scrivono bei documenti per ottenere fondi e donazioni. Punto”. 

    Anche la delegazione russa nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, di cui fa parte, è vista da Kasparov come un organismo ancora troppo debole, ma che rappresenta l’unico embrione istituzionale di un’alternativa al regime di Putin. 

    Vero apprezzamento invece per Boris Nemtsov, “l’unico politico che si era opposto con fermezza all’annessione imperiale”, quando nel 2014 Mosca annesse la Crimea. Ucciso l’anno dopo con quattro colpi di pistola alle spalle. 

    Alla domanda filosofica di Dougherty sulla pokayanie – il concetto russo di penitenza, di espiazione – Kasparov ha risposto con una diagnosi impietosa. La Russia non ha mai attraversato un vero processo giudiziario di condanna dei crimini comunisti. E il momento breve di autocoscienza degli anni Ottanta è stato rapidamente sepolto sotto una restaurazione nostalgica. “Vladimir Putin non è stato un incidente. Abbiamo perso una finestra molto breve, alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90, per uscire dal binario imperiale”. 

    La sua conclusione “Dovete costringere i russi a fare una scelta. La guerra è perduta, l’impero è morto. Volete rientrare in Europa pagando i risarcimenti e riconoscendo i crimini del regime? Oppure volete diventare un satellite della Cina? I russi non abbracceranno la democrazia occidentale con il cuore. Forse lo faranno con lo stomaco, per la fame”. 

    Kasparov ha sollevato uno scenario che pochi osano nominare: il rischio che, se l’Occidente non agisce, sia la Cina a fare a pezzi l’impero russo. “La Cina ha rivendicazioni territoriali enormi sulla Russia: un’area grande quasi il triplo della Francia, 1,5 milioni di chilometri quadrati. L’intero territorio da Vladivostok a Chita era cinese fino al 1860. E la Cina aspetta. Se non facciamo nulla, l’Impero russo collasserà – ma sarà la Cina a farlo collassare. Forse tra qualche anno ci sarà un referendum in Siberia orientale e scopriremo che è cinese”. 

    La sessione di domande non è stata meno interessante. Una giornalista russa in esilio, riconosciuta come terrorista dal Cremlino per il suo sostegno all’esercito ucraino, ha chiesto se sia pensabile un’alleanza militare europea senza gli Stati Uniti. Per Kasparov, “la sicurezza e l’indipendenza dei paesi baltici e della Polonia non dovrebbero dipendere dal capriccio di un uomo nell’Ufficio Ovale che si è dimostrato, per tutta la sua vita, molto obbediente alle richieste del Cremlino. Il solo fatto che stiamo dibattendo se attivare o meno l’articolo 5 lo indebolisce, se non lo rende irrilevante. Putin ci sta ascoltando”. 

    “Come dovrebbe trattare l’Unione Europea una Russia che ha perso la guerra?”, la proposta di Kasparov, in parte ironica in parte serissima, è la “Russia Taiwan”: creare un’entità politica alternativa che raggruppi i milioni di russi che vogliono tagliare i ponti con il regime di Putin, offrire loro documenti, offrire loro uno status, formarli come forza politica. “Abbiamo milioni di russi che vogliono uscirne. Non hanno dove andare. I loro passaporti scadono nel ’26 e nel ’27. L’Europa continua a rilasciare oltre mezzo milione di visti l’anno — ma non a loro. Dategli una chance”. 

    Infine, uno studioso dell’Università della Florida ha posto una domanda sulla paralisi delle élite occidentali, su quella costante self-deterrence che nel 2022 portò l’amministrazione Biden a rifiutare di consegnare armi serie all’Ucraina perché “l’esercito sarebbe crollato in due settimane”. La risposta di Kasparov è stata un atto d’accusa: “Appeasement è una parola negativa, ma Chamberlain aveva buone intenzioni. Era ingenuo, non faceva affari con Hitler. Noi abbiamo fatto qualcosa di peggio: abbiamo saputo, capito, e comunque non abbiamo agito. L’Ucraina ha dimostrato che l’unico modo per rendere Putin prevedibile è mostrare forza”. (di Giorgio Rutelli) 

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  • MotoGp, oggi il Gran Premio di Catalogna: orario, griglia di partenza e dove vederlo

    MotoGp, oggi il Gran Premio di Catalogna: orario, griglia di partenza e dove vederlo

    (Adnkronos) – La MotoGp torna in pista in Catalogna. Oggi, domenica 17 maggio, il Motomondiale riparte con il Gran Premio di Barcellona – in diretta tv e streaming – sul circuito di Montmelò. Il pole position ci sarà lo spagnolo Pedro Acosta e si riparte dal successo di Alex Marquez nella gara sprint. Ecco orario, griglia di partenza e dove vedere il Gp di Catalogna. 

    Ecco la griglia di partenza del Gp di Barcellona, al via oggi alle 14: 

    1. Pedro Acosta (KTM) 

    2. Franco Morbidelli (Ducati) 

    3. Alex Marquez (Ducati) 

    4. Raul Fernandez (Aprilia) 

    5. Johann Zarco (Honda) 

    6. Fabio Di Giannantonio (Ducati) 

    7. Fabio Quartararo (Yamaha) 

    8. Brad Binder (KTM) 

    9. Jorge Martin (Aprilia) 

    10. Joan Mir (Honda) 

    11. Jack Miller (Yamaha) 

    12. Marco Bezzecchi (Aprilia) 

    13. Francesco Bagnaia (Ducati) 

    14. Enea Bastianini (KTM) 

    15. Fermin Aldeguer (Ducati) 

    16. Luca Marini (Honda) 

    17. Maverick Vinales (KTM) 

    18. Ai Ogura (Aprilia) 

    19. Alex Rins (Yamaha) 

    20. Diogo Moreira (Honda) 

    21. Augusto Fernandez (Yamaha) 

    22. Toprak Razgatlioglu (Yamaha) 

    Gli appuntamenti del Gran Premio di Catalogna di MotoGp saranno trasmessi in diretta televisiva sui canali SkySport. Il Gran Premio sarà visibile in streaming su Sky Go e NOW.  

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  • Ascolti tv, finale Eurovision stravince serata con 5 milioni di spettatori

    Ascolti tv, finale Eurovision stravince serata con 5 milioni di spettatori

    (Adnkronos) – La finale dell’Eurovision Song Contest (con la vittoria della Bulgaria e il quinto posto di Sal Da Vinci) è stata seguita ieri sera su Rai1 da 5.033.000 spettatori con il 36% di share, risultando di gran lunga il programma più visto del prime time di sabato 16 maggio e della seconda serata. Al secondo posto, tra i programmi di prime time, ‘Il gladiatore 2’ su Canale 5 con 1.621.000 spettatori e il 12.2% di share. In terza posizione, ‘In Altre Parole’ su La7 con 1.083.000 spettatori e il 6.1% di share, nella prima parte, e 616.000 spettatori con il 4.2%, nella seconda.  

    A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: ‘Il marchese del Grillo’ su Rete4 (743.000 spettatori, share 5%), ‘The Rookie’ su Rai2 (598.000 spettatori, share 3.5%), ‘Kung Fu Panda 4’ su Italia 1 (544.000 spettatori, share 3.2%), ‘Accordi & Disaccordi’ sul Nove (515.000 spettatori, share 3.4%), ‘MotoGP – Sprint Race’ e ‘Paddock Live Show’ su Tv8 (rispettivamente, 476.000 spettatori, share 2.7%, e 172.000 spettatori, share 1%), ‘Sapiens – Un Solo Pianeta’ su Rai3 (433.000 spettatori, share 2.8%),  

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  • Verissimo ‘Le Storie’, anticipazioni di oggi 17 maggio: gli ospiti e le interviste

    Verissimo ‘Le Storie’, anticipazioni di oggi 17 maggio: gli ospiti e le interviste

    (Adnkronos) –
    Silvia Toffanin torna oggi, domenica 17 maggio, con il secondo appuntamento del weekend in compagnia di Verissimo. Oggi andrà in onda una puntata replica, ‘Verissimo-Le storie’: una selezione delle interviste più intense realizzate da Silvia Toffanin nel corso di questa edizione. 

    Le interviste che verranno oggi proposte non sono state svelate, ma la puntata speciale promette di rivivere le emozioni più intense della stagione.  

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  • Gb, Daily Mail: “Starmer si dimetterà da primo ministro”

    Gb, Daily Mail: “Starmer si dimetterà da primo ministro”

    (Adnkronos) – Il primo ministro britannico Keir Starmer si dimetterà di sua spontanea volontà. Lo scrive il Daily Mail, citando fonti governative. “Keir Starmer ha confidato ai suoi amici più stretti l’intenzione di dimettersi da primo ministro”, afferma l’articolo. Secondo le fonti, il primo ministro comprende la situazione politica del Paese, ma desidera lasciare l’incarico con dignità. 

    “Non è ancora chiaro quando esattamente verrà fatto questo annuncio”, aggiunge il giornale britannico. A maggio, quasi 100 parlamentari hanno chiesto le dimissioni del primo ministro in seguito alla sconfitta del Partito Laburista alle elezioni locali. Diversi funzionari governativi si sono dimessi per protesta, tra cui il ministro della Sanità Wes Streeting, considerato un importante rivale di Starmer.  

    Come riportato dal quotidiano Telegraph, il sindaco di Manchester, Andy Burnham, considerato anche un oppositore dell’attuale leader del partito al governo, intende candidarsi al parlamento, entrando così in lizza per la carica di primo ministro. 

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  • Serie A, oggi Juve-Fiorentina – La partita in diretta

    (Adnkronos) – La Juve torna in campo in Serie A, a caccia di un posto nella prossima edizione della Champions League. Oggi, domenica 17 maggio, i bianconeri ospitano la Fiorentina allo Stadium nella penultima giornata di campionato. La squadra di Spalletti, terza a 68 punti, va a caccia di una vittoria cruciale per blindare un posto tra le prime quattro. Dall’altra parte, i viola sono già sicuri della salvezza. Calcio d’inizio alle 12, in contemporanea con Genoa-Milan, Pisa-Napoli, Roma-Lazio e Como-Parma. 

    Dove vedere Juve Fiorentina? La partita di oggi sarà visibile su Dazn, ma anche su Sky Sport ai canali Sky Sport Uno (201), Sky Sport Calcio (202), Sky Sport 4K (213) e Sky Sport (251). Partita disponibile in streaming su Sky Go, Now e sull’app di Dazn 

    Nell’ultima giornata di campionato, la Juve affronterà il Torino nel derby. La Fiorentina ospiterà invece l’Atalanta.  

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