Tag: ultimora

  • Gigliuto (Istituto Piepoli): “7 italiani su 10 pronti a donare plasma ma poca informazione”

    Gigliuto (Istituto Piepoli): “7 italiani su 10 pronti a donare plasma ma poca informazione”

    (Adnkronos) – Esiste in Italia un forte divario tra la disponibilità dichiarata a donare il plasma e i comportamenti concreti. “Sette italiani su 10 affermano che vorrebbero donare, quindi la grande maggioranza della popolazione si dice favorevole”. Tuttavia, questa intenzione non si traduce sempre in azione. “Il problema principale è la scarsa conoscenza: solo 2 italiani su 10 sanno davvero cos’è il plasma. Anche tra chi dona, circa la metà non è pienamente consapevole dell’utilizzo che viene fatto del plasma raccolto”. Lo ha detto Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, intervenuto alla presentazione – oggi a Roma – della ricerca dell’Istituto Piepoli commissionata da Takeda Italia sulla consapevolezza degli italiani rispetto all’importanza del plasma. 

    Per Gigliuto, la chiave è soprattutto l’informazione: “Serve una grande campagna di comunicazione per colmare questo gap conoscitivo e culturale”. Accanto alla sensibilizzazione, aggiunge, “è fondamentale rendere la donazione più semplice e accessibile, vicino casa e con modalità flessibili, quando le persone sono disponibili”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Mostre: a Grosseto ‘Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e gli artisti maremmani’

    Mostre: a Grosseto ‘Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e gli artisti maremmani’

    (Adnkronos) – Venerdì 15 maggio 2026, sarà inaugurata la mostra “Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e gli artisti maremmani”, in programma al Polo culturale Le Clarisse di Grosseto con un’esposizione anche al Palazzo della Provincia fino al 6 settembre. 

    Promossa da Fondazione Grosseto Cultura, Comune di Grosseto, Provincia di Grosseto e Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell’Università di Siena, con il contributo di Fondazione CR Firenze, con il patrocinio della Regione Toscana e la collaborazione del Museo Galleria del Premio Suzzara, Isgrec, Fondazione Luciano Bianciardi, Mediateca digitale della Maremma, Associazione fotografia e territorio e Archivio Foto Gori, la mostra ricostruisce il clima culturale del dopoguerra, quando la tragedia di Ribolla del 1954 portò la Maremma al centro del dibattito nazionale. 

    Curata da Luca Quattrocchi e Livia Spano, dell’Università di Siena, l’esposizione mette a confronto i protagonisti del realismo italiano – da Renato Guttuso Carlo Levi, Ernesto Treccani, Giuseppe Zigaina, Aldo Natili – con gli artisti maremmani che, proprio in quegli anni, iniziarono a confrontarsi con un linguaggio capace di raccontare il lavoro, le condizioni sociali e la vita del territorio. 

      

    Il percorso espositivo si articola in tre sezioni: una dedicata ai grandi interpreti del realismo italiano, una agli artisti maremmani e al loro progressivo avvicinamento ai temi sociali, e una terza che amplia lo sguardo a fotografia e cinema, restituendo attraverso immagini e documenti il contesto storico e umano della Maremma del dopoguerra. 

      

    Accanto alle opere, il progetto ricostruisce il contesto culturale e civile in cui queste esperienze sono nate, riportando al centro una stagione in cui l’arte si confrontava direttamente con il lavoro, le condizioni sociali e le trasformazioni del territorio. Il riferimento alla tragedia di Ribolla e al dibattito che ne seguì permette di leggere la Maremma non più come periferia, ma come luogo di produzione culturale e di riflessione, capace di dialogare con i protagonisti del realismo italiano. 

      

    La mostra sarà visitabile dal 15 maggio al 6 settembre 2026 al Polo culturale Le Clarisse e al Palazzo della Provincia, con orari differenziati per periodo stagionale. L’ingresso è di 5 euro (ridotto 3 euro) per il Polo Le Clarisse e gratuito per il Palazzo della Provincia. 

    —

    cultura

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Internazionali, Sinner e la dichiarazione d’amore: “Sei il più bello”

    Internazionali, Sinner e la dichiarazione d’amore: “Sei il più bello”

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner mania agli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, giovedì 14 maggio, il tennista azzurro è volato in semifinale del Masters 1000 di Roma, superando Andrej Rublev in due set nei quarti, di fronte a un Centrale sold out per lui e ancora una volta colorato d’arancione, con tanti cartelloni e cori che hanno riempito l’aria del Foro Italico. 

    “Sinner sei la racchetta di Dio”, scrive un tifoso su un cartellone, un messaggio urlato, poco dopo, a un punto da urlo firmato dall’azzurro. Per il numero 1 del mondo sono arrivati appassionati da tutta Italia: alcuni firmavano messaggi dalla provincia di Cosenza, altri da Siena: “Jannik Siena ti ama”, è l’ultima dichiarazione d’amore ricevuta da Sinner. 

    Durante il secondo set, un’altra tifosa ha preso coraggio e si è finalmente dichiarata: “Jannik sei il più bello”, è stato l’urlo che ha riempito il Centrale proprio quando l’azzurro si preparava a servire. La reazione? Un sorriso sotto il cappellino nero. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Gaggeri (vicepresidente Ordine Ingegneri Milano): “Auspichiamo ottimizzazione gestionale”

    Gaggeri (vicepresidente Ordine Ingegneri Milano): “Auspichiamo ottimizzazione gestionale”

    (Adnkronos) – “La sintesi tra la Uni En Iso 9001 e le norme di project management dovrebbe portare a un’ottimizzazione gestionale, ed è quello che ci auspichiamo”. Ad affermarlo Luigi Gaggeri, vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano e presidente della commissione Project management, a margine degli ‘Stati generali delle ingegnerie – Innovazioni per un futuro comune’, il convegno organizzato dall’Ordine all’Acquario Civico meneghino per riflettere su come l’innovazione possa aiutare ad affrontare le grandi sfide globali.  

    “Il progetto di norma PdR 185 diventerà norma dopo un periodo di gestazione sulla sua efficacia ed efficienza”, ha spiegato Gaggeri. “È sostanzialmente una sintesi tra la Uni En Iso 9001, cioè l’organizzazione completa di un’azienda, di una società di ingegneria, di uno studio professionale, di un’impresa, con le norme di project management, quindi l’ottimizzazione di un aspetto gestionale all’interno di una struttura più ampia”. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Chirurgia: malformazioni craniofacciali, Scopelliti (Smile House) ‘la cura è un percorso’

    Chirurgia: malformazioni craniofacciali, Scopelliti (Smile House) ‘la cura è un percorso’

    (Adnkronos) – “Io devo fare i conti con la mia faccia”. Un nuovo intervento? “Ti dirò se voglio fare altro”. È la lezione “enorme” di Giovanni Bagnasco, allora 14enne, cresciuto all’interno del percorso di cura Smile House, per una malformazione craniofacciale, che oggi è diventato anche attore. “Noi chirurghi pensiamo che il dato estetico sia la cosa più importante. E invece non è così”, spiega, all’Adnkronos Salute, Domenico Scopelliti, presidente e fondatore di Smile House Fondazione Ets, direttore dell’Unità operativa complessa di chirurgia Maxillo-facciale dell’ospedale San Filippo Neri, Asl Roma 1. “Le malformazioni craniofacciali, in particolare la labiopalatoschisi, vengono spesso affrontate come un problema chirurgico da correggere precocemente – continua – L’approccio tradizionale si è a lungo basato su un’idea semplice: operare e risolvere. Ma la realtà è più complessa. Anche quando la chirurgia è tecnicamente perfetta, la crescita del bambino cambia le condizioni iniziali. Le cicatrici, lo sviluppo osseo, la funzione respiratoria, la fonazione e l’alimentazione evolvono nel tempo. E, soprattutto, evolve la percezione di sé. Il risultato è che la cura non può essere un singolo atto, ma un percorso lungo anni”. 

    Da questa consapevolezza, è nato il modello Smile House. “Si tratta di un sistema organizzato su più livelli che accompagna il paziente dalla diagnosi prenatale fino alla fine dello sviluppo, spesso anche oltre i 20 anni – illustra Scopelliti – Il principio è semplice nella teoria, più complesso nella realizzazione: costruire una presa in carico continua, multidisciplinare e territoriale per assistere, fin dalla diagnosi prenatale, questa condizione e mettere in atto tutta una serie di attività perché la famiglia sia sostenuta ad affrontare questa realtà, mettendo al mondo un piccolo che possa avere tutte le opportunità per realizzare la propria vita”. L’impatti del progetto è concreto e misurabile. “Il 65% dei bambini nati in Italia con labiopalatoschisi è stato trattato in uno dei Centri Smile House – precisa – Complessivamente, tra il 2010 e il 2024, abbiamo assistito oltre 1.600 pazienti, offerto più di 93mila consulenze multidisciplinari ed effettuato circa 5mila interventi chirurgici”. 

    Il cuore del modello è il lavoro di squadra in una rete nazionale perché “l’obiettivo non è solo ricostruire un volto – rimarca Scopelliti – ma garantire funzioni vitali: alimentazione, respirazione, linguaggio e sviluppo sociale” evitando “frammentazione e migrazione sanitaria”. Per questo non esiste un unico specialista, ma un sistema integrato che “comprende una lunga serie di esperti: chirurgo maxillo-facciale; ortodontista e odontoiatra; anestesista pediatrico; pediatra; otorinolaringoiatra e foniatra; logopedista; psicologo dell’età evolutiva; infermieri dedicati all’allattamento e alla crescita, oltre a protesisti e implantologi nei casi complessi”. 

    La nascita della rete Smile House è avvenuta più tardi, “nel 2008, da un primo accordo con il ministero della Salute – ricostruisce il fondatore – Nel 2006 ci era stato commissionato uno studio analitico e ci siamo resi conto che c’erano due problemi fondamentali: la discontinuità delle cure e la migrazione sanitaria”, condizioni che aumentano i costi sociali e anche per il Servizio sanitario. “Oggi siamo presenti con 8 centri distribuiti sul territorio nazionale – Vicenza, Monza, Pisa, Ancona, Roma, Cagliari, Taranto e Catania – Noi coordiniamo tutto il progetto e garantiamo la continuità delle cure e il controllo della qualità. Ma attualmente – precisa – il ministero sta valutando la possibilità che questa diventi una delle prime reti nazionali per il trattamento delle malformazioni craniofacciali”. 

    Il percorso inizia spesso già con la diagnosi prenatale, “quando la famiglia viene informata e accompagnata nelle scelte – racconta Scopelliti – Alla nascita, la prima sfida non è chirurgica ma funzionale: alimentare il bambino in modo corretto. In molti casi, grazie a tecniche specifiche e formazione delle famiglie, è possibile evitare ospedalizzazioni prolungate e consentire un’alimentazione naturale o assistita. Segue poi la fase ortopedico-ortodontica precoce, che prepara i tessuti alla chirurgia successiva, migliorando gli esiti funzionali ed estetici. Gli interventi chirurgici – chiarisce – vengono quindi distribuiti nel tempo, spesso tra il quarto mese e il primo anno di vita, in modo progressivo e personalizzato. Parallelamente, logopedia e supporto psicologico iniziano precocemente, perché lo sviluppo non è solo fisico ma anche relazionale e comunicativo”. 

    Il punto centrale del modello non è la tecnica chirurgica, ma l’obiettivo finale: l’integrazione sociale. “Un bambino non è guarito solo perché operato – afferma l’esperto – È guarito quando può parlare, mangiare, respirare e soprattutto vivere relazioni senza barriere psicologiche o sociali”. Anche per questo, nel celebrare 25 anni di attività, l’anno scorso, Smile House ha promosso, all’interno della manifestazione Taomoda-week, a Taormina, una sfilata che ha coinvolto proprio i ragazzi seguiti dalla Fondazione. “Il primo a sfilare è stato Bagnasco – osserva Scopelliti – Seguiamo molti dei nostri ragazzi sui social. Non usano filtri: mostrano che non intendono cancellare la differenza, ma integrarla nella vita”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sinner, da Maldini a Salvini: tutti i vip agli Internazionali per Jannik

    Sinner, da Maldini a Salvini: tutti i vip agli Internazionali per Jannik

    (Adnkronos) –
    Pioggia di vip agli Internazionali d’Italia 2026 per Jannik Sinner. Oggi, giovedì 14 maggio, il numero 1 del mondo ha raggiunto la semifinale del Masters 1000 di Roma, battendo Andrej Rublev nei quarti in un Centrale sold out. A vedere il tennista azzurro c’erano anche molti volti noti dello sport e dello spettacolo, oltre che della politica. 

    In prima fila nella tribuna d’onore del Centrale è apparso Paolo Maldini, ex bandiera del Milan e della Nazionale, poco distante dal suo ex dirigente Adriano Galliani. A qualche posto di distanza ecco il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini. Presenti in tribuna anche la biatleta italiana Dorothea Wierer, il giornalista Massimo Giletti e Alessia Marcuzzi. 

    Sempre al fianco di Sinner i genitori, il padre Hanspeter e la madre Siglinde, accompagnati questa volta anche dal fratello Mark, assente nei primi turni del torneo. In tribuna, come sempre, anche il capitano di Coppa Davis Filippo Volandri e quella di Bjk Cup Tathiana Garbin. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ucb, continua l’impegno a fianco del villaggio Sos bambini di Saronno

    Ucb, continua l’impegno a fianco del villaggio Sos bambini di Saronno

    (Adnkronos) – Una giornata dedicata alla manutenzione ordinaria e alla cura degli spazi del Villaggio Sos bambini di Saronno (Varese), attraverso piccoli interventi concreti pensati per contribuire al benessere quotidiano dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie accolte nella struttura. È l’iniziativa che ha coinvolto i collaboratori italiani di Ucb Pharma che ha così rinnovato il proprio impegno nell’ambito della sostenibilità sociale organizzando la quarta ‘Giornata del volontariato di Ucb Italia’ in collaborazione con Sos Villaggi dei Bambini. Accanto alle attività svolte durante la giornata – informa la farmaceutica in una nota – ulteriori donazioni saranno destinate a sostenere interventi di manutenzione più complessi, che richiederanno il coinvolgimento di professionisti specializzati, con l’obiettivo di continuare a migliorare gli ambienti del centro e renderli sempre più accoglienti e funzionali. 

    Novità simbolica dell’edizione 2026 è stata la piantumazione di un melograno all’interno del cortile del Villaggio Sos Bambini di Saronno, scelta condivisa con i responsabili della struttura. Albero da sempre associato alla vita, alla prosperità e alla cura, il melograno rappresenta il desiderio di costruire insieme un futuro fondato su attenzione, crescita e responsabilità condivisa. 

    “Questa giornata rappresenta per noi un momento importante di partecipazione e vicinanza concreta al territorio – ha dichiarato Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia – In Ucb crediamo che il nostro ruolo non si esaurisca nello sviluppo di innovazioni scientifiche capaci di migliorare la vita delle persone affette da malattie croniche. Sentiamo anche la responsabilità di essere parte attiva dell’ecosistema della cura, creando valore e collaborando con le comunità in tutte le dimensioni che contribuiscono al benessere delle persone, anche oltre la terapia. La scelta di piantare un melograno vuole essere un segno tangibile di questo impegno: un gesto semplice ma duraturo, che parla di cura, relazioni e futuro condiviso”. La collaborazione con Sos Villaggi dei Bambini – conclude la nota – si inserisce nel più ampio percorso di sostenibilità di Ucb Pharma, che promuove iniziative orientate a generare, nei territori in cui opera, un impatto positivo su più livelli, non solo per i pazienti, ma anche per le comunità e gli operatori del sistema. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ostia, accoltellato al torace dalla compagna durante lite: è grave

    Ostia, accoltellato al torace dalla compagna durante lite: è grave

    (Adnkronos) – Un uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale Grassi di Ostia a causa di diverse ferite, di cui una profonda, al torace. Ad accoltellarlosarebbe stata la compagna durante una lite. 

    E’ accaduto questa mattina intorno alle 7 in via dei Romagnoli, a Ostia, sul litorale romano. I sanitari lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico e ora è ricoverato in prognosi riservata. Secondo quanto riferito dai medici è in pericolo di vita.  

    La compagna è stata arrestata dai carabinieri perché gravemente indiziata del reato di tentato omicidio e condotta a Rebibbia, in attesa dell’udienza di convalida. Secondo i primi accertamenti, si tratterebbe di un episodio di violenza tra le mura domestiche, a seguito di un violento diverbio scoppiato all’interno dell’abitazione tra l’uomo e la sua compagna, entrambi romani. Sul caso indagano i carabinieri della stazione e della compagnia di Ostia, chiamati dalla mamma della vittima che era in casa al momento del ferimento. Nell’abitazione sono stati eseguiti i rilievi tecnico-scientifici, da parte dei Carabinieri del Gruppo di Ostia ed è stato rinvenuto anche un coltello da cucina sporco di sangue.  

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Aisla: con ‘Ovunque vicini’ visita specialistica a casa per persona con Sla

    Aisla: con ‘Ovunque vicini’ visita specialistica a casa per persona con Sla

    (Adnkronos) – La visita specialistica non si sposta, ma arriva a casa. È il principio che guida ‘Ovunque vicini’, un’infrastruttura di prossimità che punta a ridurre disuguaglianze territoriali, frammentazione assistenziale e tempi di accesso, mettendo in connessione specialisti, territorio, caregiver e persone con sclerosi laterale amiotrofica (Sla) in un percorso continuo di cura. Promosso da Aisla- Associazione italiana Sla, in partenariato con Fondazione Serena – Centri clinici Nemo, il progetto, che viene presentato martedì 19 maggio, dalle ore 11 alle 13, al Salone d’Onore della Triennale di Milano, mette in dialogo salute, innovazione sociale, telemedicina, presa in carico multidisciplinare e progetto di vita delle persone con disabilità, in coerenza con i nuovi paradigmi della medicina territoriale e della continuità assistenziale. Nel corso dell’evento di presentazione – informa Aisla in una nota – saranno presentati il modello operativo, la governance clinica e sociale del sistema e ci sarà una dimostrazione live del percorso di presa in carico, dalla richiesta del paziente alla televisita specialistica, fino al follow-up assistenziale. 

    A dare l’avvio all’incontro che rappresenta l’avvio pubblico di un progetto nazionale che punta a portare il sistema di cura là dove la vita accade, nelle case delle persone, saranno i saluti istituzionali del ministro per le Disabilità, onorevole Alessandra Locatelli. Interverranno quindi, tra gli altri: Fulvia Massimelli, presidente nazionale Aisla; Alberto Fontana, ideatore dei Centri clinici Nemo; Alessandro Padovani, direttore della Clinica di neurologia e prorettore alla Ricerca dell’Università degli Studi di Brescia che parlerà del cambiamento della medicina, dall’episodio alla continuità della cura; rappresentanti del mondo clinico, istituzionale e delle prime 3 Regioni coinvolte nella fase pilota del modello: Calabria, Basilicata e Veneto. 

    Le tre esperienze territoriali – spiega Aisla – rappresentano “il primo passo di un percorso che, a partire dall’autunno, vedrà un progressivo coinvolgimento di ulteriori territori italiani, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile una medicina specialistica di prossimità per le persone con Sla”. Il progetto è realizzato con il contributo della presidenza del Consiglio dei ministri – ministro per le disabilità, a valere sul Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sinner: “Contento del record, ma non gioco per questo. Darderi? Non mi piace giocare così tardi”

    Sinner: “Contento del record, ma non gioco per questo. Darderi? Non mi piace giocare così tardi”

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner ‘polemico’ agli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, giovedì 14 maggio, il tennista azzurro ha battuto il russo Andrej Rublev nei quarti del Masters 1000 di Roma, volando in semifinale per il secondo anno di fila e battendo il record di partite consecutive nei Masters, superando Novak Djokovic a quota 32. In conferenza stampa però Sinner ha rivelato di non apprezzare quando i giocatori entrano in campo troppo tardi, come capitato ieri a Luciano Darderi. 

    “Ieri c’è stata la pioggia che ha rallentato tutta la giornata, ma a me non piace quando i giocatori entrano in campo così tardi. Siamo umani anche noi, poi hai quasi un fuso orario”, ha detto il tennista azzurro in conferenza stampa, “hai trattamento, devi mangiare, c’è la conferenza stampa, tante cose che ti fanno andare a dormire veramente tardi. Lui ha speso tante energie ma ora ha un giorno di riposo quindi spero possa riuscire a recuperare. Gli auguro il meglio ma quando entri in campo così tardi è anche difficile riuscire a giocare un buon tennis. Grande rispetto per il pubblico che è rimasto, è una cosa incredibile e tra le cose più belle che ci spingono a giocare”. 

    “Fisicamente mi sento bene, è normale durante un torneo avere una giornata in cui ti senti più stanco. Sono felice di come ho gestito la situazione durante la partita”, ha raccontato Sinner, che poi ha parlato anche dell’ennesimo record appena infranto, “sono contento dei record, ma sono concentrato su domani. È una partita importante e devo recuperare il più possibile fisicamente perché sto sentendo che sto giocando tanto. Domani sera sarà una partita difficilissima, scambi lunghi e più fisica. A prescindere da come andrà, per me va bene tutto quello che arriva, sia se vinco che se perdo. Avrò tempo per recuperare per Parigi che è il mio obiettivo di quest’anno”. 

    “Sto scrivendo la mia storia, non gioco per i record, ma non mi sarei mai aspettato di essere qui e vincere quello che ho vinto. Quando ero piccolo non mi sarei mai aspettato di arrivare a questo livello di tennis, ma ora sono qui”, ha detto Sinner, “la maggior parte delle persone pensa che sono una brava persona e questa è la cosa più importante per me, poi ci sono i risultati in campo, dove spero di essere un giocatore costante per il resto della mia carriera”. 

    Sui miglioramenti sulla terra: “Non bisogna guardare solo ai risultati. Anche l’anno scorso sulla terra ho raggiunto grandi risultati arrivando in finale qui e a Parigi, quest’anno è la prima volta che vinco qualcosa di grande sulla terra ma è la conseguenza del percorso. Fisicamente sto diventando più forte e penso che è un mix di cose, ci vuole anche esperienza per giocare alcuni punti”. 

    Menzione speciale proprio per Darderi, alla prima semifinale in carriera a Roma: “Conosco Luciano, anche se non benissimo. Ci siamo allenati insieme a Dubai, abbiamo giocato contro in Australia. È bello che il tennis italiano continui a tirare fuori nuovi fenomeni, ma quando i giocatori diventano più forti diventano anche potenziali avversari. Io ho un buon rapporto con tutti, siamo una bellissima squadra e siamo fortunati ad avere tanti giocatori italiani nelle prime 30 posizioni del ranking”. 

    Sul ritorno del kit nero: “Qui ormai è una tradizione, mi vesto di nero da tanto tempo e voglio continuarla. A volte soffro un po’ più il caldo così a volte meno”. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)