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  • Congresso pediatri: “Da Car-T a screening predittivi, come cambia salute bimbi”

    Congresso pediatri: “Da Car-T a screening predittivi, come cambia salute bimbi”

    (Adnkronos) – Le nuove frontiere delle cure sono protagoniste all’81° Congresso italiano di pediatria (Sip), in programma a Padova dal 27 al 29 maggio: dalle Car-T, che nelle leucemie pediatriche mostrano remissioni complete fino all’80-90% dei casi e che oggi trovano nuove applicazioni nelle malattie autoimmuni, agli screening che consentono di diagnosticare precocemente diabete tipo 1 e celiachia, riducendo il rischio di esordi gravi; dai progressi nella lotta alla fibrosi cistica – che grazie alle nuove terapie hanno radicalmente cambiato le prospettive di vita dei pazienti, portando l’aspettativa di vita da circa 25 anni a oltre 60-70 anni – a quelli per la prevenzione della bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (Rsv). 

    Oggi la ricerca consente sempre più spesso di prevedere il rischio di malattia, modificare il decorso delle patologie e costruire cure personalizzate sul singolo bambino, informa la Società italiana di pediatria, in una nota. Una rivoluzione che sta cambiando concretamente prognosi, qualità e aspettative di vita anche nelle condizioni pediatriche più complesse. Ma “accanto ai progressi scientifici emergono anche nuove sfide: l’impatto del digitale sull’infanzia e sull’adolescenza, l’impennata dei disturbi alimentari, le fragilità psicologiche, gli effetti degli stili di vita e dei cambiamenti ambientali sulla salute dei bambini”. Così, la tre giorni di lavori congressuali, tra corsi pratici, letture magistrali e sessioni scientifiche, metteranno a confronto i pediatri italiani sulle principali sfide della salute dei bambini e degli adolescenti. 

    “La pediatria sta vivendo una fase di cambiamento molto profonda – afferma Rino Agostiniani, presidente Sip – Oggi abbiamo strumenti straordinari per prevenire, diagnosticare precocemente e curare malattie che fino a pochi anni fa avevano prospettive completamente diverse. Ma insieme ai progressi scientifici emergono nuove fragilità legate soprattutto al contesto sociale e ambientale: dal disagio psicologico alle dipendenze digitali sino ai danni del cibo ultraprocessato. Questioni che richiedono alla pediatria non solo competenze cliniche, ma anche una capacità crescente di interpretare i cambiamenti sociali. Il Congresso vuole offrire una lettura integrata di questi cambiamenti e riportare al centro il diritto dei bambini e degli adolescenti a crescere in salute”. 

     

    Ampio spazio – si legge nella nota – sarà dedicato all’intelligenza artificiale in pediatria, con focus su diagnosi assistita, machine learning, governance ed etica dell’intelligenza artificiale (Ai). Riflettori puntati anche sulla sostenibilità del sistema sanitario, le cure primarie e la riforma dell’organizzazione territoriale. Si parlerà di malattie rare, oltre che di vaccinazioni, infezioni respiratorie, dolore cronico, antibioticoresistenza. Al centro del dibattito anche i grandi temi della prevenzione dai primi mille giorni alla salute cardiovascolare. Una particolare attenzione sarà dedicata inoltre ai nuovi scenari sociali e culturali che attraversano l’età evolutiva: le nuove forme di abuso e maltrattamento, i bisogni dei bambini con fragilità complesse, i rischi del digitale, i nuovi temi legati alle identità di genere.  

    La Cerimonia inaugurale si terrà mercoledì 27 maggio alle ore 15.30 presso la Sala Mantegna del Padova Congress. In programma, dopo i saluti delle istituzioni e la relazione del Presidente Sip seguiranno le letture magistrali di: Gianpiero Dalla Zuanna, professore di Demografia all’Università di Padova, dedicata al calo delle nascite e ai cambiamenti demografici in Italia; Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema dei cambiamenti climatici e salute infantile; Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti, sul rapporto tra alimentazione, sostenibilità e salute dei bambini. Le Letture Magistrali proseguiranno anche il 28 e il 29 maggio con ospiti di rilievo internazionale tra cui: Dante Carraro, direttore dell’Ong Medici con l’Africa Cuamm, che parlerà della pediatria nei contesti fragili africani; Franco Locatelli, direttore dell’Oncoematologia dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, che approfondirà le nuove frontiere delle Car-T; Umberto Simeoni, dell’Università di Losanna, su epigenetica e longevità; mentre Li Hong, della Shanghai Jiao Tong University School of Medicine, presenterà una lettura dedicata alla nutrizione clinica pediatrica. 

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  • Farmaci, italiani pronti a donare plasma ma solo 2 su 10 sanno cosa sia, indagine

    Farmaci, italiani pronti a donare plasma ma solo 2 su 10 sanno cosa sia, indagine

    (Adnkronos) – Il plasma rappresenta una risorsa strategica per la salute pubblica, alla base della produzione di farmaci plasmaderivati salvavita utilizzati nel trattamento di malattie rare e gravi, ma rimane ancora poco conosciuto dagli italiani. E’ quanto emerge da una recente indagine condotta dall’Istituto Piepoli e commissionata da Takeda Italia, presentata oggi a Roma nel corso di un evento promosso su iniziativa del vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. Secondo la ricerca, 7 italiani su 10 si dichiarano disponibili a donare plasma nei prossimi 12 mesi se avessero maggiori informazioni sul suo utilizzo; la percentuale sale all’83% tra i donatori. In un contesto di crescente fabbisogno di farmaci plasmaderivati, questi dati sollevano un tema di sicurezza sanitaria che riguarda direttamente la capacità del Paese di garantire continuità di cura. Accanto all’informazione, emergono come decisive anche le leve organizzative: facilità di accesso ai centri, strumenti di prenotazione e servizi aggiuntivi risultano molto più rilevanti degli incentivi economici. 

    L’indagine – realizzata a marzo 2026 su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana e su un campione di donatori – mostra come alla forte consapevolezza dell’importanza del plasma non corrisponda un livello di informazione adeguato. Il 95% degli italiani considera infatti il plasma una risorsa fondamentale per la cura dei pazienti, ma solo 2 cittadini su 10 sanno realmente cosa sia e solo il 23% si dichiara informato sul suo effettivo utilizzo. Anche tra i donatori, la conoscenza della filiera risulta spesso incompleta. In particolare, solo 1 italiano su 3 sa che il plasma non può essere prodotto artificialmente, mentre 2 cittadini su 3 non sanno che una quota significativa del plasma utilizzato in Italia proviene dall’estero. Quando questa informazione viene resa esplicita, cresce in modo netto la percezione del rischio per i pazienti e per il Servizio sanitario nazionale, evidenziando una vulnerabilità strutturale che richiede attenzione. “Gli italiani – ha spiegato Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli – sanno che il plasma è importante, ma spesso non sanno bene a cosa serve e perché sia così prezioso. Forse proprio per questo in tanti si dicono disponibili a donarlo, ma in pochi alla fine donano davvero. Insomma, serve più informazione: spiegare meglio il valore del plasma significa aiutare più persone a donare e rafforzare una risorsa essenziale per la sicurezza sanitaria del Paese”.  

    Dalla survey – è emerso dall’incontro – risulta con chiarezza che la criticità non risiede nella mancanza di disponibilità dei cittadini, ma nell’assenza di un’azione sistemica capace di informare, facilitare e attivare il sistema delle donazioni. Un passaggio fondamentale per aumentare la consapevolezza dell’importanza del plasma e consentire anche all’Italia di raggiungere e consolidare l’autosufficienza necessaria a rispondere al fabbisogno crescente di medicinali plasmaderivati. Durante il dibattito è stato sottolineato anche il ruolo centrale delle istituzioni nella promozione della donazione di plasma come responsabilità pubblica. “Il tema del plasma chiama direttamente le istituzioni a una responsabilità verso la sicurezza sanitaria del Paese. Garantire l’autosufficienza significa proteggere la continuità delle cure e ridurre vulnerabilità che oggi incidono sulla resilienza del sistema. E’ necessario agire in modo coerente con le indicazioni europee sui medicinali critici, che richiamano gli Stati membri a presidiare e rafforzare le filiere strategiche per la salute pubblica”, ha dichiarato Mulè in un messaggio agli organizzatori. 

    Garantire l’autosufficienza nazionale di plasma – è stato più volte ribadito – richiede scelte di policy coordinate, orientate al lungo periodo e integrate nella strategia complessiva di sicurezza del Servizio sanitario nazionale. “La disponibilità di plasma è un fattore determinante per garantire terapie salvavita e continuità assistenziale, soprattutto per i pazienti con patologie rare e gravi – ha sottolineato Francesco Carugi, presidente Gruppo aziende emoderivati Farmindustria (Gaef) – E’ necessario adottare un approccio sistemico che preveda interventi di breve, medio e lungo periodo, in grado di rendere la filiera più solida, sostenibile e meno esposta a dipendenze esterne”. 

    Un ulteriore elemento chiave riguarda il luogo della donazione. Il centro trasfusionale ospedaliero è indicato come opzione preferenziale, a conferma del fatto che la donazione di plasma è percepita come un atto sanitario ad alta responsabilità, per il quale i cittadini ricercano un contesto strutturato e pienamente integrato nella rete dei servizi sanitari. “Ogni carenza di plasma si traduce in un rischio concreto per i pazienti. Investire su informazione, educazione, accessibilità e qualità organizzativa dei servizi significa rafforzare l’esigibilità del diritto alle cure e ridurre le disuguaglianze. Come in ogni ambito del servizio sanitario pubblico – ha evidenziato Tonino Aceti, prsidente di Salutequità – anche per la donazione le dimensioni della prossimità e della semplificazione nell’accesso al servizio possono produrre effetti positivi sulla disponibilità delle persone a donare”.  

    Nel complesso, la ricerca dell’Istituto Piepoli delinea uno scenario chiaro: il potenziale per aumentare la donazione di plasma in Italia è già presente. Informazione strutturata, accessibilità e organizzazione dei servizi – si legge in una nota – possono consentire di trasformare questa disponibilità diffusa in una leva strutturale di sicurezza e resilienza per il Servizio sanitario nazionale, anche in relazione al ruolo essenziale dei plasmaderivati salvavita nel garantire continuità terapeutica ai pazienti. 

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    cronaca

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  • Carugi (Farmindustria): “Sistema italiano copre 60% fabbisogno plasmaderivati”

    Carugi (Farmindustria): “Sistema italiano copre 60% fabbisogno plasmaderivati”

    (Adnkronos) – “La dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di plasma rappresenta un elemento critico della filiera dei plasmaderivati”. Così all’Adnkronos Salute Francesco Carugi, presidente Gruppo aziende emoderivati Farmindustria (Gaef), durante la presentazione – oggi a Roma – della ricerca dell’Istituto Piepoli commissionata da Takeda Italia sulla consapevolezza degli italiani rispetto all’importanza del plasma. “In Italia il sistema di autosufficienza raccoglie circa 900 tonnellate di plasma all’anno – ha spiegato Carugi – ma questa quantità non è sufficiente a coprire interamente il fabbisogno nazionale di farmaci plasmaderivati. Attualmente il piano di autosufficienza riesce a soddisfare circa il 60% della domanda, mentre il restante fabbisogno viene coperto con plasma proveniente dall’estero”.  

    Secondo Carugi, il tema è destinato a diventare sempre più rilevante perché “la domanda di plasmaderivati è in continua crescita, sia per l’invecchiamento della popolazione sia per le nuove indicazioni terapeutiche sviluppate grazie alla ricerca. Una situazione che rende necessario monitorare con attenzione la dipendenza dalle forniture internazionali e rafforzare l’attrattività dell’Italia come Paese di destinazione dei plasmaderivati”. Il presidente del Gaef ha inoltre sottolineato come “eventuali carenze di plasma abbiano un impatto diretto soprattutto sui pazienti affetti da malattie rare e gravi: i plasmaderivati sono essenziali per il trattamento di patologie come le immunodeficienze primitive e secondarie, l’angioedema ereditario, il deficit di alfa-1 antitripsina e alcune carenze dei fattori della coagulazione. In molti casi – ha precisato – si tratta di terapie salvavita; in altri, di farmaci fondamentali per garantire una migliore qualità della vita”. 

    “Per rafforzare la filiera”, ha suggerito Carugi, “è necessario aumentare la resilienza del sistema: il plasma non può essere sintetizzato in laboratorio e dipende esclusivamente dalla donazione volontaria. Si tratta quindi di una materia prima limitata e profondamente diversa da quelle utilizzate nell’industria chimica tradizionale”. Da qui la necessità di una “maggiore programmazione istituzionale, attraverso tavoli tecnici che coinvolgano aziende, Centro nazionale sangue, Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e decisori politici”. Tra le priorità indicate anche la semplificazione del sistema delle donazioni, con strumenti in grado di rendere la donazione “più semplice e accessibile”, e investimenti industriali per migliorare i processi produttivi e aumentare la resa dei plasmaderivati a parità di plasma raccolto. Infine, Carugi ha richiamato il tema della sostenibilità economica della filiera. “La disponibilità delle terapie è strettamente legata agli aspetti economici. La domanda globale di plasmaderivati cresce costantemente e questo alimenta una forte competizione internazionale nell’allocazione dei prodotti”. In questo contesto, ha osservato, alcuni Paesi stanno già adottando misure di tutela: “La Germania, ad esempio, ha escluso i plasmaderivati da ulteriori tassazioni. Anche in Italia sarebbe fondamentale escluderli dalla spesa soggetta a tetto, rendendo il Paese più attrattivo per l’allocazione dei prodotti e rafforzando così il piano nazionale di autosufficienza”. 

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    economia

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  • Musk, foto e selfie alla cena Xi-Trump tra smorfie e noia

    (Adnkronos) –
    Sbuffa e fa smorfie. Elon Musk, un po’ annoiato e un po’ infastidito, deve fare i conti con le richieste di selfie e foto nella cena ufficiale che il presidente cinese Xi Jinping ha organizzato a Pechino per la visita di Donald Trump. Musk fa parte della nutritissima delegazione che accompagna il presidente americano. A tavola, le richieste di foto abbondano. E a chiedere i selfie con Mr X sono altri big della tecnologia: c’è Tim Cook, ad uscente di Apple, e Lei Jun, presidente di Xiaomi. 

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    internazionale/esteri

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  • Maratona Bullismo 2026, ‘Piazza del Rispetto’ apre ai giovani, 20-21 maggio piazza Mastai spazio di incontro

    Maratona Bullismo 2026, ‘Piazza del Rispetto’ apre ai giovani, 20-21 maggio piazza Mastai spazio di incontro

    (Adnkronos) – Il 20 e 21 maggio Piazza Mastai si trasformerà nella ‘Piazza del Rispetto’, un grande spazio aperto di incontro, ascolto e partecipazione dedicato a giovani, famiglie e scuole. Torna la Maratona Bullismo, evento nazionale promosso dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, in collaborazione con Adnkronos. Per due giorni il cuore di Roma ospiterà attività sportive, incontri istituzionali, testimonianze di grandi campioni e momenti di confronto, pensati per avvicinare i ragazzi a temi spesso difficili da affrontare e per creare uno spazio libero da giudizi e stigma, in cui fragilità e difficoltà possano trasformarsi in consapevolezza, crescita e forza. 

    Numerosi i soggetti istituzionali coinvolti, tra cui Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Roma Capitale e Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). Tra le realtà presenti figurano, inoltre, l’Unicef Italia, il Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), la Direzione Centrale della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, l’Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), l’Anfp (Associazione Nazionale Funzionari di Polizia), l’Anp (Associazione Nazionale Presidi), la Fise (Federazione Italiana Sport Equestri), l’Iss (Istituto Sport e Sociale) a testimonianza di un impegno corale e trasversale contro ogni forma di violenza, discriminazione ed esclusione. 

    Accanto al confronto istituzionale, Piazza Mastai diventerà anche un luogo di esperienze concrete e partecipazione attiva per le nuove generazioni. L’Agenzia Spaziale Italiana sarà presente con uno stand dotato di stampante 3D, offrendo ai giovani un’opportunità di avvicinamento ai processi di produzione dei materiali utilizzati nello spazio e ai temi della ricerca, dell’innovazione e del futuro. L’Esercito Italiano animerà l’area con due stand, un mezzo blindato e attività sportive dimostrative. Tra queste, sarà allestita una pedana dedicata alle esercitazioni di difesa personale. La Polizia Postale interverrà quotidianamente dal palco con incontri dedicati alla sicurezza online e all’uso consapevole della rete, mentre l’Arma dei Carabinieri sarà presente con materiali informativi rivolti a studenti e famiglie. 

     

    Ampio spazio sarà dedicato anche all’innovazione digitale e al gaming educativo, con aree interattive di basket, calcio e realtà virtuale attraverso visori 3D. All’ingresso della piazza ci sarà una cabina fototessera con Blue Box, realizzata da Dedem nell’ambito di un progetto esclusivo promosso con l’Osservatorio. La Blue Box, installata all’interno della cabina, consente di attivare un collegamento diretto, gratuito e riservato con il numero di supporto contro bullismo e cyberbullismo. Tra i progetti, sarà presentato anche ‘Bully Buster’, l’app sviluppata dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Cagliari, che consente, grazie all’intelligenza artificiale, di segnalare in tempo reale episodi di bullismo e cyberbullismo, offrendo una forma di tutela e supporto alle vittime sia nel mondo fisico che digitale. 

    L’iniziativa vedrà, anche, il coinvolgimento attivo degli studenti del Liceo Scientifico Internazionale di Amatrice, che saranno parte integrante delle iniziative previste, contribuendo a rafforzare la partecipazione attiva e diffusione di una cultura del rispetto. L’apertura ufficiale della manifestazione è prevista per il 20 maggio alle 9 con uno speciale annullo filatelico di Poste Italiane, come gesto simbolico di un impegno condiviso contro ogni forma di violenza e discriminazione, alla presenza, tra gli altri, di Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio e Annalisa Minetti, artista, atleta e ambassador dell’iniziativa. 

    Nel corso dell’evento verrà inoltre realizzato il documentario ‘Oltre la Medaglia’, un racconto dedicato alle emozioni, alle paure e alle fragilità vissute dagli atleti olimpici e paralimpici presenti, che sarà successivamente messo a disposizione delle scuole come strumento educativo e di sensibilizzazione. L’ingresso alla piazza è libero e aperto al pubblico. Per la partecipazione alle sessioni di lavoro si richiede la registrazione al seguente link: https://eventi.adnkronos.com/event/maratona-bullismo26 

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    cronaca

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  • AMA guarda Roma dallo spazio: satelliti e AI per rivoluzionare la gestione dei rifiuti

    AMA guarda Roma dallo spazio: satelliti e AI per rivoluzionare la gestione dei rifiuti

    (Adnkronos) – Roma prova a trasformare la gestione dei rifiuti in un laboratorio avanzato di osservazione territoriale, intelligenza artificiale e monitoraggio geospaziale. È questo il senso della collaborazione tra AMA, European Space Agency e Utilitalia presentata alla Conferenza Esri Italia 2026, l’appuntamento nazionale dedicato ai sistemi Gis e alla gestione intelligente dei dati geografici. 

    Al centro del progetto c’è Ucronia, la piattaforma di trasformazione digitale sviluppata da AMA e concepita come un “gemello digitale geografico” della Capitale, capace di integrare dati provenienti da cittadini, sensori, droni e satelliti in un’unica centrale operativa attiva h24. 

    L’idea di fondo è trasformare la gestione dell’igiene urbana in un sistema predittivo, capace non soltanto di reagire ai problemi ma di anticiparli. Non più soltanto raccolta rifiuti, dunque, ma monitoraggio del territorio, prevenzione degli allagamenti, contrasto alle discariche abusive, analisi delle isole di calore e supporto alla Protezione Civile. 

    Nel panel organizzato da AMA all’Ergife Palace Hotel, il direttore comunicazione e relazioni istituzionali dell’azienda Patrizio Caligiuri ha spiegato come la trasformazione tecnologica abbia rappresentato uno spartiacque per la municipalizzata romana. “Questa azienda era seduta su una montagna di dati che non erano mai stati raccolti e sistematizzati”, ha detto, ricordando come il punto di svolta sia stato introdurre la “misurabilità” nei processi operativi. 

    Ucronia, acronimo di Utility, Circular Economy, Real-time, Operation, Network, Integration, Assets, nasce proprio con questo obiettivo: unificare e rendere leggibile una massa enorme di informazioni territoriali. La piattaforma gestisce oltre 500 milioni di dati geospaziali, articolati su circa 100 livelli geografici e 100 report interattivi. 

    Il sistema opera su quattro livelli integrati. Il primo è costituito dalle segnalazioni di cittadini e operatori sul territorio. Il secondo dai sensori IoT installati sui mezzi AMA e dai sistemi di monitoraggio dei cassonetti. Il terzo riguarda droni e rilievi aerei ad alta precisione. Il quarto è lo spazio: immagini satellitari della costellazione Sentinel-2 e dei satelliti commerciali Pléiades Neo, integrate grazie alla collaborazione con Esa. 

    Per capire la scala del progetto basta guardare i numeri di Roma: 3 milioni di abitanti serviti, 1.300 chilometri quadrati di territorio — sette volte Milano e dodici volte Parigi — 11mila chilometri di strade, 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti gestiti ogni anno e una flotta di 3mila veicoli monitorati in tempo reale. 

    Caligiuri ha raccontato anche un caso concreto avvenuto proprio nelle ultime settimane. Alcuni impianti esterni di conferimento hanno avuto problemi simultanei, rallentando il ciclo dei rifiuti e causando accumuli in diversi quadranti della città. 

    “Tre anni fa questa situazione avrebbe avuto un impatto molto più forte”, ha spiegato. “Grazie alle segnalazioni in tempo reale siamo stati in grado di capire dove intervenire momento per momento, anche con operazioni straordinarie notturne”. 

    L’obiettivo non è soltanto aumentare l’efficienza, ma trasformare il dato in uno strumento di governo urbano. Tra le applicazioni già operative ci sono sistemi predittivi per la gestione delle caditoie e la prevenzione degli allagamenti, algoritmi per individuare le aree più esposte agli incendi collegati alle discariche abusive e modelli di simulazione dei flussi turistici durante grandi eventi come il Giubileo. 

    Secondo i dati diffusi da AMA, il sistema ha già prodotto risultati misurabili: dimezzamento delle segnalazioni dei cittadini, tempi medi di chiusura dei guasti scesi sotto i due giorni, aumento del 30% della disponibilità dei mezzi operativi e incremento del 37% dell’efficienza nelle attività di spazzamento e raccolta foglie. 

    Caligiuri ha insistito sul fatto che il valore del sistema non riguarda soltanto l’igiene urbana. “Questa tecnologia deve avere una funzione pratica. Deve servire a governare meglio la città”. 

    Un ruolo centrale nel progetto è svolto dalla costellazione Iride, il grande programma italiano di osservazione della Terra coordinato da Esa e finanziato con fondi del Pnrr. Gabriella Costa, responsabile del programma, ha definito Iride “un’ambizione italiana” e uno dei più grandi progetti europei nel settore spaziale. 

    La costellazione prevede 68 satelliti con tecnologie diverse — radar, ottiche multispettrali e iperspettrali — progettati per fornire dati destinati a servizi ambientali, sicurezza, monitoraggio infrastrutturale e protezione civile. Nel 2026 sono già operativi 31 satelliti e altri 24 dovrebbero essere lanciati entro fine anno. 

    Costa ha sottolineato come il progetto non riguardi soltanto i satelliti, ma un intero ecosistema fatto di centri di controllo, sistemi di elaborazione del dato e piattaforme di distribuzione delle informazioni. 

    “Il satellite senza un centro di controllo è solo un detrito spaziale”, ha osservato, spiegando che il vero valore nasce dalla capacità di trasformare immagini e dati in strumenti operativi per chi deve prendere decisioni sul territorio. 

    La collaborazione con AMA si concentra su quattro aree principali: individuazione delle discariche abusive, monitoraggio delle isole di calore urbane, rilevazione di dissesti del terreno e gestione delle aree verdi. 

    Il primo risultato operativo è già arrivato sul fronte delle discariche illegali. Utilizzando immagini satellitari ad altissima risoluzione — fino a 50 centimetri — elaborate con algoritmi di intelligenza artificiale, Esa e AMA hanno identificato diverse aree di abbandono illecito di rifiuti successivamente verificate sul campo dagli operatori dell’azienda. 

    “Abbiamo avuto riscontri molto positivi”, ha spiegato Costa, definendo il progetto “una prima dimostrazione quasi operativa” dei servizi Iride. 

    A dare una dimensione industriale e nazionale al progetto è invece Utilitalia, la federazione che rappresenta oltre 400 operatori dei servizi idrici, ambientali ed energetici italiani. La direttrice generale Annamaria Barrile ha definito Ucronia “un fiore all’occhiello” e un modello destinato a diventare standard nazionale per le utility. 

    Secondo Barrile, la vera trasformazione non consiste semplicemente nell’introduzione di nuove tecnologie, ma nel passaggio da una gestione reattiva a una gestione predittiva dei servizi pubblici. 

    “Il dato non è più un sottoprodotto dell’attività operativa, ma diventa un’infrastruttura”, ha spiegato. 

    La dirigente ha citato diversi esempi di digitalizzazione già in corso nelle utility italiane: contatori intelligenti nel settore gas, telecontrollo delle reti idriche, sensoristica avanzata per i rifiuti. E ha indicato nell’intelligenza artificiale lo strumento che potrebbe ridurre il divario tecnologico tra operatori più avanzati e realtà meno strutturate. 

    Nel progetto AMA-Esa emerge così una tendenza più ampia: lo spazio non è più un settore separato dalla vita quotidiana, ma una componente sempre più integrata nella gestione urbana. I satelliti diventano strumenti per governare il traffico dei rifiuti, individuare incendi, prevedere allagamenti o monitorare infrastrutture critiche. 

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    economia

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  • Sinner trova le linee, Rublev si sfoga: il gesto del russo agli Internazionali

    Sinner trova le linee, Rublev si sfoga: il gesto del russo agli Internazionali

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner fa ‘impazzire’ Andrej Rublev. Oggi, giovedì 14 maggio, il tennista azzurro ha battuto il russo in due set con il punteggio di 6-3, 6-4 nei quarti del Masters 1000 di Roma, raggiungendo per il secondo anno consecutivo la semifinale del torneo ‘di casa’. 

    Sinner ha vinto una partita largamente dominata, salvo la reazione finale di Rublev, che è riuscito anche a strappare un break all’azzurro, come nessuno era riuscito a fare fin qui a Roma. Soprattutto nel primo set però, il russo ha mostrato più di qualche momento di frustrazione. Dopo aver subito il primo break nel primo game del match, Sinner ha continuato a giocare profondo e a cercare le linee, pescandole in più occasioni. 

    Proprio dopo l’ennesima riga sverniciata dal rovescio lungolinea dell’azzurro, Rublev ha ‘sfogato’ un po’ di frustrazione lasciandosi andare a un gesto di stizza. Il russo ha guardato il punto d’impatto per qualche secondo, allargando le braccia e tornando a fondocampo scuotendo la testa. 

     

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    sport

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  • Sostenibilità, Ponti (Confindustria): “Italia leader della circolarità, ora serve una politica industriale”

    Sostenibilità, Ponti (Confindustria): “Italia leader della circolarità, ora serve una politica industriale”

    (Adnkronos) – “L’Italia ha già compiuto passi da gigante nell’economia circolare e oggi si conferma tra i Paesi europei più avanzati sul fronte della circolarità industriale. Le imprese hanno investito molto in questa direzione e numerosi indicatori mostrano performance superiori alla media Ue. Ora però bisogna passare da una dimensione prevalentemente tecnica a una vera politica industriale sostenibile, con una visione strategica che consenta al Paese di mantenere la propria leadership”. Così Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria, durante l’ottava edizione della Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare che si è tenuta a Roma; un momento di confronto sulle politiche nazionali ed europee, nell’anno in cui si attende il varo del Circular Economy Act da parte dell’Unione Europea. 

    Secondo Ponti, il primo nodo da affrontare riguarda il quadro normativo: “Serve una regolazione chiara, stabile e soprattutto una capacità concreta di attuazione. In Italia questo resta un tema decisivo e auspichiamo che la politica adotti strategie realmente funzionali allo sviluppo dell’economia circolare”. La vicepresidente di Confindustria ha poi sottolineato la necessità di rafforzare la domanda di prodotti e servizi sostenibili: “Il settore pubblico può diventare un potente volano di mercato. Negli appalti pubblici andrebbero premiate le imprese che investono in circolarità e servirebbero incentivi fiscali capaci di sostenere questa trasformazione”. 

    Ponti ha inoltre evidenziato come innovazione e sperimentazione rappresentino elementi centrali per la competitività industriale: “L’economia circolare è una frontiera industriale avanzata e ha bisogno di condizioni che consentano di sperimentare, innovare e anche sbagliare rapidamente. Questo non è compatibile con tempi burocratici troppo lunghi o con vincoli pensati per impianti già a regime”. Da qui l’appello a costruire un ecosistema favorevole agli investimenti: “Quello che serve è una visione chiara di dove vogliamo andare e una capacità altrettanto chiara di realizzarla”. 

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    economia

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  • Sostenibilità, Ronchi (Fond. sviluppo sostenibile): “Economia circolare strategica per sicurezza e competitività”

    Sostenibilità, Ronchi (Fond. sviluppo sostenibile): “Economia circolare strategica per sicurezza e competitività”

    (Adnkronos) – “L’economia circolare non è più soltanto una questione ambientale, ma un fattore strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti e per la competitività industriale europea”. Ha dichiarato Edo Ronchi, presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile, intervenuto alla Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare 2026 a Roma presso la Biblioteca nazionale centrale; un momento di confronto sulle politiche nazionali ed europee, nell’anno in cui si attende il varo del Circular Economy Act da parte dell’Unione Europea. 

    Ronchi ha evidenziato come il contesto globale sia profondamente cambiato: “Guerre, dazi e restrizioni commerciali stanno aumentando le difficoltà di accesso alle materie prime critiche. L’Ocse ha rilevato che tra il 2009 e il 2024 le restrizioni alle esportazioni di materie prime sono aumentate di cinque volte, tra dazi, limiti quantitativi e divieti di esportazione”. Secondo Ronchi, oltre alla dipendenza energetica da petrolio e gas, “oggi abbiamo un problema crescente di sicurezza degli approvvigionamenti di materiali strategici: l’Europa ne classifica 34 come critici e 17 come essenziali per lo sviluppo industriale”. 

    Per il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, aumentare la circolarità significa ridurre questa vulnerabilità: “La maggiore circolarità ha oggi una funzione geopolitica oltre che ambientale. Serve a diminuire la dipendenza da alcune aree del mondo e a rafforzare la resilienza economica e industriale europea”. Ronchi ha ricordato anche il ruolo della Banca Europea per gli Investimenti, che ha recentemente stimato il fabbisogno di investimenti necessari per accelerare la transizione circolare. 

    Nel suo intervento Ronchi ha illustrato le dieci proposte elaborate dal Circular Economy Network in vista del futuro regolamento europeo: “Occorre rafforzare il mercato delle materie prime riciclate, perché non basta riciclare se poi i materiali recuperati non sostituiscono davvero quelli vergini”. Tra le priorità indicate anche il miglioramento della raccolta dei Raee: “Le apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano una vera miniera di materiali strategici, ma oggi in Italia raccogliamo meno del 30%, lontanissimi dal target europeo del 65%”. Ronchi ha inoltre sottolineato la necessità di favorire fiscalmente le attività circolari, dal riciclo alla riparazione fino allo sharing: “Le attività che aumentano la competitività sostenibile devono essere incentivate anche dal punto di vista fiscale”. Infine, ha richiamato il ruolo centrale dei territori: “La transizione circolare coinvolge l’intera economia e deve vedere protagoniste anche le amministrazioni locali e le regioni”. 

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  • Ai, Luraschi (Ordine Ingegneri Milano): “Va gestita da deontologia ed etica umana”

    Ai, Luraschi (Ordine Ingegneri Milano): “Va gestita da deontologia ed etica umana”

    (Adnkronos) – “L’Intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo, che oggi sta diventando sempre più essenziale nella nostra vita quotidiana, e anche nella progettazione antincendio. Però ha un grossissimo difetto: non ha una coscienza. Quindi è essenziale avere alle spalle un progettista o un ingegnere che abbia la coscienza, l’etica e la deontologia, tre caratteristiche tipiche dell’uomo, non della macchina”. Così Davide Luraschi, vicepresidente del Collegio degli ingegneri e degli architetti e membro della commissione Sicurezza antincendio dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, a margine degli ‘Stati generali delle ingegnerie – Innovazioni per un futuro comune’.  

    Il convegno, organizzato all’Acquario Civico meneghino dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, si propone come un dialogo qualificato e aperto a professionisti, istituzioni e mondo produttivo, per riflettere insieme sulle traiettorie di sviluppo per il futuro e sul ruolo che gli ingegneri possono giocare di fronte alle grandi sfide globali.  

    Tra queste c’è proprio l’Intelligenza artificiale, che per Luraschi “è come un forte vento che deve essere incanalato nelle barche a vela nella maniera più opportuna per trasformare quella che è una potenza non gestibile in una potenza gestibile. Quindi certamente è il futuro”, ha concluso Luraschi, “ma deve essere gestita saggiamente dalla coscienza, dalla deontologia e dall’etica umana”. 

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