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  • Ucraina, Russia lancia massiccio attacco con droni e missili: colpite Kiev e altre città

    Ucraina, Russia lancia massiccio attacco con droni e missili: colpite Kiev e altre città

    (Adnkronos) – “In totale, dalla mezzanotte di ieri, la Russia ha usato più di 1.560 droni contro le nostre città e comunità”. Lo denuncia con un post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Queste non sono per nulla azioni di chi crede che la guerra stia finendo”, aggiunge, spiegando che “sono in corso le operazioni dei soccorritori a Kiev nel luogo di un attacco russo con droni che ha colpito un edificio residenziale di nove piani”. Il bilancio provvisorio confermato da Zelensky parla di un morto. 

    “Nella notte i russi hanno lanciato più di 670 droni di attacco e 56 missili contro l’Ucraina – prosegue nel post – Negli attacchi sono stati usati missili balistici, aerobalistici e da crociera. L’obiettivo principale di questi attacchi è stata Kiev. Ci sono danni in venti zone della città, normali palazzi, una scuola, una clinica veterinaria e altre infrastrutture semplicemente civili”. Zelensky segnala anche danni nella regione di Kiev e “attacchi terroristici” contro infrastrutture energetiche a Kremenchuk e nel porto e in zone residenziali di Chornomorsk. 

    “E’ importante i partner non restino in silenzio su questo attacco. E’ allo stesso modo importante continuare a sostenere la difesa dei nostri cieli. L’iniziativa Purl è necessaria in modo che l’Ucraina possa difendersi contro attacchi balistici come questi. E, nell’interesse di tutti coloro che vogliono la pace, la pressione sulla Russia deve continuare”. 

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  • Terremoto in Sicilia, scosse nel Messinese: la più forte di magnitudo 2.8

    (Adnkronos) – Un terremoto di magnitudo 2.8 è stato registrato oggi giovedì 14 maggio alle 6.59 del mattino sulla costa nord orientale di Messina, a una profondità di 10 chilometri. Un’altra scossa, di magnitudo 2.3, è avvenuta alle 7.14. 

    Altre due scosse, di magnitudo 2.2 e 2, erano state registrate stanotte, alle 2.49 e alle 2.56, in provincia di Messina con epicentro a Rodi Milici.  

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  • Pordenone, incendio in abitazione: salvata un’anziana

    Pordenone, incendio in abitazione: salvata un’anziana

    (Adnkronos) – Dalle 4 di questa mattina, i vigili del fuoco del Comando di Pordenone sono impegnati a Maniagolibero, Pordenone, per l’incendio di un’abitazione. Al momento sul posto sta operando la squadra di Maniago con un’autopompa e un’autobotte supportata dalla squadra di Spilimbergo con ulteriori due mezzi e l’autoscala inviata dalla Centrale di Pordenone. Una persona anziana è stata portata in salvo, incolume, dalla casa accanto. L’intervento tempestivo ha permesso di contenere le fiamme evitandone la propagazione ad altre parti dell’edificio e alle strutture vicine. L’incendio, le cui cause sono in corso di accertamento, ha interessato l’ultimo piano e la copertura in legno del tetto. Sul posto anche i carabinieri. 

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    cronaca

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  • Usa-Cina, concluso il vertice Trump-Xi: circa due ore di colloquio

    Usa-Cina, concluso il vertice Trump-Xi: circa due ore di colloquio

    (Adnkronos) – Si è concluso il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping. Lo ha confermato un funzionario della Casa Bianca. Il colloquio tra il presidente degli Stati Uniti, in visita in Cina, e il leader cinese è andato avanti per circa due ore e 15 minuti, secondo quanto riportano i giornalisti al seguito di Trump. 

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  • Giro d’Italia, oggi sesta tappa: orario, percorso e dove vederla

    Giro d’Italia, oggi sesta tappa: orario, percorso e dove vederla

    (Adnkronos) – Riparte il Giro d’Italia con la sesta tappa. Oggi, giovedì 14 maggio, si corre la Paestum-Napoli, di 142 chilometri. La frazione 6 della Corsa rosa presenta una sola difficoltà altimetrica, che non dovrebbe creare troppi cambiamenti nella classifica generale: probabile una conclusione in volata nel capoluogo campano. In maglia rosa c’è il portoghese Afonso Eulalio. Ecco orario, percorso e dove vedere la sesta tappa del Giro d’Italia 2026. 

    La sesta tappa del Giro d’Italia presenta un percorso breve e pianeggiante. La prima parte scorrerà lungo la costa tirrenica fino a Salerno, dove si sale a Cava de’ Tirreni (unico Gpm di giornata) per entrare nella piana attorno al Vesuvio. Dopo Nola, gli ultimi 70 km sono cittadini in un susseguirsi di centri abitati quasi senza soluzione di continuità. Prima di entrare a Napoli si percorrono circa 20 km in superstrada. Finale nella città di Napoli su strade ampie e asfaltate. Gli ultimi 3 km sono dritti lungo il porto. A 650 m dall’arrivo, una curva a sinistra immette nella leggera salita (4%) di via Acton su basolato. A 400 m dall’arrivo, altre due curve a destra conducono sul rettilineo finale su pavé largo 8 m. 

    La partenza della sesta tappa del Giro d’Italia 2026 è prevista oggi, giovedì 14 maggio, alle 12:20: l’arrivo è in programma intorno alle 17. La gara si potrà seguire in diretta televisiva in chiaro sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming invece la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels. 

     

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  • Sinner-Rublev: orario, precedenti e dove vederla in tv (in chiaro)

    Sinner-Rublev: orario, precedenti e dove vederla in tv (in chiaro)

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner a caccia della semifinale agli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, giovedì 14 maggio, il tennista azzurro sfida il russo Andrej Rublev – in diretta tv e streaming – nei quarti di finale del Masters 1000 di Roma. Il numero 1 del mondo arriva al match dopo aver battuto Ofner all’esordio, Popyrin al secondo turno e vinto il derby italiano con Pellegrino al terzo. Rublev invece ha eliminato Kecmanovic, Davidovich Fokina e Basilashvili. 

     

    La sfida tra Sinner e Rublev è in programma oggi, giovedì 14 maggio, alle 13. I due tennisti si sono affrontati in ben dieci precedenti, con l’azzurro che conduce con un parziale di 7-3. Quattro confronti diretti sono andati in scena sulla terra battuta. Sul rosso, Sinner ha uno score di 3 vittorie e 1 sconfitta. L’ultimo incrocio risale agli ottavi di finale del Roland Garros 2025, quando Sinner si impose in tre set. 

     

    Sinner-Rublev sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport, ma anche in chiaro su Tv8. Il match sarà visibile anche in streaming sull’app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web di Tv8. 

     

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  • Imparare ad essere altruisti, così il cervello costruisce i comportamenti sociali

    Imparare ad essere altruisti, così il cervello costruisce i comportamenti sociali

    (Adnkronos) –
    Perché alcune persone sono più altruiste di altre? Una nuova ricerca suggerisce che parte della risposta potrebbe trovarsi direttamente nel cervello, nei meccanismi che regolano l’apprendimento sociale. Lo studio, coordinato dai ricercatori del Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari Rodolfo Paoletti dell’università Statale di Milano, in collaborazione con l’Istituto di neuroscienze del Cnr, Irccs Humanitas e Université Côte d’Azur, è pubblicato su ‘Nature Neuroscience’ e mostra che anche i comportamenti di condivisione e cooperazione possono essere appresi osservando gli altri.  

    Nei modelli sperimentali analizzati, gli individui imparano rapidamente la relazione tra azione e conseguenze senza bisogno di esperienza diretta, non solo in contesti di pericolo, ma anche nel caso di esperienze positive. Dimostrano quindi una capacità di apprendimento sociale flessibile e adattiva. In particolare, gli animali osservatori non si limitano a imitare: sono in grado di comprendere le conseguenze delle azioni e adattare il comportamento anche quando il contesto cambia. Questo indica che l’osservazione genera una forma di apprendimento più complessa rispetto alla semplice copia, basata su associazioni tra azione e beneficio per gli altri. 

    Un elemento centrale della ricerca riguarda il ruolo dell’ippocampo, e in particolare della sua regione dorsale (dCA1), che si dimostra cruciale per questo tipo di apprendimento sociale. Quando l’attività di questa area viene alterata durante la fase di osservazione, la capacità di apprendere comportamenti sociali si riduce, pur lasciando intatte memoria e abilità motorie di base. Ancora più rilevante, osservano gli esperti, è che non tutti gli individui reagiscono allo stesso modo: a partire dalla stessa esperienza emergono differenze significative, con alcuni più orientati verso scelte prosociali e altri più egoiste. Queste differenze prendono forma già durante l’osservazione, attraverso diverse modalità di attivazione neurale nell’ippocampo. 

    I risultati indicano inoltre che questo processo è plastico: intervenendo sull’attività del dCA1 è possibile modificare le scelte future, rendendo gli individui più inclini alla condivisione o, al contrario, più orientati a comportamenti egoistici.  

    “Questi risultati – analizza Diego Scheggia, docente di Farmacologia della Statale di Milano e corresponding author dello studio – mostrano che il cervello non si limita a registrare ciò che osserva, ma interpreta attivamente le esperienze sociali, costruendo rappresentazioni flessibili che guidano il comportamento futuro. Le implicazioni sono ampie. Comprendere come il cervello costruisce la capacità di imparare dagli altri apre nuove prospettive nello studio dei meccanismi della cooperazione e dell’empatia, oltre a offrire strumenti per indagare condizioni in cui l’apprendimento sociale è compromesso e per comprendere i cambiamenti legati all’invecchiamento o alle malattie neurodegenerative”. 

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    salute

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  • Gonfiori improvvisi e dolore, quando non è allergia ma un gene difettoso

    (Adnkronos) – Gonfiori improvvisi e dolore intenso: l’angioedema ereditario (Hae) colpisce in modo imprevedibile. Spesso confusi con una banale allergia quando i sintomi interessano volto e mani, oppure con stress e disturbi intestinali quando colpiscono l’addome, questi attacchi nascondono una realtà molto più complessa: l’Hae è una malattia genetica rara che colpisce circa 1 persona ogni 50.000. Proprio perché i suoi sintomi ‘imitano’ condizioni molto più frequenti, la diagnosi arriva spesso dopo anni, ritardando l’accesso a percorsi terapeutici appropriati ed esponendo i pazienti a rischi evitabili e a un forte impatto sulla qualità di vita. Per aumentare la consapevolezza sulla malattia, nella settimana della Giornata mondiale dell’Angioedema ereditario (16 maggio), i principali esperti italiani ed europei si sono riuniti a Milano per l’evento ‘HAEllo, we’re HAEre. It’s not what it seems. Decode the rare”, promosso da BioCryst Ireland, azienda di Neopharmed Gentili.  

    Il peso di questa malattia è ancora più rilevante se si considera che i sintomi compaiono già durante l’infanzia e l’adolescenza e la patologia non si esaurisce negli attacchi. A condizionare la quotidianità e la possibilità di fare progetti è anche l’ansia costante dell’incertezza, analizzano gli esperti: non sapere quando, dove e con quale intensità si manifesterà il prossimo episodio.  

    Da qui la necessità di favorire il riconoscimento precoce, un passaggio cruciale per consentire ai pazienti di accedere a trattamenti mirati in grado di restituire qualità di vita e maggiore serenità nella quotidianità. Con questo obiettivo è stato realizzato anche un video motion graphic pensato per rendere più riconoscibili i segnali della malattia. Oggi in Italia sono circa 1.300 i pazienti che hanno ricevuto una diagnosi di Hae e possono contare su una rete di 27 centri di riferimento distribuiti sul territorio nazionale, per una presa in carico specializzata e multidisciplinare. 

     

    L’angioedema ereditario si manifesta con episodi improvvisi e ricorrenti di gonfiore (edema), di intensità e frequenza variabile, che possono interessare diverse parti del corpo, in particolare viso, mani, piedi, apparato gastrointestinale e vie respiratorie. Nei casi più gravi, il coinvolgimento della laringe può risultare potenzialmente fatale, con rischio di soffocamento se non si interviene tempestivamente.  

    Alla base della malattia vi è una mutazione genetica che determina una carenza o un malfunzionamento della proteina C1-inibitore, con conseguente produzione eccessiva di bradichinina, responsabile della formazione degli edemi. La malattia è ereditaria: se un genitore è affetto, il rischio di trasmissione ai figli è del 50%. Tuttavia, in circa 1 caso su 4, compare anche senza precedenti familiari, rendendo il riconoscimento ancora più complesso.  

     

     

    “L’angioedema ereditario è una malattia rara ma tutt’altro che invisibile per chi ne soffre. Il suo peso è duplice: fisico, legato al dolore e alla limitazione funzionale durante gli episodi di edema, e psicologico, legato all’imprevedibilità degli attacchi – spiega Mauro Cancian, Presidente Itaca, Italian Network for Hereditary and Acquired Angioedema -. La diagnosi si conferma con esami specifici, ma la vera sfida è anticiparla: pensare all’Hae di fronte a episodi ricorrenti di gonfiore o dolori addominali senza una causa evidente, evitando di confonderla con allergie o altre condizioni.  

    Negli ultimi vent’anni la capacità di riconoscere la malattia è cresciuta in modo significativo e, parallelamente, sono cambiate le prospettive di cura: se in passato l’obiettivo era gestire gli attacchi, oggi come indicano anche le Linee Guida puntiamo al controllo completo della malattia e alla normalizzazione della vita dei pazienti, resa possibile grazie alla profilassi a lungo termine. La disponibilità di opzioni terapeutiche anche orali, semplici da assumere e con prospettive di estensione all’età pediatrica, rende questo obiettivo sempre più concreto”. 

    “In assenza di una diagnosi e di un trattamento adeguato, convivere con l’angioedema ereditario significa vivere sotto la costante minaccia di attacchi imprevedibili, che limitano la quotidianità, dallo studio al lavoro, alle relazioni sociali. Per i più giovani, questo si traduce nella difficoltà di vivere pienamente la propria età: fare sport, partecipare a una gita scolastica, a momenti di socialità – sottolinea Pietro Mantovano, presidente Aaee, Associazione per l’angioedema ereditario ed altre forme rare di angioedema – Grazie al lavoro con la rete scientifica Itaca, la consapevolezza è cresciuta, ma bisogna continuare: nelle malattie rare l’informazione è il primo passo verso una diagnosi tempestiva. Restano sfide importanti: garantire un accesso equo alle cure, rendere le terapie più accessibili e vicine ai pazienti, alleggerendo il carico su famiglie e caregiver, e rafforzare il supporto psicologico, soprattutto quando la diagnosi arriva senza una storia familiare di malattia”. 

    I progressi terapeutici hanno aperto nuove prospettive per i pazienti, tuttavia l’accesso alle cure resta talvolta difficoltoso, evidenziano gli esperti. Le Linee guida (Wao/Eaaci) indicano una direzione: raggiungere il controllo della malattia e migliorare la qualità di vita dei pazienti. “Dietro ogni diagnosi di angioedema ereditario c’è un percorso complesso, spesso fatto di attese, incertezze e un forte impatto sulla vita quotidiana – dichiara Alessandro Del Bono, Ceo di Neopharmed Gentili – Vogliamo contribuire a offrire ai pazienti nuove prospettive, attraverso terapie innovative ed esplorando nuove frontiere della cura. Allo stesso tempo, sosteniamo iniziative di awareness, fondamentali per accendere i riflettori sui bisogni ancora insoddisfatti e favorire una gestione sempre più efficace e consapevole della malattia”. In occasione della Giornata mondiale sono previste iniziative di sensibilizzazione in tutta Europa. In Italia, la rete Itaca e l’associazione pazienti Aaee promuovono un open day nei centri di riferimento, aperto a pazienti, famiglie e a chi sospetta di essere affetto dalla patologia. Perché, quando si tratta di Hae, spesso non è quello che sembra: riconoscerlo in tempo può cambiare la vita, concludono gli esperti. 

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  • Darderi-Jodar, match interrotto agli Internazionali per… la festa Coppa Italia dell’Inter: cos’è successo

    Darderi-Jodar, match interrotto agli Internazionali per… la festa Coppa Italia dell’Inter: cos’è successo

    (Adnkronos) – Momenti surreali agli Internazionali di Roma, durante il match dei quarti di finale tra Luciano Darderi e Rafa Jodar. Verso la fine del primo set, sul punteggio di 6-5 per lo spagnolo, la partita è stata interrotta per un doppio motivo. Sul Centrale non funziona l’arbitraggio elettronico e c’è scarsa visibilità in campo, a causa del fumo arrivato dallo stadio Olimpico, per i festeggiamenti Coppa Italia dell’Inter. Darderi è stato netto con il direttore di gara: “Io così non vedo niente” ha detto l’azzurro, con riferimento all’impossibilità di continuare con certe condizioni.  

    Il match è ripreso dopo circa 18 minuti, in seguito a un lungo warm-up dei due giocatori, d’accordo per continuare la sfida.  

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  • Eurovision, Sal Da Vinci: “Io ambulante di sentimenti, riporto la melodia su un palco internazionale”

    Eurovision, Sal Da Vinci: “Io ambulante di sentimenti, riporto la melodia su un palco internazionale”

    (Adnkronos) – Un’esplosione di italianità, tra fuochi d’artificio e un abito da sposa con il tricolore che squarcia la scena. La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 ha avuto un protagonista indiscusso: Sal Da Vinci. La sua performance, un mix di melodia classica, coreografia moderna e una potenza travolgente, ha conquistato l’Europa anche se la finalissima di sabato era già garantita. Un successo annunciato, anticipato da un video-spoiler delle prove diventato virale e da un entusiasmo crescente che lo posiziona tra i grandi preferiti. “È sempre tutto molto sorprendente per me”, commenta l’artista all’Adnkronos. Il vero carburante di questi giorni è l’incredibile affetto del pubblico, che ha premiato una scelta precisa: quella di riportare la tradizione in un contesto contemporaneo. “Siamo ritornati a portare su un palco internazionale la melodia”, spiega Sal Da Vinci. “La lingua italiana ha un suono meraviglioso. Dalla prima volta che sono arrivato qui per i party promozionali, ad Amsterdam e a Londra, tutti cantavano la mia canzone. I non italiani cantavano la mia canzone”. La prova definitiva? “Nella metro, mentre giravo dei reel, ho visto degli stranieri che mimavano i gesti della mia coreografia. La musica è così potente che riconcilia tutto”. 

    Questa identità affonda le radici nella grande tradizione partenopea, proprio mentre la canzone classica napoletana è in lizza per diventare patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. “La cultura di Napoli, e quindi dell’Italia, è riconosciuta nel mondo”, afferma con orgoglio. “La mia idea è sempre stata quella di lavorare con il cuore nel passato ma la testa nella modernità. Ecco perché abbiamo una danza moderna, ma una canzone all’italiana. La riconoscibilità che sta avendo il brano è sintomo che stiamo facendo gli italiani. E nessuno meglio di noi può fare l’italiano”. 

    Nonostante il brano ‘Per sempre sì’ sia il più ascoltato in streaming tra quelli in gara e i bookmaker lo diano sul podio, Sal Da Vinci scherma la pressione, riportando tutto alla sua essenza. “Io non ho mai guardato ai numeri. Penso alla performance, a rappresentare il mio paese nel miglior modo possibile”, dichiara. “So che c’è un sistema che si muove attraverso i numeri, è inutile prenderci in giro. Ma se partiamo dai numeri per fare musica, allora non abbiamo capito niente”.  

    Di fronte alle polemiche sulla presenza di Israele, che hanno portato cinque Paesi al ritiro, l’artista ribadisce la sua posizione con fermezza: “Io faccio musica, sono un venditore ambulante di sentimenti. Tutti abbiamo un cuore sanguinante, ma la musica per me è sempre stata portatrice di un messaggio di pace. Certo, non posso dire ‘sono felice e me ne frego di quello che sta accadendo’, questa consapevolezza la porto sul palco”. Poi distingue la natura dell’evento: “L’Eurovision non è le Nazioni Unite, ma un evento delle televisioni di stato. Ogni azienda, come la Rai, partecipa mandando il suo delegato a cantare. Non c’è altro”. 

    L’avventura eurovisiva è un ciclone di emozioni e fatica. “Vengo da una stanchezza disarmante, questo è un circo, un allenamento quotidiano”, ammette con sincerità. Ma tra un impegno e l’altro, trova il tempo di rifugiarsi nei sapori di casa, in un ristorante napoletano a Vienna. Il peso e l’onore di rappresentare l’Italia sono ben presenti: “Mi hanno dato una patente, mi hanno dato una macchina e devo saperla guidare”. 

    Un percorso incredibile per un artista che a Sanremo non partiva certo da favorito. “Le quote erano a 81”, ricorda. “Pensa quanto era alto, cioè ‘questo non vincerà mai’. E poi le cose sono cambiate. Ancora oggi non mi capacito”. Intanto, il futuro è già scritto. Il 29 maggio uscirà il suo nuovo album, “Per sempre sì”, un disco che descrive come “un concentrato di grandi sentimenti, di storie che mi appartengono e altre che ho preso in affidamento”. E poi un tour monumentale che, dopo il Canada, lo porterà in tutta Italia, fino alla storica tripletta all’Arena Flegrea di Napoli a settembre (25, 26 e 27), con due date già quasi sold out. Per poi proseguire in ottobre con il tour nei teatri. Ma il sogno più grande resta un altro: “La pace. Quello sarebbe veramente il più grande successo per l’umanità”. (di Loredana Errico) 

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