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  • Da Abodi e La Russa a Maldini e Bonolis, gli ospiti e i vip attesi alla finale di Coppa Italia Lazio-Inter

    Da Abodi e La Russa a Maldini e Bonolis, gli ospiti e i vip attesi alla finale di Coppa Italia Lazio-Inter

    (Adnkronos) – Cresce l’attesa per la finale di Coppa Italia Lazio-Inter, in campo stasera, mercoledì 13 maggio, alle 21. Le squadre di Maurizio Sarri e Cristian Chivu, fresco vincitore dello scudetto, si sfideranno nell’ultimo atto della Coppa nazionale per mettere in bacheca il prestigioso trofeo. Un titolo che potrebbe dare un senso alla stagione dei biancocelesti o impreziosire quella dei nerazurri, a caccia del double dopo la conquista del ventunesimo tricolore. Dalle istituzioni ai personaggi del mondo dello sport, sono tanti i vip attesi allo stadio OlimFinpico per il calcio d’inizio.  

    Per quanto riguarda gli esponenti del governo, ad assistere alla finale ci saranno il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, ma anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo. Attesi anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e i senatori Adriano Galliani e Maurizio Gasparri. Ci saranno poi il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, oltre a Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, che poche ore fa hanno ufficializzato le rispettive candidature alla presidenza della Figc.
     

    Presenti, inoltre, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli (insieme all’ad Luigi De Siervo) e il presidente della Federtennis Angelo Binaghi, in questi giorni alle prese con l’organizzazione degli Internazionali al Foro Italico. 

    Non mancheranno i vertici di Lazio e Inter: all’Olimpico, a fare il tifo per i biancocelesti ci sarà in primis il presidente Claudio Lotito, mentre i nerazzurri saranno rappresentati dal numero uno del club Giuseppe Marotta e dal vicepresidente Javier Zanetti.  

    Folta rappresentanza anche delle altre squadre di Serie A: dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis all’ad dell’Atalanta Luca Percassi, passando per l’ad del Sassuolo Giovanni Carnevali e il Director of Football Strategy della Juventus Giorgio Chiellini.  

    Tra i vip c’è da segnalare la presenza di Paolo Bonolis, tifosissimo dell’Inter. In tribuna si vedranno poi leggende del calcio italiano come Paolo Maldini, sugli spalti per osservare da vicino il figlio Daniel, e Roberto Mancini. L’allenatore, che ha legato la sua carriera a entrambe le squadre in campo, è anche il ct che ha regalato l’ultima gioia alla Nazionale, con il trionfo agli Europei nell’estate 2021. A proposito di azzurri, la curiosità è che non ci saranno campioni del mondo ad assistere alla finale (né del 1982, né del 2006). 

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  • Real Madrid, Nadal sarà nuovo presidente? Lui smentisce

    Real Madrid, Nadal sarà nuovo presidente? Lui smentisce

    (Adnkronos) –
    Rafa Nadal non sarà il nuovo presidente del Real Madrid. Oggi, mercoledì 13 maggio, l’ex tennista spagnolo ha voluto chiarire le voci diffuse negli ultimi giorni su una sua possibile candidatura alla presidenza dei Blancos, di cui è tifosissimo, visto la difficile e sempre più in bilico posizione di Florentino Perez. 

    “Ho letto informazioni che mi collegano a possibili candidature alla presidenza del Real Madrid”, ha scritto Nadal sul proprio profilo ufficiale X, “vorrei chiarire che queste informazioni non sono vere”, spegnendo così ogni voce su un suo possibile ingresso in dirigenza. 

    In una conferenza stampa andata in scena nei giorni scorsi, Florentino Perez ha indetto nuove elezioni del consiglio direttivo, ma ha annunciato anche che “non mi dimetto, da qui dovranno cacciarmi a colpi di pistola”. Un’espressione piuttosto forte che fa capire l’attaccamento di Perez alla sua posizione, e che al momento esclude ribaltoni al vertice del Bernabeu. Qualunque sia il futuro del Real, al momento, non includerà Nadal, se non da semplice tifoso. 

     

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  • Libano, Unifil: drone su base italiana, no feriti ma danni a edifici

    Libano, Unifil: drone su base italiana, no feriti ma danni a edifici

    (Adnkronos) – Ancora un attacco contro una base italiana di Unifil, nel sud del Libano. In una nota su Telegram, la missione delle Nazioni Unite ha riferito che ieri pomeriggio “un drone presumibilmente di Hezbollah è esploso all’interno del quartier generale di Naqoura”, dove si trovano i soldati italiani. “Nessuno è rimasto ferito, ma qualche edificio è stato danneggiato”, fa sapere ancora Unifil, esprimendo “preoccupazione per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni dell’Onu”. 

    Le Forze di difesa israeliana (Idf) hanno annunciato di aver condotto una nuova ondata di attacchi contro obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano, nonostante la tregua con il governo libanese e i negoziati previsti per domani a Washington. Il bilancio dei sette raid, che hanno preso di mira automobili, è di almeno 12 morti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità libanese precisando che otto persone, tra cui due bambini, sono morte a causa dei droni che hanno preso di mira tre veicoli sull’autostrada costiera nelle zone di Barja, Jiyeh e Saadiyat, a circa 20 chilometri da Beirut. Altre quattro persone sono state uccise in attacchi contro quattro auto più a sud, nella città di Sidone e nelle cittadine di Maaliyeh, Chaaitiyeh e Naqoura. 

    L’esercito israeliano ha affermato do aver colpito infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del sud del Libano. Le Idf hanno anche accusato i combattenti di Hezbollah di aver lanciato diversi droni, alcuni dei quali sarebbero esplosi vicino a un’area in cui operavano truppe israeliane nel Libano meridionale. 

    Un cessate il fuoco permanente, piuttosto che una proroga dell’attuale tregua che scadrà alla mezzanotte di giovedì. Questa la richiesta principale che il Libano porterà a Washington nel secondo round di negoziati diretti con Israele che si terranno domani e dopodomani. Lo riferiscono fonti libanesi vicine al palazzo presidenziale di Beirut ad Asharq, sottolineando che il cessate il fuoco è uno dei cinque punti chiave che il Libano intende sollevare. L’obiettivo, proseguono le fonti, è garantire che il primo round di negoziati diretti si concluda con l’attuazione da parte di Israele di una cessazione permanente degli attacchi. Le fonti hanno affermato che la posizione iniziale del Libano era stata quella di rifiutare i negoziati prima di un cessate il fuoco completo e della fine degli attacchi contro città e villaggi nel Libano meridionale. 

    Il quotidiano libanese Al-Akhbar ha scritto che ci sono divergenze tra il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro Nawaf Salam in merito allo svolgimento dei colloqui a Washington. Secondo quanto riportato, il primo ministro libanese appoggiava le proposte franco-egiziane di spostare i colloqui a Sharm el-Sheikh o a Parigi per garantire un quadro negoziale più equilibrato, mentre Aoun insisteva affinché il processo rimanesse sotto l’egida degli Stati Uniti. 

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  • Meloni in Senato: “Tensioni geopolitiche incidono su crescita. Porte aperte a chi vuole collaborare”

    Meloni in Senato: “Tensioni geopolitiche incidono su crescita. Porte aperte a chi vuole collaborare”

    (Adnkronos) – “E’ chiaramente un momento che non è facile e dovrebbe esserci meno spazio per la polemica e più spazio per un confronto”. A dirlo, durante il premier time in Senato e rispondendo al leader di Azione Carlo Calenda, è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

    “La situazione nella quale noi ci troviamo – ha spiegato -, il fatto che ci sia un quadro economico internazionale particolarmente complesso e che le tensioni geopolitiche che noi continuiamo a vivere incideranno, come già stanno incidendo sulla crescita, sui costi energetici sulla competitività delle imprese sul potere d’acquisto delle famiglie”. 

    Le ”porte del governo sono sempre aperte quando c’è la voglia di confrontarsi nel merito di questioni che in ogni caso impattano su ciascuno di noi. Rispetto alla proposta di una cabina di regia” a Palazzo Chigi aperta alle forze di opposizione disponibili per affrontare le priorità strategiche del Paese ”io sarei anche disponibile ma, senatore Calenda, le devo ricordare che quando finora abbiamo provato a fare delle proposte in questo senso, la risposta da parte della stragrande maggioranza dei partiti dell’opposizione non è stata di disponibilità”, ma hanno detto che si trattava di una “passerella…”, ha continuato. 

    “Ricordo – ha sottolineato Meloni – uno degli ultimi casi, all’inizio del conflitto in Iran. Dissero che volevamo organizzare una sorta di passerella. Da parte mia, non c’è alcuna volontà di organizzare passerelle. Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte sarebbero ancora aperte. Sono in ogni caso aperte -ha ribadito- per chiunque abbia voglia di mettere da parte l’interesse di partito per l’interesse nazionale”. 

    “Quello che noi intendiamo fare in questo ultimo anno di governo è continuare la strategia che abbiamo messo in campo, che era fatta sul piano economico sostanzialmente da tre scelte fondamentali: da una parte quella di rafforzare i salari e il potere d’acquisto, dall’altra quella di incentivare le aziende che assumevano e che investivano e in più la scelta che è anche economica, di sostenere le famiglie e la natalità”, ha poi continuato indicando gli obiettivi di governo per la fine della legislatura. 

     

    ”Il tema dei salari è molto serio. E’ stato raccontato con molti slogan, diverse fake news… Noi abbiamo sentito anche ora in Aula, in particolare dal senatore Renzi, e lo risentiremo molte altre volte, che in Italia i salari hanno perso 7 punti dal 2021. Bene, solo che chi lo sostiene, è lo stesso che governava tra il 2021 e il 2022 quando l’inflazione è esplosa, i salari reali hanno perso oltre 8 punti e mezzo, cioè quando questo calo si è accumulato. Noi siamo partiti da qui, ci abbiamo lavorato e i salari hanno ripreso gradualmente a crescere più dell’inflazione”, ha quindi assicurato la premier. 

    “Con l’ultimo decreto lavoro, abbiamo stabilito che possono accedere agli incentivi pubblici per le assunzioni solamente quelle imprese che applicano un salario giusto, dove per salario giusto si intende il trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali che vengono stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. È una strada diversa da quella del salario minimo legale che viene invece proposta dalle opposizioni, che però, come dimostra ad esempio il caso della Puglia, dove è stato applicato il salario minimo, rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più”, ha aggiunto. 

     

    ”Entro l’estate sarà approvata la legge delega” sul nucleare, ha poi annunciato Meloni durante il premier time del Senato. 

     

    Con il Pnrr “ad oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane, al 31 marzo ’26 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76% del totale, a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari, direi che abbiamo fatto un buon lavoro”, dice ancora la premier. 

     

     

    “Senatore De Cristofaro – ha poi risposto Meloni – lei ha ragione quando dice che la migrazione giovanile in Italia è diventata un fenomeno strutturale. E’ una questione seria che chiaramente nessuno sottovaluta e nessun governo negli ultimi decenni è riuscito a invertire”. 

     

    Quindi il botta e risposta con Matteo Renzi: “Lei, presidente – ha detto il leader Iv -, mi sembra una copia sbiadita rispetto all’inizio della legislatura. Lei ha perso un referendum costituzionale e si è dimessa, è stata sedotta e abbandonata da Trump, ha una maggioranza incapace di rispettare le critiche delle opposizioni. Lei è un’altra rispetto a quattro anni fa”.  

    “Di fronte” alla crisi di “Hormuz la proposta è la legge elettorale”. Ed è “incredibile come questo governo dei leader, quando c’è un problema, si licenziano i sottoposti. Se c’è uno come Giuli al governo, è colpa sua. Se anziché un governo sembra la famiglia Addams, non è colpa mia, li avete scelti voi”, le parole di Renzi. 

    Pronta la replica della premier: “Si invoca la presenza del presidente del Consiglio in Aula praticamente ogni giorno per potersi confrontare sui temi della politica e ogni volta che si viene qui al netto di accuse e insulti c’è oggettivamente poco di cui parlare”. 

     

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    politica

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  • ‘Aldair. Cuore giallorosso’, la storia del campione bandiera romanista in sala dal 21 maggio

    ‘Aldair. Cuore giallorosso’, la storia del campione bandiera romanista in sala dal 21 maggio

    (Adnkronos) –
    Aldair Nascimento do Santos, ma più semplicemente Pluto – come lo chiamavano i romanisti – ha compiuto 60 anni e, per festeggiare questo traguardo, arriva al cinema ‘Aldair. Cuore giallorosso’, il documentario diretto da Simone Godano, prodotto da Grøenlandia, Sky Italia, InHouse e Duende Film, in collaborazione con Rai Cinema, AS Roma e Radio Rock, distribuito da Nexo Studios e scritto da Shadi Cioffi e Boris Sollazzo. Un tributo, in anteprima oggi al cinema Barberini di Roma e in sala dal 21 maggio, in cui viene ripercorsa la carriera del calciatore brasiliano che è stato di casa a Trigoria per ben 13 stagioni. Acquistato dal presidente Dino Viola nel 1990, con la compagine capitolina ha vinto una Coppa Italia nella stagione 1990-1991, un campionato di Serie A nel 2000-2001 e una Supercoppa italiana nel 2001. Non solo. Aldair, infatti, è stato pure campione del mondo con la nazionale brasiliana nel 1994. 

    Per la Roma non è stato soltanto un difensore, ma una bandiera, un modo di vestire e onorare la maglia cucendosela sulla pelle. Un campione che è stato anche, e soprattutto, un punto di riferimento per i compagni in campo e per i tifosi che continuano ad amarlo come il primo giorno.  

     

    Il documentario prende avvio il 30 novembre 2025 allo stadio Olimpico di Roma, durante la celebrazione per i 60 anni di Aldair prima della partita Roma-Napoli: un momento simbolico e carico di emozione che diventa il punto di partenza di un racconto intimo e profondo alla scoperta dell’uomo dietro il campione. A guidare la narrazione è lo scrittore Sandro Bonvissuto che, da tifoso romanista, intraprende un viaggio tra Italia e Brasile per ricostruire le radici, la carriera e l’identità di un calciatore unico nel suo genere. Dalle spiagge di Rio de Janeiro fino ai luoghi simbolo della Città Eterna il film, impreziosito dalla voce narrante di Claudio Amendola, restituisce il ritratto di un campione silenzioso, lontano dai riflettori che è entrato nel cuore del popolo romanista. 

     

    La carriera di Aldair, che per 13 stagioni (1990-2003) ha indossato la maglia della AS Roma, viene ripercorsa attraverso immagini d’archivio, materiali inediti e testimonianze esclusive di grandi protagonisti del calcio e del mondo giallorosso, dirigenti, giornalisti e volti legati alla storia della Roma: Francesco Totti (234 partite al fianco di Aldair), Giuseppe Giannini (190 partite al fianco di Aldair), Zico (35 partite al fianco di Aldair), Cafu (196 partite al fianco di Aldair), Vincent Candela (182 partite al fianco di Aldair), Damiano Tommasi (178 partite al fianco di Aldair), Marco Delvecchio (120 partite al fianco di Aldair), Angelo Peruzzi (4 partite al fianco di Aldair), Christian Panucci (44 partite al fianco di Aldair), Enrico Annoni (59 partite al fianco di Aldair), Ricardo Gomes (34 partite al fianco di Aldair), Fabio Capello (allenatore della Roma dal 1999 al 2004), Carlo Verdone (tifoso romanista), Paolo Assogna (giornalista Sky Sport), Rosella Sensi (ex Presidente della Roma), Riccardo Viola (figlio dell’ex presidente della AS Roma Dino Viola), Fabrizio Lucchesi (ex Dg della Roma), João Guilherme Carvalho (giornalista Flamengo TV), Roberto Rodrigues (amico storico di Aldair) e Clodoaldo Ferreira Lima (fratello di Aldair).  

    Il documentario è accompagnato dalla colonna sonora firmata da Piotta, Francesco Santalucia e Stefano Ritteri, contenente anche il brano inedito di Piotta dal titolo ‘Aldair’ realizzato come theme song del film. 

    Il documentario su Aldair “è un riconoscimento importante per un giocatore importante che ha fatto grandi cose nella Roma”. Lo dice all’Adnkronos Giuseppe Giannini, che di Aldair fu capitano. “Sarà sicuramente un capolavoro, comunque una cosa bella. Anche perché è stata un’idea importante, direi giusta, per un campione che ha fatto grandi cose sia nella Roma e in nazionale. Se lo vedrò? Certamente”. 

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  • Facciolo: “Per educazione finanziaria meno nozioni e più relazione con persone”

    Facciolo: “Per educazione finanziaria meno nozioni e più relazione con persone”

    (Adnkronos) – “Per fare educazione finanziaria si utilizzano le stesse modalità comunicative che servono in tutti i settori: bisogna riuscire a mettersi dalla parte di chi ci ascolta”.  

    Lo ha detto Patrick Facciolo, analista della comunicazione, intervenendo al Forum Educazione Finanziaria 2026 promosso da Aief all’Auditorium della Tecnica di Roma, appuntamento dedicato ai temi della formazione, della comunicazione e della cultura finanziaria.  

    “In psicologia si chiama perspective taking, cioè l’assunzione della prospettiva dell’altro”, ha spiegato Facciolo. “Quando siamo davanti a un interlocutore, che sia un cliente, un collega o uno studente, dobbiamo concentrarci meno su ciò che vogliamo dire e più su come l’altro può sentirsi”. Secondo Facciolo, uno degli aspetti più sottovalutati nella formazione riguarda il linguaggio non verbale: “Non conta soltanto il contenuto. È importante anche il ruolo del corpo nelle relazioni”. Il divulgatore ha invitato educatori e formatori a prestare attenzione “alla prossemica, quindi alle distanze utilizzate nelle relazioni con le persone”, e più in generale “alla presenza del corpo e all’impatto che ha sulla credibilità”. 

    E poi ha concluso: “Il consiglio che do agli educatori finanziari è di puntare meno sui contenuti, su cui siamo tutti molto preparati, e di lavorare di più sulla relazione pratica con le persone”. 

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    economia

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  • Ghinfanti (Alleanza Assicurazioni): “Italiani sotto sufficienza in educazione finanziaria, giovani i più fragili”

    Ghinfanti (Alleanza Assicurazioni): “Italiani sotto sufficienza in educazione finanziaria, giovani i più fragili”

    (Adnkronos) – “In Italia l’educazione finanziaria resta un tema critico, perché come popolazione siamo ancora al di sotto della sufficienza”.  

    Lo ha detto Claudia Ghinfanti, responsabile marketing e comunicazione di Alleanza Assicurazioni gruppo Generali, intervenendo al Forum Educazione Finanziaria 2026 promosso da Aief all’Auditorium della Tecnica di Roma. 

    Ghinfanti ha illustrato i dati dell’Edufin Index, l’osservatorio realizzato annualmente da Alleanza Assicurazioni con l’Università Bocconi: “L’indice ci dice che gli italiani si attestano a quota 56 su una scala da 1 a 100, dove la sufficienza è fissata a 60”. Secondo Ghinfanti, all’interno di questo quadro emergono situazioni ancora più problematiche: “I target più critici sono le donne, che presentano un gap rispetto agli uomini, e soprattutto i giovani”. “Il dato sui giovani è particolarmente preoccupante: si fermano a quota 51. Parliamo delle generazioni future e quindi di una fascia sulla quale c’è ancora moltissimo lavoro da fare”, ha spiegato. Per questo, ha aggiunto, “non ci limitiamo alla sensibilizzazione attraverso l’osservatorio, ma portiamo avanti anche azioni concrete”. Tra queste, un tour nazionale di educazione finanziaria articolato in 14 tappe: “È dedicato soprattutto ai giovani e spesso coinvolge anche le università”. Da qui nascono anche le collaborazioni con realtà del settore: “Le partnership con Aief e con Starting Finance servono proprio ad agire concretamente affinché il Paese, e in particolare i giovani, possano crescere dal punto di vista della cultura finanziaria”, ha concluso Ghinfanti. 

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  • Damiani: “Associazioni educatori finanziari entrino in tavoli istituzionali”

    Damiani: “Associazioni educatori finanziari entrino in tavoli istituzionali”

    (Adnkronos) – “Le associazioni maggiormente rappresentative degli educatori finanziari potranno sedere ai tavoli nazionali sulla strategia per l’educazione finanziaria e al tavolo del Ministero dell’Istruzione e del Merito per scrivere le linee guida nelle scuole”. Lo ha detto il senatore Dario Damiani, componente della Commissione Bilancio del Senato, intervenendo al Forum Educazione Finanziaria 2026 organizzato da Aief a Roma. Damiani ha spiegato che la misura rientra nel decreto legge fiscale attualmente in approvazione parlamentare: “Nel provvedimento è prevista una riscrittura del Comitato per l’educazione finanziaria con l’obiettivo di renderlo più strutturato e aperto anche a contributi esterni”. “Ho presentato 2 emendamenti che prevedono finalmente la partecipazione diretta delle associazioni degli educatori finanziari ai tavoli istituzionali”, ha precisato. “Domani il testo sarà in Aula al Senato e la prossima settimana passerà alla Camera”. Secondo Damiani, il coinvolgimento delle associazioni rappresenta “un passaggio importante” perché consentirà di portare nei tavoli decisionali “l’esperienza di chi lavora sul campo da oltre dieci anni”. 

    “È necessario ascoltare chi opera concretamente nell’educazione finanziaria e può aiutare a raggiungere bambini, famiglie, insegnanti e categorie più fragili”, ha aggiunto. Il senatore ha poi affrontato il tema della preparazione dei docenti: “Gli insegnanti oggi sono chiamati a trasmettere tante competenze diverse, dall’educazione ambientale a quella alimentare. Per questo è giusto coinvolgere anche chi da anni si occupa professionalmente di educazione finanziaria”. “Le associazioni possono aiutare non solo gli studenti, ma anche gli stessi insegnanti a migliorare la propria consapevolezza finanziaria”, ha ribadito Damiani. 

    “Le istituzioni stanno facendo tanto in questi anni. Due anni fa finalmente l’insegnamento dell’educazione finanziaria è diventato obbligatorio nelle scuole, agganciato all’educazione civica” ha continuato Damiani. “Sono ancora poche ore, ma rappresentano comunque un passaggio importante per iniziare”. “L’obiettivo futuro è rendere l’educazione finanziaria una materia autonoma all’interno delle scuole”. 

    Secondo il senatore, negli ultimi anni sono aumentate anche le iniziative e le risorse dedicate al settore: “Le istituzioni stanno investendo sempre di più nell’educazione finanziaria e auspichiamo di continuare a migliorare, colmando anche il gap che esiste tra generi e professioni”. 

    “L’Italia purtroppo occupa ancora le ultime posizioni nelle classifiche europee e mondiali sull’alfabetizzazione finanziaria”, ha sottolineato. “Serve un’azione sinergica tra istituzioni, associazioni e realtà del settore per recuperare terreno”. Damiani ha poi evidenziato il ruolo delle associazioni di educatori finanziari: “Aief già oggi svolge un lavoro importante attraverso iniziative ed eventi che registrano una partecipazione straordinaria”. “Le associazioni che operano da anni sul campo possono dare un contributo concreto nelle scuole e nella formazione degli insegnanti”, ha aggiunto. Iik6hnfine, il senatore Damiani ha voluto ribadire che coloro che “si occupano di educazione finanziaria devono poter collaborare direttamente con il sistema scolastico”. 

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  • Borzacchiello: “Linguaggio decisivo per creare fiducia su educazione finanziaria”

    Borzacchiello: “Linguaggio decisivo per creare fiducia su educazione finanziaria”

    (Adnkronos) – “Il primo strumento che oggi formatori ed educatori finanziari devono acquisire è l’intelligenza linguistica, cioè la capacità di raccontare i dati e parlare alle persone”.  

    Lo ha detto Paolo Borzacchiello, esperto di comunicazione e intelligenza linguistica, intervenendo al Forum Educazione Finanziaria 2026 promosso da Aief all’Auditorium della Tecnica di Roma. “Le parole permettono di arrivare al cuore delle persone, alla pancia, se vogliamo usare una metafora. Il solo dato è difficile da far digerire”, ha spiegato Borzacchiello. “Il cervello crede di essere razionale, ma in realtà non lo è affatto: spesso dice di voler fare delle cose e poi fa esattamente il contrario”.  

    Secondo Borzacchiello, la capacità di interazione rappresenta oggi un elemento centrale anche per chi opera nell’educazione finanziaria: “Le interazioni umane e la capacità di relazionarsi con le persone sono la chiave per ottenere risultati e successo. La competenza professionale è importante, ma da sola non basta”. “In un mondo sempre più artificiale, saper interagire davvero con persone vere in carne e ossa è il messaggio più importante che voglio portare”, ha spiegato. Borzacchiello ha poi sottolineato la necessità di investire nella formazione comunicativa: “Bisogna studiare, leggere libri, fare corsi e arricchire il bagaglio di competenze tecniche con competenze linguistiche ed emotive”. E, concludendo, ha aggiunto: “Eventi come questo servono proprio a costruire strumenti più efficaci per comunicare”. 

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  • Marelli (Pillole di Economia): “Per educazione finanziaria a giovani social e linguaggio semplice”

    Marelli (Pillole di Economia): “Per educazione finanziaria a giovani social e linguaggio semplice”

    (Adnkronos) – “Per la nostra esperienza, comunicare ai giovani i temi dell’educazione finanziaria oggi avviene principalmente sui social network”.  

    Lo ha detto Davide Marelli, fondatore di Pillole di Economia, intervenendo al Forum Educazione Finanziaria 2026 promosso da Aief all’Auditorium della Tecnica di Roma. 

    “Non perché siano necessariamente il mezzo migliore in assoluto, ma perché sono il luogo che i giovani frequentano quotidianamente”, ha spiegato Marelli. “Noi utilizziamo formati diversi, dai video brevi ai contenuti più lunghi fino ai post scritti, per rendere questi temi accessibili”. Secondo Marelli, il punto centrale è superare il tabù legato al denaro: “Per molto tempo parlare di soldi è stato considerato quasi un argomento da evitare. I giovani devono capire che l’economia riguarda tutti”. 

    “Dallo stipendio al Tfr, dal fondo pensione alla gestione delle spese quotidiane, sono temi che incidono direttamente sulla vita delle persone”, ha aggiunto. “Da lì si può iniziare ad affrontare anche argomenti più complessi, come gli investimenti, l’inflazione e la tutela del potere d’acquisto”. Marelli ha poi sottolineato il ruolo delle competenze professionali nella divulgazione online: “I social tendono a semplificare la comunicazione, ma non devono renderla semplicistica”. “In questo senso l’esperienza di Aief è fondamentale, perché porta dieci anni di lavoro nel settore e garantisce contenuti corretti e rilevanti”, ha spiegato Marelli. E poi, ha concluso specificando che “avyjere alle spalle professionisti che conoscono davvero queste materie aiuta a costruire una comunicazione credibile ed efficace”. 

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