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  • “Sinner Harry Potter strafavorito al Roland Garros”, il pronostico di Roddick

    “Sinner Harry Potter strafavorito al Roland Garros”, il pronostico di Roddick

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    “Sinner è favorito al Roland Garros come lo era Nadal? A Parigi non c’è un Voldemort per Jannik, a meno che…”. Jannik Sinner macina vittorie agli Internazionali d’Italia e, secondo Andy Roddick, al Roland Garros arriverà con i galloni da strafavorito. Più o meno, come capitava a Rafa Nadal, re assoluto della terra rossa e vincitore ben 14 volte nello Slam parigino. “Sinner non batterebbe il miglior Nadal sulla terra rossa, non è questo il punto”, dice Roddick, diventato uno dei più apprezzati opinionisti dopo l’addio al tennis. “Non sto facendo un confronto considerando gli ultimi 20 anni del torneo di Parigi. Rafa è stato il migliore che ho visto su qualsiasi superficie. Il mio è un ragionamento basato sul rendimento attuale di Sinner e sul livello della concorrenza, non sto facendo un confronto diretto tra i due giocatori. Se davamo l’80-90% di chance a Nadal prima che iniziasse Parigi, non diamo le stesse chance a Sinner in vista del Roland Garros? Se non ci saranno 39 gradi a Parigi, non esiste il Voldemort di Sinner”, dice Roddick nel suo podcast Served with Andy Roddick. 

    Sinner è reduce da 4 titoli consecutivi nel 2026. Con Carlos Alcaraz fermo ai box per infortunio, nessuno sembra in grado di impensierire l’azzurro. “Quanti set consecutivi ha vinto Sinner contro Zverev? 77?”, si chiede ironicamente Roddick fotografando la superiorità del numero 1 del mondo nei confronti del tedesco, numero 3 del ranking. “I primi 5 sfidanti di Sinner hanno problemi di forma e di condizione. Se non ci saranno 39 gradi a Parigi, non esiste il Voldemort di Sinner”, aggiunge. 

    Al Roland Garros, il rivale principale dell’azzurro potrebbe essere Novak Djokovic. Il serbo, che sta per compiere 39 anni, fatica a carburare e deve fare i conti con una condizione precaria. Il fenomeno di Belgrado ha battuto Sinner in semifinale all’Australian Open prima di perdere in finale contro Alcaraz. “Sinner in Australia ha sfruttato 2 palle break su un milione, Djokovic ne ha sfruttate 5 su 7 facendo passare il cammello nella cruna dell’ago. Sulla terra battuta, Sinner avrebbe più tempo per colpire con potenza. I margini per Djokovic sarebbero ancora più ridotti, battere Sinner a Parigi sarebbe più difficile”, la sentenza di Roddick. 

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  • Sinner, chi è Rublev: l’avversario dei quarti agli Internazionali

    Sinner, chi è Rublev: l’avversario dei quarti agli Internazionali

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    Andrej Rublev sfiderà Jannik Sinner nei quarti degli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, martedì 12 maggio, il tennista russo ha battuto il georgiano Nikoloz Basilashvili negli ottavi del Masters 1000 di Roma, regalandosi la sfida con il numero 1 del mondo, vincente nel derby italiano con Andrea Pellegrino. Ma chi è l’avversario di Sinner? 

     

    Andrej Rublev è un tennista russo di 28 anni, classe 1997, che occupa il 14esimo posto nel ranking Atp. Nato a Mosca, ha iniziato a giocare giovanissimo, anche grazie a una famiglia dalla grande cultura sportiva, visto che il padre è un ex pugile e un maestro di tennis. Rublev si è subito fatto notare nel circuito, facendo il suo ingresso tra i professionisti nel 2014. 

    La sua è stata una crescita piuttosto discontinua. Il suo talento puro ha infatti dovuto fare i conti con un carattere particolare, vittima più volte della depressione, e che si è manifestato anche in campo con reazioni fuori controllo. Nonostante questo, è riuscito ad entrare nel giro della top ten, toccando il suo best ranking nel settembre del 2025, quando ha raggiunto la quinta posizione. In totale in carriera ha raccolto 17 titoli Atp, l’ultimo a Doha nel 2025. 

     

    Sinner e Rublev si sono affrontati in ben dieci precedenti, con l’azzurro che conduce con un parziale di 7-3. L’ultimo incrocio risale agli ottavi di finale del Roland Garros 2025, quando Sinner si impose in tre set. 

     

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  • Derby Roma-Lazio, prefetto: si gioca lunedì 18 maggio. Lega: “Revochi il provvedimento”

    Derby Roma-Lazio, prefetto: si gioca lunedì 18 maggio. Lega: “Revochi il provvedimento”

    (Adnkronos) – “La Lega Serie A, quale soggetto delegato dalla FIGC all’organizzazione del campionato di competenza, ha il compito primario e indefettibile di tutelare la regolarità del campionato stesso, che ha il suo caposaldo nella contemporaneità della disputa delle gare delle ultime due giornate agonistiche. Caposaldo al quale la Lega Serie A non può certo abdicare, a garanzia del regolare svolgimento della competizione”. Inizia così il durissimo comunicato della Lega Calcio Serie A, relativamente alla decisione della Prefettura di Roma di far giocare il derby Roma–Lazio nella giornata di lunedì 18 maggio alle ore 20.45. 

    “Il provvedimento del Signor Prefetto di Roma, che ha rinviato d’autorità il derby capitolino a lunedì 18 maggio alle ore 20:45 – continua il comunicato – oltre a porsi in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione — espressa a inizio stagione sportiva — di non disputare la stracittadina di notte, non tiene in alcun conto che il differimento della gara Roma-Lazio, in una giornata di gare sottoposta al regime della contemporaneità obbligatoria, determina inevitabilmente il differimento di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300.000 tifosi, i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche della decisione presa”.  

    E ancora: “Il provvedimento prefettizio fa riferimento in fatto alla contemporaneità della gara Roma – Lazio con gli Internazionali di tennis, lasciando intravedere il timore dell’Autorità di ordine pubblico di non essere in condizioni di poter gestire nel medesimo tempo le due manifestazioni, che peraltro si svolgono nello stesso sito del Foro Italico a poche centinaia di metri, senza tensioni tra i tifosi di due sport diversi — come dimostrato sabato scorso nella contemporaneità tra gli Internazionali e la gara di campionato Lazio-Inter — e comunque ad orari distanziati proprio grazie allo sforzo della Lega Serie A, che aveva fissato il derby e le gare contemporanee alle ore 12:30 di domenica 17 maggio (orario, quello delle 12:30, non usuale, atteso che impatta sui costi organizzativi in termini di personale che deve essere al lavoro dal giorno prima e in termini di audience del prodotto)”. 

    Il comunicato continua: “Peraltro, la finale degli Internazionali coinvolge un numero circoscritto di spettatori, non più di 10.000, perché sarà l’unica partita disputata nella giornata, mentre questo problema non era mai emerso in occasione delle diverse gare di Campionato e Coppa Italia giocate negli anni durante gli Internazionali di tennis con oltre 50.000 persone presenti nell’intero parco del Foro Italico. Questa tendenza interventista delle Prefetture e delle Questure, che modificano i calendari delle partite a proprio piacimento disinteressandosi dei problemi generati ai tifosi di casa e a quelli che viaggiano in trasferta, ai Club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali che hanno già programmato la messa in onda delle gare, rappresenta un precedente estremamente pericoloso per la credibilità del sistema italiano nel gestire l’organizzazione di eventi nel nostro Paese. La Lega Serie A, per quanto evidenziato, invita con forza le Autorità di ordine pubblico a revocare il provvedimento di rinvio che, se anche risolve le presunte criticità romane (ma non è così, quanto meno perché è già noto che per lunedì 18 maggio è stata dichiarata una giornata di sciopero dei trasporti), lo fa al prezzo di nuove tensioni connesse alle altre quattro gare rinviate, che di fatto impongono la decisione del Prefetto di Roma ai Prefetti delle quattro città ospitanti — Genova, Torino, Como e Pisa — e delle altre quattro città in trasferta — Napoli, Firenze, Milano e Parma. 

    Diversamente, la Lega sarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione, degli interessi dei tifosi romani e del nostro campionato, nonché del nostro prodotto che, attraverso la mutualità, genera le risorse per il sostegno a tutti i livelli del calcio. 

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  • Assilea, in 2026 stipulato leasing +3,5% ma investimenti ancora sotto media Ue

    Assilea, in 2026 stipulato leasing +3,5% ma investimenti ancora sotto media Ue

    (Adnkronos) – Nel 2026, dopo un inizio “incerto”, lo stipulato del leasing è cresciuto del 3,5% sull’anno, ma l’intensità degli investimenti in beni strumentali e mezzi di trasporto si ferma, in Italia, ancora al 16% contro il 28% in Europa. È quanto emerge dal rapporto annuale sul leasing, curato dal centro studi e statistiche di Assilea, presentato oggi assemblea annuale dell’associazione. I lavori sono stati aperti da un video messaggio augurale del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e dall’intervento del presidente di Abi, Antonio Patuelli, seguiti dalla relazione del presidente di Assilea, Paolo Guzzetti, che ha analizzato lo scenario macroeconomico degli investimenti in Italia. I lavori sono proseguiti con l’autorevole intervento di Ugo Bassi, Dg Fisma -Commissione Europea, incentrato sulla semplificazione della regolamentazione bancaria e sulla competitività internazionale del sistema bancario europeo. 

    Nell’ultimo decennio il settore “ha vissuto una crescita costante, raddoppiando lo stipulato dai 17 miliardi del 2015 ai 36 miliardi del 2025 (+5,8% rispetto al 2024)”. Nel 2025 “ben il 65% degli investimenti in beni strumentali acquisiti con le agevolazioni della Nuova Sabatini sono stati finanziati in leasing. Nel primo trimestre del 2026, dopo un inizio incerto, lo stipulato è cresciuto del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Del resto – si legge nel report – l’Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa e tra quelli che presentano il più elevato numero di piccole e medie imprese”. Eppure, “nonostante questi dati positivi, il leasing presenta in Italia una diffusione ampiamente al di sotto della media Ue, sia in termini di volumi di finanziamenti che di numero di imprese che ricorrono a questo strumento. Secondo i dati del Rapporto, l’intensità del leasing sugli investimenti in beni strumentali e mezzi di trasporto si ferma al 16% contro il 28% dell’Europa”, rileva l’analisi di Assilea. 

    “Gli investimenti, insieme alle riforme strutturali, sono la chiave per l’accrescimento della capacità produttiva e della produttività”, ha osservato il presidente di Assilea, Paolo Guzzetti, ricordando la necessità di “certezza di regole, poca burocrazia, un sistema infrastrutturale e logistico efficiente e capillare, un accesso agevole a tutte le varie forme di finanziamento. E nel finanziamento degli investimenti il leasing gioca un ruolo significativo”. Guzzetti ha poi ribadito la necessità di una revisione del quadro prudenziale basata sul riconoscimento di una minore rischiosità del leasing rispetto a strumenti di finanziamento più tradizionali, come testimonia una ormai abbondante evidenza empirica: tassi di perdita mediamente inferiori del 16%, rischiosità media delle imprese che fanno ricorso al leasing inferiore a quella delle imprese che non lo utilizzano, tassi di default più bassi rispetto ai prestiti bancari. 

    Un minore assorbimento patrimoniale riferito all’esposizione leasing libererebbe, nuove importanti risorse per il finanziamento degli investimenti delle Pmi, necessari ad accelerare la transizione ambientale e digitale dell’intero sistema europeo. Secondo un’ elaborazione del centro studi, “l’Italia che una riduzione media dei requisiti patrimoniali di 15 punti percentuali libererebbe 2 miliardi di capitale traducendosi in un incremento dello stipulato del 10%”. 

    “Certi del ruolo importante che il leasing può giocare come fattore di sviluppo per la nostra economia, Assilea continuerà a presidiare la normativa di settore, sia a livello europeo che nazionale; ad adoperarsi per ottenere un pieno riconoscimento del leasing in tutti i programmi di agevolazione e incentivo per le imprese; a diffondere una migliore conoscenza del leasing a tutti i livelli”, ha concluso il presidente. Intanto, sul fronte europeo “stiamo collazionando tutti gli imput ricevuti per produrre il rapporto sulla competitività del settore bancario in Europa e il sentimento di urgenza rappresentato dal mercato ci è ben chiaro, tanto è vero che la chiusura del lavoro è stato anticipato a metà luglio, proprio per dare risposte al sistema”, ha aggiunto Bassi. 

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  • Esuberi Electrolux, Calderone: “Attenzione massima per proteggere i lavoratori”

    Esuberi Electrolux, Calderone: “Attenzione massima per proteggere i lavoratori”

    (Adnkronos) – Sulla vicenda Electrolux “il 25 maggio è stato convocato il tavolo al Mimit e ci sarà anche il ministero del lavoro. Lavoriamo in strettissima sinergia”, tavolo che “ci servirà per avere un quadro più attento e puntuale della situazione e poter definire le misure da mettere in campo. Il nostro obiettivo è ovviamente quello di proteggere tutti i lavoratori”. Lo dice all’Adnkronos il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone, a margine del congresso nazionale Uiltrasporti. Il ministro ha commentato così il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux, con la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi e il taglio di produzioni e di personale nelle altre fabbriche italiane per un totale di circa 1.700 esuberi, pari a quasi il 40% dei 4.500 attuali occupati. 

    Calderone continua: “Sono ben consapevole che si tratta di 1700 lavoratori circa, e quindi 1700 famiglie. La nostra attenzione è massima, non solo a comprendere l’esatta dinamica degli interventi richiesti ma anche per mettere a disposizione degli strumenti efficaci. Laddove possiamo, dobbiamo proteggere assolutamente posti di lavoro attivi e non solo unicamente gestire ammortizzatori sociali, che sono importanti per garantire le tutele alle persone, ma ancora di più lo è il lavoro”. 

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  • Elezioni Figc, Malagò scioglie la riserva: domani mattina presenterà candidatura per la presidenza

    Elezioni Figc, Malagò scioglie la riserva: domani mattina presenterà candidatura per la presidenza

    (Adnkronos) –
    Giovanni Malagò ha deciso. A quanto apprende l’Adnkronos, l’ex presidente del Coni, romano, sessantasette anni, avrebbe sciolto la sua riserva sulla candidatura alla presidenza della Figc. La Federazione Italiana Giuoco Calcio, infatti, è rimasta orfana del presidente dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, seguite all’ennesima mancata qualificazione della Nazionale dai Mondiali. Secondo quanto risulta all’Adnkronos, già domani mattina l’imprenditore romano depositerà la sua candidatura. (di Davide Desario) 

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  • Sanità, cardiologo Fedele: “Screening e nuove tecnologie pilastri del Safe hearts plan”

    Sanità, cardiologo Fedele: “Screening e nuove tecnologie pilastri del Safe hearts plan”

    (Adnkronos) – “Il Piano europeo per la salute cardiovascolare (Safe hearts plan) ha un’importanza fondamentale perché finalmente c’è un documento di indirizzo sulle patologie cardiovascolari che sono al primo posto per la mortalità e per le ospedalizzazioni. Tra l’altro questi numeri andranno sempre più aumentando nel tempo per l’invecchiamento della popolazione. L’Istituto nazionale ricerche cardiovascolari è un consorzio inter-universitario che si pone come interlocutore per cercare di personalizzare questo piano e di declinarlo a livello nazionale secondo le specificità che ha il nostro Paese. Il Piano europeo si fonda su tre pilastri fondamentali: prevenzione, diagnosi precoce attraverso gli screening e la terapia con l’utilizzo e accesso ai ritrovati farmacologici e nuove tecnologie”. Lo ha detto Francesco Fedele, presidente dell’Incr, intervenuto al convegno dedicato al Safe hearts plan, il Piano europeo per la salute cardiovascolare che si è tenuto nella Sala Zuccari del Senato.  

    “I fattori di rischio cardiovascolari che devono essere controllati tramite campagne di prevenzione – ha aggiunto Fedele – sono fondamentali per il riconoscimento precoce del rischio cardiovascolare. Possono essere modulati anche attraverso il genere. Ad esempio, le donne, che tendono a essere a considerarsi protette da un punto di vista cardiovascolare, hanno fattori di rischio particolari. Il controllo, quindi, può essere importante sia in prevenzione primaria sia in prevenzione secondaria”. 

    Sul fronte della prevenzione e degli stili di vita, Fedele ha invitato ad adottare un approccio più pragmatico e personalizzato nella gestione del rischio cardiovascolare. “La prevenzione non può essere affrontata in modo semplicistico o uguale per tutti”, ha spiegato, sottolineando come gli “interventi debbano essere modulati sulle caratteristiche e sui comportamenti del singolo paziente”. Secondo Fedele, l’obiettivo non deve essere esclusivamente l’eliminazione totale dei fattori di rischio, ma anche la loro riduzione. “Molti pazienti, anche dopo un grave evento cardiovascolare, non riescono o non vogliono smettere di fumare”, ha osservato. In questi casi, le alternative senza combustione al fumo tradizionale, pur non essendo prive di rischi, “possono rappresentare uno strumento di riduzione del danno”. Un approccio analogo, ha aggiunto, dovrebbe essere adottato anche nei confronti del consumo di alcol: “Non bisogna demonizzarlo completamente, ma mantenere un atteggiamento pragmatico, orientato a ottenere il miglior risultato possibile in base alla persona che abbiamo di fronte”, ha poi concluso.  

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  • Fumo, rischio cardiovascolare: Festinese (UniCamillus) ‘Benefici con nicotina senza combustione’

    Fumo, rischio cardiovascolare: Festinese (UniCamillus) ‘Benefici con nicotina senza combustione’

    (Adnkronos) – “La review che abbiamo appena pubblicato circa la modalità di consumo di tabacco e il rischio cardiovascolare è stata la risposta a una necessità nel mondo della ricerca medico-scientifica. Quali sono le evidenze che negli ultimi 10 anni, su circa 900 articoli, che abbiamo ottenuto e sottolineato? La modalità del consumo della nicotina determina, su basi chimico-fisiche e tossicologiche, l’esposizione a quantità di sostanze nocive nettamente diverse. Il consumo della nicotina attraverso riscaldamento e non combustione determina sino al 95-97% della riduzione di sostanze cancerogene e cardio tossiche. Tutto questo con dati revisionati in alcuni casi anche dalla Fda”. Lo ha detto Silvio Festinese, responsabile Cardiologia ambulatoriale Asl Roma 1 e docente di Farmacologia all’università UniCamillus, intervernuto al convegno dedicato al Safe hearts plan’, il Piano europeo per la salute cardiovascolare, che si è tenuto nella Sala Zuccari del Senato.  

    “Nei due gruppi di pazienti che consumavano nicotina a combustione, la sigaretta per intenderci, o nella modalità riscaldata – ha riferito l’esperto – la letteratura ci fa notare due aspetti fondamentali: alterazioni a breve termine e modifiche di biomarcatori tumorali e cardiovascolari a breve termine. Il passaggio dalla combustione al tabacco riscaldato determina, attraverso la riduzione di queste sostanze, un miglioramento della funzione endoteliale già nelle prime settimane del passaggio. Non ci sono dati a lungo termine purtroppo e questa review potrebbe essere lo spunto per future ulteriori ricerche, ma a medio termine abbiamo alcuni dati, non conclusivi e sempre da confermare, che indicano una vera e propria riduzione degli eventi cardiovascolari”.  

    “Non dobbiamo lasciare spazio a fraintendimenti”, ha chiarito Festinese: “La lotta al fumo è una lotta che deve essere senza quartiere. Nonostante tutto quello che è stato fatto negli ultimi decenni, non si registrano cambiamenti in quel 20-25% della popolazione che si dedica al consumo di nicotina per combustione. Nemmeno l’introduzione di device che fanno consumare la nicotina in modo diverso, per aerosol o per riscaldamento, ha determinato dei cambiamenti. Abbiamo quindi bisogno di tanta ricerca. C’era la necessità di una narrative review che facesse il punto degli ultimi 10 anni su che cosa è stato prodotto dal punto di vista medico scientifico. Questo grazie anche alla collaborazione del professor Dimitris Richter, che è già stato presidente della Cardiologia pratica della Società europea di cardiologia. Abbiamo fatto il punto per future ricerche per continuare a seguire la nostra mission: una riduzione del rischio cardiovascolare nell’ambito degli stili di vita”. 

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  • Rebuild 2026, Burrelli (Anaci): “Telemedicina entra nei condomini del futuro”

    Rebuild 2026, Burrelli (Anaci): “Telemedicina entra nei condomini del futuro”

    (Adnkronos) – “Siamo molto contenti di partecipare per la prima volta alla dodicesima edizione di Rebuild, che non si riferisce solo al mondo della casa, ma è inteso che guarda anche ai servizi. Noi entriamo proprio su questo tema perché per la prima volta parliamo di telemedicina nei condomini e come questa può aiutare con i servizi di domotica, utilizzando l’intelligenza artificiale nelle nuove case, che gli italiani dovrebbero avere soprattutto per gli anziani, i fragili e i deboli, dando loro dei servizi seduti comodamente dal salotto”. Così Francesco Burrelli, presidente di Anaci, intervenendo alla dodicesima edizione di Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni, in corso al Centro congressi di Riva del Garda (Tn). 

    “Pertanto, in questo contesto sicuramente la nuova casa, ecologica, digitale, che non consuma e che ci consente di rientrare dentro un grado e mezzo di temperatura, deve anche avere dei dati, deve essere gestibile, accessibile e soprattutto deve essere sensibile ai fragili e a coloro che sono meno interessati ad avere contatto con la tecnologia, come gli anziani e chi non ha la capacità di arrivare allo smartphone, ma noi vogliamo in qualche modo che ce l’abbiano ugualmente”, conclude. 

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  • Carlo III e la linea di successione, tra i primi 10 l’ex principe Andrea

    Carlo III e la linea di successione, tra i primi 10 l’ex principe Andrea

    (Adnkronos) – Dopo l’ascesa al trono di Re Carlo III nel settembre 2022, alla morte della regina Elisabetta II, la linea di successione britannica conta attualmente – secondo vari media britannici – circa 65 persone. Il prossimo re sarà il principe William, affiancato dalla moglie Catherine, principessa di Galles. La successione segue il principio della discendenza legittima e non dipende dai titoli reali né dal ruolo pubblico ricoperto: per questo motivo rimane tra i primi dieci eredi anche il principe Andrew Mountbatten-Windsor, nonostante sia stato di fatto escluso dalla Royal Family.  

    Al primo posto nella linea di successione si trova William, principe di Galles, seguito dai suoi tre figli: al secondo posto il primogenito Principe George del Galles, attualmente 12enne, terzo la principessa Charlotte – la cui posizione non è cambiata con la nascita del fratello minore grazie alla riforma del 2013, che ha eliminato la precedenza maschile – e quarto il principe Louis. Al quinto posto figura il principe Harry, duca del Sussex, seguito dai suoi due figli, il principe Archie e la principessa Lilibet, nonostante Harry e la moglie Meghan Markle abbiano abbandonato i ruoli di working royals e vivano stabilmente negli Stati Uniti dal 2020. 

    Ottavo nella linea di successione rimane Andrew Mountbatten-Windsor, fratello minore di Re Carlo. Secondogenito della regina Elisabetta, alla nascita era secondo in linea, ma è sceso di posizione con le nascite dei figli e nipoti di Carlo. Ritiratosi dai doveri reali nel 2019 a causa delle polemiche legate ai suoi rapporti con Jeffrey Epstein, nell’autunno del 2025 Re Carlo gli ha revocato tutti i titoli e le onorificenze reali (incluso quello di principe e duca di York).  

    Nona è la figlia maggiore di Andrew, la principessa Beatrice, sposata con l’imprenditore italiano Edoardo Mapelli Mozzi. La coppia ha due figlie: Sienna Elizabeth Mapelli Mozzi (decima nella linea, nata nel 2021) e Athena Elizabeth Mapelli Mozzi (undicesima, nata nel gennaio 2025). Dodicesima è la secondogenita di Andrew, la principessa Eugenia.  

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