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  • Rebuild 2026, Dell’Erba (Federcasse): “La casa è un bene primario, servono mutui sostenibili e capitale paziente”

    (Adnkronos) – “La questione abitativa oggi è apertissima: c’è bisogno di case, ma soprattutto di case a costi ragionevoli. E per acquistare una casa servono strumenti di credito sostenibili e accessibili”. Lo ha dichiarato Augusto Dell’Erba, Presidente di Federcasse, intervenuto in collegamento nel corso della dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn). 

    Secondo Dell’Erba, la crescente finanziarizzazione del sistema bancario rischia di ridurre l’attenzione verso il credito destinato all’acquisto delle abitazioni. “I mutui per la casa richiedono tempi lunghi e una logica di investimento orientata al lungo periodo. Non sempre questo tipo di operazioni viene premiato dai mercati finanziari, ma si tratta di investimenti essenziali per la società”, ha sottolineato. 

    Nel suo intervento, il presidente di Federcasse ha ribadito il ruolo centrale delle banche di credito cooperativo nel sostenere famiglie e territori. “Le banche di comunità hanno un patrimonio costruito nel tempo che appartiene ai territori di riferimento. Per questo possono svolgere una funzione sistemica nell’accesso alla proprietà della casa, che resta un bene primario”, ha affermato. 

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  • Mazzi: “Nel 2026 transiteranno nei porti 15,3 milioni di passeggeri crociere, lavorare con le comunità locali”

    Mazzi: “Nel 2026 transiteranno nei porti 15,3 milioni di passeggeri crociere, lavorare con le comunità locali”

    (Adnkronos) – “Il valore aggiunto della blue economy in Italia è di 216 miliardi di euro, pari all’11% del nostro Pil. Con 232.841 imprese e oltre 1 milione di occupati, questo settore è una colonna portante della nostra economia. L’Italia è il primo paese in Europa per impatto economico della crocieristica e nel 2024, le ricadute sul territorio hanno raggiunto 18 miliardi di euro. Questo ha generato un contributo al Pil di 7 miliardi e creato circa 113 mila posti di lavoro lungo tutta la filiera, dai cantieri navali ai servizi portuali, fino alla spesa di passeggeri ed equipaggi nelle oltre 60 destinazioni crocieristiche della Penisola”. E’ quanto ha affermato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi intervenendo all’assemblea pubblica di Assiterminal a Roma. Il nostro Paese conta 8 porti nella top 20 del Mediterraneo, con Civitavecchia al secondo posto, alle spalle di Barcellona, e movimenta il 40% dei passeggeri totali. Intervento del ministro Gianmarco Mazzi all’Assemblea Pubblica Assiterminal.  

    Secondo il ministro sono “numeri destinati a salire: nel 2026, i nostri porti crocieristici movimenteranno oltre 15,31 milioni di passeggeri, grazie a circa 5.970 toccate nave, e ben 8 di questi scali registreranno il proprio record nei volumi di crocieristi. Questi numeri sottolineano l’importanza del settore, ma allo stesso tempo anche la necessità di lavorare insieme. I nostri porti, 1.500 tra strutture principali, minori, turistici e approdi, sono la porta d’ingresso dal mare, ogni stazione croceristica e ogni collegamento con le isole, comprese le isole minori, rappresentano opportunità per far vivere ai turisti l’autenticità della nostra cultura e delle nostre tradizioni”.  

    “Dobbiamo anche lavorare sulla connessione delle comunità locali, rendendo partecipe il territorio nell’accoglienza dei croceristi e nello sviluppo di itinerari alternativi. Questo non solo aiuterà a evitare il sovraffollamento turistico, ma renderà le destinazioni e i porti sempre più sostenibili. Gli investimenti in navi di nuova generazione, rispettose dell’ambiente sono fondamentali. Il nostro impegno deve essere quello di sviluppare ulteriormente la blue economy” ha concluso Mazzi. 

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  • Rebuild 2026, Albertini Petroni (Assoimmobiliare): “Serve riforma filiera immobiliare”

    Rebuild 2026, Albertini Petroni (Assoimmobiliare): “Serve riforma filiera immobiliare”

    (Adnkronos) – “Nel settore immobiliare serve un cambio di paradigma che coinvolga l’intera catena del valore: dal planning alle fonti di finanziamento, fino ai modelli costruttivi e fiscali”.  

    Lo ha affermato Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare, intervenendo alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al centro congressi di Riva del Garda (Tn). 

    Nel suo intervento, Albertini Petroni ha ribadito come uno dei principali nodi del sistema italiano sia la frammentazione normativa e amministrativa. “Serve una maggiore uniformità del linguaggio urbanistico e delle definizioni tecniche, oltre a una semplificazione delle procedure con tempi certi e verificabili”, ha spiegato, richiamando la necessità di garantire certezza del diritto e stabilità degli iter autorizzativi. 

    Tra i temi centrali anche la trasformazione dei modelli produttivi del settore. “In altri paesi europei, come la Spagna, l’industrializzazione del comparto ha permesso di realizzare migliaia di unità abitative l’anno. In Italia, invece, la dimensione media degli interventi resta molto ridotta e questo limita lo sviluppo di economie di scala e processi industriali”, ha osservato. 

    Albertini Petroni ha poi evidenziato il ruolo cruciale delle fonti di finanziamento e del rapporto rischio-rendimento. “Per attrarre capitale paziente è necessario ridurre il rischio lungo tutta la filiera e rendere più prevedibile il ritorno sugli investimenti”, ha concluso. 

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  • Rebuild 2026, Zanoni (sindaco Riva del Garda): “L’abitare è una sfida centrale per il futuro delle comunità”

    Rebuild 2026, Zanoni (sindaco Riva del Garda): “L’abitare è una sfida centrale per il futuro delle comunità”

    (Adnkronos) – “Il tema dell’abitare è una delle sfide più importanti anche per le amministrazioni locali. In una città come la nostra, con dinamiche complesse e delicati equilibri territoriali, il rischio è quello di perdere abitanti che hanno costruito la storia e il tessuto sociale della comunità”. Così il sindaco di Riva del Garda, Alessio Zanoni, intervenendo oggi alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn). 

    Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato come il tema della casa non possa essere affrontato soltanto dal punto di vista edilizio o tecnologico. “L’abitare non significa solo costruire con nuovi materiali o progettare edifici più efficienti, ma soprattutto dare alle persone la possibilità di sentirsi a casa nei luoghi in cui sono nate, cresciute e hanno vissuto”, ha dichiarato. 

    Il sindaco ha inoltre evidenziato la necessità di individuare nuove strategie per affrontare le trasformazioni sociali e abitative dei territori. “Momenti di confronto come REbuild possono offrire strumenti e idee utili anche per l’amministrazione quotidiana delle città e per costruire nuove risposte alle esigenze delle comunità”, ha concluso. 

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  • Rebuild 2026, Anzelini (Itea): “Serve un nuovo modello di edilizia pubblica sostenibile e razionale”

    Rebuild 2026, Anzelini (Itea): “Serve un nuovo modello di edilizia pubblica sostenibile e razionale”

    (Adnkronos) – “Oggi il tema è costruire in maniera razionale, senza consumare più territorio del necessario, modellando quella che sarà la casa pubblica del futuro. Gli interventi realizzati negli anni sessanta e settanta non sono più sufficienti a rispondere alle esigenze attuali”. Così Sergio Anzelini, Presidente e Amministratore Unico di Itea Spa – Patrimonio del Trentino, intervenendo alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn). 

    “Stiamo lavorando con professionisti e progettisti per arrivare a modelli sempre più efficienti e standardizzati, capaci di garantire qualità, sostenibilità e tempi più rapidi nella realizzazione degli alloggi”, ha aggiunto Anzelini, sottolineando come la sfida futura riguardi sia la costruzione di nuove abitazioni sia la riqualificazione del patrimonio esistente. 

    Nel suo intervento, il presidente di Itea ha evidenziato inoltre la necessità di rafforzare la collaborazione con il territorio per individuare soluzioni costruttive innovative e più adatte ai nuovi bisogni abitativi. “La vocazione di Itea resta quella di costruttore pubblico, ma in questa fase è fondamentale anche il lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio immobiliare”, ha concluso. 

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  • Sciopero generale del 18 maggio, dalla sanità alla scuola: chi si ferma e perché

    Sciopero generale del 18 maggio, dalla sanità alla scuola: chi si ferma e perché

    (Adnkronos) –
    Sciopero generale nazionale in arrivo. La data da segnare è quella del 18 maggio, quella della protesta che coinvolgerà tutte le categorie, pubbliche e private, dalla sanità ai trasporti passando per la scuola, per la mobilitazione proclamata da Usb con l’adesione di Fi-si. Disagi in vista, quindi, per chi si sposta usando il trasporto pubblico locale o viaggia in treno; salvo, invece, questa volta, il trasporto aereo. Il settore infatti è esonerato dallo sciopero così come tutte le aziende interessate dalle mobilitazioni precedentemente convocate. 

    Il personale delle attività ferroviarie incrocerà le braccia dalle ore 21.00 del 17 maggio alle 20.59 del 18 maggio, mentre per quello delle autostrade lo sciopero inizierà alle ore 22.00 del 17 maggio e per la sanità da inizio primo turno del 18 maggio alla fine dell’ultimo. Per i Vigili del Fuoco la protesta inizia dalle ore 9.00 per finire alle 13.00.  

     

    Lo sciopero è stato proclamato contro la guerra che “entra nelle nostre vite. Entra nei salari che perdono valore, nella sanità pubblica svuotata, nella scuola impoverita, nel welfare tagliato, negli affitti che aumentano, nei prezzi che corrono, nella benzina che pesa sempre di più sulle famiglie. Ogni euro destinato al riarmo è un euro sottratto a chi lavora, a chi studia, a chi si cura, a chi vive del proprio salario”, rivendica Usb. 

     

    Lo sciopero generale incrocerà quelli nazionali previsti nella stessa giornata: il plurisettoriale nazionale è stato proclamato per l’intera giornata del 18 maggio sia da Usi 1912, sia da Usb Lavoro privato e coinvolgerà il servizio sanitario nazionale, le cooperative sociali, società e associazioni operanti nei settori socio-sanitari, assistenziali ed educativi, direttamente o in applato.  

    Revocato lo sciopero del trasporto pubblico (Amat) a Palermo precedentemente proclamato per il 18 maggio, mentre resta in vigore lo sciopero unitario del Tpl di Bari (Stp) per l’intera giornata e nel rispetto delle fasce di garanzia. Giornata di proteste a livello locale anche per gli addetti delle aziende del servizio dell’igiene ambientale, con una serie di mobilitazioni a Santa Maria Capua Vetere, Milano, Varese e Comiso. 

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  • Tumori, Aifa approva immunoterapico tislelizumab in cancro a esofago, stomaco e polmone

    Tumori, Aifa approva immunoterapico tislelizumab in cancro a esofago, stomaco e polmone

    (Adnkronos) – L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di tislelizumab, farmaco immunoncologico, in 3 tumori difficili da trattare e che, nella maggior parte dei casi, vengono individuati in fase avanzata: i carcinomi dello stomaco, dell’esofago e del polmone. Lo comunica BeOne. Tislelizumab ha già ricevuto il via libera da parte dell’agenzia regolatoria europea per 9 indicazioni ed è l’asset fondamentale della pipeline dell’azienda per i tumori solidi. Con l’approvazione di Aifa – è stato ricordato nel corso di un incontro con la stampa, oggi a Milano – anche i pazienti del nostro Paese colpiti dalle 3 neoplasie in stadio metastatico possono beneficiare degli importanti progressi dell’innovazione.  

    Ogni anno in Italia sono stimati circa 2.350 nuovi casi di tumore dell’esofago. Aifa – spiega BeOne in una nota – ha approvato tislelizumab in combinazione con chemioterapia a base di platino per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma a cellule squamose dell’esofago non resecabile, localmente avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono Pd-L1 con un punteggio di positività dell’area tumorale (Tap) ≥ 5%. “Il consumo di alcol e l’abitudine al fumo di sigaretta sono strettamente connessi alla forma squamosa, la più frequente – afferma Filippo Pietrantonio, responsabile dell’Oncologia medica gastroenterologica della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano – I due fattori di rischio si potenziano a vicenda con un effetto sinergico, tanto che la probabilità di ammalarsi aumenta fino a 100 volte in chi beve e fuma. In troppi pazienti, pari a circa due terzi, la malattia è individuata in stadio già avanzato, non più operabile. E sono persone molto fragili, spesso colpite anche da altre malattie. Da qui la necessità di nuove opzioni efficaci. Nei pazienti con espressione del biomarcatore Pd-L1, la combinazione di tislelizumab più chemioterapia ha mostrato un beneficio davvero impressionante, perché ha quasi raddoppiato la sopravvivenza globale nel confronto con la sola chemioterapia”. Nello studio di fase 3 Rationale-306, la sopravvivenza a 3 anni nella popolazione con espressione di Pd-L1 ≥ 5% ha raggiunto 19,1 mesi con tislelizumab più chemioterapia rispetto a 10 mesi con la sola chemioterapia, dimostrando una riduzione del rischio di morte del 38%.  

    L’approvazione di Aifa – sottolinea BeOne – riguarda anche l’impiego in monoterapia, per pazienti con carcinoma squamoso dell’esofago non resecabile, localmente avanzato o metastatico, dopo precedente chemioterapia a base di platino. Nello studio Rationale-302, tislelizumab ha fatto registrare un tasso di sopravvivenza globale mediana statisticamente significativo di 8,6 mesi, rispetto ai 6,3 mesi con la chemioterapia. E’ emersa una riduzione del 30% del rischio di morte. Il trattamento con tislelizumab è stato associato a un tasso di risposta obiettiva più elevato (20,3% contro 9,8%) e a una risposta antitumorale più duratura (mediana di 7,1 mesi contro 4 mesi) rispetto alla chemioterapia. 

    Nella neoplasia dello stomaco – prosegue la nota – l’Agenzia italiana del farmaco ha approvato tislelizumab in combinazione con chemioterapia a base di platino e fluoropirimidina per il trattamento di prima linea di pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea (G/Gej) Her2-negativo, non resecabile, localmente avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono Pd-L1 con Tap ≥ 5%. “Nel 2025 in Italia sono stati stimati 12.370 nuovi casi di carcinoma gastrico. Meno del 20% è individuato in fase iniziale, con la conseguenza che la sopravvivenza a 5 anni è pari soltanto al 32% – riferisce Pietrantonio – Gli adenocarcinomi gastroesofagei, in fase avanzata o metastatica, hanno ricevuto lo stesso trattamento sistemico con la chemioterapia e per oltre 20 anni non ci sono stati reali progressi, soprattutto nelle forme che non esprimono la proteina Her2. Lo scenario sta cambiando grazie all’immunoterapia e la disponibilità di tislelizumab in prima linea amplia le opportunità di cura. L’immunoterapia è più efficace quando un biomarcatore, la proteina Pd-L1, è espresso a livelli elevati. E’ quindi necessario, al momento della diagnosi di malattia avanzata, determinarne immediatamente il livello di espressione”. Nello studio di fase 3 Rationale-305, nella popolazione con Pd-L1 ≥ 5%, la sopravvivenza globale mediana ha raggiunto 16,4 mesi con tislelizumab più chemioterapia rispetto a 12,8 mesi con la sola chemioterapia, con una riduzione del rischio di morte del 29%. 

    L’immunoterapia negli ultimi 10 anni ha cambiato anche la cura del tumore del polmone, la seconda neoplasia più frequente nel nostro Paese con 43.500 nuove diagnosi stimate nel 2025. L’Aifa ha approvato tislelizumab in monoterapia per pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) localmente avanzato o metastatico, dopo precedente chemioterapia a base di platino. “L’immunoterapia rappresenta una pietra miliare nella storia dell’oncologia toracica – evidenzia Federico Cappuzzo, direttore dell’Oncologia medica 2 dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma – L’approvazione di tislelizumab da parte di Aifa rende disponibile un’ulteriore offerta terapeutica immunoterapica in pazienti che hanno forti necessità di disporre di più opzioni. Nello studio di fase 3 Rationale-303 tislelizumab, in seconda o terza linea, ha determinato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della sopravvivenza globale, raggiungendo 16,9 mesi rispetto a 11,9 mesi con la chemioterapia con docetaxel. Inoltre, nei pazienti con mutazioni dei geni Notch1-4, di solito associate a una maggiore aggressività, resistenza alle terapie e prognosi peggiore, il vantaggio ottenuto con tislelizumab è stato ancora più rilevante, perché la sopravvivenza è stata pari a 14 mesi rispetto a 2 mesi con la chemioterapia. Va ricordato che i benefici ottenuti con tislelizumab sono indipendenti dai livelli di espressione del biomarcatore Pd-L1 e dall’istologia, squamosa o non squamosa. Il miglior controllo della malattia si traduce in una riduzione dei sintomi e, quindi, in una migliore qualità di vita, aspetto molto importante nei pazienti colpiti da neoplasia metastatica”. 

    “Purtroppo, più del 50% delle diagnosi di tumore del polmone avviene ancora oggi in stadio avanzato, da qui la necessità di terapie sempre più efficaci – rimarca Silvia Novello, presidente di Women Against Lung Cancer in Europe (Walce), direttore dell’Oncologia medica dell’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e professore ordinario di Oncologia medica all’università degli Studi di Torino – La chemioterapia ha assolutamente ancora un ruolo nel trattamento di questa neoplasia: per molti pazienti svolge tuttora un ruolo decisivo. L’immunoterapia con tislelizumab consente di ottenere risultati importanti in diversi setting. L’integrazione corretta dei vari approcci e le giuste valutazioni delle sequenze di cura rendono mandatorio il giudizio del team multidisciplinare. La figura dello psiconcologo poi non può esser considerata come ancillare nella presa in carico del paziente affetto da tumore polmonare, poiché è stato dimostrato come ansia e depressione possano peggiorare la risposta alle cure, impattando negativamente sui tempi di sopravvivenza”. 

    “Anche la presa in carico delle persone con tumore dello stomaco richiede, a partire dalla diagnosi, un approccio multidisciplinare – osserva Claudia Santangelo, presidente di ‘Vivere senza stomaco, si può Odv’ – Si stima che circa il 50% dei pazienti colpiti da carcinoma gastrico sia malnutrito, condizione che determina gravi conseguenze, come ridotta tolleranza alle terapie, peggiore sopravvivenza e minore qualità di vita. Per questo, è fondamentale che siano sempre offerti al paziente una valutazione dello stato nutrizionale e piani dietetici da parte dei nutrizionisti, che devono essere inclusi nel team multidisciplinare. Da tempo chiediamo che gli alimenti a fini medici speciali, ancora spesso a carico dei pazienti, siano inclusi nei livelli essenziali di assistenza e, quindi, garantiti a tutti. Accanto a una corretta presa in carico nutrizionale, è altrettanto importante garantire ai pazienti un accesso tempestivo alle innovazioni terapeutiche: nuove opzioni efficaci in prima linea nella malattia metastatica devono essere rese subito disponibili. In questo senso, l’approvazione di tislelizumab rappresenta un passo avanti importante”. 

    “La disponibilità di tislelizumab anche per i pazienti italiani, dopo l’approvazione europea in 9 indicazioni, segna un passaggio strategico fondamentale per BeOne – conclude Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines Italia – L’ampliamento del nostro impegno nei tumori solidi rafforza il nostro contributo già presente in oncoematologia e riflette la qualità della nostra ricerca e di una pipeline ampia e diversificata. E’ l’espressione concreta della nostra visione di lungo periodo; quella di consolidare sinergie con la comunità scientifica, le istituzioni e le associazioni di pazienti: un processo già in atto per abilitare l’innovazione e trasformare i modelli di cura”. 

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  • Bullismo, Annalisa Minetti: “Maratona per dare esempio positivo sport”

    Bullismo, Annalisa Minetti: “Maratona per dare esempio positivo sport”

    (Adnkronos) – “L’importanza di questo evento è non limitarsi a raccontare solo quello che non va, ma dimostrare che si può fare diversamente. Ci saranno tanti campioni che racconteranno la loro storia, per spiegare ai ragazzi che lo sport è lo strumento ideale per lavorare su attenzione e concentrazione, per rimettersi al centro della propria vita. Vogliamo che i ragazzi tornino a essere protagonisti, consapevoli che non si deve ambire a un risultato se prima non si impara ad apprezzare la fatica del percorso”. Così, in un vodcast all’Adnkronos, Annalisa Minetti, artista e atleta paralimpica, racconta gli obiettivi della ‘Maratona bullismo 2026’, promossa da Accademia dei Campioni in collaborazione con Adnkronos, in programma il 20-21 maggio 2026 a Roma, presso il Palazzo dell’Informazione Adnkronos. 

    Secondo Minetti, che è Ambassador dell’Accademia dei Campioni e della Maratona, con l’evento “si possono dare ai ragazzi degli strumenti utili affinché questi possano realmente non eliminare, ma gestire il male più grande che sono social, telefonini e device di ogni genere. Ecco: in campo ci saranno tante professionalità diverse, tante competenze, per poter dare ai ragazzi più informazioni utili e più possibilità e opportunità di riuscire nella gestione di questi device”.  

    Un appuntamento, la Maratona Bullismo 2026, che vedrà tanti campioni sul palco a dare il loro contributo. “Quando andiamo a parlare di insegnamento molto spesso utilizziamo le parole, ma poi etimologicamente parlando ne dimentichiamo il vero concetto. Tutti siamo in grado di poter lasciare un segno in questi ragazzi, ma lo dobbiamo fare uniti, non lo possiamo fare individualmente perché diventerebbe più faticoso. L’idea è di utilizzare l’esperienza, la storia di questi campioni che hanno vinto la medaglia. Ma non sarà la medaglia ad essere raccontata, perché non è una medaglia che ti può rappresentare, ma è un percorso. E questo percorso viene sviscerato, viene raccontato, viene dettagliato nella sofferenza, nella fatica, nell’aver patito un percorso, aver patito forme di bullismo, semplicemente perché volevi raggiungere un’eccellenza”, sottolinea Minetti. 

     

     

    Perchè il percorso verso la vittoria, ricorda Minetti, è lastricata di difficoltà. “Quanti di noi hanno sacrificato il loro tempo, si sono ritrovati ad essere diversi dagli altri perché il tempo che avevano a disposizione lo utilizzavano per allenarsi, perché avevano un sogno, perché volevano realizzare qualcosa. E questo loro atteggiamento veniva visto come strano da altri, e subito diventava una forma di bullismo e quindi un disagio da superare”, sottolinea.  

    Da qui il messaggio dei campioni sul palco il 20 e 21 maggio nella Maratona. “Questi ragazzi -sottolinea l’Ambassador dell’iniziativa- devono poter sapere che le persone che saliranno su quel palco sono persone che hanno sofferto e che conoscono bene il disagio, ma l’hanno visto come un’opportunità. Non si sono lasciati andare, addirittura sono riusciti a realizzare il loro più grande sogno”, spiega Minetti.  

    Raggiungere quindi un sogno in un’epoca in cui “i social, i telefonini e i diversi device sono delle ‘armi di distruzione di massa’. I ragazzi sono distratti, certo, perché comunque è un mondo che cattura la loro attenzione e lo fa magistralmente, ‘con professionalità’. Io spiego sempre ai ragazzi che un atleta non può avere distrazioni. Un atleta vive il proprio corpo come la prima casa ed è così. Si deve dare al ragazzo la giusta sensazione di sapere che ogni cosa che vuole ottenere se la deve conquistare. E sempre comunque mettendo un piede davanti all’altro. E invece quanta inabilità motoria genera il device, lo star davanti a un telefonino piuttosto che su un divano piuttosto che davanti alla play”, rimarca ancora Minetti. 

     

     

    Secondo Minetti l’obiettivo finale deve essere “portare questi ragazzi a capire e a comprendere che lo sport è quel linguaggio educativo e formativo attraverso il quale possono poi arrivare a ottenere grandi risultati. E al risultato più grande: che saranno grandi persone, che saranno campioni nella vita, che sapranno affrontare l’ostacolo, che non aspetteranno che qualcuno glielo sposti. Ma che saranno invece in grado di saltarlo da sé studiando la strategia più giusta, che non ci sarà salita che possa spaventarli perché dopo una salita è matematico, è naturale, c’è sempre una discesa”, sottolinea l’atleta paralimpica.  

    E Minetti lancia anche un appello alle istituzioni. “Noi siamo andati in tutte le scuole e ci torneremo, ma abbiamo bisogno anche di rendere pratico il nostro impegno, di poter far ‘provare’ ai ragazzi lo sport in tutte le scuole. I politici spesso dicono ‘Lo sport è il mezzo per portare i nostri ragazzi a forgiare il loro carattere’. Sì, ma quanto sport poi fanno questi ragazzi nella scuola? Non lo fanno, ne fanno pochissimo. E quel pochissimo è anche distribuito male e proposto male. Quindi io dico: noi come Accademia dei Campioni potremmo aiutare in questo senso, siamo persone capaci di poter gestire e proporre tutti gli sport, e non solo il calcio. Se noi portiamo i ragazzi a fare sport, allora forse i ragazzi potrebbero, praticando, capire gli effetti positivi, avere quel luogo sicuro che si chiama scuola che diventa completamente formativo e non solo sulla storia di qualcun altro. Perché se io oggi ti spiego chi è Napoleone, ma non ho e non ti ho dato modo di sapere chi sei tu, io ho fallito”, conclude Minetti. 

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  • Rebuild 2026, Albarelli (R. del Garda Fierecongressi): “Guardiamo modelli europei per futuro casa”

    Rebuild 2026, Albarelli (R. del Garda Fierecongressi): “Guardiamo modelli europei per futuro casa”

    (Adnkronos) – “Il compito di Rebuild in questa dodicesima edizione è portare al centro del dialogo sul tema della casa tutte le punte dell’iceberg delle esperienze che hanno manifestato in Europa e nel mondo delle best practice utili e ispiranti per le scelte che faremo in Europa e in Italia. Pertanto, guardiamo all’Europa e cerchiamo di comprendere quali siano le visioni che altri Stati, città e territori hanno portato alla ribalta e cerchiamo di comprendere come questo si possa connettere con un sistema costruttivo e con regole come quelle dell’urbanistica nazionale, che hanno delle complessità differenti”. Sono le parole di Alessandra Albarelli, direttrice generale Riva del Garda Fierecongressi, alla dodicesima edizione Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro congressi di Riva del Garda (Tn): due giorni, 22 conferenze, 80 speaker, 3 workshop per affrontare le sfide del settore più urgenti dei prossimi anni. 

    “Il tema è molto forte, urgente e sentito dagli enti pubblici -spiega Albarelli- quindi ci aspettiamo che in questa due giorni anche loro si mettano al tavolo con progettisti, sviluppatori e finanza per trovare soluzioni ad un problema molto pressante. Rebuild resta sempre un laboratorio aperto ed è per questo che la Provincia autonoma di Trento, in preparazione della legge sulla casa per la stessa Provincia autonoma, ha scelto Rebuild come tappa in cui ascoltare e ragionare insieme agli altri, prendendo ispirazione da ciò che già stanno facendo per poi proseguire al di fuori del momento ufficiale di Rebuild, in momenti, invece, più in compagnia degli stakeholder territoriali per fare delle scelte di prospettiva futura che siano coerenti con un territorio, quello trentino, che ha la città di Trento, di Rovereto e l’Alto Garda, con un certo tipo di problematiche, ma poi ha tutte le valli sparse, quindi con un modello che sia esattamente funzionale alle sue esigenze. Questo ci fa molto piacere perché significa che Rebuild è preso seriamente in considerazione dalle istituzioni come laboratorio per il futuro”. 

    “Quando si parla di infrastruttura della casa, il tema è vario e per noi infrastruttura significa non parlare di casa solo da un unico punto di vista, ma da tutti i suoi aspetti, quindi dal punto di vista delle regole del capitale, della finanza e sociale, da tutte le visioni che possono convergere verso un unico obiettivo”, conclude. 

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  • Hantavirus, Lorenzin (Pd): “Errori su piano pandemico ed esercitazioni”

    Hantavirus, Lorenzin (Pd): “Errori su piano pandemico ed esercitazioni”

    (Adnkronos) – “Sull’hantavirus esistono già molte conoscenze scientifiche. Non siamo quindi di fronte a uno scenario simile a quello vissuto con il Covid, allora un virus completamente nuovo. Certo, questo rappresenta comunque un primo stress test internazionale dopo la pandemia e qualche criticità, soprattutto sul piano della comunicazione, mi sembra sia emersa. Noi stiamo seguendo tutte le procedure di allerta previste. Ma questa vicenda dimostra ancora una volta il ruolo fondamentale dell’Organizzazione mondiale della sanità e del coordinamento internazionale nella gestione delle emergenze sanitarie”. Lo ha detto Beatrice Lorenzin (Pd), a margine del convegno organizzato a Roma da Fnopi per la Giornata internazionale dell’infermiere, che si celebra oggi 12 maggio. 

    “A mio avviso – ha spiegato – è stato un errore prendere le distanze dal piano pandemico, così come è stato un errore non effettuare le necessarie esercitazioni. Mi auguro che questa situazione possa portare a ripensare alcune scelte compiute dall’Italia negli ultimi anni”, ha concluso Lorenzin.  

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