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  • Rebuild 2026, inaugurata la 12esima edizione: “Per dare risposte concrete all’emergenza abitativa”

    Rebuild 2026, inaugurata la 12esima edizione: “Per dare risposte concrete all’emergenza abitativa”

    (Adnkronos) – Ha preso il via oggi al Centro congressi di Riva del Garda la nuova edizione di Rebuild, il primo evento italiano sull’innovazione sostenibile dell’edilizia e del real estate, organizzato da Riva del Garda Fierecongressi. Un appuntamento che, forse come mai prima d’ora, si intreccia con le sfide dell’attualità. 

    Sfide legate al tema della casa e dell’abitare in ogni forma e declinazione: dall’accessibilità economica alla qualità degli spazi, dalla rigenerazione urbana alla sostenibilità ambientale, fino alla necessità di ripensare modelli insediativi, servizi e facilities alla luce dei profondi cambiamenti demografici, sociali ed economici che stanno attraversando il Paese. In questo scenario, il binomio casa-abitare si conferma non solo una questione immobiliare, ma un vero indicatore della capacità di immaginare comunità e città più inclusive, efficienti e resilienti. Non a caso, il confronto avviato oggi a Rebuild mette al centro temi e proposte che vanno ben oltre il perimetro dell’edilizia: l’abitare ha superato la dimensione settoriale del mercato immobiliare per configurarsi come una vera e propria infrastruttura economica e sociale, capace di incidere sulla competitività dei territori e la qualità della vita. 

    Accessibilità, transizione energetica, rigenerazione urbana, nuovi modelli abitativi e impatto sociale degli investimenti sono questioni che chiamano in causa istituzioni, operatori e territori, in una fase in cui il mercato immobiliare è sempre più connesso agli equilibri economici e al benessere delle persone. Sotto il cappello del titolo di quest’anno, ‘Housing remix’, il programma si svilupperà sino a domani attorno a 5 pilastri tematici: 5 parole chiave -Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare- per mettere a confronto tutti i protagonisti delle filiere e restituire, col loro contributo, una lettura organica e convergente sulla crisi abitativa. “Il nostro obiettivo -spiega Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi- non è solo leggere il cambiamento, ma dare risposte a un nuovo insieme di bisogni abitativi: un percorso che unisca accessibilità, sostenibilità, innovazione e impatto sociale, affrontando il tema della casa da tutti i punti di vista -economico, progettuale, ambientale e sociale- per generare soluzioni reali e condivise”. 

    Nell’arco della prima giornata di lavori Rebuild 2026 ha messo in campo un confronto articolato che ha attraversato trasversalmente i principali nodi del futuro dell’abitare e del real estate. Come ha affermato Ezio Micelli, presidente del comitato scientifico di Rebuild, docente dell’università Iuav di Venezia, nonché unico membro italiano dell’advisory board della Commissione europea per la redazione del Piano europeo per l’abitazione accessibile, “il piano casa deve poggiare su tre pilastri: finanza, regolazione e produzione. Non bastano risorse pubbliche: servono investimenti pubblici e privati, strumenti stabili e capitali pazienti. Ma sono necessarie anche regole più rapide, capaci di rispondere all’urgenza abitativa, e soluzioni produttive innovative in grado di coniugare costi più contenuti ed elevata qualità costruttiva. L’obiettivo è realizzare case e quartieri che rispondano alle istanze di sostenibilità e costi accessibili che le città esprimono a gran voce”. 

    La sessione inaugurale è stata l’occasione per sottolineare come la questione abitativa sia al centro dell’agenda pubblica, letta come tema che coinvolge istituzioni, operatori e territori e che richiede un ripensamento complessivo delle politiche e degli strumenti esistenti. L’apertura ha dato voce in primis alle istituzioni territoriali, impegnate nella costruzione di Orizzonti dell’abitare in Trentino, l’innovativo modello partecipativo per la nuova legge provinciale sulla casa sviluppato con Rebuild. Dal confronto tra la direttrice Alessandra Albarelli, il professor Ezio Micelli, l’assessore della Provincia autonoma di Trento Simone Marchiori, il presidente di Federcasse Augusto dell’Erba e il presidente di Itea e amministratore unico di Patrimonio del Trentino Sergio Anzelini, è emersa con forza la necessità di una risposta coordinata e la volontà di dare inizio a un percorso condiviso con tutti gli attori del comparto, anticipando i tempi rispetto al Piano casa nazionale e trovando un nuovo metodo di lavoro in grado di dare soluzioni concrete, con una visione a lungo termine del tema dell’abitare. 

    A partire da questa cornice, il dibattito si è sviluppato lungo direttrici complementari, con un focus particolare sulla necessità di ‘riusare’ l’esistente -patrimoni immobiliari, risorse finanziarie, competenze e tecnologie- come leva per rispondere in modo più efficace alla domanda abitativa. I tavoli dedicati alle politiche hanno approfondito il ruolo dell’Europa nella definizione di nuovi modelli per l’accessibilità alla casa, mettendo in evidenza il rapporto tra indirizzo strategico e capacità di attuazione. Parallelamente, il confronto sui capitali ha riportato al centro il tema degli strumenti di finanziamento, evidenziando le potenzialità dei circuiti europei e la necessità di attrarre il settore privato verso l’housing accessibile, a condizione di un quadro normativo e di rendimento più chiaro. 

    Sul fronte delle regole, il dibattito, arricchito anche da un workshop specifico, ha incrociato esperienze internazionali e pratiche urbanistiche, con l’obiettivo di capire come riportare stabilmente la casa dentro la pianificazione delle città dopo una fase di progressivo allontanamento. Il filone costruire, ulteriormente approfondito in un workshop, ha spostato l’attenzione sulla transizione ecologica dell’edilizia, tra decarbonizzazione, rigenerazione del patrimonio esistente e nuovi paradigmi legati a materiali e cicli di vita degli edifici. Infine, i panel dedicati all’abitare hanno esplorato le trasformazioni più direttamente legate alla vita quotidiana, dalle tecnologie per l’aging society all’emergere di nuovi modelli di business e a startup che stanno ridefinendo il confine dei servizi abitativi. Nel complesso, la giornata ha restituito l’immagine di un settore in piena ridefinizione, in cui innovazione, sostenibilità e accessibilità si intrecciano sempre più strettamente, chiamando in causa l’intero sistema -pubblico e privato- nella costruzione delle città e delle forme dell’abitare del futuro. 

    Domani, 13 maggio, i lavori proseguiranno con altrettanti focus dettati dai 5 filoni tematici. Sul fronte delle politiche, l’attenzione sarà rivolta alla realizzazione di un piano casa efficace, capace di tradurre le priorità pubbliche in interventi concreti e coordinati tra livelli di governo diversi. L’obiettivo sarà individuare modelli condivisi e replicabili, in grado di rispondere con maggiore rapidità alla domanda abitativa senza perdere di vista la sostenibilità economica e sociale delle soluzioni adottate. Nel filone dei capitali, arricchito anche da un workshop, il dibattito si concentrerà sugli strumenti della finanza sociale applicata all’housing, con particolare attenzione ai capitali pazienti e ai modelli di investimento di lungo periodo. L’attenzione sarà poi rivolta ai nuovi business model necessari per sostenere l’housing accessibile dove il mercato tradizionale non arriva, lavorando sull’architettura finanziaria delle operazioni, sulla gestione del rischio e la misurazione dell’impatto. 

    Sul piano delle regole, il confronto si orienterà verso la ricerca di format regolativi e operativi, nazionali e internazionali, capaci di rendere l’abitare accessibile un processo replicabile e strutturato nel tempo. In questo senso, l’evoluzione delle politiche abitative sarà letta attraverso l’esperienza di modelli già sperimentati in altri contesti e attraverso nuove strategie di valorizzazione del patrimonio pubblico. Attorno al pilastro del costruire sarà sviluppato il tema della trasformazione tecnologica e industriale del settore edilizio. Si discuterà dell’impatto delle tecnologie digitali sulle città e sui territori, delle criticità legate alla produttività delle costruzioni in Europa e delle potenzialità dell’offsite e della prefabbricazione come leve per aumentare efficienza, ridurre tempi e contenere i costi, interrogandosi anche sulla reale capacità di tradurre tali innovazioni in benefici sociali. 

    Il capitolo dell’abitare metterà al centro la lettura della domanda, alla luce dei cambiamenti demografici e dei nuovi bisogni sociali. Si approfondiranno le trasformazioni in corso, dalla rigenerazione dei patrimoni esistenti fino all’idea della casa come ecosistema di benessere, in cui qualità dell’ambiente, salute e servizi di prossimità diventano elementi integrati e sempre più centrali nel ripensamento dei modelli abitativi.  

    In coerenza con la visione innovativa della casa come infrastruttura sociale promossa da Rebuild, Anaci -Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, Croce rossa italiana e Sima-Società italiana di medicina ambientale sigleranno sul palco dell’evento un protocollo per trasformare i condomìni in presìdi sanitari di prossimità tramite la telemedicina. L’iniziativa mira a garantire assistenza, monitoraggio e prevenzione, abbattendo l’isolamento dei soggetti fragili e ridefinendo la funzione sociale dell’abitare, facendo del condominio uno spazio di relazione, attenzione e sicurezza. 

    È possibile registrarsi all’evento al link https://rebuilditalia.it/it/ottieni-il-biglietto
     

    Le iscrizioni prevedono tariffe agevolate per diverse categorie di partecipanti: Pubblica amministrazione, università e ricerca possono accedere gratuitamente all’evento; i professionisti iscritti agli Albi professionali del settore beneficiano di tariffe ridotte. Inoltre, è prevista la possibilità di ottenere crediti formativi per ingegneri, architetti, geometri e periti industriali. Il programma completo è consultabile sul sito www.rebuilditalia.it 

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  • Oncologo Pietrantonio: “Tislelizumab con chemioterapia più efficace in gastrointestinali”

    Oncologo Pietrantonio: “Tislelizumab con chemioterapia più efficace in gastrointestinali”

    (Adnkronos) – “Oggi, in un sottogruppo di pazienti” con cancro gastrointestinale “piuttosto ampio, identifichiamo una specifica caratteristica biologica di responsività all’immunoterapia, rilevabile attraverso il test del biomarcatore Pd-L1 sul tessuto tumorale. Questa analisi ci permette di selezionare i pazienti che possono beneficiare di un trattamento personalizzato: la chemio-immunoterapia. Nello specifico, si tratta dell’associazione di tislelizumab – un immunoterapico di nuova generazione – con la chemioterapia standard, garantendo così l’opzione terapeutica più efficace per il profilo del paziente”. Lo ha detto Filippo Pietrantonio, responsabile dell’Oncologia medica gastroenterologica alla Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, intervenendo oggi nel capoluogo lombardo all’incontro con la stampa organizzato in occasione del rimborso di tislelizumab in combinazione con chemioterapia in prima linea nel carcinoma gastrico ed esofageo, e in monoterapia in seconda linea nelle neoplasie di esofago e polmone. 

    “Il carcinoma gastrico è una patologia estremamente aggressiva – spiega l’oncologo – Circa l’80% dei casi viene diagnosticato in fase avanzata o evolve verso una condizione metastatica. In questo scenario, l’approccio terapeutico iniziale è fondamentale, poiché condiziona sensibilmente il decorso successivo della malattia”. 

    Nell’ambito dei tumori gastrointestinali, i fattori di rischio “sono molteplici e riconducibili sia alla familiarità, sia allo stile di vita e a fattori ambientali – chiarisce Pietrantonio – Se ci concentriamo sul tumore gastro-esofageo, tra le cause più rilevanti figura l’infezione da Helicobacter pylori, che può essere eradicata agevolmente tramite terapia antibiotica. Tuttavia, pesano in modo significativo anche le abitudini quotidiane: un’alimentazione povera di frutta e verdura, l’elevato consumo di carni processate o cotte ad alte temperature, il fumo e l’alcol. Non va sottovalutata inoltre l’obesità. La vita sedentaria e il reflusso gastroesofageo protratto per anni, tipici dello stile di vita occidentale, rappresentano fattori di rischio determinanti”, conclude. 

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  • Blue economy, Urso: “Terminali portuali infrastrutture strategiche, da governo dialogo continuo con il settore”

    Blue economy, Urso: “Terminali portuali infrastrutture strategiche, da governo dialogo continuo con il settore”

    (Adnkronos) – “Festeggiamo i 25 anni di Assiterminal: un percorso che ha accompagnato la crescita della portualità italiana e rafforzato la competitività del nostro sistema logistico e produttivo. I terminal portuali sono infrastrutture strategiche dove si incontrano industria, commercio, turismo e logistica, garantendo la continuità delle filiere, la movimentazione delle merci e la mobilità delle persone: da qui passa la capacità dell’Italia di giocare un ruolo chiave nelle rotte economiche globali. Il Governo mantiene un dialogo continuo con il settore e anche di recente ho incontrato il Presidente Cognolato e il Direttore Ferrari per approfondire le principali sfide del sistema portuale italiano: dagli investimenti infrastrutturali all’approvvigionamento delle materie prime critiche, dalla competitività industriale alla sostenibilità energetica”. Ad affermarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso in un messaggio inviato in occasione dell’Assemblea pubblica di Assiterminal. 

    “Viviamo in un contesto in cui – sottolinea Urso – è essenziale supportare il sistema produttivo non solo con risorse, ma soprattutto con regole chiare, tempi certi e una visione industriale coerente, accelerando in particolare nelle Zes e le Zls così da attrarre maggiori investimenti privati. Come illustrato anche nel Libro bianco ‘Made in Italy 2030’, la transizione energetica e la resilienza delle filiere sono fattori decisivi per ridurre costi e dipendenze: il nuovo Piano Transizione 5.0 punta su efficientamento e autoconsumo industriale come leve concrete per raggiungere questi obiettivi”.  

    Oggi, sottolinea, “l’Italia ha le carte per diventare il fulcro di logistica, energia e materie prime strategiche e la candidatura di Porto Marghera come un hub europeo per lo stoccaggio di materie prime critiche è un passo assai significativo per l’indipendenza strategica europea. In questo percorso, dobbiamo compiere uno sforzo corale, continuando a investire nella formazione tecnica, valorizzando Its e competenze, così da costruire il Made in Italy del futuro che avanza nel mondo. Confido che Assiterminal continui a favorire il dialogo tra istituzioni e imprese per trasformare la lunga filiera della Blue Economy in un sistema integrato e sostenibile di innovazione, occupazione e valore per i territori”.  

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  • Oncologia: si concretizza l’impegno di BeOne nei tumori solidi

    Oncologia: si concretizza l’impegno di BeOne nei tumori solidi

    (Adnkronos) – “L’ingresso di BeOne nell’oncologia solida rappresenta un momento cruciale. Abbiamo iniziato circa 5 anni fa nell’oncoematologia e oggi ci muoviamo verso i tumori solidi, patologie estremamente gravi e rilevanti. Il nostro impegno, che si apre ufficialmente oggi, è destinato a protrarsi negli anni a venire: disponiamo infatti di una pipeline ricca, in fase di sviluppo negli ambiti polmonare, gastrointestinale, mammario e ginecologico. Questo è per noi solo l’inizio di un percorso che condivideremo con le comunità scientifiche e con i pazienti, con l’obiettivo di introdurre terapie innovative first-in-class o best-in-class”. Così Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines Italia, intervenendo oggi a Milano all’incontro con la stampa organizzato per fare il punto sui passi avanti nella cura dei tumori dello stomaco, dell’esofago e del polmone, alla luce dell’approvazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di tislelizumab per il trattamento di queste neoplasie. 

    “Il nome stesso dell’azienda, BeOne – spiega Sartori – racchiude l’idea di un’unione a 360 gradi con le associazioni dei pazienti, le comunità scientifiche, le università e le istituzioni. L’integrazione è fondamentale perché la cura non si esaurisce con il solo trattamento farmacologico. Siamo partner di istituti di ricerca, atenei e organizzazioni di pazienti: un impegno che intendiamo continuare a portare avanti con determinazione”, conclude. 

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  • Oncologo Cappuzzo: “Con tislelizumab centralità immunoterapia in cancro polmone”

    Oncologo Cappuzzo: “Con tislelizumab centralità immunoterapia in cancro polmone”

    (Adnkronos) – La disponibilità di tislelizumab nel cancro al polmone è “un’indicazione importante poiché permette a questo immunoterapico di entrare nella nostra pratica clinica, confermando ulteriormente il ruolo centrale dell’immunoterapia nel trattamento” di questa neoplasia. “Le prospettive evolvono nella misura in cui questo farmaco verrà impiegato non solo per l’attuale indicazione, ma anche in altri ambiti. Mi riferisco in particolare alla prima linea nel tumore al polmone e, soprattutto, alla fase pre-operatoria, che rappresenta oggi la vera rivoluzione nel trattamento di questa patologia”. Lo ha detto Federico Cappuzzo, direttore dell’Oncologia medica 2 all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, intervenendo oggi a Milano all’incontro con la stampa organizzato da BeOne per fare il punto sui progressi nella cura dei tumori dello stomaco, dell’esofago e del polmone, in occasione del via libera di Aifa – Agenzia italiana del farmaco al rimborso di tislelizumab anche per il trattamento di queste 3 patologie oncologiche. 

    “Il farmaco sta dimostrando efficacia in modo trasversale su tutti i pazienti, indipendentemente dalle loro caratteristiche cliniche o biologiche – spiega Capuzzo – Si tratta, dunque, di un’indicazione estesa: la validità del trattamento è confermata da molteplici studi clinici. L’elemento di maggiore rilievo – precisa – è l’impiego sempre più precoce dell’immunoterapia”, dato che “è proprio nella gestione della malattia agli stadi iniziali che si registra il punto di utilizzo più significativo per questi farmaci”. 

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  • Industria, Landini: “Serve piano europeo di investimenti”

    Industria, Landini: “Serve piano europeo di investimenti”

    (Adnkronos) – “È necessario rilanciare l’industria italiana, tedesca ed europea attraverso un piano di investimenti finanziato attraverso debito comune, investimenti pubblici e privati per garantire una vera autonomia energetica e un ecosistema favorevole alla trasformazione digitale. Un piano fondato su lavoro di qualità, forti condizionalità sociali, anche nella filiera degli appalti, e sul rilancio delle energie rinnovabili, così da rompere la dipendenza dalle fonti fossili anche sul piano geopolitico”. Lo ha affermato da Berlino il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo al congresso della Dgb, la Confederazione dei sindacati tedeschi. 

    “Cgil e Dgb, con il sostegno della Fondazione Friedrich Ebert e della Fondazione Di Vittorio, hanno redatto congiuntamente un documento sul tema delle politiche industriali e della competitività”, ha annunciato Landini, “che invieremo alle Istituzioni europee e nazionali, a partire dal Commissario europeo per l’Industria Stéphane Séjourné e ai ministri competenti, nonché alle controparti datoriali, per chiedere un’azione urgente finalizzata a investire in formazione, a salvare posti di lavoro e a rilanciare l’industria e l’economia”. 

    “Le due maggiori economie industriali europee e le lavoratrici e i lavoratori attendono risposte urgenti da parte delle Istituzioni. La DGB e la Cgil – ha concluso Landini – sono pronte a fare la loro parte sulla base delle nostre proposte comuni, che rilanceremo insieme alla CES, Confederazione europea dei sindacati”. 

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  • Porti, Crosetto ad Assiterminal: “Sicurezza mari coincide con sicurezza economica e strategica della Nazione’

    Porti, Crosetto ad Assiterminal: “Sicurezza mari coincide con sicurezza economica e strategica della Nazione’

    (Adnkronos) – “L’Italia porta con sé una vocazione marittima millenaria. Il mare è sempre stato spazio di comunicazione, scambio e crescita. Oggi, però, rappresenta anche un dominio strategico dal quale dipendono sicurezza, approvvigionamenti energetici, commercio, comunicazioni e sviluppo tecnologico. Il Mediterraneo non è più soltanto una definizione geografica: è uno spazio strategico esteso, che comprende Africa, Medio Oriente e rotte globali sempre più decisive. Uno scenario nel quale tensioni internazionali, crisi regionali e conflitti producono effetti immediati sulla vita economica e sociale dei nostri Paesi. Viviamo in un mondo profondamente interconnesso. Una crisi internazionale o un conflitto, anche lontano, possono incidere rapidamente sui costi dell’energia, dei carburanti, dei trasporti e delle catene logistiche globali. Le conseguenze ricadono direttamente sulle imprese, sul sistema produttivo e sulle famiglie. Lo abbiamo visto nel Mar Rosso con gli attacchi degli Houthi; lo stiamo vedendo in questi giorni con le tensioni e le criticità legate allo Stretto di Hormuz”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel messaggio letto in occasione dell’assemblea pubblica Assiterminal nella sede della Camera di Commercio di Roma.  

    “Quando uno snodo strategico marittimo diventa instabile, l’impatto non resta confinato a una singola regione – continua – riguarda l’intera economia mondiale. Dal Mediterraneo al Mar Rosso, dall’Indopacifico fino all’Artico, ogni crisi conferma quanto il mare sia oggi centrale per la sicurezza, per l’energia, per il commercio e per le comunicazioni globali. In questo contesto, termini come interoperabilità, sostenibilità, digitalizzazione, intelligenza artificiale, robotica, cyber security e tecnologie quantistiche non rappresentano più concetti accessori, ma strumenti indispensabili per affrontare sfide sempre più complesse e interconnesse. Per questo la dimensione marittima non può essere interpretata esclusivamente in chiave militare. Essa costituisce una componente essenziale del Sistema Paese e richiede una responsabilità condivisa tra istituzioni, Forze Armate, infrastrutture portuali, industria, armatori e operatori logistici. La sicurezza dei nostri mari coincide sempre più con la sicurezza economica e strategica della Nazione. Oggi le minacce ibride dimostrano che, per colpire un Paese, non è necessario aggredirlo militarmente: è sufficiente ostacolarne i traffici commerciali, interrompere le catene logistiche, rallentare importazioni ed esportazioni, colpire infrastrutture critiche o sistemi digitali”. 

    “Per questo sicurezza e prosperità economica non sono dimensioni separate, ma profondamente interconnesse. E il futuro si giocherà anche nei fondali marini, dove si sviluppano nuove infrastrutture energetiche, digitali e strategiche. In tale scenario, la Marina Militare e le Forze Armate svolgono un ruolo fondamentale. Operano quotidianamente per garantire la tutela degli interessi nazionali, la libertà di navigazione e la presenza dell’Italia nelle aree più sensibili del mondo, contribuendo alla stabilità internazionale e alla deterrenza. Un impegno silenzioso ma essenziale, sul quale poggiano anche la crescita economica e la sicurezza del nostro Paese”. 

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  • Hantavirus sulla nave da crociera, incubazione e quarantena: occhi puntati al 21 giugno

    Hantavirus sulla nave da crociera, incubazione e quarantena: occhi puntati al 21 giugno

    (Adnkronos) – Dopo il focolaio di Hantavirus registrato a bordo della nave da crociera Mv Hondius e il rimpatrio dei passaggeri sbarcati a Tenerife, l’Oms fa il punto su quarantena e incubazione del virus. Fissando la data chiave al prossimo 21 giugno. 

     

     

    Considerato il lungo periodo di incubazione del virus, è possibile che nelle prossime settimane si registrino altri casi di hantavirus, ha spiegato oggi l’Organizzazione mondiale della sanità durante il briefing sul focolaio registrato a bordo della nave.  

    E ogni Paese in cui i passeggeri sono stati rimpatriati dopo lo sbarco a Tenerife sta monitorando lo stato di salute di queste persone, mentre l’Oms continua la sua attività di supporto e “sta approfondendo” le “segnalazioni relative a un piccolo numero di pazienti con sintomi compatibili con il virus Andes con i rispettivi Paesi” di provenienza.  

    Ma quanto dureranno le quarantene per chi è stato sulla nave e da quando si fa scattare il conto alla rovescia? “L’Oms – ha chiarito il Dg Tedros Adhanom Ghebreyesus – raccomanda che queste persone vengano monitorate attivamente in una struttura di quarantena specifica o a casa per 42 giorni”, 6 settimane appunto, “dall’ultima esposizione, cioè dal 10 maggio”, data in cui è iniziato lo sbarco. “Quindi fino al 21 giugno”.  

     

    Come ormai noto, il responsabile del contagio è il virus Andes, una variante dell’hantavirus nota per la possibilità, rara, di trasmissione da persona a persona. Gli hantavirus – ricorda il ministero della Salute – infettano naturalmente i roditori. La trasmissione all’uomo avviene tramite il contatto con urina, escrementi o saliva contaminati di roditori infetti o, meno frequentemente, tramite morsi di roditori. Ad oggi, la trasmissione interumana è stata documentata, appunto, solo per il virus Andes nelle Americhe. L’infezione può causare una serie di malattie, anche fatali, può infatti coinvolgere i reni (nefrite), provocare emorragie o sindrome polmonare. Tra i diversi ceppi solo un numero limitato è noto per causare malattie nell’uomo. 

    Gli hantavirus presenti in Nord, Centro e Sud America possono causare la sindrome polmonare da hantavirus, una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore. Il virus Andes appartiene a questa famiglia ed è noto per una possibile trasmissione limitata da persona a persona attraverso un contatto stretto e prolungato, principalmente documentata in Argentina e Cile. 

    Gli hantavirus presenti in Europa e in Asia, invece, possono causare febbre emorragica con sindrome renale, che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni. La trasmissione da persona a persona non è stata documentata in queste aree. La nefropatia epidemica, è una forma lieve di febbre emorragica con sindrome renale osservata in Europa. 

    Al momento – evidenzia il ministero della Salute – non esiste una cura specifica né un vaccino contro l’infezione da hantavirus, ma un’assistenza medica tempestiva è fondamentale per migliorare la sopravvivenza e si basa su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. La prevenzione si basa prevalentemente sulla riduzione dei contatti tra persone e roditori e sull’igiene. Durante le epidemie o in caso di sospetto contagio, la tempestiva identificazione e il rapido isolamento dei casi, il monitoraggio dei contatti stretti e l’applicazione delle misure standard di prevenzione delle infezioni sono fondamentali per limitare un’ulteriore diffusione. 

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    salute

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  • Fiere, da domani al 16 maggio a Milano Transpotec Logitec e Nme-Next Mobility Exhibition

    Fiere, da domani al 16 maggio a Milano Transpotec Logitec e Nme-Next Mobility Exhibition

    (Adnkronos) – Aprono, da domani al 16 maggio a Fiera Milano, Transpotec Logitec, la manifestazione dedicata a logistica e trasporto merci, e NME-Next Mobility Exhibition, la expo conference focalizzata sulla mobilità collettiva delle persone. Ideati e organizzati da Fiera Milano, i due appuntamenti si presentano con oltre 500 espositori su 6 padiglioni e più di 50 convegni, e offrono una quattro giorni di confronto tra istituzioni, imprese e stakeholder, riunendo l’intero ecosistema della mobilità delle merci e delle persone. 

    “In un contesto in continua evoluzione come quello attuale, diventa fondamentale agire in sinergia per individuare soluzioni concrete e sviluppare forme di resilienza a supporto di comparti chiave per il Sistema Paese. La logistica, che vale circa il 9% del pil, garantisce la continuità delle filiere produttive, allo stesso tempo l’evoluzione del trasporto di persone rappresenta una leva di sviluppo per i contesti urbani, grazie a servizi sempre più sostenibili ed efficienti” afferma Sara Quotti Tubi, Head of Energy & Transportation Exhibitions di Fiera Milano. Le due manifestazioni “sono il momento ideale per mettere a confronto istituzioni, imprese e stakeholder: non solo vetrine di innovazione, ma vere piattaforme di dialogo in cui costruire visioni condivise e accompagnare i processi di transizione che stanno ridefinendo logistica e trasporti”. aggiunge.  

    A rafforzare la dimensione internazionale dell’evento contribuisce la collaborazione con Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che ha sostenuto la promozione all’estero di Transpotec Logitec e ha favorito la presenza in fiera di una delegazione internazionale composta da top buyer e giornalisti provenienti da Albania, Austria, Bulgaria, Francia, Grecia, Norvegia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Turchia e Ungheria. Un doppio appuntamento pronto a raccontare l’innovazione – tra anteprime di mezzi e novità di prodotti – ma anche un luogo in cui trasporto merci e trasporto persone, sempre più interconnessi, potranno riconoscersi come parti di un unico sistema, centrale per la competitività del Paese. 

     

    La logistica italiana è un comparto strategico per l’intero sistema produttivo: con 1,4 milioni di addetti e una quota di mercato intorno al 10% nell’Unione europea, l’Italia è il terzo Paese per dimensioni del settore logistico nel continente. Un peso che va oltre la dimensione diretta del comparto: secondo un’analisi di Cassa Depositi e Prestiti, ogni milione di euro investito nella logistica genera 2,1 milioni di produzione complessiva aggiuntiva, un effetto moltiplicatore che rende il settore uno dei più strategici per la crescita dell’economia nazionale. 

    Allo stesso tempo, nell’attuale contesto geopolitico, il comparto è chiamato ad affrontare una fase di forte pressione, tra aumento dei costi energetici, tensioni sulle rotte internazionali e rallentamenti del traffico cargo. In questo scenario, secondo l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, il settore dell’autotrasporto è particolarmente esposto: se il prezzo del diesel dovesse rimanere stabilmente sopra i 2 euro al litro fino alla fine del 2026, un’impresa su cinque rischierebbe la chiusura, pari a oltre 13.000 aziende su circa 67.350 attive in Italia. Alle criticità su gomma si sommano segnali di rallentamento anche sul fronte aeroportuale: Sea Aeroporti di Milano ha registrato un calo del traffico cargo del 25% nei primi dieci giorni di marzo, a conferma delle difficoltà che stanno interessando l’intera filiera logistica. 

    Transpotec Logitec offre al mercato una occasione unica per incontrarsi e fare il punto sulla situazione attuale. La manifestazione darà una visione completa della logistica e dell’autotrasporto: dai veicoli industriali e commerciali a rimorchi, allestimenti e componentistica, fino ai servizi, all’aftermarket, alle soluzioni logistiche e ai carburanti alternativi. Accanto all’area espositiva, il programma convegnistico affronta le principali sfide del settore, dal ruolo della logistica in filiere strategiche come food e pharma allo sviluppo dell’intermodalità, dal cargo aereo alla digitalizzazione. Un focus specifico è dedicato anche ai nodi dell’autotrasporto, dalla transizione energetica e digitale all’evoluzione normativa, offrendo alle imprese strumenti di lettura per orientare le scelte di investimento e governare le trasformazioni in corso. 

     

    Nme–Next Mobility Exhibition – la expo conference dedicata al trasporto collettivo di persone – rappresenta l’altro pilastro di questa visione, portando al centro del confronto le trasformazioni in atto nei modelli di mobilità per le persone e le soluzioni sviluppate dal mercato per accompagnarle. Un ecosistema in cui sostenibilità, investimenti e innovazione tecnologica diventano leve per ripensare il trasporto di persone in chiave più efficiente e integrata.  

    Il tema è particolarmente rilevante nel contesto italiano, dove il ricorso all’auto privata resta dominante: con 701 veicoli ogni 1.000 abitanti, tra i valori più alti in Europa, e oltre 30 milioni di spostamenti quotidiani, l’automobile privata copre ancora circa il 60–65% dei viaggi, mentre il trasporto pubblico locale si ferma all’8–9%. È da questo squilibrio che devono partire le politiche pubbliche e gli investimenti sul Trasporto Pubblico Locale, oggi principale alternativa strutturale all’uso dell’auto privata. Un percorso che passa dal rinnovo delle flotte con mezzi a zero e basse emissioni e da una profonda transizione digitale dei servizi, sostenuta fino ad oggi dal PNRR, che ha destinato oltre 8 miliardi di euro entro il 2026 a infrastrutture, veicoli e digitalizzazione, ma che oggi, vista l’imminente scadenza, richiede nuovi incentivi. 

    In questo contesto, NME, attraverso l’offerta espositiva e un ricco palinsesto di convegni, offre una panoramica di tutte le soluzioni innovative che stanno trasformando il trasporto collettivo: dalla sharing mobility ai modelli di Mobility as a Service, fino alle prospettive di medio termine legate alla guida autonoma, resa possibile dalla crescente digitalizzazione del comparto. In Europa, con l’evoluzione del quadro normativo, si aprono infatti opportunità concrete per applicazioni come robotaxi, robosharing, navette di primo e ultimo miglio e servizi automatizzati in ambito urbano e intermodale. 

    Transpotec Logitec e Nme–Next Mobility Exhibition si confermano dunque l’appuntamento di riferimento per chi ha la responsabilità di immaginare e costruire il futuro della mobilità in Italia e in Europa. Quattro giorni in cui la complessità del presente diventa occasione di confronto e le grandi sfide del settore — dalla transizione energetica alla digitalizzazione, dalla resilienza delle supply chain al ripensamento del trasporto pubblico — trovano lo spazio per trasformarsi in visioni condivise e soluzioni concrete. 

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  • Ucraina, Vanvitelli e Università di Leopoli: via a cooperazione internazionale

    Ucraina, Vanvitelli e Università di Leopoli: via a cooperazione internazionale

    (Adnkronos) – E’ stato raggiunto un accordo di cooperazione internazionale tra l’ateneo Vanvitelli e l’Università ucraina di Leopoli. Presso la sede napoletana del Rettorato, il Rettore, professor Gianfranco Nicoletti, e la Rettrice, Nataliya Shakhovska, hanno sottoscritto l’intesa di Cooperazione Internazionale tra l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e L’Università Politecnica Nazionale di Leopoli. Alla firma erano presenti anche il Delegato per l’Internazionalizzazione e la Mobilità, professor Michele Papa e il Direttore Generale dell’ateneo, Carmela Luise. 

    “Si tratta di un importante accordo che consolida la presenza dell’Ateneo Vanvitelli nel panorama internazionale”, afferma il Rettore Nicoletti, spiegando che ”esso ci consentirà, infatti, la realizzazione di una collaborazione attiva nella ricerca scientifica, favorendo lo scambio tra docenti e studenti, anche attraverso l’organizzazione e la partecipazione di conferenze e seminari scientifici e metodologici congiunti e realizzando scambi di esperienze nell’uso delle nuove tecnologie dell’informazione nel processo educativo e scientifico.” 

    L’Università Politecnica Nazionale di Leopoli (Lviv Polytechnic National University – Ukraine), comprende 16 istituti educativi e di ricerca ed è la più antica università tecnica dell’Europa orientale. 

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