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  • Cento anni infermieri, Fnopi: “Professione matura, autonoma e solida”

    Cento anni infermieri, Fnopi: “Professione matura, autonoma e solida”

    (Adnkronos) – Quella di oggi “è una giornata che segna un passaggio storico per la professione infermieristica italiana. Festeggiamo cento anni di sapere infermieristico: un secolo di studio, dedizione, assistenza, crescita civile e professionale. Quest’anno, le celebrazioni italiane della Giornata internazionale dell’Infermiere coincidono con una riforma accademica di portata epocale per i nostri 462mila infermieri e infermieri pediatrici, sancita dai recenti decreti che non sono semplici passaggi burocratici, ma il sigillo su un’identità professionale ormai matura, autonoma e scientificamente solida”. Così Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale ordini professioni infermiersitiche (Fnopi) nel suo intervento per le celebrazioni della Giornata internazionale dell’infermiere all’Auditorium Antonianum di Roma dal titolo “Un secolo di sapere infermieristico – Nati per prendersi cura, formati per eccellere”.  

    “Con l’istituzione delle nuove lauree specialistiche in Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, e Cure intensive e nell’Emergenza – sottolinea Mangiacavalli – rispondiamo finalmente con competenza avanzata alle sfide di un sistema salute che cambia. Questo risultato straordinario è simbolicamente rappresentato dal numero 100 che domina la veste grafica di questa giornata. Un numero che è simbolo del tempo trascorso, della profondità delle radici su cui fondiamo il nostro agire. Un numero che, non a caso, accoglie al suo interno il volto di Florence Nightingale, nata proprio il 12 maggio, in Italia, nel 1820. Una figura che appartiene alla storia, ma continua a parlare al presente. Come lei, prima infermiera dell’era moderna, quotidianamente garantiamo assistenza, intesa come ‘care’. Verbo che le era particolarmente caro nella sua accezione di prendersi cura: un’azione che è un modo di stare al mondo”. 

    Per comprendere “la portata del traguardo che stiamo celebrando, dobbiamo infatti guardare a quel cammino iniziato poco più di 100 anni fa, con il regio decreto del 15 agosto 1925, quando nacquero le prime Scuole convitto professionali, gettando i semi di quella che sarebbe diventata la nostra disciplina – ricorda la presidente di Fnopi -. Nel 1929, con l’istituzione dei percorsi per le funzioni direttive, nasceva la figura della caposala. Abbiamo quindi attraversato anni difficili in cui le libertà associative furono soffocate e gli ordini professionali sciolti, in un contesto molto provante, specialmente per le donne che rappresentavano e rappresentano ancora l’anima di questa professione. È stata la nascita della Repubblica a rianimare quel desiderio di confronto e crescita”.  

    “Dalle scuole convitto per le vigilatrici d’infanzia fino alla creazione delle scuole universitarie per dirigenti nel 1965, ogni tappa è stata una conquista. Eppure – rimarca Mangiacavalli – la vera rivoluzione culturale è avvenuta quando l’infermieristica italiana ha varcato ufficialmente la soglia delle Università, nell’anno accademico 1992/93. In quel momento abbiamo cambiato paradigma. Non più professione ausiliaria, ma disciplina accademica con un oggetto di studio esclusivo e una dignità scientifica riconosciuta”. 

    I bisogni di salute di oggi – secondo Mangiacavalli – “non sono più quelli di ieri e, di conseguenza, anche le risposte devono evolvere. Un sistema sanitario chiamato a confrontarsi con una complessità crescente non può limitarsi a replicare modelli superati, ma deve riorganizzarsi, valorizzando la presenza professionale infermieristica. La pandemia ha evidenziato la necessità di rafforzare i modelli territoriali e la prossimità, senza sminuire l’ospedale, investendo in formazione, carriera e riconoscimento economico adeguato. Una comunicazione sanitaria efficace è inoltre strumento essenziale per orientare i cittadini e contrastare la violenza verso gli operatori”.  

     

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  • Ordini infermieri: “Rendere professione più attrattiva”

    Ordini infermieri: “Rendere professione più attrattiva”

    (Adnkronos) – “La professione infermieristica è oggi una delle figure chiave per garantire equità nell’accesso alle cure, presa in carico dei pazienti, continuità assistenziale e risposte concrete ai bisogni di salute delle persone. Per questo guardiamo con grande fiducia ai nuovi percorsi formativi appena avviati, che dovranno essere accompagnati anche da adeguati sviluppi sul piano giuridico, contrattuale ed economico. Il tema delle retribuzioni e degli inquadramenti professionali, infatti, non riguarda soltanto gli infermieri, ma molte professioni in Italia: stipendi e dinamiche contrattuali oggi non sono più adeguati nemmeno all’aumento del costo della vita. È necessario dare un impulso concreto al sistema”. Lo ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) a margine delle celebrazioni della Giornata internazionale dell’infermiere all’Auditorium Antonianum di Roma dal titolo “Un secolo di sapere infermieristico – Nati per prendersi cura, formati per eccellere”. 

    “Attualmente circa 40mila infermieri formati in Italia lavorano all’estero – ha ricordato Mangiacavalli -: professionisti preparati nelle nostre università, spesso in modo eccellente, che scelgono altri Paesi perché lì vedono riconosciute le proprie competenze, la formazione specialistica e anche il valore economico del loro lavoro”. L’obiettivo, per la presidente di Fnopi è duplice: “da un lato riportare in Italia questi professionisti grazie ai nuovi sviluppi nella formazione e negli inquadramenti; dall’altro incentivare sempre più giovani a scegliere la professione infermieristica. In un Paese in cui i giovani sono sempre meno e il calo delle nascite è costante, diventa fondamentale rendere questa professione più attrattiva e valorizzata” ha poi concluso. 

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  • A Roma la Giornata internazionale dell’infermiere, ‘Un secolo di sapere infermieristico’

    A Roma la Giornata internazionale dell’infermiere, ‘Un secolo di sapere infermieristico’

    (Adnkronos) – In occasione delle celebrazioni per la Giornata Internazionale dell’Infermiere, che si tengono oggi presso l’Auditorium Antonianum di Roma, Cassa Galeno conferma il suo storico legame di vicinanza e supporto alla categoria infermieristica, protagonista di un’evoluzione professionale che compie oggi un secolo. L’evento, promosso dalla Fnopi, si legge in una nota, celebra traguardi fondamentali: dai cento anni del Regio decreto del 1925 che istituì le prime Scuole convitto, ai trent’anni di formazione universitaria, fino al nuovo modello di assistenza specialistica che caratterizza il 2026. In questo contesto di eccellenza, alla presenza delle massime cariche dello Stato e dei ministri della Salute e dell’Università, Cassa Galeno si pone come partner solido per la tutela del benessere di chi, per missione, si prende cura degli altri. 

    “Partecipare a questo centenario significa onorare un percorso di crescita scientifica e professionale che Cassa Galeno sostiene da sempre – ha dichiarato Francesco Riva, Responsabile delle Relazioni Esterne della Cassa Mutua e Consigliere Cnel – Siamo nati per proteggere i professionisti della sanità e le loro famiglie. Oggi, di fronte alle sfide di un sistema salute sempre più complesso, la nostra missione è garantire agli infermieri una protezione previdenziale e sanitaria all’altezza della loro eccellenza formativa e del loro impegno quotidiano verso i cittadini”. 

    Cassa Galeno, attraverso il suo modello mutualistico e senza scopo di lucro, continua a investire in soluzioni che mettono al centro la persona, accompagnando l’infermiere in ogni tappa della sua carriera, dalla formazione magistrale alle nuove responsabilità cliniche e di ricerca discusse nella tavola rotonda odierna. 

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    cronaca

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  • Aggredito e accoltellato in piazza a Prato: 23enne in fin di vita. Fermati due uomini

    Aggredito e accoltellato in piazza a Prato: 23enne in fin di vita. Fermati due uomini

    (Adnkronos) –
    Aggressione choc a Prato, dove un 23enne italiano accoltellato nella notte tra l’11 e il 12 maggio in piazza Mercatale, nel centro della città. Il giovane è stato colpito al torace durante una violenta aggressione avvenuta poco dopo l’1.15 ed è ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santo Stefano. A causa della profonda ferita avrebbe riportato un arresto cardiaco, scongiurato grazie al tempestivo intervento dei sanitari del 118, che lo hanno rianimato sul posto prima del trasporto in codice rosso in ospedale. La prognosi resta riservata e le sue condizioni vengono definite estremamente critiche. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile della Questura di Prato, che ha fermato due uomini sospettati di essere coinvolti nell’aggressione. 

     

    Secondo le prime informazioni, ancora al vaglio degli investigatori, il 23enne – dipendente di un locale sotto le logge della piazza – avrebbe appena terminato il turno di lavoro quando, insieme a una collega, si è trovato davanti a due uomini. I due avrebbero molestato la donna e chiesto del denaro. A quel punto il giovane sarebbe intervenuto per difenderla, quando uno dei due aggressori ha estratto un coltello e lo ha colpito al cuore. 

    Gli agenti delle volanti intervenuti sul posto hanno fermato due persone: un cittadino italiano e un cittadino sudamericano. Entrambi sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. 

    Le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo sull’inchiesta, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità. 

    Determinanti per le indagini potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona e le testimonianze raccolte tra le persone presenti nei locali ancora aperti al momento dell’aggressione. 

     

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    cronaca

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  • Cannes, tra gli sponsor quest’anno c’è Meta ma resta il divieto di selfie sul red carpet

    Cannes, tra gli sponsor quest’anno c’è Meta ma resta il divieto di selfie sul red carpet

    (Adnkronos) –
    Il Festival di Cannes non ha alcuna intenzione di rivedere la sua politica ‘no selfie’ sulla Montée des Marches, nonostante la partnership con Meta e l’arrivo di un gruppo di creator dotati di smart glasses per realizzare contenuti dal tappeto rosso.
     

    Thierry Frémaux ha ribadito che il divieto resterà in vigore: per Cannes, i selfie rallentano la sfilata, creano confusione e ne compromettono la solennità. Ma anche per evitare la diffusione di scatti rubati non in linea con la cura estetica delle immagini scattate dai fotografi professionisti.  

    La collaborazione con l’azienda di Mark Zuckerberg – proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp – non riguarda infatti l’incoraggiamento ai selfie, ma progetti legati alla creatività digitale e ai contenuti immersivi. Introdotto nel 2018 e spesso criticato come anacronistico nell’era dei social, il divieto resta per il Festival un tratto identitario. Chi proverà a infrangerlo rischia richiami immediati da parte della sicurezza o l’allontanamento dal tappeto rosso. Le star potranno scattare foto altrove, ma non sulla celebre scalinata che porta al Grand Théâtre Lumière, cuore delle première più attese. (dall’inviata Lucrezia Leombruni)
     

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    spettacoli

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  • Felicia lancia una nuova linea di pasta, l’Integrale Extrafibre

    Felicia lancia una nuova linea di pasta, l’Integrale Extrafibre

    (Adnkronos) – Dopo due anni di ricerca applicata, Felicia lancia una nuova linea di pasta, l’Integrale Extrafibre. “La nuova linea – fa sapere l’azienda, brand di Andriani Società Benefit, multinazionale dell’innovation ed healthy food con headquarter a Gravina in Puglia e presente in oltre 50 Paesi nel mondo, – nasce da una lettura precisa del mercato e della scienza. La ricerca degli ultimi anni ha chiarito il meccanismo con cui l’alimentazione integrale produce benefici sull’organismo: le fibre dei cereali integrali arrivano intatte nel colon, dove diventano nutrimento per i batteri intestinali, che le trasformano in molecole capaci di influenzare il metabolismo, la risposta infiammatoria e l’equilibrio energetico (The Lancet Gastroenterology & Hepatology, 2020). Il vero protagonista di questi effetti è l’interazione tra le fibre e il microbiota intestinale: l’ecosistema batterico che la comunità scientifica considera oggi un autentico organo metabolico, capace di influenzare la salute ben oltre la funzione digestiva (Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, 2021). Alimentare questo ecosistema con fibre diverse significa nutrirlo in modo più completo. La diversità delle fonti alimenta la diversità batterica, che è associata a una maggiore resilienza metabolica dell’organismo. Su questo principio si fonda la formula de L’Integrale Extrafibre di Felicia”. 

    L’elemento distintivo della nuova linea è la combinazione di quattro fonti di fibra – avena, grano saraceno, teff e fibra vegetale di cicoria – selezionate per lavorare in modo complementare lungo tutto il tratto intestinale. Le fibre solubili dell’avena e della cicoria nutrono selettivamente i batteri benefici e attivano i processi fermentativi; quelle insolubili del grano saraceno e del teff regolano il transito e migliorano la tollerabilità digestiva. La diversa velocità di fermentazione – più rapida per l’inulina della cicoria, più graduale per i beta-glucani dell’avena – produce metaboliti benefici in modo continuo e distribuito lungo tutto il colon, con un’azione che si estende nel tempo (Journal of Nutrition, 2018). Il profilo che ne risulta, sottolinea Felicia, “è nettamente superiore agli standard della categoria: 13 grammi di fibre per 100 grammi, rispetto a una media di mercato di circa 7,5 grammi*, con un incremento di oltre il 60% (Fonte: CREA; medie GDO pasta integrale in Italia). Il bilanciamento tra fibre solubili – circa il 64% del totale – e fibre insolubili distingue ulteriormente il prodotto da un mercato in cui la componente insolubile rappresenta in media circa il 61% del profilo (Fonte: EFSA; analisi compara-tiva di categoria). Il profilo nutrizionale si completa con ferro, fosforo, magnesio e manganese – micronutrienti che contribuiscono rispettivamente al funzionamento del sistema immunitario, al metabolismo energetico, alla riduzione di stanchezza e affaticamento e al mantenimento della struttura ossea – e con proteine a sostegno della massa muscolare”. 

    “La stessa attenzione dedicata alla formulazione nutrizionale è stata investita nel profilo sensoriale. L’Integrale Extrafibre ha un gusto riconoscibile, costruito dall’interazione dei tre cereali: l’avena porta una nota rotonda e delicata che ammorbidisce l’insieme; il teff aggiunge profondità aromatica e una sfumatura intensa, quasi tostata; il grano saraceno – ingrediente storico dell’identità Felicia – conferisce la consistenza rustica e il morso pieno che rendono la pasta soddisfacente. Il risultato è una pasta con un carattere sensoriale preciso e riconoscibile: equilibrata, con una complessità di sapore unica per la categoria, capace di reggere sughi importanti tanto quanto condimenti semplici, e dall’ottima tenuta in cottura. Un prodotto pensato per ridare centralità al buon cibo come miglior alleato del benessere quotidiano”. 

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    economia

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  • Musetti, rabbia agli Internazionali: spacca la racchetta con Ruud

    Musetti, rabbia agli Internazionali: spacca la racchetta con Ruud

    (Adnkronos) –
    Lorenzo Musetti ‘perde la testa’ agli Internazionali d’Italia 2026 e spacca la racchetta. Oggi, martedì 12 maggio, il tennista azzurro ha sfidato Casper Ruud negli ottavi del Masters 1000 di Roma, in una partita caratterizzata da un crescente nervosismo, esploso già nel primo set. 

    Succede tutto nel sesto game. Musetti colleziona errori su errori, andando fuori giri prima con il rovescio e poi con il dritto. Ruud si prende quindi la prima palla break della partita e la trasforma grazie al doppio fallo dell’azzurro, che ha una reazione rabbiosa. 

    Musetti infatti guarda il campo e spacca la racchetta con violenza, dirigendosi poi verso la propria panchina e guardando, visibilmente deluso, il suo angolo. L’allenatore Tartarini prova a predicare calma, con l’azzurro che torna così in campo dopo lo sfogo. 

     

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    sport

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  • Ascolti tv, 11 maggio: vince ‘Ulisse’ su Rai1 con 17,4%, I Cesaroni al 14,5%

    (Adnkronos) –
    Il programma ‘Ulisse – Il Piacere della Scoperta’, in onda ieri su Rai1, conquista la prima serata con 2.629.000 spettatori e il 17,4% di share. Medaglia d’argento per Canale 5 che anche questa settimana ha mandato in onda un solo episodio de ‘I Cesaroni – Il Ritorno’ (dalle 21:58 alle 22:58). La fiction con Claudio Amendola ha interessato 2.470.000 spettatori raggiungendo il 14,5% di share mentre ‘Attacco al potere 2’ su Italia 1 ha registrato – 1.278.000 spettatori e il 7,5% di share.  

    Fuori dal podio troviamo ‘Quarta Repubblica’ su Rete 4 con 1.045.000 spettatori (8,6% share) mentre La7 con ‘La Torre di Babele’ ha raccolto 835.000 spettatori (4,7% share). Seguono: Rai2 con ‘The Unknown – Fino all’Ultimo Bivio’ (674.000 spettatori, 4,6% share); Tv8 con ‘GialappaShow’ (618.000 spettatori, 4,4% share); Nove con ‘Little Big Italy’ (537.000 spettatori, 3,2% share) e Rai3 con ‘Newsroom’ (480.000 spettatori, 3,5% share). 

    In access prime time Canale 5 supera Rai1. ‘La Ruota della Fortuna’, condotta da Gerry Scotti, ha registrato 4.992.000 spettatori (24,7% share) mentre ‘Affari Tuoi’ con Stefano De Martino ha raggiunto 4.856.000 spettatori (24,1% share). 

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    spettacoli

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  • Biennale Arte e contestazioni per Padiglione Russia: Fondazione risponde a Bruxelles

    Biennale Arte e contestazioni per Padiglione Russia: Fondazione risponde a Bruxelles

    (Adnkronos) – La Fondazione Biennale di Venezia ha inviato, entro i termini fissati dalla Commissione europea, la propria risposta ufficiale alle contestazioni formulate da Bruxelles sulla presenza del Padiglione della Federazione Russa durante la Vernice della Biennale Arte 2026. La scadenza per le controdeduzioni era fissata per lunedì 11 maggio. Fonti della Commissione europea hanno confermato all’Adnkronos di avere ricevuto la risposta della Biennale alla prima lettera spedita a Venezia, il 10 aprile scorso, cui ne è seguita una seconda il 30 aprile scorso, con ulteriori richieste di chiarimenti, a cui la Fondazione dovrà rispondere entro il prossimo 30 maggio. 

    La prima lettera inviata dalla Ue riguarda la 61/a Esposizione internazionale d’Arte, ed in particolare il caso del Padiglione russo eccezionalmente aperto dal 5 all’8 maggio esclusivamente agli accreditati della Vernice – artisti, curatori, stampa e operatori culturali – per poi essere chiuso dal 9 maggio, giorno di apertura ufficiale della rassegna ai visitatori. La Commissione europea aveva chiesto chiarimenti formali al governo italiano e alla Fondazione Biennale, ipotizzando possibili violazioni del regime di sanzioni contro la Federazione Russa introdotto dopo l’invasione dell’Ucraina. Al centro delle contestazioni, il sospetto che l’organizzazione veneziana abbia fornito servizi professionali e logistici non consentiti a soggetti riconducibili allo Stato russo e che la presenza del padiglione possa aver generato un vantaggio economico indiretto per Mosca. Secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti vicine al dossier, nella memoria inviata alla Ue la Fondazione avrebbe sostenuto che non vi sarebbe stato alcun invito politico alla Russia e che il Padiglione russo, essendo proprietà permanente dello Stato russo ai Giardini della Biennale fin dal 1914, non potrebbe essere assimilato a una nuova partecipazione formalmente autorizzata dall’ente veneziano. Nella risposta trasmessa a Bruxelles, la Fondazione avrebbe anche escluso di avere erogato servizi economici o professionali in violazione dei regolamenti europei, sostenendo che le attività organizzative siano state mantenute entro i limiti amministrativi indispensabili alla sicurezza e alla gestione degli spazi. 

    La lettera arrivata a Bruxelles servirà anche per valutare la compatibilità della vicenda con i finanziamenti europei destinati alla Biennale di Venezia, circa due milioni per progetti legati al cinema, da erogare entro il 2028. L’eventuale accertamento di una violazione del regime sanzionatorio potrebbe comportare lo stop ai contributi Ue assegnati alla Fondazione veneziana. 

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    cultura

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  • Crisi nel governo Starmer, si dimette la ministra Fahnbulleh: “Serve una nuova leadership”

    Crisi nel governo Starmer, si dimette la ministra Fahnbulleh: “Serve una nuova leadership”

    (Adnkronos) – Nuova fase di tensione politica nel Regno Unito dopo le dimissioni di Miatta Fahnbulleh, ministra per le Comunità, che ha lasciato l’esecutivo guidato dal premier Keir Starmer, chiedendo contestualmente al primo ministro di lasciare la guida del Paese. Si tratta della prima esponente del governo a dimettersi dopo la pesante debacle elettorale che ha colpito il Partito Laburista e nel pieno di una crescente pressione interna sulla leadership di Starmer.  

    In una lettera indirizzata a Starmer e condivisa su ‘X’, Fahnbulleh ha scritto di essere orgogliosa di quanto il governo ha fatto finora, ma ha aggiunto che “non abbiamo agito con la visione, il ritmo e l’ambizione che il nostro mandato di cambiamento ci impone”. 

    Fahnbulleh ha aggiunto che “il nostro Paese si trova ad affrontare sfide enormi e la gente chiede a gran voce un cambiamento di tale portata”. Rivolgendosi a Starmer, ha detto che “l’opinione pubblica non crede che tu possa guidare questo cambiamento, e nemmeno io lo credo. Pertanto, ti esorto a fare ciò che è giusto per il Paese e per il partito e a stabilire un calendario per una transizione ordinata, in modo che una nuova squadra possa realizzare il cambiamento che abbiamo promesso al Paese”. 

    Nel frattempo, il primo ministro ha cercato di raffreddare le tensioni interne. Aprendo una riunione di gabinetto, Starmer ha assicurato che “all’interno del Partito Laburista non è stata avviata alcuna procedura formale per mettere in discussione la mia leadership” e ha invitato i ministri a “continuare a governare”. 

    “Mi assumo la responsabilità dei risultati elettorali e del cambiamento che abbiamo promesso”, ha dichiarato il premier, secondo quanto riferito da Downing Street. Starmer ha inoltre definito le ultime 48 ore “destabilizzanti per il governo”, sottolineando che questa instabilità “ha un costo economico reale per il Paese e per le famiglie”. 

    Il premier ha ribadito che il partito dispone di regole precise per contestare la leadership, ma ha precisato che tali meccanismi non sono stati attivati. Per avviare formalmente una sfida alla leadership, un deputato deve notificare l’intenzione all’organo che guida il partito, il National Executive Committee, e raccogliere il sostegno del 20% del gruppo parlamentare laburista, pari attualmente a 80 deputati. Secondo Sky News, sebbene 78 parlamentari abbiano chiesto pubblicamente le dimissioni di Starmer, tali richieste non fanno scattare automaticamente alcun meccanismo interno per aprire una corsa alla 

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