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  • Lega Filo d’Oro, alla Conferenza nazionale quasi 100 persone con sordocecità

    Lega Filo d’Oro, alla Conferenza nazionale quasi 100 persone con sordocecità

    (Adnkronos) – Circa 100 persone con sordocecità provenienti da tutta Italia, ciascuna affiancata da un volontario, hanno partecipato alla X Conferenza nazionale delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d’Oro, che ha riunito dal 7 al 10 maggio al Club Hotel Dante di Cervia (Ravenna) professionisti dell’ente e oltre 50 interpreti di Lis e Lis tattile, fondamentali per permettere ai partecipanti di comunicare, confrontarsi e prendere parte a tutte le attività in programma.  

    La Conferenza nazionale delle persone sordocieche, appuntamento triennale di grande valore – informa l’ente in una nota – anche in questa edizione si è confermata un’occasione fondamentale per condividere esperienze, bisogni e aspirazioni, ma anche per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni le istanze di chi vive questa disabilità complessa e rafforzare la consapevolezza sui diritti ancora da garantire e sulla necessità di costruire una società sempre più inclusiva. Il tema scelto per questa edizione, ‘Liberi di scegliere’, segna un’evoluzione importante nel percorso avviato trent’anni fa con la prima Conferenza dedicata a ‘Fuori dall’isolamento’. Oltre all’esigenza di uscire da una condizione di esclusione, le persone sordocieche rivendicano oggi il diritto di decidere come vivere la propria vita: lavoro, affettività, passioni, partecipazione sociale: ambiti in cui la libertà di scelta deve poter essere concreta e pienamente esercitabile. 

    “A trent’anni dalla prima Conferenza nazionale delle persone sordocieche, il contesto è profondamente cambiato – ha affermato Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d’Oro – Sono stati fatti passi avanti importanti sul piano culturale, normativo e tecnologico, ampliando le possibilità di comunicazione, autonomia e partecipazione sociale. Se allora la priorità era uscire dall’isolamento, oggi questo non è più sufficiente: le persone sordocieche chiedono di poter scegliere, in modo libero e consapevole, come costruire il proprio progetto di vita. La vera sfida è fare in modo che questa libertà sia effettiva, creando le condizioni perché ciascuno possa studiare, lavorare, vivere le proprie relazioni e partecipare pienamente alla società. Vogliamo essere protagonisti delle nostre vite, registi e sceneggiatori del film della nostra esistenza, non più attori di un copione che altri scrivono per noi”. 

    Il programma della conferenza ha alternato relazioni introduttive e testimonianze dirette di persone sordocieche, momenti di dibattito e gruppi di discussione, nei quali i partecipanti hanno potuto confrontarsi sugli ostacoli ancora esistenti – culturali, ambientali e organizzativi – e individuare possibili soluzioni per superarli, prosegue la nota. Accanto ai momenti di approfondimento, c’è stato spazio anche per i laboratori esperienziali – dalla musica ai quadri tattili fino al Nordic Walking – e per le attività sociali, occasioni fondamentali per promuovere autonomia, relazione e inclusione. 

    “I contenuti emersi in queste giornate rappresentano una guida preziosa per il nostro impegno futuro: ascoltare direttamente le persone sordocieche ci permette di comprendere in modo sempre più approfondito i loro bisogni – ha dichiarato Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro – E’ da questo ascolto che nascono risposte concrete e sempre più efficaci. In questa direzione, la Fondazione è impegnata a rafforzare e ampliare la propria presenza sul territorio – oggi con 12 sedi – per raggiungere un numero crescente di persone e famiglie e garantire loro servizi sempre più adeguati alle loro necessità. La sfida è continuare a lavorare per una società in cui i diritti siano pienamente riconosciuti e ciascuno possa esprimere il proprio potenziale”. 

    In Italia – ricorda la la Lega del Filo d’Oro – si stima che le persone con disabilità sensoriali e plurime alla vista e all’udito e, contemporaneamente, con limitazioni di tipo motorio siano oltre 360mila. Una stima attualmente al ribasso perché non tiene in considerazione anche i minori al di sotto dei 15 anni, che non erano inclusi nella rilevazione, e le persone che presentano, oltre alla minorazione sensoriale, anche una disabilità intellettiva. Si tratta di persone che troppo spesso rischiano di rimanere invisibili, confinate nell’isolamento imposto dalla propria disabilità. In questo contesto, un passo avanti fondamentale è rappresentato dal recente riconoscimento della sordocecità come disabilità unica e specifica, sancito con l’approvazione definitiva del disegno di legge Semplificazioni-bis, che ha dato piena attuazione alla legge 107/2010. Una conquista attesa da anni, che ha esteso il riconoscimento a tutte le persone con compromissioni combinate della vista e dell’udito, congenite o acquisite, a prescindere dall’età di insorgenza. Una svolta importante sul piano normativo, che pone ora la sfida di tradurre questo riconoscimento in diritti concretamente esigibili, garantendo piena inclusione, autonomia e partecipazione alla vita sociale per tutte le persone sordocieche. 

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    cronaca

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  • Minori, Save the Children: il 21 maggio torna ‘Impossibile’, biennale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

    Minori, Save the Children: il 21 maggio torna ‘Impossibile’, biennale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

    (Adnkronos) – Il 21 maggio torna ‘Impossibile 2026’, la biennale promossa da Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – per dare voce ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e portarli al centro del dibattito pubblico e delle politiche nazionali. ‘Investire nell’infanzia, investire nelle periferie’ è il titolo dell’edizione di quest’anno, si legge in una nota, la terza dal 2022, in cui ragazze e ragazzi, esperte ed esperti, rappresentanti delle istituzioni, del terzo settore, della cultura e dell’impresa, si confronteranno su proposte e iniziative concrete per superare le disuguaglianze urbane e sociali che, nel nostro Paese, ostacolano l’accesso pieno ed effettivo ai diritti di bambine, bambini e adolescenti. ‘Impossibile 2026’ si svolgerà a partire dalle 9.15 presso l’Acquario romano (Piazza Manfredo Fanti – Roma).  

    “In Italia migliaia di bambine, bambini e adolescenti nascono e crescono nelle periferie urbane o in aree vulnerabili, luoghi in cui spesso ci si scontra con una maggiore carenza di luoghi ricreativi, spazi verdi e ambienti accoglienti e sicuri in cui trascorrere il tempo libero e coltivare relazioni. Ma non può e non deve essere il contesto in cui si nasce a decidere quanto lontano si può arrivare – ha dichiarato Claudio Tesauro, presidente di Save the Children – È urgente intervenire per garantire a tutti le stesse opportunità di crescita, con interventi mirati e risorse certe, restituendo ai più giovani il diritto di immaginare, scegliere e costruire liberamente il proprio futuro. Proprio per questo le periferie non possono essere considerate solo come luoghi di degrado, di devianza o di povertà: sono spazi in cui, accanto alle difficoltà, esistono energie, risorse, identità e relazioni da riconoscere e valorizzare. Sostenerle significa prendersi cura dei territori e delle persone insieme, a partire dai bambini, dalle bambine e dagli adolescenti. Significa costruire città più eque e inclusive, dove la qualità della vita, i diritti e le possibilità siano garantiti a tutti, ovunque si abiti”. 

    Al centro della giornata di confronto di ‘Impossibile 2026’ la ricerca ‘I luoghi che contano’, realizzata dal Polo Ricerche di Save the Children con il supporto di un Comitato scientifico di esperti e un Comitato di pilotaggio composto da ragazzi e ragazze di tutta Italia, coordinato dall’associazione giovanile Scomodo. Lo studio si compone di una mappatura delle diseguaglianze territoriali ed educative che colpiscono l’infanzia e l’adolescenza nelle Aree di Disagio socioeconomico in ambito Urbano (Adu) identificate da Istat, insieme a un’indagine campionaria che ha coinvolto duemila studenti e studentesse, affondi qualitativi in quattro ‘periferie’ storiche e un approfondimento sugli investimenti e le politiche urbane. 

     

    I lavori – moderati dal Direttore dell’Ansa Luigi Contu – verranno aperti dalla relazione introduttiva del Presidente Claudio Tesauro, seguita dagli interventi del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, della Sindaca di Bergamo Elena Carnevali, componente dell’Ufficio di Presidenza di Anci con delega a Istruzione e politiche educative, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che si alterneranno alle voci di ragazze, ragazzi, operatrici di Save the Children impegnate sul territorio e ad altre testimonianze. Seguirà il dibattito I luoghi che contano: evidenze e strategie per il cambiamento, con Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children, Antonella Polimeni, Rettrice dell’Università di Roma La Sapienza, Marco Rossi-Doria, Presidente di Con i bambini e Don Marco Pagniello, Direttore Caritas. Un secondo momento di confronto, L’infanzia al centro: costruire alleanze e reti per il cambiamento, vedrà protagonisti Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children, Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, Antonella Portapirillo, Dirigente scolastica dell’IC Ferdinando Russo di Napoli, e Fabrizio Arena, Presidente dell’Associazione Zen Insieme di Palermo. 

    Nel pomeriggio si svolgeranno i Dialoghi Possibili, tre tavoli di lavoro paralleli – realizzati in collaborazione con Anci – in cui saranno ragazze e ragazzi del Movimento Giovani e dei Comitati di Innovazione di Save the Children insieme al Comitato di pilotaggio della ricerca coordinato da Scomodo, a confrontarsi con esperti accademici del mondo della cultura, della società civile e del settore privato, decisori pubblici e rappresentanti istituzionali, condividendo esperienze e punti di vista per arrivare alla definizione di idee e proposte concrete di cambiamento. Al termine della discussione le indicazioni emerse dai tre Dialoghi verranno illustrate in plenaria. Al primo Dialogo, Generazione periferia: costruire futuro, creare opportunità, sono stati invitati a partecipare Elena Carnevali (Sindaca di Bergamo – componente dell’Ufficio di Presidenza di Anci con delega a Istruzione e politiche educative), Irene Manzi (Deputata, commissione cultura e istruzione), Mauro Berruto (Deputato, già CT Nazionale Volley maschile), Giuseppe Pierro (Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, Pcm), Roberta Paltrinieri (Alma Mater Studiorum Università di Bologna), Andrea Ciarini (Sapienza Università di Roma), Giorgio Righetti (Direttore Generale di Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), Margherita Accornero (Responsabile progetti e formatrice, Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti – Cospe), Bianca Piserchia (Responsabile Area Progettazione, Governance e Advocacy della Fondazione Banco dell’Energia), Antonella Portarapillo (Dirigente scolastico, IC Russo, Napoli). 

     

    Al secondo Dialogo, Periferie che parlano: resilienza, appartenenza e partecipazione, sono stati invitati Giuseppe Battaglia (Assessore alle Periferie del Comune di Roma), Ivonne Cosciotti (Sindaca di Pioltello – MI), Camilla Bianchi (Assessora a Transizione ecologica, Ambiente e Verde del Comune di Brescia), Vittoria Baldino (Deputata), Salvatore Monni (Università Roma Tre), Andrea Comollo (Responsabile Comunicazione di WeWorld), Marco Birolini (Giornalista di Avvenire, esperto di inchieste su tematiche sociali e criminalità), Domenico Iannacone (Giornalista, regista e autore televisivo), Paola Barretta (Portavoce Associazione Carta di Roma), Veronica Rossi (Sustainability Director Lavazza Group / Segretaria Generale Fondazione Lavazza), Daniele Spagnoli (Sustainability Manager del Gruppo Feltrinelli), Claudia Giordano (Dirigente Scolastico IC Via delle Azzorre, Ostia – Roma). 

    Per il terzo Dialogo, Culture di periferia: immaginari, legami e futuri condivisi, sono invitati a partecipare Anna Scavuzzo (Vicesindaca e Assessora alla Rigenerazione Urbana e Educazione del Comune di Milano), Beatrice Aimi (Assessora alla Comunità Giovanile e alle Politiche Giovanili del Comune di Parma), Michele Raitano (Sapienza Università di Roma), Francesco Rullani (Università Cà Foscari di Venezia), Valentina Prisciandaro (Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali (Cnoas), Giulio Cederna (Direttore della Fondazione Paolo Bulgari), Luca Burlando (Segretario Amministrativo del Consiglio Nazionale Giovani), Giorgio Tamburlini (Presidente del Centro per la salute del bambino – Csb), Sandra Sarti (Fondazione Fratelli Tutti), Felice Fabrizio (Head of Esg di Juventus), Massimo Castiglia (Sponsor and event manager Corporate Communication Italy di Ferrero Commerciale Italia srl), Paolo Lozzi (Dirigente scolastico, IC Ennio Morricone, San Basilio – Roma). I Dialoghi Possibili si concluderanno con gli interventi di Daniela Fatarella e Veronica Nicotra, Segretaria Generale di Anci, moderati dalla giornalista di Rainews Francesca Biagiotti. L’evento ha ricevuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio e di Roma Capitale. I media partner di ‘Impossibile 2026’ sono l’agenzia Ansa, Rai, Il Corriere della Sera, Chora & Will Media, AdnKronos. I Dialoghi Possibili sono realizzati in collaborazione con Anci. 

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    cronaca

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  • ‘Il Diavolo veste Prada 2’, il gesto da regina di Meryl Streep: parità salariale con Hathaway e Blunt

    ‘Il Diavolo veste Prada 2’, il gesto da regina di Meryl Streep: parità salariale con Hathaway e Blunt

    (Adnkronos) – Le protagoniste de ‘Il Diavolo veste Prada 2’ stanno facendo affari d’oro con i loro tacchi a spillo. Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt – il trio che aveva già trasformato il primo film in un cult generazionale – hanno firmato per il sequel un accordo da capogiro: 12,5 milioni di dollari ciascuna, più cospicui bonus legati agli incassi. Lo rivela Variety, spiegando che diverse fonti stimano per ognuna di loro i 20 milioni complessivi di guadagno se il film continuerà a macinare record al box office. La notizia arriva infatti mentre il sequel vola oltre i 300 milioni di dollari al box office mondiale (ed è solo il risultato parziale), confermando che il ritorno di Miranda Priestly e delle sue assistenti è uno degli eventi cinematografici dell’anno.  

    Secondo ‘Variety’, il merito di questo accordo economico così clamorosamente paritario per le protagoniste è tutto di Meryl Streep che, considerata l’elemento imprescindibile del progetto, avrebbe potuto chiedere molto di più per tornare a interpretare la glaciale direttrice di Runway ma ha invece scelto una strada diversa: negoziare un accordo che garantisse a Hathaway e Blunt lo stesso identico compenso.  

    Il risultato? Tre assegni identici da 12,5 milioni di dollari, più i bonus già in pagamento grazie al successo planetario del film. Il gesto di Meryl Streep è considerato l’ennesima dimostrazione della grandezza dell’attrice ed è un caso raro a Hollywood, dove le gerarchie salariali tra star sono di solido rigide, le trattative molto inviduali e i cachet molto distanti l’uno dall’altro. 

    Il sequel, diretto ancora da David Frankel, ha riportato sullo schermo Miranda Priestly, Andrea Sachs ed Emily Charlton vent’anni dopo. E il pubblico ha risposto come se non avesse mai smesso di aspettarle. Ora, con le rivelazioni sui compensi, è chiaro che anche dietro le quinte ‘Il Diavolo veste Prada 2’ ha fatto storia: potere, stile e parità salariale, tutto in un unico colpo di tacco.
     

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    spettacoli

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  • Ferrovie, Isi (Rfi): “Investimenti record, avanzano lavori su Napoli-Bari, Milano-Genova e rete sud”

    Ferrovie, Isi (Rfi): “Investimenti record, avanzano lavori su Napoli-Bari, Milano-Genova e rete sud”

    (Adnkronos) – “Nel 2025 abbiamo raggiunto 11,6 miliardi di euro di investimenti, un record assoluto che puntiamo a confermare anche nel 2026 con circa 1.300 cantieri operativi”. Lo ha dichiarato Aldo Isi, amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs), intervenendo alla conferenza “Cantieri 2026: avanzamento lavori e prossime tappe” all’Auditorium di Villa Patrizi a Roma. “Si tratta di uno sforzo molto importante che stiamo portando avanti con il nostro personale e con le aziende partner e che ci permette di guardare agli obiettivi del Pnrr con grande ottimismo. Ad oggi abbiamo già consuntivato oltre 18 miliardi di euro e continuiamo a lavorare insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per proseguire nel percorso di realizzazione degli interventi”, ha spiegato Isi. 

    L’amministratore delegato di Rfi ha poi fatto il punto sulle principali opere infrastrutturali attualmente in corso. “Nei prossimi mesi vedremo i primi rilasci infrastrutturali su opere strategiche come il nodo di Genova e la linea Milano-Genova, oltre alla Brescia-Verona-Vicenza dove inizieranno le corse prova. Sul fronte Sud, un passaggio fondamentale sarà l’attivazione della variante Napoli-Cancello della Napoli-Bari tra giugno e luglio 2026. Proseguono inoltre i cantieri in Sicilia e Calabria, sulla Salerno-Reggio Calabria e sulla Palermo-Catania-Messina”. 

    Isi ha confermato anche una fase di interruzione temporanea dei collegamenti sulla tratta Napoli-Bari per consentire l’attivazione della nuova infrastruttura. “Ci saranno circa 20 giorni di interruzione totale nel mese di giugno, ma garantiremo il servizio attraverso bus sostitutivi. È un passaggio indispensabile per attivare una linea che consentirà treni più veloci e puntuali. Le nuove infrastrutture garantiscono infatti un livello di affidabilità superiore rispetto al passato”. Ampio spazio anche al tema della comunicazione verso utenti e territori. “Per noi è fondamentale informare per tempo cittadini e stakeholder sulle attività in programma, lavorando insieme a Regioni e Comuni per condividere le soluzioni migliori. Un esempio importante è il ponte di Firenze, dove con Regione Toscana e Comune abbiamo definito una modalità operativa che permetterà, con soli quattro giorni di interruzione nel mese di luglio, di demolire e ricostruire l’infrastruttura restituendo alla città un’opera completamente nuova”, ha concluso Isi. 

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    economia

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  • Ferrovie: Fs, sono oltre 1.300 i cantieri attivi, 37% investimenti destinati a manutenzione

    Ferrovie: Fs, sono oltre 1.300 i cantieri attivi, 37% investimenti destinati a manutenzione

    (Adnkronos) –  

    Oggi sulla rete ferroviaria sono attivi ogni giorno 1.300 cantieri tra manutenzione e investimenti, con circa 272mila interruzioni programmate annue necessarie a consentire l’avanzamento dei lavori. Il volume degli investimenti di Rfi è cresciuto del 49% rispetto al 2023, confermando il Gruppo Fs come principale investitore infrastrutturale del Paese. Del totale degli investimenti, il 37% è destinato alla manutenzione e al miglioramento della resilienza dell’infrastruttura, mentre il 63% è rivolto alle grandi opere strategiche. Parallelamente è aumentato anche il numero delle interruzioni gestite da Rfi, cresciute di circa il 115% dal 2023, in larga parte per sostenere l’avanzamento degli interventi finanziati dal Pnrr. 

    Per far fronte all’evoluzione delle attività di cantiere, si è passati ad un modello di interruzioni più lunghe, concentrate nei periodi di minor traffico, che consente di svolgere più attività in contemporanea, ottimizzare l’impiego delle risorse tecniche ed economiche e ridurre l’impatto complessivo sulla circolazione ferroviaria nel medio-lungo periodo. Il nuovo approccio permette, inoltre, di concentrare gli interventi in finestre temporali ben definite, massimizzando l’efficacia delle lavorazioni e razionalizzando i disagi per i viaggiatori. 

     

    Per quanto riguarda la rete ferroviaria nazionale, nei prossimi mesi sono previste alcune interruzioni programmate che garantiranno comunque adeguati livelli di mobilità e di offerta ferroviaria, anche attraverso itinerari alternativi e rimodulazioni del servizio: linea AV/AC Milano-Venezia: 2-16 agosto, interruzione di 15 giorni tra Verona e Vicenza per realizzazione attraversamento Vicenza e lavori nella stazione di Montebello con deviazioni di percorso; nodo di Firenze: 5 luglio-9 luglio e 26 luglio-30 luglio per la seconda fase della sostituzione del cavalcaferrovia Ponte al Pino, con soluzioni di viaggio che prevedono navette bus fra Firenze Santa Maria Novella e Firenze Campo di Marte o deviazioni sulla linea Tirrenica; linea Av/Ac Milano-Bologna: 10-17 agosto, interruzione di otto giorni tra Piacenza Est e Melegnano per rinnovo deviatoi e soluzioni alternative sulla linea convenzionale Milano-Bologna; linea Milano-Genova: dal 3 giugno al 30 settembre sono previste le attività di manutenzione straordinaria del Ponte Po. In particolare, dal 20 luglio al 28 agosto, è prevista l’interruzione completa della linea con soluzioni alternative e allungamenti dei tempi di viaggio; linea Av/Ac Firenze-Roma: 10-28 agosto, interruzione tra Chiusi Sud e Orvieto Nord per interventi di manutenzione alla galleria Fabro e al viadotto Paglia. Durante le attività di cantiere, i treni percorrono la linea convenzionale con allungamenti dei tempi di viaggio; linea Caserta-Foggia: dal 10 al 30 giugno per il proseguimento di attività previste della nuova linea Av/Ac Napoli-Bari. Sono previste soluzioni alternative e corse con bus. 

    La pianificazione degli interventi è stata definita salvaguardando, anche nel periodo estivo, le principali direttrici della mobilità a vocazione turistica nazionale. In particolare, resteranno percorribili le direttrici Adriatica e Tirrenica, la Liguria e i collegamenti da e per la Puglia, considerati strategici per gli spostamenti dei viaggiatori durante il periodo di maggiore affluenza. 

    Prosegue, inoltre, la campagna informativa e di comunicazione del Gruppo Fs sui cantieri programmati per il 2026, nelle stazioni e attraverso i media tradizionali e i canali digitali, anche grazie a una pagina web dedicata, con l’obiettivo di informare i cittadini e gli stakeholder in modo tempestivo e capillare. 

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  • Cancro al seno metastatico, Pfizer lancia campagna sulla qualità di vita delle donne

    Cancro al seno metastatico, Pfizer lancia campagna sulla qualità di vita delle donne

    (Adnkronos) – In occasione della 27esima edizione della Race for the Cure, la manifestazione per la lotta ai tumori del seno organizzata da Komen Italia, Pfizer ha partecipato con ‘La voce oltre la cura. Qualità di vita e tumore al seno metastatico’, una nuova campagna di sensibilizzazione dedicata alle donne con tumore al seno metastatico. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere una maggiore attenzione alla qualità di vita e alla centralità della donna lungo il percorso terapeutico, anche nelle sue dimensioni meno visibili. La partecipazione di quest’anno alla Race for the Cure, spiega l’azienda in una nota, si inserisce in un percorso storico che vede l’azienda al fianco della manifestazione da oltre 25 anni. 

    Secondo i dati aggiornati al 2025 dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in Italia vivono circa 925.000 donne con diagnosi di tumore della mammella, di cui circa 55.000 con carcinoma metastatico . I progressi diagnostico-terapeutici e la disponibilità di trattamenti sempre più mirati – riporta una nota dell’azienda – hanno contribuito a migliorare la sopravvivenza, rendendo al tempo stesso sempre più rilevante l’attenzione alla qualità di vita, intesa come equilibrio tra gestione della malattia, autonomia quotidiana e benessere fisico, psicologico ed emotivo. In questo scenario si inserisce ‘La voce oltre la cura. Qualità di vita e tumore al seno metastatico’, un progetto volto a dare spazio anche a ciò che spesso rimane ai margini del percorso clinico: bisogni non espressi, vissuti personali e dimensioni meno visibili della malattia in tre ambiti centrali dell’esperienza di cura – l’ascolto, il rapporto con il corpo e la percezione del tempo. 

    La campagna – si legge – ha preso avvio alla Race for the Cure, dove ha trovato una prima attivazione concreta attraverso iniziative pensate per trasformare l’ascolto in esperienza diretta e occasione di confronto. In questo contesto, lo stand Pfizer è stato concepito come punto di informazione e accoglienza, ospitando anche ‘L’angolo delle parole mai dette’: uno spazio di condivisione aperto a una platea ampia – donne, caregiver, familiari e amici – in cui è stato possibile esprimere emozioni, pensieri e bisogni legati all’esperienza con la malattia, spesso non intercettati nei percorsi di cura. A questa dimensione di ascolto si è affiancato anche un momento di confronto strutturato, rappresentato da una tavola rotonda focalizzata sul ruolo delle Breast unit come luoghi in cui l’ascolto si traduce in scelte cliniche condivise e in percorsi realmente personalizzati.  

    ‘La voce oltre la cura’ “è nata dal profondo desiderio di ascoltare davvero le storie ed i bisogni delle donne che affrontano il tumore al seno metastatico, andando ben oltre i numeri e le statistiche – racconta Marco Provera, Oncology Lead di Pfizer in Italia – Da anni siamo impegnati nella ricerca sul tumore al seno metastatico, contribuendo a significativi progressi clinici che oggi ci consentono di porre una sempre maggiore attenzione non solo all’aspettativa, ma anche alla qualità di vita delle donne, intesa come benessere fisico, psicologico ed emotivo. Essere parte della Race for the Cure rappresenta per noi un momento unico e prezioso: è il luogo dove l’ascolto prende forma concreta, grazie al dialogo con le associazioni pazienti, gli specialisti multidisciplinari che compongono le Breast Unit e le donne, che ogni giorno vivono questa realtà. Solo partendo da questo ascolto autentico possiamo dare risposte che siano davvero umane e vicine a ciò che conta di più per le persone”.  

    Un approccio che prende forma nella pratica clinica quotidiana, attraverso l’integrazione dell’ascolto dei bisogni delle pazienti nei percorsi di cura. “L’ascolto è parte integrante della presa in carico della paziente – Afferma Alessandra Fabi, responsabile Medicina di precisione in senologia Policlinico Gemelli – Nelle Breast unit ascoltare significa creare uno spazio di relazione autentica in cui la donna possa sentirsi accolta nella sua globalità. È dal dialogo continuo tra team multidisciplinare e pazienti che nascono percorsi terapeutici realmente personalizzati, in cui la persona è al centro del percorso di cura”.  

    Dall’ascolto dei bisogni, anche di quelli meno visibili, nasce un approccio che trova concreta applicazione nel modello delle Breast nnit, capace di integrare competenze multidisciplinari e interventi terapeutici personalizzati. Lo ha evidenziato Stefano Magno, responsabile Terapie integrate del Policlinico Gemelli: “Nelle Breast unit – ha detto – l’ascolto deve includere anche ciò che non è immediatamente visibile o misurabile. Sintomi come fatigue, insonnia o dolore incidono profondamente sulla vita delle pazienti e devono essere riconosciuti come parte integrante del quadro clinico. In questo senso, i feedback diretti delle pazienti, anche attraverso strumenti come i Proms, diventano fondamentali per comprendere tollerabilità dei trattamenti e impatto sulla qualità di vita, valorizzando il ruolo attivo della paziente e accompagnandola verso una maggiore consapevolezza del percorso terapeutico e degli aspetti legati allo stile di vita”. 

    Dal piano clinico, il confronto si è poi spostato su una dimensione ancora più personale: il rapporto con il proprio corpo e con il tempo. “Nel nostro lavoro accanto alle donne emerge con grande forza il bisogno di ritrovare una connessione autentica con il proprio corpo, che spesso viene vissuto come un doloroso promemoria della malattia – ha spiegato Giusy Giambertone, delegata della Regione Lazio per Europa Donna Italia – Il percorso è quello di restituirgli significato, riconoscendolo come spazio di identità, femminilità e relazioni. Questo avviene attraverso supporto psicologico e approcci integrati che aiutano a ricostruire un equilibrio tra corpo e mente, permettendo alla persona di affermarsi al di là della diagnosi”. 

    Allo stesso modo, il tempo – profondamente trasformato dalla diagnosi – diventa una risorsa preziosa, da proteggere e riorganizzare per continuare a vivere pienamente la propria quotidianità: “Il tema del tempo è centrale –ha concluso Alba Di Leone, presidente Komen Italia e di Think Pink Italy Ets – la malattia impone ritmi e priorità nuove. Per questo è fondamentale lavorare su percorsi di cura più sostenibili, che riducano la cosiddetta time toxicity: un deterioramento importante della quotidianità tra visite frequenti e lunge attese. È fondamentale, quando possibile, favorire strumenti per riorganizzare le priorità, in modo da consentire alle donne di recuperare tempo di qualità da dedicare a sé stesse, alle relazioni e alla propria esistenza”. 

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  • Alexei Popyrin, chi è l’avversario di Sinner agli Internazionali

    Alexei Popyrin, chi è l’avversario di Sinner agli Internazionali

    (Adnkronos) –
    Alexei Popyrin sfida Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, lunedì 11 maggio, il tennista australiano se la vedrà con l’azzurro al terzo turno del Masters 1000 di Roma, dopo aver battuto un altro italiano, Matteo Berrettini, all’esordio del Foro, e, a sorpresa, il ceco Jakub Mensik nel secondo turno. Ma chi è Popyrin?
     

     

    Alexei Popyrin è un tennista australiano, con genitori russi, di 26 anni, classe 1999, che ha iniziato a giocare da giovanissimo ma, proprio come Sinner, ha alternato la racchetta ad altri sport. Nella prima fase della sua carriera infatti Popyrin giocava anche a calcio ed era considerato un ottimo talento prima di dedicarsi totalmente al tennis. 

    Per spiccare il volo nel circuito Popyrin si è affidato a un coach che Sinner conosce molto bene, Riccardo Piatti. L’australiano è passato quindi per l’academy ligure che ha lanciato Jannik e nel 2011 è riuscito ad arrivare in finale negli Internazionali d’Italia juniores. Tra i grandi invece Popyrin non ha mai superato gli ottavi di finale, raggiunti nel 2023. 

    Proprio gli ottavi sono il suo miglior risultato in uno Slam, raggiunti negli Us Open 2026 e nel Roland Garros 2025. In totale Popyrin ha conquistato tre titoli nel circuito Atp e conquistato il suo best ranking nel’agosto 2025, arrivando alla posizione numero 19. Proprio durante il Roland Garros dello scorso anno, Popyrin disse: “Quando è la mia giornata, posso battere chiunque”, una determinazione che spera di riportare anche sul campo del Centrale.  

     

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    sport

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  • Ostia, Tar Lazio: “Legittimo bando Roma Capitale per concessioni lidi”

    Ostia, Tar Lazio: “Legittimo bando Roma Capitale per concessioni lidi”

    (Adnkronos) – Il Tar del Lazio, Sezione Quinta Ter, ha respinto i ricorsi presentati da alcuni concessionari dei lidi di Ostia contro l’Avviso pubblico del 14 febbraio dello scorso anno, indetto da Roma Capitale, “per l’affidamento di 31 concessioni di beni demaniali marittimi del litorale di Roma Capitale per finalità turistiche e ricreative, con durata di un anno”. 

    I concessionari dei Lidi di Ostia avevano impugnato l’Avviso pubblico del Comune lamentando “la durata (solo) annuale della concessione (la quale, a termini di legge, non può avere una durata inferiore a cinque anni e superiore a venti): nel caso in esame venendosi a configurare una sorta di ‘concessione-ponte’; e ‘la previsione di una royalty’ a carico dell’aggiudicatario, stabilita con riferimento al fatturato complessivamente realizzato nell’esercizio della concessione, in aumento rispetto alla royalty del 2,00 % a base d’asta”.  

    Il Tar Lazio ha respinto i ricorsi con tre sentenze dello stesso tenore in cui rileva che il legislatore, nello stabilire la proroga delle concessioni sino al 30 settembre 2027 (o, al più tardi e secondo particolari condizioni, al 31 marzo 2028) ha ritenuto che “il compimento delle attività necessarie per il rilascio delle concessioni secondo il nuovo modulo procedimentale necessitasse di un apprezzabile lasso temporale, tanto da giustificare nelle more l’estensione della durata dei titoli in essere per salvaguardare la continuità dei servizi sulle spiagge in favore dell’utenza”. 

    Pertanto, il Tar Lazio ha ritenuto non illegittimo l’Avviso pubblico di Roma Capitale osservando che tale “esigenza può non irragionevolmente consentire lo svolgimento di una gara-ponte che garantisca il conseguimento dei medesimi obiettivi, ossia l’ordinata programmazione delle più ambiziose procedure di affidamento secondo il nuovo modulo procedimentale e, al contempo, la continuità dei servizi turistici e ricreativi sul litorale”. Roma Capitale, infatti, ha inteso promuovere una logica di valorizzazione del patrimonio, “traducendola – più che in un meccanismo di offerta al rialzo sul canone – nella previsione di una royalty sul fatturato che si aggiunge al canone stabilito sulla base dei criteri di legge”, previsione che secondo il Tar Lazio non risulta irragionevole. 

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    cronaca

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  • Fs, Inchingolo: “In 2025 investimenti record per 11,6 miliardi per una rete ferroviaria più efficiente”

    Fs, Inchingolo: “In 2025 investimenti record per 11,6 miliardi per una rete ferroviaria più efficiente”

    (Adnkronos) – “Stiamo portando avanti un piano di interventi molto complesso, in alcuni casi con grandi difficoltà, ma raggiungendo gli obiettivi prefissati. Tutto questo comporta inevitabilmente interruzioni e cambi di programma in alcuni periodi, ma si tratta di attività pianificate e condivise da mesi con Regioni, Province e Comuni interessati, proprio per limitare al minimo l’impatto sulla cittadinanza e sui passeggeri che ogni giorno utilizzano i nostri treni, sia Alta Velocità sia regionali”. Ad affermarlo è Giuseppe Inchingolo, chief corporate affairs, communication & sustainability officer del Gruppo Fs, intervenendo alla conferenza “Cantieri 2026: avanzamento lavori e prossime tappe” all’Auditorium di Villa Patrizi a Roma. 

    “L’obiettivo principale resta completare i lavori e consegnare al Paese una rete ferroviaria più moderna, efficiente ed efficace. Parliamo di un piano da 100 miliardi di euro, di cui il 60% destinato alle infrastrutture ferroviarie. Solo nel 2025 abbiamo realizzato investimenti per 11,6 miliardi di euro, una cifra record per Rfi e per il Gruppo Fs”, ha sottolineato Inchingolo, evidenziando anche il lavoro svolto sul fronte della comunicazione verso gli utenti. “Abbiamo attivato campagne informative mirate e geolocalizzate che hanno generato 284 milioni di impression e oltre 423mila click. Significa che i cittadini hanno utilizzato questi strumenti e che l’informazione è arrivata in modo capillare. Nel 2026 registriamo già circa 14 milioni di impression al mese, segno che i passeggeri si sono abituati a utilizzare questi canali per informarsi”. 

    Inchingolo ha inoltre ribadito l’attenzione del Gruppo Fs verso l’accessibilità e la sostenibilità sociale del servizio ferroviario. “Vogliamo far fare un salto nel futuro al Paese senza penalizzare i passeggeri e limitando al minimo i disagi. In questo percorso abbiamo coinvolto anche le associazioni dei consumatori e realtà come la Federazione Fish, perché per noi la sostenibilità non è uno slogan ma una pratica quotidiana. Siamo molto attenti ai viaggiatori con disabilità, attraverso servizi dedicati, punti blu e strumenti di assistenza e dialogo per non vedenti e non udenti”. 

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    economia

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  • Crisi nel Labour, Starmer: “Non mi farò da parte”. Ma salgono i deputati che chiedono le dimissioni

    Crisi nel Labour, Starmer: “Non mi farò da parte”. Ma salgono i deputati che chiedono le dimissioni

    (Adnkronos) – Sale la tensione nel Partito Laburista britannico: sono 36 i deputati che chiedono pubblicamente le dimissioni del premier Keir Starmer, anche nel giorno del suo discorso per rilanciare la linea del governo dopo la deludente performance elettorale. Il premier ha ammesso le difficoltà dopo il voto, ma ha respinto ogni ipotesi di dimissioni: “Non mi farò da parte, non getterò il Paese nel caos”, ribadendo la volontà di continuare a guidare il governo e “dimostrare che i detrattori si sbagliano”.  

    “Mi assumo la responsabilità della deludente performance elettorale”, ha ribadito, ma ha promesso di andare avanti per “realizzare il cambiamento promesso per una Gran Bretagna più forte e più equa”. “Non abbandonerò la carica di premier” e “continuerò a battermi per la Gran Bretagna che amo, non mi tirerò indietro. Siamo un Paese ragionevole, tollerante e perbene, un Paese in cui vige il principio del ‘vivi e lascia vivere’, un Paese eterogeneo che rappresenta la vera Gran Bretagna”. Ed è “questa è la Gran Bretagna per cui mi batterò, soprattutto alla luce degli avversari politici che abbiamo ora, diversi da quelli che avevamo prima”, ha aggiunto. 

    Il premier ha poi avvertito sul quadro politico: “Non affrontiamo solo tempi pericolosi, ma anche avversari molto pericolosi”. Se dopo la performance deludente dei laburisti alle elezioni di giovedì “non prendiamo la decisione giusta, il nostro Paese imboccherà una strada molto buia”, ha dichiarato, riferendosi alla possibilità che Reform UK arrivi al potere, anche senza dirlo esplicitamente. Parlando davanti al nuovo slogan del partito, “Una Gran Bretagna più forte e più equa”, Starmer ha riconosciuto che “i risultati delle elezioni della scorsa settimana sono stati duri. Molto duri. Abbiamo perso alcuni brillanti rappresentanti laburisti. Questo fa male” e ”me ne assumo la responsabilità”. Starmer ha aggiunto che “non si tratta solo di assumersi la responsabilità dei risultati. Si tratta di assumersi la responsabilità di spiegare come, in quanto forza politica ed elettorale, miglioreremo e faremo meglio nei mesi e negli anni a venire”. 

    Sul fronte europeo, il primo ministro ha annunciato una svolta nei rapporti con Bruxelles: “Saremo al centro dell’Europa, al prossimo vertice definiremo una nuova direzione”, e si è detto “orgoglioso di aver riportato in auge l’Eurasmus, ma voglio fare di più, voglio offrire qualcosa di meglio ai nostri giovani”. 

    Sul piano economico ha confermato la linea dura: nazionalizzazione della British Steel e maggiore controllo della sicurezza energetica e industriale del Regno Unito. 

    Tra i deputati che chiedono a Starmer di lasciare l’incarico, oggi c’è anche un’ex fedelissima, la deputata di Birmingham Paulette Barker. “Abbiamo bisogno di una transizione ordinata e dobbiamo fare un piano, Sir Keir deve farlo, su quando se ne andrà e quando avverrà questa transizione. Il popolo britannico si è espresso”, ha detto Barker. 

    Al termine del discorso di Starmer anche David Smith ha detto di ritenere “che ora sia il momento per il primo ministro di stabilire un calendario chiaro per le sue dimissioni”, aggiungendo che “questa partenza deve essere ordinata e dignitosa. Per il bene del primo ministro stesso, per il bene del governo, ma soprattutto per il bene del Paese”. 

     

     

     

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    internazionale/esteri

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