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  • Giro d’Italia, oggi ultima tappa: orario, percorso e dove vederla in tv (in chiaro)

    Giro d’Italia, oggi ultima tappa: orario, percorso e dove vederla in tv (in chiaro)

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    Cala il sipario sul Giro d’Italia 2026. Oggi, domenica 31 maggio, la corsa rosa affronta la sua ultima tappa, la numero 21 – in diretta tv e streaming, in chiaro -, con 131 chilometri che partiranno da Roma e arriveranno ancora nella Capitale. Si parte dall’Eur per arrivare al centro di Roma. 

     

    La tappa Roma-Roma, come detto, è lunga 131 chilometri. Si tratta di un percorso cittadino che parte dall’Eur e si dirige verso il litorale, dove attraverserà Ostia prima di arrivare al centro della Capitale. Il percorso è prevalentemente pianeggiante con lunghi rettilinei e i san pietrini che potrebbero complicare la corsa dei ciclisti. Tappa per velocisti che si deciderà negli ultimi metri, con una piccola rampa, con pendenza intorno al 5%, che prepara lo sprint finale dei corridori. 

     

    La partenza della 21esima e ultima tappa del Giro d’Italia 2026 è prevista alle ore 15.40, con l’arrivo che è invece in programma intorno alle 18.38. La gara si potrà seguire in diretta televisiva, in chiaro, sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming, la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels. 

     

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  • Trump torna ad attaccare il Papa: “Qualcuno gli spieghi che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere l’arma nucleare”

    Trump torna ad attaccare il Papa: “Qualcuno gli spieghi che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere l’arma nucleare”

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    Donald Trump torna all’attacco di Papa Leone. Dopo qualche giorno di silenzio in un post su Truth social, il presidente americano scrive: “Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere un’arma nucleare”.  

    A corredo del suo post, Trump ha rilanciato le foto pubblicate sul suo account X dal democratico Brandon Johnson, ricevuto due giorni fa in Vaticano da Leone XIV, che è nato a Chicago. “È stato un onore condividere del tempo con un magnifico essere umano, Sua Santità Papa Leone XIV”, ha scritto Johnson, postando anche le immagini della preghiera di Prevost durante un incontro multireligioso. 

    L’ultimo attacco di Trump arriva nello stesso giorno in cui Leone XIV ha presieduto la preghiera per la pace nei giardini vaticani. Un rosario durante il quale Prevost ha ricordato che la pace non è “né un’ingenua illusione, né un affare da gestire per interesse”. E ha invocato che “la bramosia di potere e la violenza delle parole lasceranno il passo alla sete di giustizia e di verità”. 

    L’ultimo attacco del presidente Usa a Leone XIV è dello scorso 5 maggio quando a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio sbarcato in Vaticano per ‘ricucire’ i precedenti pesanti attacchi, lo ha accusato di star “mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”. Leone XIV “preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa”, ha ribadito Trump. 

    Altre bordate contro il Pontefice erano arrivate prima quando Trump aveva definito il Pontefice “debole”, criticandone duramente le posizioni sulla politica estera e di sicurezza. Dichiarazioni che hanno fatto seguito agli appelli del Papa per la pace. Trump ha affermato di “non essere un grande fan” di Leone XIV, accusandolo di essere “molto liberale” e di non sostenere adeguatamente la lotta alla criminalità, arrivando persino a insinuare che la sua elezione sia stata favorita indirettamente dalla sua stessa presenza alla Casa Bianca. 

    Il tono dell’attacco ha superato la semplice divergenza politica. In un lungo intervento, il presidente ha sostenuto che il Papa dovrebbe “concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico”, accusandolo di danneggiare la Chiesa con le sue prese di posizione. 

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  • Roland Garros, tris azzurro nel terzo turno: vincono Cobolli, Berrettini e Arnaldi

    Roland Garros, tris azzurro nel terzo turno: vincono Cobolli, Berrettini e Arnaldi

    (Adnkronos) – Anche Matteo Arnaldi approda agli orravi di finale del Ronald Garros, dopo Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, con tre azzurri qualificati. Bellissima vittoria del tennista Sanremese sul rosso parigino, in un’altra maratona di cinque set, consclusasi al super tie-break con il punteggio di 6-4 6-7 (5-7), 5-7, 6-4 7-6 (10-4) in quattro ore e 58 minuti contro il belga – numero 62 del mondo – Raphael Collignon. Arnaldi torna al quarto turno a Parigi dopo due anni e tornerà con in top 100 alla fine del torneo. Agli ottavi l’azzurro giocherà con il vincente della sfida tra Frances Tiafoe e Jaime Faria. 

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  • “Un vaccino può eliminare il tumore”, la speranza dal nuovo studio

    “Un vaccino può eliminare il tumore”, la speranza dal nuovo studio

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    Un vaccino contri il cancro in grado di eliminare completamente i tumori nei pazienti. Uno studio internazionale condotto in 11 paesi ha prodotto risultati “senza precedenti” nella sperimentazione. Il Guardian riferisce che, nel trial, il vaccino è stato somministrato a pazienti affetti da tumore che si era esteso o che si era presentato come recidiva dopo terapia non efficaci. Il vaccino, denominato amivantamab, secondo quanto riporta il quotidiano britannico ha ridotto le dimensioni dei tumori in oltre un terzo dei pazienti, con cambiamenti significativi osservati nel giro di poche settimane. In 15 di questi pazienti, i medici hanno riscontrato che il farmaco aveva completamente eliminato i tumori. “Sono risposte eccezionalmente forti in pazienti la cui malattia è diventata resistente sia alla chemioterapia che all’immunoterapia. Si tratta di un gruppo di pazienti per i quali le opzioni terapeutiche sono estremamente limitate: osservare questi effetti positivi è davvero straordinario”, dice Kevin Harrington, professore di terapie biologiche contro il cancro presso l’Institute of Cancer Research (ICR) di Londra. “Questo trattamento ha il potenziale per giovare a migliaia di pazienti ogni anno”. 

    I risultati del trial saranno presentati domani, domenica 31 maggio, a Chicago in occasione del più grande congresso mondiale sul cancro, l’appuntamento annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO). Nello studio, 102 pazienti affetti da tumore della testa e del collo – la sesta patologia oncologica più diffusa – hanno ricevuto l’iniezione. I tumori si sono ridotti o sono scomparsi completamente in 43 pazienti: 28 di loro hanno mostrato una riduzione significativa, in 15 persone i tumori sono stati completamente eradicati. 

    Secondo i ricercatori, afferma il Guardian, il vaccino ha mostrato risultati simili anche in pazienti con tumore al polmone. L’amivantamab, sviluppato da Johnson & Johnson, è attualmente in fase di valutazione in circa 60 studi clinici, principalmente per il tumore al polmone, ma anche per i tumori del colon-retto, del cervello e dello stomaco. Il vaccino anticancro agisce in 3 modi. Blocca l’EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico), una proteina che favorisce la crescita dei tumori, sia il MET, la ‘strada’ che le cellule tumorali spesso utilizzano per eludere le terapie. Il vaccino, inoltre, contribuisce a attivare il sistema immunitario per attaccare il tumore. 

    I ricercatori hanno evidenziato che lo studio si è concentrato su pazienti con tumori della testa e del collo, escludendo quindi soggetti affetti da carcinoma squamocellulare orofaringeo HPV-positivo. Tale dato, secondo gli scienziati, è particolarmente significativo: i tumori della testa e del collo non causati dall’HPV sono generalmente più difficili da trattare, i progressi riscontrati in questo gruppo di pazienti pertanto sono considerati di enorme importanza. I pazienti trattati con amivantamab hanno avuto una sopravvivenza media di 12,5 mesi dall’inizio del trattamento, nonostante fossero affetti da una forma di cancro con una prognosi molto sfavorevole. 

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  • Napoli, De Bruyne ‘saluta’ Conte: “Se ne va, sono contento”

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    “Sono contento, Conte se ne va”. Firmato, Kevin De Bruyne. Il centrocampista belga del Napoli non è affatto turbato dall’addio di Antonio Conte. L’ex giocatore del Manchester City, allo stesso tempo, non scioglie tutti i dubbi sulla sua permanenza in maglia azzurra. “All’inizio pensavo di aver giocato abbastanza bene, e anche al mio rientro ho mantenuto un buon livello. È stato difficile per me, ovviamente, perché Conte ha una visione del calcio molto diversa dalla mia; non bisogna girarci intorno. Non sono mai riuscito a giocare nel mio ruolo abituale. È andata così. Ho sempre dato il massimo. Ho giocato parecchio, anche dopo l’infortunio, quindi per me va tutto bene”, dice De Bruyne a nieuwsblad.be, parlando della sua prima annata a Napoli, a margine della KDB Cup a Drongen. “Abbiamo giocato in modo molto difensivo. Se segni un solo gol a partita con un 5-4-1… non è un granché. All’inizio dell’anno, inoltre, abbiamo giocato con una formazione molto, molto bassa. Il nostro capocannoniere ha segnato 10 gol, quindi sì, le statistiche non sono eccezionali, ma in termini di livello e di calcio, penso che sia andata abbastanza bene”, spiega. 

    Poi l’affondo: “Se sono contento che Conte se ne vada? Per me sì. Per quanto mi riguarda, non era obbligato a restare. Io resterò? Credo sia importante parlare dello stile di gioco”, dice. A Napoli dovrebbe arrivare Massimiliano Allegri, il ‘profeta’ del calcio all’italiana. “Quest’anno ho notato che lo stile di gioco è molto importante per me. Deve anche rimanere divertente, e purtroppo questo aspetto mi è mancato un po’. Ho ancora un anno di contratto, ma voglio parlarne. Anche l’anno scorso si è parlato di certe cose. ‘Giocheremo in un certo modo e faremo questo e quello’, ma non se n’è fatto nulla, ed è un peccato, ovviamente”, conclude De Bruyne. 

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  • Vasco Rossi: “Il potere è una droga, al governo ci sono dei drogati”

    (Adnkronos) – Vasco Rossi non le manda a dire. Durante ‘Fegato, fegato spappolato’, dal palco dello Stadio Romeo Neri di Rimini, il Blasco dice la sua sui politici: “Il potere è una droga e quelli del governo sono dei drogati di m…” 

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  • Tifoso Psg compra biglietto per finale, ma vola a… Bucarest: “Mi sono sbagliato”

    Tifoso Psg compra biglietto per finale, ma vola a… Bucarest: “Mi sono sbagliato”

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    Un tifoso del Paris Saint-Germain ha comprato i biglietti per la finale di Champions League, ma è volato a Bucarest invece di Budapest. Oggi, sabato 30 maggio, il Psg ha sfidato l’Arsenal nell’ultimo atto della massima competizione europea, in una partita, giocata, appunto, alla Puskas Arena della capitale ungherese. 

    Un tifoso parigino però ha sbagliato destinazione, prenotando aereo e albergo a Bucarest invece che a Budapest: “Ho comprato i biglietti per la finale, ma mi sono sbagliato”, ha raccontato postando un video sui propri profili social, “mi trovo in Romania. La finale è a Budapest, ma pensavo fosse la stessa cosa”. 

    “Perfavore riportate la coppa a casa, ma io non potrò venire a vedere la partita”, ha continuato, “vedrò la partita in televisione, ma non fa niente. Perfavore vincete questa finale”. 

     

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  • Vasco Rossi e l’apertura a Sanremo: “Potrei anche tornare, l’ho sempre amato”

    Vasco Rossi e l’apertura a Sanremo: “Potrei anche tornare, l’ho sempre amato”

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    Un ritorno a Sanremo? “Non lo so, può darsi. Non ho niente contro Sanremo, anzi, per me è sempre una manifestazione importante per l’Italia è importante per quelli che sono. Per me è stato importantissimo”. A dirlo è Vasco Rossi, incontrando i giornalisti a poche ore dall’inizio della data zero del suo tour estivo, allo stadio Romeo Neri di Rimini. 

    “Io ho sempre amato Sanremo – ha rimarcato – anche da piccolo lo guardavo per divertirmi, anche vedere tutti quegli imbalsamati che c’erano”.  

    Inserendosi poi nel dibattito sulla necessità dello schierarsi o meno degli artisti e commentando le parole di Francesco De Gregori che ha detto di provare imbarazzo per chi fa appelli politici sul palco, dice: “Io parlo con le mie canzoni e le mie canzoni parlano sole, mi schiero tramite loro. Rispetto De Gregori e il suo pensiero, anche perché ognuno poi fa quello che sente, secondo la propria coscienza”. De Gregori, “ogni tanto ha delle opinioni molto personali, rispettabilissime – ha rimarcato Vasco -. Non è che dica cose sbagliate: è un modo di vedere le cose anche provocatorio, dal suo punto di vista. Non mi sono meravigliato per niente, perché lui è fatto così. Lui è un poeta, non è un politico, non fa discorsi per ottenere consenso. Di quelli ne abbiamo già abbastanza”. 

    Del resto, insiste, “le canzoni parlano da sole, la musica è contro la guerra, e se c’è musica non c’è guerra. Quindi, la musica, l’arte, la poesia, è tutto chiaramente contro la guerra, soprattutto contro queste guerre moderne. A soffrire sono sempre e solo le popolazioni civili innocenti”.  

    “Oggi non muoiono più dei soldati come una volta ma muoiono le persone normali – ha sottolineato – civili che non hanno colpa di niente. Sono guerre che servono solo per arricchirsi, sempre di più. Questi prepotenti, a capo di potenze enormi, sono tornati alla legge della giungla. Si stanno spartendo il mondo a morsi, in pratica, e quindi noi siamo qui che assistiamo attoniti a questo spettacolo spaventoso”. 

    Oggi, in questi tempi cupi, quello che lo scandalizzerebbe di più, ammette, “è l’amore, la musica e il fatto di trovarsi insieme, uniti, a provare della scandalosa e sana felicità collettiva”. 

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  • Vasco Rossi: “Le mie canzoni parlano per me. De Gregori? Poeta, non un politico”

    (Adnkronos) – “Io parlo con le mie canzoni e le mie canzoni parlano sole, mi schiero tramite loro”. Lo ha detto Vasco Rossi, incontrando i giornalisti prima della data zero del suo tour Vasco Live 2026 allo stadio Romeo Neri di Rimini. A chi gli chiedeva delle parole di Francesco De Gregori, e dell’imbarazzo che prova per chi fa appelli politici sul palco, il rocker ha osservato: “Rispetto De Gregori e il suo pensiero, anche perché ognuno poi fa quello che sente, secondo la propria coscienza”.  

    De Gregori, “ogni tanto ha delle opinioni molto personali, rispettabilissime – ha rimarcato Vasco -. Non è che dica cose sbagliate: è un modo di vedere le cose anche provocatorio, dal suo punto di vista. Non mi sono meravigliato per niente, perché lui è fatto così. Lui è un poeta, non è un politico, non fa discorsi per ottenere consenso. Di quelli ne abbiamo già abbastanza”. 

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  • A Padova Stefani presenta Venexus agli imprenditori, tre i progetti già finanziati

    A Padova Stefani presenta Venexus agli imprenditori, tre i progetti già finanziati

    (Adnkronos) – È stato presentato ufficialmente oggi in fiera a Padova il progetto Venexus, fortemente voluto dal presidente della Regione Alberto Stefani. In sala circa 800 partecipanti e oltre 300 aziende presenti con in prima fila i grandi nomi dell’imprenditoria veneta per capire come partecipare alla prima piattaforma digitale in Italia che promuove progetti territoriali a beneficio comune integrando il sistema dei finanziamenti pubblici a progetti di pubblica utilità con la partecipazione dell’economia privata. La piattaforma incrocia domanda e offerta: da un lato Comuni, enti locali, Regione stessa, associazioni e fondazioni del terzo settore che propongono i progetti da finanziare; dall’altro imprese e società benefit che, aderendo, possono adempiere ai propri obblighi di sostenibilità, migliorare il proprio rating creditizio e valorizzare i bilanci ESG.  

    Accedendo alla piattaforma, un’impresa può scorrere l’elenco dei progetti finanziabili e candidarsi, per l’intero importo o per una quota. “La piattaforma permetterà ai territori di esprimere dei bisogni e delle necessità e alle imprese di soddisfarli, con la garanzia della Regione. In Veneto le società benefit sono in forte aumento e nel loro oggetto sociale promuovono proprio questo: una responsabilità di carattere sociale e la volontà di procedere a sviluppare progetti in ambito ambientale, di welfare, culturale e sportivo” ha spiegato il presidente Stefani presentando l’iniziativa. Tre progetti hanno già trovato anche un finanziatore privato ma ce ne sono già altri nove finanziabili che spaziano dalla diffusione dei defibrillatori a forme di protezione sociale per anziani over 80, dalla casa per caregiver, al fondo per fornire i beni di prima necessità alle donne maltrattate che le forze dell’ordine collocano d’urgenza nelle case protette. 

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