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  • Bollo auto, occhio al campo P.2 su carta circolazione: il primo elenco dei modelli esentati

    Bollo auto, occhio al campo P.2 su carta circolazione: il primo elenco dei modelli esentati

    (Adnkronos) –
    Stop al pagamento del bollo auto nel 2027 per milioni di veicoli. Ma chi sarà esentato? A fare luce sugli effetti della misura l’analisi di Altroconsumo che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare. Il provvedimento, approvato dall’ultimo Consiglio dei ministri, sospende il pagamento del bollo per i versamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non si tratta, quindi, di un’abolizione definitiva: salvo proroghe o nuove norme, dal 2028 la tassa tornerà a essere dovuta secondo le regole ordinarie. L’esenzione riguarda le persone fisiche e può essere applicata a un solo veicolo assicurato per contribuente. Per le automobili il limite è fissato a una potenza non superiore a 80 kW, corrispondenti a circa 109 CV. Sono comprese le auto alimentate a benzina o gasolio, anche se dotate di un sistema ibrido. 

    L’esenzione non si applica indistintamente a tutte le auto: per rientrare nel beneficio il veicolo deve essere alimentato a benzina o gasolio, anche in combinazione con un motore elettrico, avere una potenza fino a 80 kW ed essere regolarmente assicurato.  

    Il dato da controllare sulla carta di circolazione è quello riportato nel campo P.2. Ogni contribuente può ottenere il beneficio per un solo mezzo. Se possiede più automobili ammesse, la bozza attribuisce l’esenzione a quella con la potenza più bassa; quando la potenza è identica, viene scelta la vettura per la quale sarebbe dovuto il bollo meno costoso. Non è dunque il proprietario a poter destinare liberamente lo sconto al veicolo più conveniente. Sono compresi anche motocicli e ciclomotori a benzina o gasolio, ma soltanto se lo stesso contribuente non beneficia già dell’esenzione per un’automobile. Anche per le due ruote il vantaggio è limitato a un unico mezzo. 

    Le auto completamente elettriche non rientrano in questa specifica misura. Va però precisato che non sono tutte esenti dal bollo senza limiti di tempo: a livello nazionale l’esenzione dura generalmente cinque anni dalla prima immatricolazione e successivamente si paga una tassa ridotta, mentre alcune Regioni prevedono condizioni più favorevoli. Anche per le ibride esistono già agevolazioni regionali diverse per durata e importo. Prima di valutare il vantaggio effettivo occorre quindi controllare la disciplina applicata nella propria Regione. 

    La soglia degli 80 kW comprende molte citycar e utilitarie, ma conta sempre la potenza della specifica versione riportata sul libretto. Lo stesso modello può infatti essere venduto con motori diversi, alcuni ammessi e altri esclusi. L’elenco che trovi in tabella ha solo valore esemplificativo e non basta il nome commerciale per stabilire il diritto all’esenzione. Anno di produzione, motore e allestimento possono modificare la potenza: la verifica decisiva va effettuata sulla carta di circolazione. Si tratta di stime indicative, non dell’importo garantito a tutti i proprietari. La tariffa di 2,58 euro per kW è quella base, ma il bollo è regionale e alcune amministrazioni applicano importi differenti, riduzioni o agevolazioni particolari. Anche la classe ambientale incide sul calcolo: per le auto Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 la tariffa unitaria è più elevata. 

    Per conoscere il risparmio effettivo bisogna verificare quanto sarebbe dovuto nella propria Regione per il 2027, eventualmente usando il servizio di calcolo del bollo ACI. L’esenzione dovrebbe essere riconosciuta automaticamente sulla base dei dati presenti negli archivi dei veicoli e delle amministrazioni regionali. Al momento non è prevista una domanda specifica da presentare, ma le procedure operative potranno essere confermate soltanto dopo la pubblicazione del decreto e delle eventuali istruzioni attuative. Prima della normale scadenza del bollo sarà prudente controllare la propria posizione attraverso il portale della Regione o i servizi ACI.  

    Non bisogna limitarsi a sospendere il pagamento sulla base della potenza dichiarata dal costruttore: occorre verificare che il veicolo risulti effettivamente esente negli archivi. Secondo il provvedimento, può beneficiare della misura un solo veicolo per ciascuna persona fisica che possiede i requisiti. L’esenzione infatti è alla persona intestataria, questo significa che se ad esempio in una famiglia ci sono tre auto con 3 intestatari differenti, di fatto nessuno sarebbe tenuto a pagare il bollo nel 2027. 

    Ma quali sono i modelli per cui vale lo stop del pagamento del bollo? A stilare un primo elenco è Motor1.com ricordando che il limite si applica alla singola motorizzazione, non all’intero modello, quindi per ogni auto multi-potenza indichiamo la versione base che rientra. Utilitarie e city car (versioni base quasi sempre sotto gli 80 kW): Fiat Panda/Pandina – mild hybrid 1.0 da ~70 CV (51-52 kW); Fiat Grande Panda – benzina 1.2 da 100-101 CV (~74 kW); la mild hybrid da 110 CV (~81 kW) è al limite; Fiat 500 – versioni termiche e mild hybrid, quasi tutte sotto gli 80 kW; Fiat 500e (elettrica) – versione da 70 kW, ma le elettriche pure seguono comunque regole diverse (non alimentate a benzina/gasolio, quindi fuori da questa specifica esenzione); Lancia Ypsilon – ibrida 1.2 intorno ai 51 kW; versione Ibrida 110 CV con motore da 74 kW; Dacia Sandero / Stepway – versioni SCe 65 (~48 kW), TCe 67 (67 kW nel dato citato), TCe 90 (~66 kW), TCe 100/ECO-G 100 (~74 kW); Renault Clio – SCe 65 (49 kW); Citroën C3 – PureTech 83 (83 CV), PureTech 100 (~74 kW), Hybrid 110 (potenza termica base ~74 kW, sistema combinato al limite); Peugeot 208 – PureTech 75 (~55 kW) e PureTech 100 (~74 kW); Opel Corsa – versione entry-level, tipicamente sotto gli 80 kW; Volkswagen Polo – 1.0 base sotto gli 80 kW. 

    E ancora: Skoda Fabia – versioni da 80 CV e 95 CV, entrambe sotto la soglia; Seat Ibiza – versione d’ingresso sotto gli 80 kW; Hyundai i20 – versione d’ingresso sotto gli 80 kW; Hyundai i10 – tipicamente sotto gli 80 kW; Kia Picanto – tipicamente sotto gli 80 kW; Toyota Aygo X – 1.0 da 72 CV (53 kW); Toyota Yaris – le full hybrid da 116 CV (~85 kW sistema) sono al limite o leggermente sopra; alcune versioni precedenti però rientrano nei limiti; Suzuki Swift – Hybrid nelle motorizzazioni sotto gli 80 kW; Crossover/SUV compatti (solo versioni d’ingresso); Jeep Avenger – 1.2 Turbo benzina, esattamente 74 kW; Honda HR-V – e:HEV nelle versioni con potenza omologata entro gli 80 kW; Nissan Juke – Full Hybrid nelle versioni che rientrano nella soglia; Lexus LBX – Hybrid nelle versioni con potenza omologata entro gli 80 kW.  

    Per le moto, invece, il provvedimento prevede l’esenzione per i motocicli indipendentemente dalla cilindrata. Le suto 100% elettriche sono escluse a prescindere dalla potenza, perché non alimentate a benzina/gasolio (regime bollo separato).  

     

    Sono 24.608.867 le persone in Italia che risultano possedere almeno un veicolo con potenza entro gli 80 kW e che rientrano quindi nella platea potenzialmente interessata dall’esenzione dal pagamento del bollo auto e moto prevista dalla misura approvata ieri dal Consiglio dei ministri. Il dato è stato elaborato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, attraverso le Motorizzazioni e il dipartimento Trasporti, sulla base del parco veicolare nazionale e del numero di persone fisiche che possiedono almeno un veicolo, consentendo di quantificare per la prima volta la portata potenziale del provvedimento. 

    Complessivamente, in Italia circolano oltre 59 milioni tra autoveicoli e motoveicoli, di cui oltre 34 milioni con potenza entro gli 80 kW. Per il 2027 il provvedimento prevede l’esenzione dal bollo sul primo veicolo, senza limiti legati all’Isee. L’obiettivo del Governo è rendere strutturale la misura con la prossima legge di Bilancio, ricorda la nota del Mit, che sottolinea “grande soddisfazione da parte del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, che ha fortemente sostenuto il provvedimento. L’obiettivo indicato dal ministro è proseguire nel percorso avviato, lavorando per ampliare ulteriormente in futuro la platea interessata”. 

     

     

     

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    economia

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  • Addio bollo e tripletta flat tax, il ‘cantiere’ Manovra tra voto e risorse

    (Adnkronos) – Dall’addio al bollo auto alla flat tax. La campagna elettorale alle porte e la coperta sempre troppo corta delle risorse, plasmano la manovra, tra misure annunciate e ipotesi allo studio. Il tutto però nel pieno equilibrio dei conti. Ogni intervento sarà infatti condizionato a coperture chiare e certe che non pesino sul calo del disavanzo, tanto più adesso che l’Italia, grazie alla prudenza sui conti del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è considerata fiore all’occhiello dei mercati obbligazionari.  

    La linea è puntare su scelte mirate ma efficaci per sostenere consumi, salari e assicurare l’equilibrio dei conti in una fase di crescente incertezza globale per la guerra in Iran e la perdurante spada di Damocle dei rialzi energetici, tra ribassi della crescita e incrementi dell’inflazione. Il tutto mentre il trend di stretta monetaria della Bce impone ancora più rigore su un debito pubblico da oltre 3.200 miliardi (luglio, Bankitalia), in un momento in cui il governo, seppur ampiamente promosso dai mercati, si trova a dover pagare maggiori oneri per il rifinanziamento, circa 400 miliardi nel 2027.  

    BOLLO AUTO ADDIO – Il governo cancella in bollo auto per il 2027 (costo 2,3 miliardi da recuperare dai fondi non spesi del Pnrr). La misura interessa auto e moto con potenza inferiore a 80 kw, praticamente 13,2 milioni di vetture e 1,1 milione di motocicli. Finanziata al momento solo per un anno, in manovra si renderebbe strutturale la misura. Il governo esclude che si tratti di una misura in chiave elettorale, sottolineando la volontà – ribadita a più riprese – di abbandonare le misure dal respiro corto e costi ingenti come i tagli delle accise, a ogni modo si sopprime un balzello altamente impopolare nell’anno del voto. 

    Ieri è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto, che prevede un nuovo sconto sulle accise del gasolio e lo stop per il 2027 al bollo auto per le autovetture fino a 80 Kw e per i motocicli. Il provvedimento entrerà in vigore da oggi. 

    FLAT TAX GIOVANI – Due ipotesi allo studio per l’occupazione degli under 35: il ministro dell’Economia Giorgetti ha ipotizzato una tassa piatta sugli aumenti contrattuali dei giovani, con il coinvolgimento delle imprese. Un’altra proposta avanzata dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon prevede invece una flat tax al 5% per 5 anni sulle assunzioni degli under 35.  

    LAVORO, DA PREMI A COMPETENZE – La manovra dovrebbe riconfermare il Pacchetto Lavoro proposto dal ministro Marina Calderone, magari rendendo più selettive alcune misure: tra queste, le decontribuzioni per le assunzioni stabili di giovani e donne, nella Zes e per stabilizzare i precari; la detassazione al 5% sui rinnovi contrattuali, notturno e straordinari; l’imposta ridotta all’1% per i contratti di produttività. Ma anche un rifinanziamento del Fondo nuove competenze, che farebbe salire la dote oltre i 2 miliardi.  

    SALVADANAIO NEONATI E BONUS MAMME – Tra gli altri progetti in cantiere, risorse permettendo, il salvadanaio previdenziale per i neonati; un rafforzamento dell’attuale bonus da 60 euro al mese per le mamme lavoratrici con due figli e un reddito entro i 40mila euro annui.  

    DETASSAZIONE 13ESIMA – Sul tavolo anche il progetto, gradito ai sindacati, del deputato FdI Marco Osnato (FdI) di un taglio al 15% o al 10% della tassazione sulle tredicesime per i redditi fino a 15mila euro, con un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito. 

    FLAT TAX PARTITE IVA – La Lega propone di estendere la flat tax al 15% per le partite Iva dal tetto massimo di ricavi attuale di 85mila euro a 100mila euro. Serve però il via libera Ue. 

    IMPRESE, IPER AMMORTAMENTO E ZES – Tra le misure per le imprese, l’iperammortamento per gli investimenti tecnologici delle imprese, con particolare focus sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale. Si ragiona a un pacchetto di incentivi dedicato alla robotica avanzata. Sul fronte Zes si punta ad estenderne per lo meno il regime di semplificazione (più difficile quello di incentivi) a tutto il territorio nazionale.  

    STOP FURBETTI, REVISIONE BONUS – In chiave anti-furbetti, il vice premier Matteo Salvini sollecita una revisione delle regole dell’Isee per evitare che i bonus statali vadano sempre agli stessi beneficiari. 

    ECOBONUS & CO. – Con l’uso della flessibilità Ue per l’efficienza energetica, il governo valuta l’ipotesi di un conto termico per l’edilizia popolare; la conferma del bonus edilizio al 50% per la prima casa e al 36% per la seconda; se la ristrutturazione prevede anche una rigenerazione energetica la parte in detrazione potrebbe salire fino al 65%.  

    CEDOLARE SECCA NEGOZI – Il governo progetta una cedolare secca selettiva per certe categorie di negozi, risorse permettendo.  

    CETO MEDIO – Misura chiave, che il governo non è riuscito a portare a casa lo scorso anno e ci riprova per il 2027, è l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% ai redditi fino a 60 mila euro, dall’attuale soglia di 50 mila euro. La sforbiciata di dieci punti (l’attuale aliquota per quella fascia di reddito è al 43%) riguarderebbe circa un milione di contribuenti. Costo circa 3 miliardi. (di Luana Cimino) 

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    economia

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  • Ucraina-Russia, Zelensky: “Pronti nuovi attacchi profondi”. Kim manda 30mila soldati a Putin

    Ucraina-Russia, Zelensky: “Pronti nuovi attacchi profondi”. Kim manda 30mila soldati a Putin

    (Adnkronos) – L’Ucraina ”sta preparando nuove operazioni a lungo raggio” contro la Russia. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su ‘X’, spiegando di aver ricevuto rapporto dal comandante in capo delle Forze Armate, Mykhailo Drapatyi. 

    ”I test degli intercettori contro i caccia Shahed a reazione hanno prodotto un altro risultato positivo: l’abbattimento di un aereo nemico”, ha spiegato Zelensky annunciando che ”intensificheremo queste operazioni” e spiegando che ”stiamo trovando risposte alle minacce russe e creando i nostri mezzi ucraini per esercitare pressione sul nemico”. 

     

    “La Corea del Nord ha inviato in Russia tra i 30mila e i 50mila soldati. La Russia ha permesso loro di acquisire esperienza di guerra reale e di addestrarsi. Non in un simulatore digitale, ma nella vita reale”. A sottolinearlo, evidenziando un “grosso problema, ancora di più per la sicurezza del Pacifico”, è stato Zelensky, che ha postato su X alcuni estratti di un’intervista all’emittente giapponese Nhk. 

    “Per la Corea del Nord – ha proseguito – non è stato costoso. Avrebbero potuto farlo solo qui: schierarsi, imparare e tornare indietro. Senza subire perdite significative, se non quando hanno deciso di combatterci direttamente durante l’operazione Kursk. Così hanno poi deciso di non addentrarsi nel territorio ucraino per evitare perdite ingenti. Ma imparano, lavorano con i droni e gli operatori di droni, si addestrano con loro”. 

     

    Secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov “i Paesi occidentali si stanno attivamente preparando a una guerra contro Mosca, diffondendo il mito di una presunta minaccia russa”. “Oggi, le élite al potere nella maggior parte dei paesi occidentali cercano di diffondere il mito di una minaccia proveniente dalla Russia, mentre si preparano attivamente a una guerra contro di noi. Ci accusano anche di minare i valori europei, ma noi sappiamo bene quali siano questi valori”, ha affermato il ministro. 

    Lavrov ha sottolineato che i cosiddetti “valori europei” significano una sola cosa: “L’Europa è ancora una volta pronta a sostenere il nazismo”. “Si tratta di coloro che condividono queste idee naziste e le mettono effettivamente in pratica nei loro paesi, mettendo al bando una lingua, una cultura e un’istruzione” conclude. 

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    internazionale/esteri

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  • Nuoro, 25enne investito e poi ucciso a coltellate: con lui una ragazza rimasta ferita

    (Adnkronos) – Un giovane di 25 anni è stato ucciso a coltellate a Bari Sardo, Nuoro, questo pomeriggio intorno alle 18,30. Il ragazzo sarebbe stato prima investito poi accoltellato. Con lui c’era una ragazza che è rimasta ferita. Sul posto i carabinieri e il 118. Il giovane è morto in strada.  

    I carabinieri del comando provinciale di Nuoro stanno cercando di fare chiarezza sulla vicenda: prima ci sarebbe stato un incidente stradale e poi l’omicidio, ma non sono ancora chiari i ruoli. Durante lo scontro la ragazza è rimasta ferita alle gambe, è poi stata trasferita in ospedale a Cagliari. I carabinieri, con l’aiuto delle testimonianze e degli impianti di videosorveglianza, stanno ritracciando chi ha sferrato le coltellate fatali. 

     

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    cronaca

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  • Ilaria Salis: “Condanna? Vicenda surreale, giudizio di primo grado si è svolto a mia insaputa”

    (Adnkronos) – Ilaria Salis commenta la condanna, nei suoi confronti, per il licenziamento senza giusta causa di due collaboratori. Notizia data in esclusiva dall’Adnkronos. “In relazione alle notizie diffuse in queste ore, desidero precisare quanto segue. Nel marzo 2026 il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza di primo grado relativa al recesso dal rapporto di collaborazione con due assistenti (un co.co.co e una partita Iva), ritenendo insussistente la giusta causa. Si tratta di una decisione che contesto integralmente e che ho già impugnato”.  

    “Il procedimento è attualmente pendente in appello e sono pertanto fiduciosa che il successivo grado di giudizio consentirà di accertare correttamente i fatti. La decisione di interrompere la collaborazione con i due assistenti non è stata arbitraria, improvvisa né priva di motivazioni. Era diventata, al contrario, necessaria per tutelare il corretto esercizio del mio mandato parlamentare, le risorse pubbliche affidate alla mia responsabilità e, in ultima analisi, le persone che rappresento”, spiega l’europarlamentare Avs all’Adnkronos. 

    “Vi è, inoltre, un profilo particolarmente grave, ai limiti del surreale. Non ho infatti avuto la possibilità di difendermi nel giudizio di primo grado (svoltosi in mia assenza e a mia insaputa) perché, pur essendo perfettamente note le modalità con cui notificarmi gli atti – sarebbe stato sufficiente inviare una comunicazione alla mia casella di posta elettronica o alla mia Pec –, la notifica non mi è mai pervenuta. Data la mia incolpevole assenza, il Tribunale ha pronunciato la propria decisione esclusivamente sulla base degli elementi acquisiti dai ricorrenti. Confido che il giudizio di appello possa fare piena chiarezza sulla vicenda”. 

     

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    politica

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  • Napoli ko 3-1 con l’Arezzo nella prima amichevole stagionale

    (Adnkronos) –
    Prima amichevole stagionale per il nuovo Napoli targato Allegri che, con le gambe ancora pesanti dopo i primi giorni di preparazione, va ko 3-1 con l’Arezzo, club neo promosso in Serie B. Allo stadio comunale di Dimaro decidono le reti di Cerri all’11’, Gelli al 56′ ed Eklu all’89’. Per gli azzurri gol della bandiera di Politano al 61′ che prima sbaglia un rigore e poi ribadisce in rete dopo la respinta del portiere Serban.  

    Nel primo tempo Allegri ha schierano Meret (31′ Milinkovic-Savic); Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Gutierrez; Anguissa, Prisco, Lindstrom; Giovane, Hojlund, Alisson Santos. Formazione stravolta dal tecnico toscano nella ripresa dove ha messo in campo: Milinkovic-Savic (62′ Contini); Mazzocchi, Marianucci, Obaretin, Spinazzola; Folorunsho, Lobotka, Vergara; Politano, Lucca, Rao. 

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    sport

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  • Bad Bunny e il concerto saltato per maltempo a Milano: rimborso biglietti dal 24 luglio

    Bad Bunny e il concerto saltato per maltempo a Milano: rimborso biglietti dal 24 luglio

    (Adnkronos) – Dopo l’interruzione del concerto di Bad Bunny del 18 luglio scorso presso llppodromo Snai La Maura di Milano per maltempo, e conseguente annullamento, Live Nation ha reso note le modalità e le tempistiche per il rimborso dei biglietti. Tutti i possessori di biglietto riceveranno il rimborso del prezzo del biglietto e del 15% del diritto di prevendita. 

     

     

    Per tutti gli acquisti effettuati online (Ticketmaster, TicketOne e Vivaticket) non sarà necessaria alcuna azione da parte dell’acquirente. Il rimborso sarà effettuato automaticamente sullo stesso metodo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Le procedure di rimborso saranno avviate il 24 luglio.  

    Per gli acquisti effettuati presso i punti vendita fisici TicketOne o presso la biglietteria il giorno dell’evento, sarà necessario presentare richiesta di rimborso attraverso la piattaforma www.rimborsi.ticketone.it La piattaforma sarà disponibile dal 24 luglio al 7 agosto 2026 e successivamente a tale data saranno avviate le operazioni di rimborso. 

    Nel caso di transazioni effettuate tramite Carte della Cultura e Carta del Docente, sarà riconosciuto un credito di pari importo al valore del biglietto (prezzo del biglietto + 15% del diritto di prevendita) che potrà essere utilizzato per l’acquisto di un altro evento. Nel caso di problemi tecnici (legati al sistema di pagamento utilizzato in fase di acquisto) nell’esecuzione di una singola pratica di rimborso, il cliente verrà contattato dal Customer Care della biglietteria presso la quale è stato effettuato l’acquisto. 

     

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    spettacoli

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  • Fakir, nessun preavviso formale a organi sicurezza sul presidio del sindaco di Bologna

    Fakir, nessun preavviso formale a organi sicurezza sul presidio del sindaco di Bologna

    (Adnkronos) –
    Il sindaco di Bologna Matteo Lepore non ha fatto alcun preavviso formale alla questura. È quanto ha verificato l’Adnkronos in merito al presidio convocato lunedì dal primo cittadino per Abderrahim Fakir, morto durante un intervento di polizia.  

    Lepore ha detto che ci sarebbero state interlocuzioni fra l’amministrazione comunale e gli organi preposti alla sicurezza ma, a quanto apprende l’Adnkronos, non sarebbe arrivato in Questura un preavviso formale, come invece richiede il protocollo. E come fanno tutti coloro che organizzano manifestazioni di qualsiasi genere in piazza.  

    Sulla vicenda oggi il sindaco ha diffuso una nota con cui ha provato a spiegare che “né nel corso delle interlocuzioni telefoniche, né durante il tavolo tecnico delle ore 12.30, né in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stata formulata alcuna richiesta formale di annullamento del presidio per motivi di ordine e sicurezza pubblica, ma si è dialogato a livello istituzionale per gestire l’ordine pubblico come in tutte le altre occasioni”. 

     

    Da Roberto Gualtieri a Beppe Sala, Gaetano Manfredi e Silvia Salis. Un elenco di sindaci ha intato sottoscritto una lettera a sostegno di Matteo Lepore, al centro di polemiche dopo la manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir.  

    “Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, si è assunto la responsabilità istituzionale – si legge nella lettera – di stare accanto alla famiglia di Abderrahim Fakir, di dare voce alla richiesta di verità e di contribuire a ricondurre il dolore e la tensione della comunità dentro un percorso democratico e rispettoso dello Stato di diritto. Il presidio di piazza Nettuno ha raccolto migliaia di persone in modo pacifico”. 

    “Le successive violenze e danneggiamenti, le aggressioni agli operatori delle Forze dell’Ordine appartengono esclusivamente a chi li ha compiuti e meritano la più ferma e netta condanna. Matteo Lepore ha condannato da subito con chiarezza quelle violenze, distinguendo la partecipazione democratica della città dall’azione di gruppi che hanno cercato e voluto trasformare il dolore in scontro. Agli agenti feriti esprimiamo piena solidarietà e alle forze dell’ordine piena riconoscenza per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela delle nostre comunità”. 

    “Attribuire al sindaco la responsabilità delle condotte di queste frange oltre che sbagliato, significa alimentare una contrapposizione istituzionale che rende ancora più difficile affrontare una vicenda tanto grave. Per questo rivolgiamo l’appello al Governo, alla Presidente Meloni e al centro destra di rinunciare agli attacchi istituzionali davanti a episodi così tragici. La coesione delle Istituzioni e delle forze politiche, e la piena fiducia nel lavoro della magistratura nell’accertamento dei fatti e’ fondamentale. Ogni scontro istituzionale, da qualunque parte provenga, produce solo ulteriore smarrimento tra i cittadini. Tutte le istituzioni e i cittadini vogliono il pieno e rigoroso accertamento dei fatti. Tutte le istituzioni e i cittadini condannano ogni forma di violenza e ogni generalizzazione pericolosa sulle Forze dell’Ordine. Si dimostri insieme che nessuna divisione politica può essere più forte dell’unità istituzionale
    nel chiedere trasparenza e verità e nel condannare ogni forma di violenza”. 

    Hanno sottoscritto la lettera a sostegno di Lepore Stefano Lo Russo (Sindaco di Torino), Roberto Gualtieri (Sindaco di Roma), Silvia Salis (Sindaca di Genova), Gaetano Manfredi (Sindaco di Napoli), Beppe Sala (Sindaco di Milano), Sara Funaro (Sindaca di Firenze), Vittoria Ferdinandi (Sindaca di Perugia), Vito Leccese (Sindaco di Bari), Giacomo Possamai (Sindaco di Vicenza), Elena Carnevali (Sindaca di Bergamo), Laura Castelletti (Sindaca di Brescia), Marco Massari (Sindaco di Reggio Emilia), Andrea Murari (Sindaco di Mantova), MariaLuisa Forte (Sindaca di Campobasso), Gianguido d’Alberto (Sindaco di Teramo), Silvetti Luca (Sindaco di Livorno), Andrea Virgilio (Sindaco di Cremona), Michele Lissia (Sindaco di Pavia), Fabio Bergamaschi S(indaco di Crema), Davide Galimberti (Sindaco di Varese), Nicola Fiorita (Sindaco Catanzaro), Massimiliano Presciutti (Sindaco Gualdo Tadino), Susanna Cenni (Sindaca Poggibonsi), Pietro Morittu (Sindaco di Carbonia), Andrea Furegato (Sindaco di Lodi), Massimo Mezzetti (Sindaco di Modena), Raffaele Rocco (Sindaco Aosta), Paolo Pilotto (Sindaco Monza), Giorgio Abonante (Sindaco Alessandria), Mauro Usai (Sindaco Iglesias), Michele Guerra (sindaco Parma), Elena Piastra (Sindaca Settimo Torinese), Enzo Lattuca (sindaco Cesena), Jamil Sadegholvaad (Sindaco Rimini), Katia Tarasconi (sindaca Piacenza). 

     

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    cronaca

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  • Ilaria Salis condannata, Gasparri: “Predica i diritti e li ignora”. Rampelli: “Sotto al rosso c’è sempre conto in banca”

    Ilaria Salis condannata, Gasparri: “Predica i diritti e li ignora”. Rampelli: “Sotto al rosso c’è sempre conto in banca”

    (Adnkronos) – La condanna dell’europarlamentare di Avs Ilaria Salis per la vicenda legata al licenziamento, senza giusta causa, dei suoi collaboratori, notizia anticipata da Adnkronos, ha scatenato numerosi commenti politici. L’europarlamentare, contumace per l’intero procedimento, dovrà risarcire oltre 300mila euro. 

     

     

    “Complimenti per chi ci è caduto. La Salis, grande eroina dell’estremismo sociale, ha avuto rapporti problematici con le case -ironizza il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri-. Puntava a quelle altrui e probabilmente si è dimenticata di pagare un po’ di affitti. Adesso licenzia in tronco dei suoi collaboratori che avevano un contratto valido fino alla fine del suo mandato parlamentare, ovverosia fino a luglio del 2029”. “Come Soumahoro e come altri campioni della sinistra, predica bene e razzola male. Invocano i diritti e li ignorano quando riguardano la propria sfera personale. Non ci meraviglia che la Salis si riveli tale, che mostri questo volto. Pensiamo a tutti i gonzi che invece le sono andati appresso e che adesso si trovano di fronte a un’ulteriore delusione. Come è capitato anche recentemente ai seguaci di Ranucci, che da eroe senza paura è finito attovagliato con il pregiudicato Lavitola”, aggiunge Gasparri. 

     

    “C’è chi difende il lavoro e i lavoratori con le chiacchiere e chi, come Ilaria Salis, sceglie persino di umiliarli -dichiara in un comunicato stampa il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia-. Licenziare senza giusta causa i propri collaboratori è un atto meschino che mette alla porta persone dall’oggi al domani e che non permette loro il tempo per riorganizzare la propria vita. Per fortuna, il diritto del lavoro esiste e viene applicato, diversamente dalle occupazioni abusive di casa altrui, così Ilaria Salis è stata condannata a risarcirli con oltre 300mila euro. Era facile fare la paladina degli ultimi a chiacchiere, un po’ più difficile mettere in pratica le belle parole. Siamo abituati, in fondo, al comportamento della sinistra: gratta gratta, sotto al rosso c’è sempre un conto in banca”. 

     

    Un commento di una sola parola. “Spiace”. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini interviene sui social sulla vicenda che ha coinvolto l’europarlamentare di Avs. 

     

     

    “È veramente un paradosso, il solito doppiopesismo della sinistra: Ilaria Salis, che si è atteggiata a paladina dei diritti e della difesa dei lavoratori, viene condannata per aver licenziato non uno, ma ben due collaboratori senza giusta causa -afferma all’Adnkronos Silvia Sardone, vicesegretaria della Lega ed europarlamentare-. Inoltre, dopo il caso della residenza con un altro suo assistente, ora emerge un nuovo problema legato al fatto che non è raggiungibile. Questa situazione sta diventando ormai una comica. Ma è possibile che non si sappia chiaramente il luogo di residenza dell’europarlamentare di Avs? Non è che la pasionaria delle occupazioni abusive ci è ricascata?”.  

     

    “Ci sono pochi commenti da fare rispetto a una sinistra che scende in piazza per i diritti dei lavoratori, che parla spesso di lavoro, di occupazione, di salari e di diritti dei lavoratori -dice all’Adnkronos Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Lavoro della Camera-. Quando invece si parla dell’occupazione, effettivamente di Ilaria Salis si può parlare… Ma al netto delle battute penso che sia una figuraccia e fa fare una figuraccia a tutta quella sinistra, anche sana fondamentalmente, che parla in modo degno di questi temi. Se dovesse capitare a un deputato della Repubblica, qualcuno dovrebbe valutare anche altre ipotesi sul continuare o meno la propria attività, perché mi sembra una cosa molto pesante. Si deve dimettere da europarlamentare? Io dico che, se fossi lei, ci penserei”.  

     

    “Il precariato, i padroni sfruttatori, i diritti dei lavoratori, il salario minimo, la settimana corta: tutti gli slogan e l’armamentario della sinistra sono bruciati da questa sentenza -afferma all’Adnkronos Francesco Filini, deputato di Fratelli d’Italia-. Si deve dimettere da europarlamentare? Beh, quello è il minimo sindacale”. 

     

    “Ancora una volta assistiamo all’ennesima lezione di incoerenza della sinistra, che predica diritti, tutele e dignità del lavoro, ma quando si tratta di applicare quei principi in casa propria emergono ben altre pratiche -sottolinea il senatore di Forza Italia Dario Damiani-. La vicenda che riguarda Ilaria Salis, condannata per aver licenziato due collaboratori senza giusta causa, racconta una realtà che smentisce la retorica. Chi si erge ogni giorno a paladino dei diritti dovrebbe innanzitutto dare il buon esempio. I diritti dei lavoratori valgono sempre, non solo quando fanno comodo alla propaganda. La sinistra predica bene e razzola male”.  

     

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  • Cameriere italiano morto a Ibiza, corpo trovato nelle acque del porto

    Cameriere italiano morto a Ibiza, corpo trovato nelle acque del porto

    (Adnkronos) – Un cittadino italiano di 33 anni, Francesco Forzieri, è stato trovato morto a Ibiza, dove lavorava come cameriere. Lo conferma la Farnesina. Il consolato generale d’Italia a Barcellona, competente per Ibiza, sta seguendo il caso. Il consolato è in contatto con la famiglia e con le autorità locali che stanno svolgendo indagini sulle cause del decesso. 

    Il corpo dell’uomo è stato ritrovato in acqua nel porto, ha reso noto l’Unità Specializzata per i Crimini Violenti della Polizia Nazionale di Ibiza, che sta indagando sul ritrovamento del cadavere, avvenuto intorno alle 4.30 di lunedì mattina nelle acque vicino a un molo nella zona di Marina Botafoc, spiega El Periodico di Ibiza ipotizzando l’annegamento, ma precisando che non saranno disponibili ulteriori informazioni fino alla pubblicazione dei risultati dell’autopsia. 

    Il giornale afferma che la morte del cittadino italiano risalirebbe alla notte tra il 19 e il 20 luglio, in concomitanza con la finale dei Mondiali di calcio , quando è giunta la segnalazione di una persona morta in mare per annegamento. 

     

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