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  • Roland Garros, il programma di oggi: da Sabalenka a Berrettini, i match di sabato 30 maggio e dove vederli

    Roland Garros, il programma di oggi: da Sabalenka a Berrettini, i match di sabato 30 maggio e dove vederli

    (Adnkronos) – Giornata 7 del Roland Garros 2026. Oggi, sabato 30 maggio, si giocano i match della settima giornata dello Slam francese. A catalizzare le attenzioni saranno soprattutto le sfide degli azzurri Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi, ma anche la numero uno del ranking Wta Aryna Sabalenka, impegnata contro l’austriaca Kasatkina. Ecco orario dei match e dove vederli in tv e streaming. 

    Ecco il programma di oggi al Roland Garros 2026:  

    Campo Philippe-Chatrier
     

    Ore 12
     

    Singolare Maschile 

    🇮🇹 F. Cobolli (10) vs 🇺🇸 L. Tien (18)
     

    A seguire 

    Singolare Femminile 

    🇫🇷 D. Parry vs 🇺🇸 A. Anisimova (6) 

    Non prima delle 16
     

    Singolare Femminile 

    🇺🇸 C. Gauff (4) vs 🇦🇹 A. Potapova (28) 

    Non prima delle 20:15
     

    Singolare Maschile 

    🇨🇦 F. Auger-Aliassime (4) vs 🇺🇸 B. Nakashima (31) 

    Campo Suzanne-Lenglen
     

    Ore 11
     

    Singolare Femminile 

    🇺🇸 I. Jovic (17) vs 🇯🇵 N. Osaka (16) 

    A seguire 

    Singolare Femminile 

    A. Sabalenka (1) vs 🇦🇺 D. Kasatkina 

    A seguire
     

    Singolare Maschile 

    🇫🇷 M. Kouame vs 🇨🇱 A. Tabilo 

    A seguire
     

    Singolare Maschile 

    🇵🇹 J. Faria vs 🇺🇸 F. Tiafoe (19) 

    Campo Simonne-Mathieu 

    Ore 11
     

    Singolare Femminile 

    🇬🇷 M. Sakkari vs 🇵🇱 M. Chwalinska 

    Non prima delle 13
     

    Singolare Maschile 

    🇮🇹 M. Berrettini vs 🇦🇷 F. Comesana
     

    A seguire 

    Singolare Femminile
     

    🇨🇦 V. Mboko (9) vs 🇺🇸 M. Keys (19) 

    Campo 14 

    Ore 11
     

    Singolare Maschile 

    🇦🇷 F. Cerundolo (25) vs 🇺🇸 Z. Svajda 

    A seguire
     

    Singolare Femminile 

    A. Kalinskaya (22) vs 🇨🇴 C. Osorio 

    A seguire 

    Singolare Maschile 

    🇮🇹 M. Arnaldi vs 🇧🇪 R. Collignon
     

    Campo 7 

    Non prima delle 12
     

    Singolare Femminile 

    D. Shnaider (25) vs 🇺🇦 O. Oliynykova 

    A seguire
     

    Singolare Maschile 

    🇦🇷 J.M. Cerundolo vs 🇪🇸 M. Landaluce 

    Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

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    sport

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  • Ebola, a lavoro su un vaccino contro il virus Bundibugyo: “Pronto entro fine 2026”

    Ebola, a lavoro su un vaccino contro il virus Bundibugyo: “Pronto entro fine 2026”

    (Adnkronos) – L’epidemia di Ebola fa paura, serve il vaccino: l’obiettivo è averlo a disposizione entro pochi mesi. “Quello che possiamo dire con certezza è che entro la fine di quest’anno, il 2026, Africa Cdc farà sì che avremo un vaccino e un farmaco contro il virus Bundibugyo”, ha assicurato il direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) Jean Kaseya, durante l’ultimo briefing sull’emergenza in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con casi registrati anche in Uganda.  

    “Ad oggi non abbiamo vaccini e farmaci approvati – ha spiegato – Abbiamo alcuni candidati. Ho anche ricevuto un messaggio dal ministro della Salute russo, che mi informava che la Russia ha sviluppato un vaccino. Il mio team sta lavorando con il team russo e con tutti gli altri partner per capire”. Al riguardo un’esperta della squadra dell’agenzia di salute pubblica dell’Unione africana ha poi specificato che questo vaccino russo è mirato alla specie Zaire del virus Ebola e che i meeting con i ricercatori russi permetteranno di chiarire perché ritengono che possa essere efficace anche contro Bundibugyo. 

    “Non voglio parlare di quali siano le evidenze finora” dagli studi in corso, “ma abbiamo alcuni candidati”, ha continuato il Dg. E, alla luce di questo, Kaseya si è mostrato determinato e fiducioso del fatto che entro la fine dell’anno si possa arrivare ad avere la disponibilità di un vaccino e di un trattamento. “Se un giorno dovessimo avere di nuovo una quarta ondata da Bundibugyo”, ha ribadito, “avremo il vaccino e il farmaco. I nostri leader sono pronti a investire. Noi stiamo investendo a livello tecnico e strategico per garantire che ciò accada”. Anche se Kaseya non ha mancato di far notare che “se questa epidemia fosse stata nei Paesi occidentali si sarebbero già condotte ricerche, si sarebbero già sviluppati vaccini e farmaci”, e che “la popolazione” africana non può che pensare che “sia un trattamento ingiusto”, si chiede “perché ci sono vaccini e farmaci per altre malattie e non per questa”. 

    Nel frattempo, come già annunciato dalle autorità sanitarie congolesi, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha confermato la prima guarigione dall’inizio dell’epidemia nella Rdc, con un paziente dimesso dall’ospedale dopo due test negativi. L’allerta resta massima, dopo che l’agenzia Onu per la salute ha dichiarato il focolaio un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Pheic). 

    Secondo l’ultimo report disponibile sulla situazione dell’epidemia che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo (con infezioni segnalate anche in Uganda), al 26 maggio i casi sospetti hanno superato quota mille: secondo il monitoraggio sono 1.077 in totale (121 i casi confermati, di cui 110 in Ituri). Mentre i decessi sospetti salgono a 238 (17 quelli confermati). 

    Il monitoraggio epidemiologico continua nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, secondo il rapporto postato su X dal ministero della Comunicazione della Rdc e rilanciato via social anche dall’ufficio dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) in Rdc. 

    L’epidemia attualmente interessa 3 province e 13 zone sanitarie, si ricorda nel report. “Le operazioni di sorveglianza, screening e sensibilizzazione della comunità rimangono intensificate nonostante le difficoltà operative segnalate sul campo”, si legge nel post. 

    L’Uganda ha confermato ieri, venerdì 29 maggio, due nuovi casi di Ebola, portando il totale a 9 – incluso un decesso – dall’inizio dell’epidemia che sta colpendo la vicina Repubblica Democratica del Congo. Il ministero della Salute ha precisato che entrambe le nuove infezioni censite riguardano cittadini congolesi. Uno presentava sintomi di Ebola ed è stato immediatamente isolato, mentre l’altro era un contatto di un caso precedentemente confermato. “Tutti i contatti di questo nuovo caso confermato sono stati identificati e sono sotto stretto controllo”, ha informato il ministero in una nota. 

    L’Uganda ha chiuso il confine con la Rdc questa settimana nel tentativo di contenere la diffusione del virus Bundibugyo e ha imposto una quarantena di 21 giorni a chiunque arrivi da quel Paese.  

    Le autorità sanitarie pubbliche nigeriane hanno identificato 21 dei 36 Stati del Paese come ad “alto” o “moderato” rischio di importazione di Ebola, in un contesto di crescente preoccupazione per la trasmissione transfrontaliera. In una dichiarazione, il Centro nigeriano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ncdc) ha affermato che le recenti epidemie di Ebola in alcune zone dell’Africa Orientale e Centrale hanno aumentato il rischio di importazione della malattia in Nigeria, sebbene non sia ancora stato registrato alcun caso confermato nel Paese. 

    L’Ncdc ha classificato la capitale Abuja, gli Stati meridionali di Lagos, Rivers, Enugu, Akwa Ibom e Cross River, nonché gli Stati settentrionali di Kano, Borno, Taraba e Adamawa, come aree ad alto rischio, a causa degli intensi spostamenti e delle rotte commerciali legate agli aeroporti internazionali e alla permeabilità dei confini terrestri. L’agenzia ha inoltre elencato gli Stati di Ogun, Ebonyi, Abia e Bayelsa nel Sud, insieme agli Stati di Nasarawa, Kaduna, Plateau, Niger, Jigawa, Katsina e Bauchi nel Nord, come aree a rischio moderato, che richiedono un rafforzamento della sorveglianza e delle misure di preparazione. 

    Jide Idris, direttore generale dell’Ncdc, ha affermato che la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dell’epidemia di Ebola come “emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale” sottolinea la necessità per la Nigeria di rafforzare gli sforzi di preparazione. Ha anche avvertito che i sintomi dell’Ebola sono molto simili a quelli della malaria e della febbre di Lassa, cosa che aumenta il rischio di diagnosi tardiva e di ulteriore trasmissione. Con una popolazione di oltre 242 milioni di abitanti, la Nigeria è il Paese più popoloso dell’Africa e il sesto più popoloso del mondo. 

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    internazionale/esteri

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  • Ucraina, droni russi agitano l’Europa. Meloni: “Gravissimo, sicurezza a rischio”

    Ucraina, droni russi agitano l’Europa. Meloni: “Gravissimo, sicurezza a rischio”

    (Adnkronos) – Berlino, possibile sede di un summit E5. Tivat, in Montenegro, palcoscenico del vertice Ue-Balcani occidentali. E poi Galati, in Romania, dove un drone russo ha centrato un edificio residenziale. È su questa ‘mappa’ che si muovono in queste ore i radar della Presidenza del Consiglio. Giorgia Meloni non ha ancora sciolto le riserve sulla sua presenza al summit con Germania, Francia, Regno Unito e Polonia previsto a Berlino il prossimo 2 giugno, alla presenza del capo negoziatore ucraino Rustem Umerov e del segretario generale della Nato, Mark Rutte. Un appuntamento pensato per fare il punto sul conflitto russo-ucraino e che avrà al centro, tra i dossier più spinosi, l’ipotesi di adesione di Kiev all’Unione europea, obiettivo su cui l’Ucraina spinge molto. 

    Il nodo è tutto nella data. Il 2 giugno è la Festa della Repubblica: la premier sarà impegnata alla parata, oltre che all’evento serale “I volti della Repubblica”, al Quirinale. E, come si ragiona in ambienti di governo, “se resta quella la data, è impossibile esserci”. La scelta di fissare il vertice in un giorno festivo nazionale non è stata accolta con favore all’interno dell’esecutivo, che avrebbe avanzato la richiesta di esplorare una collocazione alternativa. Qualora venisse accolta, la partecipazione della premier sarebbe confermata. Figura invece in agenda la presenza summit di Tivat del 5 giugno, dedicato al dossier balcanico. 

     

    Nel frattempo, l’attenzione della politica europea si sposta sui cieli della Romania. Un drone russo ha colpito un edificio civile a Galati, ferendo due persone. La condanna di Ue e Nato è stata immediata e netta. Altrettanto quella della premier italiana, che ha espresso solidarietà e “profonda vicinanza” a Bucarest, “alleato e membro dell’Unione europea”. In una nota, Meloni ha definito l’episodio un “atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea”. 

     

    Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Condanno fermamente la violazione dello spazio aereo rumeno da parte di un drone russo. Ancora una volta – ha sottolineato – il governo italiano esorta la Federazione Russa a impegnarsi seriamente per una pace giusta e duratura. La mia solidarietà al governo rumeno e al ministro degli Affari Esteri Oana Toiu”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di “una pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata”. Tono più cauto, invece, quello della Lega. “Per il bene dei nostri figli dobbiamo lavorare con convinzione e determinazione per la pace, ascoltando e coinvolgendo tutti”, ha dichiarato il partito di Matteo Salvini, confermando una posizione che continua a distinguersi da quella del resto della maggioranza.  

     

    Fuori dal coro si colloca Roberto Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale affida ai social un video in cui rovescia la lettura dell’accaduto, insinuando che il drone possa essere ucraino: “Che interesse avrebbe oggi la Russia a colpire un paese della Nato? E che interesse avrebbe invece l’Ucraina a farlo facendo credere che siano stati i russi, proprio nel momento in cui si parla del suo ingresso nell’Unione europea? Pensateci”. Poi l’affondo: “Facciamo funzionare il cervello. La realtà non sempre è quella che ci presentano. Ve lo ricordate Colin Powell che all’assemblea dell’Onu mostrava le prove delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein?”. 

    Una lettura che riecheggia quella di Vladimir Putin, secondo cui “nessuno può affermare a chi appartenesse il drone” prima di un esame tecnico sui resti. Sul fronte dell’adesione ucraina all’Ue, del resto, il centrodestra continua a parlare con voci non del tutto concordi. Forza Italia è favorevole, la Lega contraria. In mezzo, Fratelli d’Italia cerca la sintesi: il responsabile organizzativo Giovanni Donzelli ha condensato la posizione del partito – e della premier – in una formula volutamente cauta: sì all’ingresso di Kiev, ma solo a guerra finita. 

     

    Sullo sfondo, intanto, rimane aperto il nodo Safe. Secondo quanto comunicato dal portavoce della Commissione europea per la Difesa, Thomas Regnier, cinque Paesi membri (Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio) hanno già firmato i contratti per accedere ai prestiti del programma europeo per la difesa. L’Italia, che avrebbe a disposizione in teoria 14,9 miliardi di euro a tassi agevolati, non ha ancora aderito. La scadenza formale è fissata per domani, 30 maggio, ma fonti vicine al dossier precisano che il termine riguarda esclusivamente gli appalti nazionali e non quelli in cooperazione con altri Paesi, stemperando così l’urgenza della firma. In coda, un’altra scadenza si avvicina: il 6 giugno cade il taglio straordinario delle accise sui carburanti. Difficilmente, osservano fonti governative, un provvedimento in materia energetica potrà approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri del 4 giugno. (di Antonio Atte) 

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    politica

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  • Kanye West e Travis Scott a Reggio Emilia, la prefettura vieta i concerti

    Kanye West e Travis Scott a Reggio Emilia, la prefettura vieta i concerti

    (Adnkronos) –
    Vietati i concerti di Kanye West e Travis Scott alla Rcf Arena di Reggio Emilia. Il divieto “per motivi di ordine e sicurezza pubblica”, arriva dal prefetto di Reggio Emilia, Salvatore Angieri, a seguito delle istanze presentate dal Codacons e dalla comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, che hanno espresso rilievi in merito al concerto del rapper Kanye West previsto per il 18 luglio prossimo presso la Rcf Arena di Reggio Emilia nell’ambito del ‘Pulse of Gaia Festival’ (ex Hellwatt). La decisione è arrivata dopo una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata il 25 maggio scorso. 

    Alla riunione hanno partecipato il sindaco di Reggio Emilia, il presidente della Provincia, il questore, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il comandante provinciale della guardia di finanza, il vicecomandante provinciale dei vigili del fuoco, il vicesindaco del Comune di Reggio Emilia, il vicecomandante della polizia locale di Reggio Emilia, il presidente della società C.Volo S.p.A. e il presidente della società Coopservice S.p.A. L’incontro è stato dedicato all’esame dei profili di ordine e sicurezza pubblica connessi al concerto dell’artista statunitense e all’evento di Travis Scott, anch’esso programmato presso la Rcf Arena ma non ancora confermato o cancellato. “Sulla base delle valutazioni emerse nel corso del Comitato e degli ulteriori approfondimenti istruttori relativi agli aspetti di safety e security”, il prefetto ha adottato il provvedimento, disponendo il divieto di entrambi i concerti. 

    La decisione, spiega la prefettura, “riguarda due eventi previsti in date consecutive presso la Rcf Arena, struttura con una capienza di circa 103.000 spettatori, ed è stata assunta per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, tenuto conto della stretta connessione temporale tra le manifestazioni e dell’elevato afflusso di pubblico previsto nell’arco di 24 ore”. Sulla valutazione complessiva hanno, inoltre, assunto rilievo l’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri Paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni. 

    La vicenda del festival ‘Hellwatt’, poi diventato ‘Pulse of Gaia’, è nata come un progetto ambizioso: un grande evento musicale internazionale previsto per questa estate alla Rcf Arena (dal 4 al 18 luglio) e pensato per portare in Italia artisti di livello mondiale e creare qualcosa di simile ai grandi festival europei. Fin dall’inizio, però, sono emerse le prime criticità, soprattutto legate ai biglietti. Alcuni sono stati venduti in anticipo a prezzi più alti, con determinate promesse (come l’esclusività di alcuni artisti). Poi le condizioni sono cambiate. Kanye West, ad esempio, ha annunciato nuove date in Europa, con prezzi dei biglietti crollati rispetto alle prevendite iniziali. Questo ha fatto sentire molti acquirenti penalizzati, generando le prime proteste. 

    Nel frattempo, è nato uno scontro tra gli organizzatori e il direttore artistico, Victor Yari Milani, che è stato allontanato, provocando ulteriore instabilità e dubbi sulla solidità del progetto. Nelle ultime settimane si è aggiunta anche una polemica politica: il leader di Azione, Carlo Calenda, ha chiesto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di negare il visto a Kanye West, come hanno già fatto altri Paesi, citando le sue posizioni antisemite. E anche il consiglio comunale di Reggio Emilia si era espresso a favore di questa proposta. 

    Da settimane, inoltre, circolavano voci su possibili cambiamenti al calendario, tra cui l’ipotesi di sostituire o riorganizzare alcune date con Travis Scott. Dopo l’uscita di scena di Milani, l’ex direttore artistico ha reagito minacciando azioni legali, mentre l’organizzazione, C.Volo, che gestisce la Rcf Arena, ha cercato di rilanciare il festival cambiandone completamente identità. Da qui il nome Pulse of Gaia, nel tentativo di recuperare credibilità e rimettere in piedi l’evento. 

     

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    spettacoli

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  • Roland Garros, Djokovic: “Sconfitta dura per me. Qui anno prossimo? Non lo so”

    Roland Garros, Djokovic: “Sconfitta dura per me. Qui anno prossimo? Non lo so”

    (Adnkronos) –
    Novak Djokovic ‘rosica’ al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista serbo è stato eliminato da Joao Fonseca nel terzo turno dello Slam di Parigi, al termine di una partita-maratona terminata al quinto set, dove il brasiliano è riuscito a rimontarlo dopo aver perso i primi due parziali. 

    In conferenza stampa, un giornalista ha chiesto a Djokovic se, alla vigilia del match, la sua mente avesse iniziato a “sognare”, visto l’infortunio di Alcaraz e la sconfitta di Sinner, condizioni che rendevano il serbo uno dei grandi favoriti per la vittoria finale: “Ti fermo subito”, ha risposto piccato il serbo, “No, ho appena perso al terzo turno. Parliamo d’altro, grazie”. Sulla possibilità di essere a Parigi anche il prossimo anno invece Djokovic si è trincerato dietro un “non lo so”, non escludendo, di fatto, l’ipotesi ritiro. 

    Sulla partita invece Djokovic ha detto: “Partita incredibile di cui far parte. Una sconfitta dura per me, essendo avanti due set a zero. Ma va dato enorme credito a Joao per aver meritato davvero di vincere la partita”, ha spiegato il serbo, “senza dubbio è stato il giocatore migliore nei momenti importanti, in quelli cruciali del quarto e quinto set”. 

    “Alcuni sono stati scambi e punti straordinari e lui ha semplicemente trovato tiri incredibili, linee. È stato semplicemente incredibile da parte sua”, ha continuato Djokovic, “ovviamente non è stato fantastico per me affrontare un giocatore che giocava a un livello del genere. Non credo di aver sbagliato troppo con il mio gioco. È stato semplicemente migliore”. 

    Djokovic si è congratulato ancora con Fonseca: “Gli ho detto che meritava di vincere e che ha giocato una partita incredibile e che dovrebbe essere fiero di sé. Gli ho augurato buona fortuna per il resto del torneo”, ha rivelato il serbo, “il livello di tennis che gli abbiamo visto giocare ha creato un sacco di attesa intorno a lui. Oggi abbiamo tutti visto perché. Il livello era incredibile”. 

     

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    sport

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  • Trump deve togliere il suo nome dal Kennedy Center, la decisione del giudice

    Trump deve togliere il suo nome dal Kennedy Center, la decisione del giudice

    (Adnkronos) –
    Un giudice federale ha ordinato di rimuovere il nome del presidente Donald Trump dal John F. Kennedy Center for the Performing Arts e ha bloccato temporaneamente il piano di chiusura della storica istituzione culturale per due anni. La decisione – riferisce il Washington Post – è stata presa dal giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti, Christopher Cooper, che ha accolto in parte la richiesta presentata dalla deputata democratica Joyce Beatty. Il giudice ha stabilito che il nome di Trump dovrà essere rimosso entro due settimane, segnando un nuovo punto di svolta in una controversia legale che coinvolge la gestione dell’istituzione. “Il Congresso ha dato il nome al Kennedy Center e solo il Congresso lo può cambiare”, ha affermato il giudice nella sentenza. 

    La vicenda ruota attorno a due diverse cause intentate contro la dirigenza del Kennedy Center, accusata di aver modificato la governance e i piani dell’ente sotto l’influenza dell’amministrazione Trump. Al centro della disputa anche la decisione del board di rinominare il centro in ‘Donald J. Trump and John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts’, una scelta contestata dalla deputata Beatty. 

    Una seconda causa, presentata da associazioni di architetti e tutela del patrimonio storico, sostiene che qualsiasi intervento strutturale debba passare attraverso le procedure federali di revisione ambientale, urbanistica e storica previste dalla legge. Secondo i ricorrenti, tali valutazioni non sarebbero ancora state avviate. 

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    internazionale/esteri

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  • Parenzo e Cruciani in ‘Due Spicci’, il giornalista punge Zerocalcare

    Parenzo e Cruciani in ‘Due Spicci’, il giornalista punge Zerocalcare

    (Adnkronos) –
    David Parenzo punge Zerocalcare. Oggi, venerdì 29 maggio, il giornalista ha pubblicato un post al veleno sul proprio profilo Instagram, dopo essere stato ‘citato’ nella serie ‘Due Spicci’ firmata dal fumettista romano e uscita lo scorso 27 maggio su Netflix. 

    Zerocalcare, in una delle puntate della serie, ha infatti dedicato una scena a Parenzo e Giuseppe Cruciani, conduttore della Zanzara proprio insieme a Parenzo, rappresentati nell’occasione come profughi sull’Isola dei Famosi. “Nella nuova serie di Zerocalcare ‘Due Spicci’ su Netflix c’è una simpatica citazione che riguarda La Zanzara: il nostro “amico” Zero ci vuole vedere all’Isola dei Famosi a chiedere due “spicci””, ha scritto Parenzo sul proprio profilo Instagram, allegando una foto della scena in questione. 

    “Non credo accadrà ma grazie per la citazione. Non condivido nulla del ‘Zero Calcare pensiero’, in comune abbiamo solo la passione per le grandi Multinazionali americane!”, ha concluso, con un filo di sarcastica ironia, Parenzo. 

     

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    spettacoli

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  • Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 29 maggio

    (Adnkronos) – Nessun ‘6’ né ‘5+1’ al concorso SuperEnalotto – SuperStar numero 86 di oggi, venerdì 29 maggio 2026. Dieci punti ‘5’ hanno vinto 14.650,92 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 è di 172,5 mln di euro. Si torna a giocare domani, sabato 30 maggio, per l’ultimo concorso settimanale. 

     

    Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

    – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

    – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

    – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

    – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

    – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

     

    La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell’eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

    La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

     

    E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

     

    La combinazione vincente è: 9, 42, 44, 46, 85, 90 numero Jolly 56 e numero SuperStar 20. 

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    cronaca

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  • Roland Garros, Jodar ha spinto una raccattapalle? Il video e la smentita

    Roland Garros, Jodar ha spinto una raccattapalle? Il video e la smentita

    (Adnkronos) –
    Caso Rafa Jodar al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista spagnolo è volato agli ottavi di finale dello Slam di Parigi, battendo l’americano Alex Michelsen nel terzo turno al termine di una partita-maratona terminata al quinto set e caratterizzata da una presunta spinta di Jodar a una raccattapalle che si trovava sulla sua traiettoria di corsa. 

    Tra un set e l’altro infatti, Jodar è corso negli spogliatoi, ma davanti a lui si è trovato una bambina. Le immagini hanno immortalato infatti lo spagnolo che, arrivato davanti alla raccattapalle, avrebbe allungato il braccio – probabilmente con un gesto rivolto al suo ‘angolo’ – e avrebbe costretto la ball girl a farsi da parte. Una versione però smentita dallo stesso Jodar in conferenza stampa: “No, non l’ho toccata, non potrei mai fare una cosa del genere”. 

    “Lei stava camminando all’indietro e penso che sia scivolata. Non l’ho spinta, stavo dicendo a mio padre di prepararmi le cose che mi avrebbe dato dopo la pausa per il bagno, lei era in mezzo, quindi penso che stesse cercando di farsi da parte”, ha spiegato Jodar, “stava andando all’indietro ma penso che sia caduta. Ma non perché l’ho spinta, perché c’era il telone del campo dietro di lei. Quindi quando stava camminando all’indietro è caduta su quello”. 

    “Ovviamente apprezzo tutto il lavoro che fanno i raccattapalle. So che è difficile con il caldo e le condizioni stare lì, quindi apprezzo. Non potrei mai spingere un raccattapalle”, ha concluso Jodar, discolpandosi così dalle accuse, nonostante il video sembri piuttosto chiaro. 

     

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  • Roma, scontro tra auto e moto: muore 22enne in via Ostiense

    Roma, scontro tra auto e moto: muore 22enne in via Ostiense

    (Adnkronos) – Un 22enne, che viaggiava in sella a una moto Kawasaki Z500, è morto in un incidente stradale con un’auto avvenuto oggi pomeriggio in via Ostiense, all’altezza della metro Eur-Magliana, a Roma. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia locale di Roma Capitale del IX Gruppo Eur. Secondo la ricostruzione della polizia locale, alla guida dell’auto, una Toyota Yaris, c’era una donna italiana di 34 anni, condotta al San Camillo in codice giallo, dove verrà sottoposta ai test tossicologici e alcolemici di rito. Indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.  

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    cronaca

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