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  • Made in Italy: la pinsa romana conquista New York

    Made in Italy: la pinsa romana conquista New York

    (Adnkronos) – Il Made in Italy è sbarcato a New York in grande stile. E questa volta lo ha fatto con centurioni romani, Vespe d’epoca e persino un imperatore trasportato in lettiga tra le strade di Manhattan. A firmare l’iniziativa è Di Marco, azienda inventrice e leader mondiale della Pinsa Romana, che dopo aver rivoluzionato il mercato italiano e diffuso nel mondo la cultura della pinsa, ha deciso di rendere famosa la Pinsa anche gli Stati Uniti con una spettacolare attivazione urbana. L’evento è stato organizzato in occasione del National Pinsa Day, che si celebra negli USA il 28 maggio, giorno in cui il marchio della parola “Pinsa” è stato ufficialmente assegnato a Di Marco dall’ufficio marchi. 

    Dal 26 maggio, New York si è trasformata infatti nel palcoscenico di una surreale “invasione romana”. In diversi punti iconici della città sono comparsi centurioni in armatura impegnati nelle più improbabili attività quotidiane newyorkesi: in metropolitana, a Central Park, su skateboard tra le avenue di Manhattan, tra il pubblico di una partita di baseball o mentre mangiano hot dog per strada. Una presenza ironica e inaspettata che ha generato curiosità e interesse tra i Newyorkesi, che hanno interagito scherzosamente con i nuovi arrivati . 

    Il clou dell’iniziativa è stato il 28 e 29 maggio, quando a New York ha fatto il suo ingresso “l’Imperatore della Pinsa”, trasportato a bordo di un’autentica lettiga romana accompagnata dal suo esercito di centurioni. Un vero e proprio stunt urbano dal forte impatto visivo che ha attraversato la città annunciando l’arrivo della Pinsa Romana negli Stati Uniti. 

     

    Ma non solo spettacolo. I centurioni di Di Marco hanno girato per Manhattan a bordo di Vespe italiane distribuendo voucher per assaggi gratuiti di pinsa ai passanti e invitandoli a celebrare il National Pinsa Day. L’obiettivo? Far scoprire ai newyorkesi uno dei prodotti più innovativi e contemporanei della tradizione gastronomica italiana. 

    Più leggera, fragrante e altamente digeribile grazie al particolare impasto a lunga lievitazione, la Pinsa Romana rappresenta oggi una delle eccellenze del food italiano più apprezzate a livello internazionale. La pinsa Di Marco è oggi presente in più di 70 mercati, e tra questi gli Stati Uniti stanno diventando uno dei più importanti, perché grande estimatore del vero cibo italiano. L’azienda che ne ha codificato la ricetta originale e ne ha diffuso la cultura nel mondo punta ora a renderla un nuovo fenomeno lifestyle anche negli USA. 

    L’attivazione è stata amplificata da creator, influencer e media locali che hanno documentato l’“invasione romana” sui social, trasformando New York nel centro globale delle celebrazioni dedicate alla pinsa. 

    Non solo, Di Marco ha portato l’esperienza dei centurioni anche a Los Angeles e San Francisco attraverso contenuti video realizzati con l’Intelligenza Artificiale e amplificati dai social media, e Pinsa Di Marco avrà anche un chiosco dedicato presso Eataly Flatiron per un mese, e la Pinsa avrà una forte presenza nei punti vendita Eataly in tutti gli Stati Uniti. 

    Perché, almeno per qualche giorno, Manhattan (e non solo) parlerà romano. 

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  • Albanese: “Tortura su palestinesi è sistema in Israele, ci sono 4mila desaparecidos”

    Albanese: “Tortura su palestinesi è sistema in Israele, ci sono 4mila desaparecidos”

    (Adnkronos) – Anche la tortura rientra tra i crimini che Israele perpetua nei confronti dei palestinesi. Questa è la conclusione dell’ultimo report di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu nei Territori palestinesi occupati, presentato a marzo ed esposto per la prima volta in Italia oggi in Senato, a cui partecipano Peppe De Cristofaro di Avs, Laura Boldrini del Partito democratico e Dario Carotenuto del Movimento 5 stelle. Partendo dalla testimonianza di 300 sopravvissuti, Albanese condanna “inequivocabilmente atti di tortura e altre forme di maltrattamento commesse da tutti gli attori, inclusi i gruppi armati palestinesi il 7 ottobre 2023 e successivamente”. Torture che avvengono nelle carceri, ormai diventate dei veri e propri centri di tortura, e non solo, e che ormai fanno parte della politica di Stato, oltre a essere una manifestazione ulteriore del genocidio.  

    Perché la tortura, si legge ancora nel report, “non è meramente punitiva: è strategica. Opera per degradare i corpi dei palestinesi, fratturarne l’integrità psicologica ed eroderne la resilienza collettiva. Anche una detenzione di breve durata produce danni fisici e psicologici i cui effetti si estendono oltre l’individuo, colpendo famiglie e intere comunità in modi duraturi e, in molti casi, irreparabili”. 

    Tra cani, manganelli, stupri, bastoni, Albanese legge con un groppo in gola il materiale raccolto nei mesi, aggiungendo un altro particolare, o per dirla come lei “un dato scioccante, un crimine che non era ancora stato documentato in Palestina da parte di Israele”, ovvero “le sparizioni forzate: sono 4mila i desaparecidos, le persone che sono state arrestate e non si sa che fine abbiano fatto”. 

    “Israele sembra di aver avocato a sé il diritto di torturare i palestinesi – spiega la relatrice speciale dell’Onu -. Non solo il governo, ma lo Stato tutto ha avocato a sé questo diritto. Che cosa significa? Che l’uso così sistematico della tortura è il prodotto di una cultura di normalizzazione e impunità che attraversa la società israeliana e le sue istituzioni”. “I funzionari israeliani coinvolti in torture, abusi sessuali e persino stupri catturati in documentazione video, incluso stupri di gruppo, sono stati pubblicamente difesi, celebrati e completamente sottratti a qualsiasi forma di responsabilità, mentre la persona dell’esercito che ha denunciato questi atti è agli arresti domiciliari. In questo ambiente gli abusi contro i palestinesi non solo vengono tollerati, sono autorizzati, giustificati e sono destinati a perpetuarsi nel tempo. In questo contesto la tortura non è più una deviazione del sistema, è il sistema. E’ questo Israele”, conclude Albanese. 

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    politica

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  • Sinner, Fognini spiega il ko: “Non aveva energie, ma non siamo robot”

    Sinner, Fognini spiega il ko: “Non aveva energie, ma non siamo robot”

    (Adnkronos) –
    Fabio Fognini spiega l’eliminazione di Jannik Sinner dal Roland Garros 2026. Il tennista azzurro è stato battuto al secondo turno dello Slam di Parigi dall’argentino Juan Manuel Cerundolo a causa di un colpo di calore che gli ha provocato vomito e un accenno di crampi. 

    “Il suo corpo l’ha abbandonato”, ha detto Fognini in un video pubblicato sul suo profilo Instagram, “lui stesso ha detto che non è stato un colpo di calore e non sono stati crampi, ma semplicemente non ce l’ha fatto più, il suo corpo ha detto stop. E questo ci fa pensare che, come ha detto lui stesso, non siamo dei robot. E se lo dice il numero 1, dobbiamo aprire gli occhi”. 

    “Dispiace perché il Roland Garros era l’obiettivo numero uno”, ha continuato Fognini, “questi fenomeni giocano per questi tornei. Però bisogna accettarlo, ha perso una partita che stava completamente dominando e che probabilmente se giocano 10 volte ne perde mezza. Bisogna fare comunque i complimenti a Cerundolo perché è stato lì, ha allungato gli scambi e l’ha portato a sbagliare. Così Sinner non ne aveva più, ha perso campo e profondità, le energie lo hanno abbandonato. Fa molto male ma ricordiamoci una cosa: Jannik resta Jannik”. 

     

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    sport

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  • Iran-Usa, Trump: “Ora nella Situation Room per decisione definitiva”

    Iran-Usa, Trump: “Ora nella Situation Room per decisione definitiva”

    (Adnkronos) – Il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth Social che si sta recando nella “Situation Room per prendere una decisione definitiva” sull’accordo con l’Iran.  

    L’uranio arricchito iraniano sepolto in profondità verrà “estratto dagli Stati Uniti in stretta collaborazione e coordinamento con l’Iran, oltre che con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, e distrutto”, ha affermato il presidente americano. “Non vi sarà alcuno scambio di denaro, fino a nuovo avviso – ha aggiunto – Sono stati concordati altri punti, di importanza ben inferiore”. 

    “L’Iran – ha sottolineato ancora – deve impegnarsi a non dotarsi mai di armi o bombe nucleari. Lo Stretto di Hormuz deve essere immediatamente riaperto, senza pedaggi, per consentire il traffico marittimo senza restrizioni in entrambe le direzioni”. Trump ha annunciato che “tutte le mine, se presenti, saranno neutralizzate”. 

    “Le navi bloccate nello Stretto a causa del nostro incredibile e senza precedenti Blocco Navale, che ora verrà revocato, potranno iniziare il processo di ‘ritorno a casa’! – ha aggiunto il presidente americano – Salutate le vostre mogli, mariti, genitori e famiglie da parte mia, il vostro Presidente preferito!”. 

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  • Artigiani iraniani ad Anteprima d’estate, ‘da Milano messaggio di dialogo e lavoro tra popoli’

    Artigiani iraniani ad Anteprima d’estate, ‘da Milano messaggio di dialogo e lavoro tra popoli’

    (Adnkronos) – Un saluto all’insegna del dialogo e del valore del lavoro artigiano ha accompagnato l’inaugurazione di ‘Artigiano in Fiera. Anteprima d’estate’, aperta oggi a Rho Fiera Milano, con la partecipazione degli artigiani iraniani presenti alla manifestazione. A nome della delegazione, nel testo letto da Eskafi Sabet, è stato rivolto “un saluto sincero e un ringraziamento” agli organizzatori e al pubblico, sottolineando come, “in un tempo segnato da dolore, preoccupazione e difficoltà”, la presenza a Milano assuma “un significato ancora più profondo”.  

    Gli artigiani iraniani hanno evidenziato il valore dell’incontro tra culture e della “possibilità di viaggiare e vivere un contesto di bellezza come questo”, ma anche perché “essere qui significa continuare a credere nel valore del lavoro, dell’incontro tra persone e del dialogo tra culture”. Per l’occasione, hanno quindi aggiunto, “abbiamo portato con noi le nostre creazioni, le nostre tradizioni e il frutto del lavoro delle nostre mani, con il desiderio di condividere bellezza, artigianato e umanità”. 

    Nel messaggio, infine, un ringraziamento al presidente Antonio Intiglietta, all’amministratore delegato Gabriele Alberti e allo staff della manifestazione “per aver creato uno spazio in cui popoli diversi possono incontrarsi nel rispetto reciproco e nella pace”.  

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    economia

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  • Al via ‘Anteprima d’estate 2026’, ponte tra culture e artigianato dal mondo per la bella stagione

    Al via ‘Anteprima d’estate 2026’, ponte tra culture e artigianato dal mondo per la bella stagione

    (Adnkronos) – Si è aperta oggi a Fieramilano Rho ‘Anteprima d’estate’, l’evento a ingresso gratuito promosso da Artigiano in Fiera che fino al 2 giugno celebra la bella stagione con un’esperienza immersiva dedicata all’artigianato, ai territori e alle culture del mondo. Per cinque giorni, il pubblico potrà vivere un viaggio tra tradizioni e contemporaneità, all’insegna del fare artigiano e del piacere di stare insieme. 

    ‘Anteprima d’estate’ è anche un ponte tra culture. In un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, l’evento si conferma uno spazio concreto di incontro, dove persone provenienti da nazioni diverse si ritrovano non per contrapporsi, ma per dialogare attraverso il linguaggio universale dell’artigianato. Con la partecipazione di oltre 1.000 artigiani da 50 Paesi la manifestazione diventa così una possibile anteprima di pace, capace di trasformare la diversità in occasione di relazione e conoscenza reciproca. Anche da territori segnati da difficoltà, gli artigiani portano il proprio lavoro come testimonianza di resilienza, bellezza e dignità, contribuendo a costruire uno spazio in cui la relazione precede la differenza. 

    “Anteprima d’estate è, prima di tutto, un luogo di incontro tra persone provenienti da contesti molto diversi, anche da Paesi oggi segnati da conflitti, che qui trovano uno spazio per raccontarsi attraverso il proprio lavoro. In questo senso l’evento offre un contesto in cui la relazione diretta tra le persone, la conoscenza reciproca e il rispetto delle identità possano svilupparsi in modo naturale e concreto. L’artigianato, con la sua dimensione profondamente umana, ci ricorda che dietro ogni prodotto ci sono storie, culture e tradizioni che meritano di essere conosciute. Creare occasioni di incontro come questa significa contribuire a costruire uno spazio di dialogo aperto e continuo tra culture diverse”, commenta il presidente di Ge.Fi., Antonio Intiglietta, che ha ufficialmente inaugurato i cinque giorni di manifestazione alla presenza di istituzioni e ospiti tra cui Giovanni Bozzetti, presidente Fondazione Fiera Milano, Carlo Bonomi, presidente Fiera Milano, Giovanni Calabrese, assessore Sviluppo economico Regione Calabria, Elena Buscemi presidente del Consiglio comunale Milano. A rafforzare questo messaggio il luogo scelto per la cerimonia di apertura, che si è svolta nell’area Asia (padiglione 3) con i saluti da parte della delegazione degli artigiani iraniani. Distribuita su quattro padiglioni (1-3 e 2-4), ad ‘Anteprima d’estate’ l’artigianato diventa espressione viva di culture e persone, e allo stesso tempo terreno comune capace di unire. Un’esperienza che anticipa non solo la stagione estiva, ma anche un’idea possibile di convivenza, fondata su dialogo, curiosità e condivisione. 

    L’itinerario tra tutte le regioni italiane, da Nord a Sud dello Stivale, è in un intreccio di atmosfere che unisce la forza della montagna alla leggerezza del mare, dando vita a un immaginario fatto di equilibri e contrasti. I materiali naturali – legno, pietra, tessuti grezzi – diventano protagonisti di un design essenziale, dove le forme si semplificano per lasciare spazio alla materia e alla relazione con l’ambiente. Le suggestioni alpine richiamano calore, autenticità e radici profonde, mentre l’ispirazione mediterranea introduce luce, apertura e freschezza. In Europa, ‘Anteprima d’estate’ racconta un percorso che intreccia cultura materiale, gusto e convivialità componendo un mosaico variegato di cosmetica naturale, gioielli, prodotti tipici e proposte gastronomiche che esprimono la ricchezza dell’Europa artigiana. 

    Oltre il continente, l’evento si apre al Mediterraneo e al mondo, portando a Milano tradizioni e saperi globali. Il Nord Africa racconta un patrimonio radicato tra tradizione berbera e araba, influenze sahariane e mediterranee: tessiture a mano, ceramiche, gioielli, oggetti decorativi, profumi ed essenze diventano espressione di comunità, territori e identità culturali profonde; mentre l’Africa subsahariana racconta un artigianato vivo tra tessuti e filiere di cacao e caffè, legato alla quotidianità e alla trasmissione dei saperi. L’Asia propone un viaggio tra tessuti, tappeti, gioielli, oggetti rituali, decorazioni e creazioni artigianali che raccontano una manualità antica capace di dialogare con il gusto contemporaneo, dove ogni oggetto diventa testimonianza profondamente legata al territorio. Senza tralasciare le Americhe per uno sguardo fatto di colori, immagini e creatività quotidiana, a completamento di un panorama internazionale ricco di identità, culture ed espressioni artistiche. 

    Tra artigianato e tradizioni, il percorso gastronomico si inserisce come una delle esperienze più coinvolgenti. Nei quattro padiglioni produttori e maestri delle tradizioni locali guidano il pubblico attraverso un itinerario fatto di specialità italiane e proposte internazionali, tutte da scoprire e assaggiare. Nelle otto Piazze del Gusto il pubblico può intraprendere un viaggio tra sapori e territori, dai piatti della tradizione italiana alle proposte provenienti da Europa, Asia, America e Africa, in un’esperienza che unisce convivialità e scoperta. Chi desidera immergersi nei sapori più autentici del nostro Paese potrà intraprendere un percorso che va dalla Piazza del Gusto ‘Sapori di terra e mare’, a ‘Cuore italiano: sole sapore e passione’, passando per ‘Sapori di Calabria’ sino ai ‘Tesori del Sud: gusto e tradizione’. Le tappe gastronomiche proseguono poi oltre i confini nazionali, con un viaggio tra profumi e suggestioni internazionali dalle ‘Essenze d’Oriente’, con specialità asiatiche, alla vibrante ‘Paella fuoco e fiesta’ d’ispirazione europea, dai sapori di ‘Thailandia preziosa e Sapori indiani’, sino alle atmosfere intense delle ‘Braci esotiche & fiamme vive’ tipiche del Sudamerica. A fare da cornice a un viaggio che vale un mondo di scoperte, anche un ricco palinsesto di eventi e spettacoli che attraversa culture e continenti, accompagnato da momenti di socialità e convivialità nelle ampie aree pensate per il relax. 

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    economia

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  • Ferrari Luce elettrizza anche i social: oltre 48 milioni di visualizzazioni in poche ore (ma sentiment negativo)

    Ferrari Luce elettrizza anche i social: oltre 48 milioni di visualizzazioni in poche ore (ma sentiment negativo)

    (Adnkronos) – A poche ore dal lancio ufficiale della prima Ferrari elettrica, “Ferrari Luce”, la conversazione social attorno al nuovo modello ha già raggiunto volumi significativi. Secondo quanto riferito all’Adnkronos da Comscore, società internazionale di misurazione e analisi dei media digitali, nelle prime 48 ore sono stati pubblicati oltre 1.100 contenuti da profili business presenti nel database della società , capaci di generare complessivamente più di 48 milioni di video views. 

    Il dato conferma l’impatto mediatico di un modello destinato, fin dall’inizio, a dividere pubblico e appassionati: da un lato l’attesa per l’ingresso del Cavallino nell’era dell’elettrico, dall’altro le perplessità di chi continua a identificare Ferrari con il suono, la meccanica e l’immaginario tradizionale del motore termico. 

    Le piattaforme del gruppo Meta si confermano il principale motore del dibattito online. Facebook guida per numero di pubblicazioni, concentrando il 52% dei contenuti analizzati. Instagram, invece, emerge come la piattaforma più rilevante in termini di performance: qui si concentra il 62% delle video views, il 56% dell’engagement complessivo e il 42% dei commenti generati. 

    Particolarmente alto anche il livello di partecipazione del pubblico, misurato attraverso la metrica dei “first comments”, che considera esclusivamente i commenti diretti ai post, escludendo quindi le risposte ai singoli commenti. Un indicatore utile per leggere non solo la quantità delle interazioni, ma anche la capacità del tema di attivare una reazione immediata da parte degli utenti. 

    Il contenuto più commentato supera i 17 mila first comments: si tratta di un reel di approfondimento dedicato alla nuova Ferrari Luce, pubblicato da Car and Driver, una delle più autorevoli testate automotive statunitensi. A conferma dell’impatto generato dal lancio, il reel risulta essere il contenuto con il più alto volume di commenti pubblicato dalla pagina Instagram della testata negli ultimi 30 giorni. 

    Sul fronte delle visualizzazioni, il contenuto più visto è il post di lancio pubblicato dal profilo ufficiale della Ferrari. In seconda posizione compare invece il video diffuso da Askanews con l’intervista a Luca Cordero di Montezemolo, che ha espresso una posizione critica nei confronti del nuovo modello elettrico. 

    Proprio le dichiarazioni dell’ex presidente Ferrari hanno avuto un ruolo centrale nella conversazione online. Anche in termini di engagement, infatti, i contenuti legati alla sua presa di posizione risultano tra i più rilevanti. Il post con il maggior numero di interazioni è stato pubblicato dalla pagina “Cose non Cose”, community giornalistica e testata italiana molto seguita dal pubblico giovane, in particolare Gen Z e Millennials, e anch’esso focalizzato sulle parole di Montezemolo. 

    Tra gli editori più attivi nella copertura del tema figurano testate verticali dell’automotive come Automoto, Quattroruote e Motor1, affiancate da testate generaliste come il Corriere della Sera. Il tema, del resto, supera il perimetro degli appassionati di motori e intercetta una discussione più ampia sull’evoluzione dell’identità Ferrari, sul rapporto tra lusso e transizione elettrica e sulla capacità dei marchi iconici di innovare senza perdere riconoscibilità. 

    È proprio questa tensione a rendere il lancio di Ferrari Luce particolarmente polarizzante: l’entusiasmo per l’innovazione tecnologica convive con la resistenza dei puristi, più legati alla tradizione del brand e all’immaginario costruito nel tempo attorno alle sue vetture. 

    L’analisi del sentiment, condotta sui contenuti pubblicati dai profili business analizzati e non sui commenti degli utenti privati, evidenzia una percezione complessivamente critica nella fase iniziale del lancio. Il Net Sentiment registra infatti un valore negativo pari a -12,4 punti percentuali, segnalando come scetticismo e controversia abbiano prevalso, almeno nelle prime ore, sull’entusiasmo. 

    La componente negativa si concentra soprattutto sui temi dell’heritage e dell’identità del marchio. Numerosi contenuti sottolineano come il nuovo modello venga percepito da una parte della conversazione come distante dall’immaginario tradizionale Ferrari. In questo quadro, il design emerge come uno degli elementi più polarizzanti della discussione. 

    L’unico driver chiaramente positivo riguarda invece il coinvolgimento di Jony Ive, il designer dell’iPhone, e dello studio LoveFrom nel progetto creativo. Un elemento che contribuisce a rafforzare la dimensione innovativa del lancio e ad aprire la narrazione oltre il solo perimetro dell’automotive, collegando Ferrari Luce al più ampio immaginario del design, della tecnologia e dei prodotti iconici. 

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  • Almasri, depositati alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo due ricorsi contro l’Italia 

    Almasri, depositati alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo due ricorsi contro l’Italia 

    (Adnkronos) – La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) di Strasburgo ha ricevuto il 13 maggio scorso due ricorsi presentati nei confronti dell’Italia da un uomo fuggito dal Sud Sudan e da una cittadina della Costa d’Avorio per la mancata esecuzione del mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale nei confronti del libico Osama Almasri, accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.  

    Il primo ricorrente è fuggito dal Sud Sudan nel 2018, si legge nel ricorso, per raggiungere la Libia. Dopo diversi tentativi falliti di arrivare in Europa, è stato detenuto in Libia a Triq al-Sika e poi trasferito ad Al-Jadida, un centro di detenzione controllato da Almasri, dove il ricorrente afferma di essere stato sottoposto a torture. Nel 2020, l’uomo è stato inviato con la forza alla base militare di Mitiga per combattere in uno dei gruppi armati organizzati da Almasri. Lì è stato sottoposto a lavori forzati e violenze e ha assistito a diversi episodi di tortura e uccisioni perpetrati da Almasri contro altri detenuti. 

    Nel giugno 2022, l’uomo è riuscito a fuggire e ad arrivare in Italia. Ottenuto lo status di rifugiato, ha fondato l’associazione ‘Rifugiati in Libia’ e ha fornito prove nel procedimento contro Almasri, avviato nel frattempo davanti alla Corte Penale Internazionale. 

    La seconda ricorrente è una cittadina ivoriana nata nel gennaio 1996. All’età di quattro anni “è stata sottoposta a mutilazione genitale femminile e abusata sessualmente dal padre adottivo per diversi anni. Ancora minorenne, è fuggita in Libia, dove è stata tenuta in schiavitù, sottoposta ad ulteriori abusi sessuali e infine deportata nel carcere di Mitiga. Lì è stata vittima di torture, violenze sessuali e maltrattamenti per mano, tra gli altri, di Almasri, direttore del centro di detenzione e capo della polizia paramilitare libica”. 

    La donna è arrivata in Italia a bordo di una nave il 16 aprile 2017. Il 13 gennaio 2020, il Tribunale di Catania le ha concesso la protezione internazionale. In particolare, “è stato ritenuto credibile e supportato da prove mediche il racconto della ricorrente in merito agli abusi sessuali e alle violenze sopra descritte”. La rifugiata lamenta che sia il rifiuto della Camera dei Deputati di autorizzare la prosecuzione del procedimento penale, sia la mancata esecuzione del mandato di arresto della Corte Penale Internazionale, costituiscono un’ingerenza nel suo diritto di accesso a un tribunale. 

    Per la donna, nel suo caso si è verificata una negazione di giustizia, poiché le circostanze descritte hanno impedito di far luce sui fatti del suo caso, tra cui la violazione del suo diritto alla vita, il divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti e il divieto di schiavitù o servitù. Per la ricorrente, le argomentazioni addotte dalla Camera dei Deputati per giustificare il rifiuto di autorizzare la prosecuzione del procedimento penale erano infondate e, in ogni caso, sproporzionate rispetto al suo interesse a ottenere l’accertamento della responsabilità penale per le gravi violazioni dei diritti umani subite. 

    Il primo ricorrente ha lamentato la violazione del suo diritto alla vita e del suo diritto a non essere sottoposto a tortura e a trattamenti inumani e degradanti, sostenendo che l’Italia non ha dato esecuzione al mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale nei confronti di Njeem. 

    In particolare, ha rimarcato che la Convenzione “impone l’obbligo procedurale di condurre un’indagine efficace sulle presunte violazioni della sua parte sostanziale, garantendo la responsabilità e il risarcimento alle vittime di lesioni potenzialmente letali”. L’uomo ha inoltre sottolineato che la Convenzione sancisce “obblighi positivi di carattere procedurale per lo svolgimento di un’indagine efficace su presunte violazioni di tortura o trattamenti inumani e degradanti”. Ha infine sostenuto che, nei casi transnazionali, questi obblighi procedurali includono “l’obbligo” di cooperare con le autorità straniere o internazionali. 

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  • Alcaraz scrive a Sinner, Boris Becker applaude. Ma è fake

    (Adnkronos) –
    Boris Becker ‘ingannato’ dal finto Carlos Alcaraz. Oggi, venerdì 29 maggio, l’ex tennista ha condiviso un post su X che riportava una storia Instagram attribuita allo spagnolo e dedicata a confortare Jannik Sinner, eliminato al secondo turno del Roland Garros 2026. Peccato però che il messaggio non esista e la storia sia frutto della creatività di ‘TennisCentel’, nota pagina satirica a tema tennistico. 

    “Adoro il messaggio di cuore di Carlitos!”, ha scritto Becker, “tanto rispetto dimostrato in un momento di crisi per il suo più duro concorrente…. Il tennis è in buone mani con Jannik & Carlos!”. A far notare l’inganno a Becker ci hanno pensato i suoi follower, che hanno invaso di commenti il post dell’ex tennista. 

     

    “Fratello, oggi mi hai spezzato il cuore”, ha scritto il finto Alcaraz su ‘TennisCentel’, “ti ho seguito da casa e vederti soffrire in quel modo per il caldo è stato davvero doloroso per me. Le persone parleranno solo della sconfitta ma non capiscono niente. So quanto vuoi vincere questo torneo. Onestamente… voglio vederti vincerlo anche io”. 

    “Sono stato triste a vederti combattere ma senza che il corpo ti assistesse”, ha continuato il finto Alcaraz, “conosco molto bene questa sensazione. Il tuo cuore vuole ancora combattere ma il tuo corpo dice ‘ciao’. Perfavore non essere giù a causa di una sola giornata storta. Sei ancora una delle cose migliori capitate al tennis… e a me. Non dimenticarlo mai. Sono sempre fiero di te fratello”. 

     

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    sport

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  • Ffm, Bozzetti: “Orgogliosi di ospitare Mondiali hockey su ghiaccio femminile in 2027″

    Ffm, Bozzetti: “Orgogliosi di ospitare Mondiali hockey su ghiaccio femminile in 2027″

    (Adnkronos) – “Accolgo con grande orgoglio e soddisfazione l’assegnazione all’Italia dei Mondiali femminili di prima divisione nel 2027. Una decisione storica: mai prima d’ora il nostro Paese aveva ospitato un evento di tale portata in questa disciplina e ciò avverrà nella Milan Ice Fiera Arena, impianto che rappresenta nel concreto l’eredità olimpica e che Fondazione Fiera Milano sta realizzando a Rho. È una ulteriore testimonianza della validità della nostra scelta, perché senza il nostro impianto, Milano non avrebbe potuto ottenere questa grande opportunità”. Così Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano. 

    “Le Olimpiadi di Milano Cortina – aggiunge Bozzetti – hanno riacceso l’entusiasmo e la passione per gli sport del ghiaccio a Milano e abbiamo ancora negli occhi le scene emozionanti delle competizioni di hockey durante quelle settimane straordinarie. Questa decisione, quindi, non può che confermare la bontà e l’efficacia della proficua collaborazione tra Fondazione Fiera Milano, la Federazione italiana sport del ghiaccio e tutte le Istituzioni in campo, e la stessa assegnazione dei Mondiali femminili è un forte segno di riconoscimento di questa sinergia”. 

    “Fondazione Fiera Milano – prosegue – ha fortemente creduto sin dall’inizio nello spirito olimpico che ha pervaso l’evento e continua a dare il proprio contributo affinché la fiamma dei Giochi olimpici si mantenga viva, in un’ottica di continuità con gli stessi. Abbiamo per questo deciso di trasformare l’entusiasmo olimpico in un’opera concreta e di valore, in collaborazione con istituzioni e stakeholder, realizzando, grazie a un investimento di circa 5 milioni di euro, interamente sostenuto dalla Fondazione, l’impianto in cui si svolgeranno i Mondiali: una vera e propria eredità che Fondazione Fiera Milano intende contribuire a lasciare al territorio e ai cittadini. Eventi di questo tipo – conclude Bozzetti – non rafforzano solo la vocazione polifunzionale del quartiere fieristico, ma accrescono la vocazione internazionale di Milano, della Lombardia e del nostro Paese, avvicinando il grande pubblico, le famiglie e i giovani allo sport e allo spettacolo che una manifestazione come i Mondiali sicuramente è in grado di offrire’. 

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