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  • Fentanyl rubato all’Israelitico di Roma, due indagati per il furto delle 80 fiale

    Fentanyl rubato all’Israelitico di Roma, due indagati per il furto delle 80 fiale

    (Adnkronos) – Ci sono due indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sul furto di ottanta fiale di Fentanyl dalla cassaforte della farmacia dell’ospedale Israelitico. A quanto si apprende si tratterebbe di due custodi dell’ospedale. Le indagini, coordinate dalla procura di Roma e delegate ai carabinieri del nucleo investigativo della Capitale e ai carabinieri del Nas, sono in corso per ricostruire eventuali falle e la destinazione delle fiale sottratte. Un episodio che ha destato allarme per la pericolosità della sostanza. 

     

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  • Caso Roggero, il gioielliere resta in carcere: respinta istanza di differimento della pena

    Caso Roggero, il gioielliere resta in carcere: respinta istanza di differimento della pena

    (Adnkronos) – Mario Roggero resta in carcere. E’ stata infatti respinta dall’Ufficio di sorveglianza di Torino l’istanza di differimento della carcerazione del gioielliere di Grinzane Cavour, attualmente in carcere a Bollate nel milanese, dopo che è diventata definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell’aprile 2021. L’istanza di differimento della carcerazione era stata presentata dai suoi legali. 

    Secondo quanto si legge nel dispositivo, per l’Ufficio di sorveglianza di Torino “l’istanza non può essere accolta perché non si ravvisa, ne sono state indicate dalla difesa, le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente in questa sede”. Ora gli atti saranno inviati al tribunale di Sorveglianza di Torino per le valutazioni del caso. 

     

    La Procura generale di Torino con una nota ha intanto confermato di aver chiesto e ottenuto il sequestro conservativo della somma di 50mila euro che dal conto corrente del comitato ‘#iostoconmarioroggero’ era stata trasferita su un conto tunisino, intestato al gioielliere di Grinzane Cavour e alla moglie Mariangela Sandrone, prima del processo di appello. 

    Il comunicato stampa, firmato dal procuratore generale Lucia Musti, è stato diffuso ieri mattina per “chiarire” la questione del “risarcimento danni”. Roggero – viene ricordato nella nota – è stato condannato in primo grado dalla Corte d’Assise di Asti al pagamento di una provvisionale di 480mila euro a favore di 14 parenti dei rapinatori uccisi, parti civili al processo, e del terzo complice, vittima di tentato omicidio. Una sentenza “confermata sul punto in appello”, viene ricordato. La quantificazione definitiva dei danni verrà stabilita in un separato giudizio civile. 

     

    “Io credo che bisogna abbassare i toni, da parte di tutti e lasciare alla magistratura il modo e il tempo di fare il suo lavoro”, afferma intanto il procuratore di Milano Marcello Viola commentando le polemiche sulla legittima difesa e gli attacchi contro i magistrati che hanno condannato il gioielliere.  

    “Bisogna provare a valutare dopo avere letto bene le motivazioni dei provvedimenti, ma soprattutto bisogna tornare a rasserenare il clima, tornare a un rapporto istituzionale che consenta anche di evitare eccessi come quelli che si sono visti in questi giorni. Io dico che il Parlamento, il legislatore deve fare il suo compito, deve valutare tranquillamente quello che c’è da fare e lo stesso deve fare la magistratura, applicando la norma per quello che è adesso” conclude Viola. 

     

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    cronaca

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  • Ilaria Salis di nuovo nei guai, condannata dal tribunale di Milano: “Ha licenziato due suoi collaboratori senza giusta causa”. L’eurodeputata: “Confido nell’Appello”

    Ilaria Salis di nuovo nei guai, condannata dal tribunale di Milano: “Ha licenziato due suoi collaboratori senza giusta causa”. L’eurodeputata: “Confido nell’Appello”

    (Adnkronos) – E’ stata condannata dal tribunale per aver licenziato due suoi collaboratori “senza giusta causa”. Non stiamo parlando di un imprenditore senza scrupoli ma della paladina di Avs, Ilaria Salis. E, ironia della sorte, a far tornare nei guai l’eurodeputata è stato ancora una volta un “problema di casa”. Proprio l’assenza di una residenza costa, infatti, all’europarlamentare, contumace per l’intero procedimento, una condanna a oltre 300mila euro. E’ quanto stabilito dal giudice Franco Caroleo del Tribunale di Milano – sezione Lavoro con una sentenza – in possesso dell’Adnkronos – che accoglie le richieste di due ex collaboratori assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, i quali hanno cercato invano di notificare il ricorso introduttivo del giudizio all’indirizzo ufficiale di residenza. 

    Salis, arrestata in Ungheria per aver aggredito dei militanti di estrema destra durante le manifestazioni del cosiddetto ‘Giorno dell’Onore’, viene eletta europarlamentare con Alleanza Verdi e Sinistra nel giugno 2024. Una vittoria a cui concorrono anche i due ex collaboratori, poi licenziati solo dopo pochi mesi (nel febbraio 2025) e senza preavviso. I due contratti, entrambi con scadenza a fine del mandato parlamentare (16 luglio 2029), come si legge nella sentenza di cui l’Adnkronos è in possesso, hanno sostanzialmente la stessa retribuzione (2.900 e 3.000 euro al mese) e mansioni simili: lo sviluppo di progetti finalizzati alla valorizzazione del ruolo della parlamentare europea, la progettazione e gestione di campagne e eventi in Italia e all’estero, l’assistenza per i contatti con le autorità o la consulenza di tipo politico in ambito strategico e tattico.  

    L’idillio politico si trasforma presto in scontro. Prima un’assistente riceve un recesso anticipato per il “venir meno del rapporto fiduciario” che trasforma la collaborazione in una “situazione di incompatibilità ambientale e personale”; quindi a un collega viene revocato l’incarico con effetto immediato “tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione”. Una frattura insanabile di fronte alla quale Ilaria Salis non avrebbe tentato nessun tipo di accordo, e che la vede poi sconfitta davanti al giudice. Nel verdetto dello scorso marzo in possesso dell’Adnkronos, si sottolinea che “spetta certamente alla datrice di lavoro l’onere della prova della giusta causa”, ma “nel rimanere contumace” Salis “non ha evidentemente assolto al proprio onere” e “deve quindi affermarsi l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati”. Il risultato è un risarcimento del danno stabilito complessivamente in 300.900 euro, per i mancati guadagni dei due collaboratori fino a fine mandato, e 10mila euro per le spese legali. 

     

    “In relazione alle notizie diffuse in queste ore, desidero precisare quanto segue. Nel marzo 2026 il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza di primo grado relativa al recesso dal rapporto di collaborazione con due assistenti (un co.co.co e una partita Iva), ritenendo insussistente la giusta causa. Si tratta di una decisione che contesto integralmente e che ho già impugnato”. Così Ilaria Salis commenta la condanna. 

    “Il procedimento è attualmente pendente in appello e sono pertanto fiduciosa che il successivo grado di giudizio consentirà di accertare correttamente i fatti. La decisione di interrompere la collaborazione con i due assistenti non è stata arbitraria, improvvisa né priva di motivazioni. Era diventata, al contrario, necessaria per tutelare il corretto esercizio del mio mandato parlamentare, le risorse pubbliche affidate alla mia responsabilità e, in ultima analisi, le persone che rappresento”, spiega l’europarlamentare Avs all’Adnkronos. 

    “Vi è, inoltre, un profilo particolarmente grave, ai limiti del surreale. Non ho infatti avuto la possibilità di difendermi nel giudizio di primo grado (svoltosi in mia assenza e a mia insaputa) perché, pur essendo perfettamente note le modalità con cui notificarmi gli atti – sarebbe stato sufficiente inviare una comunicazione alla mia casella di posta elettronica o alla mia Pec –, la notifica non mi è mai pervenuta. Data la mia incolpevole assenza, il Tribunale ha pronunciato la propria decisione esclusivamente sulla base degli elementi acquisiti dai ricorrenti. Confido che il giudizio di appello possa fare piena chiarezza sulla vicenda”. 

     

    “Io sono sempre per il rispetto delle sentenze e, a maggior ragione, dei diritti dei lavoratori. Salis ha detto di confidare che il giudizio di appello possa fare piena chiarezza sulla vicenda. Aspettiamo esito”. Così Nicola Fratoianni commenta la notizia della condanna dell’eurodeputata, anticipata dall’Adnkronos. 

     

    “Per noi parla la sentenza. Confidiamo che la Corte di Appello confermerà la regolarità della procedura di notifica e che in ogni caso non sussisteva alcuna legittima ragione a sostegno dei recessi intimati”, affermano all’Adnkronos gli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, i quali hanno assistito i due ex collaboratori di Ilaria Salis. 

     

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    politica

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  • Tour de France, Philipsen vince la 17/a tappa a Pogacar sempre in maglia gialla

    Tour de France, Philipsen vince la 17/a tappa a Pogacar sempre in maglia gialla

    (Adnkronos) –
    Jasper Philipsen vince la 17/a tappa del Tour de France, la Chambery-Voiron di 175 km. Il belga del team Alpecin Premier Tech si impone in volata davanti allo svizzero Mauro Schmid (Jayco Alula) e all’olandese Olav Kooij (Decathlon).
     

    Lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Emirates), giunto in gruppo a quasi 9′ dal vincritore conserva la maglia gialla di leader della classifica generale con 4’32” sul belga Remco Evenepoel (Red Bull-Bora Hansgrohe) e 6’51” sul messicano Isaac Del Toro, suo compagno di squadra. Domani si torna a salire con la 18/a frazione, che partira da Voiron e arriverà a Orcières-Merlette dopo 185 km.  

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    sport

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  • Lazio, firmato protocollo tra Difensore civico e Consiglio delle autonomie locali e la Difesa civica

    (Adnkronos) – “La firma del protocollo d’intesa tra le due istituzioni, il Consiglio delle autonomie locali e la Difesa civica, rappresenta un ulteriore momento di supporto per i cittadini e per le amministrazioni locali che compongono l’universo Cal nella Regione Lazio”. Queste le parole del Difensore civico del Lazio, Marino Fardelli, in occasione della sottoscrizione del protocollo di intesa tra il difensore civico e il Consiglio delle autonomie locali del Lazio. “Come difesa civica – ha continuato – rappresentiamo e puntiamo a essere sempre un punto di riferimento per tutte quelle persone che si trovano in difficoltà quando hanno bisogno di chiedere, con le loro stanze, diritti alle pubbliche amministrazioni. Il difensore civico – ha ribadito Fardelli – non è un nemico della pubblica amministrazione ma è, al contrario, un supporto. Il valore concreto di questo protocollo sta proprio nella possibilità di creare una rete sempre più forte tra Cal e difesa civica, un accordo di collaborazione di informazione e di condivisione delle esperienze”. 

    È intervenuto per i saluti istituzionali il presidente del consiglio della Regione Lazio, Antonello Aurigemma, il quale ha sottolineato come la sottoscrizione del protocollo d’intesa “rafforza sempre di più la presenza della difesa civica sul territorio avvicinando le istituzioni ai cittadini e costruendo una rete”.  

    Infine, è intervenuta durante l’evento anche la presidente del Cal Lazio, Luisa Piacentini: “È un percorso che nasce nell’anno precedente, l’intesa di creare un protocollo che possa in qualche modo raggiungere, rafforzare la difesa dei cittadini all’interno di un contesto come quello degli enti locali, in rappresentanza di quelle che sono le province e i comuni della nostra regione. Sul percorso legislativo che si è avviato negli anni precedenti – ha concluso Piacentini – credo che sia fondamentale questo momento, in cui la rappresentanza delle autonomie locali sottoscrive questo documento, affinché possa essere di interesse dei territori, ma soprattutto che possa dare voce a chi è protagonista di questo percorso, i cittadini delle nostre comunità”.  

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    cronaca

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  • Lavoro, Ballarè: “Il fiscal drag frena la crescita, serve una riforma Irpef che parta dal ceto medio”

    Lavoro, Ballarè: “Il fiscal drag frena la crescita, serve una riforma Irpef che parta dal ceto medio”

    (Adnkronos) – “In Italia esiste un problema strutturale che impedisce la crescita dei salari, con due conseguenze distinte ma collegate tra loro. La prima riguarda i redditi bassi: la produttività non cresce e, di conseguenza, non crescono tutti i redditi lordi nel loro complesso. Su questo fronte i governi che si sono succeduti sono intervenuti, giustamente, con misure di sostegno ai redditi più bassi. Questo intervento, però, ha reso evidente un secondo problema: i redditi medio-alti italiani, pur essendo complessivamente più bassi di quelli di altri paesi europei, scontano un netto ancora più penalizzato rispetto agli standard internazionali. È infatti sui redditi più elevati, dove si concentra il prelievo fiscale, che il fiscal drag e la conseguente perdita di potere d’acquisto si fanno sentire maggiormente”. Così il presidente di Manageritalia, Marco Ballarè, sul tema dei salari.  

    Secondo Ballarè, “la conseguenza diretta è la fuga di talenti, giovani e meno giovani, verso paesi dove possono guadagnare di più: senza queste risorse e competenze, la crescita del Paese resta bassa”. “Per questo è necessario intervenire sul ceto medio, riducendo il carico fiscale e alzando lo scaglione di riferimento. I dati presentati ieri dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio nello studio ‘La dinamica retributiva e il ruolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche’ confermano questa lettura”, sottolinea.  

    Per il presidente di Manageritalia, “la riduzione media delle retribuzioni lorde reali di circa il 6% dal 1990 a oggi evidenzia una perdita di potere d’acquisto che incide sulla competitività del Paese, sui consumi e sulla capacità di attrarre e trattenere competenze. Lo studio dell’UPB evidenzia inoltre come, per i redditi più elevati, il carico fiscale effettivo sia aumentato negli ultimi tre decenni principalmente a causa del cosiddetto fiscal drag, determinato dalla mancata indicizzazione all’inflazione degli scaglioni Irpef e degli altri parametri monetari dell’imposta. La soglia individuata dall’UPB è pari a circa 35.100 euro annui (a prezzi 2026): al di sotto di questo livello il sistema fiscale attuale risulta più favorevole rispetto al 1990, mentre al di sopra diventa progressivamente più oneroso”.  

     

     

    Secondo Ballarè, “l’analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio conferma ciò che Manageritalia sostiene da tempo: non è più rinviabile una profonda rimodulazione dell’Irpef che restituisca equità al sistema fiscale e sostenga il reddito netto di lavoratori dipendenti e pensionati”.  

    Per il presidente di Manageritalia, “le misure adottate finora per sostenere i redditi più bassi sono state giuste e necessarie, ma hanno reso ancora più evidente il secondo nodo irrisolto: l’erosione del potere d’acquisto e il drenaggio fiscale hanno progressivamente aumentato il peso dell’imposizione su una parte sempre più ampia di lavoratori con redditi medio alti, penalizzando proprio chi produce valore, competenze e crescita. Se non correggiamo questo squilibrio rischiamo di continuare a perdere talenti che vanno a lavorare, e a pagare le tasse, altrove”.  

    “Adeguare gli scaglioni all’inflazione e rendere il sistema più coerente con l’evoluzione dei redditi -continua ancora- significa rafforzare la competitività delle imprese e sostenere la domanda interna. Occorre rendere automatico l’adeguamento all’inflazione, restituire ai lavoratori dipendenti il fiscal drag e innalzare lo scaglione corrispondente all’aliquota media fino a 60.000 euro, intervenendo così sul ceto medio. Una riforma dell’Irpef non è soltanto una misura fiscale: è una scelta di politica economica a favore della crescita del Paese”, conclude.  

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    economia

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  • Sostenibilità, Cial porta ‘Ogni Lattina Vale’ sulle spiagge di Salerno e della Calabria

    Sostenibilità, Cial porta ‘Ogni Lattina Vale’ sulle spiagge di Salerno e della Calabria

    (Adnkronos) – Sulle spiagge di Salerno e della Calabria arriva il progetto di Cial, il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio ‘Ogni Lattina Vale’. Si tratta di una iniziativa internazionale dedicata alla raccolta e al riciclo delle lattine per bevande in alluminio nei contesti ‘fuori casa’, realizzata anche grazie al supporto di Coca-Cola Italia. L’obiettivo è semplice e concreto: intercettare le lattine proprio nei luoghi in cui vengono consumate – come gli stabilimenti balneari – e facilitare il gesto della raccolta differenziata anche durante il tempo libero. 

    A Salerno, il progetto ha coinvolto circa 30 stabilimenti balneari in collaborazione con Salerno Pulita, attraverso la distribuzione di raccoglitori dedicati e materiali informativi per i bagnanti, supportati da una campagna di comunicazione su TV e radio locali, social e stampa. L’iniziativa si affianca a quanto già avviato in Calabria, dove ‘Ogni Lattina Vale’ è stato realizzato nei lidi dei Parchi Marini Regionali, con il patrocinio della Regione Calabria, coinvolgendo numerosi stabilimenti balneari e comunità locali lungo la costa. 

    Nei Parchi Marini Regionali, il progetto si è inoltre integrato con un percorso itinerante di sette tappe realizzato grazie a Mavisto (MareVisione Sostenibilità), un’imbarcazione confiscata ai trafficanti di migranti e restituita alla collettività attraverso un percorso di riconversione sociale e ambientale. Oggi Mavisto promuove la cultura della sostenibilità e della tutela del mare, offrendo al contempo opportunità di inclusione e formazione a ragazzi in situazioni di fragilità. Un’azione che ha rafforzato la presenza del progetto nel Sud Italia, trasformando le spiagge in luoghi di sensibilizzazione ambientale e partecipazione attiva.  

     

    ‘Ogni Lattina Vale’ è la declinazione italiana del programma internazionale Every Can Counts, attivo oggi in 21 Paesi, con l’obiettivo di promuovere il valore dell’alluminio come materiale riciclabile al 100% e all’infinito. Il progetto punta a portare il messaggio del riciclo nei luoghi di consumo – eventi, festival, spazi pubblici e turistici – utilizzando strumenti semplici, immediati e ad alta visibilità per coinvolgere pubblici diversi, in particolare i più giovani. In Italia, ‘Ogni Lattina Vale’ è coordinato da Cial e si avvale della collaborazione di partner istituzionali e aziendali per ampliare la diffusione sul territorio e migliorare la raccolta delle lattine anche fuori casa. Le iniziative sul territorio si inseriscono in un contesto nazionale particolarmente positivo. Nel 2025, in Italia, il tasso di riciclo delle lattine per bevande in alluminio ha raggiunto il 92,8%, uno dei livelli più alti in Europa e in linea con i migliori sistemi basati sul deposito cauzionale. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra cittadini, Comuni e operatori della filiera, che ha permesso di avviare a riciclo 65.000 tonnellate di imballaggi in alluminio, evitando oltre 460.000 tonnellate di CO₂ e generando un significativo risparmio energetico. 

    Nonostante le performance elevate, la raccolta delle lattine nei contesti di consumo fuori casa rappresenta ancora una delle sfide più rilevanti per avvicinarsi all’obiettivo del 100% di riciclo. È proprio su questo fronte che si concentra ‘Ogni Lattina Vale’, trasformando momenti di svago – come una giornata al mare – in occasioni concrete di partecipazione attiva e responsabilità ambientale. 

    ”Portare ‘Ogni Lattina Vale’ sulle spiagge di Salerno e della Calabria significa rafforzare il legame tra territorio, cittadini e buone pratiche ambientali, accompagnando il gesto della raccolta differenziata anche nei momenti di svago. Le alte percentuali di riciclo che il nostro Paese raggiunge dimostrano quanto il sistema funzioni, ma per crescere ulteriormente è fondamentale intervenire proprio nei contesti fuori casa”, dice Stefano Stellini, Direttore Generale di Cial. ”Grazie alla collaborazione con enti locali e operatori del territorio possiamo rendere il riciclo sempre più semplice, immediato e accessibile, trasformando ogni lattina raccolta in una risorsa concreta per l’ambiente”. 

    “Con il nostro supporto vogliamo contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sul valore del riciclo”, commenta Giangiacomo Pierini, Corporate Affairs & Sustainability Director di Coca-Cola HBC Italia. “Il riciclo delle lattine in alluminio vuote è un esempio concreto di come un imballaggio, se correttamente conferito nella raccolta differenziata, potrebbe avere una nuova vita. Promuovere questo messaggio nei luoghi di consumo, come le spiagge, significa incoraggiare comportamenti virtuosi e sostenere un modello sempre più responsabile per l’uso delle risorse.” 

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  • Caso Fakir, le reazioni all’intervista al poliziotto. Fratelli d’Italia: “Lepore deve dimettersi”

    Caso Fakir, le reazioni all’intervista al poliziotto. Fratelli d’Italia: “Lepore deve dimettersi”

    (Adnkronos) –
    Fratelli d’Italia chiede le dimissioni del sindaco di Bologna Matteo Lepore dopo le parole del poliziotto ferito negli scontri seguiti alla manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir. Luca Calabrese, intervistato in esclusiva dall’Adnkronos, aveva raccontato dall’interno i tumulti giudicandoli come una vera e propria “guerriglia urbana”, scatenando così le reazioni della politica. 

    “Sono toccanti le parole di Luca Calabrese, il poliziotto ferito nella guerriglia urbana che si è scatenata a Bologna qualche giorno fa, che ha detto di essere rammaricato per la mancata solidarietà da parte del sindaco Lepore”, ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami all’Adnkronos, “dinanzi alle scene viste, alla violenza e alle devastazioni rimango attonito per il silenzio del primo cittadino, che subito avrebbe dovuto esprimere vicinanza alle nostre donne e uomini in divisa oggetto, per l’ennesima volta, di indegne aggressioni dei soliti estremisti di sinistra”.  

    “Io stesso nell’immediatezza avevo telefonato al Questore esprimendo per suo tramite solidarietà e vicinanza ai nostri ragazzi in divisa”, ha continuato Bignami, “questo silenzio è l’ennesimo schiaffo ai bolognesi onesti che hanno dovuto assistere alla loro città nuovamente messa a ferro e fuoco. Tutto ciò conferma che Lepore non può rimanere un minuto di più alla guida di questa città, che va liberata dal ricatto degli estremisti e dei violenti di sinistra. Fratelli d’Italia ribadisce con forza la richiesta delle dimissioni sue e di tutta la Giunta”.  

    “Le dichiarazioni dell’agente del Reparto Mobile di Bologna Luca Calabrese” intervistato dall’Adnkronos “sono un duro monito e meritano di essere ascoltate con il massimo rispetto. Chi era in prima linea parla di una vera guerriglia urbana, racconta di bottiglie, pietre, cartelli stradali, reti metalliche e biciclette usati contro le Forze dell’Ordine e denuncia un livello di violenza mai visto prima”, ha detto invece Cristina Almici, deputata di Fratelli d’Italia. 

    “Ancora più significativo è il passaggio in cui afferma di non aver ricevuto dal sindaco Matteo Lepore neppure una parola di solidarietà dopo quanto accaduto. Non chiede scuse, chiede il minimo che un rappresentante delle istituzioni dovrebbe garantire a chi indossa una divisa e tutela la sicurezza dei cittadini. Sessantaquattro agenti feriti non sono un incidente di percorso”, ha spiegato Almici, “sono il segno di un fallimento politico nella gestione dell’ordine pubblico e del clima che si è creato attorno a quella manifestazione. La morte di Abderrahim Fakir deve essere accertata dalla magistratura con serenità e senza strumentalizzazioni. Ma trasformare quella tragedia in una piazza dove gli antagonisti hanno trovato spazio fino ad arrivare agli scontri è una responsabilità politica che non può essere ignorata. Le parole del poliziotto ferito confermano ciò che molti hanno visto e che qualcuno continua a non voler ammettere. Per questo ritengo che Matteo Lepore debba compiere un gesto di responsabilità. Se ha davvero a cuore Bologna, i suoi cittadini e il rispetto delle Forze dell’Ordine, rassegni le dimissioni. Quando viene meno l’autorevolezza di chi guida una città, non basta un comunicato il giorno dopo. Servono responsabilità e coerenza”. 

    Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Filini, deputato di Fratelli d’Italia: “Le parole del poliziotto Luca Calabrese, ferito durante la guerriglia urbana di Bologna, rappresentano un atto d’accusa durissimo nei confronti di un sindaco che, ancora una volta, ha scelto il silenzio invece della solidarietà verso chi ogni giorno difende la sicurezza dei cittadini”, ha detto commentando l’intervista dell’Adnkronos, “di fronte a 64 appartenenti alle forze dell’ordine feriti, Bologna meritava un primo cittadino capace di condannare senza ambiguità la violenza e di schierarsi dalla parte dello Stato. Matteo Lepore non lo ha fatto, confermando una distanza inaccettabile dalle donne e dagli uomini in divisa e da tutti quei cittadini che pretendono legalità e sicurezza. Chi non è in grado di rappresentare l’intera comunità e di difendere le istituzioni nei momenti più difficili non può continuare a guidare una grande città. Per questo chiediamo le immediate dimissioni del sindaco Lepore e della sua Giunta: Bologna deve essere liberata dall’ambiguità e dalla sudditanza culturale verso chi trasforma le piazze in campi di battaglia”. 

    Un pensiero condiviso anche dal vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia in Senato, Raffaele Speranzon: “Il sindaco di Bologna Matteo Lepore dovrebbe almeno avere la decenza di dimettersi. La guerriglia urbana che si è scatenata nel capoluogo emiliano a seguito della manifestazione per la morte di Fakir trova in Lepore il principale responsabile. A questo va aggiunto che uno dei poliziotti feriti a seguito degli scontri, Luca Calabrese, si è detto rammaricato per la mancanza di solidarietà da parte del primo cittadino bolognese, un fatto che la dice lunga sul suo atteggiamento al riguardo di quanto accaduto”, ha dichiarato, “è una vergogna, il sindaco di una città dovrebbe avere un comportamento quanto meno imparziale su quanto è successo e invece Lepore manca di sensibilità, salvo trovare il tempo per polemizzare con la premier Meloni. Per quanto ci riguarda ribadiamo il concetto che coi violenti ci vuole tolleranza zero e su questa linea ci muoveremo con fermezza”. 

     

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    politica

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  • Richiamati integratori di moringa, l’alert per rischio salmonella

    (Adnkronos) – Alert del ministero della Salute su alcuni integratori di moringa a rischio salmonellosi. “La rete Infosan, in data 20 luglio 2026, ha informato i propri punti di contatto, compresa l’autorità Italiana, del richiamo di vari integratori alimentari contenenti polvere di foglie di moringa, correlati ad un focolaio di salmonellosi che ha coinvolto diversi Stati americani”, recita l’avviso pubblicato sul sito del dicastero. 

     

     

    Nel dettaglio, “la ditta Total Nutrition Inc. ha richiamato: Capsule di Moringa 100% biologica da 1.200 mg a marchio TNVitamins, lotto 2800, scadenza 02/2028; Moringa in polvere 100% a marchio TNVitamins, lotto 2782, scadenza 05/2028; Capsule di Moringa ‘Ultra Potent Complete Green Superfood’ da 10.000 mg (120 capsule) a marchio TNVitamins: lotti 2507199 (scad. 09/2027), 2512-304 (scad. 02/2028), 2793 (scad. 02/2028), 2748 (scad. 07/2027), 2725 (scad. 04/2027) e 2503104 (scad. 04/2027); Moringa ‘Complete Green Superfood Ultra Potent’ da 10.000 mg (120 capsule) a marchio Doctor’s Pride: lotti 2507199 (scad. 09/2027), 2748 (scad. 07/2027) e 2725 (scad. 04/2027). Ulteriori informazioni sui prodotti richiamati sono riportate sul sito fda.gov – Total nutrition Inc”.  

    Inoltre, “la ditta Why Not Natural ha richiamato: Capsule di Moringa biologica pura ‘Green Superfood’ a marchio Why Not Natural, con lotto n. A25G051 e data di scadenza 07/2028 indicata sul fondo del flacone. Ulteriori informazioni sul prodotto richiamato sono riportate sul sito fda.gov – Why not natural”. Ancora, “la ditta Superfoods, Inc. DBA as Live it Up ha richiamato: tutti gli integratori alimentari in polvere ‘Super Greens’ a marchio Live it Up, inclusi i gusti originale e frutti di bosco, con lotti che iniziano con la lettera ‘A’, e tutti i prodotti in bustine monodose (stick pack) con date di scadenza comprese tra 08/2026 e 01/2028. Ulteriori informazioni sui prodotti richiamati sono riportate sul sito fda.gov – Superfoods”. 

     

     

    Il ministero precisa che “gli integratori alimentari oggetto di richiamo sono stati venduti principalmente online, sui siti web delle aziende TNVitamins, Doctor’s Pride, Live it Up e Why Not Natural, nonché su altre piattaforme tra cui Amazon, eBay e Walmart. Poiché i consumatori potrebbero avere in casa tali integratori, si raccomanda di non consumarli né cederli ad altri”. 

     

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    salute

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  • Egualia su Trump e farmaci generici: “Sicurezza approvvigionamenti viene prima di barriere commerciali”

    Egualia su Trump e farmaci generici: “Sicurezza approvvigionamenti viene prima di barriere commerciali”

    (Adnkronos) – “Le dichiarazioni odierne del presidente americano Donald Trump rappresentano un cambio di scenario che merita la massima attenzione. Pur prendendo atto del periodo transitorio annunciato, l’introduzione di dazi sui farmaci generici rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il commercio internazionale”. È il timore di Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, l’associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines, che commenta in una nota l’intenzione dell’Amministrazione Usa di introdurre dazi sui medicinali generici dal 2028. 

    “I medicinali fuori brevetto – dichiara Zagaria in una nota – rappresentano un presidio essenziale per la salute pubblica. Garantiscono ogni giorno la continuità delle cure a milioni di pazienti e contribuiscono in modo determinante alla sostenibilità dei sistemi sanitari. Proprio per il loro valore strategico dovrebbero restare al di fuori delle dispute commerciali e dall’applicazione dei dazi. L’introduzione di barriere commerciali su prodotti che rappresentano oltre il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti rischia inoltre di aggravare le tensioni già esistenti nelle catene di approvvigionamento dei medicinali essenziali. La produzione dei medicinali fuori brevetto si fonda oggi su filiere globali altamente integrate, nelle quali principi attivi, eccipienti, confezionamento e produzione finale coinvolgono Paesi diversi. L’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato quanto sia fondamentale poter contare su filiere produttive resilienti, diversificate e integrate a livello internazionale. Misure che ostacolano la libera circolazione dei farmaci possono aumentare i costi, compromettere la continuità delle forniture e incidere sulla disponibilità dei medicinali per i pazienti”. 

    “Rafforzare la capacità produttiva nazionale è un obiettivo legittimo e condiviso anche in Europa – prosegue il presidente di Egualia – Proprio per questo riteniamo che debba essere perseguito attraverso politiche industriali capaci di incentivare gli investimenti, sostenere la competitività e consolidare le filiere produttive, anziché con misure tariffarie che rischiano di alterare gli equilibri di un mercato globale profondamente integrato. Se l’obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, occorre sostenere la produzione con politiche industriali e regole di mercato sostenibili, non creare nuove barriere commerciali. I medicinali equivalenti non sono una semplice commodity industriale, ma un’infrastruttura strategica per la salute pubblica. Ogni misura che ne comprometta la sostenibilità economica o la libera circolazione – avverte Zagaria – rischia di tradursi in minore disponibilità dei medicinali, maggiori costi per i sistemi sanitari e minore accesso alle cure per i pazienti”. 

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