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  • Usa, dopo 19 anni torna a nuova vita la Fontana di Colombo: “Onoriamo il passato e ispiriamo futuro”

    Usa, dopo 19 anni torna a nuova vita la Fontana di Colombo: “Onoriamo il passato e ispiriamo futuro”

    (Adnkronos) – “Siamo tornati, italiani, siamo tornati!”. Con questa frase ha esordito Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force della Casa Bianca sulla Coppa del Mondo Fifa 2026, citando le parole del presidente Trump. Il momento: la presentazione del restauro della Fontana Commemorativa di Cristoforo Colombo, presso la stazione dei treni Union Station di Washington Dc. Un’inaugurazione molto sentita dall’amministrazione Trump, tanto da aver visto la partecipazione di due segretari del gabinetto presidenziale: il segretario degli interni Doug Burgum e quello dei trasporti Sean Duffy.  

    “Abbiamo cambiato la porta d’ingresso dell’America. Questa fontana è rimasta in rovina per quasi due decenni e questo grandioso simbolo – questo magnifico ingresso al Campidoglio – rappresentava l’abbandono anziché l’ispirazione; ma il Presidente Trump comprende un principio fondamentale: che le grandi nazioni costruiscono grandi opere, e che, così facendo, onoriamo il nostro passato e ispiriamo il futuro”, ha affermato Burgum.  

    “L’Ambasciatore d’Italia ha osservato che, guardando la fontana, gli è venuta in mente la Fontana di Trevi a Roma. Ci piace questo genere di paragoni. E ci fa piacere, perché quella è, naturalmente, una delle fontane più belle del mondo”, ha aggiunto. 

    Il monumento a Cristoforo Colombo e la fontana annessa, situati nella rotonda Columbus Circle – proprio davanti alla stazione cittadina – nel corso degli anni erano caduti in disuso. Eretto nel 1912 per commemorare il viaggio dell’italiano del 1492, aveva smesso di funzionare dal 2007, mentre la statua dell’esploratore, alta cinque metri, aveva perso da molto tempo il suo bianco originale. Tuttavia, come parte del programma di miglioramento estetico di Washington DC per i 250 anni degli Stati Uniti, il National Parks ha impiegato gli ultimi sei mesi, investendo 12 milioni di dollari, per ripristinare il complesso in marmo e riattivare il sistema idraulico.  

    “Ora, uscendo dall’Union Station — la porta d’accesso alla nostra città — vi troverete di fronte a una fontana splendida, una fontana che funziona davvero. È un riflesso della grandezza americana”, ha sottolineato il segretario Duffy. Allo stesso tempo, la restaurazione della Columbus Fountain, secondo la Casa Bianca, è il proseguimento di una volontà del presidente Trump di tornare a valorizzare la figura di Cristoforo Colombo negli Stati Uniti, che viene definito dal presidente Trump come “l’eroe americano originale”. 

    L’amministrazione Trump, inoltre, ha eretto nei mesi scorsi una replica di una statua di Colombo, alta 13 piedi e pesante una tonnellata, all’interno del complesso della Casa Bianca, situata sul lato nord dell’Eisenhower Executive Office Building. Il monumento è una ricostruzione di una statua originariamente situata a Baltimora, che è stata abbattuta dai manifestanti nel 2020 e gettata nel porto della città. Una narrativa in contrapposizione alle dure critiche degli anni precedenti, quando la figura dell’esploratore italiano era stata definita come controversa e un simbolo della violenza coloniale e del genocidio dei secoli passati.  

    Secondo l’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Marco Peronaci, la restaurazione della fontana a Columbus Circle è un momento di grande soddisfazione per il governo italiano, in un periodo molto importante come il 250° anniversario degli Stati Uniti: “Italians are back” significa che nella storia dell’America, dal momento dei 250 anni, la legacy americana e dei tanti italiani americani che hanno costruito letteralmente questo paese e lo hanno fatto grande è riconosciuta al più alto livello e si incrocia anche con la sensibilità delle diverse comunità che ci vivono. Questo è un paese in cui tutti hanno radici multiple e questa è la loro forza” (VIDEO). 

    Peronaci, inoltre, ha sottolineato come ritrovare un rapporto pacificato, civile e positivo con tutte le comunità sia un elemento di grande forza per l’America e un elemento di grande positività per le relazioni italo-americane che il governo italiano continua a sviluppare in tutti i settori. Dopo il taglio del nastro, che ha visto presenti il segretario Borgum e il segretario Duffy, oltre all’ambasciatore Peronaci e al direttore Giuliani, il complesso di Columbus Circle verrà riaperto al pubblico il 29 maggio. A fine inaugurazione, parlando con Adnkronos, Andrew Giuliani è tornato a spiegare come per la Casa Bianca sia importante tornare a dare valore alla figura di Cristoforo Colombo: “Credo, in realtà, che si tratti semplicemente di riportare l’attenzione sull’importanza degli italoamericani — e su ciò che essi hanno compiuto, su quanto gli italiani abbiano fatto per contribuire a edificare l’America — specialmente in occasione di questo 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti d’America. Oggi, questa figura rappresenta un grande simbolo; e, naturalmente, Colombo è un emblema straordinario dell’ingegno americano, di quello spirito che spinge ad avventurarsi in avanti — talvolta verso l’ignoto — e a credere in sé stessi, a credere nella grandezza dell’umanità”.  

    Giuliani ha voluto sottolineare come Colombo abbia contribuito in modo determinante a infondere il suo spirito esploratore ed eroico negli Stati Uniti d’America: “E continua a perdurare qui, a circa 250 anni dalla nostra Dichiarazione d’Indipendenza e a circa 534 anni dalla partenza di Colombo. Ebbene, come potete vedere proprio in questo momento, stiamo provvedendo a restituirgli il suo antico splendore”. (di Iacopo Luzi)
     

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  • Flotilla, il racconto di un attivista italiano: “Costretti in ginocchio con armi puntate, persone prese a calci”

    Flotilla, il racconto di un attivista italiano: “Costretti in ginocchio con armi puntate, persone prese a calci”

    (Adnkronos) – “Ci hanno tenuti a forza in ginocchio, con le mani dietro la testa, ci intimavano di non parlare puntandoci contro le armi. (…) Nel frattempo arrivavano persone con il volto tumefatto e il naso rotto, che ci raccontavano delle violenze subite durante la protesta per impedire che Thiago e Saif fossero portati via”. È il racconto dei fatti contenuto nella denuncia di Antonio La Piccirella, fra i partecipanti italiani alla Global Sumud Flotilla, presentata ai pm della procura di Roma che già indagano sui fermi degli attivisti da parte delle autorità israeliane. Nel procedimento i magistrati stanno valutando oltre all’ipotesi di sequestro anche quella di tortura e violenza sessuale. 

    Nella denuncia, preparata dall’avvocato Flavio Rossi Albertini che assiste La Piccirella, l’attivista riferisce tutto quanto accaduto a partire dai momenti dell’abbordaggio avvenuto il 29 aprile scorso. “Hanno preso uno zaino dentro il quale hanno gettato i nostri passaporti e nel mentre dirottavano la barca a vela verso la nave cargo militare. Una volta avvicinati alla imbarcazione israeliana hanno reso la nostra barca inservibile tagliando la vela principale e i cavi del motore abbandonandola in balia delle onde e, in due passaggi, hanno portato sulla fregata tutto l’equipaggio della Holy Blue. Una volta saliti sulla nave cargo, ci hanno fatti mettere immediatamente in ginocchio, con le braccia dietro la schiena e lo sguardo rivolto verso terra”, si legge nell’atto.  

    “Successivamente ci è stato raccontato che le persone che avevano subito lesioni erano stati picchiati mentre tentavano una resistenza passiva con le mani alzate alla quale i militari avevano reagito colpendole con calci, pugni e colpi di fucile. L’episodio sarebbe durato poco ma connotato da modalità particolarmente violente – prosegue La Piccirella – Una volta arrivati a Creta abbiamo richiesto la restituzione dei passaporti; ad alcuni sono stati restituiti, ad altri no. Siamo poi saliti sui bus diretti verso l’aeroporto”. Nella denuncia si sottolinea tra l’altro come l’operazione dei militari israeliani sia avvenuta in acque internazionali. “Appare evidente come la Marina israeliana non avesse alcun diritto di interferire con la navigazione della Holy Blue, battente bandiera italiana, in acque internazionali”. 

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  • Sal Da Vinci, il ‘matrimonio’ a Milano: a Villa Clerici è ancora e… per sempre sì

    Sal Da Vinci, il ‘matrimonio’ a Milano: a Villa Clerici è ancora e… per sempre sì

    (Adnkronos) –
    Ma quindi… Sal Da Vinci meritava la vittoria al Festival di Sanremo 2026? Sono passati quattro mesi da quando la sua ‘Per sempre sì’ ha trionfato sul palco dell’Ariston e ancora oggi la domanda continua ad animare l’opinione pubblica. Eppure, nel frattempo, eccolo lì a conquistare il palco dell’Eurovision Song Contes 2026, il pubblico di Toronto e ora si prepara all’uscita del suo nuovo album intitolato ‘Per sempre sì’, fuori da domani, venerdì 29 maggio. Un disco che segna un nuovo capitolo artistico e personale, in cui Sal Da Vinci continua a esplorare il tema dell’amore in tutte le sue sfumature. 

    Per l’occasione speciale, Sal ha organizzato un release party in una delle location più suggestive di Milano: la storica Villa Clerici, situata nel cuore del quartiere Niguarda.  

    Tra candele, musica dal vivo al pianoforte, calici di vino bianco e pizza servita agli ospiti, l’atmosfera ricordava una vera cerimonia di nozze. Non a caso il dress code scelto era ‘Wedding party attire’, tema che gli invitati hanno interpretato alla perfezione. Inclusi Ambra Angiolini e Max Giusti, ospiti speciali dell’evento e grandi amici dell’artista. 

    L’evento, una vera cerimonia elegante, è stato impreziosito dall’esibizione del cantautore napoletano che ha intonato ‘Rossetto e Caffè’ – il brano che, come ha raccontato lui stesso, “mi ha cambiato la vita” – e ‘Per sempre sì’, la canzone che ha rappresentato un punto di svolta nella vita di un’artista che, nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di credere nel suo sogno.  

    Nonostante un leggero affaticamento alla voce – “sto prendendo l’antibiotico” – l’artista ha presentato il nuovo singolo ‘Poesia’ contenuto nel nuovo album che il cantante definisce come una nuova creatura, “le canzoni sono miei figli”, ha raccontato parlando del suo progetto discografico.  

    Lui si è presentato in perfetto stile Sal Da Vinci, con completo color crema, e al suo fianco, immancabile la moglie Paola. Accolto con grande entusiasmo, l’artista ha speso un momento per ringraziare il pubblico e per tutto il successo riscontrato in questi ultimi mesi. Un percorso che lui stesso considera un vero “miracolo”. “Non smettete mai di credere nei vostri sogni. Perseverate, lottate perché poi quando arriva è di una dolcezza unica”, ha concluso tra gli applausi e la commozione dei presenti.  

     

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  • Gaza, Netanyahu e l’ordine alle Idf: “Prendere il controllo del 70% della Striscia”

    Gaza, Netanyahu e l’ordine alle Idf: “Prendere il controllo del 70% della Striscia”

    (Adnkronos) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza, in contrasto con quanto previsto dagli accordi di cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre.  

    “Stiamo attualmente soffocando Hamas. Controlliamo ora il 60% del territorio della Striscia. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è di arrivare al 70%”, ha affermato Netanyahu parlando in conferenza da un insediamento israeliano in Cisgiordania occupata, diffusa in video dall’emittente israeliana Channel 12. 

     

    Hamas ha intanto confermato l’uccisione del vice comandante della brigata della città di Gaza, Imad Aslim. I suoi funerali sono in corso, si precisa. Israele aveva annunciato ieri di aver colpito Aslim in un raid diretto anche contro Izz ad-Din Beck, comandante della brigata del nord di Gaza. 

     

    Negli ultimi due giorni, sedici palestinesi sarebbero stati uccisi e altri 39 feriti e trasportati in ospedale nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il Ministero della Salute di Gaza in un comunicato. Secondo dati ministeriali, 11.922 persone sono state uccise e 2.786 ferite a Gaza dall’inizio del cessate il fuoco con Israele in ottobre. 781 sono i corpi recuperati . Dall’inizio della guerra tra Israele e Gaza, il 7 ottobre 2023, 72.819 persone sono state uccise e 172.894 ferite, ha dichiarato il Ministero della Salute. 

     

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  • Ucraina, ucciso combattente italiano. Chi era Alex Pineschi

    Ucraina, ucciso combattente italiano. Chi era Alex Pineschi

    (Adnkronos) – Il combattente volontario italiano Alex Pineschi è stato ucciso in Ucraina. A darne la notizia è l’associazione di volontari Memorial sul suo profilo Facebook: “Il nostro amato fratello italiano Alex Pineschi, che prestava servizio in Ucraina come volontario, ha perso la vita sul campo di battaglia. Onore, gloria e gratitudine al nostro fratello”. 

    Non ci sarebbero ancora conferme ufficiali riguardo il decesso del 42enne originario di La Spezia, che dopo aver combattuto contro lo Stato Islamico in Iraq, aveva deciso di partire come volontario al servizio delle forze di difesa di Kiev che si difendevano dall’invasione russa.  

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  • Vaccini, Volpe (Siprec): “Somministrazione in farmacia strumento di protezione e prevenzione”

    Vaccini, Volpe (Siprec): “Somministrazione in farmacia strumento di protezione e prevenzione”

    (Adnkronos) – “Le vaccinazioni antivirali sono uno strumento di protezione e prevenzione per ampie fasce di popolazione, in particolare anziani, cronici e pazienti fragili, fra cui quelli cardiopatici. E’ quindi utile estendere il programma di vaccinazione a realtà di prossimità come le farmacie, che offrono disponibilità e accessibilità”. Così all’Adnkronos Salute Massimo Volpe, professore emerito della Sapienza, cardiologo dell’Irccs San Raffaele di Roma e presidente della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), sottolinea il valore strategico dell’immunizzazione diffusa anche nelle farmacie per un sistema sanitario che deve “raggiungere in modo più efficace i cittadini sul territorio”. 

    Per Volpe, “l’attuale organizzazione può non essere sufficiente” e “la vaccinazione in farmacia si inserisce molto ragionevolmente in questo contesto affiancandosi ai percorsi ospedalieri, ad esempio in occasione di un ricovero, o ai centri vaccinali”, aggiunge. 

    Un esempio concreto arriva dalla vaccinazione antinfluenzale, “considerata da oltre dieci anni un pilastro della prevenzione cardiovascolare”, come ricorda l’esperto, perché “riduce infarti, ictus e ospedalizzazioni per scompenso cardiaco. Evidenze confermate da studi su larga scala”, osserva Volpe che aggiunge: “In prospettiva, anche altre vaccinazioni antivirali, come ad esempio quelle contro il Covid e l’Herpes zoster, possono proteggere i pazienti a rischio da conseguenze gravi”. “Le farmacie dei servizi rappresentano un modello su cui essere ottimisti, perché porta benefici concreti ai cittadini, aumentando prossimità, prevenzione e coperture vaccinali”, conclude. 

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    cronaca

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  • Scalisi (Accademia Belle Arti): “In-genium progetto visionario che mette insieme passato e presente”

    Scalisi (Accademia Belle Arti): “In-genium progetto visionario che mette insieme passato e presente”

    (Adnkronos) – “L’Accademia è un soggetto molto importante e questo progetto rovescia il cono della prospettiva. E questo è un aspetto fondamentale perché soggetti diversi (impresa, ordini professionali, sindaco e università) andiamo tutti verso la scelta di un progetto condiviso. Serve una visione per il futuro di questi territori, che dipendono da scelte strategiche che non sono percepite nell’immediato. Quello che presentiamo stamane è un progetto visionario, che mette insieme la tecnologia del passato e quella contemporanea. Le foto della mostra hanno guardato allo spazio della memoria che ci fa considerare i luoghi con diversa sensibilità e percepiamo quanta umanità e quanta tecnologia ci sono state. Ed è fondamentale, quando si utilizza la tecnologia, mettere al centro l’uomo, ricordando che la capacità di intercettare cambiamenti in Accademia è sublimata e che l’arte può mettere insieme tutto”. Lo ha detto Lina Scalisi, prorettrice dell’Università di Catania e presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catania, intervenendo alla presentazione del progetto e della mostra fotografica ‘In-genium. Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia’ promossa da Maire e Fondazione Maire-ETS in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo e con il patrocinio dell’ateneo etneo.  

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    cultura

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  • Giro d’Italia, a Magnier la 18esima tappa. Vingegaard sempre in rosa

    Giro d’Italia, a Magnier la 18esima tappa. Vingegaard sempre in rosa

    (Adnkronos) – Paul Magnier vince allo sprint la diciottesima tappa del Giro d’Italia 2026, la Fai della Paganella-Pieve di Soligo di 171 km oggi, giovedì 28 maggio. Il francese della Soudal Quick-Step si impone davanti agli italiani Edoardo Zambanini (Bahrain – Victorious) e Jonathan Milan (Lidl-Trek). 

    Il danese della Visma Lease a bike Jonas Vingegaard conserva la maglia rosa di leader della classifica generale con 4’03” sull’austriaco Felix Gall (Decathlon) e 4’27” sull’olandese Thymen Arensman (Ineos). Domani 19esima frazione con partenza da Feltre e arrivo ad Alleghe dopo 151 km. 

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    sport

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  • Sechi: “Angelucci mi ha licenziato nel momento in cui sono finito sotto scorta”

    Sechi: “Angelucci mi ha licenziato nel momento in cui sono finito sotto scorta”

    (Adnkronos) – “Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti”. Così il direttore di ‘Libero’ Mario Sechi su X annuncia il licenziamento da parte dell’editore Antonio Angelucci. 

    Sechi è stato messo sotto tutela da settimane a garanzia della sua sicurezza. Il giornalista è stato autore di alcuni editoriali sulla morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti in un’esplosione mentre fabbricavano un ordigno artigianale.  

    Da Mario Sechi a Massimo Giletti e Federica Angeli, oltre 200 i giornalisti sotto scorta e tutela in Italia
     

    “Nel giro di una mezza giornata la mia vita è cambiata. La minaccia. Quella minaccia. Ti telefona il prefetto Claudio Sgaraglia, pensi sia una cosa di routine, una notizia che ha bisogno dell’attenzione del direttore del giornale, un appuntamento istituzionale, ma improvvisamente arriva un colpo di vento gelido che sbatte le imposte: ‘Devo metterti sotto tutela’”, aveva raccontato in un editoriale su Libero rilanciato anche su X. 

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    economia

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  • Lo strano effetto ‘boomerang’ dei repellenti: forse le zanzare stanno imparando ad amarli

    (Adnkronos) – Ogni estate, milioni di persone si spruzzano sulla pelle repellenti a base di Deet per tenere lontane le zanzare. Ma una nuova ricerca suggerisce che potrebbe non bastare a regalarci sonni tranquilli, al riparo da ronzii e fastidiose punture. In agguato c’è un curioso effetto ‘boomerang’. Secondo gli autori dello studio, pubblicato sul ‘Journal of Experimental Biology’, le zanzare sono furbe, hanno una dote inaspettata: quella di apprendere. E da brave scolare potrebbero imparare ad amare l’odore del Deet, associandolo al loro ‘cibo’ preferito, fino ad esserne persino attratte. Il lavoro che lancia l’alert è frutto della collaborazione tra lo scienziato Clément Vinauger, professore associato al Virginia Tech, e Claudio Lazzari dell’Università di Tours, in Francia. 

    “Se qualcuno applica il Deet, la sua concentrazione diminuisce nel tempo e una zanzara riesce comunque a nutrirsi, l’insetto potrebbe iniziare ad associare quell’odore a una ricompensa – spiega Vinauger, che è in forze al Dipartimento di Biochimica del College of Agriculture and Life Sciences – È una possibilità che dovremmo prendere seriamente in considerazione quando pensiamo a come vengono utilizzati i repellenti nella vita reale”. E dunque sì, le zanzare possono imparare, come emerge dalla ricerca, che si è concentrata in particolare sulla zanzara della febbre gialla, l’Aedes aegypti, una specie che può diffondere diverse malattie infettive: la Dengue, Zika, la febbre gialla e la Chikungunya, che infettano decine di milioni di persone ogni anno. 

    Per verificare questa possibilità, gli autori hanno condotto un vero e proprio test sul campo: hanno addestrato le zanzare utilizzando una forma di condizionamento pavloviano, lo stesso principio di apprendimento alla base dei famosi esperimenti di Ivan Pavlov, in cui i cani imparavano ad associare il suono di un campanello al cibo. Le zanzare sono state immobilizzate dietro una rete di tessuto con una sacca di sangue caldo posizionata appena fuori dalla loro portata. Dopo che hanno iniziato a nutrirsi del sangue, i ricercatori hanno introdotto l’odore del Deet. Hanno ripetuto l’esperimento per 4 volte, e alla fine oltre il 60% degli insetti ha tentato di nutrirsi quando è stato esposto solo all’odore del Deet. In seguito, alle zanzare è stata data la possibilità di scegliere tra due mani umane: una non trattata e una ricoperta di Deet a concentrazioni normali. Le zanzare non addestrate hanno evitato la mano su cui era stato spruzzato il repellente, ma quelle ‘istruite’ invece ne sono state attratte.  

    Dopo la ‘prova della mano’, i ricercatori hanno anche scoperto che le zanzare potevano formare la stessa associazione quando, al posto del sangue, veniva utilizzato lo zucchero come ricompensa. “L’ipotesi comune è sempre stata che i repellenti funzionino grazie alla loro composizione chimica: che il Deet abbia semplicemente un odore sgradevole per le zanzare, che quindi fuggono, o che la sua chimica impedisca loro di percepire il nostro odore”, ragiona Vinauger, che è anche affiliato al Center for Emerging, Zoonotic, and Arthropod-borne Pathogens del Fralin Life Sciences Institute. “Ma quello che stiamo dimostrando è che il cervello della zanzara può riscrivere questa risposta in base all’esperienza. Ciò che l’insetto ha imparato conta tanto quanto l’effetto della sostanza chimica. Questo, a mio avviso, rappresenta un cambio di paradigma”. 

    La premessa di Vinauger è che questi risultati non significano che le persone debbano smettere di usare i repellenti a base di Deet. Questo, assicura, rimane comunque uno dei prodotti più efficaci disponibili, soprattutto nelle regioni in cui le malattie trasmesse dalle zanzare sono diffuse. “Se vi trovate in regioni tropicali dove il rischio di contrarre malattie è reale, dovreste usarlo”, è la sua raccomandazione. Tuttavia, lo studio suggerisce che la tempistica e la concentrazione potrebbero essere più importanti di quanto si pensasse in precedenza. Ecco una strategia: “Invece di applicarne una grande quantità in una sola volta, è consigliabile riapplicare il repellente regolarmente, in modo che rimanga sempre attivo e fornisca una protezione continua”, consiglia Vinauger. Altro punto da non sottovalutare: anche gli indumenti trattati potrebbero presentare delle problematiche, evidenziano gli autori, poiché le concentrazioni di Deet nei tessuti diminuiscono nel tempo.  

    Lo studio si basa su anni di ricerca sull’apprendimento e sul comportamento delle zanzare, collegata al lavoro di Vinauger. Durante il suo Phd nel laboratorio di Lazzari in Francia, e successivamente come ricercatore post-doc all’Università di Washington, lo scienziato ha contribuito a condurre esperimenti pionieristici che dimostrano come le zanzare possano apprendere e ricordare gli odori associati ai pasti di sangue e agli ospiti difensivi. Al Virginia Tech, il laboratorio di Vinauger studia come le zanzare utilizzano le informazioni sensoriali per trovare gli ospiti e adattarsi agli ambienti in continua evoluzione. Il suo team ha dimostrato che ‘ricordano’ ed evitano gli ospiti che le scacciano, combinano olfatto e vista per rintracciare le persone con sorprendente precisione e sono attratte o allontanate dall’odore di determinati saponi per il corpo. “Le zanzare sono straordinarie nell’elaborare le informazioni relative al loro ambiente – conclude Vinauger – Quello che stiamo cercando di capire non è solo come ci individuano, ma anche come il loro cervello interpreta questi segnali e li trasforma in comportamenti”. Con l’espansione della zanzara Aedes aegypti in nuove regioni e la crescente resistenza agli insetticidi a livello globale, per l’esperto comprendere il comportamento di questi insetti ronzanti sta diventando sempre più importante per la salute pubblica. “Dobbiamo capire come le zanzare riescano a eludere le nostre strategie di controllo”, chiosa. “E questo richiede la comprensione del loro funzionamento, a livello molecolare, neurale e comportamentale”.  

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    cronaca

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