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  • Kate ha mediato per anni tra Harry e William, poi una frase l’ha convinta a chiudere con il cognato

    Kate ha mediato per anni tra Harry e William, poi una frase l’ha convinta a chiudere con il cognato

    (Adnkronos) – La principessa Kate ha sempre cercato il modo perché il principe William e il principe Harry ricostruissero il loro legame. Ma smise quando il duca di Sussex dichiarò: “Vorrei ricucire i rapporti con mio padre perché non sappiamo quanto tempo gli resti”. Secondo un biografo, Catherine Middleton credeva che “un’affermazione del genere potesse essere molto dolorosa per chi stava combattendo contro il cancro”. E così, prese le distanze dal cognato.  

    Christopher Andersen ha consultato numerose fonti per il suo libro ‘Kate!’, che esplora l’ascesa della Principessa del Galles come una delle figure più influenti della Casa di Windsor. “Non si è arresa”, ha dichiarato a Fox News Digital. “Anche dopo che Harry aveva scaricato William nella sua autobiografia ‘Spare’, lei era disposta a continuare a provarci. E alla fine è giunta la svolta decisiva: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata poco dopo la diagnosi di cancro del re, quando Harry in sostanza ha detto: ‘Vorrei ricucire i rapporti perché non sappiamo quanto tempo resti a mio padre’. Beh, un’affermazione del genere può essere molto dolorosa per qualcuno che non vuole pensare alla propria mortalità e sta combattendo contro il cancro”.  

    “Credo che sia stato doloroso anche per Kate”, ha detto Andersen. “E, naturalmente, a quel punto ha scatenato una tempesta di speculazioni su quanto fosse realmente malato il re. E Kate ha praticamente pensato che quella sarebbe stata la fine. Non ci avrebbe più provato. E così ha fatto. Di conseguenza, non c’è stata alcuna possibilità di… Anzi, non credo che li vedremo mai fare pace. Almeno, non è all’orizzonte per ora”.  

    Nel maggio 2025, Harry dichiarò alla Bbc di voler riconciliarsi con la sua famiglia dopo aver perso una battaglia legale sulla sua sicurezza finanziata con fondi pubblici, una vicenda che, a suo dire, aveva portato suo padre a smettere di parlargli. “Vorrei tanto riconciliarmi con la mia famiglia”, disse il duca di Sussex. “Non ha senso continuare a litigare. Non so quanto tempo resti a mio padre”. Il sovrano è in cura per una forma di cancro non specificata . Citando una fonte reale, Andersen scrive che Kate era “delusa” da Harry, mentre William era “furioso” per le sue affermazioni. Kate avrebbe detto a William di aver “chiuso con Harry”. “La principessa Catherine è la persona più dolce e affettuosa che si possa mai conoscere”, ha detto un membro dello staff di Sandringham ad Andersen. “Ma come per tutti, anche per lei ci sono dei limiti”. 

    Andersen ha dichiarato a Fox News Digital di voler approfondire l’amicizia tra Kate e Harry e di capire cosa, alla fine, sia andato storto. “Ciò che mi interessava di più era il rapporto tra Kate e i due fratelli e il fatto che lei facesse da intermediaria”, ha spiegato Andersen. “William, Harry e Kate avevano un rapporto molto stretto. Harry si riferiva a Kate come alla sorella che non aveva mai avuto. Si facevano ridere a vicenda. È stato un rapporto molto affettuoso e sincero per molto tempo”. “Naturalmente, tutto è esploso dopo il suo matrimonio con Meghan Markle”, ha aggiunto Andersen. “Ma da quel momento in poi, lei è stata l’unica persona nella famiglia reale che non ha mai smesso di credere in loro”.  

    Andersen scrive che Harry e Kate si erano trovati subito in sintonia al loro primo incontro. Condividevano “un senso dell’umorismo stravagante, un po’ farsesco, alla Monty Python, spesso a spese di William”. “Mi piaceva farla ridere”, ricorda Harry in ‘Spare’. “Ed ero piuttosto bravo a farlo”. Quando Harry parlava di trovare la sua anima gemella, come aveva fatto William, e di unirsi al Principe e alla Principessa del Galles, formando così un quartetto, lei, a quanto pare, lo incoraggiava dicendogli: “Troverai qualcuno. Ci vuole solo tempo”. 

    Harry e Meghan, Duca e Duchessa di Sussex, si sono ritirati dai loro ruoli di membri senior della famiglia reale nel 2020, citando l’invadenza della stampa britannica e la mancanza di sostegno da parte del Palazzo. Dopo essersi trasferiti in California quello stesso anno, hanno espresso le loro critiche in interviste e documentari. Le memorie di Harry, pubblicate nel 2023, hanno ulteriormente inasprito i suoi rapporti con la famiglia reale. Andersen ha affermato che Kate “ha fatto moltissimi tentativi” per far riavvicinare i fratelli. Sebbene sembrasse esserci una speranza di riconciliazione al funerale del principe Filippo nel 2021, il rapporto si è rapidamente inasprito di nuovo. “Penso che Meghan sia molto affascinante”, ha detto Andersen. “È molto intelligente e credo che volesse il meglio per Harry. Ma penso anche che forse Kate si sia accorta abbastanza in fretta che Meghan dava priorità a cose che il resto della famiglia reale non considerava tali. Forse Meghan non ha compreso appieno il peso della responsabilità che le veniva imposta”. “Kate riesce a capire quando qualcuno non è veramente disposto a farsi avanti e a fare quel tipo di sacrificio, magari anteponendo il Paese, questa istituzione millenaria, una delle più grandi al mondo, alla propria vita. Questo è ciò che Kate ha fatto, in realtà. E Meghan, fin dall’inizio, ha chiarito di non essere disposta a farlo”. 

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    internazionale/royalfamilynews

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  • Serena Williams torna in campo? Ipotesi Queen’s, c’è Wimbledon sullo sfondo…

    Serena Williams torna in campo? Ipotesi Queen’s, c’è Wimbledon sullo sfondo…

    (Adnkronos) –
    Serena Williams torna in campo? La fuoriclasse americana, leggenda del tennis, sta pensando a un clamoroso ritorno sui campi in erba del Queen’s Club. Williams, 23 volte campionessa del Grande Slam in singolo e tra le più grandi giocatrici dell’era moderna, è fuori dai circuiti dal suo ritiro agli Us Open 2022. Oggi, a 44 anni, potrebbe essersi decisa al grande ritorno in campo dopo che – un anno fa – aveva dato il primo segnale significativo in questo senso con il rientro nel meccanismo dei controlli antidoping. 

    Come riportato dal Times, Serena Williams – in caso di wild card concessa dall’organizzazione – potrebbe tornare in campo già al Queen’s nel doppio, in coppia con Victoria Mboko. Sullo sfondo, il grande sogno resta Wimbledon (il terzo Slam della stagione inizierà il 29 luglio).  

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    sport

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  • Sandoz celebra 80 anni di antibiotici, spina dorsale della medicina moderna 

    Sandoz celebra 80 anni di antibiotici, spina dorsale della medicina moderna 

    (Adnkronos) – Sandoz, leader globale nei farmaci a brevetto scaduto, equivalenti e biosimilari, celebra oggi 80 anni di produzione su larga scala di antibiotici in Europa con un importante evento pubblico a Kundl, in Austria. L’evento riunisce relatori di alto livello provenienti da politica, accademia e settore della difesa. Tra i partecipanti figurano il Segretario di Stato Elisabeth Zehetner (ministero austriaco degli Affari Economici), il Governatore del Tirolo Anton Mattle, il Tenente Generale Harald Vodosek (Forze armate austriache), Ulrike Holzgrabe (Università di Würzburg), Jonathan Toomey (Coalition for a Prosperous America) e Frank Van Trimpont (European council of disaster medicine). Parlando prima dell’evento, il presidente del CdA di Sandoz Gilbert Ghostine ha dichiarato: “Gli antibiotici non fanno solo parte del nostro patrimonio; fanno parte del nostro obiettivo d’azienda. Per decenni, ci siamo assunti la responsabilità di mantenere questi medicinali essenziali disponibili in modo affidabile, su larga scala e con la qualità al centro. Salvaguardare la produzione di antibiotici in Europa non è opzionale; è una necessità strategica. E, guardando avanti, il futuro di Kundl è più importante che mai. Essendo l’ultimo sito completamente integrato verticalmente in Europa, è in una posizione unica per garantire l’approvvigionamento di antibiotici critici al continente”. 

    Il Ceo di Sandoz, Richard Saynor – informa una nota – ha ribadito i commenti del presidente e ha anche avvertito che l’Europa rischia di perdere capacità produttiva critica – e infrastrutture di sicurezza complessive – senza un’azione politica urgente. “Oggi dovrebbe essere un giorno di celebrazione, ma la capacità dell’Europa di garantire un approvvigionamento sicuro e affidabile di antibiotici è sempre più a rischio – ha dichiarato Saynor -. I responsabili politici europei devono agire di fronte a questa minaccia senza precedenti e intraprendere azioni urgenti prima che sia troppo tardi. La realtà è che fino al 90% dei Principi attivi farmaceutici (Api) globali degli antibiotici è ora prodotto fuori dall’Europa, principalmente in Cina. Questo rappresenta una vulnerabilità critica per la salute pubblica europea e la capacità del continente di rispondere a emergenze sanitarie”.  

    Parallelamente, Sandoz ha presentato un ricorso anti-dumping alla Commissione europea – riderisce la nota – riguardante le importazioni cinesi di Api Amoxicillina, citando chiari segni di comportamento di mercato distorsivi che penalizzano la produzione europea resiliente, tra cui prezzi al di sotto del costo sostenuti da aiuti statali cinesi, concentrazione della capacità globale in un unico paese. È il primo caso di questo tipo nell’industria farmaceutica in diversi decenni. Sandoz invita l’Ue ad applicare dazi anti-dumping per impedire alle aziende estere di inondare i mercati globali con API di penicillina ultra-economiche e sovvenzionate dallo Stato. L’India ha già agito imponendo prezzi minimi all’importazione per proteggere la propria catena di approvvigionamento di antibiotici. 

     

    “Gli antibiotici – ha sottolineato Saynor – hanno salvato più vite di qualsiasi altro medicinale nella storia della medicina. Ma sono trattati come una merce: ogni confezione spesso costa meno di un pacchetto di chewing gum. E le condizioni di mercato attuali non riflettono una concorrenza leale – svantaggiano sistematicamente la produzione europea resiliente – rischiando la perdita della capacità produttiva critica perché compete in condizioni fondamentalmente inique.” Nel clima geopolitico instabile di oggi, l’accesso ai medicinali essenziali, in particolare agli antibiotici, è più che mai un bene strategico. “Salvaguardare l’approvvigionamento di antibiotici non è solo una questione di politica sanitaria, ma anche una questione di sicurezza economica e di politica commerciale strategica. L’Europa deve agire ora per salvaguardare un approvvigionamento indipendente negli anni a venire” ha poi concluso Saynor.  

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    cronaca

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  • Il Liceo Leopardi di Recanati vince la decima edizione di ‘Mad for science’ 

    Il Liceo Leopardi di Recanati vince la decima edizione di ‘Mad for science’ 

    (Adnkronos) – Si è conclusa oggi all’Acquario Romano, per la prima volta a Roma, la sfida finale della decima edizione del Concorso nazionale Mad for Science, promosso da Fondazione Diasorin ETs, che da dieci anni accompagna scuole, docenti e studenti in un percorso dedicato alla cultura scientifica, alla sperimentazione e all’innovazione. Ad aggiudicarsi il primo premio della decima edizione è stato il Liceo Scientifico Giacomo Leopardi di Recanati (Mc), con il progetto ‘RootNet: Reti Micorriziche Innovative da Economia Circolare per l’Agricoltura del Futuro’. Il team vincitore, composto dagli studenti Andrew Antognini, Cristian Alfonso Esposito, Caterina Giaconi, Giorgio Mancini e Alessandro Travaglia, coordinati da Lucia Galassi, ha conquistato un contributo del valore di 75.000 euro destinato al potenziamento del laboratorio di scienze della scuola. 

    Al secondo posto si è classificato l’Istituto Tecnico Tecnologico Grazia Deledda di Lecce, con il progetto ‘Chromagenesis: Molecular Farming dove i geni diventano colore. Dalle radici della tradizione ai bioreattori del futuro’, premiato con 45.000 euro. Il terzo premio, pari a 30.000 euro, è stato assegnato al Liceo Scientifico Ignazio Vian di Anguillara Sabazia (RM), con il progetto ‘Medical Fish Waste’. 

    Hanno inoltre ricevuto il premio finalisti del valore di 10.000 euro ciascuno, da destinare al potenziamento dei rispettivi laboratori di scienze: l’Istituto Tecnico Tecnologico Cassandro Fermi Nervi di Barletta (Bt), l’Istituto Tecnico Tecnologico Zaccagna-Galilei di Carrara (Ms), il Liceo Scientifico Corradino D’Ascanio di Montesilvano (Pe), il Liceo Scientifico Sant’Anna di Torino e l’Istituto Tecnico Tecnologico Giovanni Caramuel di Vigevano (Pv), a conferma del livello di eccellenza raggiunto da tutti gli istituti finalisti. 

     

     

    La Challenge Mad for Science 2026 ha visto confrontarsi gli otto migliori istituti selezionati a livello nazionale sul tema “Risorse naturali e salute. Come la ricerca biotecnologica ci aiuta a salvaguardare persone e ambiente”, con progetti che hanno saputo coniugare creatività, rigore scientifico e capacità di applicazione concreta. A valutare i progetti finalisti è stata una Giuria d’eccellenza composta da Francesca Pasinelli, presidente di Fondazione Diasorin Ets e Presidente di Giuria; Irene Bozzoni, professore Ordinario presso l’Università “La Sapienza” di Roma; Davide Coero-Borga, autore e conduttore Rai; Cristina Messa, Direttrice Scientifica della Fondazione Don Gnocchi ed ex Ministro per la Ricerca; Ruggero Pardi, Professore Ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. 

    A rendere ancora più significativa questa edizione del decennale, la presenza di docenti e dirigenti scolastici delle scuole vincitrici delle precedenti edizioni, a testimonianza del percorso costruito da Mad for Science in questi dieci anni, che ha contribuito a creare una community nazionale dedicata alla didattica scientifica. 

    “Dieci edizioni rappresentano un traguardo importante e raccontano un percorso costruito insieme alle scuole italiane all’insegna della curiosità scientifica, della sperimentazione e della crescita – ha dichiarato Francesca Pasinelli, Presidente di Fondazione Diasorin ETS e Presidente di Giuria. – Anche quest’anno i progetti presentati hanno confermato l’elevato livello di preparazione raggiunto dagli istituti partecipanti. Il progetto presentato dal Liceo Scientifico Giacomo Leopardi di Recanati si è distinto per l’originalità, il rigore metodologico e l’attenzione a rendere fruibili i risultati agli utilizzatori finali e per essere riusciti a trovare un giusto bilanciamento tra il rigore scientifico-tecnologico e la comprensibilità a un pubblico ampio. Promuovere una cittadinanza scientifica consapevole continua a essere uno degli obiettivi centrali del nostro impegno e, dopo dieci anni, Mad for Science guarda al futuro con la volontà di continuare a investire nella cultura scientifica, per offrire a un numero sempre maggiore di giovani opportunità concrete di crescita e sperimentazione”. 

     

     

    La decima edizione del concorso rappresenta una tappa significativa nel percorso avviato dalla Fondazione Diasorin Ets nel 2016 con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica nelle scuole italiane e l’interesse degli studenti verso le discipline Stem. Ad oggi, Mad for Science ha coinvolto oltre 780 scuole, premiato 24 istituti e contribuito alla realizzazione di 19 laboratori di scienze in tutta Italia, con un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, consolidandosi come uno dei principali progetti nazionali dedicati alla didattica scientifica laboratoriale. Il Concorso Mad for Science è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come iniziativa di Valorizzazione delle eccellenze e si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione per una formazione scientifica innovativa e orientata al futuro. Inoltre, Fondazione Diasorin Ets è accreditata dallo stesso Ministero come Ente formatore per il triennio 2025/2027, a conferma della qualità e del valore dei percorsi dedicati a studenti e insegnanti. 

    Le precedenti edizioni sono state vinte rispettivamente dal Liceo Scientifico N. Cortese di Maddaloni (CE) (2025), dal Liceo Scientifico G. Terragni di Olgiate Comasco (2024), dal Liceo Scientifico G. Galilei di Catania (2023), dal Liceo Scientifico E. Segrè di Mugnano di Napoli (2022), dal Liceo Scientifico Valsalice di Torino (2021), dal Liceo Scientifico F. Buonarroti di Pisa (2020), dal Liceo Ariosto Spallanzani di Reggio Emilia (2019), dall’Istituto Statale A. Monti di Asti (2018) e dall’Istituto di Istruzione Superiore N. Pellati di Nizza Monferrato (AT) (2017). 

    La Challenge è disponibile integralmente sulla pagina Facebook della Fondazione Diasorin ETS: https://www.facebook.com/FondazioneDiasorin 

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    cronaca

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  • Money Road, nuovi ingressi e altre anticipazioni: stasera la seconda puntata

    Money Road, nuovi ingressi e altre anticipazioni: stasera la seconda puntata

    (Adnkronos) –
    Stasera, giovedì 28 maggio, nuovo appuntamento di ‘Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo’, lo strategy game Sky Original in onda in prima serata su Sky e in streaming su NOW. Cosa succederà in questa nuova puntata dopo il ritiro del giovanissimo Riccardo alla fine del primo episodio? 

    Fabio Caressa condurrà le persone comuni riunite nel mezzo della giungla malese più remota e selvaggia, alle prese con la sopravvivenza in un contesto di rigida privazione. A lui il compito di illustrare i trekking che li aspettano, percorsi faticosissimi durante i quali la Compagnia delle Tentazioni – già decisamente provata e affaticata dall’attività svolta con livelli estremi di temperatura e umidità – riceverà tentazioni irresistibili che, dovessero essere accolte, andrebbero a ridurre il montepremi complessivo finale che dopo il primo episodio ammonta a 328.950 euro. Dopo essere riusciti ad aggiungere 50mila al montepremi iniziale, infatti, i 12 partecipanti all’esperimento ne hanno consumati già 21mila accettando le proposte che venivano poste loro.  

    Ora la Compagnia ripartirà con 11 partecipanti: Marilina, 41 anni, Bologna, infermiera; Simona, 47 anni, Milano, impiegata; Chiara, 25 anni, Ancona, freelance; Sebastiano, 25 anni, Milano, libero professionista; Roberto, 63 anni, Viterbo, traslocatore; Daniele, 51 anni, Milano, esperto d’arte; Meryem, 25 anni, Napoli, content creator; Adele, 49 anni, L’Aquila, ingegnere; Marco, 42 anni, Milano, project planner; Fabrizio, 34 anni, Milano, commesso; Luana, 41 anni, Brescia, imprenditrice. 

    Ben presto, gli 11 faranno conoscenza con due nuovi componenti: Giordano, sorridente e spigliato speaker radiofonico 30enne di Modena; e Camilla, 24enne modella, milanese ma globetrotter per indole.  

    Nel secondo episodio tante le nuove tentazioni presentate da Fabio Caressa, tra lussuose abitazioni, incarichi top secret, trekking pericolosi tra mangrovie e serpenti, decisioni che metteranno sempre più alla prova il gruppo. Tra queste, sicuramente la nomina della nuova guida potrebbe cambiare gli equilibri: il suo ruolo, in questa edizione, sarà ben più impegnativo dell’anno scorso, e sarà portata a prendere decisioni cruciali per sé e per l’intero gruppo.  

    Cosa avrà in serbo la giungla per i partecipanti? Quali trekking dovranno affrontare? E soprattutto, riusciranno i due nuovi ingressi a farsi accettare dal resto del gruppo? 

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    spettacoli

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  • Epatite B cronica, Gsk: “Con bepirovirsen tassi guarigione funzionale significativi”

    Epatite B cronica, Gsk: “Con bepirovirsen tassi guarigione funzionale significativi”

    (Adnkronos) – Gsk ha annunciato oggi con una nota “dati cardine positivi per bepirovirsen, il suo oligonucleotide antisenso (Aso) sperimentale per il trattamento dell’epatite B cronica (Ebc)”. I risultati dei due studi di Fase III, B-Well 1 e B-Well 2, sono stati pubblicati simultaneamente sul ‘New England Journal of Medicin’e e presentati al congresso dell’Associazione europea per lo studio del fegato (Easl).  

    “I dati aggregati di entrambi gli studi – informa la nota – hanno dimostrato che il trattamento di 6 mesi con bepirovirsen ha raggiunto un tasso di risposta di guarigione funzionale statisticamente significativo e clinicamente rilevante del 19% nella popolazione complessiva dello studio (adulti con livelli di antigene di superficie dell’epatite B, raggiungendo gli endpoint primari. In un endpoint secondario chiave, è stato raggiunto un tasso di guarigione funzionale del 26% nei pazienti con attività virale inferiore, rispetto allo 0% con la sola terapia standard”. Inoltre, “il 49% dei pazienti trattati con bepirovirsen – dettaglia la nota – ha raggiunto un livello di antigene di superficie ≤100 UI/mL un anno dopo la fine del trattamento, secondo un’analisi esplorativa”, aggiungono da Gsk sottolineando che la perdita dell’antigene di superficie è associata a una significativa riduzione del rischio di cancro al fegato. “Gli studi – dettaglia la nota – hanno mostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità accettabile, coerente con altri studi su bepirovirsen. I tre eventi avversi più frequentemente osservati sono stati eritema nel sito di iniezione, dolore locale e aumento temporaneo del livello ematico di un enzima epatico”. 

    “L’epatite B cronica colpisce oltre 240 milioni di persone in tutto il mondo e rappresenta oltre la metà dei casi globali di tumore al fegato. Per la prima volta – ha dichiarato Tony Wood, Direttore Scientifico di Gsk – bepirovirsen offre la possibilità di tassi di guarigione funzionale significativamente migliori rispetto all’attuale standard di cura e il potenziale di ridurre il rischio di complicanze epatiche a lungo termine, incluso il tumore. Questo rappresenta un importante passo avanti nella nostra crescente pipeline di farmaci per il trattamento delle malattie epatiche, con l’obiettivo di trasformare gli esiti per i pazienti”. “L’attuale standard di cura per l’epatite B cronica impone un pesante fardello ai pazienti e ai sistemi sanitari e raramente garantisce una guarigione funzionale. Con le recenti linee guida che ora danno priorità alla guarigione funzionale – ha sottolineato Jinlin Hou, direttore dell’Istituto di Epatologia del Guangdong, in Cina, e autore principale dell’articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine – questi nuovi dati potrebbero rappresentare un importante passo avanti. Insieme a test e diagnosi migliorati, questa innovazione ha il potenziale per migliorare la vita di milioni di persone affette da epatite B cronica”. 

     

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  • Istituto Danone al congresso Sinu, focus su microbiota e invecchiamento sano

    Istituto Danone al congresso Sinu, focus su microbiota e invecchiamento sano

    (Adnkronos) – Fondazione Istituto Danone conferma il proprio impegno a supporto del sapere scientifico e del progresso nella ricerca nutrizionale partecipando al 46esimo congresso nazionale Sinu – Società italiana di nutrizione umana, a Bergamo dal 27 al 29 maggio. In un momento in cui alimentazione, prevenzione e invecchiamento in salute sono concetti sempre più centrali nel dibattito pubblico, la partecipazione della Fondazione all’importante appuntamento scientifico nazionale dedicato alla nutrizione rappresenta un’occasione rilevante per riaffermare il valore della scienza e del rigore metodologico, e per rafforzare l’impegno nella promozione, amplificazione e sostegno alla ricerca. Nel corso delle tre giornate congressuali – informa una nota – Fondazione Istituto Danone sarà presente con uno stand dedicato, luogo di incontro e dialogo sui progetti e le pubblicazioni realizzati e futuri, destinati alla comunità scientifica. 

    La mattina del 29 maggio, alle ore 10.30 presso la sala Oggioni, Lorenzo Morelli, presidente scientifico della Fondazione Istituto Danone, terrà la relazione ‘Microbiota nell’invecchiamento’, inserita nella sessione plenaria ‘Focus On’ moderata da Anna Tagliabue, presidente Sinu. L’intervento offrirà un approfondimento scientifico su uno dei temi oggi più rilevanti e innovativi nel panorama della ricerca nutrizionale internazionale: il ruolo del microbiota nei processi di invecchiamento e nella salute metabolica. Attraverso una lettura aggiornata delle più recenti evidenze scientifiche, il contributo metterà in luce come il microbiota si modifichi nel corso del processo di invecchiamento, mostrando come i cambiamenti nella sua composizione e funzionalità possano influenzare la traiettoria di salute. 

    “Il rapporto fra composizione del microbiota intestinale e una sana longevità – dichiara Morelli, presidente scientifico di Fondazione Istituto Danone, delegato del Rettore, Università Cattolica del Sacro Cuore, Cremona, già ordinario di Microbiologia – è uno dei temi di ricerca recenti che sta vivendo una crescente popolarità, grazie anche all’uso di nuove metodologie analitiche che però richiedono un approccio critico per l’interpretazione dei risultati che producono, approccio che verrà dettagliato nel corso della presentazione”. La partecipazione al congresso sarà inoltre l’occasione per annunciare la seconda edizione del premio Andrea Ghiselli, promosso dalla Fondazione Istituto Danone in collaborazione con Sinu. “La partecipazione al congresso Sinu rappresenta per la Fondazione Istituto Danone un’importante occasione di confronto con la comunità scientifica e con le nuove generazioni di ricercatori, su temi oggi centrali per la salute pubblica, come il ruolo dell’alimentazione e del microbiota nei processi di invecchiamento in salute – afferma Mariangela Rondanelli, vicepresidente Fondazione Istituto Danone, ordinario di Scienze e tecniche dietetiche, direttore della Scuola di specializzazione in Scienza dell’Alimentazione, Università degli Studi di Pavia -. Attraverso la seconda edizione del Premio Andrea Ghiselli vogliamo continuare a sostenere una ricerca rigorosa, innovativa e capace di produrre un impatto concreto sulla salute delle persone, raccogliendo così l’eredità di Andrea Ghiselli che ha sempre interpretato la scienza come strumento di conoscenza e servizio alla società”. 

     

    “La Sinu è molto attenta a supportare l’attività dei giovani ricercatori che da sempre contribuiscono con entusiasmo alla crescita della ricerca. Per questo abbiamo accolto con grande piacere la possibilità offerta da Fondazione Danone di rinnovare anche per quest’anno il premio dedicato al ricordo di Andrea Ghiselli durante il Congresso Nazionale della Società – sottolinea Anna Tagliabue, presidente Sinu, già ordinario di Scienza dell’Alimentazione, Università degli Studi di Pavia. 

    Sempre nella giornata del 29 maggio, alle ore 11, all’interno della sessione dedicata al Premio Andrea Ghiselli, sarà previsto un momento di approfondimento sulla tesi vincitrice della precedente edizione, a cura di Sofia Lotti, Dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell’Università degli Studi di Firenze (Chronodiet a randomised clinical trial to evaluate the effects of a chronotype-adapted diet on weight loss in overweight/obese subjects). Nel corso della sessione avrà luogo, inoltre, un breve intervento da parte di uno dei due ricercatori insignito di una menzione d’onore, conferita per la qualità scientifica e l’innovazione del lavoro presentato, Martina Moretton, dottorata presso l’Università degli Studi di Udine, per la tesi dal titolo ‘Formulation and processing strategies for obtaining bakery products tailored to the elderly’s needs’. Istituito nel 2025 per custodire e rinnovare la memoria scientifica e culturale del Professor Andrea Ghiselli – medico nutrizionista, ricercatore e storico membro del comitato scientifico della Fondazione Istituto Danone – il Premio nasce con l’obiettivo di sostenere e valorizzare i giovani ricercatori che abbiano conseguito un dottorato di ricerca con una tesi distintasi per originalità, rigore metodologico e rilevanza scientifica, in piena sintonia con i valori e l’eredità intellettuale del Professore. Figura di riferimento della nutrizione italiana, Ghiselli ha contribuito in modo determinante alla ricerca e alla diffusione di una cultura alimentare consapevole, impegnandosi nel contrasto alla disinformazione e coniugando rigore metodologico, responsabilità pubblica e attenzione alla dimensione culturale del cibo con una straordinaria capacità divulgativa.  

    La nuova edizione del premio sarà dedicata al tema ‘Impatto dell’alimentazione sul processo di invecchiamento in salute’, un focus che richiama una delle principali sfide sanitarie e sociali contemporanee: approfondire il ruolo dell’alimentazione nel contribuire a “dare più salute agli anni” cioè a disegnare una miglior prospettiva di salute nell’età avanzata. Il Premio prevede l’assegnazione di una borsa di studio e le candidature potranno essere presentate a partire dal 1° luglio fino al 30 novembre 2026, mentre la cerimonia di consegna si terrà nel febbraio 2027. A valutare i progetti sarà una commissione scientifica d’eccellenza, composta da rappresentati Sinu, del Comitato scientifico di Fondazione Istituto Danone ed esperti del settore di fama riconosciuta.  

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    cronaca

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  • Difesa, Eurispes: per il 44,2% degli italiani le spese sono un costo per il Paese

    (Adnkronos) –
    Il 44,2% degli italiani considera un costo le risorse destinate alla Difesa, al contrario, il 32,1% le vede come un investimento, mentre moltissimi, il 23,7%, non sanno esprimersi in merito. Mettendo a confronto queste risposte con quelle fornite al medesimo quesito nel 2024, si può osservare come sia aumentata la quota di coloro che vedono le spese per la Difesa soprattutto come un costo (dal 36,2% al 44,2%). Lo rileva il Rapporto Italia 2026 di Eurispes.
     

    “La guerra di oggi, non solo rispetto alla Seconda Guerra Mondiale, ma anche a conflitti di 10-15 anni fa, è un fenomeno a 360 gradi, molto più complesso e con conseguenze e portata estremamente più ampie – si legge nel rapporto – Inoltre, da alcuni anni, le guerre, in conseguenza di una continua ed accelerata evoluzione tecnologica, si svolgono con modalità e strumenti profondamente diversi al punto da essere definite ibride. Processi che hanno non poche conseguenze dal punto di vista qualitativo ed anche quantitativo, facendo registrare nel mondo un numero crescente di conflitti, meno tradizionali, ma più duraturi e con conseguenze non meno devastanti. Dal 1946, dopo la Seconda Guerra Mondiale, fino al 2024, l’andamento delle guerre è stato in continua ascesa, evidenziando come negli ultimi anni si è raggiunto il picco storico del numero di conflitti in corso: 61 nel 2024”. 

    L’indagine 2026 dell’Eurispes esplora l’atteggiamento, le opinioni, i timori degli italiani in questi anni segnati da una conflittualità internazionale inattesa e destabilizzante. L’insieme dei risultati “parla di una diffusa e crescente chiusura degli italiani rispetto agli investimenti per armi e milizie, come pure rispetto all’eventualità di partecipare ad attività militari, persino a difesa di un paese Nato sotto attacco. E non mancano le ansie – la maggioranza dei cittadini teme, ad esempio, l’espansionismo russo su altri territori e non si dice soddisfatto della possibilità di una spartizione del mondo in aree di influenza delle superpotenze. In questo contesto, l’Europa, evidentemente più sola, come mai era accaduto dal secondo Dopoguerra, appare anche disunita, politicamente, nelle prospettive e negli interessi, ma pure sul fronte militare, dove effettivamente le linee comuni sono limitate. Tuttavia, il nostro Paese, secondo i cittadini, ha bisogno di impiegare le limitate risorse in altre direzioni. E la partecipazione attiva ai conflitti non è un’opzione accettabile”. 

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    economia

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  • Temptation Island, prossimamente su Canale 5: la verità sulla sigla

    Temptation Island, prossimamente su Canale 5: la verità sulla sigla

    (Adnkronos) –
    Temptation Island torna prossimamente su Canale 5. L’annuncio è arrivato ufficialmente nelle ultime ore con un video pubblicato sui social dall’account ufficiale del programma di Canale 5 in cui compare Filippo Bisciglia per mettere fine ai rumors che negli ultimi giorni avevano preoccupato i fan più fedeli del programma. 

    Temptation Island cambia sigla? Il conduttore è intervenuto per smentire questa indiscrezione. Nel filmato ironico Bisciglia ha, infatti, risolto il mistero. “Don’t touch my ‘ai lov de uei iu laiiiiiii’”, è la didascalia del post che conferma così la sigla ufficiale anche per l’edizione del 2026. 

     

     

    “Che nessuno tocchi la sigla”, ha aggiunto Filippo Bisciglia tra i commenti al post, sottolineando come la canzone ‘Love the Way You Lie’ di Eminem e Rihanna non può essere sostituita. Negli ultimi giorni erano circolate ipotesi che la sigla potesse essere sostituita con il brano ‘What I’ve Done’ dei Linkin Park. 

     

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    Ia, deepfake vocali e clonazioni: studio legale Ontier racconta nuove soluzioni e tutele per gli artisti

    (Adnkronos) – Nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, la voce rappresenta uno degli asset più strategici per l’industria musicale, ma anche il più esposto a fenomeni quali deepfake vocali, clonazioni, nuovi modelli di licensing e sfruttamento commerciale. Si tratta di un cambio di paradigma per l’intero settore (compresi artisti, label, piattaforme e operatori tech) che ha aperto scenari inediti sul fronte della tutela della voce, ma che sul piano legislativo risente di una disciplina non al passo con i tempi.  

    Oggi non basta parlare di strategie difensive, serve un approccio proattivo che consenta di trasformare il rischio in opportunità. Non a caso, Ontier -studio legale globale con headquarter a Londra e presenza anche in Italia- ha organizzato insieme a Rockol MusicBiz il workshop ‘La nuova frontiera dei diritti: la tutela della voce’, che si è svolto a Milano alla presenza dei rappresentanti di alcune delle maggiori società di discografia, publishing e management. Un’occasione in cui gli avvocati Luca Pardo (co-managing partner e head of regional Europe di Ontier) e Pierluigi De Palma (of counsel presso Ontier) hanno analizzato come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo il perimetro dei diritti sulla voce tra identità personale, proprietà, licenze e nuovi modelli di sfruttamento nella filiera musicale. 

    “Oggi -spiega l’avvocato Luca Pardo (co-managing partner e head of regional Europe di Ontier)- chiunque può vedere la propria voce replicata e usata senza alcun consenso. Oltre agli strumenti giuridici già esistenti ed efficaci per difendersi, come la tutela del diritto alla personalità o la tutela del diritto connesso dell’artista interprete-esecutore, occorre lavorare di più su nuovi strumenti in grado di evolvere dalla voce come diritto della personalità alla voce come proprietà o elemento del diritto d’autore, per consentirne ogni utilizzo e sfruttamento commerciale. Grazie allo specifico know how che contraddistingue Ontier nel panorama nazionale e internazionale, siamo in grado di tradurre questa complessità in soluzioni concrete e su misura”. 

    Oggi clonare artificialmente la voce di un artista non è più solo tecnicamente possibile, ma anche facilmente realizzabile, grazie al rapido sviluppo di software, algoritmi di Ai o altre tecnologie vocali sempre più accessibili, con conseguenze giuridiche, economiche e reputazionali di grande impatto per l’intero settore discografico e musicale. Basti pensare che nel 2025, sulla piattaforma di streaming Deezer sono stati rilevati e taggati oltre 13,4 milioni di brani creati con l’intelligenza artificiale e, sebbene solo una piccola percentuale degli stream totali sulla piattaforma (fino al 3%) provenga da brani generati dall’Ia, le frodi rappresentano fino all’85% degli ascolti .  

    Secondo un recente studio, inoltre, il 97% delle persone non riesce a distinguere tra musica generata interamente dall’Ai e musica creata dall’uomo. Casi recenti -anche di grande visibilità mediatica- hanno dimostrato come sia possibile generare performance vocali realistiche che imitano artisti noti, distribuirle su piattaforme di streaming e social media raccogliendo milioni di ascolti, prima ancora che le etichette o i diretti interessati possano intervenire. Emblematico il caso di ‘Heart on my sleeve’, brano creato da un misterioso creator noto come Ghostwriter utilizzando l’intelligenza artificiale per riprodurre le voci di Drake e The Weeknd, che ha acceso un forte dibattito nell’industria musicale. La canzone, diventata virale su Spotify, Apple Music e TikTok prima della rimozione richiesta dalle major, ha sollevato interrogativi su copyright, proprietà intellettuale e sul futuro delle opere generate dall’Ai, inclusa la possibilità che possano concorrere a premi musicali. 

    Nel nostro ordinamento la voce è un elemento della persona e della sua immagine, ma anche un dato personale che viene tutelato dal Regolamento Gdpr e dalla normativa di esecuzione, incluse le linee guida dell’Autorità garante della privacy. Chi utilizza la voce altrui senza consenso -anche attraverso tecnologie di sintesi o clonazione- può incorrere in responsabilità civile e penale, oltre che nella violazione dei diritti connessi spettanti agli artisti interpreti ed esecutori. Eppure, lo stesso fenomeno sta aprendo nuove strategie di sfruttamento commerciale. Per Ontier, una soluzione strutturata, ad esempio, prevede che l’artista o il titolare dei diritti affidi, tramite un apposito veicolo societario, la creazione di un dataset Ai della propria voce naturale, al fine di ottenere e gestire in modo esclusivo la propria voce sintetica. Questo modello garantisce la titolarità del dataset e della voce sintetica, i diritti di utilizzazione economica della stessa, la possibilità di monetizzare anche oltre i limiti temporali dei diritti della personalità, nonché la bancabilità del progetto, aprendo la partecipazione a partner e investitori terzi o la cessione del veicolo stesso.  

    Abbiamo assistito a strumenti di protezione che includono la registrazione del marchio sonoro (una forma di tutela già esplorata da alcuni nomi di rilievo del panorama artistico e mediatico come la cantante Taylor Swift e Giusy Ferreri o il doppiatore Luca Ward). Si tratta tuttavia di strumenti con una portata più limitata, riconducibile alla sola tutela difensiva della voce come depositata, ma che non ne consentono una valorizzazione economica strutturata, continuativa e patrimonialmente più redditizia. Nella prospettiva di Ontier, la voce sintetica non rappresenta più soltanto un elemento da tutelare, ma diventa un vero e proprio asset autonomo, suscettibile di valorizzazione economica, investimento e circolazione. 

    Diritto alla voce: tra gli esempi internazionali a cui guardare, l’Elvis Act (dal primo luglio 2024), una legge pionieristica -entrata in vigore nello Stato del Tennessee- che estende il diritto di proprietà sulla voce, tanto quella naturale quanto quella simulata o sintetica. Prende il nome da Elvis Presley e nasce con l’obiettivo di proteggere artisti e professionisti della musica dall’uso non autorizzato di voci e immagini da parte dell’Ai generative. La legge non colpisce solo chi usa la voce clonata, ma anche chi fornisce lo strumento per farlo. Prevede, in sintesi, la responsabilità civile nel caso di utilizzo commerciale, pubblicazione e divulgazione al pubblico della voce senza aver ottenuto il consenso dell’interessato, ma anche nel caso di distribuzione di un algoritmo che consenta di riprodurre la voce senza consenso. Sono salvi i classici casi di Fair Use (un’eccezione legale che consente di utilizzare materiale protetto senza chiedere il permesso al titolare dei diritti, a condizione che l’uso rientri in certe categorie considerate socialmente utili). 

    L’emendamento rivoluzionario della Danimarca alla normativa sul copyright: una proposta di legge pionieristica contro i deepfake, che offre finalmente alle persone strumenti concreti per difendere la propria identità digitale. In pratica, tratta la voce e l’immagine di una persona come proprietà ai sensi del diritto d’autore. Si passa quindi dalla voce come diritto della personalità alla voce come proprietà o elemento del diritto d’autore, per consentirne ogni utilizzo e sfruttamento commerciale come qualsiasi altro bene giuridico. La legge era attesa in vigore il 31 marzo 2026, prima che venisse annunciata un’elezione generale anticipata, che ne ha slittato i tempi. 

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