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  • Bologna-Italiano ai saluti, ufficiale risoluzione consensuale (ma per il Napoli è in corsa anche Allegri) n

    Bologna-Italiano ai saluti, ufficiale risoluzione consensuale (ma per il Napoli è in corsa anche Allegri) n

    (Adnkronos) – Vincenzo Italiano non è più l’allenatore del Bologna. Il club rossoblù ha comunicato la risoluzione consensuale del contratto del tecnico, sempre più vicino alla panchina del Napoli. Il club emiliano ha dato la notizia con un comunicato ufficiale: “Il Bologna Fc 1909 rende noto di aver raggiunto l’accordo con Vincenzo Italiano per la risoluzione consensuale del contratto. Italiano ha comunicato al Club di ritenere concluso il suo ciclo a Bologna, al termine di due stagioni contrassegnate da ottimi risultati, indipendentemente da qualsiasi prospettiva lavorativa futura. La Società ringrazia Vincenzo per la passione e la dedizione con cui ha svolto il suo lavoro in questi anni, che resteranno nella storia del Club anche per la conquista della Coppa Italia il 14 maggio 2025. A Italiano e al suo staff vanno i migliori auguri per il prosieguo della carriera”. 

    Il tecnico è molto vicino a diventare il nuovo allenatore del Napoli. Per la panchina azzurra, nelle ultime ore è però tornato in auge il nome di Massimiliano Allegri. 

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  • False fatture per il programma tv ‘Dalla parte degli animali’, Michela Vittoria Brambilla indagata

    False fatture per il programma tv ‘Dalla parte degli animali’, Michela Vittoria Brambilla indagata

    (Adnkronos) – La parlamentare Michela Vittoria Brambilla è indagata con altre persone in un’inchiesta della Procura di Milano che ipotizza il reato di false fatturazioni per la realizzazione del suo programma tv ‘Dalla parte degli animali’. Sono in corso perquisizioni della Guardia di finanza tra Milano, Torino e Roma nella sede dell’Enci – Ente nazionale cinofilia italiana – e di tre società di produzione televisiva (perquisizioni che non riguardano l’esponente politica). 

    L’inchiesta – affidata ai pubblici ministeri Antonio Pansa e Giancarla Serafini, con l’aggiunto Paolo Ielo – punta a ricostruire la modalità con cui Enci sponsorizza la trasmissione televisiva condotta da Brambilla: “i soldi arrivano alle case di produzione, ma la quasi totalità del denaro viene poi riversato alla stessa parlamentare, pagandola appunto per la conduzione. Attraverso l’utilizzo – è l’ipotesi investigativa che filtra -, di fatture false” come anticipato dal sito La Repubblica.  

    L’interesse è dovuto al fatto che lo schema comporta dei benefici fiscali. L’indagine si concentra sul capire il flusso di denaro che da Enci arriva a Brambilla e a quale titolo l’ente fa da sponsor per la trasmissione.  

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  • Sinner, lite con Vagnozzi al Roland Garros: “Mi lasci solo?”

    Sinner, lite con Vagnozzi al Roland Garros: “Mi lasci solo?”

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    Jannik Sinner ‘zittisce’ Simone Vagnozzi a Roland Garros 2026. Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro ha sfidato Juan Manuel Cerundolo nel secondo turno dello Slam di Parigi, in una partita segnata, nelle sue fasi finali, anche da un battibecco con il suo angolo. 

    Durante un turno di servizio, Vagnozzi si alza in piedi per dare indicazioni all’azzurro, che però reagisce male: ”Puoi lasciarmi un attimo solo? Un attimo solo”, ha urlato al suo allenatore, che dal canto suo è tornato a sedersi lasciando Sinner ai suoi pensieri. 

    Una tensione evidente dovuta anche a problemi fisici manifestati nel corso del terzo set. Sinner ha iniziato a sentire un accenno di crampi e una sensazione di vomito, chiamando in campo prima il fisioterapista e poi rientrando negli spogliatoi. 

     

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  • Sinner, crampi e vomito al Roland Garros? Cos’è successo con Cerundolo

    Sinner, crampi e vomito al Roland Garros? Cos’è successo con Cerundolo

    (Adnkronos) –
    Infortunio per Jannik Sinner al Roland Garros 2026? Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro ha sfidato l’argentino Juan Manuel Cerundolo in una partita segnata, nelle fasi finali del terzo set, da un problema fisico accusato da Sinner, che al momento di servire per il match ha concesso break facendosi rimontare da 5-1 a 5-4. 

    Sinner ha iniziato a muoversi male, faticando a guidare gli scambi e non trovando più slancio con il servizio, in quelli che sembrano a tutti gli effetti crampi. Al momento del cambio di campo Sinner si è seduto in panchina massaggiandosi la coscia sinistra, ma senza chiedere l’intervento del fisioterapista. Tornato in campo l’azzurro ha però cominciato a zoppicare. 

    “Dipende da cosa hai”, gli ha detto l’arbitro quando lui ha chiesto se potesse prendersi del tempo. “Non so se è disidratazione”, ha detto l’azzurro, che poi ha chiamato il fisioterapista. “Mi sento la testa pesante e sento di dover vomitare”, ha detto Sinner al suo team, rientrando poi negli spogliatoi. 

     

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    sport

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  • myPos, esperienza d’acquisto cashless continua ad ‘Anteprima d’estate’ promossa da Artigiano in fiera 

    myPos, esperienza d’acquisto cashless continua ad ‘Anteprima d’estate’ promossa da Artigiano in fiera 

    (Adnkronos) – Prosegue la collaborazione triennale tra myPos, piattaforma finanziaria all-in-one dedicata alle piccole imprese europee, e Artigiano in Fiera, la più grande manifestazione internazionale dedicata all’artigianato e alle micro e piccole imprese. In occasione della seconda edizione di ‘Anteprima d’estate’, myPos torna al fianco della manifestazione come partner di pagamento ufficiale, mettendo a disposizione degli espositori soluzioni per accettare pagamenti digitali in modo semplice, rapido e sicuro. 

    Dal 29 maggio al 2 giugno, presso il quartiere fieristico di FieraMilano Rho, Anteprima d’estate -promossa da Artigiano in fiera- tutti i giorni dalle 10 alle 22.30 e con ingresso gratuito offrirà alle micro e piccole imprese presenti un contesto ad alta affluenza per incontrare nuovi clienti e trasformare i contatti in opportunità commerciali.  

    In questo scenario, un’esperienza di pagamento fluida contribuisce a ridurre code e disagi e a supportare l’operatività quotidiana degli espositori anche nei momenti di picco. Grazie all’ecosistema myPos, i merchant possono gestire incassi e attività in modo continuativo e sotto controllo, senza problemi di connessione, offrendo ai visitatori un’esperienza di acquisto cashless più fluida e riducendo la necessità di ricorrere agli sportelli Atm. 

    “Eventi come ‘Anteprima d’estate’ promosso da Artigiano in fiera sono un’occasione concreta per dimostrare come la digitalizzazione dei pagamenti possa semplificare il lavoro quotidiano dei commercianti”, ha affermato Alessandro Bocca, country manager di myPos. “Il nostro obiettivo è rendere l’esperienza d’acquisto cashless più scorrevole per i visitatori e, allo stesso tempo, aiutare gli espositori a gestire incassi e operatività con maggiore continuità e controllo: non solo un Pos, ma un ecosistema di strumenti che li accompagna prima, durante e dopo l’evento”. 

    “Questo accordo, che celebra il terzo anno di collaborazione, è prima di tutto un impegno condiviso per rendere l’esperienza all’Artigiano in fiera sempre più fluida, piacevole e vicina alle esigenze di chi la vive, artigiani e visitatori. Il nostro villaggio artigiano globale è fatto di incontri, scoperte e relazioni, e innovare significa anche semplificare ogni gesto quotidiano, a partire dai pagamenti -ha dichiarato Gabriele Alberti, amministratore delegato e direttore generale di Ge.Fi.-. In un contesto che ogni giorno accoglie migliaia di transazioni, offrire soluzioni rapide, intuitive e sicure diventa fondamentale per lasciare spazio a ciò che conta davvero: l’esperienza, la scoperta del lavoro artigiano e il piacere dell’acquisto”. 

    Il team myPos sarà presente ad ‘Anteprima d’estate’ supportando gli artigiani con uno stand dedicato (L84/M83, Padiglione 3). 

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  • Da Mario Sechi a Massimo Giletti e Federica Angeli, oltre 200 i giornalisti sotto scorta e tutela in Italia

    Da Mario Sechi a Massimo Giletti e Federica Angeli, oltre 200 i giornalisti sotto scorta e tutela in Italia

    (Adnkronos) –
    Sono oltre 30 i giornalisti sotto scorta armata in Italia. E Mario Sechi, il direttore di Libero, è solo l’ultimo cronista a finire sotto protezione dello Stato. Come ha scritto lo stesso Sechi, “sono diventato un bersaglio del terrorismo anarchico perché penso e scrivo”. E’ stata una telefonata a cambiargli la vita. Arrivata dal prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, a cui ha fatto seguito una visita del questore Bruno Megale, che gli hanno formalmente comunicato la necessità della protezione.  

    Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione, anche se sono 30 i giornalisti sotto scorta, la cifra sale di parecchio se si considerano le forme di vigilanza e tutela dinamica. Che superano i 200 casi complessivi. Se in passato la matrice principale era quella della criminalità organizzata, oggi invece si registrano dei cambiamenti con forti picchi legati all’estremismo politico, ai movimenti eversivi e alle inchieste sui colletti bianchi. 

    A Mario Sechi è stata assegnata la scorta per le minacce arrivate dalla galassia anarco-insurrezionalista dopo i suoi editoriali sui fatti di Roma. Ma con Sechi sono tanti altri i giornalisti scortati in Italia. A partire da Massimo Giletti. Il giornalista e conduttore è sotto scorta dal 2020 a seguito delle minacce del boss palermitano Filippo Graviano, intercettato in carcere mentre si scagliava contro il conduttore per le puntate di Non è l’Arena dedicate alle scarcerazioni dei mafiosi durante la pandemia. 

    A seguire c’è Lirio Abbate, che è da anni sotto scorta per le sue inchieste su Cosa Nostra, i legami tra mafia e politica e la cattura dei latitanti. È stato nel mirino diretto del boss Leoluca Bagarella. Ancora: Paolo Borrometi vive sotto scorta armata dal 2014. Le sue inchieste sulla mafia di Scicli e della Sicilia orientale hanno portato allo scioglimento di comuni e a pesantissimi decreti di condanna. Contro di lui era stato pianificato un attentato con autobomba, fortunatamente sventato. 

    Il cronista calabrese Michele Albanese vive sotto scorta dal 2014 per aver raccontato i riti e gli affari della ‘Ndrangheta nella piana di Gioia Tauro. Poi, lo storico giornalista d’inchiesta Sandro Ruotolo, finito sotto scorta per le minacce di morte ricevute dal boss dei Casalesi, Michele Zagaria, a causa delle sue indagini sul traffico di rifiuti tossici in Campania. Più di recente si è aggiunto all’elenco anche Nello Trocchia. Sotto scorta per le sue inchieste sulla criminalità organizzata a Roma e nel Lazio, in particolare sui clan di Ostia e del basso Lazio, e per le indagini sulla Camorra campana. Un altro giornalista d’inchiesta sotto scorta è Salvo Palazzolo di Repubblica, che da anni scrive di mafia ed è stato destinatario di minacce di morte. 

    Per avere scritto inchieste su Roma e il suo litorale viva da 13 anni sotto scorta la cronista di Repubblica Federica Angeli, che ha squarciato il velo di omertà sul clan Spada a Ostia. Il suo caso è uno dei più noti di resilienza e continuità professionale nonostante l’isolamento coatto. 

    I conduttori delle principali trasmissioni di giornalismo investigativo italiano sono spesso nel mirino per la capacità di amplificazione dei loro network. A partire da Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report (Rai 3) che vive sotto scorta a causa di minacce di morte provenienti sia da ambienti mafiosi legati alla destra eversiva, sia per le inchieste su frodi finanziarie, traffici internazionali e corruzione. Ci sono anche nomi meno conosciuti, ma sempre nel mirino della criminalità, come Marilena Natale, una cronista casertana che vive sotto scorta rigida per le sue coraggiose denunce contro le fazioni del clan dei Casalesi. (di Elvira Terranova) 

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    cronaca

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  • Roland Garros, Oliynykova contro i tennisti russi: “Sono parte della propaganda, la loro bandiera è come la svastica”

    Roland Garros, Oliynykova contro i tennisti russi: “Sono parte della propaganda, la loro bandiera è come la svastica”

    (Adnkronos) – Dopo il successo contro la russa Pridankina al Roland Garros 2026, Oleksandra Oliynykova continua nella sua polemica contro i tennisti russi, per le vicende connesse alla guerra tra Russia e Ucraina: “Quando gioco sono professionale – ha detto la tennista ucraina in conferenza stampa, tornando sul tema dopo gli Internazionali – non mi influenza contro chi. Penso però che dobbiamo capire che trasformare tutto questo in uno spettacolo non sia giusto. Potrei mostrarvi cosa i russi hanno fatto ai campi da tennis in Ucraina e cosa sta succedendo. Molti atleti ucraini sono andati in guerra per difendere l’Ucraina e sono morti. Altri sono stati uccisi in casa, come civili”. 

    Oliynykova si è soffermata poi sulla bandiera russa: “È un simbolo di terrore, il simbolo che i soldati russi usano dopo aver distrutto completamente delle città. Per me, usare quella bandiera non è diverso dall’usare una svastica. Non vedo differenze”. 

     

    Parlando degli atleti russi, Oliynykova ha aggiunto: “Il problema è che fanno parte della propaganda. Restano in silenzio, così sostengono il regime. Molti partecipano attivamente alla propaganda sui social e partecipando a eventi sponsorizzati da Gazprom. Altri sostengono Putin, non si parla abbastanza di questo”. E ancora: “Dobbiamo smettere di fingere che non stia succedendo nulla. I giocatori russi contribuiscono a una propaganda aggressiva anche verso gli altri Paesi europei”. 

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  • Eurispes: la politica privilegia emozione ad argomento, mobilitarsi per grandi cause

    (Adnkronos) – “Le politiche non possono essere un insieme di interventi scollegati, al contrario, devono essere coerenti e interdipendenti. Il recupero –o la ricostruzione– di un modello di crescita che combini gli elementi quantitativi con quelli qualitativi, quelli economici con quelli sociali e culturali: in altre parole, la grande causa della lotta all’esclusione nei suoi molteplici aspetti, richiede una capacità e una volontà di progettare che, in questa fase storica, è difficile riscontrare nel dibattito politico italiano. Questo, perché la politica italiana è dominata da una grammatica che privilegia l’emozione sull’argomento, lo slogan sulla proposta, la visibilità sulla competenza”. Lo rileva il Rapporto Eurispes 2026. 

    “I programmi elettorali, quando esistono, non sono letti, a volte, nemmeno da chi teoricamente li avrebbe scritti, tanto spesso questo accade anche nel momento in cui vengono introdotte nuove norme. La politica dialoga con i cittadini -sottolinea ancora il documento- attraverso i Social grazie all’Intelligenza artificiale istruita e gestita da agenzie di comunicazione e non dal singolo politico. Il Parlamento è sempre meno il luogo dove si decide e sempre più un’Aula in cui si ratifica ciò che è stato deciso altrove”. 

    “Una generazione senza grandi cause -avverte il Rapporto- è una generazione senza futuro. Ed ecco un altro nodo nevralgico: l’Italia ha bisogno di grandi cause, cioè di obiettivi collettivi condivisi attorno ai quali mobilitare energie, risorse, intelligenze. Ma, per coglierle occorre una politica capace di pensiero lungo. E il pensiero lungo è incompatibile con il ciclo elettorale permanente e con la logica del consenso estemporaneo. Occorre recuperare ciò che per i Padri costituenti era il ‘senso dello Stato’: l’idea che esistano interessi superiori a quelli di partito, di coalizione, di mandato elettorale o privati o personali”.  

     

    “È una posizione che riconosce la differenza tra chi governa per sé e chi governa per la comunità. Tra il politico che chiede: ‘cosa posso promettere per vincere le prossime elezioni?’ e il politico che chiede: ‘cosa devo fare per lasciare il Paese in condizioni migliori di come l’ho trovato?’. La seconda domanda è quella giusta ed è anche la più difficile da porsi. Difficile anche -sottolinea ancora Eurispes- perché esiste un processo in atto che riguarda sicuramente il nostro Paese ma anche, in termini più estesi e diffusi, l’intera comunità internazionale che è un aspetto nuovo, e più inquietante, della nostra epoca: il potere decisionale si è spostato, ha trovato casa altrove. Non si esprime più principalmente nei luoghi istituzionali, ma in luoghi differenti, spesso opachi, raramente sottoposti a controllo democratico”.  

    “Lo troviamo nelle piattaforme tecnologiche che decidono che cosa milioni di persone vedono ogni giorno orientando, insieme ai consumi, credenze, valori e modi di pensare. Lo troviamo nei fondi di investimento globali che orientano le politiche economiche degli Stati con la sola forza dei mercati finanziari. In reti di potere informali che si incontrano in dimore private piuttosto che nelle Aule parlamentari. Solo poche settimane fa è stato divulgato il ‘Manifesto della Repubblica tecnologica’, manifesto politico, tecnologico e imprenditoriale di Palantir, che ricordiamo essere una società privata tra le più importanti negli àmbiti della sorveglianza digitale, della previsione e della tecnologia civile e militare”.  

    “Non a caso, Papa Leone XIV nel messaggio per la 60esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali ad inizio 2026, ha denunciato -ricorda il Rapporto Eurispes- l’esistenza di una ‘enorme forza invisibile che coinvolge tutti’ nelle mani di ‘una manciata di aziende’, definendo il controllo algoritmico come un rischio di oligopolio e richiamando alla necessità di ‘costruire una cittadinanza digitale consapevole e responsabile’”. 

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  • Farmaci, Liris (Fdi): “Investire in equivalenti, è opportunità per più fragili”

    Farmaci, Liris (Fdi): “Investire in equivalenti, è opportunità per più fragili”

    (Adnkronos) – “Il farmaco equivalente rappresenta un’opportunità in più, in particolar modo per la parte più fragile della popolazione. Investire nei farmaci equivalenti significa offrire una possibilità ulteriore e rendere più resiliente e sostenibile la sanità pubblica, nonché il modo universalistico di erogare assistenza sui territori. Chiaramente, ciò richiede di poter contare su un’offerta e su una qualità di farmaci all’altezza”. Lo ha detto a Roma Guido Quintino Liris (Fdi), membro della Commissione Bilancio del Senato, all’evento istituzionale per le celebrazioni del trentennale di Doc Pharma. Un’occasione per ripercorrere la storia dello sviluppo del farmaco equivalente in Italia con uno sguardo volto alle sfide future del sistema salute. 

    “Gli investimenti nel comparto possono fare la differenza – riprende il senatore – sia per quanto riguarda la produzione industriale, sia per quanto riguarda la qualità e l’accessibilità alle cure”. E proprio sulla qualità del prodotto, Liris si sofferma: “È fondamentale preservarla: è su questo fronte che oggi si può combattere una battaglia utile per tutti gli italiani, per il modello universalistico di sanità e, soprattutto, per le prospettive di autonomia e indipendenza. Dobbiamo lavorare molto per raggiungere una maggiore autonomia, anche nella produzione di farmaci. In definitiva – conclude – lavoro, produzione, ma anche qualità e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”.  

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  • Conte (Inps): “Mobilità dato di fatto, vogliamo far dialogare Paesi”

    Conte (Inps): “Mobilità dato di fatto, vogliamo far dialogare Paesi”

    (Adnkronos) – “La mobilità dei lavoratori è ormai un dato di fatto. In tutta Europa si spostano milioni di persone che cercano un lavoro per loro più favorevole, e questo comporta che le istituzioni pubbliche si adeguino per offrire servizi sempre migliori. Inps, sviluppando una sensibilità già presente negli anni scorsi, ha istituito una vera e propria direzione centrale dedicata a questi temi, rivolta quindi ai lavoratori e ai pensionati che si spostano in Europa e nel mondo. Nei prossimi anni dobbiamo continuare con lo sviluppo delle pratiche di cooperazione fra gli enti, europei o comunque internazionali, per offrire servizi sempre migliori, investire nel digitale, ma soprattutto informare le persone, spiegare i loro diritti, essere sempre più presenti e pronti a far sì che quei diritti siano effettivi ed esigibili. La Direzione Centrale Relazioni Internazionali nasce proprio con questa missione”. Giuseppe Conte, Direttore centrale relazioni Internazionali Inps, così commenta a margine dell’iniziativa ‘Il Lavoro Frontaliero fra Italia, Francia e Principato di Monaco’, ospitato al Casinò di Sanremo – 

    “Noi siamo qui stamattina proprio perché partiamo da una realtà particolare che è quella dei rapporti fra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta con Francia e Principato di Monaco – aggiunge – E’ una zona in cui la dimensione transfrontaliera è molto forte, molto sentita. Si può fare di più, si possono sviluppare i servizi, si possono informare meglio i cittadini e per questo motivo c’è necessità di confronto fra tutte le istituzioni coinvolte. Oggi questo convegno è il primo passo di un percorso di dialogo fra le amministrazioni proprio per sviluppare servizi sempre migliori”, conclude. 

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