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  • Eurispes: centenari più che raddoppiati in 16 anni in Italia e la quasi totalità vive in famiglia

    Eurispes: centenari più che raddoppiati in 16 anni in Italia e la quasi totalità vive in famiglia

    (Adnkronos) –
    I centenari italiani “sono più che raddoppiati in sedici anni, e la quasi totalità di loro vive in famiglia, non in strutture assistenziali. La longevità estrema produce, oltre una certa soglia, un plateau biologico che nessun modello demografico classico aveva previsto. L’Italia non sta semplicemente ‘accumulando’ anziani: sta producendo una forma di vecchiaia che non ha precedenti storici, con caratteristiche che smentiscono alcune delle assunzioni su cui si fondano le politiche correnti”. Lo evidenzia il rapporto Eurispes 2026. “L’Italia è il paese più vecchio d’Europa: al 2025, il 24,7% della popolazione ha più di 65 anni, con un’età mediana di 48,7 anni, la più alta nell’Ue. Il dato più allarmante non è però la quota degli over 65 in sé, ma la sua composizione: gli ultraottantenni superano per la prima volta i bambini sotto i dieci anni. Le nascite toccano il minimo storico (370mila nel 2024), i decessi sono quasi il doppio (651mila), e la migrazione non compensa il deficit”, sottolinea il report.  

    “I centenari sono 23.548 al primo gennaio 2025 e il loro numero è più che raddoppiato dal 2009 (+130% in sedici anni). Si tratta di una frazione minima della popolazione, ma proprio per questo rivelano qualcosa che i grandi numeri nascondono – chiosa l’Eurispes – Sono il punto estremo di una curva che si è spostata lungo tutto il suo profilo e, in quanto tali, funzionano come uno specchio deformante che amplifica le tendenze appena visibili nelle fasce di età inferiori. Ciò che oggi è eccezionale (sopravvivere cent’anni) diventa, nelle proiezioni, progressivamente meno raro. Capire come funziona la mortalità alle età estreme significa anticipare come funzionerà, tra qualche decennio, la mortalità nelle fasce che oggi consideriamo ‘normalmente anziane’. La distribuzione geografica dei centenari disegna una mappa della longevità che non coincide con quella del benessere economico. Inoltre, la quasi totalità dei centenari vive in contesto familiare. Questo dato, contro-intuitivo in un Paese dove la rete di cura formale per gli anziani è storicamente debole, suggerisce che la famiglia svolga non solo una funzione assistenziale ma anche una funzione biologicamente protettiva. Chi vive solo a 110 anni è statisticamente una rarità. La scoperta più sorprendente – prosegue – che emerge dall’analisi longitudinale dei semi-supercentenari italiani riguarda però la struttura stessa della mortalità alle età estreme. Contrariamente a quanto i modelli demografici classici avevano ipotizzato, oltre i 105 anni il rischio di morte non cresce in modo esponenziale: a 105 anni la probabilità di decesso entro l’anno è pari al 48%, e nel tratto compreso tra i 105 e i 112 anni rimane sostanzialmente costante, non superando mai il 60%”.  

    “Letto in controluce, il fenomeno dei centenari dice che stiamo producendo una forma di vecchiaia per la quale non esistono precedenti storici, e di cui non conosciamo ancora i limiti. La biologia della mortalità alle età estreme – conclude – si comporta diversamente da come credevamo. Le proiezioni Istat stimano quasi 160mila centenari in Italia nel 2050, sette volte il numero attuale. Non si tratta di una curiosità demografica: è una domanda concreta su cosa significhi organizzare una società in cui la longevità estrema smette di essere un’eccezione e diventa una componente strutturale della popolazione”,  

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    economia

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  • Samsung,/ Trend radar 2026: “L’Ai è ovunque, ma quasi un italiano su 2 non la usa (ancora)”

    Samsung,/ Trend radar 2026: “L’Ai è ovunque, ma quasi un italiano su 2 non la usa (ancora)”

    (Adnkronos) – L’intelligenza artificiale è ormai parte del nostro vocabolario quotidiano, ma non sempre pienamente riconosciuta nelle nostre abitudini. Secondo il nuovo Samsung Trend radar 2026, realizzato in collaborazione con Toluna, se da un lato l’Ai sia largamente conosciuta dagli italiani, dall’altro il suo utilizzo concreto nella vita di tutti i giorni resta ancora limitato. Il 58% degli italiani dichiara infatti di avere solo una conoscenza superficiale dell’intelligenza artificiale, mentre il 65% ammette di non riuscire a coglierne appieno la presenza nei dispositivi che utilizza quotidianamente. Allo stesso tempo, emerge una forte apertura: il 71% riconosce nell’Ai uno strumento utile per risparmiare tempo e migliorare la vita di tutti i giorni, e la stessa percentuale esprime il desiderio di comprenderne meglio il funzionamento. Il 42% degli italiani dichiara infatti di utilizzare poco o per nulla strumenti di intelligenza artificiale (il 23% degli intervistati non li utilizza e il 19% li usa raramente), mentre solo il 35% li integra con frequenza nella propria routine. Un dato che evidenzia un gap strutturale tra awareness e adozione reale, tipico di una tecnologia ancora in fase di diffusione. 

    L’Ai è ancora ridotta a chatbot, una visione limitata del suo potenziale: quando si parla di intelligenza artificiale, oltre metà degli italiani (56%) pensa immediatamente a chatbot che rispondono alle domande, seguiti da assistenti vocali (47%) e strumenti di traduzione (44%). Un’immagine che fotografa una percezione ancora fortemente semplificata: l’Ai viene associata a funzioni immediate e puntuali, più che a un sistema integrato capace di trasformare l’esperienza tecnologica nel suo insieme. Solo circa un terzo degli italiani collega infatti l’intelligenza artificiale alla casa connessa (34%) o agli elettrodomestici intelligenti (33%), segno di una disconnessione tra Ai e dispositivi d’uso quotidiano. 

    Tecnologia diffusa, ma ecosistema ancora poco riconosciuto. L’Italia si conferma un Paese altamente digitalizzato dal punto di vista dell’accesso: il 93% possiede uno smartphone, l’82% un Pc o laptop e l’80% una Smart Tv. Eppure, la diffusione dei dispositivi non si traduce ancora in una piena percezione del valore dell’intelligenza artificiale come sistema integrato. Solo il 15% degli italiani riconosce infatti l’integrazione tra dispositivi come un reale vantaggio dell’Ai: un dato che evidenzia come il potenziale dell’ecosistema connesso sia ancora poco compreso. Anche nell’ambito della casa connessa emerge un gap significativo: solo il 22% di chi possiede elettrodomestici intelligenti dichiara di affidarsi completamente alle funzionalità Ai adattive, evidenziando come il valore di queste tecnologie non sia ancora pienamente sfruttato. Il risultato è una fotografia chiara: la tecnologia è diffusa, ma il valore dell’intelligenza che la connette non è ancora pienamente riconosciuto. 

    Tra utilità e timore: un immaginario ancora polarizzato. L’analisi delle associazioni spontanee mostra un immaginario frammentato: da un lato l’Ai è percepita come strumento utile e immediato, dall’altro resta legata a concetti come futuro, robot e innovazione. Una polarizzazione che riflette una tensione crescente: Ai come supporto concreto nel presente vs tecnologia percepita come ancora distante e potenzialmente complessa. 

    “I risultati del Trend radar 2026 evidenziano un aspetto cruciale sul quale vogliamo fare luce: l’intelligenza artificiale è già presente nella vita quotidiana degli italiani, ma non sempre viene riconosciuta e utilizzata pienamente nel suo potenziale. Più che un tema di diffusione tecnologica, emerge quindi una questione di consapevolezza. Per Samsung, l’Ai non è una funzione isolata, ma un elemento integrato che semplifica e migliora l’esperienza d’uso in modo fluido e intuitivo. L’obiettivo è rendere questa tecnologia sempre più accessibile, concreta e rilevante nella quotidianità delle persone”, ha dichiarato Emanuele De Longhi, head of corporate marketing di Samsung electronics Italia. Proprio in questo scenario, Samsung continua a sviluppare soluzioni che integrano l’intelligenza artificiale in modo sempre più naturale all’interno dell’ecosistema tecnologico, con l’obiettivo di trasformare una tecnologia spesso percepita come complessa in un alleato concreto e invisibile nella vita di tutti i giorni. 

    I prodotti intelligenti di Samsung: nel mondo audio video, le nuove Tv presentate da Samsung, dalle nuove soluzioni Micro Rgb (R95H, R85H) alla gamma Neo Qled 4K QN80H e QN70H fino ai modelli Oled S99H, S95H, S90H e S85H e alla famiglia Mini Led (M80H), integrano funzionalità Ai evolute in grado di analizzare e ottimizzare automaticamente immagini e suono in tempo reale. Grazie a tecnologie come il ‘Vision Ai companion’ e le modalità di personalizzazione automatica dei contenuti, questi dispositivi trasformano l’esperienza di visione in un’interazione sempre più intuitiva, capace di adattarsi al contesto, al contenuto e alle preferenze dell’utente. 

    Nel segmento ‘home appliances’, dopo i frigoriferi, i forni, le lavatrici e le asciugatrici, Samsung ha integrato l’intelligenza artificiale anche nelle lavastoviglie. Attraverso la funzione Ai Wash, la nuova Bespoke AiSerie 90 rileva automaticamente il livello di sporco delle stoviglie, adattando il consumo di acqua, la temperatura e la durata del ciclo; mentre attivando la funzione Ai Energy mode si ottimizza e si riduce il consumo di energia. Un’esperienza di utilizzo assolutamente intuitiva, orientata alla performance e all’efficienza. 

    Per quanto riguarda la categoria Mobile eXperience, la nuova serie Galaxy S26 integra funzionalità di Galaxy Ai sempre più proattive, capaci di anticipare bisogni e automatizzare azioni complesse direttamente sul dispositivo. Grazie a funzioni come Now nudge e Now brief, lo smartphone offre suggerimenti personalizzati e supporto contestuale in tempo reale, aiutando gli utenti a rimanere organizzati senza interruzioni. Anche la ricerca evolve grazie alla ‘Cerchia e cerca’ con Google più avanzato, mentre la nuova generazione di Bixby e l’integrazione con agenti Ai come Gemini e Perplexity consentono interazioni naturali e la gestione fluida di attività complesse tra diverse app. Dalla gestione intelligente delle informazioni quotidiane alla creazione di contenuti e alla traduzione in tempo reale, gli smartphone Galaxy rendono l’intelligenza artificiale un’esperienza concreta e immediata, riducendo il numero di passaggi necessari e semplificando l’interazione con la tecnologia.  

    In questo modo, Samsung contribuisce a trasformare l’Ai da tecnologia percepita come complessa a presenza discreta, ma costante, capace di migliorare l’esperienza quotidiana e ridurre il divario tra utilizzo e consapevolezza. 

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    economia

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  • Roma: ritorna la festa patronale di Santa Maria Liberatrice al Rione Testaccio

    Roma: ritorna la festa patronale di Santa Maria Liberatrice al Rione Testaccio

    (Adnkronos) – Ritorna dal 29 al 31 maggio la festa rionale di Testaccio. La tre giorni di festeggiamenti della festa patronale di Santa Maria Liberatrice prenderà il via venerdì sera con il saluto delle istituzioni e a seguire il concerto della ‘Walkmen Band’, con la partecipazione di artisti come Stefano Bullian, Roberta Marini, Rino Narciso, Marco Garattini e Alessandro Salvo Cugliari. Si tratta di una festa storica, istituita nei primi anni del ‘900, che come ogni anno prevede un vario e ampio programma di eventi, celebrazioni religiose e iniziative culturali. Concerti, tornei sportivi, laboratori per bambini e cerimonie religiose si alterneranno durante il fine settimana e vedranno coinvolta l’intera comunità salesiana del rione. Il tutto si concluderà domenica sera con la celebre processione nel quartiere.  

    “La Festa Rionale di Santa Maria Liberatrice rappresenta uno dei momenti più autentici e sentiti della vita del nostro quartiere. È una celebrazione che unisce generazioni diverse attraverso la fede, la cultura, lo sport e la partecipazione collettiva. Ringrazio tutte le realtà associative, la parrocchia, i volontari e gli artisti che hanno contribuito a costruire un programma così ricco e coinvolgente. Testaccio dimostra ancora una volta la forza della sua comunità e il valore delle sue tradizioni”, ha dichiarato la presidente del Municipio I Roma Centro, Lorenza Bonaccorsi.  

    “Questa festa è un esempio straordinario di come la cultura possa diventare occasione di incontro, inclusione e valorizzazione dell’identità di un territorio. Musica, laboratori, spettacoli e attività per bambini animeranno le piazze di Testaccio trasformandole in luoghi di condivisione e partecipazione – ha commentato l’assessore alla Cultura del Municipio I Roma centro Giulia Silvia Ghia – Eventi come la Festa di Santa Maria Liberatrice rafforzano il legame tra cittadini e territorio, mantenendo vive le tradizioni del rione con uno sguardo aperto al futuro”. 

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    cronaca

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  • El Shaarawy e Ludovica Pagani sono marito e moglie, le foto del rito civile

    El Shaarawy e Ludovica Pagani sono marito e moglie, le foto del rito civile

    (Adnkronos) – L’attaccante della Roma Stephan El Shaarawy e l’influencer Ludovica Pagani si sono sposati. Ieri il rito civile nella Capitale che li ha ufficialmente resi marito e moglie. A condividere la notizia la stessa coppia, sui propri canali social, con una serie di foto in bianco e nero della giornata. Completo scuro per lui, gonna lunga con spacco e blazer oversize bianchi per lei. Look accompagnato da un cappellino con veletta. (LE FOTO)  

    Dopo questa cerimonia intima, spiegano i neosposi, è tutto pronto per la grande festa di giugno. La coppia, 34 anni Stephan El Shaarawy e 30 anni Ludovica Pagani, sta insieme dal 2020. Lo scorso ottobre l’annuncio sui social della proposta di matrimonio da parte del calciatore, tra lacrime e sorrisi, durante una cena romantica.  

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    sport

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  • Rinnovabili, entra in esercizio l’impianto fotovoltaico realizzato da Magis Group a Trissino

    Rinnovabili, entra in esercizio l’impianto fotovoltaico realizzato da Magis Group a Trissino

    (Adnkronos) – È entrato in esercizio il nuovo impianto fotovoltaico realizzato dal Gruppo Magis a Trissino, in provincia di Vicenza. L’impianto – spiega il Gruppo in una nota – interamente progettato e realizzato dall’area Ingegneria di Magis e costruito con le più efficienti tecnologie per la produzione di energia da fonte solare, rappresenta un perfetto modello di integrazione tra sviluppo industriale e sostenibilità ambientale. L’impianto di Trissino è il più grande parco fotovoltaico del Gruppo Magis in Veneto e il secondo del Gruppo in Italia. 

    Realizzato in un’area precedentemente destinata ad attività estrattive (ex cava e discarica), l’impianto ha una potenza di picco di 8,8 MWp e produrrà 12 GWh di energia elettrica all’anno, equivalenti al fabbisogno energetico annuo di oltre 4mila famiglie, evitando al contempo l’emissione in atmosfera di circa 5mila tonnellate di CO2 all’anno, che diversamente verrebbero emesse da un’equivalente produzione da fonti fossili.  

    L’entrata in esercizio dell’impianto di Trissino, che permette al Gruppo di raggiungere oltre 82 MW di potenza installata da fonte solare, si inserisce nel percorso di sviluppo tracciato dal Piano industriale al 2030 che, sul fronte degli impianti, prevede 508 milioni di euro destinati alla realizzazione di impianti di generazione 100% rinnovabili. 

    “In un anno dove la produzione energetica del Gruppo ha raggiunto l’82% da fonti rinnovabile e la capacità installata da fonti green ha superato per la prima volta quella da fonti tradizionali, il completamento dell’impianto di Trissino conferma la nostra capacità di guidare la transizione energetica con investimenti concreti e visione industriale di lungo periodo – osserva Alessandro Russo, consigliere delegato di Magis – Questo impianto dimostra poi come, all’interno di Magis, ci siano professionalità e competenze di altissimo livello. La sua realizzazione all’interno del Gruppo rappresenta un ulteriore elemento di valore, che testimonia la solidità, l’integrazione e la capacità di esecuzione della nostra organizzazione”. 

    Per Federico Testa, presidente di Magis, “l’entrata in esercizio dell’impianto di Trissino rappresenta un ulteriore avanzamento nel programma di sviluppo del Gruppo nel settore delle energie rinnovabili. La sua realizzazione è il frutto di una proficua collaborazione con le istituzioni locali e di un dialogo costruttivo con il territorio, con l’obiettivo di garantirne sviluppo e sostenibilità ambientale. Il fatto che l’impianto sia stato costruito su un’area precedentemente occupata da una discarica rappresenta inoltre un importante simbolo di riqualificazione e attenzione ai territori, contribuendo a restituire loro nuova vita”. 

    “Il parco solare di Trissino dimostra come sia possibile conciliare la produzione di energia da fonti rinnovabili, anche attraverso impianti di grande dimensione, con la tutela e la valorizzazione del territorio. Nel Vicentino questo progetto è uno dei primi esempi di come un impianto di questa taglia possa integrare sviluppo energetico sostenibile, riqualificazione ambientale e attenzione al contesto locale”, dice Stefano Fracasso, vicepresidente di Magis. 

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    economia

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  • Matrimoni, Eurispes: divorziati over 50 triplicati tra 2008 e 2022

    Matrimoni, Eurispes: divorziati over 50 triplicati tra 2008 e 2022

    (Adnkronos) – Nel corso degli ultimi quindici anni, l’età media dei coniugi al momento del divorzio si è spostata significativamente verso la maturità. Dunque, la trasformazione più rilevante che emerge dall’analisi dei dati sui divorzi è demografica. La concentrazione maggiore di divorzi interessa oggi le età centrali della vita adulta (tra i 40 e i 49 anni per le mogli, tra i 40 e i 54 anni per i mariti), ma la crescita più rilevante si registra nelle fasce over 50. E’ quanto emerge dal Rapporto Italia Eurispes 2026 pubblicato oggi. I numeri raccontano una trasformazione profonda. Le mogli over 50 che hanno divorziato sono più che triplicate tra il 2008 e il 2022: da 8.297 a 26.798. Le over 60 hanno subito un aumento ancora più marcato: da 3.212 a 10.841, un incremento di oltre tre volte. La stessa tendenza, amplificata, si registra tra i mariti: gli over 50 sono passati da 11.719 a 30.511 casi, quasi triplicando; gli over 60 da 5.202 a 17.562, più che triplicando. La fascia più anziana, di 60 anni e oltre, registra dunque la crescita proporzionalmente più sostenuta, sia per le mogli sia per i mariti. Questa tendenza è strettamente connessa con l’invecchiamento demografico del Paese: l’età media della popolazione italiana ha raggiunto i 46,8 anni nel 2025, e più del 24,7% degli italiani ha 65 anni o più. In un Paese più vecchio, è naturale che aumenti anche il peso delle classi di età avanzate tra chi decide di sciogliere il matrimonio.  

    Secondo il rapporto poi, la genitorialità attiva non trattiene le coppie dalla separazione. Per l’intero periodo 2008-2022, circa la metà delle separazioni ha coinvolto figli affidati, in proporzione sorprendentemente stabile nel tempo. La presenza di figli minorenni non è un deterrente rispetto alla decisione di separarsi, ma non la accelera nemmeno: la frattura coniugale segue dinamiche proprie, indipendenti dalla struttura familiare. Al momento del divorzio, però, il quadro cambia: la quota di figli affidati scende al 35-40%, sensibilmente inferiore a quella osservata nelle separazioni. La spiegazione è logica: la chiusura definitiva del matrimonio avviene spesso molti anni dopo la separazione, quando i figli sono ormai cresciuti e non necessitano più di affidamento formale. Emerge con particolare chiarezza anche l’aumento progressivo della durata media del matrimonio fino alla rottura. Nel 2000 la convivenza coniugale media fino alla separazione era di 13 anni, e di 17 anni fino al divorzio. Nei decenni successivi entrambe le medie sono cresciute ulteriormente. Questo significa che separazioni e divorzi riguardano sempre più frequentemente unioni di lunga durata. La dissoluzione del legame si colloca in una fase più avanzata e più matura del ciclo di vita. 

    Quattro grandi fattori strutturali contribuiscono a spiegare il fenomeno dei divorzi grigi. Il primo è il fenomeno del “nido vuoto”: quando i figli lasciano la casa e la coppia si ritrova a fare i conti con sé stessa, senza la funzione genitoriale condivisa che aveva tenuto in piedi la relazione. Il secondo è l’allungamento della speranza di vita: vivere più a lungo significa trascorrere più anni nella relazione coniugale. Quando questa non risponde più alle aspettative, la prospettiva di protrarre il legame per altri decenni può diventare intollerabile. Il terzo è la crescente autonomia economica delle donne: il progressivo aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro ha ridotto la dipendenza economica che in passato rendeva più difficile l’uscita da relazioni non soddisfacenti. Il quarto è il processo di secolarizzazione e mutamento culturale. Parallelamente, le innovazioni legislative, come, ad esempio, il divorzio breve, hanno ridotto le barriere procedurali. 

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    economia

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  • Svizzera, accoltella tre persone gridando ‘Allah Akbar’: arrestato

    Svizzera, accoltella tre persone gridando ‘Allah Akbar’: arrestato

    (Adnkronos) – Un uomo ha accoltellato ferendole tre persone questa mattina alla stazione ferroviaria di Winterthur, vicino a Zurigo in Svizzera, prima di essere arrestato.  

    L’uomo – 31enne svizzero – come si vede da alcuni video circolati sui social avrebbe urlato ‘Allah Akbar’ mentre feriva le persone con un’arma da taglio. La polizia ha affermato che al momento il movente dell’attacco non è ancora chiaro e che le indagini sono in corso per stabilire le cause dell’agguato. La stazione ferroviaria di Winterthur è un luogo molto frequentato, specialmente durante le ore di punta: quindi l’attacco ha avuto un impatto significativo sulla zona. 

    Le tre persone ferite sono state portate in ospedale per ricevere le cure necessarie.  

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    internazionale/esteri

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  • Ricerca, Ricceri (Eurispes): “Analisi quantitativa non basta più, ostacoli sono qualitativi”

    Ricerca, Ricceri (Eurispes): “Analisi quantitativa non basta più, ostacoli sono qualitativi”

    (Adnkronos) – “L’analisi qualitativa è fondamentale per la qualità sociale. I termini quantitativi non sono più sufficienti. Ci si accorge che gli ostacoli oggi sono legati a processi di tipo qualitativo”. Lo ha detto Marco Ricceri, segretario generale dell’Eurispes, intervenendo a Roma alla presentazione del 38° Rapporto Italia 2026 dell’istituto. “Sulla sostenibilità siamo partiti anche a livello europeo con lo sviluppo verde, ma adesso stiamo facendo marcia indietro sui regolamenti – spiega il segretario generale –. Se andiamo a vedere cosa accade al di fuori del sistema europeo, ci accorgiamo che invece molti Paesi stanno puntando a diventare più competitivi e più sviluppati proprio lavorando su questo processo dell’economia verde. La Cina l’ha inserito nel suo piano, ma lo hanno fatto anche altre realtà, come ad esempio il Centro Asia. Allora la nuova competizione si sta determinando su questo: divento più verde o faccio marcia indietro? Questa è la sostanza del discorso”. 

    La complessità globale, secondo Ricceri, “non si affronta se non si applica un’analisi sistemica. Su ogni questione trattata nel rapporto c’è sempre questo tipo di approccio, rafforzato dalle collaborazioni che stiamo portando avanti in Italia”. Come esempio concreto, il segretario generale cita l’area geopolitica: “Se noi studiamo la situazione del Mediterraneo, non possiamo non considerare cosa succede nel Mar Artico, con i nuovi attori che sono destinati a creare uno shock nel sistema mediterraneo. Le nostre politiche devono tener conto di quello che si evolve al di fuori”. In questo quadro complessivo, l’Europa mostra elementi di debolezza strategica: “L’Europa ha perduto l’iniziativa nel Mediterraneo, mentre Paesi come l’Egitto, l’Algeria e la Turchia guardano ormai con sempre maggiore interesse al blocco dei Brics”.  

    Un ulteriore elemento di novità evidenziato dal palco riguarda la capacità di anticipare il futuro nel mondo dell’occupazione: “Negli ultimi due anni abbiamo visto che c’è in Europa, nei servizi pubblici e negli accordi tra servizi pubblici, sindacati, industrie e università, uno sforzo che comincia a essere veramente diffuso di elaborare gli scenari – illustra il segretario generale –. Non basta solo lavorare sui dati che confermano le tendenze, bisogna lavorare sugli scenari: questo significa avere tutta una cultura e un comportamento diversi”. 

    “L’Eurispes svolge un ruolo di forza paziente e attenta di esplorazione sociale che porta alla luce fenomeni nascosti, trasformando la ricerca in un bene comune condiviso – conclude Ricceri –. Il lavoro dell’istituto è stato spesso la prima crepa nel guscio dell’ignoto da cui sono emerse nuove leggi, consapevolezza e una visione più chiara del futuro”. 

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  • Feci sul pavimento e immagine sacra danneggiata, in quattro in fuga dopo aver profanato chiesa a Roma

    Feci sul pavimento e immagine sacra danneggiata, in quattro in fuga dopo aver profanato chiesa a Roma

    (Adnkronos) – L’olio santo rovesciato a terra, la tovaglia dell’altare imbrattata con un pennarello, feci sul pavimento e un’immagine sacra danneggiata. Ancora una chiesa profanata a Roma, dopo le feci lanciate a settembre scorso contro gli affreschi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e quelle trovate sull’altare della parrocchia San Nicola di Bari a Ostia, due mesi più tardi. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, ieri pomeriggio in quattro si sono intrufolati nella parrocchia San Paolo della Croce, in via Poggio Verde, in zona Portuense, per mettere a segno un piano ‘rovinato’ dall’irruzione del viceparroco, allertato dai rumori. Sul posto, impegnati nelle indagini, gli agenti della Polizia Scientifica. Per consentire i rilievi, la chiesa è stata chiusa.  

    “Non è un fatto casuale – avverte all’Adnkronos il teologo esorcista padre Giacobbe Elia – Siamo di fronte a un atto premeditato, evidentemente voluto. Anche l’essersi espressi in più modi, rovesciando l’olio, danneggiando un quadro della Madonna e defecando in terra, è un atto verso Gesù e la nostra religione”. Esclusa, da padre Giacobbe Elia, l’ipotesi dell’atto vandalico ad opera di giovanissimi.  

    “I ragazzini possono fare una bravata – spiega – ma non si va in chiesa per soddisfare il desiderio di trasgressione. Queste cose, come quando in Vaticano un uomo fece irruzione nella Basilica di San Pietro e urinò sull’altare, non sono un raptus, se vogliamo essere onesti. Casi del genere mi preoccupano molto, evidentemente siamo di fronte a uno scontro di civiltà che, sebbene in molti non vogliano vedere, è in atto. Quando si muovono dei processi storici, vanno avanti per forza propria, al di là della consapevolezza di chi vi assiste. E’ il tempo che scorre e noi non lo decodifichiamo, non lo comprendiamo. C’è una frase di Sant’Agostino che dice: ‘Quando ci lamentiamo dei tempi, in realtà siamo noi a rendere brutti quei tempi’”. (di Silvia Mancinelli) 

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  • Sanremo, Maria De Filippi verso il festival 2027: per una sera al fianco di De Martino

    Sanremo, Maria De Filippi verso il festival 2027: per una sera al fianco di De Martino

    (Adnkronos) –
    Maria De Filippi non ha intenzione di perdersi il debutto alla conduzione e direzione artistica di Sanremo di uno dei suoi ‘pupilli’ più cari, Stefano De Martino, che proprio nel talent ‘Amici’ mosse i primi passi televisivi nel 2009. Parte da questa suggestione l’indiscrezione sempre più insistente, raccolta dall’Adnkronos, sulla probabile presenza della regina delle conduttrici Mediaset alla coconduzione di almeno una serata del festival 2027. Per ora, nessuna notizia ufficiale trapela dall’entourage di De Martino o da quello della De Filippi né tantomeno dalla Rai, che intende rispettare l’autonomia delle scelte del nuovo direttore artistico. Quel che è certo è che De Martino è già al lavoro sul Festival: dalla formazione della squadra con cui selezionerà le canzoni in gara e definirà l’impianto dello show, alla stesura del regolamento di Sanremo 2027. 

    In particolare, il conduttore è impegnato da settimane in una full immersion musicale, tra incontri con i principali player dell’industria discografica e ricognizioni dal vivo. È stato avvistato nella platea di diversi concerti – a partire da quello della popstar spagnola Rosalía – ma anche in festival più underground, come accaduto lo scorso weekend al Mi Ami di Milano. Un’attività di scouting propedeutica al lungo lavoro di selezione del cast del Festival 2027, che De Martino – a quanto apprende l’Adnkronos – sarebbe intenzionato a ridurre sensibilmente nel numero dei Big in gara rispetto alle ultime edizioni: si parla di 24-26 artisti.
     

    Un impegno complesso, su cui De Martino appare determinato a non derogare e su cui è già concentrato. Anche se negli ultimi giorni le condizioni di salute dell’ex moglie, Belen Rodriguez, lo hanno inevitabilmente coinvolto sia emotivamente sia sul piano pratico: oltre al legame d’affetto che, al di là delle polemiche pubbliche, ancora li unisce, c’è la comprensibile attenzione nei confronti del figlio Santiago, che oggi ha 13 anni. Per stare vicino a Belen e al ragazzo, che vivono a Milano, De Martino ha modificato nei giorni scorsi tutti i suoi impegni romani legati ad ‘Affari tuoi’, che dalla prossima stagione dovrebbe comunque essere realizzato dal capoluogo lombardo. (di Antonella Nesi) 

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