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  • Adescata, segregata e costretta a violenze sessuali di gruppo per tre giorni: 5 fermi a Roma

    Adescata, segregata e costretta a violenze sessuali di gruppo per tre giorni: 5 fermi a Roma

    (Adnkronos) –
    Segregata e costretta a subire violenze sessuali di gruppo in uno stabile abbandonato di via Tallone a Roma. Vittima una 32enne colombiana che dopo tre giorni è riuscita a liberarsi e fuggire in strada. La vicenda è stata ricostruita dalla polizia capitolina, che ha individuato e rintracciato cinque uomini, attualmente sottoposti a fermo di indiziato di delitto per il reato di violenza sessuale di gruppo, aggravata dall’aver approfittato delle condizioni di minorata difesa della persona offesa. Altre undici persone di origine extracomunitaria, rintracciate all’interno dello stesso stabile, sono state colpite da provvedimento di espulsione e sono attualmente trattenute presso i Cpr di Ponte Galeria, Palazzo San Gervasio e Bari. 

    Secondo quando ricostruito dagli agenti della IV Sezione della squadra mobile, la vittima, trentaduenne colombiana, avrebbe raggiunto la Capitale una decina di giorni prima dell’episodio al centro delle indagini. Secondo la ricostruzione della questura di Roma in una nota, la giovane, nel corso di una serata trascorsa in un ristorante lo scorso 19 maggio, sarebbe stata avvicinata da un uomo all’esterno del locale, cui avrebbe manifestato la volontà di acquistare una dose di hashish.  

    Convinta da quest’ultimo a seguirlo per concludere la consegna, avrebbe camminato con lui per 30 minuti, prima di raggiungere un furgone sul quale poi sarebbe stata caricata con la forza fino a via Cesare Tallone. Da quel momento sarebbe iniziato l’incubo: la donna, trattenuta all’interno di un edificio abbandonato contro la propria volontà, sarebbe stata costretta a subire ripetute violenze sessuali da parte di più persone. 

    Secondo la ricostruzione della polizia, in cinque – identificati negli indagati – si sarebbero alternati nell’arco di 36 ore, in un contesto di sopraffazioni e minacce, mentre la vittima si sarebbe trovata in un presunto stato di alterazione indotto dalla somministrazione di sostanze stupefacenti, circostanza che avrebbe contribuito a limitare la sua capacità di reagire impedendole di scappare. Solo alla fine della terza giornata, all’apice dell’ennesima violenza subita, la donna sarebbe riuscita a fuggire in strada dove, seminuda, avrebbe chiesto aiuto ad un passante che ha poi lanciato l’allarme al 112. 

    Trasportata d’urgenza al policlinico Casilino, la vittima è stata sottoposta ad accertamenti medici che, come ricostruisce la polizia, hanno documentato evidenti segni di violenza, ritenuti compatibili con l’ipotesi della “costrizione”, nonché uno stato di alterazione riconducibile all’assunzione di sostanze stupefacenti. 

    Le indagini hanno portato all’identificazione dei presunti responsabili, riconosciuti dalla vittima tramite individuazione fotografica. Nel corso degli accertamenti nello stabile sono state identificate altre persone presenti nella struttura: undici di loro sono state raggiunte da provvedimenti di espulsione e trasferite nei Centri di permanenza per i rimpatri. Proseguono le indagini per chiarire tutti i profili di responsabilità emersi nel corso dell’indagine: tra questi, riferisce la questura, anche le ipotesi di privazione della libertà personale e di sottrazione degli effetti personali della vittima, alla quale sarebbero stati tolti documenti di identità e telefono cellulare. 

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  • Iran, raid Usa vicino Hormuz: Teheran risponde attaccando base americana e 4 navi nello stretto

    (Adnkronos) –
    Nuova escalation tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) hanno annunciato di aver lanciato un attacco contro una base aerea americana in Medio Oriente, indicata da Teheran come il punto di partenza dei raid statunitensi condotti poche ore prima contro obiettivi iraniani nell’area strategica del Golfo Persico. 

    Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, i Pasdaran iraniani hnnoa definito l’operazione “un serio avvertimento” agli Stati Uniti, sottolineando che “l’aggressione non resterà impunita e se si ripeterà” la risposta iraniana “sarà ancor più dura”. “La responsabilità delle conseguenze è dell’aggressore”, hanno aggiunto. L’attacco sarebbe stato lanciato alle 4:50 del mattino ora locale contro una base americana non meglio specificata. Washington dispone di diverse installazioni militari nella regione. 

    La nuova crisi arriva dopo che le forze armate statunitensi hanno effettuato raid contro droni iraniani e una postazione di controllo nei pressi di Bandar Abbas, porto strategico iraniano sullo Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno abbattuto quattro droni iraniani e colpito una stazione di controllo terrestre che si preparava a lanciare un quinto velivolo senza pilota. A confermare l’operazione è stato un ufficiale Usa che ha parlato di “azioni misurate, meramente difensive” per “mantenere il cessate il fuoco”.  

    Parallelamente, media vicini al regime iraniano hanno riferito che la marina delle Guardie Rivoluzionarie avrebbe aperto il fuoco di avvertimento contro quattro imbarcazioni che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz senza autorizzazione. L’agenzia Tasnim ha parlato anche di una petroliera americana costretta a invertire la rotta dopo gli spari di avvertimento. 

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    internazionale/esteri

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  • Sinner-Cerundolo, oggi secondo turno al Roland Garros: orario, precedenti e dove vederla

    Sinner-Cerundolo, oggi secondo turno al Roland Garros: orario, precedenti e dove vederla

    (Adnkronos) – Torna in campo Jannik Sinner al Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha battuto il francese Clement Tabur in tre set all’esordio dello Slam di Parigi, volando così al secondo turno, dove oggi, giovedì 28 maggio, incontrerà Juan Manuel Cerundolo – in diretta tv e streaming – numero 56 del ranking Atp. L’argentino ha superato a sua volta in tre set il britannico Jacob Fearnley al primo turno. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming. 

    La sfida tra Sinner e Cerundolo è in programma oggi, giovedì 28 maggio, alle 12. I due tennisti si sono incrociati in un solo precedenti, risalente al primo turno di Wimbledon 2023, vinto da Sinner in tre set. 

    Sinner-Cerundolo, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

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  • Giro d’Italia, oggi 18esima tappa: orario, percorso e dove vederla

    Giro d’Italia, oggi 18esima tappa: orario, percorso e dove vederla

    (Adnkronos) – Torna il Giro d’Italia con la 18esima tappa. Oggi, giovedì 28 maggio, tocca alla frazione numero 18 della Corsa rosa: si ricomincia con i 171 chilometri della Fai della Paganella-Pieve di Soligo. Una tappa che potrebbe fare selezione e dunque da attenzionare in ottica di uomini di classifica. In maglia rosa c’è sempre il danese Jonas Vingegaard. Ecco orario, percorso e dove vedere la tappa in tv e streaming.  

    La tappa di oggi è lunga 171 km e presenta 2.050 metri di dislivello, con continui saliscendi. Dopo la discesa verso la valle dell’Adige e la salita di Civezzano, il percorso prosegue ondulato fino alle Scale di Primolano e alla valle del Piave. Il finale potrebbe aprire a sorprese: dopo Valdobbiadene arrivano gli strappi di Combai, Tarzo e soprattutto Ca’ del Poggio, a 9 km dall’arrivo. Un terreno ideale per attacchi e selezione, soprattutto per gli uomini di classifica. Ultimi chilometri leggermente in discesa, con rettilineo finale di 300 metri in lieve salita. 

    La partenza della 18esima tappa del Giro d’Italia 2026 è prevista alle ore 13:30, con l’arrivo che è invece in programma intorno alle 17.18. La gara si potrà seguire in diretta televisiva, in chiaro, sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming, la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels. 

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    sport

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  • Rottamazione quater, prossima rata in scadenza domenica 31 maggio

    Rottamazione quater, prossima rata in scadenza domenica 31 maggio

    (Adnkronos) –
    In arrivo la scadenza della prossima rata della Rottamazione-quater. Il termine di pagamento è fissato dalla legge al 31 maggio 2026 e riguarda i contribuenti che sono in regola con i versamenti precedenti e che quindi, per mantenere i benefici previsti, devono continuare a rispettare il proprio piano di Definizione agevolata delle cartelle.  

    La scadenza del 31 maggio riguarda il pagamento della 12esima rata della Rottamazione-quater (undicesima per i soggetti con residenza, sede legale o operativa nei territori indicati dal Decreto Legge n. 61/2023, cosiddetto Decreto Alluvione). Stesso termine anche per chi è stato riammesso alla Definizione agevolata (Legge n. 15/2025) e deve versare la quarta rata. I contribuenti possono trovare tutte le scadenze riguardanti le misure agevolative sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione dove è disponibile il calendario delle Rottamazioni con tutte le date previste, la possibilità di salvare un promemoria ed eventualmente procedere direttamente al pagamento. 

     

    Per la rata del 31 maggio, in considerazione dei cinque giorni di tolleranza concessi dalla legge e dei differimenti in caso di termini coincidenti con giorni festivi, saranno comunque ritenuti tempestivi i pagamenti effettuati entro l’8 giugno 2026. Il versamento deve essere effettuato utilizzando i moduli corrispondenti alla rata in scadenza, disponibili in copia anche sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it. In caso di mancato pagamento, oppure qualora venga effettuato oltre il termine ultimo o per importi parziali, la legge prevede la perdita dei benefici della definizione agevolata e gli importi già corrisposti saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute.  

    È possibile pagare in banca, agli uffici postali, nelle tabaccherie e ricevitorie, agli sportelli bancomat (Atm) abilitati, utilizzando i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e di tutti gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento (Psp) aderenti al nodo pagoPa, sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione e con l’App Equiclick. Si può pagare anche direttamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento. 

    I contribuenti che hanno necessità di recuperare i moduli da utilizzare per il pagamento delle rate, possono ottenerne una copia direttamente nell’area riservata del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it (a cui si accede con Spid, Cie e Cns e, per professionisti e imprese, anche con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate) oppure riceverli via e-mail inviando una richiesta dall’area pubblica, senza necessità quindi di credenziali di accesso, allegando un documento di riconoscimento. Sul sito è disponibile anche ContiTu, il servizio che consente di scegliere di pagare in via agevolata soltanto alcuni degli avvisi/cartelle contenuti nella comunicazione delle somme dovute. 

    Per facilitare i contribuenti nella gestione delle scadenze delle rate delle Definizioni agevolate è disponibile sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione un calendario completo di tutti i termini di pagamento previsti per la Rottamazione-quater, la riammissione e la Rottamazione-quinquies in arrivo. Con l’intreccio di più provvedimenti, lo scadenzario è uno strumento che consente di tenere sotto controllo le date di interesse, di salvarle come promemoria direttamente sul calendario anche del proprio smartphone e, se si vuole, procedere direttamente al pagamento delle rate. 

    La definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, la cosiddetta Rottamazione-quater, è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e consente di versare solo gli importi dovuti a titolo di capitale e di rimborso spese per i diritti di notifica e le eventuali procedure esecutive. Non sono invece da corrispondere le somme dovute a titolo di sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. Per quanto riguarda i debiti relativi alle multe stradali o ad altre sanzioni amministrative (diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o degli obblighi contributivi) non sono da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi (comunque denominati, comprese pertanto le c.d. maggiorazioni), nonché quelle dovute a titolo di aggio.  

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    economia

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  • Stop al caldo, arriva la pioggia ma dura poco: sole nel weekend, il meteo

    Stop al caldo, arriva la pioggia ma dura poco: sole nel weekend, il meteo

    (Adnkronos) –
    Il caldo anomalo concede una tregua in Italia. Il quadro meteo cambia già oggi: arriva qualche pioggia e le temperature scendono, prima della nuova fiammata d’estate nel weekend e verso il ponte del 2 giugno. “L’Italia sta vivendo una fase di caldo eccezionalmente anomalo per la fine di maggio, causato da una potente spinta subtropicale che sta infiammando l’intero Paese, in particolar modo il Centro-Nord”, dice Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, all’Adnkronos. 

    “I termometri hanno raggiunto picchi oltre i 35 gradi in Pianura Padana, accompagnati da fastidiose notti tropicali in tantissime città dove le minime non scendono sotto i 20 gradi. Sebbene questa fase bollente sia al culmine, il quadro meteorologico si appresta parzialmente a cambiare: le prime piogge e i primi temporali scoppieranno già in queste ore, a partire dal Nord-Est a causa di infiltrazioni di aria più fresca in quota”, aggiunge. 

     

    “Tra giovedì e venerdì questa instabilità si estenderà a tutto l’arco alpino, alla dorsale appenninica e alla Sicilia, – evidenzia Brescia – con i temporali più probabili al pomeriggio/sera che potrebbero farsi vedere anche a Roma. Questo break temporalesco porterà un graduale calo termico, sebbene continuerà a fare caldo e saranno presenti tassi di umidità superiori a questi giorni”.  

     

    “Il sole sarà comunque il protagonista assoluto nel weekend e per tutto il ponte del 2 giugno, con temperature sempre sopra la media del periodo, in attesa di correnti decisamente più fresche e instabili previste solo a partire dal 3 giugno. Curiosamente, questa eccezionale ondata di calore non ha risparmiato il resto d’Europa occidentale, arrivando a stracciare record storici persino in Inghilterra, dove a Londra si sono toccati i 34-35 gradi, un valore clamoroso di ben 17 gradi superiore alla media stagionale”, conclude Brescia. 

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  • Ebola, Save the Children: “Virus avanti a velocità mai vista prima. Un morto su 4 è un bambino”

    Ebola, Save the Children: “Virus avanti a velocità mai vista prima. Un morto su 4 è un bambino”

    (Adnkronos) – L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) “si sta diffondendo a una velocità terrificante. Ho seguito diverse epidemie di Ebola nel corso degli anni, ma questa è la diffusione più rapida che abbia mai visto”. Inizia così la testimonianza di Babou Rukengeza, responsabile della risposta all’Ebola di Save the Children in Congo.  

    “Bambini e adolescenti stanno pagando un prezzo devastante – sottolinea l’operatore dell’organizzazione che da oltre 100 anni lotta per i bimbi del mondo, impegnata anche nella Repubblica Democratica del Congo – rappresentando almeno un quarto dei decessi confermati, sebbene ci sia il sospetto che i numeri siano molto più alti. Quando i genitori muoiono, i bambini perdono improvvisamente il più grande punto di riferimento possibile e si trovano ad affrontare paura, dolore, stigma ed esclusione sociale. Inoltre, questa crisi si sta sviluppando in un momento critico, quando bambini e adolescenti si stanno preparando per gli esami di fine anno, minacciando non solo la loro salute, ma anche il loro futuro”.  

    Babou Rukengeza esorta “una risposta rapida, ben finanziata e coordinata, essenziale per fermare la diffusione dell’Ebola, mantenere i servizi essenziali e garantire sicurezza, protezione e apprendimento durante l’epidemia. Abbiamo bisogno di interventi urgenti e di finanziamenti flessibili immediati – evidenzia – per ampliare la risposta sanitaria e rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni, garantendo al contempo che bambini e famiglie possano accedere a protezione, istruzione e servizi essenziali per salvare vite umane e ridurre l’impatto a lungo termine sulle comunità”. 

    “Almeno il 25% dei decessi confermati per Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) riguarda minori”. Lo sottolinea Save the Children, insieme alla “urgente necessità di potenziare i servizi sanitari e le misure di prevenzione delle infezioni per proteggere bambini e adolescenti”. L’organizzazione evidenzia che “gli ultimi dati governativi pubblicati oggi mostrano che i minori rappresentano il 25% dei 17 decessi confermati per Ebola, sebbene il numero reale di casi sia probabilmente significativamente più alto, poiché questa cifra include solo persone di età inferiore ai 15 anni e solo i casi confermati. Di questi decessi, il 14% riguarda bambini di età inferiore ai 5 anni. Circa 1.077 persone sono attualmente sospettate di aver contratto l’Ebola – riporta Save the Children – con 238 decessi sospetti dall’inizio dell’epidemia, dichiarata il 15 maggio. Bambini e giovani di età inferiore ai 19 anni rappresentano 17 dei 121 casi confermati di Ebola, ovvero il 14%”. 

    Il numero di casi sospetti, osserva l’organizzazione, “supera già un terzo di tutti i casi confermati della più grande epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo nella storia recente, in cui si sono registrati 3.262 casi confermati e 2.232 decessi, il 28% dei quali riguardava minori. Sebbene l’epidemia sia stata dichiarata 11 giorni fa, si teme che il numero di decessi e contagi sia molto più elevato, con il probabile primo caso indice che si sarebbe verificato nei primi mesi dell’anno, alimentando le preoccupazioni per una prolungata trasmissione non rilevata nella comunità”. In questo quadro, “i bambini sono tra i gruppi più vulnerabili in questa epidemia. Oltre ad essere esposti al rischio diretto di infezione, devono affrontare gravi conseguenze indirette come l’interruzione dei servizi sanitari e nutrizionali essenziali, la perdita dei genitori e delle figure di riferimento, il mancato accesso alle scuole, lo stigma, il disagio psicosociale e maggiori rischi per la loro protezione”, rimarca Save the Children i cui opratori “hanno già segnalato almeno 2 bambini che hanno perso i genitori a causa dell’Ebola e necessitano di assistenza urgente”. L’organizzione ricorda inoltre che “l’attuale epidemia di Ebola rappresenta l’ennesima crisi per la Repubblica Democratica del Congo, già duramente colpita quest’anno dal conflitto, travolta da una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, con 5,6 milioni di sfollati interni, di cui circa 2,5 milioni di minori, e 15 milioni di persone – quasi 1 su 7 – bisognose di assistenza umanitaria”. 

     

    Save the Children – si legge in una nota – ha fornito cloro alle autorità sanitarie di Bunia per la decontaminazione delle strutture e latte terapeutico a un centro per bambini malnutriti e madri che allattano sospettate di essere affette dal virus Ebola. L’organizzazione si sta inoltre adoperando per dotare le strutture sanitarie di dispositivi di protezione individuale, unità di triage e infrastrutture per la prevenzione delle infezioni e il lavaggio delle mani, supportando al contempo l’individuazione attiva dei casi e il tracciamento dei contatti nelle comunità e nelle strutture sanitarie. Ciò include la formazione di operatori sanitari di comunità e insegnanti sull’individuazione del virus e sull’indirizzamento ai servizi sanitari, nonché la fornitura di kit igienici di emergenza e termometri.  

    Save the Children ha iniziato a operare nella Repubblica Democratica del Congo nel 1994 e attualmente collabora con 13 partner locali, oltre a organizzazioni internazionali e autorità governative, per fornire supporto salvavita in materia di salute, nutrizione, istruzione, protezione dell’infanzia, sicurezza alimentare, acqua, servizi igienico-sanitari e igiene per i bambini e le loro famiglie. 

    Intanto l’Uganda ha chiuso temporaneamente i confini con la Repubblica Democratica del Congo di fronte “alla diffusone crescente” dell’epidemia di Ebola nel Paese vicino. Lo ha reso noto un responsabile del ministero della Salute dell’Uganda. 

    La frontiera resta aperta solo per lo staff impegnato nell’emergenza, per gli aiuti umanitari e il trasporto di forniture alimentari e merci e a componenti delle forze di sicurezza, a determinate condizioni. Le persone in arrivo in Uganda dalla Repubblica Democratica del Congo dovranno rispettare un periodo di quarantena di 21 giorni, è stato precisato durante una conferenza stampa. 

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  • Il miglior gelato al mondo è dell’italiano Carlo Guerriero con la sua cremeria in Spagna

    Il miglior gelato al mondo è dell’italiano Carlo Guerriero con la sua cremeria in Spagna

    (Adnkronos) – Gelato Festival World Ranking è la classifica stilata da Gelato Festival World Masters, la più importante competizione internazionale dedicata ai gelatieri singoli, che seleziona e valorizza i migliori professionisti del gelato artigianale. La classifica è stata presentata questa mattina a Roma, nella sede dell’Associazione Stampa Estera in Italia, a Palazzo Grazioli.  

    A conquistare il primo posto è il veneto Carlo Guerriero, della Cremeria Gelato Italiano di Cadice, in Spagna, che si aggiudica il vertice della classifica mondiale. Seconda posizione per Tomasz Szypuła, della gelateria Szypuła 1974 di Baborów, in Polonia; terza classificata Elisabeth Stolz, dell’Osteria Hubenbauer di Varna (Bolzano). A determinare il posizionamento dei maestri gelatieri contribuiscono le performance ottenute nelle competizioni del circuito e una valutazione che tiene conto di alcuni elementi fondamentali come gusto, creatività e presentazione estetica. 

    Dai laboratori europei alle gelaterie americane, dalle nuove scene emergenti ai Paesi di più lunga tradizione, il ranking mette in luce professionisti capaci di trasformare materie prime, sensibilità territoriali e ricerca tecnica in esperienze di gusto sempre nuove. È una bussola per comprendere dove sta andando il gelato artigianale nel mondo, quali Paesi ne guidano l’evoluzione e quali maestri ne stanno scrivendo le pagine più interessanti. 

    L’edizione 2026 conferma la forza globale del settore e allo stesso tempo regala una soddisfazione speciale all’Italia: nella Top 10 compaiono infatti 7 gelatieri italiani (tra cui Carlo Guerriero e Maurizio Melani, titolari di gelaterie in Spagna) con il nuovo ingresso di Elisabeth Stolz dell’Osteria Hubenbauer di Varna (Bolzano). Durante la conferenza stampa è stato annunciato anche il nuovo ingresso di Ádám Fazekas (Budapest), già campione mondiale 2021, nella Hall of Fame di Gelato Festival World Ranking.  

    L’evento si è svolto in partnership con Carpigiani e Sigep World di Italian Exhibition Group, confermando il legame tra formazione, cultura professionale e promozione internazionale del gelato artigianale. 

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  • Iran-Usa, ancora nessuna intesa: Trump gela Teheran su Hormuz e sanzioni

    Iran-Usa, ancora nessuna intesa: Trump gela Teheran su Hormuz e sanzioni

    (Adnkronos) – La fumata bianca sembrava più vicina, con una bozza di accordo tra Iran e Usa – preannunciata da Teheran – per porre fine alla guerra e ridurre le tensioni nella regione. Ma a stretto giro è arrivata la smentita della Casa Bianca (“Una totale invenzione”), seguita dall’affondo da parte di Donald Trump che ha picchiato duro su due temi – le sanzioni e Hormuz – prima di lanciare un avvertimento all’Oman, ‘sospettato’ di offrire una sponda a Teheran nei piani per controllare lo Stretto. 

    L’Iran ha acceso la giornata affermando di aver ricevuto una bozza preliminare del cosiddetto “accordo di Islamabad”, come ha affermato riferito la tv di Teheran, precisando che nulla sarebbe stato ancora finalizzato. Secondo i punti principali della bozza, Washington si impegnerebbe ad alleggerire le restrizioni sul traffico marittimo iraniano, oltre a ritirare parte delle proprie forze militari dalle aree circostanti l’Iran. In cambio, Teheran ripristinerebbe entro un mese il traffico commerciale nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman ai livelli precedenti al conflitto. 

    Lo Stretto di Hormuz, tuttavia, non verrebbe completamente riaperto: controlli e gestione del transito resterebbero affidati all’Iran in coordinamento con l’Oman, mentre le navi militari statunitensi sarebbero escluse dall’intesa.  

    La risposta americana è stata lapidaria. “Nessuno dovrebbe credere a ciò che diffonde la televisione di Stato iraniana”, il messaggio su X dell’account Rapid Response, vicino all’amministrazione del presidente Trump: con poche decine di caratteri, cancellata l’ipotesi di un’intesa preliminare tra Washington e Teheran.  

    E’ toccato poi a Trump, nella riunione di gabinetto alla Casa Bianca, riportare i negoziati al largo se non in alto mare. “L’Iran è molto determinato, vuole davvero fare un accordo. Finora non ci sono riusciti. Non ne siamo soddisfatti, ma lo saremo”. E ha quindi aggiunto: “O così, o dovremo semplicemente finire il lavoro”, con riferimento a una ripresa delle operazioni militari coordinate dal segretario alla Guerra, Pete Hegseth. 

    Trump ha però ribadito la propria determinazione a raggiungere un accordo favorevole per porre fine al conflitto. E poco importa se la Repubblica islamica provi a guadagnare tempo, sperando che il presidente degli Stati Uniti sia indotto ad accettare un’intesa al ribasso pur di archiviare la questione. La guerra rischia di pesare sulla campagna elettorale in vista delle elezioni di midterm, in programma a novembre negli Usa. “Non mi importa delle elezioni di metà mandato”, ha tagliato corto Trump, apparentemente non preoccupato dei potenziali nuovi equilibri al Congresso. 

    “Gli iraniani pensavano che sarebbero riusciti a mettermi fretta, sapete? ‘Aspettiamo, ha le elezioni di midterm’”, ha detto Trump durante la riunione di gabinetto. “Non mi interessano le elezioni di midterm. Guardate cosa è successo ieri sera, è stato un preludio alle elezioni di midterm. La gente capisce”, ha aggiunto, riferendosi alla vittoria del candidato da lui sostenuto nelle primarie repubblicane per il Senato in Texas, Ken Paxton. 

    Per Trump, è l’Iran ad avere le spalle al muro. Il presidente ha citato la ripresa dell’accesso a Internet nel paese asiaticocome segnale di indebolimento della posizione del regime: “L’intero sistema economico è in crisi. Vogliono semplicemente fare un accordo – ha affermato – Non credo che abbiano scelta”. 

    Dal canto suo il Segretario di Stato americano Marco Rubio, seduto accanto a Trump, ha riferito che si sono registrati “alcuni progressi e un certo interesse” nei colloqui con l’Iran. “Vedremo nelle prossime ore e giorni se si potranno fare progressi”, ha aggiunto Rubio. 

    Trump non ha invece risposto direttamente all’annuncio della tv iraniana sul memorandum. Ma ha affermato che “nessuno”, Iran compreso, controllerà lo Stretto di Hormuz. “Gli stretti saranno aperti a tutti e non saranno controllati da nessuno. Saremo noi a vegliare su di essi”, ha detto il tycoon, rispondendo a una domanda su un possibile controllo di Teheran e dell’Oman sullo Stretto di Hormuz e lanciando poi un avvertimento a Muscat: “Si comporterà come tutti gli altri, altrimenti saremo costretti a farli saltare in aria”. Teheran è a caccia di soldi, ha evidenziato il presidente americano. Gli Usa, quindi, intendono usare la leva economica: “I beni congelati? Decideremo noi quando potranno riavere i loro soldi”. E’ possibile ipotizzare un allenamento delle sanzioni all’Iran in cambio della rinuncia al materiale nucleare. “No, no, assolutamente no. Nessun allentamento delle sanzioni, no”, ha affermato Trump. 

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  • Legge elettorale in Aula dal 26 giugno, centrodestra trova accordo: ecco il testo bis

    Legge elettorale in Aula dal 26 giugno, centrodestra trova accordo: ecco il testo bis

    (Adnkronos) – Il centrodestra trova l’accordo sulla legge elettorale, presentando un nuovo testo con le ultime modifiche condivise tra gli alleati, lasciando volutamente fuori le preferenze, vero nodo mai sciolto e materia divisiva. Fino all’ultimo le opposizioni hanno chiesto di vederci chiaro, carte alla mano, anche perché l’approdo in Aula del dossier sulle nuove regole del gioco è stato fissato, nella capigruppo di oggi, il 26 giugno. Ed ecco che il ‘cartaceo’ si materializza a fine giornata, a Montecitorio, quando la commissione Affari costituzionali torna a riunirsi. Ad annunciare il cosiddetto testo bis o Bignami 2, 20 pagine a cui si allegano anche i facs simile sulla scheda elettorale, è il deputato di Fratelli d’Italia Angelo Rossi, uno dei quattro relatori del testo base sul sistema di voto. 

    Ma cosa cambia rispetto alla precedente versione? Le modifiche, come si legge nel disegno di legge, riguardano il premio di maggioranza, che non scatterà al 40% ma al 42%, che non scatterà se ci dovessero essere maggioranze diverse tra Camera e Senato; nessun ballottaggio; si introduce una soglia massima di seggi raggiungibili (220 a Montecitorio e 130 a palazzo Madama) non permettendo così di raggiungere il 60% dei seggi, e quindi scongiurando che gli organi di garanzia vengono eletti senza accordo tra gli schieramenti. Altro cambiamento riguarda il voto degli italiani all’estero, che fa andare su tutte le furie il Partito democratico. Se per Rossi, l’obiettivo è quello di “scongiurare frodi elettorali nelle circoscrizioni estere intervenendo sulla modalità di voto”, per i dem invece si tratta di disposizioni “poco chiare”. Per Tony Ricciardi, esponente dem nella Prima, c’è in particolare un passaggio, al terzo punto, “dove si parla di ‘modalità di voto’, che significa tutto e nulla. Non puoi delegare al governo come si vota all’estero”. “Questa -avverte – è materia elettorale, ergo parlamentare. C’è il rischio che il governo possa fare quel che vuole, di tutto…”. 

    Materia su cui, assicura il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, la maggioranza è pronta a tendere la mano per il confronto: “Il nuovo testo è assolutamente emendabile. Se c’è un emendamento condivisibile, non abbiamo motivi per non approvarlo. Se c’è un emendamento che stravolge l’impianto, ad esempio cancellando il premio di maggioranza, non possiamo accettarlo”. D’altronde il Bignami 2, aggiunge, “accoglie buona parte delle critiche sollevate”. 

    Non si tratta di un testo blindato, insiste il presidente della commissione Affari costituzionali, l’azzurro Nazario Pagano: “Ho sempre dato la massima disponibilità a dare spazio alle opposizioni, anche in questa circostanza l’ho fatto e lo farò anche in seguito, e ho aperto a nuove audizioni. Mi auguro che si chiuda la partita nei tempi previsti per l’arrivo in Aula”. E a proposito, la proposta del deputato di Forza Italia, accolta dall’Ufficio di presidenza, prevede per la prossima settimana un nuovo, breve, ciclo di audizioni, che si terranno il 3 giugno, mentre il giorno dopo sarà adottato il testo base. 

    Nel cosiddetto testo bis della legge elettorale presentato del centrodestra ”ci sono nuove norme sul voto all’estero poco chiare”, è la denuncia di Tony Ricciardi, deputato del Pd e componente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio. ”Si delega al governo – ha spiegato l’esponente dem – per interventi sul Dpr del 2003. C’è in particolare un passaggio, mi riferisco al terzo punto, dove si parla di ‘modalità di voto’, che significa tutto e nulla. Non puoi delegare al governo come si vota all’estero, questa -avverte Ricciardi- è materia elettorale, ergo parlamentare. C’è il rischio che il governo possa fare quel che vuole, di tutto…”. 

    Per Federico Fornaro, sempre del Pd, ” nel nuovo testo c’è l’innovazione completa della modifica della normativa sugli italiani all’estero che prima non c’era e che va a toccare una legge diversa”. 

    “Non è pensabile che la maggioranza costruisca una legge elettorale cucita sulle proprie esigenze elettorali, per paura di perdere le elezioni. Una materia che incide sulla qualità della nostra democrazia non può essere affrontata con questa accelerazione né con queste forzature. Il testo è stato presentato inizialmente con un impianto oggetto di forti rilievi di costituzionalità, poi modificato in corsa non per accogliere le proposte delle opposizioni, ma per correggere profili destinati con ogni evidenza a essere bocciati dalla Corte. È evidente che non si tratta di un percorso di confronto, ma di aggiustamenti tecnici imposti dalla necessità di evitare censure. È quindi del tutto ridicola la ricostruzione secondo cui il nuovo testo terrebbe conto delle richieste delle opposizioni, come sostenuto da Donzelli. Il punto resta chiaro: il testo è oggi profondamente e radicalmente diverso. Non è un ritocco, è un’altra legge: senza ballottaggio e con un impianto completamente riscritto, che interviene anche sugli eletti all’estero. In queste condizioni, l’accelerazione è incomprensibile”. Così la capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè. 

    “Chiediamo tempo necessario per studiarlo, chiediamo che ufficio studi della Camera produca schede tecniche e simulazioni. Non siamo davanti a interventi correttivi ma a un cambio profondo e radicale. C’è anche l’innovazione completa della modifica della normativa sugli italiani all’estero che prima non c’era e che va a toccare una legge diversa. Chiediamo al presidente di rivedere completamente il calendario dei lavori che ha proposto”, avrebbe detto Federico Fornaro del Pd nel corso della riunione della I commissione della Camera sulla legge elettorale. 

    “La maggioranza si arrampica sugli specchi per giustificare una scelta gravissima: approvare da sola una nuova legge elettorale, piegando le regole democratiche a un interesse di parte. Vogliono scrivere da soli le regole del gioco, convinti solo così di poter vincere le prossime elezioni. È inaccettabile l’accelerazione impressa oggi su un testo che è stato contestato da un ampio fronte di costituzionalisti. Ed è ridicolo sostenere che il nuovo testo della maggioranza tenga conto anche delle osservazioni delle opposizioni. Non è così. Le opposizioni non sono mai state coinvolte in alcun confronto reale. Quando il testo sarà presentato, pretenderemo che il Parlamento possa esaminarlo senza strozzature procedurali. A partire dal fatto che sulle nuove parti dovranno esprimersi nuovamente gli esperti, all’interno di un nuovo ciclo di audizioni”. Così una nota dei capigruppo di opposizione in commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè (Pd), Filiberto Zaratti (Avs), Alfonso Colucci (M5s), Maria Elena Boschi (Iv) e Riccardo Magi (+E). 

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