Tag: ultimora

  • Inchiesta ultras, Ferdico: “Coinvolto in omicidio Boiocchi per una maglietta di Bastoni”

    Inchiesta ultras, Ferdico: “Coinvolto in omicidio Boiocchi per una maglietta di Bastoni”

    (Adnkronos) –
    E’ una maglietta l’oggetto che ‘arma’ Marco Ferdico contro Vittorio Boiocchi in una faida tutta interna alla Curva Nord dell’Inter che si conclude nell’ottobre 2022 con la morte del volto storico della tifosera nerazzurra. A raccontarlo in aula è lo stesso Ferdico che racconta l’omaggio ricevuto nell’estate 2022, in occasione della finale di Coppa Italia vinta dall’Inter, dalle mani del calciatore Alessandro Bastoni, che “mi dà la maglietta, mi abbraccia, non la lancia, la dà a me e io me la tengo perché non è della curva”.  

    Un episodio che quando Boiocchi, a lungo in carcere, riconquista la guida degli ultrà non gradisce tanto che a Ferdico viene fatto sentire un audio in cui Boiocchi ritira fuori la storia della maglietta di Bastoni, “o restituisce la maglietta o io questa gente la stiro…” le parole che la vittima avrebbe impresso in un vocale. E Boiocchi si scaglia anche contro Andrea Beretta, altro storico volto della curva interista, il quale viene accusato di rubare alcuni introiti degli affari della tifoseria. 

    “Vedere Beretta persona carismatica, alta due metri, che quando arrivava nei locali si spostavano i tavolini, spaventato perché temeva un agguato, mi ha fatto capire che rischiavamo di subire ripercussioni, non so se di finire ammazzati…”. Un timore che altri ultrà ripetono e che porta Beretta a girare armato e a coinvolgere Marco Ferdico nell’idea di uccidere Boiocchi. “Visto che ci stavano facendo una prepotenza, io dico a Beretta ‘sto dalla tua parte’. Io avevo il dente avvelenato con Boiocchi, pensavo ‘ma questo chi è?’”. L’idea diventa piano concreto e “sarei ipocrita nel non dire che l’ho fatto anche per guidare la Curva Nord” conclude Marco Ferdico. 

    “Io mi prendo le responsabilità e sono completamente colpevole ma Beretta mi ha gonfiato la testa” per eliminare Vittorio Boiocchi, il progetto “era parcheggiarlo e prenderci la curva”. E’ uno dei passaggi dell’interrogatorio di Marco Ferdico che ricostruisce l’amore per l’Inter e il rapporto nato da giovanissimo con Andrea Beretta, poi interrotto per dissidi in affari. E i soldi legati alla curva diventano il motivo del delitto che Beretta, ora diventato collaboratore di giustizia, chiede di compiere per 50mila euro.  

    Un agguato contro Boiocchi “fatto da quattro scappati di casa”: chi spara è “il volenteroso” Daniel D’Alessandro, Andrea Simoncini il “disperato” guida la moto, “erano gli unici due reperibili a quel prezzo e con la fretta che aveva Beretta” sintetizza Marco Ferdico che in più occasioni ribadisce la contrarietà del padre Ferdico, anche lui in carcere per l’omicidio del fondatore della Curva Nord, al delitto. A fine settembre 2022, Beretta è deciso ad andare fino in fondo per evitare di essere ammazzato. A ottobre iniziano i sopralluoghi: “Io non sapevo neanche dove abitava Boiocchi, Beretta aveva la chiave del cancello di casa sottratta a Boiocchi…quando Beretta diceva ‘mi ammazzano’ ci credeva, viveva sotto assedio. Lui era in preda alla smania di fare questa cosa” spiega il giovane imputato.  

    E’ Marco Ferdico a mettere in moto la macchina organizzativa: lo studio delle vie di fuga, un’arma comprata per 3mila euro in Calabria e provata dietro casa sua in Brianza, la verniciatura dello scooter, il furgone su cui caricare la moto da far sparire, i guanti, i telefoni criptati già disponibili per altri affari. “Mio padre non ha mai guidato nessuna moto o furgone, non ha fatto nessun sopralluogo o provato nessuna arma, non ha fatto nulla per questo omicidio. Io ho fatto rapine, ho spacciato, ho fatte più danni della grandine…devo chiedere scusa a mio padre perché se è seduto li è colpa mia”. Il post omicidio è una netta presa di coscienza. “Ho fatto due più due e ho pensato che avesse ragione Boiocchi che Beretta rubava i soldi” del merchandising della Curva Nord perché “rubava i soldi anche a me…dopo l’omicidio mi rendo conto che i soldi mancano e ho smesso di credere a Beretta” conclude Marco Ferdico. 

    Ecco un altro dei passaggi dell’interrogatorio di Ferdico: “Non chiedo scusa alla famiglia Boiocchi, perché non c’è scusa per quello che ho fatto e non c’è perdono per quello che ho fatto. Io sono venuto qui perché ci metto la faccia, non mi nascondo dietro a uno schermo. Non chiedo scusa perché lo trovo ipocrita, il perdono non arriverà mai”.  

    In aula, davanti ai familiari della vittima, ricostruisce tutte le fasi dell’organizzazione dell’agguato fino al 29 ottobre del 2022 quando prima della partita a San Siro, “l’ansia sale. Un conto è preparare, organizzare un omicidio, un conto è sapere quello che sta succedendo…”. E’ il giovane Ferdico a dare il segnale ai complici per il via al piano contro il volto storico della tifoseria nerazzurra, mentre lui dallo stadio assiste alla curva che si svuota “in segno di rispetto” quando la notizia dell’agguato diventa pubblica.  

    Nel parlare Marco Ferdico non nasconde di avere “la pelle d’oca. Io ho fatto un’azione per Andrea Beretta, ma Boiocchi aveva ragione…era lui che doveva i soldi a Boiocchi. Non lo avrei mai fatto se sapevo che non aveva rubato un centesimo…Beretta si è inventato che doveva essere ammazzato…l’ho fatto col torto” conclude. 

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Angelina Mango cambia look, i fan non la riconoscono: “Che trasformazione”

    Angelina Mango cambia look, i fan non la riconoscono: “Che trasformazione”

    (Adnkronos) –
    Nuovo look per Angelina Mango. La cantante ha condiviso su TikTok un video che ha lasciato i fan a bocca aperta. Capelli color borgogna e taglio frizzantino, spettinato con la frangetta. È questa la nuova versione di Angelina Mango, totalmente inedita e ben diversa da come i fan l’avevano conosciuta ai tempi di Amici.  

    Ma non solo. Oltre al nuovo hair styling, la figlia di Pino Mango ha mostrato un look totalmente nuovo arricchito dallo stile oversize. Un cambiamento che ha convito i fan, anche se hanno faticato a riconoscerla: “Che cambiamento, mi piace la tua trasformazione”, si legge tra i commenti.  

     

     

    È un nuovo capitolo per Angelina Mango che, dopo una pausa dalle scene di circa un anno e il nuovo album, è tornata a esibirsi nel tour ‘Nina canta nei teatri’. “Non è il successo, il calendario pieno o lo stress ad avermi fatto ammalare. Quello che fa male davvero è non ascoltarsi, è non sentirsi liberi”, aveva scritto prima di tornare a esibirsi. Un anno fa, confessava in una lettera, “questa sembrava un’altra vita. Non pensavo sarei più tornata a fare musica o a salire sul palco. Forse la differenza è che ora non sto andando io verso il palco, ma è lui che viene incontro a me”.  

     

    —

    spettacoli

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Invecchiamento e cronicità, Cricelli (Simg): “Salute donne sarà banco di prova Ssn”

    Invecchiamento e cronicità, Cricelli (Simg): “Salute donne sarà banco di prova Ssn”

    (Adnkronos) – “La salute delle donne è il punto centrale delle trasformazioni demografiche che stanno cambiando il Paese e che avranno un impatto diretto sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”. Lo ha detto Claudio Cricelli, presidente emerito della Simg – Società italiana di medicina generale, nel corso dell’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon.  

    Secondo Cricelli, oggi non basta più osservare la situazione sanitaria attuale: “Dobbiamo capire quale società avremo nei prossimi decenni. I dati Istat mostrano trasformazioni profonde che spesso non percepiamo davvero: diminuzione della popolazione, invecchiamento crescente e un cambiamento radicale nella composizione delle famiglie”. Il presidente emerito della Simg ha richiamato l’attenzione sul cosiddetto “fungo demografico”, cioè il progressivo allargamento delle fasce più anziane della popolazione rispetto a quelle più giovani. “Le nuove generazioni diminuiscono – ha osservato – mentre cresce in modo straordinario il numero delle persone anziane, soprattutto donne ultraottantenni e ultranovantenni. Questo cambierà profondamente i bisogni di salute e assistenza”. Cricelli ha sottolineato anche il forte cambiamento sociale in corso: “Sempre più persone vivono sole. Non parliamo solo di single, ma soprattutto di anziani, vedove e persone fragili. E’ una trasformazione che i medici di medicina generale vedono ogni giorno entrando nelle case degli italiani”. A pesare sul futuro del sistema sanitario, ha aggiunto, sarà la combinazione tra invecchiamento, aumento delle cronicità e fragilità economica: “Avremo una popolazione più anziana, spesso più povera e con maggiori bisogni assistenziali – ha ricordato – E questa condizione riguarderà soprattutto le donne, che vivono più a lungo ma convivono più anni con malattie croniche e disabilità”. 

    Per Cricelli sarà quindi necessario ripensare l’organizzazione delle cure. “Servono una medicina territoriale più forte, continuità assistenziale e una presa in carico integrata tra medicina generale e specialistica. La salute femminile sarà uno dei principali banchi di prova della sostenibilità del sistema sanitario nei prossimi anni”, ha concluso. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Mario Sechi sotto tutela per le minacce degli anarchici

    Mario Sechi sotto tutela per le minacce degli anarchici

    (Adnkronos) – Mario Sechi è sotto tutela da settimane a garanzia della sua sicurezza. Il direttore di ‘Libero’ è stato autore di alcuni editoriali sulla morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti in un’esplosione mentre fabbricavano un ordigno artigianale. Sechi ha ricevuto manifestazioni di solidarietà da esponenti delle istituzioni. “Tentare di intimidire la stampa significa provare a colpire un presidio fondamentale delle nostre istituzioni democratiche. Al direttore di Libero Mario Sechi va la solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica per le minacce ricevute dagli anarchici”, afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa, sui social. 

    “Rivolgo la mia vicinanza al direttore di Libero, Mario Sechi, destinatario di gravi minacce che meritano una condanna netta e senza ambiguità. Colpire un giornalista attraverso intimidazioni e violenze verbali significa colpire uno dei presìdi essenziali della vita democratica. La libertà di informazione e il pluralismo delle idee costituiscono valori irrinunciabili che devono essere tutelati con determinazione”, dice dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Caso Garlasco, consulenza Sempio: “Chiara Poggi non si è difesa, dinamica omicidio incompatibile con i rilievi”

    Caso Garlasco, consulenza Sempio: “Chiara Poggi non si è difesa, dinamica omicidio incompatibile con i rilievi”

    (Adnkronos) – La consulenza medico-legale e tecnica depositata dal team difensivo di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ridisegna alcuni passaggi della ricostruzione dell’aggressione avvenuta a Garlasco il 13 agosto 2007. 

    Secondo il medico legale Sabino Pelosi, le lesioni riscontrate sulle braccia della 26enne “sono modeste, superficiali e prive di quei caratteri morfologici che ci si attenderebbe in caso di parata contro colpi inferti con un martello. Mancano, in particolare, ferite profonde o fratture agli arti superiori, che sarebbero piu coerenti con una effettiva interposizione difensiva”. 

    La consulenza conferma la morte della ventiseienne, “entro il range temporale 7.00 – 12.30 del 13 agosto 2007” – indicato dall’anatomopaloga Cristina Cattaneo, consulente della Procura di Pavia – “e lo collega alle gravissime” lesioni, concentrate sul cranio, e inferte “con elevatissima probabilità” da un martello. “Non viene ritenuta dimostrata alcuna lesivita da difesa, attiva o passiva”.  

    La giovane è sopravvissuta per “pochi minuti” e la dinamica dell’aggressione, per il consulente di Sempio, è ridotta rispetto ai 15-20 minuti indicati dalla procura perché l’assassino non avrebbe calpestato i gradini delle scale della cantina dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi. 

    Sul fronte della ricostruzione dinamica interviene anche l’esperto in Bloodstain Pattern Analysis Armando Palmegiani, che contesta l’ipotesi secondo cui l’aggressore sarebbe sceso alcuni gradini della scala della cantina e sarebbe poi tornato indietro. Secondo il consulente della difesa, tale scenario sarebbe “poco coerente” con le evidenze fisiche rilevate sulla scena del crimine. In particolare, il passaggio “dalla cucina al vano scale avrebbe dovuto produrre tracce da calpestio o trasferimento nella zona del telefono, che risulta priva di evidenze significative”. 

    Inoltre, dal gradino ‘zero’ il corpo “sarebbe stato ancora visibile, rendendo non necessaria una discesa dei primi gradini per l’ispezione” e sullo stesso gradino la traccia N1 “non mostrerebbe una dinamica di ritorno, mancando l’appoggio plantare completo e l’effetto di torsione o pivot necessari per invertire la marcia”. La chiusura della porta a soffietto “con una mano imbrattata (di sangue, ndr) avrebbe dovuto lasciare pattern da trasferimento sulla maniglia o sul battente, non rilevati”. 

    Quanto alla ormai nota impronta 33 lasciata dal palmo di una mano sulla parte sinistra del muro della scala, “la postura ipotizzata per l’appoggio della mano destra viene ritenuta incongrua”. Per Palmegiani che con il collega Bisogno ha redatto l’integrazione alla consulenza tecnica “gli elementi visibili nell’impronta consentono di escluderne l’utilizzabilita ai fini identificativi” poiché “non possiede requisiti sufficienti di chiarezza, qualita e documentabilità”. Infine, il percorso dell’assassino verso l’uscita dell’abitazione “avrebbe dovuto generare tracce, anche latenti, lungo l’asse di camminamento, circostanza non riscontrata nei rilievi”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Mennini: “Prevenzione e cure sono investimenti, non un costo”

    Mennini: “Prevenzione e cure sono investimenti, non un costo”

    (Adnkronos) – “La sanità non deve essere considerata un costo, ma un investimento con un ritorno concreto per la collettività. Prevenzione, immunizzazione, screening e terapie avanzate possono essere considerate investimenti, non semplici costi. L’obiettivo è riconoscerne il valore economico e sociale nel lungo periodo”. Lo ha detto Francesco Mennini, capo del Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute, intervenendo all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon.  

    Mennini ha spiegato che è in corso a livello europeo, in collaborazione con il ministero dell’Economia e delle Finanze, un lavoro per ridefinire alcune voci della spesa sanitaria. “Abbiamo già presentato al Mef una proposta per trasformare alcune spese sanitarie in investimenti, sulla base di evidenze scientifiche solide. Il dossier è ora all’esame di Eurostat, che dovrà valutarne l’impatto anche dal punto di vista contabile a livello europeo”. 

    Sul fronte della medicina di genere, Mennini ha sottolineato che il percorso è avviato, ma non ancora completo. “La medicina di genere è fondamentale perché uomini e donne possono rispondere in modo diverso alle stesse patologie, e alcune malattie colpiscono in modo prevalente o esclusivo un genere. Le cure devono essere sempre più personalizzate”, ha aggiunto. A titolo di esempio, ha citato il caso del Papillomavirus umano (Hpv). “Inizialmente considerato un problema soprattutto femminile, oggi sappiamo che colpisce anche gli uomini – ha ricordato – Questo ha portato a rivedere strategie di screening e prevenzione, migliorando l’efficacia delle cure e ottimizzando le risorse sanitarie”. Infine, Mennini ha richiamato il valore dell’evoluzione scientifica e organizzativa. “L’approccio di genere e la revisione dei modelli di prevenzione non solo migliorano la salute dei pazienti, ma contribuiscono anche alla sostenibilità complessiva del sistema sanitario”, ha concluso. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Cardiologo Perrone Filardi: “Nelle donne il 40% della mortalità è cardiovascolare”

    Cardiologo Perrone Filardi: “Nelle donne il 40% della mortalità è cardiovascolare”

    (Adnkronos) – “Le donne presentano un impatto cardiovascolare più rilevante rispetto agli uomini, sia in termini di mortalità sia di disabilità. Le malattie cardiovascolari, in particolare quelle ischemiche, rappresentano infatti la principale causa di morte e ricovero anche nella popolazione femminile, contribuendo a circa il 40% della mortalità complessiva, contro il 32-33% degli uomini”. Lo ha detto Pasquale Perrone Filardi, direttore del Dipartimento di Scienze biomediche avanzate dell’università degli Studi di Napoli Federico II, past president Sic (Società italiana di cardiologia), intervenuto all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon.  

    Perrone Filardi evidenzia come questo dato sia destinato a crescere a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita delle donne. “L’invecchiamento comporta una maggiore presenza di patologie concomitanti, non solo cardiovascolari, ma anche metaboliche, endocrine e renali, che rendono la gestione clinica più complessa”, spiega. Secondo l’esperto, diventa quindi sempre più necessario un “approccio multidisciplinare e integrato”, in grado di tenere conto delle “differenze di genere e dei fattori di rischio specifici delle donne, spesso ancora sottovalutati”. Tra questi, ad esempio, i “disturbi della gravidanza come il diabete gestazionale o la preeclampsia, oggi riconosciuti come elementi importanti nella valutazione del rischio cardiovascolare futuro”. Un momento chiave nella vita femminile è la menopausa, che segna una transizione significativa. “Prima della menopausa il rischio è più spesso oncologico, dopo diventa prevalentemente cardiovascolare, anche per la perdita dell’effetto protettivo degli estrogeni”, osserva il cardiologo. In questa fase, sottolinea, “dovrebbe essere effettuato uno screening cardiovascolare strutturato”. Filardi richiama inoltre l’attenzione su un concetto più ampio di rischio, definito cardio-metabolico e cardio-renale-metabolico, che include condizioni come obesità, diabete e malattie renali, sempre più frequenti con l’età. “La medicina moderna – rimarca il past president Sic – deve affrontare la complessità legata all’invecchiamento e alla multimorbilità. Per questo la prevenzione diventa centrale: intervenire nelle fasi iniziali delle malattie è più efficace rispetto alla gestione delle fasi avanzate”. 

    Infine, il cardiologo sottolinea il ruolo decisivo della medicina territoriale: “Il medico di medicina generale rappresenta il primo punto di riferimento per il paziente e deve lavorare in stretta integrazione con gli specialisti. Il futuro della sanità è un modello sempre più territoriale e multidisciplinare, anche grazie alle nuove strutture previste dal Pnrr”, conclude. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Morrissey (Organon): “Salute femminile leva strategica di crescita e sostenibilità”

    Morrissey (Organon): “Salute femminile leva strategica di crescita e sostenibilità”

    (Adnkronos) – “L’attenzione di Organon alla salute femminile è una componente chiave della nostra strategia di crescita e della sostenibilità a lungo termine dell’azienda. Il motivo? Se si guarda alla salute femminile, si nota un enorme bisogno di assistenza sanitaria e un’enorme opportunità per un’azienda come Organon di colmare le lacune che riscontriamo in termini di accesso alle cure e di assistenza per le donne in tutte le fasi della loro vita. Abbiamo un portafoglio di prodotti molto diversificato, che comprende prodotti specifici per la salute femminile, ma anche prodotti per le malattie croniche e biosimilari, tutti fondamentali per la salute generale delle donne. E questo contribuisce alla nostra crescita complessiva come azienda, poiché il bisogno è in costante aumento e di conseguenza anche le opportunità”. Lo ha detto Joseph Morrissey, Ceo di Organon, aprendo i lavori dell’evento istituzionale ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon. 

    “L’Italia ne è un esempio lampante – ha aggiunto Morrissey – Abbiamo preso il nostro portafoglio di prodotti e abbiamo lavorato in collaborazione con il sistema sanitario per raggiungere le donne e promuovere una migliore assistenza in tutte le fasi della loro vita. E quando si osserva questo, si può notare l’utilizzo dei nostri prodotti e la crescita nel settore della fertilità, della contraccezione, ma anche nel nostro portafoglio per le malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, il dolore e l’osteoporosi. E si può notare come questo ecosistema possa integrarsi per assistere le donne in tutte le fasi della loro vita”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Neurologo Barbanti: “Per emicrania serve approccio integrato tra specialisti e medicina generale”

    Neurologo Barbanti: “Per emicrania serve approccio integrato tra specialisti e medicina generale”

    (Adnkronos) – “I vantaggi di un percorso integrato tra medico di medicina generale e specialisti nella gestione dell’emicrania sono molteplici. In primo luogo, è fondamentale superare l’idea che si tratti di un disturbo banale: l’emicrania è una vera e propria malattia, oggi anche ben trattabile e, nella maggior parte dei casi, gestibile con terapie efficaci e senza effetti collatorali. Un altro punto chiave riguarda il modo in cui viene seguito il paziente. E’ necessario sviluppare un approccio più continuativo, che accompagni la persona nel tempo. In questo senso, figure come il medico di famiglia o lo specialista di riferimento, diventano punti stabili di relazione e presa in carico”. Lo ha detto Pietro Barbanti, ordinario di Neurologia all’Università San Raffaele Roma, intervenuto all’evento istituzionale ‘Qui, per la salute di ogni Donna’ – promosso da Organon Italia oggi a Roma.  

    L’emicrania, ha sottolineato Barbanti “non può essere considerata in modo isolato: spesso si associa ad altre condizioni, come endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico o patologie cardiovascolari e internistiche, che possono rendere più complessa la gestione clinica. Per questo è necessario mantenere alta l’attenzione sulle comorbidità e aggiornare costantemente l’approccio terapeutico”. Dunque, “non si tratta di demandare la gestione a un singolo specialista, ma di lavorare in pool, mettendo in comunicazione competenze diverse e costruendo percorsi condivisi tra professionisti, per garantire una presa in carico più efficace e completa del paziente” ha poi concluso. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Colao: “Depressione, emicrania e osteoporosi colpiscono più le donne”

    Colao: “Depressione, emicrania e osteoporosi colpiscono più le donne”

    (Adnkronos) – “Le donne presentano una diversa incidenza di numerose patologie rispetto agli uomini e questo rende indispensabile un approccio clinico specifico e di genere”. Così Annamaria Colao, direttore Uoc di Endocrinologia presso il Policlinico Federico II di Napoli e titolare della Cattedra Unesco ‘Educazione alla salute e allo sviluppo sostemninile’, intervenuta all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon. 

    “In ambito oncologico, il tumore della mammella rappresenta la principale patologia femminile, mentre i tumori dell’apparato digerente risultano sostanzialmente simili tra uomini e donne – spiega Colao -. Più marcate le differenze in altri ambiti: disturbi neurologici come depressione ed emicrania, così come osteoporosi e patologie tiroidee, colpiscono le donne con una frequenza fino a cinque volte superiore rispetto agli uomini”. Accanto a queste patologie a prevalenza femminile, esistono condizioni che interessano entrambi i sessi ma che si manifestano in modo diverso, come le malattie cardiovascolari, alcune patologie epatiche e renali. “Non esistono organi ‘neutri’ dal punto di vista del genere”, osserva Colao, “perché le differenze biologiche influenzano l’espressione e la progressione delle malattie”. 

    Al centro del ragionamento di Colao c’è il ruolo dell’assetto ormonale, che regola numerosi processi dell’organismo. “Gli ormoni non agiscono su un singolo organo, ma su tutto il corpo: ogni funzione biologica è influenzata da un sistema complesso di interazioni endocrine, che risponde continuamente a fattori come alimentazione, ambiente e stile di vita”, sottolinea l’endocrinologa. Per questo motivo, l’assetto ormonale dovrebbe essere considerato in modo sistematico nella valutazione della salute di ogni individuo, lungo tutto l’arco della vita. Tuttavia, secondo Colao, “il ruolo degli ormoni è ancora sottovalutato” nella pratica clinica quotidiana. Da qui la necessità di un “approccio multidisciplinare. Solo il confronto tra specialisti diversi consente di leggere il paziente nella sua complessità e di costruire percorsi di cura più efficaci” conclude.  

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)