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  • Sinner, il nuovo kit al Roland Garros non convince: “Sembra Cenerentolo”

    Sinner, il nuovo kit al Roland Garros non convince: “Sembra Cenerentolo”

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    Nuovo torneo, nuovo kit per Jannik Sinner. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro ha sfidato il francese Clement Tabur all’esordio del Roland Garros 2026, sfoggiando un nuovo completo che però non sembra aver convinto appieno tifosi e appassionati. Sinner è sceso in campo con cappellino azzurro, maglietta e pantaloncini dello stesso colore con delle sfumatore di un blu più intenso. 

    “Mmmh per ora è un no, ma devo vederlo meglio e nelle foto verrà benissimo ovviamente! C’mon Cenerentolo!!”, ha scritto una tifosa su X, condividendo i propri dubbi ma dando già il primo soprannome del torneo a Sinner, che lo scorso anno invece era stato ribattezzato Luigi per via del suo completo verde sfoggiato proprio a Parigi. 

    “Bluenik è pronto”, è stato il nomignolo creato da un altro appassionato. “Lo stesso kit con i pantaloni bianchi sarebbe stato perfetto”, è stata l’analisi, fin troppo tecnica, di un tifoso. “Per me è stupendo”, è stato invece il messaggio in controtendenza di un utente. “Nike doveva fare l’ultima ca**ta per vestire Sinner al Roland Garros e l’ha fatta con il kit già sudato”, è invece il caustico post, di pensiero completamente opposto, di un altro utente. 

     

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  • Roland Garros, tifosi Djokovic gridano al complotto: “Perchè Sinner gioca la sera?”

    Roland Garros, tifosi Djokovic gridano al complotto: “Perchè Sinner gioca la sera?”

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    Complotto contro Novak Djokovic al Roland Garros 2026? Il tennista serbo si prepara a scendere in campo nel secondo turno dello Slam di Parigi, dove affronterà il francese Valentin Royer in quello che è stato programmato come terzo incontro sul Philippe-Chatrier. Proprio l’orario della sfida di Djokovic, che dovrebbe giocare intorno alle 15, ha scatenato la protesta dei suoi tifosi. 

    Nel mirino infatti ci sarebbe un presunto trattamento di favore verso Sinner, piazzato invece come primo slot della sessione serale nel suo esordio contro Tabur, ‘scampando’ quindi alle temperature roventi, che superano i 30 gradi, che stanno caratterizzando Parigi. Da tempo l’azzurro è vittima di haters su X, che anche in questo caso hanno difeso Djokovic attaccando Sinner: “Djokovic giocherà alle 15. Vediamo se avranno il coraggio di mettere Sinner un giorno a mezzogiorno. Non lo faranno perché proteggono quelli di sempre”, ha scritto un utente. 

    Il pensiero, comunque, è largamente condiviso: “Il Roland Garros ha programmato Novak Djokovic nella la parte più calda della giornata, con temperature previste di 34 gradi”, è il messaggio di un altro appassionato su X, “cioca anche contro un francese, che in circostanze normali sarebbe una partita serale. Qualcun altro non è sorpreso da questo?”. 

     

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  • Prof aggrediti a Parma, Tg1: studenti sospesi per 30 giorni rischiano bocciatura

    Prof aggrediti a Parma, Tg1: studenti sospesi per 30 giorni rischiano bocciatura

    (Adnkronos) – Da indiscrezioni raccolte dal Tg1, all’esito del Consiglio di istituto i tre ragazzi minorenni considerati responsabili dell’aggressione ad alcuni professori in un parco a Parma, “sono stati sospesi per 30 giorni”. “Sono tutti nati in Italia, da famiglie di origini marocchine, egiziane e moldave – riferisce il Tg1 – Non si esclude che al momento dello scrutinio si possa valutare la bocciatura per i tre studenti”. 

    L’aggressione è avvenuta la scorsa settimana. Due docenti dell’Itis Leonardo Da Vinci di Parma sono stati picchiati da alcuni studenti fuori dalla scuola. Il pestaggio è stato documentato da un video registrato da un altro studente e rilanciato sui social dalla deputata Gaetana Russo. Nel video, il gruppo di studenti circonda un docente che viene colpito a calci e pugni. Gli studenti si accaniscono anche contro un altro docente, tra le risate di chi riprende tutto al cellulare. “Sto per chiamare il 113”, dice un docente prima di essere aggredito. 

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  • Roland Garros, esordio vincente per Darderi: Ofner ko in tre set

    Roland Garros, esordio vincente per Darderi: Ofner ko in tre set

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    Luciano Darderi vince al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro, reduce dalla semifinale di Roma, ha battuto l’austriaco Sebastian Ofner nel primo turno dello Slam parigino, imponendosi in tre set con il punteggio di 7-6 (5), 6-2, 6-3 in due ore e 23 minuti di gioco. 

    Il match parte equilibrato, con Darderi che soffre l’aggressività iniziale di Ofner, primo avversario di Sinner agli ultimi Internazionali, e il set va quindi al tie break. Qui l’azzurro regge e colpisce al momento giusto, staccando l’avversario e prendendosi il parziale. 

    Il copione cambia nel secondo set, con Ofner che accusa il colpo e cede subito la battuta, perdendo poi il parziale 6-2. Darderi prende fiducia e si ripete nel terzo set, terminato 6-3. Nel prossimo turno l’azzurro sfiderà il vincente di Quinn-Comesana. 

     

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  • Henkel: brand si rinnova e allarga offerta con rilancio di Syoss by Palette oleo intense, Syoss color glaze e Syoss care keratin

    Henkel: brand si rinnova e allarga offerta con rilancio di Syoss by Palette oleo intense, Syoss color glaze e Syoss care keratin

    (Adnkronos) – A un anno esatto dal rebranding che ha trasformato lo storico marchio Palette in Syoss by Palette, il brand di Henkel consumer brands non si ferma e continua la sua evoluzione allargando il proprio ecosistema attraverso il rilancio di Syoss by Palette Oleo Intense, la gamma di colorazione permanente senza ammoniaca, e con il lancio di Syoss Color Glaze, una gamma di 6 maschere colorate con effetto laminazione e lucentezza. La nuova tappa di questa evoluzione è stata raccontata oggi a Milano, presso lo Spazio Lineapelle, nell’ambito di ‘Syoss color studio’: un momento per approfondire le innovazioni di prodotto e l’impegno in ricerca e sviluppo del brand, sotto la guida di Laura Romano, responsabile R&D di Henkel consumer brands We South, e Serena Pesapane, marketing beauty care di Henkel consumer brands We South. 

    Il percorso che ha portato al Syoss di oggi affonda le radici nella decisione, presa nel 2025, di fondere l’heritage italiano di Palette -marchio con decenni di storia nel segmento colorazione- con l’identità professionale e internazionale di Syoss, già affermato in diversi mercati europei. “Una decisione -aveva dichiarato in quell’occasione Francesca D’Angelo-Valente, marketing media & digital director Henkel consumer brands We South- che nasce dalla volontà di rappresentare meglio chi siamo oggi: un brand che non ha paura di rinnovarsi, che ascolta le esigenze dei consumatori e che crede in una bellezza inclusiva, concreta, professionale”. Il naming ‘Syoss by Palette’ è stato concepito come un ponte: mantenere il legame emotivo con le consumatrici fedeli, comunicando al contempo un’evoluzione verso standard qualitativi professionali e un’estetica contemporanea e internazionale. Come spiegato da Serena Pesapane, “era di fondamentale importanza per la marca comunicare ai consumatori che il loro brand di fiducia ha cambiato vestito, ma è ancora lo stesso”. 

    La novità più significativa del 2026, però, risiede nell’estensione del brand al segmento ‘hair care’ con la linea Syoss care keratin: shampoo, deep conditioner, maschere e trattamenti premium con complessi attivi altamente concentrati. Le performance sono confermate dai test: il 95% dei consumatori si dichiara soddisfatto delle prestazioni di cura, con un indice di gradimento superiore del 12% rispetto al principale competitor. Il portfolio Care si articola in cinque linee – Keratin, Repair, Curls, Color e Glaze- per coprire esigenze diverse con intensità progressiva.  

    Syoss by Palette colorazione permanente: prodotto dell’anno 2026. La linea ha ricevuto il riconoscimento ‘Eletto prodotto dell’anno 2026’ nella categoria ‘colorazione capelli’, sulla base della ricerca Circana condotta su oltre 12.000 consumatori. Il 94,5% delle donne che l’hanno provata si è dichiarata molto soddisfatta. La formula con pigmenti di colore e cheratina garantisce un colore intenso fino a 100 giorni e una copertura dei capelli bianchi fino al 100%.  

    Syoss by Palette oleo intense: il rilancio. La colorazione permanente senza ammoniaca viene rilanciata con una routine professionale in 3 step: crema colorante con olio riformulata per una protezione extra, nuovo shampoo postcolorazione per fissare il colore, e maschera illuminante a protezione potenziata. Il portafoglio comprende 19 nuance con un nuovo packaging dal look premium. Syoss color glaze: il primo tonalizzante con effetto laminazione. Pensato per attrarre consumatrici giovani e nuove al mercato della colorazione, Syoss color glaze garantisce zero danni grazie alla formula ‘Deep caring’ con cheratina, lucentezza estrema con effetto specchio e un’applicazione in soli 5 minuti con durata fino a 8 lavaggi. Il portfolio comprende 6 referenze, inclusa una nuance specifica per neutralizzare i toni gialli.  

    Per accompagnare questa trasformazione, Syoss ha messo in campo per il 2026 un piano di comunicazione a 360 gradi con un investimento distribuito lungo tutto l’anno. La strategia prevede campagne televisive (con formati da 20″, 15″ e tag-on da 5″), una forte presenza digitale e social su Meta, TikTok e YouTube Shorts -con contenuti generati direttamente dai consumatori (Cgc)-, attivazioni digital out-of-home (Dooh), retail media e consumer promo dedicate per ciascun segmento. 

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    economia

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  • XFactor, ecco il sostituto di Achille Lauro: Irama sarà il quarto giudice

    XFactor, ecco il sostituto di Achille Lauro: Irama sarà il quarto giudice

    (Adnkronos) – Svelato il quarto giudice di XFactor. Oggi, martedì 26 maggio, lo show musicale di Sky ha annunciato chi sarà il sostituto di Achille Laura in giuria: ad affiancare Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi sarà Irama. Confermatissima alla conduzione Giorgia. 

    Irama è uno dei cantanti più in voga del momento, con un repertorio musicale che attraversa più generi, passando dal pop puro fino all’urban e al cantautorato, e negli anni ha conquistato un pubblico trasversale a suon di hit. Oggi Irama è considerato una delle voci più riconoscibili dell’intera scena musicale italiana, tanto da partecipare per ben cinque volte al Festival di Sanremo. 

    Appena trentenne, Irama è sbocciato ad Amici per poi affermarsi proprio all’Ariston, dove ha vinto Sanremo Giovani potendo così partecipare per la prima volta alla kermesse musicale nel 2016. Nel corso della sua ancora giovane carriera, Irama ha già collezionato 5 dischi di Platino, 6 dischi d’Oro e oltre 2,5 miliardi di stream. Numeri incredibili che si sono aggiunti proprio ai risultati di Sanremo, dove si è sempre piazzato in top ten. Irama è anche uno dei cantanti più apprezzati live. I suoi concerti in due anni hanno raccolto oltre 230mila presenze e il prossimo 11 giugno è atteso dal palco di San Siro. 

     

    Come detto, oltre alla new entry Irama, confermati gli altri tre giudici già presenti nella passata edizione del talent musicale targato Sky. Torna al suo posto Francesco Gabbani, cantautore e vincitore per ben due volte del Festival di Sanremo, prima tra le Nuove Proposte e poi in gara tra i big. 

    Si siederà al tavolo anche Jake La Furia, uno dei padri del rap italiano e tra i più amati esponenti della scena italiana, con una carriera divisa tra i Club Dogo, il collettivo formato insieme a Gue Pequeno e Don Joe, e da solista. Jake è al terzo anno di XFactor e tra i giudici più apprezzati dal pubblico, così come Paola Iezzi, che ha dimostrato una presenza magnetica davanti alla telecamera e grande cultura musicale. 

    In conduzione, per il terzo anno consecutivo, confermatissima Giorgia, tra le voci più amate e di successo della musica italiana reinventata in questo nuovo ruolo. 

      

     

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    spettacoli

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  • Trump e il checkup, il presidente cancella i dubbi: “E’ tutto perfetto”

    Trump e il checkup, il presidente cancella i dubbi: “E’ tutto perfetto”

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    “Tutto perfetto”. Donald Trump annuncia l’esito del checkup al Walter Reed Military Medical Center. Il presidente degli Stati Uniti, che compirà 80 anni il prossimo 14 giugno, si è sottoposto ai controlli di routine previsti per il numero 1 della Casa Bianca. “Ho appena terminato la mia visita medica semestrale al Walter Reed Military Medical Center. È andato tutto alla perfezione. Grazie agli ottimi medici e a tutto lo staff! Ora torno alla Casa Bianca”, ha annunciato Trump con un post su Truth. Le condizioni di salute di Trump sono da mesi sotto i riflettori. 

    Hanno avuto ampio risalto le immagini che hanno documentato lividi sulle mani del presidente. Un effetto collaterale associabile alla somministrazione massiccia di cardioaspirina per prevenire rischi cardiovascolari. Trump ha ammesso di assumere dosi superiori a quelle raccomandate. Il presidente americano deve convivere anche con l’insufficienza venosa che si manifesta con un evidente gonfiore alle caviglie. Sarebbe indicato il movimento per contrastare il problema, ma Trump non ha mai nascosto lo scarso feeling con l’esercizio fisico. In questo quadro, integrato da due visite dentistiche in Florida di routine, la Casa Bianca ha ripetutamente affermato che il paziente speciale è “in eccellenti condizioni di salute”. Il presidente, inoltre, continua a sottolineare gli ottimi risultati ottenuti nei test cognitivi a cui si è sottoposto nel corso dei precedenti controlli al Walter Reed. 

    Dichiarazioni e comunicati, però, non sembrano sufficienti per cancellare dubbi e scetticismo. Su X, periodicamente, spuntano video e foto che ritraggono Trump con gli occhi semichiusi durante eventi e appuntamenti. “Questa Casa Bianca sembra proprio non voler riconoscere l’esistenza di nessuna questione, ma le persone anziane sviluppano problemi di salute e il presidente ha quasi 80 anni”, ha affermato il dottor Jonathan Reiner, per anni cardiologo dell’ex vicepresidente Dick Cheney, al Washington Post. “Sembra esserci una mancanza di sincerità da parte della Casa Bianca”, ha aggiunto. Anche i cittadini probabilmente cominciano a porsi qualche domanda. Secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos condotto ad aprile, il 40% degli americani ritengono che Trump abbia la lucidità necessaria per svolgere il proprio ruolo. A settembre dello scorso anno, il giudizio positivo era espresso dal 47% del campione. Per il 44%, ad aprile, il presidente è in buona salute. A settembre 2025, lo pensava il 54%. 

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    internazionale/esteri

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  • Roland Garros, oggi Sinner-Tabur – Diretta

    Roland Garros, oggi Sinner-Tabur – Diretta

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    Jannik Sinner torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro esordisce contro il francese Clement Tabur – in diretta tv e streaming – nel primo turno dello Slam parigino, in cui lo scorso anno è stato battuto da Carlos Alcaraz, assente per infortunio, in finale dopo un’epica partita-maratona da oltre cinque ore. Sinner arriva all’appuntamento dopo il trionfo agli Internazionali d’Italia, dove è riuscito a battere Casper Ruud in finale conquistando il suo sesto Masters 1000 consecutivo. Il francese invece, che avrà dalla sua il sostegno del pubblico, è arrivato al torneo grazie a una wild card. 

    In caso di passaggio del turno, Sinner troverà il vincente di Fearnley-Cerundolo. 

     

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    sport

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  • Madre e figlia avvelenate a Capobasso, forniti i codici di sblocco dei telefonini

    (Adnkronos) – Sono tornati in questura, questo pomeriggio, Gianni Di Vita e sua figlia Alice. Hanno fornito volontariamente i codici di sblocco dei cellulari di Antonella e Sara. Intanto dopo la nomina di Locatelli come consulente tecnico della procura, slittano di un mese anche i risultati delle autopsie. La dottoressa Benedetta Pia De Luca, dovrà consegnare entro il prossimo 30 giungo le relazioni degli esami, svolti sui corpi di Sara Di Vita e Antonella. 

     

     

    Nella giornata di ieri, gli investigatori avevano convocato inquestura anche Isuccia, l’anziana zia di Gianni Di Vita, per chiarire alcuni passaggi legati alle ore precedenti alla tragedia. L’audizione è durata un paio d’ore. La donna ha preparato la torta consumata a Natale dalla famiglia Di Vita. E’ stata convocata per chiarire i contenuti delle sue dichiarazioni, su presunti retroscena familiari, rilasciate ad alcune emittenti televisive nazionali. 

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    cronaca

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  • Italia e ripescaggio Mondiali, Zampolli riaccende speranze: “Iran potrebbe cambiare idea”

    (Adnkronos) –
    Italia e ripescaggio ai Mondiali 2026, si riaccendono le speranze azzurre? A dare nuovamente forza all’ipotesi di un forfait dell’Iran, che al momento però ha confermato la sua partecipazione alla rassegna iridata che prenderà il via a partire dal prossimo 11 giugno in Stati Uniti, Messico e Canada, ci ha pensato, ancora una volta, Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente Donald Trump in Italia. “Sono italiano e tifo azzurri! Ho sottoposto questa idea al presidente Trump e ne ho parlato anche con Gianni Infantino”, ha detto Zampolli al podcast ‘Pulp Podcast’ condotto da Fedez e Mr Marra, “nel caso in cui, per qualsiasi ragione, la nazionale iraniana non dovesse presentarsi, l’Italia potrebbe essere presa in considerazione. Del resto abbiamo vinto quattro Mondiali”. 

    “Per me rimane un sogno, e questo sogno è tutt’altro che svanito”, ha giurato Zampolli, “attualmente gli iraniani garantiscono la loro partecipazione, ma sono convinto che possano esserci colpi di scena, perché l’Iran è abituato a cambiare frequentemente posizione. Ho visto che hanno posto dieci condizioni, che mi sembrano eccessive. Qualcuno mi ha riferito che questa vicenda non sia stata apprezzata da Donald Trump”. 

     

    A smentire però, almeno per ora, le parole di Zampolli ci aveva già pensato Gianni Infantino. “L’Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire”, aveva affermato il presidente della Fifa aprendo il Congresso di Vancouver. “Non c’è nessuna federazione sospesa”, ha chiarito Infantino disinnescando il caso relativo all’assenza dei dirigenti iraniani al Congresso: su 211 federazioni accreditate, erano presenti 210 delegazioni. 

    I dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno però raggiunto Vancouver. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, la delegazione è stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha fatto riferimento genericamente alla “revoca” del permesso di ingresso nel Paese. Il provvedimento sarebbe scattato per i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ritenuto un’organizzazione terroristica in Canada. 

     

    Ad aprire però nuovamente al possibile forfait della Nazionale iraniana, come riportato da Nbc News, era stato il presidente della Federazione Mehdi Taj, che aveva dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora l’Iran dovesse decidere di giocare nel Paese. La richiesta di Taj non è causale, visto che la scorsa settimana una delegazione iraniana, di cui faceva parte lo stesso presidente, è stata respinta al confine con il Canada, dove avrebbero dovuto partecipare proprio al congresso Fifa andato in scena a Vancouver. 

    Taj ha poi affermato che la decisione di tornare indietro sia stata una loro scelta, ma aveva giudicato anche come irrispettoso il comportamento della polizia di frontiera canadese, confermando poi al parlamento che il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (FFIRI) era stato annullato mentre era in volo, proprio a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie, inserite nel 2024 nella lista di organizzazioni terroristiche dal Canada, cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso. 

    Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha inviato quindi una lettera esprimendo rammarico per il “disagio e la delusione” subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Federazione a Zurigo il prossimo 20 maggio proprio per un incontro sui Mondiali. Sarà il giorno entro cui, verosimilmente, l’Iran scioglierà le riserve su una partecipazione o meno alla spedizione americana. Molto dipenderà dalle sorti della guerra, ma anche dalle garanzie di sicurezza che non solo la Fifa, ma, soprattutto, Donald Trump sapranno offrire. 

     

    Il presidente della Federazione calcistica dell’Iran ha dichiarato che un eventuale ritiro dell’Iran dai Mondiali priverebbe il Paese di una “importante risorsa diplomatica”. Mehdi Taj ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che la federazione (FFIRI) aveva annunciato la partecipazione dell’Iran al Mondiale, purché i paesi ospitanti accettassero le sue condizioni, a cui faceva riferimento proprio Zampolli: “Se non partecipiamo ai Mondiali, perderemo un’importante risorsa diplomatica”, ha affermato Taj in un’intervista trasmessa sabato sera dalla televisione di Stato. 

    La partecipazione dell’Iran al torneo è avvolta nell’incertezza sin dallo scoppio della guerra a febbraio, in seguito agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Sabato, però, la Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha dichiarato sul suo sito web ufficiale: “Parteciperemo sicuramente ai Mondiali del 2026, ma gli organizzatori devono tenere conto delle nostre preoccupazioni. Parteciperemo al torneo, ma senza rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni”. 

    Taj ha posto 10 condizioni per la partecipazione all’evento mondiale, chiedendo garanzie sul trattamento riservato al Paese. Tra le condizioni figurano il rilascio dei visti e il rispetto per lo staff della nazionale, la bandiera e l’inno nazionale durante il torneo, nonché la richiesta di maggiori misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e lungo le strade che conducono agli stadi. L’Iran, che dovrebbe alloggiare a Tucson, in Arizona, durante i Mondiali, affronterà Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto nel Gruppo G. La nazionale iraniana esordirà ai Mondiali contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno. 

     

    A poche settimane dall’inizio dei Mondiali però, Washington non ha ancora rilasciato i visti ai membri della nazionale iraniana. A dichiararlo è stato proprio Mehdi Taj, all’emittente Nasim: “Non hanno ancora rilasciato un visto a nessuno e ci sta volendo molto tempo” ha detto. 

    La squadra iraniana si recherà in Turchia per circa 15 giorni alla fine della settimana e spera che nel frattempo si possa trovare una soluzione. Taj ha aggiunto che sperava di incontrare il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il segretario generale dell’ente, Mattias Grafström, per discutere la questione. 

     

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