{"id":70554,"date":"2026-05-13T07:29:00","date_gmt":"2026-05-13T07:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=70554"},"modified":"2026-05-13T07:29:00","modified_gmt":"2026-05-13T07:29:00","slug":"alvini-vendevo-suole-di-scarpe-ora-festeggio-la-serie-a-con-il-mio-frosinone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=70554","title":{"rendered":"Alvini: &#8220;Vendevo suole di scarpe, ora festeggio la Serie A con il mio Frosinone&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; C\u2019\u00e8 un calcio che nasce nei centri sportivi tirati a lucido e un altro che profuma di provincia e fatica, di porte sbattute in faccia e ripartenze. Massimiliano Alvini, 56 anni, viene da qui. Prima della panchina e della promozione in A con il Frosinone, ci sono stati anni da allenatore part-time, su e gi\u00f9 per le strade tortuose della Toscana. Sempre in giro, con la macchina carica di suole di scarpe da vendere e mille clienti da convincere: \u201cIo e mio fratello Walter \u2013 racconta all\u2019Adnkronos &#8211; ci dividevamo le zone. Cercavo sempre di andare dove poteva esserci un po\u2019 di calcio. \u2018Oggi vado ad Arezzo, voglio studiare gli allenamenti di Conte. Domani a Empoli per vedere Sarri al lavoro\u2019 gli dicevo. Di mattina cos\u00ec, nel pomeriggio solo pallone. L\u2019ho fatto per una quindicina d\u2019anni\u201d. Fino al 2013.\u00a0<\/p>\n<p>Nel mezzo, tanta gavetta attraverso tutti i campionati possibili. Dai dilettanti ai professionisti: &#8220;\u00c8 una cosa bella. Fa capire che c\u2019\u00e8 una realt\u00e0 da affrontare per raggiungere certi traguardi. In Promozione ci allenavamo la sera alle 19, sa che fatica a fine giornata? Io sfruttavo il pomeriggio per studiare, aggiornarmi, rubare con gli occhi ci\u00f2 che poteva farmi migliorare sul campo\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nQuesto spirito l\u2019ha portata in Serie A. Si \u00e8 ripreso dalla festa promozione?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ci sar\u00e0 da festeggiare ancora un po\u2019 \u201c. E se la ride. \u201cFaccio fatica a rispondere a tutti i messaggi ricevuti, sono pi\u00f9 di duemila. Ci tengo per\u00f2 a ringraziare ogni persona per il pensiero. Lo far\u00f2 nei prossimi giorni. Mi porter\u00e0 via un po\u2019 di tempo, ma ne vale la pena\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuando ha capito che il sogno era possibile?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u201cLa stagione \u00e8 partita bene perch\u00e9 la societ\u00e0 e il direttore sportivo Castagnini hanno dato un indirizzo di lavoro, in ogni cosa c\u2019\u00e8 stato un ordine e tutto ci\u00f2 ha contribuito all\u2019organizzazione della squadra. Dagli orari, sempre rispettati, all\u2019impegno negli allenamenti. I ragazzi si sono adattati bene e poi, pian piano, sono stati reattivi sul campo. Dovessi individuare una parola chiave di questa fantastica stagione, direi \u2018disciplina\u2019. Senza dubbio\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nTorna nella massima serie dopo la breve esperienza del 2022 con la Cremonese. Cosa le hanno lasciato quei mesi?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u201cL\u2019idea di quella Cremonese era straordinaria, ma i primi risultati non sono stati positivi ed \u00e8 arrivato l\u2019esonero dopo poche giornate. \u00c8 stata un\u2019esperienza indimenticabile, ma forse non ero ancora pronto e avevo bisogno di fare un ulteriore passaggio. Tornato in Serie B, mi sono subito posto l\u2019obiettivo di risalire con una promozione. \u00c8 successo, si \u00e8 chiuso un percorso da film. Ho inseguito un sogno e me lo sono preso\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nE adesso?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u201cRispetto a quell\u2019esperienza, mi sento pi\u00f9 tosto. Abbiamo intenzione di costruire una squadra giovane per l\u2019anno prossimo, cercando di portare avanti il nostro metodo. Il Frosinone ha fatto per tre volte la Serie A ed \u00e8 sempre retrocesso l\u2019anno dopo la promozione. Ora puntiamo alla salvezza. E vogliamo conquistarla con idee e un\u2019identit\u00e0 precisa, cercheremo di giocarcela con tutti\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nHa centrato la promozione assemblando un Frosinone con l\u2019et\u00e0 media pi\u00f9 bassa di tutta la B. \u00c8 un modello replicabile anche nella prossima stagione?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Penso di s\u00ec, per me si pu\u00f2 fare. Con giocatori giovani, italiani ma anche stranieri, che hanno voglia di migliorare\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nDevono poi allinearsi le situazioni&#8230;\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u201cC\u2019entra la famosa disciplina, che ho gi\u00e0 citato. Parte tutto dall\u2019alto, dalla societ\u00e0. In Italia si giudica sempre il risultato, quasi mai il percorso. Oggi Alvini \u00e8 forte perch\u00e9 \u00e8 stato promosso, ma fare l\u2019allenatore non \u00e8 solo questo. Deve esserci la possibilit\u00e0 di sbagliare, per uscirne migliori\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nNella presentazione che fa sul suo profilo Linkedin segnala anche quattro esoneri, una cosa non da tutti. Perch\u00e9?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Sa, alleno da 25 anni. Sono riuscito a salire tutte le categorie con le vittorie sul campo, ma in alcune stagioni le cose non sono andate bene. Ci sta, fa parte del gioco e del lavoro. Un esonero non \u00e8 per forza di cose da collegare a un fallimento, ci sono tante situazioni da considerare e ogni esperienza va contestualizzata. Certe cicatrici mi hanno reso un allenatore migliore. Le difficolt\u00e0 mi hanno fatto diventare pi\u00f9 forte, un esonero pu\u00f2 aiutare a crescere pi\u00f9 di una vittoria. Fino a cinque anni fa ho avuto un percorso fatto quasi soltanto di campionati positivi. Ecco, la realt\u00e0 forse non era quella. Qualche situazione complicata, ogni tanto, pu\u00f2 far bene\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\n\u00c8 vero che nei suoi anni al Tuttocuoio (2008-2015) disegnava schemi con lo shampoo negli spogliatoi?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 capitato (sorride). A volte, preso dall\u2019euforia di un momento, andavo dai giocatori per spiegare ci\u00f2 che dovevano fare in campo. Ma non \u00e8 tanto diverso da ci\u00f2 che faccio oggi. Nei pranzi del gioved\u00ec, quando il presidente Stirpe, il ds Castagnini o il dg Doronzo mi chiedono qualcosa sulla squadra, prendo manciate di bustine di zucchero di colori diversi, le butto sul tavolo e ragioniamo di calcio e situazioni di gioco. Io vivo lo sport cos\u00ec. Venerd\u00ec, negli ultimi minuti della partita contro il Mantova, ho ripensato al punto di partenza e ai sacrifici fatti. Ho rivisto un po\u2019 il film della mia vita. Mi sono emozionato\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nAdesso per\u00f2 pu\u00f2 godersi il meritato traguardo nella sua Fucecchio&#8230;\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u201cIl lavoro mi porta da anni in giro per l\u2019Italia, ma cerco sempre di tornare un po\u2019 a casa quando posso. Io e i miei amici facciamo le stesse cose da sempre. Luned\u00ec sono stato a Empoli a vedere la Ferruzza, la squadra del mio quartiere. Ha appena vinto il campionato amatori per la settima volta, un\u2019altra bella gioia dopo la promozione con il Frosinone. Tra un po\u2019 di giorni qui ci sar\u00e0 il Palio, non lo vinciamo dal 1981. Per me \u00e8 un vero cruccio, speriamo di cambiarla questa storia\u201d. Di solito, non c\u2019\u00e8 due senza tre. (di Michele Antonelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>sport<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C\u2019\u00e8 un calcio che nasce nei centri sportivi tirati a lucido e un altro che profuma di provincia e fatica, di porte sbattute in faccia e ripartenze. Massimiliano Alvini, 56 anni, viene da qui. 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