{"id":70629,"date":"2026-05-13T11:46:00","date_gmt":"2026-05-13T11:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=70629"},"modified":"2026-05-13T11:46:00","modified_gmt":"2026-05-13T11:46:00","slug":"encefalopatia-epatica-al-via-campagna-per-riconoscerla-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=70629","title":{"rendered":"Encefalopatia epatica, al via campagna per riconoscerla prima"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Confusione, disorientamento, sonnolenza, cambiamenti di umore, difficolt\u00e0 di concentrazione e memoria, fino ad arrivare, nei casi pi\u00f9 gravi, a coma e danni neurologici permanenti: sono i sintomi di grave impatto sulla vita quotidiana dell&#8217;encefalopatia epatica (Ee), la seconda manifestazione pi\u00f9 grave e frequente della cirrosi scompensata, dopo l&#8217;ascite, con il 30-45% dei pazienti cirrotici che sviluppa almeno un episodio. Una complicanza a elevata complessit\u00e0 clinica, andamento cronico recidivante, sottodiagnosticata o riconosciuta tardivamente, causata dall&#8217;incapacit\u00e0 del fegato di eliminare tossine, come l&#8217;ammoniaca, che si accumulano nell&#8217;organismo e raggiungono il cervello. Dopo un primo episodio il rischio di recidiva a 1 anno \u00e8 del 40% e la sopravvivenza fortemente compromessa. L&#8217;Ee \u00e8 responsabile di 10.000-14.000 ricoveri ordinari l&#8217;anno con costi complessivi di gestione ospedaliera che assorbono oltre 200 milioni l&#8217;anno di risorse pubbliche. L&#8217;encefalopatia epatica, gravata da una carenza di diagnosi precoce, da un significativo sommerso clinico e dalle fragilit\u00e0 del continuum di cura nella fase di post-dimissione, con evidenti criticit\u00e0 in termini di appropriatezza e aderenza terapeutica, rappresenta una priorit\u00e0. Eppure, ad oggi questa grave sindrome continua a essere gestita solo come evento acuto in emergenza, vittima di limiti clinici, strutturali e organizzativi. E&#8217; il quadro tracciato dai promotori di una campagna sull&#8217;Ee.\u00a0<\/p>\n<p>Per rendere &#8216;visibile&#8217; e riconoscibile questa seria condizione, difficile da individuare nelle fasi iniziali, \u00e8 stata presentata a Roma &#8216;Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?&#8217;, campagna promossa da Alfasigma in collaborazione con Associazione EpaC Ets e con i patrocini di Aigo &#8211; Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, Aisf &#8211; Associazione italiana per lo studio del fegato, Cleo &#8211; Club degli epatologi ospedalieri, Fadoi &#8211; Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti e Simg &#8211; Societ\u00e0 italiana di medicina generale e delle cure primarie. Dal momento che l&#8217;Ee, per le sue caratteristiche fisiopatologiche, le criticit\u00e0 del percorso di cura e i tanti bisogni assistenziali dei pazienti fragili, rappresenta un paradigma della cronicit\u00e0, l&#8217;iniziativa &#8211; spiega una nota &#8211; vuole essere un richiamo forte a guardare &#8216;oltre il sintomo&#8217; e non banalizzare i segnali della complicanza, a rafforzare la centralit\u00e0 della persona, a sostenere pazienti e caregiver, attraverso un sito web dedicato (www.encefalopatiaepatica.it), strumenti di patient empowerment come opuscoli informativi e pillole formative, eventi istituzionali regionali e una &#8216;caregiver academy&#8217;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il valore della campagna &#8216;Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?&#8217; sta nel voler enfatizzare la persona ponendola al centro di un percorso di presa in carico globale, costruire intorno alla persona\/paziente un supporto concreto attraverso l&#8217;integrazione ospedale-territorio, ma pi\u00f9 ancora una consapevolezza a riconoscere la patologia, a non banalizzare i segnali che nelle fasi iniziali possono essere sfumati e costruire una rete attorno ai molteplici bisogni clinici e di vita quotidiana &#8211; afferma Massimiliano Conforti, presidente EpaC Ets &#8211; Le evidenze dimostrano che circa il 20% dei pazienti con epatopatia cronica avanzata necessita di un&#8217;assistenza continuativa: pertanto, diventa indispensabile riconoscere il ruolo strategico del caregiver, che a sua volta andrebbe supportato da un care manager, una figura intermedia tra i medici curanti e il paziente, alla quale il caregiver pu\u00f2 rivolgersi nella fase di post-dimissione. In questo modo si ridurrebbero gli accessi al pronto soccorso e si migliorerebbe la qualit\u00e0 di vita del paziente, che spesso \u00e8 una persona anziana&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La diagnosi di Ee avviene quasi sempre nelle fasi manifeste, generando un &#8216;effetto domino&#8217; che produce devastanti ricadute cliniche ed economiche, sottolineano gli esperti. Raggiungere il paziente prima dello scompenso, attraverso una diagnosi tempestiva e l&#8217;identificazione del sommerso, \u00e8 la leva strategica per spostare il baricentro da una gestione dell&#8217;episodio acuto in emergenza a una logica di presa in carico precoce e continuativa per trasformare una condizione ad alto tasso di recidive in una cronicit\u00e0 gestibile, in cui la prevenzione secondaria \u00e8 cruciale. &#8220;Il ritardo diagnostico dell&#8217;encefalopatia epatica ha un peso significativo; il punto critico sta nel fatto che molti pazienti non arrivano alla diagnosi quando compaiono i primi segni, ma quando sviluppano l&#8217;encefalopatia clinicamente manifesta &#8211; dice Giacomo Germani, segretario Aisf &#8211; Se l&#8217;encefalopatia non viene diagnosticata precocemente, si rischia di arrivare a un punto in cui il paziente \u00e8 gestibile solo in ospedale, e gli studi evidenziano che dopo un primo ricovero circa il 40% dei pazienti va incontro a una riospedalizzazione. Oggi abbiamo una serie di strumenti disponibili e validati da un punto di vista scientifico, il cui utilizzo congiunto deve permetterci di intercettare una quota significativa di pazienti con encefalopatia epatica non diagnosticata e agire preventivamente affinch\u00e9 non diventi conclamata&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Il momento di maggiore fragilit\u00e0 di sistema, dove la tenuta del continuum di cura \u00e8 messa a dura prova e il paziente spesso si perde &#8211; si evidenzia nella nota &#8211; \u00e8 quello del post-dimissione, quando la persona torna a casa e vengono meno sia terapie adeguate gi\u00e0 al momento di lasciare l&#8217;ospedale, sia il follow-up ravvicinato a partire dalle prime settimane, che il coordinamento tra ospedale e territorio. In questa fase il rischio di isolamento, recidive e riospedalizzazioni \u00e8 molto alto. &#8220;Certamente il confine ospedale-territorio e territorio-ospedale \u00e8 da presidiare con grande attenzione. La medicina interna, essendo una disciplina ospedaliera, ha un volume di quasi 1 milione di ricoveri l&#8217;anno ed \u00e8 particolarmente attenta a questo passaggio; soprattutto per i pazienti che presentano una o pi\u00f9 cronicit\u00e0, questa attenzione speciale \u00e8 ancora pi\u00f9 importante &#8211; interviene Andrea Montagnani, presidente nazionale Fadoi &#8211; Nel caso del paziente con Ee l&#8217;attenzione deve essere ancora pi\u00f9 stringente, in quanto una transizione appropriata dall&#8217;ospedale al territorio pu\u00f2 ridurre le ricadute di questa complicanza. Perch\u00e9 questo avvenga, \u00e8 necessaria una stretta sinergia e un dialogo tra la medicina internistica dell&#8217;ospedale e la medicina generale del territorio, che deve seguire il paziente dopo la dimissione in tutte le possibili criticit\u00e0 del percorso di cura e i suoi bisogni clinici, ma anche nell&#8217;eventuale evoluzione della patologia e nel contesto sociale in cui vive&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;efficace presa in carico del paziente con encefalopatia epatica &#8211; viene rimarcarto &#8211; deve avvalersi di un modello a rete integrata e multidisciplinare: la complessit\u00e0 del quadro clinico richiede l&#8217;attivazione sinergica di diverse figure professionali, tra cui nodale la necessaria collaborazione bidirezionale tra il medico di medicina generale (territorio) e la medicina specialistica (ospedale). &#8220;Il medico di medicina generale \u00e8 una figura professionale centrale e determinante quando compare un sintomo o un segno che possono indurre un sospetto di encefalopatia epatica &#8211; commenta Ignazio Grattagliano, vicepresidente nazionale Simg &#8211; Il medico deve &#8216;fermare il tempo&#8217;, nel senso che deve riesaminare tutta la situazione generale e sottoporre il paziente a ulteriori accertamenti di laboratorio per valutare la presenza o meno di squilibri elettrolitici. Poi, attraverso precise domande al caregiver sulle condizioni del paziente, il Mmg deve arrivare a un nuovo inquadramento della patologia, per prendere in considerazione tutte le possibili cause che stanno facendo precipitare la situazione verso un&#8217;encefalopatia epatica e, se il sospetto viene confermato, inviare subito il paziente all&#8217;internista ospedaliero. E&#8217; questo il momento in cui si verifica l&#8217;aggancio alla medicina specialistica da parte della medicina territoriale, per una valutazione pi\u00f9 approfondita di un paziente che diventa sempre pi\u00f9 complesso&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La malattia come conseguenza di una cirrosi scompensata, osservano i promotori della campagna, non pu\u00f2 essere intercettata solo quando diventa emergenza: in questo senso \u00e8 fondamentale il coinvolgimento sul territorio dei Mmg. Fondamentale, inoltre, una programmazione chiara, che consenta ai clinici di arrivare prima. E&#8217; quanto si propone il Policy paper presentato durante l&#8217;evento istituzionale.  &#8220;Le istituzioni devono prestare la massima attenzione a patologie complesse come gli stati avanzati di cirrosi e l&#8217;insufficienza epatica, rafforzando la capacit\u00e0 del Ssn di intervenire prima fuori dall&#8217;ospedale e poi dentro l&#8217;ospedale &#8211; afferma il senatore Guido Quintino Liris, componente V Commissione Bilancio del  Senato &#8211; Servono organizzazione, assistenza domiciliare, collegamento tra medici di medicina generale e specialisti, coinvolgimento del personale sanitario e supporto concreto ai caregiver e alle famiglie. Oggi diagnosi e terapie consentono di gestire meglio queste patologie, ma \u00e8 centrale costruire percorsi chiari, protocolli condivisi e una presa in carico continua del paziente, dal territorio fino alle strutture ospedaliere&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Il documento &#8211; dettaglia la nota &#8211; \u00e8 il risultato di un confronto che ha coinvolto istituzioni nazionali e regionali, clinici, societ\u00e0 scientifiche, associazioni dei pazienti ed economisti sanitari. Politici ed esperti, riuniti in 3 gruppi di lavoro, hanno analizzato evidenze cliniche ed esperienze organizzative, individuando le principali criticit\u00e0 della presa in carico del paziente con Ee. Ne sono emerse 6 priorit\u00e0 operative, replicabili nei diversi contesti regionali: 1) Promuovere il riconoscimento istituzionale dell&#8217;area delle malattie epatiche attraverso l&#8217;attivazione di un Piano nazionale e l&#8217;inclusione nei Lea di percorsi e standard uniformi, sviluppando e rendendo operativi Pdta specifici per la cirrosi e l&#8217;encefalopatia epatica, per garantire continuit\u00e0, appropriatezza e omogeneit\u00e0 delle cure sul territorio nazionale; 2) Integrare strumenti come lo score Fib-4 per l&#8217;identificazione precoce dei pazienti a rischio e l&#8217;emersione del sommerso, rafforzando al contempo la prevenzione secondaria nei pazienti gi\u00e0 diagnosticati per ridurre recidive e riospedalizzazioni; 3) Potenziare l&#8217;integrazione ospedale-territorio attraverso modelli Hub&amp;Spoke, per assicurare continuit\u00e0 assistenziale e presa in carico multidisciplinare; 4) Valorizzare il ruolo del caregiver, promuovendone formazione e riconoscimento come parte attiva nel percorso di cura; 5) Garantire continuit\u00e0 terapeutica e aderenza, riducendo le barriere logistiche e favorendo modelli di distribuzione dei farmaci pi\u00f9 vicini al domicilio, anche tramite Dpc; 6) Migliorare il post-dimissione con una regia chiara e condivisa tra i diversi attori del sistema, per ridurre discontinuit\u00e0 assistenziale, migliorare l&#8217;aderenza e limitare riospedalizzazioni potenzialmente evitabili. \u00a0<\/p>\n<p>Secondo Emanuele Monti, presidente Commissione IX Sostenibilit\u00e0 sociale, casa e famiglia, Regione Lombardia, &#8220;per rendere pi\u00f9 efficace la presa in carico dell&#8217;encefalopatia epatica serve passare da interventi episodici a percorsi strutturati, capaci di intercettare prima il sommerso e garantire continuit\u00e0 nel post-dimissione, con un sostegno reale a famiglie e caregiver. La differenza la fanno azioni concrete e tempestive: percorsi e Pdta aggiornati, reti integrate ospedale-territorio, tavoli tecnici e indicatori che consentano di misurare l&#8217;impatto e ridurre le disuguaglianze tra territori. Il raccordo con il livello nazionale \u00e8 decisivo per accelerare l&#8217;adozione di standard comuni, mantenendo al tempo stesso l&#8217;aderenza alle specificit\u00e0 regionali. In questa prospettiva, la Lombardia \u00e8 pronta a fare la propria parte anche valorizzando iniziative di awareness e patient activation come la campagna presentata oggi&#8221;. Tutto questo finalizzato a garantire continuit\u00e0, accesso e aderenza terapeutica, migliorare il post-dimissione e gli esiti clinici, abbattere i costi.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La campagna &#8216;RiEEsci a vederla?&#8217; \u00e8 per Alfasigma un&#8217;esperienza positiva perch\u00e9 ci ha permesso di collaborare con l&#8217;organizzazione dei pazienti in un\u2019ottica di partnership e di co-creazione di contenuti, strumenti e servizi &#8211; dichiara Stefania Bassanini, VP, Medical Affairs, Alfasigma Italia &#8211; Il progetto \u00e8 basato sulla volont\u00e0 di offrire a pazienti e caregiver strumenti che ne migliorino la consapevolezza nella gestione della malattia e l&#8217;aderenza al proprio percorso di cura, che sono la chiave di volta della prevenzione dell&#8217;encefalopatia epatica, una condizione che se non viene adeguatamente trattata pu\u00f2 determinare esiti fatali. Crediamo molto nell&#8217;health literacy, che \u00e8 una risorsa fondamentale per il paziente cronico, e la nostra campagna offrir\u00e0 a pazienti e caregiver momenti formativi sul territorio, in cui grazie alla collaborazione con l\u2019associazione EpaC e con i clinici offriremo informazioni sulla patologia e su tutti gli aspetti legati alla migliore gestione della stessa: dal counseling nutrizionale fino all&#8217;elenco ragionato dei sintomi da monitorare per evitare ricadute pericolose per il paziente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Con il supporto a questa iniziativa &#8211; conclude la nota &#8211; Alfasigma rinnova il proprio impegno al fianco dei pazienti, dei caregiver e della comunit\u00e0 medico-scientifica, confermando la centralit\u00e0 dell&#8217;area gastroenterologica nel proprio percorso di sviluppo e innovazione. Un impegno che si riflette anche nei recenti investimenti annunciati negli stabilimenti produttivi di Pomezia e Alanno, a sostegno della crescita industriale e della capacit\u00e0 di rispondere ai bisogni di salute dei pazienti.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Confusione, disorientamento, sonnolenza, cambiamenti di umore, difficolt\u00e0 di concentrazione e memoria, fino ad arrivare, nei casi pi\u00f9 gravi, a coma e danni neurologici permanenti: sono i sintomi di grave impatto sulla vita quotidiana dell&#8217;encefalopatia epatica (Ee), la seconda manifestazione pi\u00f9 grave e frequente della cirrosi scompensata, dopo l&#8217;ascite, con il 30-45% dei pazienti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":70630,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2420],"tags":[2242],"class_list":{"0":"post-70629","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultimora","8":"tag-ultimora"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70629","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70629"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70629\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/70630"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediasud.tv\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}