{"id":71162,"date":"2026-05-14T13:46:35","date_gmt":"2026-05-14T13:46:35","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=71162"},"modified":"2026-05-14T13:46:35","modified_gmt":"2026-05-14T13:46:35","slug":"farmaci-italiani-pronti-a-donare-plasma-ma-solo-2-su-10-sanno-cosa-sia-indagine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=71162","title":{"rendered":"Farmaci, italiani pronti a donare plasma ma solo 2 su 10 sanno cosa sia, indagine"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;  Il plasma rappresenta una risorsa strategica per la salute pubblica, alla base della produzione di farmaci plasmaderivati salvavita utilizzati nel trattamento di malattie rare e gravi, ma rimane ancora poco conosciuto dagli italiani. E&#8217; quanto emerge da una recente indagine condotta dall&#8217;Istituto Piepoli e commissionata da Takeda Italia, presentata oggi a Roma nel corso di un evento promosso su iniziativa del vicepresidente della Camera, Giorgio Mul\u00e8. Secondo la ricerca, 7 italiani su 10 si dichiarano disponibili a donare plasma nei prossimi 12 mesi se avessero maggiori informazioni sul suo utilizzo; la percentuale sale all&#8217;83% tra i donatori. In un contesto di crescente fabbisogno di farmaci plasmaderivati, questi dati sollevano un tema di sicurezza sanitaria che riguarda direttamente la capacit\u00e0 del Paese di garantire continuit\u00e0 di cura. Accanto all&#8217;informazione, emergono come decisive anche le leve organizzative: facilit\u00e0 di accesso ai centri, strumenti di prenotazione e servizi aggiuntivi risultano molto pi\u00f9 rilevanti degli incentivi economici.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;indagine &#8211; realizzata a marzo 2026 su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana e su un campione di donatori &#8211; mostra come alla forte consapevolezza dell&#8217;importanza del plasma non corrisponda un livello di informazione adeguato. Il 95% degli italiani considera infatti il plasma una risorsa fondamentale per la cura dei pazienti, ma solo 2 cittadini su 10 sanno realmente cosa sia e solo il 23% si dichiara informato sul suo effettivo utilizzo. Anche tra i donatori, la conoscenza della filiera risulta spesso incompleta. In particolare, solo 1 italiano su 3 sa che il plasma non pu\u00f2 essere prodotto artificialmente, mentre 2 cittadini su 3 non sanno che una quota significativa del plasma utilizzato in Italia proviene dall&#8217;estero. Quando questa informazione viene resa esplicita, cresce in modo netto la percezione del rischio per i pazienti e per il Servizio sanitario nazionale, evidenziando una vulnerabilit\u00e0 strutturale che richiede attenzione. &#8220;Gli italiani &#8211; ha spiegato Livio Gigliuto, presidente dell&#8217;Istituto Piepoli &#8211; sanno che il plasma \u00e8 importante, ma spesso non sanno bene a cosa serve e perch\u00e9 sia cos\u00ec prezioso. Forse proprio per questo in tanti si dicono disponibili a donarlo, ma in pochi alla fine donano davvero. Insomma, serve pi\u00f9 informazione: spiegare meglio il valore del plasma significa aiutare pi\u00f9 persone a donare e rafforzare una risorsa essenziale per la sicurezza sanitaria del Paese&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Dalla survey &#8211; \u00e8 emerso dall&#8217;incontro &#8211; risulta con chiarezza che la criticit\u00e0 non risiede nella mancanza di disponibilit\u00e0 dei cittadini, ma nell&#8217;assenza di un&#8217;azione sistemica capace di informare, facilitare e attivare il sistema delle donazioni. Un passaggio fondamentale per aumentare la consapevolezza dell&#8217;importanza del plasma e consentire anche all&#8217;Italia di raggiungere e consolidare l&#8217;autosufficienza necessaria a rispondere al fabbisogno crescente di medicinali plasmaderivati. Durante il dibattito \u00e8 stato sottolineato anche il ruolo centrale delle istituzioni nella promozione della donazione di plasma come responsabilit\u00e0 pubblica. &#8220;Il tema del plasma chiama direttamente le istituzioni a una responsabilit\u00e0 verso la sicurezza sanitaria del Paese. Garantire l&#8217;autosufficienza significa proteggere la continuit\u00e0 delle cure e ridurre vulnerabilit\u00e0 che oggi incidono sulla resilienza del sistema. E&#8217; necessario agire in modo coerente con le indicazioni europee sui medicinali critici, che richiamano gli Stati membri a presidiare e rafforzare le filiere strategiche per la salute pubblica&#8221;, ha dichiarato Mul\u00e8 in un messaggio agli organizzatori.\u00a0<\/p>\n<p>Garantire l&#8217;autosufficienza nazionale di plasma &#8211; \u00e8 stato pi\u00f9 volte ribadito &#8211; richiede scelte di policy coordinate, orientate al lungo periodo e integrate nella strategia complessiva di sicurezza del Servizio sanitario nazionale. &#8220;La disponibilit\u00e0 di plasma \u00e8 un fattore determinante per garantire terapie salvavita e continuit\u00e0 assistenziale, soprattutto per i pazienti con patologie rare e gravi &#8211; ha sottolineato Francesco Carugi, presidente Gruppo aziende emoderivati Farmindustria (Gaef) &#8211; E&#8217; necessario adottare un approccio sistemico che preveda interventi di breve, medio e lungo periodo, in grado di rendere la filiera pi\u00f9 solida, sostenibile e meno esposta a dipendenze esterne&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento chiave riguarda il luogo della donazione. Il centro trasfusionale ospedaliero \u00e8 indicato come opzione preferenziale, a conferma del fatto che la donazione di plasma \u00e8 percepita come un atto sanitario ad alta responsabilit\u00e0, per il quale i cittadini ricercano un contesto strutturato e pienamente integrato nella rete dei servizi sanitari. &#8220;Ogni carenza di plasma si traduce in un rischio concreto per i pazienti. Investire su informazione, educazione, accessibilit\u00e0 e qualit\u00e0 organizzativa dei servizi significa rafforzare l&#8217;esigibilit\u00e0 del diritto alle cure e ridurre le disuguaglianze. Come in ogni ambito del servizio sanitario pubblico &#8211; ha evidenziato Tonino Aceti, prsidente di Salutequit\u00e0 &#8211; anche per la donazione le dimensioni della prossimit\u00e0 e della semplificazione nell&#8217;accesso al servizio possono produrre effetti positivi sulla disponibilit\u00e0 delle persone a donare&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Nel complesso, la ricerca dell&#8217;Istituto Piepoli delinea uno scenario chiaro: il potenziale per aumentare la donazione di plasma in Italia \u00e8 gi\u00e0 presente. Informazione strutturata, accessibilit\u00e0 e organizzazione dei servizi &#8211; si legge in una nota &#8211; possono consentire di trasformare questa disponibilit\u00e0 diffusa in una leva strutturale di sicurezza e resilienza per il Servizio sanitario nazionale, anche in relazione al ruolo essenziale dei plasmaderivati salvavita nel garantire continuit\u00e0 terapeutica ai pazienti.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il plasma rappresenta una risorsa strategica per la salute pubblica, alla base della produzione di farmaci plasmaderivati salvavita utilizzati nel trattamento di malattie rare e gravi, ma rimane ancora poco conosciuto dagli italiani. 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