{"id":71189,"date":"2026-05-14T14:36:00","date_gmt":"2026-05-14T14:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=71189"},"modified":"2026-05-14T14:36:00","modified_gmt":"2026-05-14T14:36:00","slug":"chirurgia-malformazioni-craniofacciali-scopelliti-smile-house-la-cura-e-un-percorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=71189","title":{"rendered":"Chirurgia: malformazioni craniofacciali, Scopelliti (Smile House) &#8216;la cura \u00e8 un percorso&#8217;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; \u201cIo devo fare i conti con la mia faccia\u201d. Un nuovo intervento? \u201cTi dir\u00f2 se voglio fare altro\u201d. \u00c8 la lezione \u201cenorme\u201d di Giovanni Bagnasco, allora 14enne, cresciuto all\u2019interno del percorso di cura Smile House, per una malformazione craniofacciale, che oggi \u00e8 diventato anche attore. \u201cNoi chirurghi pensiamo che il dato estetico sia la cosa pi\u00f9 importante. E invece non \u00e8 cos\u00ec\u201d, spiega, all\u2019Adnkronos Salute, Domenico Scopelliti, presidente e fondatore di Smile House Fondazione Ets, direttore dell&#8217;Unit\u00e0 operativa complessa di chirurgia Maxillo-facciale dell&#8217;ospedale San Filippo Neri, Asl Roma 1. \u201cLe malformazioni craniofacciali, in particolare la labiopalatoschisi, vengono spesso affrontate come un problema chirurgico da correggere precocemente &#8211; continua &#8211; L\u2019approccio tradizionale si \u00e8 a lungo basato su un\u2019idea semplice: operare e risolvere. Ma la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 complessa. Anche quando la chirurgia \u00e8 tecnicamente perfetta, la crescita del bambino cambia le condizioni iniziali. Le cicatrici, lo sviluppo osseo, la funzione respiratoria, la fonazione e l\u2019alimentazione evolvono nel tempo. E, soprattutto, evolve la percezione di s\u00e9. Il risultato \u00e8 che la cura non pu\u00f2 essere un singolo atto, ma un percorso lungo anni\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Da questa consapevolezza, \u00e8 nato il modello Smile House. \u201cSi tratta di un sistema organizzato su pi\u00f9 livelli che accompagna il paziente dalla diagnosi prenatale fino alla fine dello sviluppo, spesso anche oltre i 20 anni &#8211; illustra Scopelliti &#8211; Il principio \u00e8 semplice nella teoria, pi\u00f9 complesso nella realizzazione: costruire una presa in carico continua, multidisciplinare e territoriale per assistere, fin dalla diagnosi prenatale, questa condizione e mettere in atto tutta una serie di attivit\u00e0 perch\u00e9 la famiglia sia sostenuta ad affrontare questa realt\u00e0, mettendo al mondo un piccolo che possa avere tutte le opportunit\u00e0 per realizzare la propria vita\u201d. L\u2019impatti del progetto \u00e8 concreto e misurabile. \u201cIl 65% dei bambini nati in Italia con labiopalatoschisi \u00e8 stato trattato in uno dei Centri Smile House &#8211; precisa &#8211; Complessivamente, tra il 2010 e il 2024, abbiamo assistito oltre 1.600 pazienti, offerto pi\u00f9 di 93mila consulenze multidisciplinari ed effettuato circa 5mila interventi chirurgici\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Il cuore del modello \u00e8 il lavoro di squadra in una rete nazionale perch\u00e9 \u201cl\u2019obiettivo non \u00e8 solo ricostruire un volto &#8211; rimarca Scopelliti &#8211; ma garantire funzioni vitali: alimentazione, respirazione, linguaggio e sviluppo sociale\u201d evitando \u201cframmentazione e migrazione sanitaria\u201d. Per questo non esiste un unico specialista, ma un sistema integrato che \u201ccomprende una lunga serie di esperti: chirurgo maxillo-facciale; ortodontista e odontoiatra; anestesista pediatrico; pediatra; otorinolaringoiatra e foniatra; logopedista; psicologo dell\u2019et\u00e0 evolutiva; infermieri dedicati all\u2019allattamento e alla crescita, oltre a protesisti e implantologi nei casi complessi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>La nascita della rete Smile House \u00e8 avvenuta pi\u00f9 tardi, \u201cnel 2008, da un primo accordo con il ministero della Salute &#8211; ricostruisce il fondatore &#8211; Nel 2006 ci era stato commissionato uno studio analitico e ci siamo resi conto che c\u2019erano due problemi fondamentali: la discontinuit\u00e0 delle cure e la migrazione sanitaria\u201d, condizioni che aumentano i costi sociali e anche per il Servizio sanitario. \u201cOggi siamo presenti con 8 centri distribuiti sul territorio nazionale &#8211; Vicenza, Monza, Pisa, Ancona, Roma, Cagliari, Taranto e Catania &#8211; Noi coordiniamo tutto il progetto e garantiamo la continuit\u00e0 delle cure e il controllo della qualit\u00e0. Ma attualmente &#8211; precisa &#8211; il ministero sta valutando la possibilit\u00e0 che questa diventi una delle prime reti nazionali per il trattamento delle malformazioni craniofacciali\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Il percorso inizia spesso gi\u00e0 con la diagnosi prenatale, \u201cquando la famiglia viene informata e accompagnata nelle scelte &#8211; racconta Scopelliti &#8211; Alla nascita, la prima sfida non \u00e8 chirurgica ma funzionale: alimentare il bambino in modo corretto. In molti casi, grazie a tecniche specifiche e formazione delle famiglie, \u00e8 possibile evitare ospedalizzazioni prolungate e consentire un\u2019alimentazione naturale o assistita. Segue poi la fase ortopedico-ortodontica precoce, che prepara i tessuti alla chirurgia successiva, migliorando gli esiti funzionali ed estetici. Gli interventi chirurgici &#8211; chiarisce &#8211; vengono quindi distribuiti nel tempo, spesso tra il quarto mese e il primo anno di vita, in modo progressivo e personalizzato. Parallelamente, logopedia e supporto psicologico iniziano precocemente, perch\u00e9 lo sviluppo non \u00e8 solo fisico ma anche relazionale e comunicativo\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Il punto centrale del modello non \u00e8 la tecnica chirurgica, ma l\u2019obiettivo finale: l\u2019integrazione sociale. \u201cUn bambino non \u00e8 guarito solo perch\u00e9 operato &#8211; afferma l\u2019esperto &#8211; \u00c8 guarito quando pu\u00f2 parlare, mangiare, respirare e soprattutto vivere relazioni senza barriere psicologiche o sociali\u201d. Anche per questo, nel celebrare 25 anni di attivit\u00e0, l\u2019anno scorso, Smile House ha promosso, all\u2019interno della manifestazione Taomoda-week, a Taormina, una sfilata che ha coinvolto proprio i ragazzi seguiti dalla Fondazione. \u201cIl primo a sfilare \u00e8 stato Bagnasco &#8211; osserva Scopelliti &#8211; Seguiamo molti dei nostri ragazzi sui social. Non usano filtri: mostrano che non intendono cancellare la differenza, ma integrarla nella vita\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cIo devo fare i conti con la mia faccia\u201d. 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