{"id":74262,"date":"2026-05-25T17:12:00","date_gmt":"2026-05-25T17:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=74262"},"modified":"2026-05-25T17:12:00","modified_gmt":"2026-05-25T17:12:00","slug":"congresso-aism-e-fism-puntiamo-su-prevenzione-della-sm-e-della-disabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=74262","title":{"rendered":"Congresso Aism e Fism: puntiamo su prevenzione della Sm e della disabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La ricerca sulla sclerosi multipla sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Non si parla pi\u00f9 soltanto di cura, ma di prevenzione: della malattia, grazie allo studio dei fattori che la favoriscono, e, quando la diagnosi \u00e8 gi\u00e0 avvenuta, della disabilit\u00e0. La prevenzione, come filone di ricerca e impegno sociale, \u00e8 al centro del Congresso scientifico promosso da Aism-Associazione italiana sclerosi multipla e della sua Fondazione (Fism), in programma a Roma dal 25 al 27 maggio 2026 all\u2019interno della Settimana di informazione e in vista del 30 maggio Giornata Mondiale della Sm: centinaia di partecipanti fra ricercatori, clinici, istituzioni e stakeholder nazionali e internazionali riuniti per discutere il futuro della ricerca sulla sclerosi multipla e sulle patologie neurologiche correlate.\u00a0<\/p>\n<p>Il titolo del Congresso \u2013 Sclerosi multipla e patologie correlate: prevenzione ed innovazione nella ricerca e nelle cure \u2013 racconta bene la direzione intrapresa: costruire un nuovo paradigma che parta dalla prevenzione e arrivi fino alla neuro-riparazione, integrando scienza, innovazione e partecipazione attiva delle persone con Sm e patologie correlate. Una strada &#8211; si legge in una nota &#8211; fortemente sostenuta da Fism che, solo negli ultimi 5 anni, ha investito oltre 40 milioni di euro in ricerca, sostenendo 43 progettualit\u00e0 strategiche che hanno prodotto pi\u00f9 di 800 pubblicazioni scientifiche e contribuito in modo concreto all\u2019eccellenza scientifica nazionale e internazionale. Un risultato che ha contribuito a fare dell\u2019Italia il secondo Paese al mondo per produzione scientifica sulla sclerosi multipla.\u00a0<\/p>\n<p>Ad aprire il Congresso una riflessione che va oltre la sclerosi multipla e colloca la ricerca italiana dentro una nuova cornice internazionale: quella della Brain Health. \u201cOltre 3 miliardi di persone convivono con condizioni neurologiche e 1 persona su 3 svilupper\u00e0 un disturbo neurologico nel corso della vita &#8211; afferma Paola Zaratin, direttrice della ricerca Fism &#8211; Questo scenario richiede un cambio di paradigma: non basta la sola prevenzione clinica, ma serve un modello di innovazione responsabile che coinvolga attivamente le persone e i territori\u201d. A sottolineare la dimensione internazionale del tema della \u201csalute del cervello\u201d la partecipazione al Congresso di ricercatori ed esperti provenienti da Paesi diversi, come Abdelfatah Ibrahim, presidente della OneNeurology Partnership, Pawel Swieboda, fondatore e direttore di NeuroCentury e co-fondatore della Brain Capital Alliance.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Una ricerca partecipata, responsabile e aperta, in cui persone con Sm, caregiver, ricercatori, clinici e istituzioni condividono obiettivi, decisioni e valutazione dell\u2019impatto \u00e8 parte integrante della nuova Agenda 2030 sulla sclerosi multipla e patologie correlate. \u201cL\u2019Agenda della Ricerca rappresenta una leva fondamentale dell\u2019Agenda 2030\u201d, sottolinea Mario Alberto Battaglia, presidente Fism e della Msif, la Federazione Internazionale della sclerosi multipla che raccoglie 80 associazioni di Sm nel mondo. \u201cFondamentali sono la gestione integrata dei dati clinici, genetici, di risonanza magnetica e riportati dalla persona, insieme all\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale. L\u2019attivit\u00e0 clinica &#8211; continua &#8211; pu\u00f2 generare nuova conoscenza scientifica e l\u2019integrazione tra assistenza e ricerca deve diventare un\u2019infrastruttura stabile, non un\u2019eccezione. Un ruolo centrale \u00e8 affidato alla scienza aperta, con accesso trasparente ai risultati della ricerca e alla salute del cervello, considerando la Sm come modello per strategie pi\u00f9 ampie di prevenzione e cura per le malattie neurologiche\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>I risultati della ricerca scientifica sono protagonisti della tre giorni romana e indicano chiaramente che la prevenzione \u00e8 la strada da intraprendere per rispondere alla crescita esponenziale di patologie neurologiche, ai bisogni delle persone che ne sono colpite e alla necessit\u00e0 di garantire la sostenibilit\u00e0 dei sistemi sanitari. La Global Prevention Strategy promossa da Fism risponde proprio a questa esigenza e punta a integrare ricerca di base, epidemiologia, biomarcatori precoci e politiche di salute pubblica per costruire un modello predittivo e preventivo della sclerosi multipla. \u201cFino a pochissimi anni fa era impossibile parlare di prevenzione, perch\u00e9 mancava ancora una sufficiente conoscenza delle cause della malattia &#8211; evidenzia Marco Salvetti, membro del Comitato Scientifico di Fism &#8211; Le maggiori conoscenze sul virus di Epstein Barr, sul ruolo dell\u2019obesit\u00e0 infantile, della vitamina D, tanto per fare degli esempi, aprono oggi prospettive di ricerca per la prevenzione della malattia senza escludere possibili implicazioni anche per la prevenzione della progressione in chi \u00e8 gi\u00e0 malato\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>Lavorare sulla prevenzione &#8211; si legge nella ntoa &#8211; significa occuparsi anche di neuro-riparazione possibile grazie a cellule staminali neurali, medicina rigenerativa, terapie geniche e riposizionamento di farmaci. \u201cL\u2019obiettivo non \u00e8 pi\u00f9 soltanto contenere l\u2019infiammazione, ma proteggere il sistema nervoso, favorire la rimielinizzazione e contrastare i processi neurodegenerativi che determinano la progressione irreversibile della disabilit\u00e0\u201d, osserva Gianvito Martino, direttore scientifico Irrcs Ospedale San Raffaele, fra i relatori del Congresso.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Dall\u2019incontro tra eccellenza scientifica e conoscenza della malattia da parte delle persone con Sm e i loro caregiver, nasce un modello avanzato di sanit\u00e0 partecipata che mette la prevenzione al centro delle proprie strategie: nel modello Multi-Act, ideato da Aism e dalla sua Fondazione, pazienti, caregiver, cittadini e comunit\u00e0 locali siedono accanto a ricercatori, professionisti sanitari e decisori politici come co-protagonisti della governance. Questo approccio partecipativo permette di superare le disuguaglianze, ridurre i gap di accesso alle cure e favorire interventi realmente contestualizzati. \u201cLe persone non sono pi\u00f9 soltanto beneficiarie della ricerca, ma co-protagoniste nella definizione delle priorit\u00e0, nella valutazione dell\u2019impatto e nella costruzione delle strategie di prevenzione\u201d, precisa Rachele Michelacci, vicepresidente Aism e persona con Sm. \u00a0<\/p>\n<p>Dall\u2019esperienza delle persone &#8211; riferiscono AIsm e Fism &#8211; parte anche la sessione del Congresso dedicata alla prevenzione nelle malattie neuroimmuni rare, con particolare attenzione a Nmosd e Mogad. Al centro della discussione i bisogni della comunit\u00e0 e le ultime novit\u00e0 nel campo della diagnosi e delle innovazioni\u00a0<\/p>\n<p>terapeutiche. Tra i momenti centrali del Congresso, l\u2019assegnazione del Premio Rita Levi Montalcini, uno dei riconoscimenti pi\u00f9 prestigiosi dedicati alla ricerca scientifica sulla sclerosi multipla. L\u2019edizione 2026 sar\u00e0 conferita a Roberta Magliozzi, Associate Professor in Cell and Molecular Neuropathology e Scientific Co-Direttore della UK MS Society Tissue Bank presso l\u2019Imperial College London.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La ricerca sulla sclerosi multipla sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Non si parla pi\u00f9 soltanto di cura, ma di prevenzione: della malattia, grazie allo studio dei fattori che la favoriscono, e, quando la diagnosi \u00e8 gi\u00e0 avvenuta, della disabilit\u00e0. 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