{"id":81483,"date":"2026-10-27T07:25:00","date_gmt":"2026-10-27T07:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81483"},"modified":"2026-10-27T07:25:00","modified_gmt":"2026-10-27T07:25:00","slug":"fontaines-d-c-piu-grandi-che-mai-la-band-ha-cambiato-pelle-ed-e-gia-altrove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81483","title":{"rendered":"Fontaines D.C. pi\u00f9 grandi che mai, la band ha cambiato pelle ed \u00e8 gi\u00e0 altrove"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Grian Chatten si avvicina al microfono, ondeggia, fa un inchino e attacca \u2018Tongue\u2019 con gli occhi rivolti al cielo. La canzone arriva immersa nei sintetizzatori e nelle chitarre che sembrano emergere dalla nebbia. Chatten resta per qualche secondo dentro quella trama, poi comincia a muoversi lungo la passerella dell&#8217;Unipol Arena, avanti e indietro, con il microfono stretto in mano. \u00c8 il suo modo di stare sul palco e dare una forma fisica alle canzoni. Intorno a lui, i compagni Carlos O&#8217;Connell, Conor Curley, Conor Deegan e Tom Coll lavorano soprattutto sulle frequenze, accompagnando la voce con un suono di basso, sintetizzatori e chitarre. \u00c8 cos\u00ec che suonano oggi i Fontaines D.C. Una band molto pi\u00f9 grande di quella che qualche anno fa veniva raccontata come uno dei nomi pi\u00f9 rilevanti del post-punk irlandese, i nuovi Joy Division, i salvatori del rock, la band pi\u00f9 interessante in circolazione. Spoiler: \u00e8 ancora cos\u00ec, ma meglio, con buona pace di chi, come Liam Gallagher degli Oasis, ancora non ci crede.\u00a0<\/p>\n<p>La crescita, in questi ultimi anni, \u00e8 stata soprattutto musicale. Le chitarre ci sono sempre ma oggi il basso pesa molto di pi\u00f9, la batteria si \u00e8 fatta secca e meccanica, i sintetizzatori allargano il suono fino a sfiorare l&#8217;elettronica. E la voce di Chatten passa dal parlato al canto, dalla ruvidit\u00e0 a momenti molto pi\u00f9 trattenuti. Dal vivo ne esce un insieme in cui convivono post-punk, rock alternativo, synth-pop, grunge e hip hop (sempre che a qualcuno interessi attaccare etichette). A Bologna, per il suo primo palazzetto, la band arriva con un disco uscito da dieci giorni e gi\u00e0 pesante anche in classifica. \u2018Dopamine Chamber\u2019, pubblicato il 16 ottobre, \u00e8 entrato al numero 2 della Fimi Album, alle spalle di Geolier, e al numero 1 tra i supporti fisici. Nel Regno Unito \u00e8 partito direttamente in vetta. Non era scontato. Da noi il sold out \u00e8 arrivato immediatamente per questa data, l&#8217;unica italiana del tour, e promettono bene anche le due gi\u00e0 annunciate per giugno 2027, a Roma il 18 e a Milano il 19.\u00a0<\/p>\n<p>Il quinto album insiste proprio sugli elementi che dal vivo rischiavano di mettere in difficolt\u00e0 il pubblico dei primi Fontaines: sintetizzatori, batterie rigide, campionamenti, chitarre che a tratti quasi spariscono. Parla di sovrastimolazione, dipendenza dagli schermi, bisogno continuo di gratificazione. Nme gli ha dato cinque stelle e ha scritto che i Fontaines D.C. sono ormai la pi\u00f9 grande band irlandese dai tempi degli U2.\u00a0<\/p>\n<p>La band entra in scena alle 21 anticipata dai Chalk, duo nordirlandese che tiene bene il palco tra post-punk ed elettronica industriale. Apre un omaggio a Mina: le note di \u2018Se telefonando&#8217; accompagnano la band mentre sale sul palco, cantate in coro dal pubblico. Una scelta che non sorprende, visto che Chatten ha citato la Tigre di Cremona come una fonte d&#8217;ispirazione chiave per \u2018Dopamine Chamber\u2019, raccontando di essersi innamorato del brano e di aver persino pensato di contattarla per una collaborazione.\u00a0<\/p>\n<p>La canzone finisce e parte &#8216;Tongue&#8217;, prima di lasciare spazio a &#8216;Here&#8217;s the Thing&#8217; che rimette tutto in movimento. \u2018Nabokov\u2019 \u00e8 per i fan della prima ora, mentre \u2018Boys in the Better Land\u2019 riporta direttamente al 2019, con il cembalo, il microfono agitato da Chatten e quella corsa nervosa che appartiene alla prima storia della band.\u00a0<\/p>\n<p>Il resto del set racconta di un gruppo in evoluzione. Alcuni brani vengono da \u2018Dopamine Chamber\u2019, diversi da \u2018Romance\u2019 del 2024, qualcuno da \u2018Skinty Fia\u2019. Su &#8216;Marianne&#8217; il pubblico italiano \u00e8 ben preparato. \u00c8 uno dei momenti pi\u00f9 attesi del live e diventa pi\u00f9 pesante, quasi fisico. Del disco nuovo, &#8216;Mimesis&#8217; \u00e8 il punto di rottura. Clangori quasi industriali e tastiere promettono euforia ma il testo la rovescia. Se &#8216;Tongue&#8217; dal vivo \u00e8 la pi\u00f9 diretta del lotto, \u2018You Miss Me\u2019 fa l&#8217;esatto contrario dei pezzi pi\u00f9 nervosi: rallenta, lascia respirare la voce e mette davanti la parte emotiva di \u2018Dopamine Chamber\u2019. Il pubblico conosce gi\u00e0 ogni parola. Chatten cammina, si piega, fa ruotare il microfono, chiude gli occhi e si tira la t-shirt bianca. Cos\u00ec riempie un palco grande senza dover fare nulla di eclatante. Parla pochissimo, qualche \u2018grazie\u2019, \u2018ti amiamo, Bologna&#8217; e lascia il grosso della comunicazione alle canzoni. \u2018Happy for You\u2019 porta con s\u00e9 la storia di Trevor Dietz, il manager della band, morto all&#8217;improvviso a giugno. Era nata, apparentemente, come una canzone di separazione. Dopo quella perdita, per Chatten ha preso un altro significato. Prima di attaccarla dice \u2018Free Palestine\u2019, il brano viene poi interrotto e ripreso quando una persona tra il pubblico si sente male.\u00a0<\/p>\n<p>La parte finale riprende a correre: \u2018Favourite\u2019, \u2018In the Modern World\u2019 e \u2018Starburster\u2019, ancora oggi uno dei brani che spiegano meglio come i Fontaines D.C. siano passati da band post-punk a qualcosa di molto pi\u00f9 difficile da classificare. Presente anche \u2018Six Shot Morning\u2019, una delle canzoni pi\u00f9 lontane degli inizi, mentre \u2018Where Is Gone?&#8217;, scritta con Rosal\u00eda, qui la canta Chatten da solo, e chiude la scaletta con echi nostalgici. \u00a0<\/p>\n<p>\nEccoli i Fontaines D.C. di oggi. Non pi\u00f9 solo la band del momento, quella della Gen Z (a Bologna i Millennials sono davvero in gran spolvero), quella che si esibiva nei piccoli club: oggi sono una realt\u00e0 consolidata, con un suono ampio e un pubblico trasversale che va ben oltre la scena da cui sono partiti. Fuori fa freddo, dentro siamo tutti incantati. I Fontaines D.C. se ne vanno, tre di loro si dirigono al Locomotiv per guidare un dj set. Non serve aggiungere altro per capire che questa storia durer\u00e0 ancora a lungo. (di Federica Mochi)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Grian Chatten si avvicina al microfono, ondeggia, fa un inchino e attacca \u2018Tongue\u2019 con gli occhi rivolti al cielo. La canzone arriva immersa nei sintetizzatori e nelle chitarre che sembrano emergere dalla nebbia. 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