{"id":81497,"date":"2026-10-27T08:52:49","date_gmt":"2026-10-27T08:52:49","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81497"},"modified":"2026-10-27T08:52:49","modified_gmt":"2026-10-27T08:52:49","slug":"morto-tetsuya-chiba-il-fumettista-giapponese-che-disegno-rocky-joe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81497","title":{"rendered":"Morto Tetsuya Chiba: il fumettista giapponese che disegn\u00f2 &#8216;Rocky Joe&#8217;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il mondo del fumetto giapponese piange Tetsuya Chiba, uno dei pi\u00f9 celebri mangaka del Paese, noto soprattutto per aver disegnato &#8216;Ashita no Joe&#8217;, conosciuto in Italia come &#8216;Rocky Joe&#8217;. L\u2019autore \u00e8 morto il 22 ottobre, all\u2019et\u00e0 di 87 anni, in un ospedale di Tokyo, a causa di una sindrome mielodisplastica, una malattia del midollo osseo. La notizia della scomparsa \u00e8 stata resa pubblica oggi, marted\u00ec 27 ottobre, dai media giapponesi. Secondo quanto riportato dalla stampa, i funerali si sono svolti in forma strettamente privata, alla presenza dei soli familiari.\u00a0<\/p>\n<p>Disegnatore di manga fin dall&#8217;et\u00e0 di 17 anni, la consacrazione per Tetsuya Chiba arriv\u00f2 con &#8216;Ashita no Joe&#8217;, pubblicato dal 1968 al 1973 sulle pagine di &#8216;Weekly Sh\u014dnen Magazine&#8217;. La serie, scritta da Asao Takamori, pseudonimo dello sceneggiatore Ikki Kajiwara, e disegnata da Chiba, racconta la vicenda di Joe Yabuki, giovane orfano cresciuto ai margini della societ\u00e0 che trova nella boxe una possibilit\u00e0 di riscatto. Ambientata nelle periferie povere del Giappone del secondo dopoguerra, la storia affronta temi come l\u2019emarginazione, la violenza, la disciplina, il sacrificio e la ricerca di un\u2019identit\u00e0. L\u2019incontro con l\u2019ex pugile e allenatore Danpei Tange segna l\u2019inizio del percorso di Joe verso il ring, in una vicenda dominata dalla rivalit\u00e0 sportiva, dalla determinazione e dal desiderio di dare un senso alla propria esistenza. Il manga si impose come una delle opere pi\u00f9 rappresentative del fumetto giapponese e contribu\u00ec a consolidare il genere sportivo. Dalla serie furono tratti due adattamenti televisivi animati, il primo nel 1970 e il secondo nel 1980, oltre a film d\u2019animazione, produzioni cinematografiche dal vivo e videogiochi. In Italia l\u2019opera \u00e8 diventata nota con il titolo &#8216;Rocky Joe&#8217;, conquistando diverse generazioni di lettori e spettatori. Il finale della storia, legato al destino del protagonista dopo un durissimo incontro per il titolo mondiale, \u00e8 rimasto uno degli elementi pi\u00f9 discussi dell\u2019opera. La celebre immagine conclusiva di Joe, seduto al proprio angolo con un sorriso sul volto, \u00e8 diventata un simbolo della sua scelta di affrontare la vita senza risparmiarsi, fino a consumare tutte le proprie energie.\u00a0<\/p>\n<p>Nel corso della carriera Chiba firm\u00f2 numerosi altri manga. Tra questi &#8216;Shidenkai no Taka&#8217;, &#8216;Harisu no Kaze&#8217;, &#8216;Ore wa Teppei&#8217;, pubblicato in Italia come &#8216;Io sono Teppei&#8217;, e &#8216;Ashita tenki ni naare&#8217;, conosciuto nel nostro Paese come &#8216;Tutti in campo con Lotti&#8217;. Un posto di rilievo nella sua produzione occupa anche &#8216;Notari Matsutar\u014d&#8217;, serie dedicata al sumo, pubblicata a partire dal 1973 e proseguita, con alcune interruzioni, fino al 1998. Per quest\u2019opera l\u2019autore vinse nel 1977 il premio Sh\u014dgakukan per i manga. Il riconoscimento del suo contributo culturale \u00e8 proseguito anche negli ultimi anni. Nel 2024 Chiba ha ricevuto il Kikuchi Kan Prize, assegnato per la sua attivit\u00e0 artistica e per l\u2019impegno nel sostenere i giovani autori e tutelare i diritti dei fumettisti.\u00a0<\/p>\n<p>Nato a Tokyo l\u201911 gennaio 1939, Tetsuya Chiba trascorse gran parte dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza in Manciuria, territorio della Cina nordorientale allora sotto il controllo giapponese. Il padre lavorava in una fabbrica di carta e la famiglia rimase nella regione fino alla fine della Seconda guerra mondiale, per poi rientrare in Giappone nel 1946. Durante gli anni trascorsi in Cina, Chiba, il maggiore di quattro fratelli, cominci\u00f2 a inventare e disegnare storie per intrattenere i pi\u00f9 piccoli. Tra i suoi fratelli c\u2019era Akio Chiba, che avrebbe seguito le sue orme diventando a sua volta un fumettista.\u00a0<\/p>\n<p>Il primo lavoro per un editore risale al 1956, quando, ancora studente delle scuole superiori, realizz\u00f2 &#8216;Fukush\u016b no Semushi Otoko&#8217; per il circuito dei libri a noleggio. Il debutto professionale arriv\u00f2 nel 1958 sulla rivista &#8216;Sh\u014djo Book&#8217; con &#8216;But\u014dkai no Sh\u014djo&#8217;. Negli anni Sessanta si dedic\u00f2 sia ai manga per ragazzi sia a quelli destinati a un pubblico femminile, costruendo progressivamente uno stile narrativo capace di coniugare vicende personali, conflitti sociali e tensione drammatica, arrivando alla popolarit\u00e0 con &#8216;Ashita no Joe&#8217;, pubblicato dal 1968. (di Paolo Martini)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il mondo del fumetto giapponese piange Tetsuya Chiba, uno dei pi\u00f9 celebri mangaka del Paese, noto soprattutto per aver disegnato &#8216;Ashita no Joe&#8217;, conosciuto in Italia come &#8216;Rocky Joe&#8217;. 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