{"id":81501,"date":"2026-10-27T09:28:00","date_gmt":"2026-10-27T09:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81501"},"modified":"2026-10-27T09:28:00","modified_gmt":"2026-10-27T09:28:00","slug":"sinner-il-mio-corpo-e-lunico-avversario-che-non-posso-battere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81501","title":{"rendered":"Sinner: &#8220;Il mio corpo \u00e8 l&#8217;unico avversario che non posso battere&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il cappuccio c&#8217;\u00e8 ancora, la camminata dinoccolata pure. Quattro anni fa diceva che fuori dal campo \u00abil rumore si spegne, anzi non esiste pi\u00f9\u00bb. Quest&#8217;estate il rumore \u00e8 arrivato da dentro: un ginocchio, il destro, ha detto no. Niente Canada, niente Cincinnati, niente New York, niente Asia, niente Atp Finals a Torino. L&#8217;ultimo Slam vincente \u00e8 datato 12 luglio, sull&#8217;erba di Wimbledon. Poi il silenzio, interrotto da qualche video sui social, poche parole, sempre le stesse: non sono pronto. Quest&#8217;intervista \u00e8 stata una lunga partita iniziata ad agosto e finita a ottobre all&#8217;atto dell&#8217;annuncio del suo stop. Torner\u00e0, lo ha comunicato ieri, il 27 dicembre a Riad al Six Kings Slam. Sinner, cosa resta di un&#8217;estate passata a guardare il tennis lontano della rete? &#8220;Non ho fatto nulla di insolito -dice Jannik Sinner a &#8216;Repubblica&#8217;, se la domanda \u00e8 cosa ho scoperto di nuovo in questo periodo lontano dai tornei la risposta \u00e8 niente, ma senza annoiarmi. Sono andato a Monza a vedere la F1 e a Milano alla sfilata di Gucci, ho giocato un po&#8217; di pi\u00f9 alla Play e ho iniziato a leggere un libro di 600 pagine, &#8216;Io uccido&#8217;, di Giorgio Faletti. Fermo non ci sono mai stato, n\u00e9 ho voltato le spalle al tennis perch\u00e9 lui mi ha fatto del male. Anzi ho sempre lavorato molto sia in palestra che in campo e con i fisioterapisti. Pazienza \u00e8 la parola giusta per questo periodo. Il corpo \u00e8 l&#8217;unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Ma non sar\u00e0 che questo tennis rompe troppo i corpi? &#8220;Gli infortuni fanno parte dello sport, bisogna essere intelligenti e capire quanto e quando giocare. Serve avere una visione a lungo termine, non c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;oggi, si semina ora, ma il raccolto ha altri tempi. E la differenza la fa sempre il lavoro, la preparazione che fai, non la fortuna. Quella aiuta a vincere un punto, non la partita&#8221;. Se potesse incontrare Jannik di 10 anni fa cosa gli direbbe? &#8220;Quello che ho imparato: il talento senza lavoro non \u00e8 niente. Devi fare scelte, valutarne le conseguenze, seguire la tua meta. Gli direi di vivere bene quei momenti, non ho rimorsi, non gli consiglierei di cambiare strada, ma di scegliere bene le persone di cui circondarsi. Non sono pentito, la mia famiglia c&#8217;\u00e8 sempre stata, ho potuto contare su un pap\u00e0 bravo anche in cucina\u00bb. E su una madre refrattaria alle partite. &#8220;\u00c8 molto migliorata, non esce pi\u00f9 durante i miei incontri, il rifiuto a sedere nel Royal Box a Wimbledon \u00e8 perch\u00e9 non vuole essere osservata e scrutata dalle telecamere quando gioco. Non ha tutti i torti, non le piace la tensione, anche se ora riesce a essere pi\u00f9 tranquilla&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Cosa racconta di noi il tennis meglio o diversamente dagli altri sport? Perch\u00e9 riesce a essere cos\u00ec contemporaneo? \u00abNon lo so perch\u00e9, bisognerebbe chiederlo a chi lo guarda, non a chi lo gioca. Forse fa esistere le diversit\u00e0, le valorizza, la rivalit\u00e0 nasce dalla differenza, si vince e si perde, ognuno trova un suo motivo per identificarsi in chi gli somiglia o in chi vorrebbe essere. E questo lo rende affascinante\u00bb. Ma il mondo rivuole in campo Sinner-Alcaraz. Non cerca altro. &#8220;Non siamo tutti uguali, i contrasti esaltano. Magari io vengo vissuto come il campione disciplinato e ostinato e Carlos come quello mediterraneo e stravagante. Questa \u00e8 la cosa bella, avere qualcuno che ti spinge al limite. E il tennis ha sempre vissuto di questo: da Borg-McEnroe a Sampras-Agassi fino a quando la rivalit\u00e0 \u00e8 diventata a tre con Federer-Nadal-Djokovic&#8221;. Gli eroi dello sport vanno pi\u00f9 di moda degli attori. Una volta si sognava con il cinema, oggi alle sfilate ci siete voi. &#8220;Ma non \u00e8 una competizione, n\u00e9 siamo in contrapposizione. Il mondo del basket americano da tempo \u00e8 attento alla moda e i suoi giocatori fuori dal campo ci tengono a mostrare la personalit\u00e0 anche con gli abiti. Nessuno sostituisce nessuno, credo sia solo una questione di piattaforme diverse e di nuovi soggetti&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Prima di lei nessuno entrava in campo con una borsa firmata. Ora la imitano. &#8220;Con Gucci sento affinit\u00e0. Mi piace essere un po&#8217; diverso con cose normali, belle, eleganti. Cos\u00ec come amo essere a mio agio e questo marchio me lo permette. Non sono un tipo chiassoso, sono anche astemio, non sopporto il sapore dell&#8217;alcol, al massimo bevo un po&#8217; di champagne o di vino bianco&#8221;. Se potesse cancellare una giornata della sua vita? &#8220;Non sarebbe un momento sportivo, n\u00e9 la sconfitta in finale con Alcaraz a Parigi 2025, n\u00e9 in semifinale con Djokovic a Melbourne a inizio anno\u00bb. Nessun match point? \u00abNon \u00e8 una cosa successa in campo\u00bb. Coraggio. \u00abVorrei cancellare ci\u00f2 che ho provato il giorno in cui sono andato via di casa. Lo strazio di quando a 13 anni e mezzo, a Milano, ho salutato mio padre perch\u00e9 le nostre strade si separavano e un filo si spezzava. Ci stavamo lasciando, piangevo io per lo strappo, ma anche lui. Di quel giorno l\u00ec farei a meno, fu un&#8217;emozione troppo forte\u00bb. Qualcosa da perdere l&#8217;equilibrio? \u00abForse a me lo ha fatto trovare, anche se ho sofferto. Mi ha fatto capire che fare una scelta significa ottenere cose nuove e perderne altre. Ci pu\u00f2 essere dolore, ma anche la consapevolezza che quella decisione costata molto non va sprecata. Devi fare di tutto per servirla al meglio, senza rimpianti. Con impegno, costanza, lavoro\u00bb. \u00a0<\/p>\n<p>E un momento che vorrebbe rivivere? \u00abLa purezza di una domenica d&#8217;inverno con i miei amici a sciare sulle Dolomiti. La sensazione di una bella giornata facendo una cosa che ti piace. Ci metterei anche un qualsiasi momento con la mia famiglia e uno sui kart con Giovinazzi e Ciccone. A me la velocit\u00e0 piace, non \u00e8 un mistero. Ho bisogno dell&#8217;adrenalina, di tenere lontana la noia\u00bb. La felicit\u00e0 ha un odore? \u00abPotrei dire quello di un dessert perch\u00e9 amo i dolci\u00bb. Ha 25 anni, se potesse scegliere che et\u00e0 avere oggi, cambierebbe? \u00abTengo tutto: le persone, le esperienze, gli incontri fatti\u00bb. Il tempo per l&#8217;autobiografia ora lo ha. \u00abNon ci penso proprio. So che Serena Williams, Sharapova, Agassi, McEnroe, Nadal, Borg l&#8217;hanno scritta. Ma io sono ancora giovane, preferisco i colpi alle parole, magari ne riparliamo tra 20 anni. Voglio durare, avere una carriera lunga. Ora mi sono dovuto fermare e alzare la testa oltre le righe, ma voglio riabbassarla sulla palla. So che fuori c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro, ma il mio \u00e8 l\u00ec. In quel rettangolo che si chiama tennis&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>sport<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il cappuccio c&#8217;\u00e8 ancora, la camminata dinoccolata pure. Quattro anni fa diceva che fuori dal campo \u00abil rumore si spegne, anzi non esiste pi\u00f9\u00bb. Quest&#8217;estate il rumore \u00e8 arrivato da dentro: un ginocchio, il destro, ha detto no. Niente Canada, niente Cincinnati, niente New York, niente Asia, niente Atp Finals a Torino. 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