{"id":81633,"date":"2026-10-27T13:07:00","date_gmt":"2026-10-27T13:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81633"},"modified":"2026-10-27T13:07:00","modified_gmt":"2026-10-27T13:07:00","slug":"caso-matteo-materazzi-task-force-italia-usa-studia-gia-sla-associata-al-gene-tardbp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81633","title":{"rendered":"Caso Matteo Materazzi, task force Italia-Usa studia gi\u00e0 Sla associata al gene Tardbp"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La storia di Matteo Materazzi e della moglie Maura ha portato davanti a milioni di persone una delle frontiere pi\u00f9 avanzate della ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e posto una questione che riguarda l&#8217;intera comunit\u00e0: &#8220;Questa possibilit\u00e0 pu\u00f2 esistere anche per me?&#8221;. A questa domanda rispondono insieme l&#8217;associazione delle persone con Sla (Aisla), la fondazione italiana dedicata alla ricerca sulla Sla (Arisla) e i neurologi italiani del Gruppo di studio malattie del motoneurone della Societ\u00e0 italiana di neurologia (Sin) nel corso di una diretta streaming &#8216;La Promessa&#8217;, il 18 novembre dalle 19 alle 21.\u00a0<\/p>\n<p>La risposta scientifica \u00e8 complessa &#8211; informa una nota congiunta &#8211; ma parte da un fatto semplice e decisivo: quella ricerca \u00e8 gi\u00e0 anche italiana. Da un anno, infatti, una task force scientifica Italia-Usa studia le forme rare di Sla associate a varianti del gene Tardbp. Il percorso sperimentale raccontato nasce dal lavoro sviluppato negli Stati Uniti: ci\u00f2 che pu\u00f2 portare quella conoscenza oltre il singolo caso si sta costruendo insieme. L&#8217;Italia mette in campo neurologi, genetisti, laboratori, centri clinici, dati e persone: tutto ci\u00f2 che serve perch\u00e9 questa frontiera possa diventare conoscenza condivisa e una possibilit\u00e0 da valutare anche per chi vive la malattia nel nostro Paese. Al centro c&#8217;\u00e8 un\u2019idea semplice da comprendere e complessa da realizzare: partire dal profilo genetico e molecolare di una persona per costruire una possibile risposta terapeutica.\u00a0<\/p>\n<p>Nel percorso raccontato, il trattamento \u00e8 un oligonucleotide antisenso (Aso): una breve sequenza sintetica progettata per intervenire su uno specifico messaggio genetico, come quello del gene Tardbp che contiene le istruzioni per produrre la proteina Tdp-43. \u00c8 la frontiera che la ricerca definisce &#8216;n-of-1&#8217;. La lettera n indica il numero delle persone coinvolte e, in questo caso, quel numero \u00e8 uno: una persona, il suo profilo genetico e molecolare, un possibile trattamento sperimentale costruito intorno a un bersaglio preciso. \u00c8 cos\u00ec che la scienza prova a raggiungere condizioni talmente rare da non consentire gli studi clinici tradizionali. Si parte da una persona, ma ci\u00f2 che si apprende non finisce con lei. Diventa conoscenza, metodo, capacit\u00e0 di riconoscere altre persone che potrebbero presentare caratteristiche molecolari compatibili. Lo stesso Aso &#8211; chiarisce la nota &#8211; potrebbe infatti risultare adatto anche ad altri, ma non basta condividere la diagnosi, il gene coinvolto o persino la medesima variante genetica. Occorre studiare in profondit\u00e0 il Dna, individuare il preciso bersaglio molecolare e verificarne la compatibilit\u00e0 con le condizioni cliniche e i requisiti di sicurezza.\u00a0<\/p>\n<p>Nel caso raccontato, la tecnica del long-read sequencing ha permesso di individuare una compatibilit\u00e0 con uno degli Aso sperimentali disponibili. Il possibile rallentamento riferito nel singolo caso \u00e8 un&#8217;osservazione importante, ma non costituisce una prova di efficacia. Saranno necessari ulteriori dati e un&#8217;attenta valutazione clinica per comprendere se il trattamento possa influenzare la progressione della malattia. La notizia, dunque, non \u00e8 soltanto che questa possibilit\u00e0 \u00e8 stata aperta negli Stati Uniti. La notizia \u00e8 che gli stessi ricercatori statunitensi stanno gi\u00e0 lavorando con una rete italiana di neurologi, genetisti e laboratori, per costruire le condizioni scientifiche e organizzative necessarie a nuove opportunit\u00e0 terapeutiche sperimentali.\u00a0<\/p>\n<p>Aisla e Fondazione Arisla &#8211; dettaglia la nota &#8211; lavorano con Neil Shneider della Columbia University e con la Silence Als Initiative. Il programma \u00e8 coordinato clinicamente da Mario Sabatelli e Christian Lunetta. Alla costruzione della collaborazione e al raccordo scientifico tra Italia e Stati Uniti hanno collaborato Piera Pasinelli della Thomas Jefferson University e Sabrina Paganoni del Massachusetts General Hospital e Harvard Medical School. La rete riunisce gli Istituti clinici scientifici Maugeri Irccs, il Centro clinico Nemo Roma-Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, l&#8217;Istituto Auxologico Italiano Irccs, il Cresla dell&#8217;Aou Citt\u00e0 della Salute e della Scienza di Torino, il Centro clinico Nemo Trento, l&#8217;universit\u00e0 Federico II di Napoli, l&#8217;Asl Lecce, l&#8217;azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari e il Cnr-Nanotec di Lecce.\u00a0<\/p>\n<p>Nel febbraio 2026, con il Gruppo di studio malattie del motoneurone della Sin, coordinato da Cristina Moglia, \u00e8 stata avviata una ricognizione nazionale delle persone con Sla associata a varianti di Tardbp e dei portatori non affetti. Hanno risposto 26 centri italiani. Casistiche rarissime, fino a quel momento distribuite tra luoghi diversi, hanno cominciato a diventare patrimonio di una comunit\u00e0 clinica e scientifica nazionale. Fondazione Arisla ha destinato al progetto 700mila euro per sostenere Italian Tardbp Trial Readiness, lo studio osservazionale multicentrico nato per identificare e caratterizzare le persone, approfondirne i profili genetici e molecolari e preparare la rete alle future possibilit\u00e0 terapeutiche. In parallelo, Aisla ha avviato e prosegue un confronto con il ministero della Salute e con Aifa-Agenzia italiana del farmaco per definire i percorsi necessari allo sviluppo e all&#8217;eventuale accesso a terapie individualizzate: qualit\u00e0 della produzione, autorizzazioni, somministrazione, monitoraggio e criteri trasparenti di valutazione. \u00c8 un percorso complesso, nel quale ogni candidato richiede un investimento specifico. Per produrre gli Aso e portarli fino alla valutazione sperimentale serviranno risorse ingenti e dedicate. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Essere pronti significa questo: la rete esiste, la ricognizione nazionale \u00e8 iniziata, la collaborazione con gli Stati Uniti \u00e8 attiva e il percorso regolatorio \u00e8 gi\u00e0 al centro del confronto con le istituzioni. Se emerger\u00e0 una possibilit\u00e0 scientificamente fondata, dovremo essere capaci di riconoscerla, valutarla e accompagnarla. Nessuno deve restare solo davanti a un referto genetico o nella ricerca di una risposta&#8221;, dichiarano Aisla, Fondazione Arisla e il Gds Montoneuroni Sin.\u00a0<\/p>\n<p>Per una persona con Sla il percorso comincia dal neurologo e dal centro clinico di riferimento. La consulenza genetica e, quando appropriato, il test genetico permettono di conoscere il proprio profilo e verificare se esistano studi o programmi di ricerca pertinenti. Il 18 novembre a Roma, durante &#8216;La Promessa&#8217;, l&#8217;intera task force Italia-Usa presenter\u00e0 pubblicamente il programma. In diretta dal Palazzo dell&#8217;Informazione di Adnkronos sar\u00e0 possibile ascoltare le voci dei neurologi, dei genetisti e dei ricercatori italiani e statunitensi coinvolti. Le persone con Sla e le loro famiglie potranno rivolgere direttamente le proprie domande. Il 19 e 20 novembre a Milano, durante il X Convegno scientifico Arisla, il confronto proseguir\u00e0 con la presentazione del protocollo di &#8216;Italian Tardbp Trial Readiness&#8217;, del ruolo dei centri, dei criteri scientifici e delle modalit\u00e0 di partecipazione alla ricerca quando ricorrano le necessarie condizioni genetiche e cliniche. Un percorso n-of-1 comincia da una persona. Il compito della ricerca \u00e8 fare in modo che ci\u00f2 che si impara da quell\u2019uno diventi conoscenza per tutti e che ogni nuova possibilit\u00e0 trovi una comunit\u00e0 pronta a riconoscerla. L&#8217;Italia quella comunit\u00e0 l&#8217;ha gi\u00e0 costruita. Il 18 novembre comincer\u00e0 a raccontarla pubblicamente.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La storia di Matteo Materazzi e della moglie Maura ha portato davanti a milioni di persone una delle frontiere pi\u00f9 avanzate della ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e posto una questione che riguarda l&#8217;intera comunit\u00e0: &#8220;Questa possibilit\u00e0 pu\u00f2 esistere anche per me?&#8221;. 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