{"id":81723,"date":"2026-10-27T16:05:00","date_gmt":"2026-10-27T16:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81723"},"modified":"2026-10-27T16:05:00","modified_gmt":"2026-10-27T16:05:00","slug":"epatocarcinoma-avanzato-oncologa-rimassa-con-immunoterapia-stride-14-vivo-a-7-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediasud.tv\/?p=81723","title":{"rendered":"Epatocarcinoma avanzato, oncologa Rimassa: &#8220;Con immunoterapia Stride 14% vivo a 7 anni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Il 14% dei pazienti con epatocarcinoma in stadio avanzato trattati con la combinazione di immunoterapia Stride \u00e8 vivo a 7 anni. Se si considerano anche i pazienti che hanno ottenuto un controllo della malattia, la percentuale sale al 20%. Sono i risultati a lungo termine dello studio di fase 3 Himalaya, presentati al congresso della Societ\u00e0 europea di oncologia medica&#8221;. Cos\u00ec all&#8217;Adnkronos Salute Lorenza Rimassa, professore associato di Oncologia medica all&#8217;Humanitas University e responsabile dell&#8217;Unit\u00e0 operativa di Oncologia epatobiliopancreatica dell&#8217;Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano, intervenuta a Esmo 2026 che si chiude oggi a Madrid. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Lo studio Himalaya ha valutato Stride, una combinazione di due farmaci immunoterapici: tremelimumab, somministrato in un&#8217;unica dose iniziale, e durvalumab, utilizzato successivamente. Il trattamento &#8211; spiega Rimassa &#8211; \u00e8 stato confrontato con sorafenib, una terapia farmacologica impiegata nell&#8217;epatocarcinoma avanzato. Lo studio ha coinvolto pazienti con malattia non trattabile con procedure dirette al tumore, come alcuni interventi chirurgici o trattamenti locoregionali. I dati a 7 anni ci dicono che il 14% dei pazienti trattati con Stride \u00e8 vivo a 7 anni e, se consideriamo i pazienti che hanno un controllo della malattia, saliamo al 20%. Sono dati mai osservati in precedenza e decisamente superiori a quanto si osservava storicamente nei pazienti con epatocarcinoma avanzato vivi nel lungo termine&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La combinazione Stride \u00e8 gi\u00e0 utilizzata nella pratica clinica. &#8220;I risultati a 7 anni aggiungono informazioni importanti sulla durata del beneficio: mostrano che, per una parte dei pazienti, il controllo della malattia e la sopravvivenza possono protrarsi nel tempo. Un altro aspetto rilevante riguarda la sicurezza del trattamento. Nell&#8217;analisi a 7 anni non sono stati osservati nuovi eventi avversi seri attribuiti alla terapia&#8221;, sottolinea l&#8217;oncologa. &#8220;Gli effetti indesiderati legati al trattamento tendono a concentrarsi nelle fasi iniziali, un elemento importante per comprendere il profilo di tollerabilit\u00e0 nel lungo periodo&#8221;, evidenzia inoltre Rimassa. &#8220;Nello studio erano inclusi pazienti con una buona funzione epatica &#8211; precisa &#8211; per\u00f2, valutando i sottogruppi con un maggiore dettaglio della funzione epatica, il beneficio di Stride si \u00e8 confermato in tutti. Questo dato rafforza quindi il nostro utilizzo di Stride nella pratica clinica: ci d\u00e0 un dato di sopravvivenza a lungo termine non noto in precedenza e oggi non disponibile con altre combinazioni, e ci dice che questo vale anche nei pazienti con una funzione epatica magari non ottimale, sempre rimanendo nel perimetro dei pazienti arruolati nello studio&#8221;, conclude.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Il 14% dei pazienti con epatocarcinoma in stadio avanzato trattati con la combinazione di immunoterapia Stride \u00e8 vivo a 7 anni. Se si considerano anche i pazienti che hanno ottenuto un controllo della malattia, la percentuale sale al 20%. 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