di Maria Caravella
Una bella storia di riscatto, tipicamente italiana, una realtà che vale la pena di essere raccontata, dove c’è tutto il Sud Italia e il suo desiderio di rivalsa. Per i De Filippo tutto questo divenne la mission della propria esistenza e soprattutto il motivo per andare avanti a testa alta nella vita. Una storia in cui la meritocrazia viene premiata, dove l’impegno, la forza di combattere e la sorte favorevole rendono tre giovani attori gli artefici del rinnovamento del Teatro italiano del 900.
Sergio Rubini intervistato dal giornalista Livio Costarella, prima della proiezione del film presso il Multicinema Galleria di Bari, ha raccontato i retroscena che lo hanno portato alla realizzazione del suo ultimo lungometraggio di cui ha curato la regia”I fratelli De Filippo”,
con Giancarlo Giannini, Biagio Izzo, Marisa Laurito, Mario Autore, Domenico Pinelli. Il film , ricostruisce l’ epopea familiare dei fratelli De Filippo in un meraviglioso affresco di una Napoli fine Ottocento e primo Novecento.
Rubini si sofferma nel raccontare, quando ancora adolescente e alle sue prime esperienze teatrali, aveva incontrato Peppino De Filippo al Teatro Piccinni di Bari, il quale non aveva perso occasione per spifferare qualche bega familiare. Questo incuriosì Rubini e da ciò prese spunto per indagare nella storia di questa famiglia. Le vicende del film partono dai primi del Novecento, I tre fratelli: Titina, Eduardo e Peppino, vivono con la giovane madre, Luisa De Filippo, nipote della moglie del famoso Eduardo Scarpetta. In famiglia un padre non c’è, ma c’è invece uno “zio”, il famoso “zio Scarpetta”, ricco, acclamato attore e drammaturgo del suo tempo. Scarpetta, pur non riconoscendo i tre figli naturali, li introdusse però fin da bambini nel mondo del teatro. Alla morte del grande attore, i figli legittimi risultarono unici eredi, mentre a Titina, Eduardo e Peppino non spetto’ nulla. Ironia della sorte però, ai tre giovani intraprendenti attori, lo “zio” Scarpetta aveva trasmesso tutto il suo straordinario talento. Questo dono speciale, sopperì così alla mancata eredità in danaro. Il figlio legittimo di Scarpetta, Vincenzo, anche lui attore e drammaturgo, divenne titolare della compagnia paterna, ma non riuscì a farne buon uso, a causa del suo scarso talento. La dolorosa storia familiare di Titina, Eduardo e Peppino per potersi riscattare dovette passare attraverso la formazione del trio De Filippo, sogno accarezzato per anni da Eduardo e dai suoi fratelli, superando difficoltà e conflitti. Quella dei De Filippo è una bella storia che partendo da una ferita familiare si trasforma in un singolare percorso artistico che attraverso l’incontro con Pirandello, supererà la Commedia dell’arte, tanto cara agli Scarpetta, portando i tre giovani attori, a dar vita a un modo del tutto nuovo di raccontare la realtà con uno sguardo proiettato verso il futuro.
