L’Ucraina gli USA e le guerre perse
Lasciando lo studio ovale, Zelens’kyj non ha resistito alla tentazione di lanciare la sua frase storica: “Se l’Ucraina vincerà, vincerà anche l’America!“.
Joe Biden era lì a due passi, e potrebbe aver fatto ricorso ai più efficaci scongiuri tollerati dal bon-ton. Il proclama infatti, letto al negativo, reciterebbe così: “Se l’Ucraina perderà, perderà anche l’America!“.
Per l’esercito a stelle e strisce non sarebbe certamente l’unica sconfitta incassata. Sulle foto ricordo dell’ultima vittoria prevale lo sfondo color seppia, risalgono alla seconda guerra mondiale, ben 78 anni fa.
Da quel tempo, una lunga teoria di ko. Corea, Vietnam, Afghanistan, passando per Yemen, Libia, Sudan e Somalia: in realtà tutte sconfitte mai riconosciute.
Anticipiamo le obiezioni degli appassionati di whisky and soda e rock’n’roll, citando qualche vittoria. Quella di Pirro nel Golfo e quelle di Granada e Panama: queste ultime due tuttavia, data la disparità delle forze in campo, le avrebbe vinte anche l’esercito della salvezza.
A parte le sconfitte, purtroppo ci sono state anche figuracce stratosferiche: le basi alle isole Hawaii impallinate come tordi dai kamikaze giapponesi, la Baia dei Porci e le Torri Gemelle.
Gli americani però, pur raffigurati come giganti dai piedi di argilla nei teatri di guerra, sono autentici mostri nelle scene degli studi hollywoodiani. Zelens’kyj è stato scortato da aviogetti e bombardieri fino all’atterraggio, poi protetto come il Sacro Graal, applaudito a scena aperta dal Congresso, soffocato dagli abbracci nella Casa Bianca, con il commiato segnato da una amorevole pacca sulla spalla. E prima di andar via il gradito souvenir: grazie per la visita, ti manderò i “patriot“, quelli miei non li posso toccare ma per te caro, vedrai che tra i rottami qualcosa la troveremo…
L’opus
