Il nostro cinese quotidiano
Pochi sanno che per tre anni tutti i nostri giornali, TV nazionali e locali, radio e periodici, hanno regolarmente pubblicato articoli scritti da giornalisti cinesi controllati da Xi Jinping. È avvenuto grazie ad un accordo fra l’ANSA, la nostra più importante agenzia giornalistica, e la Xinhua New agency di Pechino. Ogni giorno, da marzo 2019 a giugno 2022, centinaia di notizie perfettamente tradotte, hanno raggiunto tutte le redazioni italiane. I colleghi che le hanno pubblicate conoscevano perfettamente la loro provenienza: in testa ad ogni notizia infatti, era riportato il nome dell’ agenzia. La convenzione prevedeva contributi riguardanti solo economia e cultura ma, a sentire amici redattori, è arrivato di tutto e di più. L’accordo era venticinquennale e prevedeva il pagamento di 500.000 euro per ogni annualità. A giugno scorso però, forse subodorando l’affermazione del centrodestra, l’ANSA ha disdetto il suo impegno rinunciando, da quel che si dice, al triplo del pattuito.
Una brutta pagina nella storia della nostra informazione.
Infine, un dettaglio che opacizza ancora di più questa strana vicenda. Chi volesse setacciare il fiume giallo che abbiamo dovuto ingurgitare negli scorsi tre anni, non può più farlo: i cinesi hanno cancellato tutto.
L’opus
