di Maria Caravella
L’Occhio del Ciclone Theater presenta il 19/20 gennaio ore 20,30 presso Granteatrino Casa di Pulcinella Arena della Vittoria 4/A info 3397403816 SCHERZI di Čechov.
Adattamento realizzato da : Gianfranco Groccia, Lino De Venuto, Teodosio Saluzzi.
Sulla scena: Lino De Venuto, Nicola Borreggine, Francesco Cassano Cassano, Gina De Vanna, Ada Interesse, Loredana Lorusso, Michele Scarafile, Cinzia Ventola
Regia e Scene di Gianfranco Groccia
Costumi: Atelier Matisse , Progetto luci: Nicola Santamato , Scenotecnica: Emanuele Hilla, videomaker: Francesco Trafeli
Abbiamo incontrato i protagonisti:
Com’è nata l’idea di questo spettacolo?
( Gianfranco Groccia) Dopo gli impegnativi Avaro di Moliere e Edipus di Testori, nella prospettiva di un allestimento su Tiziano Terzani, ho scelto “la leggerezza”, naturalmente intesa nel senso di Calvino. E Anton Cechov mi è sembrato l’Autore giusto al momento giusto!
Quale ritenete essere la peculiarità del vostro adattamento?
( Gianfranco Groccia) La linea guida io, De Venuto e Saluzzi l’abbiamo trovata nella modernità assoluta dei testi cechoviani: le sue storie possono tranquillamente accadere oggi o essere accadute in un qualsiasi condominio di un qualsiasi luogo del mondo perché raccontano senza veli, nella sua nudità fisica e morale, l’uomo di ogni latitudine e longitudine.
Non è la prima volta che “L’occhio del ciclone theater” occhieggia con i testi di Cechov, in particolare con le sue opere minori, perché questa scelta?
( Gianfranco Groccia) In effetti è un amore giovanile, ogni tanto ritorna per esplodere in una differente forma. Questi tre atti unici sono tutt’altro che teatro minore, si rinnovano in divenire e svelano tutta la loro attualità e contemporaneità. Sono tre opere in bilico tra il comico e il tragico, si passa sorprendentemente dalla commedia alla tragedia, per ritornare appena dopo alla commedia, con sentimenti altalenanti: ora l’amore, appena dopo l’odio e viceversa, con tutte le sfumature possibili, in una incessante sequenza di situazioni ironiche, grottesche e paradossali.
Il messaggio di Cechov è da ritenersi attuale? Perché?
( Gianfranco Groccia) Perché la grande arte è senza tempo…la grande arte è sorretta e composta da concetti universali e, come ho già detto, nelle opere di Cechov l’universalità domina.
Gianfranco Groccia, oltre la regia lei ha curato anche le scene, che impronta ha inteso dare all’opera?
Ho disegnato un salotto borghese non decaduto ma decadente, direi meglio sbiancato, ogni colore che appare deve raccontare una storia precisa, deve portare con sé un carico di varia umanità: questo vale anche per i costumi e gli oggetti.
Gianfranco Groccia, vuole parlarci del cast da lei scelto e dell’attribuzione dei diversi ruoli?
L’occhio del ciclone theater ancor prima di essere un’associazione è un progetto, che vuole unire in maniera consapevole il professionismo con l’amatoriale, cercando di mantenere alta l’asticella della qualità. La scelta e i ruoli sono una conseguenza naturale della linea registica. Quando decido di mettere in scena un’opera, nella fase della lettura mi appaiono i volti e le voci degli interpreti, così cerco di accontentare il mio istinto.
Lino De Venuto, lei oltre ad aver partecipato alla realizzazione dell’adattamento scenico, nella performance è anche attore, come vive questo duplice ruolo?
Lo vivo benissimo, anche perché l’ho già vissuto in passato per tanti altri spettacoli. Il duplice ruolo di “adattattore”, mi si perdoni il termine, mi è congeniale. Ormai non c’è testo teatrale in cui preliminarmente, ma anche nel normale svolgersi delle prove, non metta mano, penna o tastiera, nel tentativo di rivitalizzare l’Autore, avvicinarlo, sempre nel rispetto dello spirito della sua opera, ai nostri tempi. Insomma una sperimentazione continua, quasi maniacale, per ricercare come il musicista “le note giuste, quelle più armoniche”, per restituire alla Parola, ahimé-ahinoi, tanto abusata, maltrattata e mistificata nel linguaggio quotidiano, la sua genuina forza di comunicazione e la sua centralità teatrale.
Teodosio Saluzzi ci parli del suo rapporto di collaborazione con Groccia e De Venuto e delle sue impressioni su questo testo di Cechov
Quando un autore ha l’opportunità di collaborare con un regista come Gianfranco Groccia e un attore come Lino De Venuto, professionisti che conoscono bene il teatro e il saper vivere, lavora sul morbido e sul “speriamo che sia sempre cosi”. Cechov grande drammaturgo! Nei suoi testi, senza intrecci e solo apparentemente molto semplici, ha saputo cogliere e descrivere i sentimenti più autentici dell’uomo: le sue gioie, le sue contraddizioni, le sue negazioni e le sue speranze.
E’ un grande delle solo apparenti “piccole cose”.
Formulate un breve testo da indirizzare ai vostri potenziali spettatori, per invitarli a vedere SCHERZI
(Lino De Venuto) Al mio potenziale spettatore cosa direi? Vieni, ti faremo conoscere più da vicino nientepopodimeno che il Signor Anton Cechov, un bravo scrittore-drammaturgo russo, un po’ birichino che con i suoi Scherzi ci mette di fronte a tanti specchi riflessi l’uno nell’altro. Ognuno può scegliere il suo: per riflettersi, ammiccare, fuggire, divertirsi, (sor)ridere.
