Sport, studio e tanti sacrifici spesso conciliano con enormi soddisfazioni. Gianluca Ressa, giovane promessa del tennis italiano, è intervenuto in diretta nella puntata de l’Ora biancorossa andata in onda nel pomeriggio di ieri. Faccia pulita e un bagaglio pieno zeppo di sogni. Gianluca era solo un bambino quando ha iniziato, per gioco, a tenere in mano la sua prima racchetta. Ci racconta: “Avevo quattro anni quando mia madre mi suggerì di provare questo sport che mi piacque fin da subito. Da allora non lo più abbandonato. Merito anche del mio allenatore Raffaele Gorgoglione, punto di riferimento essenziale per il mio percorso”.

Il diciasettenne attualmente si allena al Circolo Tennis di Bari e partecipa a tornei nazionali ed internazionali per la categoria under 18, spesso con risultati eccellenti: “Tra i sacrifici che un tennista deve affrontare vi è senza dubbio l’alimentazione, oltre ad un lavoro fisico importante. Come concilio studio e sport? Grazie al Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo Di Cagno Abbrescia, molto tolleranti con i giovani atleti. Perchè se vuoi ottenere ottimi risultati nello sport devi allenarti almeno tre volte a settimana, mattina e pomeggio, senza però abbandonare lo studio,fondamentale per la crescita”.

La formazione di un giovane passa spesso anche da figure di un certo spessore, nel caso di Gianluca, Sinner è il campione da imitare: “E’ il più forte di tutti ed è il mio idolo. Dire ad un atleta “che è forte” è riduttivo. Bisogna capire il lavoro che c’è dietro, i sacrifici e il tempo che dedica ad allenarsi. Quanto incide la mente nel tennis? E’ una delle componenti essenziali. Essendo uno sport individuale non ti aiuta nessuno, devi cavartela da solo”
Progetti futuri. Ressa è pronto per l’avventura nel torneo in Lituania a partire dal prossimo lunedi: “Il torneo in Lituania è un ITF UNDER 18, il torneo si divide in qualificazioni che sono per quelli con classifica mondiale minore e poi c’è il main draw(tabellone principale), io sono in main draw quindi gioco lunedì il primo turno di SINGOLO, a questo torneo c’è anche il doppio che è un tabellone apparte e lo gioco con un ragazzo ucrainoSperiamo di portare a casa la vittoria. Anche se alla mia età il bagaglio di esperienza è molto più importante. Rappresentare un giorno l’Italia? Sarebbe un onore. Se non dovessi diventare professionista diventerò medico come mio padre “.

Infine, da grande tifoso biancorosso, si augura che con la venuta di Marino ci sia un cambio di marcia: “Mignani a mio parere avrebbe dovuto dimettersi subito dopo la finale persa. Pur essendo un ottimo profilo aveva fatto il suo tempo a Bari. Il suo gioco era molto noioso. Da quello che ho letto Marino predilige un gioco offensivo. Speriamo di tornare a vincere in casa, magari con un calcio più spettacolare. Lo dico da ragazzo che frequenta la curva nord, anche se a volte per accontentare mio padre sono “costretto” ad andare alla Ovest” (sorride n.r.d)
Di Giosè Monno
