Si sono concluse con grande successo le due giornate di convegni dedicate alla cura dell’insufficienza veno-linfatica degli arti inferiori, una patologia cronica evolutiva che colpisce il sistema venoso e linfatico. L’evento ha visto una partecipazione eterogenea, non solo di medici specialisti, docenti universitari e divulgatori scientifici, ma anche di pazienti e cittadini comuni, a testimonianza del crescente interesse per queste tematiche di salute pubblica.
Organizzati dall’Associazione di Azione Sociale ANAS Puglia, presieduta da Luigi Favia, e dall’Accademia Nazionale Internazionale di Flebologia Emodinamica (AIIFem), con il supporto di associazioni affiliate Anas tra cui la CoEasy Mutua rappresentata dal Direttore generale Laraspata, i convegni hanno acceso i riflettori su metodiche diagnostiche e terapeutiche innovative e meno invasive per le malattie venose croniche.
Al centro del dibattito e dello studio è stata la Cura C.H.I.V.A. (Cure Hémodynamique de l’Insuffisance Veineuse en Ambulatoire), un approccio terapeutico che si distingue per la conservazione in situ delle vene safene (principalmente la vena grande safena e la vena piccola safena) e dell’intero sistema venoso superficiale e profondo. I lavori sono stati condotti da relatori di spicco nel campo della flebologia, tra cui il Professor Claude Franceschi, ideatore del metodo CHIVA, il Dott. Antonio Di Gioia, specialista in Dermatologia e Flebologia e presidente A.I.I.F.em, e il Dott. Giuseppe Di Gioia nella sua veste di segretario dell’accademia.
Il Professor Franceschi ha illustrato dettagliatamente l’applicazione clinica della metodica CHIVA, da lui messa a punto nel 1988 presso il Laboratorio Vascolare dell’Ospedale “Saint Joseph” di Parigi. Questa tecnica chirurgica flebologica di alto profilo professionale si basa su un approccio emodinamico e conservativo: prevede uno studio ecocolordoppler approfondito del distretto venoso, finalizzato all’identificazione dei punti di fuga venosi e alla correzione emodinamica mediante la legatura selettiva dei rami perforanti incontinenti e la soppressione dei tronchi varicosi superficiali non funzionali. Un grande vantaggio della CHIVA è la sua eseguibilità in anestesia locale o loco-regionale, consentendo ai pazienti un recupero post-operatorio rapido e un ritorno immediato alle proprie attività quotidiane.
A differenza di altre terapie attualmente disponibili per l’insufficienza venosa, come lo stripping (asportazione chirurgica della vena safena), la scleromousse (obliterazione chimica), il laser endovenoso e la radiofrequenza (ablazione termica), che prevedono la non preservazione della vena safena, la Cura CHIVA la conserva funzionalmente. Questo aspetto è di fondamentale importanza, poiché mantiene l’integrità del patrimonio venoso del paziente, permettendo in futuro di realizzare bypass arteriosi o venosi (ad esempio, per rivascolarizzazioni in caso di ischemia critica o per accessi vascolari), e garantisce un approccio flebologico più conservativo e rispettoso dell’anatomia e della fisiologia del sistema venoso del paziente.
Entrambi i Convegni si sono tenuti in due location istituzionali, la Pinacoteca Corrado Giaquinto e l’ex Tesoreria del Comune di Bari.
Dopo l’esposizione di slide e delle relazioni del Prof. Franceschi e dei dottori Di Gioia spontanea è stata l’interazione con il pubblico presente, la testimonianze di alcune donne ha consentito un confronto chiarificatore e illuminante con i medici presenti.
Tra i presenti è emersa la necessità di istituire un reparto all’interno delle strutture Asl del nosocomio pubblico dedicato alla flebologia emodinamica in cui sia possibile attuare indagini di tipo diagnostico e si possa procedere in base al consenso informato ad una scelta trasparente della metodica di intervento da intraprendere.
I Convegni dedicati alla tematica relativa al metodo CHIVA e alla salvaguardia delle vene Safene sono state fortemente volute dal Presidente Anas Luigi Favia e dalla Commissione medico- scientifica pugliese.
Luigi Favia rappresentato in questi due appuntamenti del 23 e 24 maggio dall’ avv. Gina Di Cosola nella sua veste di Responsabile cerimoniale Anas Puglia annuncia di essere al lavoro per il prossimo convegno a tema scientifico sanitario.
Servizio Fotografico Luigi Caldarola
Viviana Miccolis
