Al Piccolo Teatro D’Attoma, secondo weekend di inatteso successo per Il lungomare di Mosca, tratto
dal famoso testo di A.Cechov, un simpatico riadattamento diMaurizio Sarubbi.
Narra la storia del custode di un museo,interpretato da NuccioPantaleo, che,ogni mattina, sistema in una sala alcune statue, che rappresentano i personaggi principali del testo di Cechov:
Olga (TeresaCarone), Masha(Antonella Ranieri), Iryna(Susi Rutigliano), il BaroneTuzenbach (Lorenzo Vicenti),Il Colonnello Versini(Maurizio Sarubbi) e Kuligin (Nuccio Pantaleo) .
Le statue, in assenza del custode, dialogano tra loro riprendendo la trama del testo originale “Tre sorelle”.
Caratteristica prioritaria della messinscena: divertimento, mistero,emozione e soprattutto rispetto del Pregiato testo di Cechov.
Dietro le quinte abbiamo incontrato Maurizio Sarubbi:

Come è nata l’idea di questo spettacolo?
È nata da un percorso che la compagnia Artù intende intraprendere: portare in scena autori di un certo spessore come Cechov, Victor Hugo, Pinter, Anna Frank e altri. Sono sempre stato molto affascinato dal Teatro russo in particolare da Cechov, un autore molto poetico e brillante. Infatti uno dei miei cavalli di battaglia è stato proprio il monologo “il tabacco fa male”.
Perché proprio un testo di Cechov?
Intanto perché un testo di Cechov ci mancava e soprattutto per confrontarci con un autore importante del teatro Russo: “Le tre sorelle”, in cui, l’attore viene esaltato a tutto tondo in particolar modo per quanto riguarda l’interiorità.
Maestro Sarubbi, quale peculiarità ha inteso esaltare nella sua rivisitazione?
Intanto si tratta di una rivisitazione alquanto bizzarra, dove il testo è ridotto, sarebbe impossibile portare sulla scena un testo della durata di tre ore. Una delle peculiarità è che ho voluto inserire dei baresismi, io li chiamo così, più che inserire il dialetto si tratta dell’intromissione di alcuni nostri detti tipici pugliesi. In realtà cerco di esaltare il paradossale che nel testo di Cechov già c’è e cioè il fatto che le statue collocate nel museo, quando questo è chiuso si muovono, e l’unico ad accorgersi di questo stratagemma è proprio il custode.
Qual è il ruolo simbolico che ha voluto attribuire ai personaggi femminili, in contrapposizione a quelli maschili?
Già nel testo originario di Cechov, le tre sorelle rappresentano i desideri non realizzati. Quindi l’insoddisfazione umana. Olga, Masha e Irina hanno tutte e tre degli obiettivi irrealizzati. La prima non ha trovato un marito, la seconda ha un marito ma in un matrimonio sbagliato. La terza invece vorrebbe ritornare a Mosca per avere ulteriori prospettive.
Qual è l’attualità di questo testo?
L’impossibilità per alcuni di realizzare gli obiettivi che nella vita si è prefissato. Da questo scaturisce l’insoddisfazione dell’essere umano, che da sempre c’è stata e ci sarà, che specie nella società odierna porta più che mai alla depressione.
Quali sono i progetti futuri per la distribuzione di questo spettacolo?
Come prevede la strategia dell’Artu’, anche questo spettacolo è rivolto alle scuole. alla partecipazione a bandi pubblici, esportandolo in altri teatri. Perché l’intento della nostra compagnia è quello di andare oltre, di esplorare altri mondi, anche oltre la nostra regione. Cercando di far apprezzare altrove la nostra cadenza dialettale, dimostrando che il vernacolo non deve essere necessariamente associato al comico e al volgare ma può divenire anche l’esaltazione di un testo importante.
di Maria Caravella
