In una notte priva di chissà quali stelle, Luciano Spalletti saluta i colori azzurri.
A Reggio Emilia l’Italia vince ma non convince ed il 2-0 rimediato grazie a Raspadori alla fine del primo tempo e Cambiaso all’inizio del secondo non colma la sensazione di vuoto e pochezza trasmesse da un gruppo opaco.
Se qualche intrepido sognatore all’inizio della partita sosteneva che ci sarebbe stata una goleada, in corso d’opera è stato amaramente smentito.
Dinanzi agli occhi di milioni di italiani, gli Azzurri sono apparsi ancora una volta sofferenti rischiando in ben sei occasioni di ricevere il ben servito dagli avversari.
Ad onor del vero nel primo tempo le occasioni migliori sono imputabili alla Moldavia, il cui gioco rapido e pericoloso in contropiede ha messo a dura prova l’Italia.
Anche la Var salva la difesa azzurra annullando la rete nell’angolino di Nicolaescu a soli nove minuti dall’inizio della partita.
Gli sviluppi illudono che qualcosa possa cambiare all’orizzonte e che gli azzurri possano chiudere con largo anticipo la gara, ma il risultato dei due gol di scarto appare nel complesso bugiardo considerando che anche in chiusura la squadra di Spalletti mostra un’evidente difficoltà nell’uscire dalla propria metà campo.
Ne consegue una mancanza delle basi del calcio costituite da concetti come tecnica, gioco, costruzioni, precisione ed intensità.
Questa generazione è fiacca.
Da tenere a debita distanza il tema delle lacune a livello caratteriale che rendono l’approccio alla gara spento e privo di quell’orgoglio tanto declamato nella conferenza pre-match; addentrarsi nei meandri di questo aspetto scoperchierebbe il vaso di Pandora.
La maglia azzurra non rappresenta più l’apice della carriera dei giocatori, quel vanto che faceva brillare gli occhi e tremare le gambe al pensiero di disonorare la Nazione.
Persino il pubblico del Mapei Stadium è ammutolito e nonostante la vittoria, la delusione per una prestazione opaca è un sentimento leggibile sui voli dei più.
Nonostante ciò, l’Italia mette punti sul tabellone recuperando un gol alla Norvegia ma con la mente alle dodici reti da dover segnare per raggiungere la capolista nel corso delle prossime sei partite.
Questo è il momento degli alibi.
Luciano Spalletti, ai microfoni della stampa, afferma che la stanchezza dettata da un’intera stagione ha giocato un ruolo importante in questo cammino spento e molto travagliato.
Strano considerando che questo è il solito alibi italiano; ed ancor più strano è riscontrare come gli unici a palesare questo disagio siano solo gli azzurri, visto e considerato che gli avversari corrono il doppio.
Il dato di fatto è che occorrerà faticare per poter raggiungere i Mondiali 2026 ed i playoff appaiono come la strada più fattibile da percorrere.
Tutto in salita quindi il cammino della Nazionale Italiana che dovrà fare i conti con un cambio di regia: si vocifera il nome di Claudio Ranieri, l’allenatore dei miracoli.
Riuscirà a salvare quest’Italia malannata?
Claudia Santoro
