di Maria Caravella
Ci sono artisti che attraversano il tempo senza consumarsi. Massimo Ranieri è uno di questi. Lo spettacolo “Tutti i sogni ancora in volo” ne è l’ennesima, luminosa conferma: un viaggio emotivo che unisce musica, parola, amorevoli ricordi e teatro, sorretto da una presenza scenica che resta intatta, solida, quasi invulnerabile allo scorrere degli anni.
Ranieri sale sul palco con l’eleganza di chi non ha bisogno di stupire, perché sa emozionare. La voce è quella di sempre: potente, controllata, capace di farsi carezza e subito dopo lama affilata.

L’interpretazione non è mai meccanica, ma vissuta, incarnata. Ogni canzone diventa racconto, ogni pausa ha un peso, ogni sguardo è parte della narrazione. È qui che si coglie la vera inossidabilità dell’artista: non solo nella tenuta vocale, ma nella capacità di dominare la scena con naturalezza assoluta.
Accanto alla musica, la parola. I momenti di racconto, di memoria e di riflessione, sono parte integrante dello spettacolo. Ranieri parla al pubblico come si parla a vecchi amici, alternando ironia, malinconia e consapevolezza. Il risultato è uno spettacolo completo, che non si limita a ripercorrere una carriera, ma restituisce il senso di un cammino umano e artistico ancora vivo, ancora “in volo”.
In questo contesto, il Palatour di Bitritto si conferma molto più di una semplice sala eventi. Diventa un vero contenitore culturale, capace di accogliere produzioni di alto livello e di offrire al territorio un punto di riferimento stabile per la musica, il teatro e il racconto civile. La scelta di portare qui uno spettacolo come quello di Ranieri non è casuale: è il segno di una visione che punta sulla qualità, sull’identità e sulla centralità della cultura come bene condiviso.
La risposta del pubblico, corale, calorosa e partecipe, suggella una serata riuscita sotto ogni aspetto. Applausi lunghi, convinti, quasi a voler trattenere sul palco un artista che continua a rappresentare una certezza nel panorama musucale italiano. Forse troppi cellulari accesi che fotografavano e facevano riprese disturbando un po’ chi voleva godersi lo spettacolo in tranquillità, in questo forse ci sarebbero voluti controlli più rigorosi.
“Tutti i sogni ancora in volo” non è solo il titolo di uno spettacolo: è una dichiarazione di intenti. E Massimo Ranieri dimostra, ancora una volta, che alcuni sogni – quando sono sorretti dal talento e dalla verità – non atterrano mai.
