di Maria Caravella
Un viaggio interiore, umano e universale, che attraversa fragilità e bellezza, limiti e possibilità. È questo il cuore dello spettacolo di teatroterapia “Il fluire della vita”, in programma sabato 21 marzo presso l’Auditorium Moscati della Parrocchia San Sabino, in viale Imperatore Traiano a Bari.
Promosso dall’Associazione Pugliese per la Retinite Pigmentosa, lo spettacolo rappresenta l’esito di un percorso laboratoriale intenso e profondo, condotto dalla regista e teatroterapeuta Rosalba Pascali, che da anni guida progetti orientati al benessere e alla valorizzazione delle persone con disabilità visiva.
In scena 13 attori, tutti soci dell’associazione, protagonisti di un cammino artistico e personale che affonda le radici nei percorsi simbolici di due figure letterarie iconiche: Siddhartha, dal romanzo di Hermann Hesse, e Santiago, protagonista de L’Alchimista di Paulo Coelho. Due viaggi diversi, due ricerche di senso che si intrecciano fino a convergere in una verità comune: la felicità non è lontana, ma si scopre dentro di sé, nel momento in cui si impara a vivere pienamente il presente.

Lo spettacolo diventa così uno spazio di riflessione e consapevolezza, in cui gli attori si confrontano con i propri limiti per superarli, riscoprendo il valore della vita in tutte le sue sfumature. Non solo momenti luminosi, ma anche difficoltà e tempeste: è proprio attraversando queste esperienze che emerge la bellezza più autentica dell’esistenza.
Il messaggio è chiaro e potente: nulla è davvero separato. Le vite, gli incontri, la natura e il tempo si intrecciano in un’unica armonia. Siddhartha la chiama “l’Uno”, Santiago la riconosce nei segni di Dio, ma il significato resta universale: imparare a sentirsi parte di una connessione più grande.
Un percorso che non è solo artistico, ma profondamente educativo e umano. Gli attori, attraverso il lavoro teatrale, sviluppano consapevolezza corporea, capacità relazionale ed empatia, trasformando il palcoscenico in uno spazio di crescita e libertà espressiva.
I risultati, già nel progetto precedente, hanno confermato la validità del percorso: lo spettacolo “L’anima non è come appare” ha ottenuto importanti riconoscimenti a livello nazionale, tra cui il premio miglior spettacolo, premio del pubblico e miglior allestimento scenico al Festival “Il Giullare” di Trani, oltre ai premi ricevuti alla rassegna “Fuori Misura”.
“Il fluire della vita” si inserisce dunque in una continuità progettuale che unisce arte, inclusione e trasformazione personale, restituendo al teatro la sua funzione più autentica: quella di essere strumento di crescita, relazione e consapevolezza.

Durante le prove abbiamo avuto il piacere di intervistare la regista e teatroterapeuta Rosalba Pascali:
Com’è nata l’idea di questo progetto?
La teatroterapia, a differenza del teatro tradizionale, non ha come fine lo spettacolo in sé, ma la crescita personale. Questo progetto, realizzato con il contributo dell’Ufficio del Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Puglia, nasce con l’obiettivo di aiutare i partecipanti a comprendere che, nonostante le difficoltà e le tempeste, la vita – qui e ora – rivela la sua bellezza. Bisogna imparare a coglierla e a sentirsi parte di una connessione più grande.
Quali elementi rendono questo progetto inclusivo?
Possiamo parlare di inclusione perché questo spettacolo potrebbe essere interpretato anche da attori normodotati. Ed è proprio questa la nostra forza: le disabilità non esistono come limite identitario, così come non esiste un’identità che definisce rigidamente i ruoli. Esiste la persona, con le sue possibilità.
Come ha costruito empatia con i partecipanti?
Gli incontri sono iniziati con esercizi di consapevolezza corporea, percezione e propriocezione, fondamentali soprattutto per i non vedenti per orientarsi e abitare lo spazio. Successivamente abbiamo lavorato su esercizi di empatia e connessione profonda, andando oltre i sensi, oltre la vista e l’udito, per sviluppare una relazione autentica tra le persone.
Quali risultati ritiene più significativi?
I risultati del progetto precedente sono stati straordinari, oltre ogni aspettativa. “L’anima non è come appare” è stato selezionato per rassegne nazionali importanti e ha ottenuto numerosi premi a livello nazionale.
Quali prospettive per il futuro?
L’obiettivo è ricandidarci alle rassegne e portare lo spettacolo in altri contesti, anche nelle scuole, dove l’esperienza si è rivelata molto coinvolgente. In futuro mi piacerebbe lavorare anche su aspetti più leggeri e divertenti, aiutando i partecipanti a esplorare nuove sfumature di sé, perché ogni persona è un insieme ricco e complesso di possibilità.

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