Una partecipazione ampia e attenta ha accompagnato la presentazione del progetto “Comunicare oltre gli occhi”, inserito nel programma PNRR “Talenti nascosti – seconda edizione”, ospitato nell’Auditorium di Spazio 13. Un’iniziativa che ha messo in rete scuola, istituzioni, associazioni e mondo dell’informazione, con l’obiettivo di promuovere una cultura concreta dell’inclusione.
La presenza numerosa di studenti, docenti, operatori e cittadini ha confermato l’interesse verso un tema sempre più centrale nel dibattito sociale. L’incontro si è trasformato in un momento di confronto partecipato, arricchito anche dalla significativa attenzione dei media locali, che hanno contribuito a dare visibilità al progetto.

Ad aprire i lavori la prof.ssa Maria Caravella, docente, giornalista e pedagogista, che ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa: un percorso che supera la dimensione didattica tradizionale per diventare esperienza reale di inclusione e consapevolezza. “Comunicare oltre gli occhi” si configura così non solo come titolo, ma come visione culturale fondata sulla capacità di interpretare il mondo attraverso strumenti più profondi e umani.
Sulla stessa linea l’intervento della dirigente scolastica Maria Manicone, che ha ribadito il ruolo della scuola come luogo di formazione integrale della persona. Il progetto rappresenta, secondo la dirigente, un modello efficace di didattica inclusiva, capace di coinvolgere attivamente gli studenti e valorizzarne le potenzialità.
A offrire una riflessione sul valore della narrazione è stata la giornalista e scrittrice Enrica Simonetti, che ha sottolineato il potere della comunicazione nel superare le barriere e creare connessioni autentiche tra le persone.
Numerosi gli interventi istituzionali: l’assessora alla Cultura Paola Romano, il garante regionale dei diritti delle persone con disabilità Antonio Giampietro, il presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Puglia Paolo Lacorte e Don Angelo Cassano rappresentante regionali di Libera, hanno espresso apprezzamento per il progetto, riconoscendone il valore sociale e culturale e auspicandone la continuità.
Dal confronto è emerso con chiarezza un messaggio condiviso: l’inclusione non riguarda una categoria specifica, ma l’intera comunità. Il progetto, infatti, non è rivolto esclusivamente alle persone non vedenti, ma propone un percorso educativo capace di sviluppare competenze trasversali e sensibilità diffuse.
Particolarmente significativa la riflessione sul ruolo della voce umana negli audiolibri. È stato evidenziato come la lettura affidata a una voce reale, con le sue sfumature ed emozioni, riesca a creare empatia e relazione, a differenza di quella artificiale, spesso percepita come distante. Come sottolineato dal garante Antonio Giampietro, per una persona non vedente l’ascolto di una voce umana rappresenta un gesto di attenzione e cura, capace di restituire profondità e dignità all’esperienza comunicativa.

Gli studenti coinvolti hanno potenziato competenze fondamentali – dalla lettura alla comprensione del testo, dalla scrittura alla capacità espressiva – sperimentando modalità comunicative più consapevoli e inclusive. Un percorso formativo che contribuisce a costruire cittadini più attenti e sensibili.
A moderare l’incontro il giornalista Mimmo Loperfido, che ha guidato il dibattito con equilibrio e attenzione, favorendo il dialogo tra i diversi interventi.
L’iniziativa si è conclusa con una consapevolezza condivisa: progetti come questo non rappresentano un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Perché comunicare oltre gli occhi significa, prima di tutto, imparare a guardare davvero.
