di Maria Caravella
Venerdì 20 marzo, alle ore 21.00, il Palatour ha accolto Herbert Ballerina con il suo primo spettacolo teatrale “Come una catapulta”, per la regia di Paolo Ruffini.
La risposta del pubblico è stata immediata e calorosa: teatro quasi sold out, con un dato che non passa inosservato—la forte presenza di giovani, molto più evidente rispetto ad altri spettacoli teatrali. Un pubblico fresco, partecipe, che conosce bene Ballerina e lo segue anche nelle sue apparizioni ad Affari Tuoi, oltre che sui social e nei suoi lavori con Maccio Capatonda.
Uno spettacolo fuori dagli schemi “Come una catapulta” è esattamente ciò che promette: un lancio improvviso dentro un universo surreale.
Scatoloni sparsi sul palco, oggetti improbabili, personaggi che si susseguono senza logica apparente ma con un ritmo incalzante.

Ballerina gioca con: nonsense quotidiano situazioni assurde ma riconoscibili, personaggi iconici reinterpretati (da Michael Jordan a Elon Musk)
Il risultato è un flusso continuo di gag, spesso spiazzanti, ma sempre capaci di strappare risate autentiche.
Una comicità semplice… ma efficace.
La vera forza dello spettacolo sta qui: la comicità di Ballerina è semplice, quasi ingenua, a tratti volutamente “sghemba”, ma proprio per questo arriva a tutti.
Non cerca la battuta sofisticata o intellettuale: punta invece su: tempi comici essenziali espressioni surreali
costruzioni volutamente “storte”

Ed è proprio questa semplicità che conquista. Insomma l’antitesi dell’umorismo inglese.
Una comicità che sembra leggera, ma che colpisce il pubblico in modo diretto e immediato.
Colpisce la platea: tanti ragazzi gruppi di amici, fan che conoscono già personaggi e tormentoni.
Un segnale importante: Ballerina riesce a portare a teatro una generazione nuova, spesso lontana dai circuiti teatrali tradizionali. Il verdetto: “Come una catapulta” non è uno spettacolo convenzionale.
È un viaggio nel nonsense, nella comicità istintiva, nella risata senza filtri.
E proprio per questo funziona. Herbert Ballerina dimostra che si può riempire un teatro senza artifici, ma con una comicità autentica e accessibile.
