Categoria: Ultim’ora

  • Ucraina-Russia, Ft: “Ue valuta Draghi o Merkel come mediatori con Putin”

    Ucraina-Russia, Ft: “Ue valuta Draghi o Merkel come mediatori con Putin”

    (Adnkronos) –
    L’Unione europea sta valutando di assegnare all’ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi o all’ex cancelliera tedesca Angela Merkel il ruolo di mediatore in potenziali negoziati con il presidente russo Vladimir Putin. Lo scrive in esclusiva il Financial Times citando fonti informate sui colloqui, secondo le quali i ministri degli Esteri della Ue discuteranno dei possibili candidati al ruolo di mediazione in una riunione prevista a Cipro la prossima settimana, dopo che Washington e Kiev hanno espresso il loro sostegno a un dialogo tra l’Europa e il presidente russo sulla guerra in Ucraina. Secondo alcuni fonti, oltre a Draghi e Merkel, altri governi hanno proposto come candidati il presidente finlandese Alexander Stubb e il suo predecessore, Sauli Niinistö. 

    Tre fonti hanno detto al Financial Times che l’amministrazione di Donald Trump ha informato la Ue di non essere contraria al fatto che conduca colloqui con Putin parallelamente ai negoziati di pace guidati dagli Stati Uniti. Bruxelles ha interrotto i canali di comunicazione formali con Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio del 2022. La Ue teme però ora che la mancanza di progressi nei colloqui guidati dagli Stati Uniti abbia lasciato l’Europa ai margini e vulnerabile a un accordo a condizioni sfavorevoli. 

    La figura di Draghi, in particolare, è apprezzata dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come ha spiegato un alto funzionario a Kiev. Zelensky, ha detto, vorrebbe “qualcuno come Draghi” o un “leader forte e in carica” a guidare la delegazione europea nei colloqui con la Russia. Secondo il funzionario, Zelensky dovrebbe discutere la questione con i leader di Francia, Germania e Regno Unito nel corso di questa settimana. Draghi è considerato una persona affidabile e rispettata in tutta la Ue, con un background tecnocratico che potrebbe adattarsi alla situazione, hanno affermato le fonti al Ft. Un portavoce di Draghi ha rifiutato di commentare, così come un portavoce della Merkel. 

    Un alto funzionario europeo ha affermato al Financial Times che, sebbene Niinistö “sia uno dei pochi europei ad avere un rapporto di lavoro con Putin, i russi sono attualmente molto risentiti nei confronti della Finlandia”, che ha abbandonato la sua neutralità ed è entrata a far parte della Nato dopo la guerra in Ucraina. Il mediatore “dovrebbe essere qualcuno proveniente da un paese come l’Olanda o il Portogallo, che non si porta dietro il bagaglio di problemi che hanno i paesi dell’Est”, ha aggiunto il funzionario. Secondo quanto riferito, nella riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue si discuterà anche di ciò che l’Europa richiederebbe in una relazione post-conflitto con la Russia, quali le linee rosse per un potenziale accordo in Ucraina e quali i prerequisiti per avviare colloqui con il Cremlino. 

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sinner: “Mi chiamano robot, ma non è un’offesa. Caso Clostebol? Non ero libero”

    Sinner: “Mi chiamano robot, ma non è un’offesa. Caso Clostebol? Non ero libero”

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner senza filtri. Il tennista azzurro, dopo aver trionfato agli Internazionali d’Italia 2026, si prepara a esordire al Roland Garros, al via domenica 24 maggio, quando inizierà il primo turno del tabellone principale. Sinner si è concesso in un’intervista a L’Equipe, rispondendo a chi lo chiama ‘robot’: “Non trovo il termine denigratorio. È così che opero”, ha detto il numero 1, “cerco sempre di essere il più preciso possibile, di giocare il colpo giusto al momento giusto, e questo richiede di essere in ottima forma fisica e mentale. È così che è, ed è per questo che mi alleno. Per essere il più preparato possibile per i momenti importanti di una partita”. 

    Sinner è tornato sulla sospensione per il caso Clostebol, che lo ha tenuto lontano dai campi per tre mesi nel 2025: “I mesi che hanno preceduto la mia sospensione sono stati difficili, non potevo parlarne con nessuno. In campo sembravo molto triste, e lo ero: non mi sentivo libero. Ma credo che nulla accada per caso. E sono convinto che tutto questo mi abbia reso una persona più forte. Ho capito chi erano i miei veri amici e anche questo mi ha aiutato”. 

    Il numero 1 del mondo tornerà a Parigi dopo la finale-maratona persa contro Carlos Alcaraz lo scorso anno: “Sarebbe una bugia dire che è stato facile andare avanti. Ma cerco sempre di voltar pagina velocemente, anche quando vinco. E così sono riuscito a trionfare a Wimbledon subito dopo”, ha raccontato Sinner, “ho imparato grandi lezioni da quella sconfitta a Parigi. Mi sforzo sempre di migliorare, di credere in me anche quando sono scoraggiato, di rialzarmi quando cado”. 

    Un pensiero commosso Jannik lo ha dedicato ai genitori: “Loro avevano sempre un sorriso sul volto una volta che tornavano a casa, non importava cosa fosse successo al ristorante, quanto fosse duro”, ha dichiarato Sinner, “era impossibile capire se avessero avuto una buona o una brutta giornata, ed è quella la mentalità che cerco di avere oggi. Quando esco dal campo, torno a essere una persona normale, e cerco di essere felice per ciò che ho. Vivere nel momento, senza guardare troppo indietro o avanti, cerco di dare sempre il mio meglio”. 

    Sinner, con un passato promettente sugli sci, ha commentato anche la caduta di Lindsey Vonn alle ultime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: “Lei cerca sempre di vedere il lato positivo delle cose, anche nei momenti più bui. Mi ispira molto. Non credo che tu possa essere al 100% del tuo potenziale a 24 anni. Aspiro a essere lì tra qualche anno”. Nessun dubbio sulla sua miglior versione, da raggiungere nei prossimi anni: “Voglio essere un giocatore che serve molto bene. Aggressivo, ma anche in grado di leggere ogni situazione. Però non ho il potere di prevedere il futuro”. 

    Sinner ormai viene considerato, a pieno titolo, tra i più grandi sportivi italiani di tutti i tempi insieme ad Alberto Tomba, Valentino Rossi o Marco Pantani: “Felice di essere menzionato tra queste leggende, ma sono al vertice da due anni. Ne serviranno altri dieci per unirmi a loro”. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Stellantis annuncia joint venture europea con Dongfeng

    Stellantis annuncia joint venture europea con Dongfeng

    (Adnkronos) –
    Stellantis e Dongfeng Group hanno recentemente firmato un memorandum d’intesa non vincolante. Le due parti prevedono di espandere ulteriormente la loro partnership che dura da 34 anni, con l’intenzione di creare una joint venture con sede in Europa per la vendita, la distribuzione, la produzione, gli acquisti e l’ingegneria dei veicoli a nuova energia di Dongfeng, con un focus iniziale su mercati selezionati in Europa.  

    Nell’ambito del progetto, i partner intendono costituire una nuova joint venture con sede in Europa, guidata da Stellantis, che gestirebbe le vendite e la distribuzione dei Nev premium a marchio Voyah di Dongfeng nei mercati europei selezionati, facendo leva sulla solida rete e sulle competenze post-vendita di Stellantis. La nuova entità includerà inoltre attività congiunte di acquisto e ingegneria, valorizzando l’ecosistema cinese altamente competitivo dei veicoli a nuova energia di Dongfeng. 

    I partner prevedono inoltre la potenziale produzione di Nev Dongfeng presso lo stabilimento di Rennes in Francia, in linea con le normative europee e i requisiti del Made in Europe. “I piani annunciati oggi portano la collaborazione recentemente rafforzata con Dongfeng a una nuova dimensione, quella di una partnership internazionale al servizio dei clienti di tutto il mondo – dichiara Antonio Filosa, Ceo di Stellantis – Questo nuovo capitolo consentirà di offrire una gamma ancora più ampia di prodotti a prezzi competitivi, valorizzando la presenza globale di Stellantis e l’accesso di Dongfeng all’avanzato ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia”. 

    “Dongfeng rafforzerà ed espanderà ulteriormente la nostra partnership con Stellantis, in stretto allineamento con le politiche strategiche nazionali della Cina per un’apertura di alto livello, doppia circolazione e sostegno agli investimenti esteri, alle imprese e all’occupazione – dichiara Qing Yang, presidente di Dongfeng – Ciò rappresenta una risposta anche alle esigenze di sviluppo di entrambi gli azionisti. Attraverso una maggiore integrazione in ambito tecnologico, dei marchi e dei mercati globali, la joint venture potrà esprimere un valore ancora più elevato, accelerando l’espansione internazionale di Dongfeng e supportando al contempo la trasformazione strategica globale di Stellantis e il rafforzamento della sua presenza in Cina”. 

    All’inizio di questo mese, Stellantis e Dongfeng hanno annunciato il rafforzamento della loro storica joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile Co. con sede in Cina, che produrrà nuovi Nev a marchio Peugeot e Jeep nello stabilimento di Wuhan per il mercato cinese e destinati all’esportazione nei mercati globali, a partire dal 2027. La joint venture Dpca ha prodotto dalla sua creazione oltre 6,5 milioni di veicoli a marchio Peugeot e Citroën in Cina per il mercato interno ed estero. 

    L’implementazione del progetto è subordinata alla sottoscrizione dei relativi accordi di attuazione, inclusi i principi economici e operativi, nonché al soddisfacimento delle consuete condizioni e all’ottenimento delle necessarie approvazioni. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sostenibilità, Davines: rimosse oltre 3.400 tonnellate di plastica dall’ambiente in cinque anni

    Sostenibilità, Davines: rimosse oltre 3.400 tonnellate di plastica dall’ambiente in cinque anni

    (Adnkronos) – Aumenta l’impegno nel sostenere la raccolta di rifiuti plastici per prevenirne la dispersione nell’ambiente da parte del Gruppo Davines – azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi Davines e comfort zone, B Corp dal 2016 – attraverso l’avvio a fine 2025 della collaborazione con la B Corp CleanHub. E’ quanto fa sapere il Gruppo in una nota. 

    La raccolta di rifiuti di plastica rappresenta una delle iniziative chiave nella strategia per la sostenibilità ambientale del Gruppo Davines. Nel 2021 il Gruppo ha avviato la collaborazione con Plastic Bank; dal 2022 il Gruppo ha rafforzato il suo impegno per raccogliere un quantitativo di rifiuti in plastica equivalente a quello dei packaging Davines e comfort zone venduti nel mondo, con un rapporto uno a uno. Dal 2021 al 2025 il Gruppo ha contribuito alla raccolta di oltre 3.436 tonnellate di plastica. 

    Le quantità di plastica rimosse dall’ambiente negli anni sono via via aumentate, di pari passo con l’aumento della produzione e dei prodotti venduti, per arrivare nel 2025 a oltre 868 tonnellate. La raccolta è stata realizzata in parte da Plastic Bank (sulle coste di Filippine e Indonesia) e in parte dal nuovo partner CleanHub (in India, Indonesia, Filippine e Guatemala), B Corp che Davines Group ha scelto per supportare modelli diversi di recupero dei rifiuti in plastica e, in particolare, per prevenire che una maggiore quantità di plastiche non riciclabili inquini gli ecosistemi. I rifiuti raccolti da CleanHub sono infatti costituiti per circa il 70% da plastiche sottili e multistrato, come pellicole trasparenti, sacchetti di patatine e confezioni di caramelle. Si tratta di materiali misti che non essendo riciclabili non hanno valore di mercato e rischierebbero di non essere raccolti e di rimanere dispersi nell’ambiente. 

    In ottica di economia circolare, la plastica che non risponde agli standard del riciclo meccanico viene avviata al co-processing, per il recupero energetico nei cementifici dove viene utilizzata come combustibile alternativo, riducendo l’utilizzo di fonti fossili vergini – spiega Davines – Le ceneri di scarto della combustione vengono inoltre riutilizzate nelle miscele di cemento e le emissioni di CO2 generate dal co-processing sono inferiori rispetto a quelle che sarebbero state prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili. 

    Il co-processing rappresenta oggi la soluzione di transizione a minor impatto ambientale per la gestione della plastica non riciclabile. Rispetto all’inceneritore tradizionale, le plastiche non riciclabili utilizzate per alimentare i forni industriali come quelli del cemento, ad altissime temperature, non rilasciano sostanze tossiche come diossine e furani. Inoltre, grazie al co-processing è possibile evitare di smaltire ulteriori rifiuti in discarica. 

    I rifiuti in plastica sottratti alla dispersione nell’ambiente, riciclati o non conferiti in discarica, sono anche una importante fonte di reddito per le comunità locali delle aree vulnerabili. Con CleanHub il Gruppo Davines contribuisce alla creazione di posti di lavoro contrattualizzati e con salari equi: gli addetti alla raccolta vengono pagati a ore, indipendentemente dal volume raccolto, e hanno così un’occupazione stabile e una maggiore sicurezza finanziaria. Un esempio virtuoso è il progetto Clean Kerala in India per l’impiego etico di donne provenienti da contesti svantaggiati. 

    “La circolarità e la biodiversità sono due dei pilastri del nostro modello di crescita rigenerativo e di lungo periodo. E il packaging è una delle leve strategiche per perseguirlo: da una parte riduciamo il consumo di risorse, emissioni e rifiuti con l’eco-design e allo stesso tempo ci impegniamo a rimuovere dall’ambiente una quantità di rifiuti in plastica equivalente al totale dei packaging in plastica di prodotti che vendiamo – commenta Davide Bollati, presidente del Gruppo Davines – Per il 2025 abbiamo evoluto il nostro modello di raccolta con un nuovo partner, CleanHub, una B Corp come noi, che ci permette di contribuire alla raccolta della plastica non riciclabile, con un modello che è premiante non solo per l’ambiente ma anche per le comunità locali che ricevono un reddito certo e sicuro”. 

    Nella propria strategia di sostenibilità ambientale al 2030 ‘Davines Group Towards Planet Regeneration’, il Gruppo ha fissato obiettivi ambiziosi, tra cui: raccogliere cumulativamente 5mila tonnellate di rifiuti plastici dall’ambiente entro il 2030 (traguardo già raggiunto al 51% nel 2025); limitare l’uso di plastica vergine fossile a non più del 10% del peso totale degli imballaggi acquistati; e utilizzare il 100% di alluminio, carta e cartone riciclati per il packaging dei prodotti. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Palermo-Catanzaro: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

    Palermo-Catanzaro: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

    (Adnkronos) –
    Semifinale di ritorno nei playoff di Serie B. Oggi, mercoledì 20 maggio, il Palermo ospita il Catanzaro – in diretta tv e streaming – nel penultimo atto degli spareggi per la promozione in Serie A. Allo stadio Barbera si riparte con i calabresi in netto vantaggio nel doppio confronto, visto che all’andata i giallorossi si sono imposti per 3-0 sulla squadra di Inzaghi. La vincente troverà in finale il Monza, che ha superato la Juve Stabia nella prima semifinale. 

     

    La semifinale di ritorno tra Palermo e Catanzaro è in programma oggi, mercoledì 20 maggio, alle ore 20. Ecco le probabili formazioni: 

    Palermo (3-4-2-1): Joronen; Peda, Magnani, Ceccaroni; Pierozzi, Segre, Ranocchia, Augello; Johnsen, Gyasi; Pohjanpalo. All. Inzaghi. 

    Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Matias Antonini, Brighenti; Favasuli, Pontisso, Petriccione, Alesi; Iemmello, Liberali; Pittarello. All. Aquilani 

     

    Palermo-Catanzaro sarà trasmessa in diretta televisiva, tramite smart tv, da Dazn, Prime Video e OneFootball, abbonandosi a LaB Channel. Il match si potrà seguire anche in streaming sulle app e le piattaforme web di Dazn, Prime Video e OneFootball. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Friburgo-Aston Villa: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

    Friburgo-Aston Villa: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

    (Adnkronos) – È il giorno della finale di Europa League. Oggi, mercoledì 20 maggio, il Friburgo sfida l’Aston Villa – in diretta tv e streaming – nell’ultimo atto della seconda competizione europea. I tedeschi arrivano per la prima volta a contendersi il trofeo dopo aver eliminato il Braga in semifinale, mentre gli inglesi di Emery, quattro volte vincitore della coppa, hanno superato il Nottingham Forest e, ai quarti di finale, battuto il Bologna. 

     

    La finale tra Friburgo e Aston Villa è in programma oggi, mercoledì 20 maggio, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

    Friburgo (4-2-3-1): Atubolu; Kubler, Ginter, Lienhart, Treu; Eggestein, Hofler; Beste, Manzambi, Grifo; Matanovic. All. Schuster. 

    Aston Villa (4-2-3-1): Martinez; Cash, Konsa, Pau Torres, Digne; Lindelof, Tielemans; McGinn, Rogers, Buendia; Watkins. All. Emery 

     

    Friburgo-Aston Villa sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. La finale si potrà seguire anche in streaming sull’app SkyGo e su NOW. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Angelo di San Lorenzo in Lucina, nuove polemiche: ora somiglia a Marina Berlusconi?

    Angelo di San Lorenzo in Lucina, nuove polemiche: ora somiglia a Marina Berlusconi?

    (Adnkronos) – Continano le polemiche sull’angelo restaurato della basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, che ora si vocifera assomigli a Marina Berlusconi. Una vicenda già finita al centro del dibattito politico nei mesi scorsi per il presunto richiamo a Giorgia Meloni e che torna ora ad alimentare nuove discussioni. A intervenire è la senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Cultura del Senato, che parla di “ossessione ideologica” e di “caccia alle streghe” contro un’opera d’arte sacra trasformata, secondo l’esponente di FdI, in un caso mediatico-politico. 

    “Prima era Giorgia Meloni, ora si cercano somiglianze con altri personaggi pubblici in una caccia alle streghe, in questo caso all’angelo, degna di miglior causa. A questo punto è evidente che il problema non è l’angelo restaurato di San Lorenzo in Lucina, ma l’ossessione ideologica di certa sinistra e di un sistema mediatico incapace di guardare un’opera d’arte senza trasformarla in una polemica politica”, dichiara Campione. 

    La senatrice definisce “surreale” che si sia arrivati “perfino a chiedere la modifica di un volto dipinto perché ritenuto somigliante al presidente del Consiglio Giorgia Meloni”, ricordando come il restauro dell’affresco fosse nato dopo i danni provocati dalle infiltrazioni d’acqua nella storica basilica romana. “Un intervento artistico diventato bersaglio di ironie, attacchi e pressioni al punto da costringere il Vicariato a un nuovo ritocco. E oggi, dopo il secondo restauro, riparte la stessa identica caccia alla somiglianza. Segno evidente che il problema non era e non è il dipinto”, aggiunge. 

    Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, “l’arte sacra, la storia e il patrimonio culturale di Roma meritano rispetto, non processi mediatici o interpretazioni caricaturali alimentate dai social”. Campione sottolinea inoltre come “una vicenda nata dal recupero di un affresco danneggiato sia stata trasformata in un caso nazionale solo perché qualcuno ha pensato di riconoscere i tratti della premier”. 

    “Evidentemente – conclude l’esponente di FdI – sarebbe stato più semplice lasciare l’angelo così com’era, oltretutto più bello, evitando una censura dettata dal conformismo culturale. Perché il vero rischio, oggi, è che ogni opera venga giudicata non per il suo valore artistico ma per la presunta simpatia politica che qualcuno decide di attribuirle”. 

     

    —

    politica

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Pupo, morta la mamma Irene: “Volata in cielo con una parte di me”

    Pupo, morta la mamma Irene: “Volata in cielo con una parte di me”

    (Adnkronos) –
    Lutto per Pupo: è morta la mamma. L’artista lo ha annunciato con un post sui social in cui ha condiviso delle foto con lei. 

    “Per tutto l’affetto che mi avete dimostrato ogni volta che vi ho parlato della mia mamma e che ho pubblicato foto e video insieme a lei, ritengo sia giusto informarvi che Irene, la mia mamma, è volata in cielo. Ma non da sola, accompagnata da una parte di me”, si legge nel messaggio. 

     

    Qualche giorno fa Pupo, ospite di Caternina Balivo su Rai1 a ‘La volta buona’ aveva fatto sapere che non stava vivendo un periodo sereno dovuto alle condizioni di salute della sua mamma: “Non sto vivendo un momento bello perché mia mamma non sta bene”, aveva detto. “Mia mamma è diventata il mio punto di riferimento – aveva continuato – che mi ha ricongiunto con la realtà, con le difficoltà della vita che in questo caso sono di insegnamento”. 

    —

    spettacoli

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Il paziente zero, i primi test e i centinaia di casi sospetti: così è esplosa l’epidemia di Ebola

    Il paziente zero, i primi test e i centinaia di casi sospetti: così è esplosa l’epidemia di Ebola

    (Adnkronos) – “Mi trovo in Ituri”, Repubblica Democratica del Congo (Rdc), “dal 12 maggio con i miei colleghi. Il governo della Rdc ha dichiarato” l’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo “il 15 maggio, a seguito della conferma di 8 casi in questa provincia di Ituri. Sto lavorando a stretto contatto con le autorità provinciali nelle indagini che hanno portato a questa conferma. La situazione è profondamente preoccupante. Questa specie di Ebola è una di quelle per cui non esiste un vaccino o una cura autorizzati, sebbene le cure di supporto siano salvavita”. E il focolaio “si sta verificando in un contesto epidemiologico, operativo e umanitario estremamente complesso, caratterizzato da insicurezza, sfollamento della popolazione e dalla presenza sia di aree densamente popolate che di zone remote. Vi è una notevole incertezza sul numero di contagi e su quanto si è diffuso il virus”. A tracciare il quadro è Anne Ancia, rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella Repubblica Democratica del Congo, il Paese dal quale è scattato l’alert sul focolaio di Ebola che oggi ha già fatto registrare casi anche nel vicino Uganda (2 di cui 1 morto).  

    L’esperta, parlando in videocollegamento con Ginevra durante un briefing, ha fornito un aggiornamento della situazione e ricostruito i primi momenti dell’epidemia, mentre si continua a ricostruire la catena di contagi nel tentativo di identificare con certezza il ‘paziente zero’ – per capire come si sia arrivati oggi a centinaia di casi sospetti – e mentre si lavora senza sosta sia per fermare la trasmissione, sia per avere un’idea più precisa di quando saranno disponibili eventuali armi da utilizzare, come un vaccino. Quest’ultimo però, come ha spiegato, potrebbe essere disponibile tra diversi mesi. E per allora probabilmente l’epidemia non sarà finita. “Ad oggi abbiamo più di 500 casi sospetti, tra cui 130 decessi sospetti segnalati dalle autorità sanitarie – ha riepilogato Ancia – e finora 30 casi sono stati confermati nel Paese. L’epidemia ora interessa 10 zone sanitarie nella provincia di Ituri. Ha raggiunto anche il Nord Kivu con casi confermati a Butembo e a Goma. E anche l’Uganda ha confermato 2 casi importati”.  

     

    Cosa si sa finora sull’inizio dell’epidemia? “Non credo che al momento abbiamo il paziente zero”, ha osservato Ancia. “Quello che sappiamo per ora è che il 5 maggio c’è stata una persona che è morta a Bunia. Il corpo è stato riportato a Mongbwalu e messo in una bara. Poi la famiglia ha pensato che la bara non fosse degna. E quindi hanno cambiato la bara. Poi c’è stato il funerale ed è da lì che è iniziato tutto”, ha ricostruito. Ma permangono incertezze su come e dove sia iniziata esattamente l’epidemia. L’individuazione dei primi casi, secondo le prime ricostruzioni, è stata rallentata dal fatto che i test locali a Bunia hanno dato esito negativo per il ceppo Zaire di Ebola. L’ampia gamma di sintomi – febbre, affaticamento, diarrea e vomito – ha ulteriormente complicato i tentativi di formulare una diagnosi rapida, con l’ulteriore difficoltà che i sanguinamenti, anch’essi associati alla malattia, non sono iniziati prima del quinto giorno dall’infezione, è stato spiegato. Alla fine, solo grazie ai test effettuati a Kinshasa è stata finalmente accertata la presenza del virus Bundibugyo.  

     

     

    Quel che è certo è che non ci sono al momento vaccini o terapie approvate per il virus Bundibugyo. “A livello internazionale – ha evidenziato Ancia – stiamo valutando quali vaccini o trattamenti potenziali siano disponibili e se qualcuno di essi possa essere utilizzato in questa epidemia. Il Gruppo consultivo tecnico dell’Oms si è riunito ieri per fornire ulteriori raccomandazioni su quali potenziali vaccini dovrebbero essere prioritari. Ervebo”, un vaccino contro il virus Ebola Zaire, “è uno dei potenziali vaccini che si spera di poter portare per offrire ulteriore prevenzione e protezione alle comunità locali. Ma da quello che so, stando a quanto riportato dall’Oms, ci vorranno circa 2 mesi prima che sia disponibile”. E “non credo che in 2 mesi avremo finito con questa epidemia”, ha dichiarato ai giornalisti. 

     

     

    Il ricordo dei precedenti focolai di Ebola è nitido. L’epidemia più recente del virus Ebola Zaire nella Repubblica Democratica del Congo si è conclusa nel dicembre 2025, e il trauma della grave epidemia che ha colpito il Nord Kivu e l’Ituri nel 2018-19 persiste nella popolazione. La chiave per contenere la trasmissione resta il lavoro che si può fare dal basso all’interno delle comunità per sensibilizzare, combattere la disinformazione e garantire il rispetto delle misure sanitarie, soprattutto in occasione dei funerali. “Se usiamo misure coercitive e la popolazione non è d’accordo – ha avvertito Ancia – vedremo dei cadaveri scomparire, vedremo casi sospetti che si rifiuteranno di andare in ospedale e nelle strutture sanitarie. Quindi vi posso assicurare che stiamo lavorando sodo, fin da domenica, da quando sono arrivate le squadre, abbiamo iniziato a collaborare con le chiese, con le scuole, con i leader della comunità, per ottenere questa mobilitazione”.  

    Perché, è il messaggio dell’esperta riportato in una nota, “solo quando la comunità comprende i rischi e può collaborare con le misure di risposta tali epidemie possono essere tenute sotto controllo. Stiamo lavorando a stretto contatto con il governo, i leader locali e altri partner per ascoltare le comunità e collaborare con loro. Stiamo lavorando per mappare e colmare le lacune: stiamo supportando l’ampliamento della sorveglianza, del tracciamento dei contatti, dei test, dell’assistenza clinica e della preparazione transfrontaliera. Abbiamo inviato esperti sul campo insieme al personale nazionale di pronto intervento e abbiamo inviato 12 tonnellate di rifornimenti, inclusi dispositivi di protezione individuale (Dpi) per gli operatori sanitari in prima linea, da Kinshasa e Nairobi. Stiamo collaborando con partner come le ong Alima e Msf per allestire centri di trattamento ed estendere l’assistenza nelle aree colpite. Quello che vedo qui è una collaborazione tra persone, pur affrontando una grande incertezza circa la portata e l’estensione di questa epidemia”. 

    —

    salute

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Modi a Roma, cinque italiane incantano con le danze classiche indiane: lo spettacolo ‘Trigalbandi’

    Modi a Roma, cinque italiane incantano con le danze classiche indiane: lo spettacolo ‘Trigalbandi’

    (Adnkronos) – In occasione della visita a Roma del premier indiano Narendra Modi, l’accoglienza della comunità indiana in Italia si è trasformata anche in un momento di celebrazione culturale. All’arrivo del leader indiano nella Capitale, cinque danzatrici italiane accomunate dalla passione per la danza classica indiana hanno presentato ‘Trigalbandi’, spettacolo che unisce Bharatanatyam, Kuchipudi e Kathak, tre tra gli stili più rappresentativi della tradizione coreutica dell’India. 

    Protagoniste dell’esibizione sono state Svamini Atmananda Giri, Martina Meenakshi Argada, Lucrezia Maniscotti, Valeria Vespaziani e Rosella Fanelli.  

     

    L’iniziativa si inserisce nel clima di rafforzamento delle relazioni culturali tra Italia e India, al centro anche dell’incontro romano tra Modi e la premier Giorgia Meloni, culminato con la visita serale al Colosseo e una serie di appuntamenti istituzionali dedicati alla cooperazione bilaterale. 

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)