Categoria: Ultim’ora

  • Nato, oggi il summit di Ankara: Alleanza sempre più europea

    Nato, oggi il summit di Ankara: Alleanza sempre più europea

    (Adnkronos) –
    La Nato com’è stata finora non è più “sostenibile”, perché non si può chiedere a “un Paese con 350 milioni di abitanti che vivono a otto ore di volo da qui”, gli Usa, “di difenderci dai russi, con 600 milioni di persone che vivono in questa parte del territorio Nato”. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte ha delineato così, ad Ankara, l’essenza del ‘burden sharing’ ora evoluto in ‘burden shifting’, il riequilibrio degli oneri che comporta la difesa dell’Europa e che gli Usa non hanno più intenzione di sostenere, perché concentrati sul Pacifico.  

     

    Serve un riequilibrio, ha sottolineato l’ex premier olandese, con un ruolo maggiore dell’Europa, mentre gli Usa, pur continuando a offrire l’ombrello nucleare, delegheranno sempre più la difesa convenzionale agli europei. Rutte ha evidenziato che molti Paesi europei, come la Germania, hanno aumentato in modo consistente la spesa nella difesa. 

    Ha anche evidenziato, poche ore dopo il nuovo attacco via social alla premier Giorgia Meloni da parte del presidente Usa, che se Paesi come Spagna e Italia hanno portato la spesa nella difesa al 2% del Pil è anche merito di Donald Trump. “Penso che gli Stati Uniti stiano incoraggiando fortemente, ed è un eufemismo, gli alleati – ha detto il segretario generale – a raggiungere il 5%” del Pil per le spese in difesa e sicurezza, “per garantire che la produzione dell’industria della difesa aumenti, e questo non può che essere positivo”. 

    Venendo alle “misure specifiche – ha aggiunto Rutte – spetta a ciascun alleato decidere come sviluppare le proprie relazioni bilaterali con gli altri alleati. Ma in generale, è di grande aiuto che il presidente americano si stia impegnando in questo senso”. Certo, “è stato grazie alla Russia, è stato grazie all’Ucraina” che la spesa degli europei nella difesa è salita. Ma, ha proseguito, “se guardiamo all’anno scorso, Paesi come Spagna, Italia, Belgio e Canada, ovvero economie grandi, hanno tutti raggiunto il 2%. Certo, è stato grazie alla Russia e all’Ucraina. Ma forse c’è stato anche, in piccola parte, il fattore Trump. E lo lodo per questo”. 

    Perché, ha aggiunto, “è il primo dai tempi di Eisenhower che sta mantenendo questa promessa. E si sta assicurando, laddove gli Stati Uniti sono sempre stati impegnati nella Nato”, che si realizzi “l’aspettativa che gli Stati Uniti avevano fin dai tempi di Dwight Eisenhower”, quella di portare gli alleati europei a spendere quanto gli americani nella difesa. E, pur senza nominare esplicitamente l’Italia, ha aggiunto che, se uno o due Paesi non sono ancora convinti della necessità di aumentare le spese militari, la Nato dispone dei mezzi per convincerli. 

    Insomma, per quei Paesi, come l’Italia e la Spagna, le cui opinioni pubbliche continuano ad essere tenacemente contrarie al riarmo dell’Europa (in Italia lo è anche buona parte dell’opposizione), ad Ankara “il clima non è dei migliori”, come ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto prima di partire alla volta della capitale turca.  

     

    Il summit vero e proprio sarà piuttosto breve, limitato ad una cena dei leader questa sera e a una riunione del Consiglio del Nord Atlantico domani nell’enorme palazzo voluto dal presidente Recep Tayyip Erdogan nel distretto di Beştepe, che dispone di almeno 1.150 stanze, monumento alla grandeur neo-ottomana di una potenza, la Turchia, che l’Ue tiene fuori dalla porta da decenni, con un processo di adesione messo nel congelatore.  

    Ma all’Europa, piaccia o non piaccia, la Turchia serve, come dimostra questo vertice Nato, al quale Trump, se non fosse stato per Erdogan, probabilmente neanche sarebbe venuto. E infatti il segretario generale Mark Rutte, che è olandese, ha lodato più volte l’organizzazione turca, che ha disseminato di poliziotti le strade della sua enorme capitale, che conta ben 5,6 milioni di abitanti, nel bel mezzo dell’altopiano anatolico. L’ex primo ministro ha anche surfato, con la sua consumata abilità dialettica, sulla domanda di un giornalista suo compatriota, che lo interrogava sull’opportunità di tenere un vertice Nato in un Paese in cui il principale oppositore del presidente in carica è stato rinchiuso in galera.  

     

    La strategia di Rutte, che è un politico pragmatico, è chiara: da un lato esaltare i progressi fatti dagli alleati europei e canadesi, che in un solo anno dal vertice dell’Aja a suo dire hanno portato la spesa nella difesa al “4%” del Pil, al fine di placare le ire di Trump. Lo scorso anno, ha aggiunto Rutte, “gli alleati europei e il Canada hanno speso quasi il 20% in più per la difesa di base rispetto all’anno precedente. Considerando il 2025 e il 2026 insieme, si tratta di 258 miliardi di dollari di investimenti aggiuntivi. E la tendenza continua”, ha rimarcato.  

    Dall’altro lato, il segretario generale ha rimarcato, pubblicando anche un op-ed sull’Economist scritto a quattro mani con Ursula von der Leyen, la necessità che l’industria della difesa europea produca di più, più rapidamente e sforni quegli asset di cui l’Europa non dispone, e che assicurano la superiorità militare degli Usa. Si tratta dei cosiddetti strategic enablers, tutti quegli armamenti che consentono di proiettare la propria forza militare anche a migliaia di chilometri dal proprio territorio, come ad esempio i tanker, o aerocisterne, velivoli che assicurano il rifornimento in volo agli aerei da guerra.  

    E infatti il vertice viene preceduto da un summit dedicato proprio all’industria della difesa europea, attardata a produrre armamenti sofisticati e costosissimi, che richiedono anni e anni e una montagna di quattrini, quando la guerra in Ucraina ha dimostrato che un drone da poche decine di migliaia di euro può annientare un carro armato che costa decine di milioni di euro. Se ne stanno accorgendo anche gli azionisti, che hanno iniziato a penalizzare alcuni titoli: si veda il recente rinvio dell’Ipo della franco-tedesca Knds, produttrice dei carri armati Leopard, che avrebbe dovuto sbarcare sui listini di Parigi e Francoforte, ma ha fatto marcia indietro, aspettando tempi migliori. 

     

    Ultimo punto, l’Ucraina. Oggi sarà presente ad Ankara il presidente Volodymyr Zelensky, e Rutte è stato chiaro: gli ucraini hanno migliorato la situazione sul campo rispetto a tre o quattro mesi fa, uccidendo sempre più soldati russi. “State avendo successo – ha sottolineato rivolto ad un giornalista ucraino – state colpendo l’economia russa. State colpendo in profondità la Russia, per quanto riguarda le infrastrutture energetiche e la cruciale capacità industriale della difesa russa”. Il segretario generale ha ribadito che la Nato continuerà a sostenere Kiev, con l’obiettivo di costringere i russi a sedersi al tavolo a negoziare. Gli armamenti arriveranno anche dagli Usa, con il programma Purl. Ma a pagare, per una guerra che riguarda gli interessi strategici dell’Europa, saranno, anche in questo caso, gli europei. (di Tommaso Gallavotti) 

     

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  • Balogun fantasma, Usa eliminati: l’invasione di Trump è un autogol

    Balogun fantasma, Usa eliminati: l’invasione di Trump è un autogol

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    Stati Uniti battuti dal Belgio 4-1 e eliminati, con Folarin Balogun in campo negli ottavi di finale senza quasi lasciare traccia. Donald Trump, con una plateale invasione di campo, ha contattato il presidente della Fifa Gianni Infantino per far cancellare la squalifica dell’attaccante, espulso nei sedicesimi di finale contro la Bosnia e riabilitato con una decisione senza precedenti. Balogun, l’uomo più atteso a Seattle, gioca titolare ma fa flop: due tiri, uno solo nello specchio della porta, una decina di tocchi, tanti scatti a vuoto. Una presenza quasi impalpabile per 82 minuti prima dell’unica, vera chance. Una prestazione non sufficiente e non all’altezza del clamore per il ‘caso squalifica’ destinato a segnare i Mondiali 2026. 

    Pronti, via e invece di Balogun si vede De Ketelaere. Il Belgio colpisce subito al 9′ con il giocatore dell’Atalanta, che deposita in rete il tiro-cross di Raskin. Per vedere in azione Balogun, bisogna aspettare il 23′. McKennie cerca l’attaccante in profondità sulla destra: Balogun tocca il pallone una, due, tre volte prima di scaricarlo indietro per un’azione che viene poi vanificata dal fuorigioco di Dest. 

    Balogun si rende utile al 30′, quando si procura la punizione da 18 metri che vale l’1-1. L’attaccante va giù nel contatto con De Cuyper, che viene ammonito per il fallo discutibile. Una deviazione della barriera rende imparabile la conclusione di Tillman: 1-1. Non c’è nemmeno il tempo di esultare, il Belgio torna subito in vantaggio al 32′. Trossard lavora il pallone sulla sinistra, cross morbido e De Ketelaere decolla: colpo di testa e 2-1. 

    Gli Usa incassano il colpo e faticano a ripartire. Balogun si fa vedere nuovamente al 40′ per addomesticare un lancio lunghissimo: l’attaccante, ora decisamente più in partita, tiene il pallone in campo, è il massimo che può fare. Al 44′ il giocatore del Monaco non capisce il velo di McKennie, bravo a lasciare sfilare un pallone al limite dell’area: la potenziale chance a stelle e strisce evapora. Al 45′, la migliore occasione. Torre di Freeman, palla a Balogun che da 4 metri, pressato da Ngoy, conclude altissimo e non inquadra la porta. Nel recupero, il centravanti accelera sull’imbucata di Dest: il Belgio si salva in corner, finisce il primo tempo. 

    Gli Stati Uniti prendono in mano il match in avvio di ripresa. La pressione dei padroni di casa è costante, ma Balogun non viene coinvolto nella manovra fino al 55′: lo scatto per tenere in campo il lancio di Reyna è inutile. Il Belgio vola sul 3-1 al 57′, quando Vanaken sfrutta l’uscita disastrosa di Friese: il portiere americano regala palla agli avversari che ringraziano e piazzano il colpo del ko. Gli Stati Uniti perdono Pulisic per infortunio e si disuniscono. Balogun esce dalla partita e non tocca il pallone fino a 67′, quando deve arretrare nella propria metà campo per una sponda d’ordinanza. L’attaccante si sbraccia, chiede palla, la riceve al 72′ in profondità: tocco sbagliato. Subito dopo, accelerazione a destra: il Belgio chiude. La chance migliore capita all’82’, con la fiammta a sinistra: conclusione potente ma centrale, Courtois rimedia. Prima del fischio finale, c’è spazio per un paio di tocchi ‘supplementari’ prima della sostituzione al 92′. Il Mondiale delle polemiche finisce qui. 

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  • “Credo nella numerologia, il 6 ci aiuterà”, ma Martinez perde e si dimette da ct Portogallo

    “Credo nella numerologia, il 6 ci aiuterà”, ma Martinez perde e si dimette da ct Portogallo

    (Adnkronos) – La numerologia non basta per vincere i Mondiali. Il Portogallo è stato battuto dalla Spagna agli ottavi della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Canada e Messico, nonostante il suo ormai ex commissario tecnico Roberto Martinez avesse pronosticato una Coppa del Mondo da protagonista. Il motivo? La numerologia, una disciplina esoterica che attribuisce ai numeri un valore simbolico e mistico, e a cui Martinez crede. 

    “Credo fermamente nella numerologia e nel numero 6 come portafortuna”, aveva detto l’ex ct del Portogallo in un’intervista televisiva prima dell’inizio del torneo, “nel 2016 abbiamo vinto gli Europei. Il 1966 è stato il nostro miglior risultato ai Mondiali e nel 2006 abbiamo raggiunto le semifinali…”. Risultati insomma che, con il 6 come comune denominatore, facevano ben sperare. La realtà però è stata ben diversa. 

    Il Portogallo è stato eliminato dalla Spagna il 6 luglio e Martinez, lo stesso giorno, si è dimesso. A decidere il match è stato un gol di Mikel Merino segnato in pieno recupero. Numero di maglia? Proprio il 6. 

     

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  • Caso Balogun, Trump e i sospetti sull’arbitro Claus: la replica di Collina

    Caso Balogun, Trump e i sospetti sull’arbitro Claus: la replica di Collina

    (Adnkronos) –
    Pierluigi Collina contro Donald Trump. L’ex fischetto italiano e presidente della Commissione Arbitri della Fifa ha risposto al presidente degli Stati Uniti dopo i ‘sospetti’ sollevati dalla Casa Bianca su Raphael Claus, direttore di gara brasiliano che aveva espulso Folarin Balogun in Stati Uniti-Bosnia prima della sospensione concessa all’attaccante americano, che gli ha permesso di giocare gli ottavi contro il Belgio. 

    Trump, direttamente dallo Studio Ovale, aveva detto: “L’espulsione è stata ingiusta, era un contatto tra due giocatori che correvano. Oltretutto, non potevano nemmeno usare la moviola per valutare il fallo. A velocità normale si vede una cosa, se si isola un fotogramma se ne vede un’altra. L’arbitro, poi, è un po’ sospetto… Non voglio alimentare polemiche ma è sospetto”. 

    Il riferimento di Trump, secondo quanto ricostruito dal New York Times, sarebbe stato con presunte accuse di calcioscommesse mosse verso Claus. Le sue parole hanno quindi provocato la reazione di Collina: “Raphael Claus sta arbitrando alla sua seconda Coppa del Mondo, dopo essere stato con noi in Qatar nel 2022”, ha replicato il numero 1 degli arbitri Fifa, “è un direttore di gara esperto e altamente rispettato e nutriamo piena fiducia in lui come ufficiale di gara affidabile”. 

    Un pensiero ribadito dalla stessa Commissione degli Arbitri guidata da Collina: “La Fifa riconosce Raphael Claus come uno dei principali arbitri professionisti al mondo e membro apprezzato del Team One alla Coppa del Mondo. Nel corso della sua carriera, ha dimostrato costantemente i più alti standard di professionalità e integrità”. 

     

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  • Stati Uniti-Belgio, che show ai Mondiali: due gol in due minuti, poi super papera

    Stati Uniti-Belgio, che show ai Mondiali: due gol in due minuti, poi super papera

    (Adnkronos) –
    Follia e show in Stati Uniti-Belgio. La Nazionale americana ha sfidato i Diavoli Rossi negli ottavi di finale dei Mondiali 2026, in una partita spettacolare e caratterizzata dalle polemiche delle ore precedenti per il caso Balogun. In campo però il gioco non ne ha risentito, con le due squadre che si sono affrontate a viso aperto, tanto che il primo tempo ha fatto segnare tre gol, di cui due in soli due minuti. A inizio ripresa invece la super papera di Freese che ha portato al tris belga. 

    Dopo il vantaggio iniziale firmato da Charles De Ketelaere, la reazione degli Stati Uniti arriva al 31′: Tillman calcia su punizione e sorprende Courtois, firmando il pareggio americano grazie alla provvidenziale deviazione di Vanaken. Il centrocampista festeggia così la sua seconda rete su punizione consecutiva dopo quella alla Bosnia, ma la gioia dura poco. 

    Passano soltanto due minuti e il Belgio passa ancora una volta in vantaggio. Le Furie Rosse trovano infatti una reazione immediata, con Trossard che mette un bel cross al centro ancora per De Ketelaere. L’attaccante dell’Atalanta colpisce di testa e firma così la sua doppietta al 33′. 

    Il tris belga arriva invece a inizio ripresa su una super papera di Freese. Il portiere americano esce dalla propria area e controlla un pallone, alza la testa ma aspetta troppo per giocarlo e lo perde, spalancando la porta a Vanaken, che calcia da fuori e pesca l’angolino. 

     

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  • “Mbappé scimmia”, senatrice del Paraguy insulta la stella: razzismo dopo i Mondiali

    “Mbappé scimmia”, senatrice del Paraguy insulta la stella: razzismo dopo i Mondiali

    (Adnkronos) –
    Razzismo ai Mondiali 2026. Kylian Mbappé ha denunciato le parole di Celeste Amarilla, senatrice paraguaiana, che gli ha rivolto insulti razzisti al termine di Francia-Paraguay, partita valida per gli ottavi di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada e vinta dai transalpini 1-0 grazie al rigore trasformato proprio da Mbappé. 

    Sul proprio profilo X, la senatrice aveva condiviso un post sulle scintille tra l’attaccante del Real Madrid e il portiere paraguayano Gill. Mbappé, provocato dagli avversari per tutto il match, al fischio finale ha esultato nei pressi di Gill, non ha stretto la mano all’avversario e ha rimediato una pallonata sulla schiena. “Brutto, non ha nemmeno imparato a scrivere, invece del latte materno succhiava noci di cocco e la cosa più istruita che ha sentito sono stati gli scimpanzé. Gli avresti dovuto mostrare il dito medio, Orlando Gill, io lo faccio in senato e non succede niente!!!”, il messaggio di Amarilla. 

    “Camerunese colonizzato, che fa finta di essere francese, rancoroso, un arricchito prepotente e brutto. Morto di paura per tutta la partita, come tutta la sua squadra, non sono riusciti a segnare nemmeno un gol, hanno vinto per un pelo… L’unica cosa che molti di noi rimproveriamo alla Nazionale del Paraguay è non avergli dato uno schiaffo a mano aperta alla fine della partita”. 

     

    La replica di Mbappé, da sempre in prima linea per combattere il razzismo, non si è fatta attendere: “Signora Celeste Amarilla, lei è una donna spregevole e indegna della sua funzione”, ha scritto l’attaccante francese sul proprio profilo X, “lei non rappresenta il Paraguay, quel paese che ha trasudato passione e onore per tutto il corso della competizione”. 

    “Per la sua incoscienza e il suo razzismo sfacciato, il mondo intero ha già dimenticato il percorso e lo sforzo storico compiuti dai suoi giocatori durante questa Coppa del Mondo, lasciando spazio a una signora incompetente che dà la peggiore immagine possibile del suo paese”, ha concluso Mbappé, “non lascerò mai a persone come lei la libertà di diffondere la loro odio e il loro razzismo in tutto il mondo”. 

     

    A schierarsi con Mbappé anche Emmanuel Macron, presidente della Repubblica francese: “Un gol in più per Kylian Mbappé. Contro il razzismo stavolta. Tutto il mio sostegno. Quando le parole sporcano, i nostri valori rispondono: dignità, rispetto, fraternità”, ha scritto in un post pubblicato su X. 

     

    A difesa di Mbappé è arrivato tempestivamente anche il comunicato ufficiale della Federazione francese: “Le dichiarazioni razziste della senatrice paraguaiana Celeste Amarilla nei confronti di Kylian Mbappé sono totalmente abominevoli e inaccettabili. Come si può tenere un discorso del genere? Queste dichiarazioni sono delittuose e condannabili. Devono essere perseguite qui come altrove. La FFF procede a una segnalazione alla procura ai fini di un’azione giudiziaria”, ha scritto la Francia in una nota. 

    “La Federazione esprime il suo pieno sostegno al suo capitano, ai suoi giocatori e, più in generale, a tutte le vittime di tali discorsi odiosi. Più che mai, la FFF intende combattere il razzismo e ogni forma di discriminazione. Queste dichiarazioni disonorano chi le pronuncia e chi le diffonde. I giocatori della Nazionale francese rappresentano la Francia, è il nostro paese a essere insultato”. 

     

    Il Paraguay, dal canto suo, ha preso le distanze della propria senatrice con un comunicato pubblicato sui canali ufficiali del ministero degli Esteri: “Il Governo del Paraguay deplora e rigetta le espressioni pronunciate dalla senatrice Amarilla contro Mbappé, che sono contrarie ai valori e ai principi che ispirano la convivenza pacifica, il rispetto e la dignità umana che il nostro Paese promuove”. 

     

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  • Portogallo, Ronaldo ricorda: “Prima di me non aveva vinto niente. L’Europeo come i Mondiali…”

    Portogallo, Ronaldo ricorda: “Prima di me non aveva vinto niente. L’Europeo come i Mondiali…”

    (Adnkronos) –
    Cristiano Ronaldo alza la testa dopo l’eliminazione ai Mondiali 2026. Il fuoriclasse del Portogallo ha dovuto lasciare la rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada dopo la sconfitta per 1-0 rimediata contro la Spagna agli ottavi di finale, alla sua ultima apparizione in una Coppa del Mondo. 

    Le lacrime di CR7 al fischio finale però, nascondono anche l’orgoglio per quanto fatto con la sua Nazionale: “Ho vinto tre titoli con il Portogallo, prima di Cristiano Ronaldo il Portogallo non aveva mai vinto un titolo”, ha ricordato Ronaldo nell’intervista post partita, ricordando l’Europeo del 2016 e le due Nations League del 2019 e 2025. 

    “Sono contento di quanto ho fatto. Il miglior titolo vinto dal Portogallo è stato l’Europeo del 2016, che per me è nella stessa dimensione dei Mondiali”, ha spiegato Ronaldo, “per questo sono tranquillo con la mia coscienza, sapendo che ho dato tutto per il Portogallo. Domani sarà un nuovo giorno e andremo avanti”. 

     

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  • Stati Uniti, Balogun gioca titolare. Belgio pronto al ricorso?

    Stati Uniti, Balogun gioca titolare. Belgio pronto al ricorso?

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    Folarin Balogun giocherà Stati Uniti-Belgio. Oggi l’attaccante americano, al centro delle polemiche dopo la decisione della Fifa di sospendere il cartellino rosso comminatogli ai sedicesimi contro la Bosnia, partirà dal primo minuto nel match contro le Furie Rosse, in programma a Seattle e valido per un posto nei quarti di finale dei Mondiali 2026. Il Belgio, come già anticipato nelle scorse ore, è pronto quindi a fare ricorso, con il caso Balogun, nato da una chiamata (e richiesta) di Donald Trump a Gianni Infantino, che è ancora lontano dalla parola fine. 

     

    Il Belgio, nelle ore precedenti al match, aveva già contattato la Fifa per valutare eventuali contromosse legali e ora potrebbe passare all’azione. La Federazione infatti ha informato la Federcalcio americano che, se Balogun fosse stato presente nella distinta della partita, quindi non necessariamente titolare ma anche in panchina, avrebbe provveduto a presentare un ricorso o a valutare ogni azione legale necessaria nell’immediato post partita. 

    Le intenzioni del Belgio erano chiare fin da subito: “Dopo aver appreso dai media della decisione della Fifa di revocare la squalifica automatica del giocatore Balogun, la RBFA ha inviato una lettera alla Fifa richiedendo una copia della decisione, una spiegazione della procedura seguita e illustrando la propria posizione in merito ai regolamenti applicabili. Come unica risposta, la Fifa ha inviato una lettera alla RBFA affermando di considerare tale corrispondenza come un ricorso, di aver nominato un giudice e che la RBFA aveva solo poche ore per completare il ricorso. La Fifa non ha fornito alcuna informazione”, ha scritto la Federazione belga in un comunicato ufficiale. 

    “Affinché un ricorso sia ammissibile, il regolamento stesso della FIFA stabilisce che la motivazione della decisione deve essere stata preventivamente comunicata al ricorrente. Mentre la RBFA si limitava a chiedere spiegazioni legittime, la FIFA stessa ha creato un ricorso, garantendone immediatamente l’inammissibilità”, ha spiegato la Federazione belga. 

    “Tutto ciò è avvenuto mentre la FIFA si rifiutava contemporaneamente di rispondere alle legittime richieste della RBFA. Inoltre, durante la riunione di coordinamento della partita, la Fifa ha deliberatamente omesso dalla presentazione la sezione relativa alla sospensione automatica dei giocatori. Tale argomento era stato tuttavia incluso in tutte le riunioni precedenti a ciascuna delle quattro partite precedenti. La RBFA ha chiesto chiarimenti alla Fifa , sia verbalmente che per iscritto, in merito alle ragioni di tale modifica, ma ancora una volta non ha ricevuto risposta”. 

    “Per essere chiari, al momento la RBFA non ha ancora ricevuto alcuna decisione o spiegazione dalla Fifa in merito a questa questione. Pertanto, non ha altra alternativa che contestare l’idoneità del giocatore a disputare la prossima partita”, ha concluso la Federazione, “a prescindere dall’esito sportivo di questa partita, la RBFA è profondamente preoccupata per lo svolgimento degli eventi e continuerà a battersi nelle prossime ore, giorni e mesi in difesa dei principi fondamentali di etica, di concorrenza leale e degli interessi del calcio nel suo complesso”. 

     

    La spiegazione della Fifa, tanto invocata dal Belgio, è arrivata a poche ore dal fischio d’inizio. A firmare il comunicato ufficiale è stato il presidente del Comitato Disciplinare del massimo organo di governo del calcio mondiale: “Il 1° luglio 2026, durante la partita della Coppa del Mondo FIFA 2026 tra Stati Uniti e Bosnia ed Erzegovina, il giocatore statunitense Folarin Balogun è stato espulso con un cartellino rosso al 64° minuto per gioco scorretto grave, a seguito di una revisione del VAR. Dopo la partita, è rientrato in campo per festeggiare con i compagni di squadra nonostante l’espulsione”. 

    “Il 2 luglio 2026, la FIFA ha avviato un procedimento disciplinare contro Balogun per possibili violazioni dell’articolo 66 del Codice disciplinare FIFA (espulsione e squalifica per partita relative al cartellino rosso) e dell’articolo 14 del Codice disciplinare FIFA (condotta scorretta dei giocatori relativa all’esultanza)”, ha spiegato il Comitato in una nota ufficiale, ricostruendo cronologicamente gli eventi che hanno portato alla sospensione del rosso a Balogun. 

    “Il 5 luglio 2026, il Comitato Disciplinare della FIFA ha ritenuto Balogun colpevole di entrambe le infrazioni, gli ha inflitto una squalifica di una partita (sospesa con la condizionale per un anno) e una multa di 40.000 dollari, e ha notificato la decisione alle parti”, ha spiegato la Fifa, “per quanto riguarda la sanzione sportiva, il Comitato Disciplinare della FIFA ha inflitto una squalifica di una partita. La decisione specificava che tale squalifica includeva la squalifica automatica che altrimenti sarebbe stata scontata nella prossima partita dei Mondiali FIFA tra Stati Uniti e Belgio, in programma il 6 luglio 2026. In pratica, in assenza di ulteriori provvedimenti da parte del Comitato Disciplinare della FIFA, Balogun non avrebbe potuto partecipare a quella partita”. 

    “Tuttavia, il Comitato Disciplinare della FIFA ha applicato l’articolo 27 del Codice Disciplinare della FIFA, in base al quale ha la facoltà di sospendere l’attuazione di qualsiasi provvedimento disciplinare, e ha disposto la sospensione dell’esecuzione della squalifica di una partita per un periodo di prova di un anno. Di conseguenza, Balogun non è tenuto a scontare immediatamente la squalifica. La sanzione rimane invece sospesa durante il periodo di prova e verrà attivata solo qualora commetta un’altra infrazione di natura e gravità analoghe durante tale periodo di un anno. Qualora si verificasse una successiva infrazione di questo tipo, la squalifica sospesa di una partita verrebbe applicata in aggiunta a qualsiasi nuova sanzione imposta per la successiva condotta scorretta”. 

    “In primo luogo, il Comitato Disciplinare della FIFA (come qualsiasi altro organo giudiziario della FIFA) è indipendente, come previsto dallo Statuto FIFA e dal Codice Disciplinare FIFA. I presidenti, i vicepresidenti e gli altri membri degli organi giudiziari della FIFA soddisfano i criteri di indipendenza definiti nel Regolamento di Governance della FIFA per garantire la loro imparzialità”, si legge nella nota, che ha voluto così ‘scagionare’ Gianni Infantino dalle accuse. 

    “In secondo luogo, il Comitato Disciplinare della FIFA non ha annullato l’espulsione in campo del signor Balogun da parte dell’arbitro, bensì ha confermato la squalifica di una partita inflitta al signor Balogun a seguito del cartellino rosso ricevuto il 1° luglio 2026. Il Comitato Disciplinare della FIFA ha deciso unicamente in merito alle ulteriori sanzioni disciplinari da imporre a seguito del cartellino rosso”. 

    “In conformità con l’articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA, il Comitato Disciplinare FIFA ha deciso di sospendere per un periodo di prova di un (1) anno l’attuazione della sospensione automatica dalla partita imposta ai sensi dell’articolo 66.4 del Codice Disciplinare FIFA e dell’articolo 10.5 del Regolamento della Coppa del Mondo FIFA 26™. Tale sospensione dell’attuazione è stata decisa tenendo conto di tutte le circostanze specifiche relative all’incidente e delle prove disponibili”, ha spiegato ancora la Fifa, “Ai sensi dell’articolo 27 del Regolamento FIFA, il Comitato Disciplinare FIFA ha la facoltà di sospendere l’attuazione di qualsiasi misura disciplinare, purché non sia correlata alla manipolazione delle partite, che ovviamente non si è verificata in questo caso. Va aggiunto che l’applicazione dell’art. 27 del Regolamento FIFA non è senza precedenti, in quanto decisioni analoghe sono state già adottate durante le qualificazioni alla Coppa del Mondo FIFA 2026”. 

    “Non vi sono disposizioni nel Codice Disciplinare FIFA e nel Regolamento della Coppa del Mondo FIFA 26™ che impediscano al Comitato Disciplinare FIFA di esercitare la propria discrezionalità ai sensi dell’articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA. L’esercizio di tale discrezionalità è pienamente conforme ai principi guida generali per la determinazione della sanzione disciplinare applicabile ai sensi dell’articolo 25 del Codice Disciplinare FIFA”, ha concluso la Fifa, che poi non ha risparmiato una frecciata alla Uefa, “esaminare le conseguenze legali dei cartellini rossi nel calcio non è una novità nel calcio moderno. Ad esempio, nella maggior parte dei campionati di massima serie delle federazioni affiliate alla UEFA, l’annullamento dei cartellini rossi è una misura disciplinare comune, eppure ciò non ha mai sollevato preoccupazioni in merito al superamento di alcuna ‘linea rossa’. E, ripeto, va sottolineato che nella decisione in esame, il cartellino rosso non è stato annullato. Sospendere gli effetti di un cartellino rosso sulla base di una disposizione esplicita del regolamento applicabile è una misura molto più equilibrata”. 

     

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  • Stati Uniti-Belgio 1-4, De Ketelaere e Lukaku trascinano Rudi Garcia ai quarti

    Stati Uniti-Belgio 1-4, De Ketelaere e Lukaku trascinano Rudi Garcia ai quarti

    (Adnkronos) – Il Belgio elimina gli Stati Uniti e vola ai quarti di finale dei Mondiali 2026. I Diavoli Rossi hanno battuto a Seattle la Nazionale di casa imponendosi per 4-1 al termine di una partita caratterizzata dalle polemiche per il caso Balogun, regolarmente in campo e schierato dal primo minuto dal ct Pochettino. A decidere la partita la doppietta di De Ketelaere, a segno al 9′ e al 33′, e i gol di Tillman al 31′, di Vanaken al 57′ e di Lukaku al 90’+3. Ai quarti il Belgio sfiderà la Spagna, che ha eliminato il Portogallo. 

     

    La vincente della sfida troverà la Spagna, che ha eliminato il Portogallo di Cristiano Ronaldo. 

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  • Tennis, Cerundolo vince il Queen’s. Tiafoe trionfa ad Halle e vola a Wimbledon da top 20

    Tennis, Cerundolo vince il Queen’s. Tiafoe trionfa ad Halle e vola a Wimbledon da top 20

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    Francisco Cerundolo ha conquistato il quinto titolo della sua carriera: oggi, domenica 21 giugno, il tennista argentino ha trionfato al Queen’s, andando a impreziosire così la sua bacheca dopo i quattro titoli 250 vinti in passato. Nella finale dell’Atp 500 inglese contro Tommy Paul, Cerundolo ha avuto la meglio in rimonta con il punteggio di 6-7, 6-4, 6-3, al termine di un match molto combattuto.  

    Giornata che regala sorrisi anche a Frances Tiafoe, campione nell’Atp 500 di Halle, in Germania. Dieci anni dopo l’unica vittoria della sua carriera contro il connazionale Taylor Fritz, l’americano si è imposto nella finale del torneo tedesco contro il numero 7 del ranking Atp con un doppio 6-4 in poco più di un’ora di gioco. Per l’americano si tratta del secondo trofeo in carriera sull’erba e del quarto complessivo nel circuito Atp, che arriva tre anni dopo la vittoria a Stoccarda. Con questo successo, Tiafoe si presenterà da top 20 a Wimbledon.  

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