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  • Sostenibilità, Ponti (Confindustria): “Italia leader della circolarità, ora serve una politica industriale”

    Sostenibilità, Ponti (Confindustria): “Italia leader della circolarità, ora serve una politica industriale”

    (Adnkronos) – “L’Italia ha già compiuto passi da gigante nell’economia circolare e oggi si conferma tra i Paesi europei più avanzati sul fronte della circolarità industriale. Le imprese hanno investito molto in questa direzione e numerosi indicatori mostrano performance superiori alla media Ue. Ora però bisogna passare da una dimensione prevalentemente tecnica a una vera politica industriale sostenibile, con una visione strategica che consenta al Paese di mantenere la propria leadership”. Così Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria, durante l’ottava edizione della Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare che si è tenuta a Roma; un momento di confronto sulle politiche nazionali ed europee, nell’anno in cui si attende il varo del Circular Economy Act da parte dell’Unione Europea. 

    Secondo Ponti, il primo nodo da affrontare riguarda il quadro normativo: “Serve una regolazione chiara, stabile e soprattutto una capacità concreta di attuazione. In Italia questo resta un tema decisivo e auspichiamo che la politica adotti strategie realmente funzionali allo sviluppo dell’economia circolare”. La vicepresidente di Confindustria ha poi sottolineato la necessità di rafforzare la domanda di prodotti e servizi sostenibili: “Il settore pubblico può diventare un potente volano di mercato. Negli appalti pubblici andrebbero premiate le imprese che investono in circolarità e servirebbero incentivi fiscali capaci di sostenere questa trasformazione”. 

    Ponti ha inoltre evidenziato come innovazione e sperimentazione rappresentino elementi centrali per la competitività industriale: “L’economia circolare è una frontiera industriale avanzata e ha bisogno di condizioni che consentano di sperimentare, innovare e anche sbagliare rapidamente. Questo non è compatibile con tempi burocratici troppo lunghi o con vincoli pensati per impianti già a regime”. Da qui l’appello a costruire un ecosistema favorevole agli investimenti: “Quello che serve è una visione chiara di dove vogliamo andare e una capacità altrettanto chiara di realizzarla”. 

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  • Sostenibilità, Ronchi (Fond. sviluppo sostenibile): “Economia circolare strategica per sicurezza e competitività”

    Sostenibilità, Ronchi (Fond. sviluppo sostenibile): “Economia circolare strategica per sicurezza e competitività”

    (Adnkronos) – “L’economia circolare non è più soltanto una questione ambientale, ma un fattore strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti e per la competitività industriale europea”. Ha dichiarato Edo Ronchi, presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile, intervenuto alla Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare 2026 a Roma presso la Biblioteca nazionale centrale; un momento di confronto sulle politiche nazionali ed europee, nell’anno in cui si attende il varo del Circular Economy Act da parte dell’Unione Europea. 

    Ronchi ha evidenziato come il contesto globale sia profondamente cambiato: “Guerre, dazi e restrizioni commerciali stanno aumentando le difficoltà di accesso alle materie prime critiche. L’Ocse ha rilevato che tra il 2009 e il 2024 le restrizioni alle esportazioni di materie prime sono aumentate di cinque volte, tra dazi, limiti quantitativi e divieti di esportazione”. Secondo Ronchi, oltre alla dipendenza energetica da petrolio e gas, “oggi abbiamo un problema crescente di sicurezza degli approvvigionamenti di materiali strategici: l’Europa ne classifica 34 come critici e 17 come essenziali per lo sviluppo industriale”. 

    Per il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, aumentare la circolarità significa ridurre questa vulnerabilità: “La maggiore circolarità ha oggi una funzione geopolitica oltre che ambientale. Serve a diminuire la dipendenza da alcune aree del mondo e a rafforzare la resilienza economica e industriale europea”. Ronchi ha ricordato anche il ruolo della Banca Europea per gli Investimenti, che ha recentemente stimato il fabbisogno di investimenti necessari per accelerare la transizione circolare. 

    Nel suo intervento Ronchi ha illustrato le dieci proposte elaborate dal Circular Economy Network in vista del futuro regolamento europeo: “Occorre rafforzare il mercato delle materie prime riciclate, perché non basta riciclare se poi i materiali recuperati non sostituiscono davvero quelli vergini”. Tra le priorità indicate anche il miglioramento della raccolta dei Raee: “Le apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano una vera miniera di materiali strategici, ma oggi in Italia raccogliamo meno del 30%, lontanissimi dal target europeo del 65%”. Ronchi ha inoltre sottolineato la necessità di favorire fiscalmente le attività circolari, dal riciclo alla riparazione fino allo sharing: “Le attività che aumentano la competitività sostenibile devono essere incentivate anche dal punto di vista fiscale”. Infine, ha richiamato il ruolo centrale dei territori: “La transizione circolare coinvolge l’intera economia e deve vedere protagoniste anche le amministrazioni locali e le regioni”. 

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  • Sinner, show contro Rublev e record: è semifinale agli Internazionali

    Sinner, show contro Rublev e record: è semifinale agli Internazionali

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner vola in semifinale agli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, giovedì 14 maggio, il tennista azzurro ha battuto Andrej Rublev nei quarti del Masters 1000 di Roma, imponendosi in due set con il punteggio di 6-2, 6-4, raggiungendo la 32esima vittoria consecutiva nei Masters e superando Novak Djokovic in questa speciale classifica. Ora il numero 1 del mondo, che arrivava al torneo dopo la finale persa lo scorso anno contro Carlos Alcaraz, aspetta l’avversario che uscirà dal match tra Daniil Medvedev e Martin Landaluce. 

     

    Al Foro ci sono ancora i postumi di una serata storica, dopo un’ebbrezza tanto bella quanto inaspettata. Il trionfo di Luciano Darderi contro il baby fenomeno Rafa Jodar, che qualcuno, nella fretta di trovare nuovi predestinati, già vede come terzo incomodo nel dualismo che sta dominando il tennis, ha regalato per il secondo anno consecutivo la certezza di avere un italiano in semifinale a Roma, che presto potrebbero diventare due. Nell’edizione 2025 era stato Musetti a staccare il pass, prima di arrendersi alla classe superiore di Alcaraz. Oggi però Lorenzo non c’è, fermato dall’ennesimo infortunio di una stagione maledetta, e così gli occhi d’Italia si spostano sul uno dei protagonisti meno attesi. Darderi si prende il titolo di numero 2 azzurro e accende l’entusiasmo aspettando il piatto forte, colui che aduna le masse e colora il tricolore d’arancione. 

    Sinner in campo vuol dire sold out e record. Vuol dire rinnovamento e aria d’alta quota. Significa spingere il tennis italiano oltre sé stesso, come mai era successo prima. Gli exploit degli ultimi anni, i risultati degli altri azzurri, almeno in parte, sono anche merito di chi quell’asticella la alza sempre un po’ di più, che motiva, ispira e accende i riflettori su uno sport che per troppo tempo è stato snobbato nel nostro Paese. E così i bambini iniziano a giocare a tennis, i circoli si riempiono e nascono nuovi talenti. È un’ascesa bellissima, e se l’avessimo detto qualche anno fa, nessuno ci avrebbe creduto. Sinner ha portato il tennis italiano in un’altra dimensione e riscritto le sue regole. Ha creato prevedibilità nella più imprevedibile delle discipline, ne ha cambiato i crismi. Nel più mentale degli sport lui ha riaffermato il potere della semplicità. 

    Dopo la vittoria con Pellegrino, il primo, forse l’unico, a portarlo al limite, almeno dal punto di vista fisico, Sinner ha riaffermato la sua legge. Sta provando cose nuove, certo: si spinge di più a rete, prova, con alterna fortuna, qualche palla corta, cerca quell’imprevedibilità di cui è maestro il suo grande rivale. Ma la sua forza resta la solidità da fondo e una mentalità inscalfibile, che penetra nelle menti degli avversari ancor prima di scendere in campo. E così l’avversario di giornata, quel Rublev che proprio nella mente ha il suo principale nemico, entra nel Centrale con il sorriso di chi sa di doverci provare, ma che in realtà ha già la valigia pronta. Alla vigilia Andrej aveva scherzato, dicendo che più vince e più Sinner si avvicina alla sconfitta. La sua risata nascondeva una verità inevitabile, perché prima o poi Jannik perderà. Ma, per citare Aragorn davanti ai cancelli di Mordor, non è questo il giorno.
     

    Il copione sembra quello di un regista con poca fantasia. Sinner ci mette cinque minuti e un game per conquistare il primo break della sua giornata con un dritto diagonale che si stampa sulla linea, e che resterà a lungo negli incubi di Rublev. Il russo però, e questa è già una notizia, non perde la testa, resta nella partita e al quarto parziale si prende la sua chance. Ma le due palle break a disposizione si scontrano con quella calma, fredda e letale, che viene dai monti del nord. Jannik resiste e continua a giocare sulle righe. A un certo punto Rublev si ferma, guarda davanti a sé, fissa quel punto d’impatto, tanto preciso da non sembrare reale, e allarga le braccia. È una reazione che abbiamo visto spesso, in queste due settimane. Il russo cerca di rimanere dentro agli scambi, tenere il ritmo di Sinner, che aspetta e poi colpisce. Al settimo game si costruisce tre occasioni per il secondo break, ma di pallina ne basta una, e il primo set se ne va così 6-2. 

    Chi pensava di poter assistere a una storia diversa, al ritorno in campo, si sbagliava di grosso. “Sei il dio della racchetta”, urla il Centrale, mentre una fan con il cuore arancione grida: “Sei il più bello”. Sinner, sotto il suo cappelino nero, sorride e si rimette al lavoro. Gli basta un game, come al solito, per piazzare il primo break del set. Rublev prova a restare lì e ad approfittare del caldo sul Centrale. Jannik sembra infatti accusare un po’ di fatica, proprio come era successo con Pellegrino, ma per prepararsi a Parigi ha bisogno anche di questo. Sentire il sudore, la pesantezza delle gambe, e vincere comunque. Il messaggio, a Sinner, arriva forte e chiaro. 

    Nel quinto gioco si conquista l’ennesima palla break dopo aver strappato gli applausi del Centrale con una bellissima corta, ma questa volta Rublev c’è e resiste. Dopotutto lui, che ha lottato con la depressione e con i capricci della mente, non può arrendersi così facilmente. Andrej torna a palla break, la trasforma con un bel dritto e urla. Vagnozzi e Cahill, nel loro angolo, si alzano in piedi. Richiamano Jannik all’attenzione, dopotutto è la prima volta in tutto il torneo che gli rubano la battuta. Qualche contraccolpo sembra esserci, Rublev, per un momento, ci crede. Poi tutto rallenta e torna la normalità. Sinner mantiene calma e mani sul match, chiudendo i giochi 6-4 e regalando all’Italia un altro azzurro, quello più atteso, in semifinale per il secondo anno consecutivo. Sicuramente la profezia di Andrej si avvererà, ci sarà un giorno in cui Jannik perderà. Ma non è questo il giorno. (di Simone Cesarei)
     

     

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    sport

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  • Ai, Luraschi (Ordine Ingegneri Milano): “Va gestita da deontologia ed etica umana”

    Ai, Luraschi (Ordine Ingegneri Milano): “Va gestita da deontologia ed etica umana”

    (Adnkronos) – “L’Intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo, che oggi sta diventando sempre più essenziale nella nostra vita quotidiana, e anche nella progettazione antincendio. Però ha un grossissimo difetto: non ha una coscienza. Quindi è essenziale avere alle spalle un progettista o un ingegnere che abbia la coscienza, l’etica e la deontologia, tre caratteristiche tipiche dell’uomo, non della macchina”. Così Davide Luraschi, vicepresidente del Collegio degli ingegneri e degli architetti e membro della commissione Sicurezza antincendio dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, a margine degli ‘Stati generali delle ingegnerie – Innovazioni per un futuro comune’.  

    Il convegno, organizzato all’Acquario Civico meneghino dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, si propone come un dialogo qualificato e aperto a professionisti, istituzioni e mondo produttivo, per riflettere insieme sulle traiettorie di sviluppo per il futuro e sul ruolo che gli ingegneri possono giocare di fronte alle grandi sfide globali.  

    Tra queste c’è proprio l’Intelligenza artificiale, che per Luraschi “è come un forte vento che deve essere incanalato nelle barche a vela nella maniera più opportuna per trasformare quella che è una potenza non gestibile in una potenza gestibile. Quindi certamente è il futuro”, ha concluso Luraschi, “ma deve essere gestita saggiamente dalla coscienza, dalla deontologia e dall’etica umana”. 

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    economia

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  • Incontro Trump-Xi, a Pechino è pareggio su dazi, Hormuz e chip

    Incontro Trump-Xi, a Pechino è pareggio su dazi, Hormuz e chip

    (Adnkronos) – È una partita a scacchi quella giocata nelle scorse ore dal presidente statunitense Donald Trump con il suo omonimo cinese Xi Jinping. I pezzi sono già disposti: Taiwan, dazi, la riapertura dello Stretto di Hormuz, terre rare e semiconduttori. La partita si è risolta in un pareggio, nonostante il leader della Repubblica Popolare Cinese si fosse presentato al match da una posizione di forza, complice anche un export in crescita. Trump cercava rassicurazioni economiche, più che un ritorno a livello di politica internazionale. La strategia statunitense è cambiata. Il tycoon si è presentato a Pechino con in coda 17 tra i più influenti ceo. Dopo il bastone del Liberation Day, si passa alla carota per mediare una risoluzione. I problemi più pressanti sono due: l’inflazione e la riapertura dello Stretto di Hormuz. 

     

     

    L’impatto sull’inflazione è stato inatteso, come Trump non si aspettava una reazione iraniana: “Sta cercando una strategia per cercare di controllare l’effetto inflazionistico di quelle che sono state le sue azioni a livello di politica internazionale” dice all’Adnkronos Gianluca Ungari, responsabile degli investimenti per l’Italia di Vontobel. Una Cina più morbida nei confronti degli Usa potrebbe aiutare a trovare una soluzione per la crisi nel Golfo Persico, si tratta di un interlocutore che porta al tavolo dei negoziati un maggior peso sull’Iran. Ungari non vede una soluzione della crisi nel breve perdio, anzi “ci vorranno mesi perché la situazione si risolva dal punto di vista pratico e il prezzo del petrolio scenda in maniera significativa, almeno un paio di mesi”. I dati dell’inflazione statunitense pubblicati negli scorsi giorni (+3,8% ad aprile) sono i primi segnali che la crisi petrolifera sta entrando nelle catene produttive, scaricandosi effettivamente sull’inflazione. “Se Trump vuole intervenire deve farlo ora – evidenzia l’esperto -. Il mercato continua a valutare sia sulla parte obbligazionaria, che è quella più sensibile, ma anche sulla parte azionaria, uno shock di breve termine. Non come un elemento strutturale paragonabile al 2022”.  

     

     

    Così come l’Iran ha utilizzato il petrolio come strumento di negoziazione, così ha fatto la Cina su terre rare e Taiwan. Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc) è la più grande azienda al mondo produttrice di semiconduttori. “Se smettesse di produrre avremmo un blocco molto peggiore di quello dello Stretto di Hormuz. Si bloccherebbe tutta l’industria dell’intelligenza artificiale”. Un settore, quello dell’AI, che sta trainando Wall Street. La crescita degli utili delle società high tech che ha raggiunto +40% nel primo trimestre dell’anno, rincuorando i mercati. Il dubbio è se un capex di 800 miliardi di dollari quest’anno e che sempre più si avvicina ai 1000 miliardi in data center e altre infrastrutture, mentre le principali società, come OpenAi e Anthropic, hanno cash flow negativi, sia sostenibile. “Ricordiamoci – sottolinea Ungari – che anche quando le tariffe erano arrivate al 140%, la risposta cinese non è mai stata particolarmente aggressiva. Vedrei difficile che a un certo punto utilizzassero le terre rare per ottenere qualcosa. Potrebbero utilizzarlo come strumento di difesa, più che d’attacco”. 

    Senza dimenticare che sulla testa del presidente statunitense pende la Spada di Damocle delle midterm, il prossimo novembre. Mancano meno di sei mesi e il gradimento di Donald Trump, secondo le ultime rilevazioni, è ai minimi storici con un rateo di approvazione al 36%. Le crepe iniziano a intravedersi anche tra i repubblicani: nonostante l’85% sia ancora schierato a suo favore, la quota dei suoi più incrollabili sostenitori è passata dal 53% al 45%, complici l’aumento spropositato dei prezzi dei carburanti dato dalla chiusura di Hormuz e dalla gestione della crisi. Tra gli indipendenti, il consenso è crollato al 25%. ”La situazione politica interna è complessa e il suo support rate è uno dei più bassi. Trump ha bisogno di portare a casa una vittoria – incalza l’analista -. Ha detto che avrebbe ridotto l’inflazione e deve dimostrare di aver fatto qualcosa”. Un piccolo tassello per completare il puzzle delle midterm. A suo favore potrebbe giocare la nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. Il Senato degli Stati Uniti lo ha confermato mercoledì come nuova guida della Fed, una figura “più propensa al taglio dei tassi di interesse”. In pratica “si troverà a gestire una situazione molto particolare”. Warsh rappresenta un cambio significativo rispetto a Jerome Powell: “I tassi iniziano a salire, e siamo già a livelli molto alti. Mi chiedo se si possa permettere di lasciarli in salita senza intervenire”.  

    Donald Trump torna dalla Cina con una patta. Se la “carota” offerta a Xi Jinping non si tradurrà rapidamente in una riapertura di Hormuz e in una tregua sui semiconduttori, il tycoon rischia di presentarsi alle elezioni di novembre con l’economia sul chi va là e un consenso ai minimi termini. Al presidente statunitense non servono più dichiarazioni bombastiche, ma risultati tangibili. (di Marco Cherubini)  

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  • Lavoro, Principe (Inail): “Esoscheletri occupazionali migliorano sicurezza”

    Lavoro, Principe (Inail): “Esoscheletri occupazionali migliorano sicurezza”

    (Adnkronos) – “In alcuni ambiti si sta diffondendo l’utilizzo degli esoscheletri occupazionali, perché dovrebbero assistere e sollevare gli operatori da certi sforzi muscolari, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di salute e sicurezza”. Lo ha dichiarato Biagio Principe, della consulenza tecnica Salute e sicurezza di Inail e membro della commissione Sicurezza e igiene del lavoro dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, a margine degli ‘Stati generali delle ingegnerie – Innovazioni per un futuro comune’.  

    Il convegno, organizzato dall’Ordine all’Acquario Civico meneghino, costituisce uno spazio di confronto qualificato e aperto a professionisti, istituzioni e mondo delle imprese, per riflettere insieme su come l’innovazione possa aiutare ad affrontare le grandi sfide globali. “Trattare argomenti diversi con un approccio multidisciplinare e in un’ottica innovativa”, ha sottolineato Principe, “è sicuramente una fonte di arricchimento della preparazione culturale dell’ingegnere”.  

    Il suo intervento ha toccato anche il tema dell’invecchiamento della forza lavoro e dell’inserimento di tali lavoratori all’interno dei contesti produttivi: “È necessario gestirli in maniera corretta dal punto di vista della sicurezza sul lavoro”, ha precisato Principe, “tenendo conto che si tratta di persone che biologicamente diventano sempre più mature, e che quindi perdono delle capacità, ma che sono comunque portatori di conoscenza ed esperienza”. 

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    economia

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  • Gb, nuove dimissioni nel governo Starmer: Streeting lascia la carica di ministro della Salute

    Gb, nuove dimissioni nel governo Starmer: Streeting lascia la carica di ministro della Salute

    (Adnkronos) – Nuovo scossone politico nel Regno Unito. Il ministro della Salute Wes Streeting si è dimesso dal governo britannico, accusando apertamente il premier Keir Starmer di aver perso la sua fiducia politica. In una lettera Streeting ha scritto che, sebbene i successi nel campo delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale (Nhs) “siano tutti ottimi motivi per rimanere in carica”, “come sapete dalla nostra conversazione di inizio settimana, avendo perso fiducia nella vostra leadership, sono giunto alla conclusione che sarebbe disonorevole e contrario ai principi farlo”. Le dimissioni aprono la strada ad una potenziale sfida per la leadership laburista.  

    “È ormai chiaro che non guiderà il Partito Laburista alle prossime elezioni generali e che i parlamentari laburisti e i sindacati desiderano che il dibattito sul futuro del partito sia una battaglia di idee, non di personalità o di meschini conflitti. Deve essere un dibattito ampio, con la migliore rosa possibile di candidati. Appoggio questo approccio e spero che continuerete a promuoverlo”, ha detto Streeting parlando del premier. 

    Poco prima, il portavoce ufficiale di Downing Street aveva detto che Streeting sarebbe rimasto al suo posto e che continuava a godere della fiducia del premier. Interrogato dai giornalisti sul giudizio del premier in merito al lavoro svolto dal ministro della Salute, il portavoce aveva risposto che “grazie alle decisioni prese da questo governo”, il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) è migliorato. Alla domanda poi se Starmer ritenesse Streeting un buon Ministro della Salute, aveva replicato che i dati dimostrano che “le azioni intraprese da questo governo e attuate dal Ministro della Salute hanno avuto un impatto molto positivo sulla vita delle persone”. 

    Nel motivare le sue dimissioni, Streeting cita i risultati “senza precedenti” delle elezioni locali della scorsa settimana, in cui l’”impopolarità” del governo è risultata “un fattore determinante e diffuso” in tutta la Gran Bretagna, parla della minaccia di Reform UK come di una delle ragioni principali della sua uscita dal governo e denuncia inoltre gli “errori” politici. “Dove abbiamo bisogno di visione, c’è il vuoto. Dove abbiamo bisogno di direzione, c’è la deriva. Questo è stato sottolineato dal suo discorso di lunedì”, ha scritto. 

    “I leader si assumono le proprie responsabilità, ma troppo spesso ciò ha significato che altre persone si sono sacrificate. Bisogna anche ascoltare i colleghi, compresi i parlamentari che non occupano una posizione prominente, mentre l’approccio autoritario nei confronti delle voci dissenzienti impoverisce la nostra politica”, conclude. 

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  • Innovazione, Pili (Fnm): “Motivare giovani a evoluzione competenze”

    Innovazione, Pili (Fnm): “Motivare giovani a evoluzione competenze”

    (Adnkronos) – “Il nostro compito come aziende è andare a motivare questi giovani e far loro capire che il mondo del lavoro sta cambiando e che alcuni lavori richiederanno un’evoluzione di competenze. La vera sfida è integrare queste competenze in un ambito più globale”. Ad affermarlo Francesca Pili, consigliere delegato del gruppo Ferrovie Nord Milano (Fnm Spa), a margine degli ‘Stati generali delle ingegnerie – Innovazioni per un futuro comune’. L’incontro, organizzato all’Acquario Civico meneghino dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, si propone come un dialogo qualificato e aperto a professionisti, istituzioni e mondo produttivo, per riflettere insieme sulle traiettorie di sviluppo e di innovazione di fronte alle grandi sfide globali.  

    “Questi due giorni devono essere fonte di ispirazione”, ha sottolineato Pili. “Abbiamo portato il contributo di Fnm, quello che stiamo facendo in ambito infrastrutture, ma soprattutto abbiamo voluto dare una visione anche sulla guida autonoma, perché dobbiamo essere in grado di ispirare i giovani: quello che oggi mi ha colpito di più è stato vedere tanti giovani tra il pubblico, oltre a tutte le professionalità e agli ingegneri più senior”. 

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  • Butti: “Reti strategiche per Difesa ed economia, serve nuovo modello per gli operatori”

    Butti: “Reti strategiche per Difesa ed economia, serve nuovo modello per gli operatori”

    (Adnkronos) – “Le reti di telecomunicazioni sono fondamentali per la Difesa e per l’economia, ma il settore deve evolvere perché oggi la sola connettività non genera più redditività”.  

    Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, intervenendo a “Telecommunications of the Future”, evento promosso da Key4biz. “Che le reti Tlc siano in crisi è qualcosa che ripetiamo dall’inizio del nostro insediamento al Governo”, ha spiegato Butti, sottolineando come il mercato abbia progressivamente trasformato le reti in semplici “tubi” attraverso cui transitano servizi e contenuti che però generano valore altrove. “La domanda di connettività è aumentata ma i ricavi sono diminuiti e su questo era necessario interrogarsi”, ha aggiunto. 

    Secondo il sottosegretario, la supply chain del settore si è ormai spostata “sul cloud e sui servizi, non più su ciò che le reti trasportavano”, determinando un ritardo strutturale del comparto telecomunicazioni. Per affrontare questa fase, il Governo ha avviato un confronto con gli operatori del settore anche in una prospettiva europea. “Gli OTT non possono essere messi contro gli operatori delle telecomunicazioni, ma servono nuove linee commerciali e nuove idee sul piano tecnologico. Da qui la nostra proposta sull’Edge Cloud Computing”, ha spiegato Butti, ammettendo come inizialmente tale impostazione non sia stata subito condivisa dagli operatori. Ampio spazio anche al tema satellitare, definito strategico sia per l’Italia sia per l’Europa. “Riteniamo che il satellite sia una tecnologia complementare rispetto a Ftth e Fwa”, ha detto Butti, ricordando la sperimentazione avviata con la Regione Lombardia per utilizzare il satellite come sistema di backhauling nelle aree meno servite. 

    “L’obiettivo è evitare in alcuni casi il ricorso alla fibra, accelerando i tempi e riducendo i costi pur con performance ancora inferiori rispetto alla fibra stessa”, ha spiegato il sottosegretario. “Il satellite applicato alla connettività è un elemento di efficacia e questa tecnologia può essere scalabile in altri territori. È fondamentale se vogliamo portare connettività nelle aree più remote del Paese”. Butti ha infine sottolineato come il confronto sullo spettro satellitare e sulla riserva delle frequenze resti aperto e centrale per le future strategie nazionali ed europee in materia di connettività e infrastrutture digitali. 

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  • Lavoro, Carà (Ordine Ingegneri Milano): “Importante gestione imprevisti nei cantieri”

    Lavoro, Carà (Ordine Ingegneri Milano): “Importante gestione imprevisti nei cantieri”

    (Adnkronos) – “Il nuovo Codice degli appalti è una normativa molto importante per la razionalizzazione e la semplificazione degli appalti pubblici. Il problema è passare dalla norma – cioè da quello che è scritto, anche molto bene – all’operatività in cantiere. Purtroppo in cantiere, specie nelle ristrutturazioni importanti, non tutto è lineare, e l’imprevisto diventa quasi una costante del processo realizzativo”. Così Nella Carà, consigliera dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, a margine degli ‘Stati generali delle ingegnerie – Innovazioni per un futuro comune’.  

    Organizzato dall’Ordine all’Acquario Civico meneghino, il convegno rappresenta un momento di dialogo qualificato e aperto a professionisti, istituzioni e mondo produttivo, per riflettere insieme sulle traiettorie di sviluppo per le città del futuro. “Un imprevisto”, ha aggiunto Carà, “implica necessariamente delle varianti, e queste varianti hanno delle tempistiche: se le tempistiche vengono ridotte al minimo è ovvio che non avremo l’effetto domino sulla realizzazione del cantiere”.  

    A suo dire, “la criticità più importante che deve essere superata durante l’esecuzione dei lavori è la tempestività nelle risposte laddove si trovino delle difficoltà operative, e questo sicuramente aiuta ad arrivare all’obiettivo nei tempi e nei termini richiesti”. 

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