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  • Apmarr rinnova il direttivo, Antonella Celano confermata presidente

    Apmarr rinnova il direttivo, Antonella Celano confermata presidente

    (Adnkronos) – L’Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr Aps ets) rinnova il proprio consiglio direttivo e conferma alla presidenza Antonella Celano, punto di riferimento nazionale nell’ambito della tutela dei diritti delle persone affette da patologie reumatologiche e rare. Confermata anche Italia Agresta, come vicepresidente e i consiglieri Giacomina Durante, Mauro D’Antonio, Ferdinando Cedrone, Sonia Middei, mentre fanno il loro ingresso nel direttivo i consiglieri Irene Avaltroni, Carla Caprio, Graziano Di Giacomantonio. 

    Fondata nel 1984, Apmarr è oggi una delle principali realtà associative italiane impegnate nella tutela del diritto alla salute delle persone con malattie reumatologiche e rare. L’associazione opera quotidianamente per promuovere diagnosi precoce, accesso equo alle cure, riduzione delle liste d’attesa, appropriatezza terapeutica e miglioramento della qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. In Italia le patologie reumatologiche coinvolgono oltre 5 milioni di persone, molte delle quali convivono con forme severe e altamente invalidanti. Sotto la guida di Antonella Celano, Apmarr – informa una nota – ha consolidato negli anni il proprio ruolo di interlocutore autorevole con le istituzioni sanitarie e politiche, sviluppando attività di advocacy, campagne di sensibilizzazione, progetti nazionali e internazionali e percorsi dedicati all’empowerment dei pazienti. 

    “Ringrazio i soci di Apmarr per la fiducia che hanno voluto rinnovarmi – dichiara Celano –. Continueremo a lavorare con impegno e responsabilità affinché le persone con patologie reumatologiche e rare possano vedere pienamente riconosciuti i propri diritti, a partire da una diagnosi tempestiva e da un accesso uniforme alle cure su tutto il territorio nazionale. Il nostro obiettivo resta quello di dare voce ai pazienti e alle loro famiglie, rafforzando il dialogo con le istituzioni e promuovendo una sanità sempre più vicina ai bisogni reali delle persone”. Nel corso degli anni – si legge – Apmarr ha ricevuto importanti riconoscimenti per l’attività svolta a favore dei pazienti. Tra questi il premio ‘Eccellenze in Sanità 2025’, assegnato nella sezione ‘Roma Salute’ per la categoria ‘Volontariato in Sanità’ dalla Fondazione San Camillo-Forlanini di Roma, per l’impegno profuso nella tutela delle persone con patologie reumatologiche e rare. Nel 2025 – concldue la nota – Antonella Celano è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferita con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per il costante impegno civile e sociale portato avanti al fianco delle persone affette da malattie reumatologiche e rare. 

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    cronaca

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  • Al Mic Faenza Giorgia Severi presenta ‘Losing Cultural Landscapes’

    Al Mic Faenza Giorgia Severi presenta ‘Losing Cultural Landscapes’

    (Adnkronos) – Con un intervento di Claudio Spadoni inaugura venerdì 22 maggio, alle 18.30, al MIC Faenza il I Atto di ‘Losing Cultural Landscapes’ una personale di Giorgia Severi a cura di Giovanni Gardini che sarà visitabile nella Project Room del Museo fino al 13 settembre 2026. ‘Losing Cultural Landscapes’, presenta una serie di opere che si configurano come un’importante sezione di “Ghost Landscapes” un macro-progetto che Giorgia Severi porta avanti dal 2016 e che ruota attorno ad un archivio infinito di luoghi dal significato culturale, naturalistico e politico che per ragioni climatiche, geologiche ed antropiche stanno cambiando molto velocemente. 

    ‘Losing Cultural Landscapes’ è dedicato alla terra d’origine dell’artista, la Romagna, e punta lo sguardo sulle architetture rurali che ne hanno caratterizzato il paesaggio agreste e sugli alberi che nel corso della storia ne hanno definito l’identità, le tradizioni, il legame ancestrale e l’economia agricola. Da questo punto di vista l’artista si fa narratrice-interprete di quell’eredità culturale che ancora sopravvive e in cui passato e presente si intrecciano nell’urgenza di voler approfondire i caratteri identitari della propria terra. 

    In seguito, in occasione di Argillà-Italia, dal 4 al 6 settembre, sarà presentato il II Atto di questo progetto, con una serie di sculture in ceramica dedicate agli alberi di pino, emblematici del territorio cervese da cui l’artista proviene. Le opere in ceramica di Giorgia Severi sono state realizzate in collaborazione con la bottega faentina Ceramica Gatti 1928. 

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    cultura

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  • Piazza di Siena compie 100 anni, dal 27 maggio il grande show degli sport equestri

    Piazza di Siena compie 100 anni, dal 27 maggio il grande show degli sport equestri

    (Adnkronos) – Lo Csio di Roma Piazza di Siena-Master d’Inzeo celebrerà un’edizione dal valore simbolico straordinario: i cento anni del Concorso ippico e il centenario della Fise, due storie intrecciate che appartengono non soltanto agli sport equestri, ma al patrimonio culturale e identitario del Paese. Dal 27 al 31 maggio – l’evento si aprirà ufficialmente con il concerto previsto per la serata di mercoledì – sarà una doppia festa quella che si celebrerà a Villa Borghese, tra l’Ovale e il Galoppatoio, con Piazza di Siena che si conferma come un modello unico che unisce mondi diversi. Prima e dopo lo Csio-Master d’Inzeo, Piazza di Siena – curata da Sport e Salute in armonia con Roma Capitale – è diventata un luogo restituito alla città, con la competizione sportiva che si fonde con la legacy e le opere di restauro dell’area, per far sì che l’Ovale di Piazza di Siena sia (anche) una palestra a cielo aperto a disposizione della città .  

    “Quest’anno ci stiamo occupando della Fontana dei Cavalli Marini – sottolinea il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma -. Piazza di Siena è uno dei playground più belli che possano esserci nel mondo e quello dei playground è uno dei temi che a noi di Sport e Salute sta particolarmente a cuore. E a tale riguardo posso annunciare che da settembre ci sarà quello dello Stadio dei Marmi, che diventerà spazio pubblico aperto h24 per tutti”.  

     

    “La visione di Piazza di Siena ha avuto inizio nel 2017, ma sono emozionato come fosse il primo giorno, anche perché quest’anno festeggiamo un doppio centenario – ha aggiunto il presidente della Fise, Marco Di Paola -. Con il lavoro sinergico di tutti gli stakeholder coinvolti realizzeremo un evento straordinario”. Un evento che l’assessore allo sport, al turismo, alla moda e ai grandi eventi di Roma Capitale Alessandro Onorato ha definito “una festa popolare di aggregazione sociale, da vivere senza pagare il biglietto”.  

    Piazza di Siena esalta il valore della competizione, il ruolo del cavallo, ma anche “la cultura dello sport come attività fisica ed educazione sociale”, come spiegato da Luciano Crea, presidente della V Commissione permanente Cultura, spettacolo, sport e turismo del Consiglio regionale del Lazio. “Noi saremo sempre a favore di chi vuole intraprendere uno stile di vita sano”. Il Galoppatoio di Piazza di Siena ospiterà inoltre l’Europeo di Arena Polo: “Grazie a questa collaborazione con Fise e Sport e Salute – le parole di Sabrina Bono, capo di gabinetto del Ministro per lo Sport e i Giovani – non solo arricchiamo il nostro già ricco calendario, ma generiamo ricadute economiche e diamo ai turisti un motivo in più per visitare Roma”. E chissà che da questi eventi non possano nascere ulteriori opportunità per la Capitale: “Dopo le splendide Olimpiadi e Paralimpiadi invernali – ha ammesso il presidente del Coni Luciano Buonfiglio – abbiamo l’obbligo di crederci ancora e immaginare un percorso che possa portare alla candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2036”. 

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    sport

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  • Internazionali, impresa Pellegrino: batte Tiafoe e può sfidare Sinner agli ottavi

    Internazionali, impresa Pellegrino: batte Tiafoe e può sfidare Sinner agli ottavi

    (Adnkronos) –
    Impresa Andrea Pellegrino agli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, lunedì 11 maggio, il tennista azzurro, numero 155 del mondo, ha battuto in due set lo statunitense Frances Tiafoe, 22esimo nel ranking Atp, con il punteggio di 7-6 (10-8), 6-1 nel terzo turno del Masters 1000 di Roma. Per la prima volta agli ottavi del torneo del Foro Italico, Pellegrino, che arrivava dalle quali ora potrebbe trovare Jannik Sinner agli ottavi di finale, se l’azzurro dovesse battere Alexei Popyrin. 

    Partita combattuta nel primo set, con Pellegrino subito in vantaggio di due break, che si fa recuperare da Tiafoe e con il parziale che va al tie break. Al termine di un game interminabile, l’azzurro, spinto dal pubblico del Pietrangeli, riesce a conquistare il set. Il colpo subito è fatale per Tiafoe, che perde la testa e subisce un break dopo l’altro nel secondo set, che termina con il punteggio di 6-1. 

     

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    sport

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  • Hantavirus, il punto sul virus Andes: cosa sappiamo e cosa fare

    Hantavirus, il punto sul virus Andes: cosa sappiamo e cosa fare

    (Adnkronos) –
    Parte dall’Argentina la vicenda del focolaio di hantavirus sviluppato sulla nave da crociera Mv Hondius, quando nel porto di Ushuaia, capoluogo della Terra del Fuoco, – era il primo aprile – una coppia di olandesi è scesa per fare birdwatching in un’area dove è presente una discarica entrando – si ipotizza – in contatto con topi portatori dell’infezione che in Argentina ha causato alcuni focolai. I coniugi avevano visitato anche altre località dell’Argentina e del Cile. L’allarme è poi scattato con la segnalazione dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2 maggio, dopo che tra passeggeri e l’equipaggio si erano registrati casi di infezioni respiratorie severe.  

    Al momento, secondo l’Oms, si contano 7 casi confermati, 2 sospetti e 3 decessi, una donna tedesca e una coppia olandese. In Italia ci sono 4 persone sotto sorveglianza attiva, di cui 2 con nazionalità italiana e 2 stranieri. Erano sul volo della Klm dove per pochi minuti è salita e poi subito scesa la passeggera della nave deceduta per l’infezione.  

    Il responsabile del contagio è il virus Andes, una variante dell’hantavirus nota per la possibilità, rara, di trasmissione da persona a persona. Gli hantavirus – ricorda il ministero della Salute – infettano naturalmente i roditori. La trasmissione all’uomo avviene tramite il contatto con urina, escrementi o saliva contaminati di roditori infetti o, meno frequentemente, tramite morsi di roditori. Ad oggi, la trasmissione interumana è stata documentata, appunto, solo per il virus Andes nelle Americhe. L’infezione può causare una serie di malattie, anche fatali, può infatti coinvolgere i reni (nefrite), provocare emorragie o sindrome polmonare. Tra i diversi ceppi solo un numero limitato è noto per causare malattie nell’uomo.  

    Gli hantavirus presenti in Nord, Centro e Sud America
    possono causare la sindrome polmonare da hantavirus, una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore. Il virus Andes appartiene a questa famiglia ed è noto per una possibile trasmissione limitata da persona a persona attraverso un contatto stretto e prolungato, principalmente documentata in Argentina e Cile. 

    Gli hantavirus presenti in Europa e in Asia, invece, possono causare febbre emorragica con sindrome renale, che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni. La trasmissione da persona a persona non è stata documentata in queste aree. La nefropatia epidemica, è una forma lieve di febbre emorragica con sindrome renale osservata in Europa. 

    Al momento – evidenzia il ministero della Salute – non esiste una cura specifica né un vaccino contro l’infezione da hantavirus, ma un’assistenza medica tempestiva è fondamentale per migliorare la sopravvivenza e si basa su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. La prevenzione si basa prevalentemente sulla riduzione dei contatti tra persone e roditori e sull’igiene. Durante le epidemie o in caso di sospetto contagio, la tempestiva identificazione e il rapido isolamento dei casi, il monitoraggio dei contatti stretti e l’applicazione delle misure standard di prevenzione delle infezioni sono fondamentali per limitare un’ulteriore diffusione. 

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    cronaca

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  • Bruganelli-Bonolis, la figlia Silvia ricoverata in ospedale: “Grande guerriera”

    Bruganelli-Bonolis, la figlia Silvia ricoverata in ospedale: “Grande guerriera”

    (Adnkronos) –
    È stata una festa della mamma particolare per Sonia Bruganelli: la figlia SIlvia si trova attualmente ricoverata in ospedale. È stata la stessa imprenditrice a renderlo noto sui social con una foto che ritrae la ragazza a letto, apparentemente in una clinica. Ma sono le parole condivise a corredo che hanno reso il messaggio più chiaro: “Sono la tua Mamma ma sei tu che ogni giorno mi insegni la vita. Ti amo follemente Silvia , piccola grande Guerriera. Che onore essere la tua mamma”, ha scritto Bruganelli, dedicando il post alla figlia avuta nel 2002 dall’ex marito Paolo Bonolis.  

     

    L’imprenditrice non ha reso noto il motivo per cui la figlia si trova attualmente ricoverata in ospedale, ma è noto che Silvia sia nata con una patologia cardiaca congenita. Subito dopo la nascita, infatti, ha subito un’operazione delicata. La giovane ha riportato una ipossia cerebrale che le ha causato danni neurologici con conseguenze sul piano motorio. 

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    spettacoli

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  • Covid, Corte appello Torino conferma nesso causalità tra vaccino e danni neurologici

    (Adnkronos) – La Corte d’Appello di Torino ha confermato che esiste nesso di causa fra il vaccino anti Covid e la mielite trasversa, grave patologia che colpisce il sistema nervoso. La sentenza fa riferimento alla vicenda di una tabaccaia albese, oggi 57enne, a cui il tribunale di Asti nell’ottobre del 2025 in primo grado aveva riconosciuto il nesso di causa tra due dosi di vaccino e la malattia che le impedisce di camminare, condannando ministero della Salute e Aifa a liquidare l’indennizzo previsto dalla legge sui danni da vaccinazione, estesa nel 2022 a quelli da Covid. Contro la sentenza aveva fatto ricorso il ministero della Salute negando il legame causale, confermato invece dal tribunale torinese senza disporre una nuova consulenza tecnica. A renderlo noto gli avvocati Renato Ambrosio, Stefano Bertone e Chiara Gribaudo dello studio torinese Ambrosio e Commodo che assistono la 57enne.  

    In particolare, nel dispositivo la Corte d’appello sottolinea che “la consulenza tecnica d’ufficio (Ctu) espletata nel primo grado di giudizio ha attestato in modo completo, secondo il parametro della preponderanza dell’evidenza, la sussistenza del nesso di causalità tra inoculazioni di due dosi del vaccino per contrastare il virus Covid e non sussistono fondate ragioni per discostarsi dalle relative conclusioni”. Una delle ipotesi di Aifa e ministero era che ad aver causato il danno fosse stata la patologia autoimmune di cui la signora soffriva ma la Corte al proposito afferma che “l’assetto autoimmune non poteva configurare una causa alternativa ma solo un’eventuale terreno favorente l’evento immunomediato post vaccinale” e conclude che “alla luce del dato temporale, dell’assenza di precedenti analoghi e di fattori causali alternativi, secondo la preponderanza dell’evidenza deve dunque reputarsi sussistente il nesso causale tra vaccinazioni inoculate e patologia di mielite, non essendo i motivi di ricorso in grado di confutare tale conclusione”.  

    “La Corte d’Appello scatta una fotografia perfetta sulla questione danni da vaccini contro il Covid – commenta l’avvocato Bertone – prima di tutto ribadisce ‘l’astratta pericolosità del vaccino alla stregua delle leggi di copertura scientifica’, ossia il principio spesso smentito per cui anche i vaccini, come tutti i farmaci, possono comportare reazioni avverse anche gravi. Dall’altro si dice che ogni caso va valutato a sé nel processo secondo le circostanze ‘emerse dall’istruzione probatoria condotta’ cosi’ da poter verificare la sua effettiva idoneita’ a essere ‘casualmente efficiente alla produzione dell’evento’. È importante che questi concetti giuridici vengano ribaditi perché ogni caso è a sé stante deve essere approfondito al massimo per arrivare alla verità”. “Bisogna assistere chi ha subito danni gravi alla salute da prodotti farmaceutici e dispositivi medici che richiede competenze professionali in ambito legale e medico legale – aggiunge Ambrosio – e nelle ctu sarebbe opportuno che al medico legale fosse affiancato lo specialista del settore di danno coinvolto”.  

    Secondo i legali al 2024 sarebbero almeno 36mila le domande di indennizzo con una percentuale nei paesi europei studiati di casi accertati tra l’11 e il 30% di quelli analizzati e lo stesso loro studio dopo la condanna di primo grado del tribunale di Asti ha ricevuto molte decine di segnalazioni.  

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  • Furto alla mostra su Raffaella Carrà, sparite due cinture originali dagli abiti di scena

    Furto alla mostra su Raffaella Carrà, sparite due cinture originali dagli abiti di scena

    (Adnkronos) – Scoperta amara all’apertura dell’ultima giornata della mostra ‘Rumore’, dedicata a Raffaella Carrà. Sono state rubate due cinture originali appartenenti a storici abiti di scena dell’artista. A notare l’assenza, domenica mattina prima dell’apertura al pubblico, sono stati i proprietari della collezione, Giovanni Gioia e Vincenzo Mola, durante le operazioni di disallestimento dopo oltre tre settimane di esposizione alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto. 

    I due collezionisti, custodi di un archivio privato che raccoglie circa 350 costumi indossati dalla Carrà tra il 1976 e il 2012, hanno immediatamente informato gli organizzatori e sporto denuncia ai Carabinieri. Le prime verifiche non hanno rilevato segni di effrazione all’interno della Palazzina Azzurra, un dettaglio che lascia ipotizzare che il furto possa essere avvenuto durante gli orari di apertura della mostra. 

    Gli oggetti sottratti sono la cintura di un abito del 2006 indossato da Raffaella nel programma ‘Amore’ e quella di un costume utilizzato nella prima puntata della quarta edizione di ‘Carramba che fortuna’ nel 2008. Entrambe erano impreziosite da applicazioni originali in cristalli Swarovski e costituivano parti inscindibili dei costumi, manufatti sartoriali unici e immediatamente riconducibili alla storia artistica della Carrà. 

    “Non si tratta semplicemente di accessori”, spiegano Gioia e Mola. “Quegli abiti raccontano la televisione italiana, l’evoluzione del costume e il percorso artistico di una donna che ha cambiato il linguaggio dello spettacolo. Il danno che abbiamo subito è soprattutto culturale ed emotivo”.  

     

    La mostra, allestita dal 18 aprile al 10 maggio, presentava una selezione di trenta abiti provenienti dalla loro collezione, con l’obiettivo di raccontare Raffaella Carrà come icona di stile e figura anticipatrice di importanti cambiamenti sociali. 

    “Non è il nostro lavoro, ma una passione nata dall’amore per l’artista”, aggiungono i due collezionisti. “Quando ci viene data la possibilità, esponiamo questi abiti per comunicare l’evoluzione del costume televisivo attraverso lo stile di una star”. Il messaggio che volevano portare a San Benedetto del Tronto era chiaro: la Carrà come precorritrice di civiltà, simbolo di libertà, uguaglianza ed emancipazione in un’epoca in cui il costume televisivo iniziava a raccontare, e non più a nascondere. 

    Attraverso gli abiti esposti, la mostra ripercorreva non solo la carriera televisiva dell’artista, ma anche il suo impatto culturale sulla società italiana, con particolare attenzione ai temi della parità di genere e dei diritti civili. Per questo il furto assume un valore che va oltre l’oggetto materiale. 

    “Ci chiediamo come sia stato possibile che nessuno si sia accorto di quanto accaduto”, concludono Gioia e Mola. “Confidiamo nel lavoro degli investigatori e auspichiamo che chi ha compiuto questo gesto possa fare un passo indietro e restituire quanto sottratto, per rispetto della memoria di Raffaella Carrà e del valore storico di questi abiti”. 

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  • “Volevamo farne un set tv”: dai dilettanti all’Europa, alla scoperta del fenomeno Como

    “Volevamo farne un set tv”: dai dilettanti all’Europa, alla scoperta del fenomeno Como

    (Adnkronos) –
    In Europa, semm cumasch. La frase, tra le strade di Como, è ricorrente. Per coronare un percorso iniziato tra i dilettanti, sette anni fa, e passato per la promozione in Serie A del 2024. La vittoria contro il Verona nell’ultimo turno di campionato lo ha certificato: nella stagione 2026/27, il Como giocherà in Europa. Se andrà ‘male’ sarà Conference League, visto che – a due giornate dalla fine del campionato – la squadra di Fabregas è sicura di chiudere almeno sesta. Il Milan e la Roma, al quarto e al quinto posto, distano però solo 2 punti (67, contro i 65 dei lombardi). Se andrà bene, sarà Europa League. Se andrà benissimo, sarà Champions League. Si deciderà nei prossimi 180 minuti, gli ultimi di una stagione già storica per la squadra e la città. 

    Questione di prime volte, quelle che non si scordano mai. Come l’Europa, un traguardo difficile da immaginare pochi anni fa, quando la società galleggiava tra le incertezze. Tra pochi mesi, il Lago di Como entrerà nelle cartoline delle coppe europee, la massima espressione del calcio del vecchio continente. A testimoniare una rivoluzione costruita un passo per volta con una visione nuova, possibile grazie al supporto di una proprietà ricca, solida e ambiziosa. Per dare qualche coordinata, dal 2019 il Como fa capo al socio unico Sent Entertainment Ltd, legato alla holding indonesiana Djarum, della famiglia Hartono. Alla guida oggi c’è Robert Hartono, che fino a pochi mesi fa aveva gestito gli affari insieme a suo fratello Michael, scomparso a marzo. L’impero Hartono è fondato sulla produzione di sigarette kretek (aromatizzate ai chiodi di garofano) e – tra le tante attività – la famiglia detiene il 51% delle azioni della Banca dell’Asia Centrale. Per dare un’idea, la ricchezza dell’85enne Robert Hartono supera i 20 miliardi di dollari e il patrimonio della famiglia è stimato in circa 43 miliardi di dollari. Facile dunque intuire come il Como sia oggi la squadra più ricca d’Italia, con ambizioni da big per il futuro. In questo senso, la conquista dell’Europa è ‘solo’ il naturale sbocco di un progetto desideroso di successi. Buona parte dei risultati sportivi si deve a Cesc Fabregas, planato sul Lago quasi per caso e diventato presto il simbolo di un progetto solido e vincente. Da calciatore-azionista e poi da tecnico di una squadra che ha imparato a vincere attraverso il bel gioco. Con il primo obiettivo di divertire i suoi tifosi. Uno dei tanti plus del ‘fenomeno Como’. 

    Le soddisfazioni degli ultimi anni hanno aiutato a ricreare un rapporto tra il club e la città. Una città che, per tradizione, ha sempre vissuto il calcio con eleganza e discrezione. In una dimensione quasi raccolta, legata però al turismo internazionale. Così il Sinigaglia, ampliato fino ai suoi attuali 12mila posti, è diventato punto d’incontro di mondi in apparenza lontani. Dalle famiglie del posto a tanti ragazzi trascinati allo stadio da anni di crescita. Oltre a tanti tifosi provenienti dall’estero, attratti dal fascino del Lago e di uno scenario unico per una partita di pallone. Senza dimenticare i vip che, nei mesi, hanno fatto la loro passerella in tribuna in un iconico red carpet con affaccio sul pallone (alle partite si sono visti Hugh Grant, Andrew Garfield, Keira Knightley e Michael Fassbender, ma anche Adrien Brody, Terry Crews e Jeff Goldblum). Il bello è che gli Hartono avevano comprato il Como solo per ‘usarlo’ come un set televisivo. “Volevamo girare dei documentari sul calcio italiano per la nostra tv indonesiana. Ci siamo chiesti per cosa fosse conosciuta Como, a parte il calcio. Per il Lago, quindi abbiamo costruiamo tutto attorno a quello” ha raccontato – in diversi interventi – il presidente del club Mirwan Suwarso. Pure così il club è diventato ciò che è oggi: una squadra della provincia in grado di raccontare un calcio diverso nella penisola. Oltre le critiche, arrivate soprattutto per la mancanza di italiani. La proprietà è indonesiana, l’allenatore è spagnolo e la rosa – tolte le riserve Goldaniga (difensore) e Vigorito (secondo portiere) – è straniera. Un modello unico e complicato da replicare, ancorato a un’idea magari non condivisibile, ma fin qui funzionante. I sogni, sul Lago, sono appena iniziati. 

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  • Sinner, prima di Popyrin la sfida con Vagnozzi… a golf

    Sinner, prima di Popyrin la sfida con Vagnozzi… a golf

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner si prepara per il terzo turno degli Internazionali d’Italia 2026… giocando a golf. Oggi, lunedì 11 maggio, sfida l’australiano Alexei Popyrin nel Masters 1000 di Roma, tornando in campo dopo l’esordio vincente contro Ofner di sabato. Sinner ha sfruttato il giorno libero concesso dall’organizzazione del torneo per smorzare un po’ di tensione e distrarsi, ma sempre a modo suo. 

    Nella giornata di domenica 10 maggio infatti, l’azzurro si è recato al circolo ‘Marco Simone Golf & Country Clyb’ per giocare a golf in compagnia di alcuni membri del suo team. Ad accompagnarlo c’era infatti, come sempre in questi casi, l’allenatore Simone Vagnozzi, che ha posato con lo staff del circolo in una foto pubblicata sui loro profili social ufficiali: “Dal campo Centrale ai fairways”, ha scritto il ‘Marco Simone’ su Instagram, “orgogliosi di aver accolto Jannik Sinner e il suo team al Marco Simone!”. 

    Proprio il golf è uno degli hobby preferiti di Sinner per distrarsi e staccare dal tennis, come rivelato proprio dal tennista azzurro in conferenza stampa: “Certo che mi diverto anch’io fuori dal campo, dove faccio quello che voglio fare, perché alla fine si vive una volta sola e ho 24 anni, però il mio divertimento a volte lo faccio vedere un po’ meno”. 

    “Voi non sapete come sono. Ognuno è diverso. In questi due giorni ho giocato a golf, a calcio, questo è un po’ il mio divertimento”, aveva detto Sinner, “ci sono altri che si divertono in un altro modo ed è una cosa normale. Non c’è una regola, però alla fine in questi giorni qua l’obiettivo principale era riposarmi per essere più pronto possibile per questo torneo”. 

     

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