Categoria: Ultim’ora

  • Easyjet, Antitrust avvia istruttoria per pratica commerciale scorretta

    Easyjet, Antitrust avvia istruttoria per pratica commerciale scorretta

    (Adnkronos) – L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una pratica commerciale scorretta. La società, sottolinea l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, “avrebbe strutturato – sul proprio sito internet https://www.easyjet.com/ite sulla propria app – la procedura di acquisto online del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, per viaggi di andata e ritorno, pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come opzione di default l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando non effettivamente interessato”.  

    Il consumatore, rileva l’Authority, “sarebbe così indotto in errore sull’effettivo prezzo del sevizio per ciascuna tratta di viaggio e, nel caso voglia acquistare il servizio accessorio per una sola delle tratte, dovrebbe attivarsi per superare la scelta di default operata da easyJet, interrompendo la procedura di prenotazione online (tramite sito o app)”.  

    Secondo l’Autorità, questa condotta “potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo”. L’avvio dell’istruttoria “segue una moral suasion alla quale easyJet non si è conformata”, sottolinea l’Antitrust. 

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    economia

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  • Trump, oggi il checkup tra dubbi e domande: “Io sto benissimo”

    (Adnkronos) –
    “Sto benissimo”. Donald Trump e gli esami medici, nuova puntata. Oggi, 26 maggio il presidente degli Stati Uniti, 80 anni il 14 giugno, si sottopone al terzo checkup programmato negli ultimi 13 mesi. Trump, il più anziano presidente ad insediarsi alla Casa Bianca, è atteso al Walter Reed National Military Medical Center per una serie di controlli e per una visita dentistica, come ha anticipato la Casa Bianca all’inizio di maggio. 

    Lo scorso anno, Trump si è sottoposto ai controlli nel mese di aprile. Ad ottobre 2025 è tornato per un approfondimento ‘programmato’, che ha però alimentato discussioni sulle reali condizioni dell’uomo più potente del mondo. All’inizio del 2026, Trump ha chiarito di essersi sottoposto ad un controllo, non è chiaro quale sia stato l’esame nel dettaglio. Il medico del presidente, il dottor Sean Barbabella, ha affermato che gli esami sono serviti per “escludere in maniera definitiva problemi cardiovascolari”. 

     

    Negli ultimi mesi, hanno avuto ampio risalto le immagini che hanno documentato lividi sulle mani di Trump. Un effetto collaterale associabile alla somministrazione massiccia di cardioaspirina per prevenire rischi cardiovascolari. Il numero 1 della Casa Bianca ha ammesso di assumere dosi superiori a quelle raccomandate. Il presidente americano deve convivere anche con l’insufficienza venosa che si manifesta con un evidente gonfiore alle caviglie. Sarebbe indicato il movimento per contrastare il problema, ma Trump non ha mai nascosto lo scarso feeling con l’esercizio fisico. In questo quadro, integrato da due visite dentistiche in Florida di routine, la Casa Bianca ha ripetutamente affermato che il paziente speciale è “in eccellenti condizioni di salute”. Il presidente, inoltre, continua a sottolineare gli ottimi risultati ottenuti nei test cognitivi a cui si è sottoposto nel corso dei precedenti controlli al Walter Reed. 

     

    Dichiarazioni e comunicati, però, non sembrano sufficienti per cancellare dubbi e scetticismo. Su X, periodicamente, spuntano video e foto che ritraggono Trump con gli occhi semichiusi durante eventi e appuntamenti. “Questa Casa Bianca sembra proprio non voler riconoscere l’esistenza di nessuna questione, ma le persone anziane sviluppano problemi di salute e il presidente ha quasi 80 anni”, ha affermato il dottor Jonathan Reiner, per anni cardiologo dell’ex vicepresidente Dick Cheney, al Washington Post. “Sembra esserci una mancanza di sincerità da parte della Casa Bianca”, ha aggiunto. Anche i cittadini probabilmente cominciano a porsi qualche domanda. Secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos condotto ad aprile, il 40% degli americani ritengono che Trump abbia la lucidità necessaria per svolgere il proprio ruolo. A settembre dello scorso anno, il giudizio positivo era espresso dal 47% del campione. Per il 44%, ad aprile, il presidente è in buona salute. A settembre 2025, lo pensava il 54%. 

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    internazionale/esteri

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  • Vladimiro Crisafulli è il nuovo sindaco di Enna, vince senza il simbolo del Pd

    Vladimiro Crisafulli è il nuovo sindaco di Enna, vince senza il simbolo del Pd

    (Adnkronos) – E’ Vladimiro Crisafulli detto Mirello il nuovo sindaco di Enna. Sostenuto dal centrosinistra, ma orfano del simbolo del Pd, ha ottenuto 9.975 voti, il 64,11% delle preferenze. Si è fermato al 32,23% il candidato del centrodestra Ezio De Rose.  

    “Il simbolo del Pd a Crisafulli? Siamo un partito, è acqua passata. Adesso bisogna parlare di come si amministra Enna”. Così intervistato da Telecolor il segretario regionale del Pd siciliano Anthony Barbagallo.  

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    politica

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  • Estate all’improvviso e senso di debolezza, il medico: “Il fisico non ha tempo di adattarsi”

    Estate all’improvviso e senso di debolezza, il medico: “Il fisico non ha tempo di adattarsi”

    (Adnkronos) – Testa ovattata, senso di debolezza, malessere generale. Il clima estivo che arriva improvvisamente può metterci a dura prova. “È il problema che si percepisce quando si passa da una temperatura di tipo primaverile a un caldo repentino, con 6-8 gradi di sbalzo. In questi casi ovviamente il nostro organismo non ha il tempo di adattarsi. Veniamo esposti a uno stress ambientale maggiore del solito”, sottolinea all’Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina Interna all’università Sapienza di Roma, che spiega il senso di disagio che molte persone avvertono con il rapido arrivo di giornate dal clima estivo.  

     

    Ciò che accade al nostro corpo con il caldo, descrive l’esperto, “è un fenomeno di importante vasodilatazione. Questo perché il corpo deve mantenere la temperatura entro limiti normali. Quando all’esterno il termometro sale, l’organismo mette in atto tutte le reazioni per tenere la temperatura costante. Quindi si crea vasodilatazione, il che vuol dire che si abbassa la pressione. Se oltre al caldo c’è anche un tasso di umidità elevato, si ha poi una maggiore sudorazione a cui si aggiunge una perdita di liquidi attraverso il respiro. Di conseguenza bisogna bere moltissimo per reidratare, altrimenti tra la vasodilatazione e la perdita di liquidi la pressione si abbassa moltissimo. Di conseguenza si possono avere svenimenti, ipotimia o delle vere e proprie sincopi”.  

     

    Il buonsenso, in questi casi, “è il miglior consigliere. La prima precauzione è sicuramente evitare di esporsi alle temperature maggiori sottovalutando il problema”, raccomanda Sesti. Il suggerimento è “camminare all’ombra e scegliere luoghi ventilati, perché la ventilazione aiuta a disperdere il calore meglio”. All’interno, invece, “è bene a far circolare l’aria in modo da avere temperatura ambientale più accettabile”. L’altra raccomandazione “è quella di evitare pasti particolarmente pesanti da digerire, con carichi di alimenti che richiedono più energia per essere digeriti, ovvero grassi e proteine. Meglio mangiare frutta, verdura, molta insalata. Anche perché questi alimenti contengono sali minerali, vitamine, liquidi”.  

    L’altro elemento che ci aiuta a difenderci è l’abbigliamento: “È bene usare dei vestiti che traspirano, con fibre naturali, essenzialmente cotone e lino, perché aiutano a mantenere bassa la temperatura durante le attività normali, anche quando si sta al chiuso”, conclude il medico internista. 

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    cronaca

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  • Podcast, libri, serie e programmi tv: in Italia è ‘crime mania’

    Podcast, libri, serie e programmi tv: in Italia è ‘crime mania’

    (Adnkronos) – Dai podcast che battono ogni record di ascolto alle serie tv evento, dai bestseller che dominano le classifiche ai programmi che hanno fatto la storia del piccolo schermo. In Italia la ‘crime mania’ non è più una semplice tendenza, ma un imponente fenomeno culturale ed economico che contagia ogni media. Un’attrazione per il mistero, il crimine e la cronaca nera che trova conferma nei numeri del mercato, nei palinsesti e nelle scelte di un pubblico sempre più affamato di indagini e racconti dal lato oscuro. 

    A guidare questa nuova onda sono soprattutto i podcast. Fenomeni come ‘Indagini’ de Il Post, con la voce pacata e precisa di Stefano Nazzi, o i racconti virali di Elisa De Marco con il suo ‘Elisa True Crime’, hanno trasformato complesse vicende giudiziarie in narrazioni avvincenti per milioni di ascoltatori. Un successo confermato dalle classifiche di Spotify, che per il terzo anno consecutivo incoronano ‘Elisa True Crime’ come podcast più ascoltato in Italia, seguito proprio da ‘Indagini’. Il successo è tale da aver superato i confini dell’audio, traducendosi in libri bestseller e tour teatrali che registrano il tutto esaurito. 

    Il mondo dell’editoria, d’altronde, non solo conferma ma certifica il trend. Secondo il più recente Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia dell’Associazione Italiana Editori (Aie), il genere ‘crime’ è uno dei motori principali del mercato. Analizzando la narrativa italiana e straniera, il valore complessivo della categoria (giallo, thriller e horror) è cresciuto in modo esponenziale, passando dai 97,2 milioni di euro del 2019 ai 111,9 milioni di euro del 2024. Anche la sola narrativa italiana di genere thriller e giallo mostra la sua solidità, passando da un valore di 48,4 milioni di euro nel 2019 a 48,6 milioni nel 2024. Il dato sulla lettura è altrettanto eloquente: con quasi 3 milioni di appassionati, il giallo si conferma la categoria più corposa, seconda solo ai romanzi. A queste analisi si aggiungono le rilevazioni dell’Associazione Librai Italiani (Ali), secondo cui tra i libri più venduti a livello nazionale nei primi mesi dell’anno figurano stabilmente le opere di giallisti di punta come Piergiorgio Pulixi, Maurizio De Giovanni e Alessandro Robecchi, a testimonianza di come il pubblico premi gli autori specializzati nel genere.  

    La televisione, da parte sua, cavalca da sempre questo interesse. Programmi storici come ‘Chi l’ha visto?’, in onda dal 1989, rappresentano l’archetipo del genere, unendo servizio pubblico e racconto popolare con una base di pubblico fedelissima, come dimostra l’11% di share (1.647.000 spettatori) dell’ultima puntata. A questo si affiancano format più recenti come ‘Belve Crime’ che intercetta la curiosità del pubblico attraverso interviste-interrogatorio. 

    Ma è sulle piattaforme streaming che il genere raggiunge il suo apice produttivo. Il filone delle docu-serie e delle fiction ispirate a fatti reali domina l’offerta, con titoli di grande richiamo. Ne sono un esempio le serie Netflix, come ‘Vatican Girl’ sul caso Orlandi, la miniserie evento ‘Il Mostro’ di Stefano Sollima, che nel 2025 ha riacceso i riflettori sul Mostro di Firenze. Sulla stessa piattaforma trovano spazio ricostruzioni come ‘Marta – Il delitto della Sapienza’ e la docu-serie ‘Il Caso Yara’ sull’omicidio di Yara Gambirasio.  

    Anche Disney+ ha ampliato il suo catalogo crime con titoli come ‘Avetrana – Qui non è Hollywood’ sul delitto di di Sarah Scazzi, ‘The Twisted Tale of Amanda Knox’, la storia della studentessa americana accusata dell’omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher, e la recente produzione originale ‘World Wide Mafia, ‘Ndrangheta’. Quest’ultima, attraverso l’accesso esclusivo alle indagini del magistrato Nicola Gratteri, racconta la lotta dello Stato contro la criminalità organizzata calabrese, culminata nel maxiprocesso ‘Rinascita Scott’. 

    La Rai, con la sua piattaforma RaiPlay, partecipa con progetti come ‘Dark Lines’, che utilizza la graphic novel per narrare otto casi di femminicidio, tra cui quelli di Meredith Kercher ed Elisa Claps. Anche i grandi network internazionali guardano all’Italia: Hbo ha infatti in cantiere due attese miniserie. La prima è ‘Melania’ con Maria Esposito (‘Mare Fuori’) nei panni di Melania Rea; la seconda è ‘Saman – La verità nascosta’, che racconterà la straziante lotta per la libertà della giovane pachistana uccisa dalla famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato. Da ‘Vatican Girl’ a ‘Melania’, dunque, l’industria audiovisiva continua a investire su storie che attingono dalla cronaca, trovando nel pubblico una fame insaziabile di inquietante intrattenimento. 

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    spettacoli

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  • Carburanti, stangata prezzi in 10 anni: diesel +75,5% e benzina +38%

    (Adnkronos) –
    In Italia il prezzo medio del gasolio è salito in 10 anni del +75,5%, contro una media Ue del +69,2%, mentre la benzina costa il 38% in più rispetto al 2016, al netto degli sconti sulle accise disposti dal governo per far fronte all’emergenza in Medio Oriente. E’ quanto segnala il Codacons, che sulla base dell’ultimo report della Commissione Europea ha analizzato l’andamento dei prezzi dei carburanti nei vari Stati membri. Lituania e Lettonia sono i Paesi europei dove i listini alla pompa hanno subito i rincari maggiori negli ultimi 10 anni, mentre Malta, grazie ai prezzi amministrati dallo Stato, è l’unico Paese dove i prezzi sono rimasti quasi fermi, con una crescita di appena il 4,3% per il gasolio, rivela il Codacons.  

    Mettendo a confronto i listini di metà maggio 2016 con quelli della settimana del 18 maggio 2026 rilevati dalla Commissione Ue, si scopre che per un pieno di gasolio si spendono in Italia 35,7 euro in più rispetto a 10 anni fa, conto che salirebbe a +48 euro senza il taglio delle accise da 24,4 centesimi di euro in vigore fino allo scorso 22 maggio. Per la benzina, invece, la maggiore spesa per un pieno rispetto al 2016 risulta pari a +24,5 euro (+27,6 euro senza lo sconto sulle accise). 

    Per quanto riguarda il gasolio, Lituania e Lettonia sono i Paesi che detengono il primato degli aumenti in Europa, con il prezzo medio del diesel salito da maggio 2016 a maggio 2026 del +106%, seguiti da Paesi Bassi (103%) e Lussemburgo (102%), nazioni dove i listini del gasolio sono più che raddoppiati in 10 anni – spiega il Codacons – Male anche Francia, Belgio e Bulgaria con aumenti superiori al 90%. Se la media Ue di aumento si ferma nello stesso periodo al 69,2% l’Italia, grazie al taglio delle accise da 24,4 centesimi, risulta al penultimo posto nella classifica europea dei rincari, segnando un +56,3%. Anche sul fronte della benzina, i Paesi più penalizzati sono Lettonia e Lituania, che registrano dal 2016 a oggi un aumento del prezzo medio del +71,5% la prima e del +69,3% la seconda. Seguono Lussemburgo (+67%), Repubblica Ceca (66%), Estonia (+64%). L’Italia risulta al terzultimo posto con un incremento dei listini del +34%, superata da Spagna (+33,8%) e Malta (+4,7%). 

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    economia

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  • Terremoto in Cile, la forte scossa di magnitudo 6.9

    (Adnkronos) – Terremoto di magnitudo 6,9 nel Cile settentrionale. Il Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) ha fornito questa informazione, specificando che non sono pervenute segnalazioni immediate di vittime o danni materiali. 

    L’epicentro del sisma, che si è verificato alle 17.53 ora locale di lunedì, è stato localizzato nel deserto di Atacama, a una distanza di circa 31 chilometri dalla città di Calama, con una profondità focale di approssimativamente 100 chilometri, come indicato dall’agenzia statunitense. Il Servizio nazionale per la Prevenzione e la Risposta ai Disastri del Cile ha comunicato l’assenza di rischio di tsunami e ha confermato la mancata segnalazione di feriti o danni di rilievo. I media locali hanno riportato che l’evento è stato avvertito nelle regioni di Arica, Tarapacá, Antofagasta e Atacama. L’emittente TVN ha trasmesso immagini che documentavano la caduta di merci dagli scaffali dei supermercati. 

    Il Cile si configura come una delle nazioni a più elevata attività sismica a livello globale. La popolazione cilena tende a considerare terremoti di magnitudo inferiore a 7 come eventi di scarsa preoccupazione. Nel 1960, la città meridionale di Valdivia subì devastazioni in seguito a un terremoto di magnitudo 9,5, che detiene il primato di più potente mai registrato e che causò 9.500 decessi. Nel 2010, un sisma di magnitudo 8,8 verificatosi al largo della costa del Cile centrale generò uno tsunami e provocò oltre 520 vittime. 

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    internazionale/esteri

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  • Sinner-Tabur: orario, precedenti e dove vederla in tv

    Sinner-Tabur: orario, precedenti e dove vederla in tv

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner esordisce al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro sfida il francese Clement Tabur – in diretta tv e streaming – nel primo turno dello Slam parigino, in cui lo scorso anno è stato battuto da Carlos Alcaraz, assente per infortunio, in finale dopo un’epica partita-maratona da oltre cinque ore.  

    Sinner arriva all’appuntamento dopo il trionfo agli Internazionali d’Italia, dove è riuscito a battere Casper Ruud in finale conquistando il suo sesto Masters 1000 consecutivo. Il francese invece, che avrà dalla sua il sostegno del pubblico, è arrivato al torneo grazie a una wild card. 

     

    La sfida tra Sinner e Tabur è in programma oggi, martedì 26 maggio, alle ore 20.15, con il match che aprirà la sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello del Roland Garros che sarà quindi il loro primo incrocio. 

     

    Sinner-Tabur, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

     

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    sport

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  • Morto il sassofonista Sonny Rollins, il gigante del jazz aveva 95 anni

    Morto il sassofonista Sonny Rollins, il gigante del jazz aveva 95 anni

    (Adnkronos) – Addio a Sonny Rollins, il sassofonista jazz è morto a 95 anni. La notizia è stata confermata dalla sua portavoce Terri Hinte. Rollins è stato universalmente celebrato per la sua maestria improvvisativa e si annoverava tra gli ultimi grandi esponenti dell’era bebop e, al pari di John Coltrane e Charlie Parker, tra i sassofonisti più influenti del suo tempo. 

    Era particolarmente apprezzato per la sua capacità di improvvisare. Riguardo alle sue doti musicali, nel 2018 dichiarò a People: “Molti di quelli con cui sono cresciuto durante la mia prima adolescenza volevamo diventare musicisti jazz, ma non avevamo il talento necessario. Era un dono. La musica è un dono. Chiunque può imparare la musica, ma solo poche persone hanno un dono tale da essere davvero abbastanza talentuose – specialmente al giorno d’oggi – da sfondare in questo mondo altamente competitivo”. 

    Walter Theodore Rollins, questo il suo nome di battesimo, era nato a New York nel 1930. I suoi genitori erano originari delle Isole Vergini e lo allevarono ad Harlem. Iniziò a suonare il pianoforte prima di passare al sassofono contralto, ma a 16 anni passò al tenore, lo strumento per cui sarebbe diventato famoso, per emulare il suo idolo Coleman Hawkins. 

    Prima di compiere 20 anni, aveva già collaborato con grandi del jazz come Babs Gonzales, J.J. Johnson, Bud Powell, Miles Davis e Thelonious Monk, che definì il suo ‘guru musicale’ in un’intervista del 2013 si legge su People. “Ho suonato con Monk, ho provato con Monk e mi ha insegnato molto, era anche una persona molto buona”, spiegò. 

    Negli anni ’50, sviluppò una dipendenza dall’eroina. Ma nel 1954, dopo diversi arresti legati all’eroina, fu sottoposto a cure presso un ospedale per tossicodipendenti all’interno di una prigione federale a Lexington, nel Kentucky. L’ospedale, noto come ‘The Narco Farm’, era famoso nel mondo della musica per aiutare le persone a disintossicarsi (anche se non erano state arrestate), ed era l’unico centro di riabilitazione del Paese all’epoca. 

    In seguito, si trasferì a Chicago, dove rientrò lentamente nella scena jazz mantenendo la sobrietà. “Pensavo: ‘Sono un musicista e devo essere abbastanza forte da stare in mezzo alla droga’, perché quella era la scena”, raccontò al Chicago Reader nel 2008. “Ero pulito quando lasciai Lexington, ma dovevo in qualche modo ritrovare la mia strada nella società”. 

    Rollins è stato candidato ai Grammy sette volte, vincendone due. Nel 2004 ha ricevuto un Grammy alla carriera e nel 2011 il Kennedy Center Honor e la National Medal of the Arts. Nel 2017 il suo archivio personale è stato acquisito dallo Schomburg Center for Research in Black Culture presso la New York Public Library. 

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    spettacoli

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  • Iran, Trump e gli Accordi di Abramo: una lunga storia tra fiumi di parole e realtà

    Iran, Trump e gli Accordi di Abramo: una lunga storia tra fiumi di parole e realtà

    (Adnkronos) – Donald Trump e gli Accordi di Abramo. Una storia che il tycoon vorrebbe si ripetesse. Era il 2020, era il primo mandato di Trump alla Casa Bianca. Bahrein ed Emirati Arabi uniti decisero di normalizzare i loro rapporti con Israele nell’ambito degli Accordi di Abramo, con la ‘mano’ degli Stati Uniti. Si unì poi il Marocco. Poi ancora, l’anno successivo, l’ambasciata Usa a Khartoum annunciava la firma da parte del Sudan della “Dichiarazione degli Accordi di Abramo” per spianare la strada alla normalizzazione dei rapporti con Israele. Lo scorso anno il Kazakistan è diventato il primo Paese ad annunciare un’adesione durante il secondo mandato di Trump alla Casa Bianca. “Esclusivamente nell’interesse del Kazakistan”, dicevano da Astana. 

    Adesso Trump parla di allargare gli Accordi ad Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania e scrive la parola “obbligatorio” dopo che nei giorni scorsi era già tornato a evocare “gli storici Accordi di Abramo”. Non solo, il tycoon arriva anche a ipotizzare un coinvolgimento dell’Iran. Nella passata Amministrazione era stato Jared Kushner, genero del tycoon, l’architetto principale degli Accordi di Abramo. E Kushner resta sotto i riflettori nella ‘nuova’ Amministrazione Trump.  

    Da tempo il presidente auspica di allargare gli Accordi e riuscire a spingere Riad verso la normalizzazione con Israele. Ma la linea della monarchia del Golfo è stata sempre caratterizzata da quella che gli osservatori descrivono come ‘prudenza’. “Vogliamo essere parte degli Accordi di Abramo, ma vogliamo anche essere sicuri ci sia un percorso chiaro verso una soluzione a due Stati”, verso uno stato palestinese, diceva lo scorso novembre Mbs, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, parlando dallo Studio Ovale. Nel post di ieri su Truth, il presidente degli Stati Uniti scrive che tutto “dovrebbe iniziare con la firma immediata da parte di Arabia Saudita e Qatar, e tutti dovrebbero poi seguire” Riad e Doha. Presto una fonte saudita ha ribadito alla Cnn che Riad resta sulla “stessa posizione di sempre” e ha insistito su “un percorso irreversibile verso uno stato palestinese”. 

    Egitto e Giordania si trovano da sempre al centro di equilibri diplomatici complessi. Hanno buoni rapporti con Washington, sono stati i primi Paesi arabi della storia a firmare trattati di pace con Israele, confinano con la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Il Qatar, attore regionale sempre in primo piano, ha lavorato per presentare al mondo il suo ruolo di mediatore. E’ stato tra l’altro protagonista dei negoziati per un cessate il fuoco nell’enclave palestinese e la liberazione degli ostaggi dopo l’attacco di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023. Ieri, come confermato dall’agenzia ufficiale iraniana Irna, negoziatori di Teheran sono arrivati a Doha nel quadro di un “processo diplomatico” in corso per porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti, al conflitto iniziato con l’avvio – lo scorso 28 febbraio – di operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, a cui Teheran non ha mancato di rispondere prendendo di mira anche obiettivi nei Paesi del Golfo – e fermato da un fragile tregua. 

    Ruolo di mediazione anche per il Pakistan. Nei mesi scorsi c’era chi parlava di mediatore “improbabile”. Eppure il Pakistan, che vanta un’amicizia con Pechino come Teheran e una lunga e complicata storia di difficile alleanza con Washington, è riuscito a far sedere intorno allo stesso tavolo iraniani e americani dopo settimane di operazioni americane e israeliane che hanno martellato la Repubblica islamica e a cui Teheran non ha mancato di rispondere con obiettivi nei Paesi del Golfo nel mirino. C’è chi di Islamabad ha scritto di un “delicato gioco di equilibrismo diplomatico” pensando all’Iran, ma anche al patto saudita-pakistano. Con l’Arabia Saudita, eterna rivale dell’Iran nell’area, culla dell’Islam sunnita, Islamabad ha dallo scorso settembre un patto di difesa. La monarchia del Golfo è cruciale per il Pakistan anche dal punto di vista di legami economici e politici, non solo storici e religiosi.  

    E c’è la Turchia. C’è chi è convinto il potenziale degli Accordi di Abramo non possa essere realizzato senza il coinvolgimento di Ankara. Ma Recep Tayyip Erdogan non ha mai risparmiato critiche al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo stesso Netanyahu che evidenziò il ruolo di Trump negli Accordi di Abramo sostenendo nei mesi scorsi la candidatura del tycoon al Premio Nobel per la Pace. Nel post su Truth Trump scrive anche di volere l’adesione dello stesso Iran, dopo l’eventuale firma di un accordo che ponga fine al conflitto. E, senza mai citare Israele nel lungo post, ammette anche che – tra Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania – “è possibile che uno o due” Paesi “abbiano motivi per non aderire, e questo sarà accettato”.  

     

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