(Adnkronos) – "Dopo i nostri solleciti, sono stati aperti ulteriori scavi archeologici per fare altre indagini sul progetto di costruire un parcheggio a piazza Capponi". Lo dice all'Adnkronos Rosita Torre, portavoce del comitato che raccoglie molti residenti dello storico rione di Roma, fra via della Conciliazione e il quartiere Prati, dove dovrebbe sorgere un parcheggio interrato da circa 140 posti. Opera che rientra nei progetti dell'ormai concluso Giubileo 2025, come intervento numero 128. Scavi in cui, spiega ancora la portavoce dei 'borghigiani', "inizialmente pensavano di arrivare a 2 metri di profondità, trovando però solo la terra che costituisce il terrapieno su cui è realizzato il Rione Borgo e il quartiere Prati. Giunti a circa 4 metri di profondità invece hanno trovato dei ritrovamenti preesistenti almeno del 1700, case che già avevamo trovato nelle piante realizzate da Giovanni Battista Nolli nel 1748". Inoltre "abbiamo mandato una pec chiedendo alla Soprintendenza speciale 4 ulteriori scavi perché, come ci spiegano i nostri tecnici, di scavi ne servono almeno sei: due all'inizio, due al centro del cantiere e due alla fine". In tutto ciò Torre sottolinea come, nei palazzi adiacenti agli scavi, "le vibrazioni sono pericolose, tremano le vetrine, le finestre e anche i muri: tanto che in un palazzo è caduta una parte dell'intonaco dalle pareti condominiali. Pochi danni, ma questa è un'avvisaglia di quello che accadrà con gli scavi 'veri'", ben più profondi e ampi. "Nel frattempo, abbiamo trovato una bellissima comparazione satellitare dell'Università dell'Oregon che ha comparato la pianta del Nolli, sovrapponendola allo stato attuale: abbiamo avuto la conferma che, sotto quel terrapieno in cui vorrebbero costruire il parcheggio, una volta c'erano le case. E abbiamo avuto la conferma di dove passano effettivamente le Mura Leonine, quelle di Leone IV che poi Paolo IV ha risistemato che poi sono state distrutte alla fine dell'Ottocento", tutte o quasi. Perché "le fondamenta sono rimaste intatte, anzi: in uno dei palazzi, andando a rompere l'intonaco, sono state trovate le tracce delle Mura, che di fatto sono diventate le fondamenta di quel palazzo e, probabilmente, anche di altri. Se archeologicamente è molto affascinante, ai fini strutturali il ritrovamento dimostra che, se nel progetto si va a scavare nei paraggi per realizzare la rampa del parcheggio, il palazzo crolla". Il timore di Rosita Torre e di molti dei residenti è che, andando a toccare le Mura Leonine, il progetto "possa far fare alla zona la fine della Torre dei Conti, distruggendo tutto e fagocitando questo maledetto parcheggio". Il parere dei residenti quindi è ancora contrario al progetto: "Quest'opera a noi non interessa, non la vogliamo e fa solo comodo ai promotori privati di questo parcheggio. Noi non lo vogliamo perché è pericolosissimo, non per altre ragioni: siamo preoccupati per la staticità delle nostre case". Torre poi ricorda come "questa di piazza Capponi è un'opera giubilare 'indifferibile', in deroga a tutto ciò che possono essere controlli, scavi o altro. Eppure questo a noi ci ha penalizzato tremendamente: forse, con una valutazione di impatto ambientale, qualcuno si sarebbe accorto che una rampa a un metro e mezzo da un portone può essere una cosa vergognosa, no?". Infine un'indiscrezione: "L'ingegnere che appare quale progettista strutturale del parcheggio interrato risulta essere membro della Commissione di Alta Vigilanza istituita dall’Ufficio Extradipartimentale del comune di Roma, per il Piano Urbano Parcheggi: chi controlla il controllore?".
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